Incidenti ferroviari in Italia

PREMESSA
In ambito UE è stata istituita l'Agenzia Ferroviaria Europea, con due sedi, entrambe in Francia: quella operativa si trova a Valenciennes, mentre le strutture per l'organizzazione di incontri e conferenze internazionali sono a Lille.
Questo nuovo organismo, istituito con Regolamento (CE) n° 881/2004 esaminerà le nuove regole nazionali in materia di sicurezza, terrà un registro degli indicatori di sicurezza, delle relazioni d'indagine e dei certificati di sicurezza e sorveglierà lo sviluppo della sicurezza ferroviaria, monitorando anche gli incidenti ferroviari avvenuti negli stati membri.
In Italia, l'emanazione di questo organismo UE è l'Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie ed ha sede a Firenze, così come delineato dal Governo attraverso il DLgs 162/2007 che recepisce (con ritardo, tanto che l'Italia è "sotto infrazione" UE) la Direttiva 2004/49/CE, la quale ha introdotto particolari innovazioni rispetto all'attuale assetto delle competenze in materia di sicurezza delle ferrovie, e può diventare uno strumento che i cittadini - ed i ferrovieri in particolare - dovrebbero conoscere ed utilizzare ai fini dell'accertamento dei reali livelli di sicurezza, laddove questi appaiono al di sotto degli standard previsti.
Questo database, allora, vuole essere un ulteriore supporto per tutti coloro che intendano approfondire la ricerca storica sulle ferrovie italiane, segnatamente nell'aspetto che riguarda la sicurezza delle infrastrutture ferroviarie, aperto al contributo dei diretti interessati:  i ferrovieri.
Pertanto, chiediamo a tutti coloro che consulteranno questo database di segnalarci gli incidenti ferroviari di cui verranno a conoscenza, anche se si tratterà di eventi avvenuti in passato ma spesso sconosciuti.
Questo lavoro (per ora incompleto) è stato possibile grazie alla passione di Ezio Gallori, ex macchinista e storico animatore della rivista dei macchinisti "ancora In Marcia!" di Firenze. Un grazie di cuore va anche a Salvatore Messina, RLS di Verona, che per primo ha cercato di catalogare gli incidenti ferroviari in Italia. Grazie al macchinista Giuseppe "Peppe" Lombardo, che ci ha messo a disposizione la sua collezione di "ancora IN MARCIA!", fonte preziosa di informazioni e foto.
Un grazie, poi, a tutti i RLS dei ferrovieri, che costantemente verificano le carenze di sicurezza nell'esercizio ferroviario, inascoltati.
Incidenti
318
Macchinisti
morti
67
Macchinisti
feriti
54
Altri ferrovieri
morti
101
Altri ferrovieri
feriti
55
Viaggiatori*
morti
1337
Viaggiatori*
feriti
2191
*Con tale termine s'intendono tutti i non ferrovieri

 Anno
2008 Incidenti = 28 Macchinisti
morti = 1
Macchinisti
feriti = 3
Altri ferrovieri
morti = 7
Altri ferrovieri
feriti = 4
Viaggiatori
morti = 2
Viaggiatori
feriti = 77
29 gennaio 2008
Campodarsego (PD)
Linea
Padova - Bassano

CampodarsegoCAMPODARSEGO. Quando ha visto l’operaio con la casacca catarifrangente arancione sbacciarsi lungo i binari Mosè Adriano Tenan, 54 anni, rodigino, macchinista del treno 5834 partito da Padova per Bassano alle 8,59, ha alzato lo sguardo e notato il tir fermo tra i binari. Trattenendo il fiato, ha tirato il freno di emergenza urlando poi ai passeggeri di buttarsi a terra. Grazie alla sua prontezza Tenan è riuscito a salvarsi la pelle e probabilmente a ridurre al minimo i danni: 19 feriti fra cui solo tre di media gravità. Ieri mattina alle 9,15, infatti, a Campodarsego, al passaggio a livello di via Marcello, poteva essere una strage. Una strage stupida, come stupido (da una prima ricostruzione) sembra il gesto del camionista polacco Krzysztof Pabis, 28 anni, che dopo aver sbagliato strada (doveva portare il carico alla Scapin Legnami di Cavino), ha deciso non si sa per quale motivo di attraversare il passaggio a livello con il semaforo rosso acceso e le sbarre in movimento, rimanendo così intrappolato. Poi, preso dal panico, è prima sceso e poi rimasto nella cabina. Il treno, quindi, pur in frenata, ha dilaniato il cassone lasciando integra la cabina. Pabis è stato denunciato per disastro ferroviario colposo. La linea è rimasta chiusa 7 ore.
Treni in tilt. Sette ore di paralisi totale dei convogli da e per Padova sia per i treni diretti a Bassano che per quelli per Calalzo, dato che da Padova fino a Camposampiero la linea è la stessa (solo successivamente si sdoppia). Sette ore durante le quali decine di operai delle Fs e diverse squadre dei vigili del fuoco si sono avvicendate per ore, per togliere la carcassa del camion (con il suo carico di legname) dai binari e far ripartire il treno (con il muso fracassato) per riportarlo nella stazione di partenza. Un superlavoro. Come quello dei 15 operatori del Suem, che, poche ore prima, ottimamente coordinati dai colleghi della centrale del 118 di Padova, con l’ausilio di cinque ambulanze e un elicottero, hanno trasportato tutti i feriti (rispettando i codici di gravità) a destinazione in pochissimo tempo e in modo da non causare ingorghi nei vari Pronto soccorso.
Diciannove feriti. Nove persone sono state portate a Camposampiero, sei a Cittadella, quattro a Padova. Fra loro anche una donna incinta al sesto mese. La maggior parte dei feriti è stata medicata e dimessa in giornata. L’autista del tir polacco è stato sottoposto anche ad alcoltest ma è risultato negativo.
Gli altri passeggeri, invece, sono stati fatti trasbordare su un pullman che li ha portati a destinazione. Per tutta la giornata le Ferrovie hanno predisposto un servizio di bus sostitutivi di collegamento tra Padova e la stazione di Campodarsego, in modo da bypassare il luogo dell’incidente.
Danni per milioni. Nel frattempo i referti medici dei feriti sono stati inviati in procura a Padova. Il pm Silvia Baccaglini, infatti, ha aperto un’inchiesta le cui indagini sono state affidate alla Polfer. L’ipotesi di reato è disastro ferroviario colposo. Il risarcimento dei danni non è ancora stato stimato. Ma fra locomotore distrutto, danni a terzi, e treni soppressi, si parla già di milioni di euro.
Un boato tremendo. Ore 9, 15 minuti e 23 secondi. E’ questo l’orario segnato sui documenti delle Ferrovie. L’ora del disastro. Della scampata strage. A bordo del Padova-Bassano, infatti, c’erano circa 60 passeggeri. Lo scontro con il camion è stato tremendo. C’è chi fra i residenti ha scambiato il rumore per il boato sordo che si sente prima dei terremoti ed è uscito in strada. Dentro al convoglio invece il panico si è sciolto in lacrime a poco a poco, con la consapevolezza che non c’erano morti, ma solo sopravissuti. Sopravvissuti a una sciagura dominata dalle casualità.
Sopravvissuti per caso. Infatti, solo il caso ha guidato il polacco Krzysztof Pabis in via Marcello (l’autista doveva svoltare in via De Toni, ma ha sbagliato). E sempre il caso ha voluto che alle 9 e 15 minuti e 23 secondi, al chilometro 37,319 della linea Padova-Bassano, ci fosse una squadra di operai delle Fs, appena scesa dal furgone per effettuare un controllo di routine sul passaggio a livello. Sono stati loro a dare soccorso al camionista, ma soprattutto a correre lungo i binari da entrambe le direzioni, per intercettare il treno, il cui arrivo imminente era stato annunciato dalle sbarre che si erano abbassate.
Gli operai eroi. Maurizio Marcello di San Martino di Lupari, Enrico Piva di Tezze sul Brenta e Giuseppe Ferri di Castelfranco si sono sbracciati finché uno di loro è stato visto dal macchinista del treno 5834 che ha tirato «la rapida», il freno che si utilizza in questi casi. E ancora il caso ha voluto che a bordo del convoglio ci fossero Mosè Adriano Tenan e il collega Ivano Cagnato, 57 anni, sempre di Rovigo, due ferrovieri con più di 30 anni di esperienza sulle spalle che hanno fatto anche di più di ciò che dovevano, cioè hanno inconsapevolmente cambiato i destini dei sessanta passeggeri saliti a Padova. Non ci sono stati morti: solo un caso, dunque. E dopo lo schianto si sono scatenate le polemiche.
(fonte: www.espresso.repubblica.it)

19 feriti

6 marzo 2008
Milano
Linea
Torino - Milano

L'uomo era responsabile di un cantiere Un operaio di una ditta che lavora per conto delle Ferrovie dello Stato è stato travolto e ucciso da un treno in transito. E' accaduto a Milano sulla linea che collega il capoluogo lombardo con Torino. Nel punto dove è avvenuto l'incidente c'è un cantiere, che stava per aprire, per alcuni lavori sulla massicciata. La vittima, 56 anni, era il responsabile del cantiere ed è morto poco dopo l'arrivo dei soccorsi. L'incidente si è verificato nella notte tra mercoledì e giovedì in via Cristina Belgioioso, alla periferia del capoluogo lombardo. Subito i colleghi del responsabile del cantiere hanno allertato i soccorsi, ma l'uomo è morto poco dopo l'arrivo dell'ambulanza del 118. La vittima si chiamava Carlo Pistoni e aveva 56 anni. L'uomo era il capocantiere e lavorava per la ditta "Costruzione Linee Ferroviarie s.p.a." (CFL). Era residente nella provincia di Parma. Secondo quanto hanno raccontato i macchinisti alla polizia ferroviaria della sezione Milano Garibaldi, il treno era partito da circa quattro minuti quando ha incontrato sul suo percorso un gruppo di operai che camminava lungo i binari. Pistoni, in particolare, era al centro del binario con le spalle rivolte al treno in corsa. I macchinisti hanno attivato il segnalatore acustico e hanno provato a frenare ma l'impatto è stato inevitabile. Il treno viaggiava alla velocità di circa 105 km orari. Le Ferrovie dello Stato hanno precisato che l'operaio lavorava per una ditta appaltatrice della società Metro Milano che sta realizzando la fermata Rho Fiera. La CLF, cooperativa di cui l'operaio era dipendente, aveva richiesto a Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) l'autorizzazione ad accedere nell'area ferroviaria per effettuare lavori notturni. L'autorizzazione concessa prevedeva un'interruzione della circolazione ferroviaria a partire dall'1.30. L'investimento è avvenuto a mezzanotte e trenta. (Agenzia TG COM).

Muore l'operaio Carlo Pistoni

10 marzo 2008
Senetica di Ospitale,
Bondeno (FE)
Linea
Ferrara - Mantova
(Ferrovie dell'Emilia Romagna)

BondenoUNA FRENATA, la luce che si spegne e poi il botto. I passeggeri del treno che ieri sera ha urtato il rimorchio di un camion non scorderanno mai la paura provata in quei momenti. Ma, per fortuna, gli unici segni che porteranno con loro saranno nella memoria: nessuno è rimasto ferito. Alle 19.40 di ieri sera un treno passeggeri regionale Fer (Ferrovie dell’Emilia-Romagna), composto dal locomotore e da un’altra carrozza, che viaggiava sulla linea Ferrara-Mantova si è scontrato con un camion al passaggio a livello a Senetica di Ospitale, nel Bondenese.
IL CONVOGLIO ha centrato il rimorchio del tir, che trasportava materiale edile e che, secondo i primi rilievi, sarebbe rimasto incastrato nel passaggio a livello: in pratica non sarebbe riuscito a uscire prima della chiusura della sbarra. A causa dell’impatto, entrambe le carrozze del treno sono deragliate dai binari.
Giulia Evangelisti, 21enne di Felonica (Mantova), era seduta, con le spalle rivolte alla direzione di marcia, in una delle prime file di sedili della carrozza di testa, quella che funge anche da locomotore.
«E’ stato tremendo — racconta poco dopo il fatto — non me lo scorderò mai più. Nella carrozza con me c’erano due mie amiche e altre due o tre persone. All’improvviso abbiamo sentito un forte fischio e ci siamo resi conto tutti che era stato azionato il freno d’emergenza. Poi ho visto la faccia della mia amica seduta di fronte a me e mi si è gelato il sangue: era spaventatissima. Un secondo dopo ho capito perché: gli autisti del treno e i controllori stavano correndo fuori dalla cabina di pilotaggio. Poi si è spenta la luce e abbiamo sentito un gran botto».
LA VOCE di Giulia trema ancora per la paura: «Dopo l’urto ci hanno detto di scendere perché si sentiva odore di nafta. L’incubo è finito solo quando siamo usciti dal treno. Stavamo tutti bene: noi passeggeri (nella seconda carrozza c’erano una quindicina di persone, ndr), il personale del treno e l’autista del camion. Ma la scena che ho visto era agghiacciante: il treno deragliato e il camion distrutto».
SUL POSTO sono intervenuti il 118, i vigili del fuoco di Ferrara e i volontari di Bondeno, i carabinieri della stazione di Bondeno e del Norm di Cento. Per fortuna, nessuno è rimasto ferito: soltanto una mamma e la figlia sono state accompagnate all’ospedale di Bondeno dai sanitari del 118 per piccole escoriazioni.
Sul fatto saranno avviate le inchieste della Fer e dei carabinieri per accertare eventuali responsabilità per quanto accaduto.
(fonte: il Resto del Carlino on line)

10 marzo 2008
Termoli (CB)
Linea
Pescara - Bari
TermoliTanta paura ma per fortuna nessun ferito grave. Erano le 9,35 di questa mattina 10 marzo quando un treno regionale diretto a Foggia ha travolto una ruspa che stava lavorando sulla ferrovia all’altezza del mobilificio Arlem di via Corsica. Il convoglio senza passeggeri era partito da pochi minuti dalla stazione di Termoli quando c’è stato il violento impatto. Non sono ancora chiare le cause dello scontro e perché il macchinista non abbia visto l’escavatore che stava svolgendo lavori di manutenzione proprio sulla rete ferroviaria. L’operaio che si trovava sulla ruspa ha fatto appena in tempo a mettersi in salvo e a saltare dal mezzo che questo si è accartocciato sotto le pesanti rotaie di ferro del treno. Tanta la paura e fortunatamente l’unico che è rimasto lievemente ferito con l’impatto è stato il macchinista. Sul posto dell’incidente, un po’ difficile da raggiungere perché si trova ai piedi di una scarpata, gli agenti della Polfer, della polizia, il 118 e un’ambulanza della Misericordia. Gli agenti ora stanno lavorando alla ricostruzione della dinamica. Stanno interrogando il macchinista per capire se avesse visto l’escavatore, se era stato avvisato che c’erano lavori in corso, se i freni del convoglio hanno funzionato correttamente. Tutti interrogativi a cui nel giro di poche ore si avrà una risposta.
La linea adriatica per ora è stata chiusa alla circolazione.

11 marzo 2008
Bardonecchia (TO)
Linea
Torino - Modane
(ANSA) - TORINO, 11 MAR - La linea ferroviaria che da Torino porta a Parigi e' interrotta dalle 8.40 di stamani perche' un lomotore ha urtato di striscio una benna (il braccio mobile di una gru) impiegata per lavori sulla massicciata ferroviaria.
E' accaduto dopo la stazione ferroviaria di Bardonecchia (in alta Valle di Susa) a pochi distanza dall'imbocco della galleria italo-francese del Frejus. L' incidente non ha avuto conseguenze per il macchinista del locomotore, che non trainava carrozze, ne' per gli operai impegnati nei lavori, ma ha provocato il blocco di un Tgv partito da Torino e diretto a Parigi che e' stato fermato nella stazione di Bardonecchia, in quanto, proprio per i lavori sulla massicciata, stamani il traffico si svolgeva su un solo binario ora occupato dal locomotore incidentato. Le Ferrovie dello Stato hanno assicurato che si tornera' alla normalita' entro la mattinata.

3 aprile 2008
Centallo (CN)
Linea
Fossano - Cuneo

Un manutentore della squadra di impianti elettrici delle ferrovie è rimasto folgorato dai cavi dell'alta tensione nei pressi della stazione ferroviaria di Centallo, nel cuneese. Si chiamava Aldo Botasso, aveva 52 anni ed era padre di due figli. La tragedia è avvenuta nei pressi del cavalcavia ferroviario in zona San Biagio, in direzione Roata Chiusani poco dopo le 13.30 mentre l'operaio era impegnato nella manutenzione sui pali dell'alta tensione. Le Ferrovie dello Stato hanno precisato che l' operaio «è stato colpito mentre stava effettuando un intervento di manutenzione al trefolo di guardia, filo in acciaio privo di tensione elettrica». «Per motivi da accertare - proseguono le Ferrovie dello Stato - durante i lavori l'operaio si è spostato con parte del corpo in una zona elettricamente non sicura, rimanendo folgorato. Inutili i soccorsi dei colleghi e del 118, il cui personale e' giunto sul posto anche con l'elicottero, ma per l'uomo non c'e' stato nulla da fare. Ne e' seguito il sopralluogo di Vigili del Fuoco, Carabinieri e tecnici Spresal per cercare di ricostruire la dinamica dell'accaduto. Secondo la ricostruzione di due colleghi che sono subito accorsi sul posto - avrebbe fatto una manovra sbagliata toccando un cavo da cui è partita una scarica da 3.000 volt che lo avrebbe sbalzato a diversi metri di distanza dal traliccio su cui stava lavorando ed è morto sul colpo. Sull'incidente mortale la magistratura ha aperto un'inchiesta.

Muore l'operaio Aldo Botasso

9 aprile 2008
Broni (PV)
Linea
Piacenza - Alessandria
L'intercity 560 Bari-Torino, si è scontrato alle 16.30, all'altezza della strada provinciale delle Saline nel comune di Santa Giuletta (Pavia), con un camion abbandonato sui binari ad un passaggio a livello fra Broni e Voghera (sulla linea Piacenza-Alessandria). L'autista del camion non è riuscito a superare il passaggio a livello prima che le sbarre si abbassassero e vedendo sopraggiungere il treno ha abbandonato, spaventato, il mezzo sui binari. Non ci sono stati feriti, nè tra i passeggeri, nè tra il personale ferroviario, soltanto il treno è stato danneggiato e non ha potuto proseguire la corsa. Trenitalia - informa una nota - «ha subito attivato dei servizi sostitutivi e un adeguata assistenza ai passeggeri, due dei quali non vedenti». Attualmente la circolazione sul tratto di linea è stata interrotta e le squadre di pronto intervento delle Ferrovie stanno già lavorando per riattivare al più presto la circolazione. Le Ferrovie dello Stato sottolineano, nel comunicato, che questi episodi «irresponsabili» vanno evitati «sia per non interrompere la circolazione ferroviaria, sia per non compromettere la sicurezza e l'incolumità dei viaggiatori». (ANSA).
13 aprile 2008

La locomotiva di coda del treno 9437 (ETR 500) alla velocità di oltre 200 Km/h ha perduto l'intero tetto. Il pezzo di peso e dimensioni notevoli è volato danneggiando la linea aerea ed è stato investito dal treno 9396 effettuato con un pendolino 460. Non si trattava né di un"corpo estraneo" come comunicato dalle FS né della sola botola come da noi anticipato, ma dell'intero imperiale.
Solo per pochi secondi non c'è stato l'impatto con la cabina di guida del treno incrociante con conseguenze drammatiche per i due macchinisti. Per il PdM alla guida del 9396, di Roma S. Lorenzo, fortunatamente solamente tanto spavento, mentre i macchinisti del 9437, anch'essi di Roma, non si sono accorti di nulla perché il pezzo volato dalla locomotiva di coda trovandosi "dietro" ai pantografi non ha danneggiato alcuna apparecchiatura di bordo ma causava solo l'intervento della sottostazione elettrica.
Ancora una volta per cause fortuite non c'è stato uno svio dalle conseguenze disastrose ma soltanto danni al materiale e la rottura di molti finestrini per il sollevamento del pietrisco.
Restiamo sbalorditi ed estremamente preoccupati dalla leggerezza con cui avvengono le lavorazioni ai treni e dall'impunità dei responsabili. Inoltre il tentativo di disinformare gli utenti ed i lavoratori con comunicati reticenti e fuorvianti (l'ufficio stampa ha dichiarato "un corpo estraneo sui binari") dimostra la mancanza di trasparenza nei confronti dell'opinione pubblica e, forse, addirittura il tentativo di nascondere i fatti.
Non è ammissibile che non ci siano protocolli e procedure per la verifica delle condizioni dei mezzi prima che questi vengano rimessi in esercizio.
I dirigenti responsabili della manutenzione degli etr, invece di passare il tempo ad intimidire telefonicamente i ferrovieri che adottano comportamenti di tutela, dovrebbero occuparsi di svolgere bene il proprio compito, a cominciare dalla qualità delle procedure di lavorazione per garantire la sicurezza di tutti, viaggiatori e ferrovieri.
(fonte: redazione di "ancora IN MARCIA!"

16 aprile 2008
Castiglion Fiorentino (AR)
Linea
Firenze - Roma
(ANSA) - AREZZO, 16 APR - Principio di incendio in una carrozza ferroviaria. E' successo alle 15,45 sul treno regionale numero 1808 partito da Roma e diretto a Firenze. Le fiamme si sono sviluppate mentre il treno stava arrivando alla stazione di Castiglion Fiorentino dove il convoglio si e' fermato. I passeggeri sono subito scesi. Poco dopo sono giunti i vigili del fuoco di Cortona che hanno spento l'incendio che era partito da un pannello elettrico. Il treno e' stato fermato nella stazione di Castiglion Fiorentino e successivamente trasferito a Firenze.
I passeggeri hanno dovuto attendere quasi un'ora prima di poter essere 'recuperati' da un regionale che li ha portati alle stazioni di destinazione. Nessun danno alle persone, solo un po' di spavento ed un discreto ritardo nella tabella di marcia. (ANSA.).
22 aprile 2008
Coronella (FE)
Linea
Bologna - Venezia

Ferrara, 22 aprile 2008 - Un operaio bosniaco di 21 anni - Adis Masinovic, residente nella provincia di Treviso - che lavorava in un cantiere della provincia di Ferrara limitrofo alla ferrovia per la costruzione di un sovrappasso, è morto dopo essere stato investito dall'Eurostar 9463 Venezia- Roma nei pressi della stazione di Coronella, tra Bologna e Ferrara.
L'incidente è avvenuto questa mattina attorno alle 8: l'uomo, che pare fosse al primo giorno di lavoro, con una motosega in mano, si trovava inspiegabilmente sui binari, quando è arrivato il treno. Secondo una prima ipotesi investigativa della Polfer, probabilmente voleva solo attraversare per andare a tagliare della legna o degli arbusti lì vicino. Sono comunque in corso indagini della magistratura e della polizia scientifica per accertare l'accaduto.
Il traffico ferroviario è stato bloccato, ed è ripreso regolarmente solo alle 11.45: i treni a lunga percorrenza hanno accumulato ritardi attorno ai 90 minuti, mentre si sono trovate soluzioni alternative per i treni regionali, anche con l'ausilio di autobus.
(fonte: Il Resto del Carlino)

Muore l'operaio Adis Masinovic

17 maggio 2008
Bibbona (LI)
Linea
Pisa - Roma

CECINA (LI) - Poteva diventare davvero una tragedia. Era mezzogiorno e l'Intercity che da Roma si stava dirigendo a Torino stava attraverso la provincia livornese. Più esattamente si trovava tra Bolgheri e Cecina e stava arrivando verso Livorno. In direzione opposta, cioè verso sud, viaggiava invece un treno merci, apparentemente vuoto, cosiddetto "demolendi". Proprio quando i due convogli sono passati l'uno vicino all'altro, per pura coincidenza (che poteva diventare drammatica), un portellone di un carro (del tipo senza tetto) del treno merci si è staccata, colpendo l'Intercity su un lato.
L'impatto, per fortuna, è avvenuto in un solo punto, ed ha determinato la disintegrazione del "doppio vetro" di un finestrino, lasciando una "ferita" ai margini dello stesso, sulla lamiera della carrozza. Per fortuna il pannello ha colpito l'Intercity non dalla parte degli scompartimenti (dove si trovavano tutti i passeggeri), ma dalla parte del corridoio, dove per fortuna, in quel momento, non si trovava nessuno. Le schegge di vetro sono schizzate verso gli scompartimenti e la pioggia di frantumi ha avvolto i passeggeri.
Immediatamente è partita la chiamata al 118 e alla stazione di Cecina (la prima più vicina) sono arrivate le ambulanze della Pubblica Assistenza. Tuttavia le ferite riportate dai passeggeri del treno erano tutt'altro che preoccupanti, tanto che sono stati curati senza essere trasportati al pronto soccorso.
L'incidente ha determinato, inevitabilmente, la sospensione della circolazione per alcune ore, necessarie alla ricerca ed al ritrovamente del portellone.

Feriti 5 viaggiatori

23 maggio 2008
Cassago (LC)
Linea
Monza - Lecco

Un 24enne di Cassago, Michele Valnegri, ha perso la vita in uno spaventoso quanto incredibile incidente. Il fuoristrada sul quale viaggiava assieme a due altri giovani è stato investito in pieno dal treno poco fuori la stazione di Cassago. Ancora tutta da chiarire la dinamica dell'incidente. Sembra però, da una prima ricostruzione che i tre ragazzi a bordo di un Defender siano entrati nella zona ferroviaria attraverso un vecchio passaggio a livello incustodito e da lì abbiano raggiunto le vicine balze per salirvi e discendere in una sorta di "autocross". A un certo punto il fuoristrada sarebbe finito sulla massicciata e le ruote si sarebbero incastrate fra i binari. Il quel mentre sopraggiungeva un convoglio. Due giovani sono riusciti a balzare fuori dal mezzo mentre il terzo, forse lo stesso conducente non ha fatto in tempo a scendere. Il treno è piombato sul fuoristrada scaraventandolo a decine di metri di distanza. Per il ragazzo non c'è stato nulla da fare. E' deceduto sul colpo. Gli altri due giovani sono stati trasportati dai mezzi di soccorso al Manzoni e al Mandic ma le loro condizioni non destano preoccupazione. Sembra che a parte qualche escoriazione e leggere ferite siano soltanto in stato di fortissimo choc. Da alcune testimonianze ancora tutte da verificare pare che il mezzo non fosse l'unico entrato nell'area ferroviaria. Ma ve ne fosse almeno un altro. Forse addirittura due. Sul posto sono accorsi vigili del fuoco, sanitari del 118 e carabinieri. L'area è stata transennata. Sono arrivati anche i genitori dei ragazzi e altri genitori e ci sono stati m,omenti di tensione nei confronti del Comune e delle Ferrovie per la mancata messa in sicurezza del passaggio a livello abbandonato.
[fonte: www.merateonline.it]

Muore Michele Valnegri, di 24 anni

Due feriti

23 maggio 2008
Ospedaletto Euganeo (PD)
Linea
Mantova - Monselice

(ANSA) - PADOVA, 23 MAG - Un ferito grave e circolazione ferroviaria interrotta dalle 9 di questa mattina tra Ospedaletto Euganeo ed Este. Sulla linea Mantova-Monselice, per un incidente provocato da un furgoncino ad un passaggio a livello. Il ferito, in prognosi riservata a Padova, e' un tunisino che era al volante del furgone che ha attraversato i binari. Tutti illesi, invece, i conducenti e i 150 passeggeri del treno. La circolazione e' continuata con i bus.

Ferito gravemente un cittadino tunisino.

30 maggio 2008
Termoli (CB)
Linea
Termoli - Foggia

Termoli - 30 maggio 2008E' stata solo la buona sorte e la prontezza di spirito dell'operaio di una società elettrica a evitare che l'incidente ferroviario di questa mattina assumesse il connotato della tragedia.
Mancavano pochi minuti alle 10, quando lungo la linea ferroviaria Termoli - Foggia, poco a sud della città adriatica, un convoglio composto da tre elettromotrici in corso di prova e dirette nella stazione dauna, ha investito un piccolo escavatore che stava operando a ridosso dei binari.
L'impatto è stato inevitabile con i treno che ha travolto il mezzo meccanico stritolandolo e terminando la sua corsa al di fuori della sede dei binari.
Per fortuna l'operaio ha sentito in tempo l'arrivo del convoglio ferroviario, lanciandosi fuori dalla cabina dell'escavatore, riuscendo a mettersi in salvo ricadendo sulla scarpata.
Uno dei due macchinisti alla guida dell'elettromotrice, invece, ha patito alcune contusioni ed è stato trasportato in ospedale, in preda allo spavento.
Gravissime le ripercussioni sul traffico ferroviario che dal momento dell'incidente è stato subito bloccato nelle due direzioni, in attesa dell'arrivo di un carro attrezzi da Foggia, appositamente predisposto per questo tipo di interventi.
Ferrovie Italiane, intanto, ha attivato un servizio sostitutivo di trasporto su gomma tra le stazioni di Termoli e San Severo, che ha trasbordato i passeggeri dei treni rimasti fermi nelle due stazioni.
Secondo una prima valutazione effettuata dall'ente ferrovie il ritardo accumulato dai convogli non dovrebbe aver superato le due ore e mezza.
Resta ora da comprendere il perché l'escavatore stesse operando a ridosso dei binari, in coincidenza con il passaggio dei convogli ferroviari.
(fonte: TermoliOnLine)

Ferito un macchinista

2 giugno 2008
Pesaro
Linea
Rimini - Ancona

(ANSA) - PESARO, 2 GIU - Un locomotore diretto a sud ha preso fuoco oggi pomeriggio alle 18 lungo la ferrovia adriatica, tra Gabicce e Pesaro. I macchinisti se ne sono accorti in tempo e hanno chiamato tempestivamente i vigili del fuoco.
In pochi minuti, i pompieri sono intervenuti sul posto mettendo in sicurezza il convoglio, l'Intercity 559 Torino-Bari, e tranquillizzando circa 200 di passeggeri che viaggiavano sul treno. L'incidente, dovuto a un'avaria del locomotore, ha bloccato il traffico lungo la linea per tre ore, poco prima della galleria del Boncio. Il convoglio e' stato agganciato ad un altro locomotore e trainato fino alla stazione di Pesaro.
Molti disagi per i passeggeri, che in attesa del secondo locomotore, erano scesi a terra.
I viaggiatori riceveranno bibite e assistenza alla stazione di Pescara.

3 giugno 2008
Ancona
Linea
Rimini - Ancona

Collisione questa mattina, intorno alle 7,30, lungo la linea ferroviaria Adriatica fra il treno regionale 12003 Pesaro-Termoli e un locomotore sul binario tre all'ingresso della stazione di Ancona. Sono una cinquantina i passeggeri rimasti feriti, ma tutti fortunatamente in modo lieve. Sono stati in parte medicati da un'automedica giunta sul posto, in parte avviati al pronto soccorso dell'ospedale regionale di Torrette e a quelli di Osimo e Chiaravalle.
La collisione è avvenuta fra una motrice all'uscita della stazione ferroviaria di Ancona e il treno regionale (il Pesaro-Termoli) con dei pendolari a bordo. Nell'impatto uno dei due macchinisti ha sbattuto un ginocchio ed è stato ricoverato in ospedale.
Secondo una prima ricostruzione, il treno stava arrivando a velocità ridotta alla stazione di Ancona; sullo stesso binario si trovava, per cause ancora da accertare, il locomotore. Il macchinista del regionale ha subito azionato i freni e l'impatto con il locomotore è stato quindi attutito, grazie anche ai respingenti. In pratica, non c'è stato il deragliamento del treno, ma una sorta di tamponamento.
I passeggeri che si erano già alzati dai sedili ed erano in attesa di scendere hanno subito il contraccolpo maggiore, e hanno riportato in generale il cosiddetto 'colpo di frusta' o lievi contusioni al capo. Quelli che non avevano bisogno di accertamenti medici sono stati trasferiti su un altro convoglio per proseguire il viaggio verso Termoli. Il treno è stato intanto instradato su un binario inattivo per essere sottoposto a verifiche tecniche. Il traffico ferroviario non si è mai interrotto.
Intanto, la Polfer sta procedendo agli accertamenti, mettendo a verbale le dichiarazioni dei due macchinisti e del capostazione. Saranno inoltre sequestrati i tabulati dei piani semaforici per capire come mai il locomotore si trovasse ancora sul binario all'arrivo del treno regionale.
(fonte: ilrestodelcarlino.it)

Ferito un macchinista .
50 feriti lievi fra i viaggiatori.

5 giugno 2008
Campi Salentina (LE)
Linea
Lecce - Martina Franca
(FSE)

Poteva trasformarsi in una tragedia l’incidente avvenuto poco dopo le 13.30 nei pressi della stazione ferroviaria di Campi Salentina. Un treno delle Ferrovie Sud Est, una littorina di quelle che attraversano la linea Lecce-Martina Franca, ha letteralmente travolto e spezzato un autocarro Renault Master di proprietà di un commerciante di biancheria intima. L’uomo, M.P., 44enne originario di Carmiano, stava proprio raggiungendo il comune di residenza dopo la mattinata di lavoro trascorsa al mercato settimanale del centro nord-salentino. All’altezza del passaggio a livello della stazione ferroviaria l’incidente: l’uomo, con il suo camion carico, ha attraversato le barriere già azionate ma non ha evitato di rimanere incastrato. A quanto se ne sa, le barriere si erano azionate proprio in quegli istanti e il giovane effettuato la manovra senza accorgersi della chiusura in atto.
Tra l'altro, il segnale semaforico con la luce rossa è scarsamente visibile per chi arriva da via dei Martiri, ostruito nella visuale da un obsoleto cartello stradale con indicazioni per Taranto e Guagnano. Il commerciante è sceso dal mezzo facendo evidenti segni ai macchinisti del treno in arrivo, che hanno tentato di arrestare la corsa senza riuscirvi, pur avendo il segnale del via libera. L’impatto con la littorina è stato violentissimo, ma fortunatamente non ha causato feriti. Tanta paura per il commerciante riuscito comunque a mettersi al riparo. Il furgone, colpito posteriormente, è andato completamente distrutto, finendo in una scarpata laterale. Forte lo spavento per gli occupanti del treno proveniente da Novoli e diretto a Manduria. Sull’episodio indagano i carabinieri della Compagnia di Campi Salentina e gli agenti della Polizia Municipale. I danni sono in corso di quantificazione e coperti da assicurazione. Restano da accertare la cause dell’impatto e le eventualità responsabilità. L'incidente ha provocato l'interruzione del servizio fino alle 16 inoltrate.
(fonte: lecceprima.it)

6 giugno 2008
Gela (CL)
Linea
Siracusa - Caltanissetta
(ANSA) - GELA (CALTANISSETTA), 6 GIU - Un incendio ha parzialmente distrutto la locomotrice di un treno ferma nella stazione di Gela (Cl). I vigili del fuoco sono stati impegnati dalle 5 alle 7 di stamani per spegnere le fiamme. L' incendio sarebbe di natura accidentale: una scintilla avrebbe fatto divampare il gasolio contenuto nel serbatoio.
10 giugno 2008
Imperia

Imperia, 10 giugno 2008Genova, 11 giu. - (Adnkronos) - Un operaio di 42 anni, Bortolo Strambini, originario di Sondrio, e' morto questa notte a Imperia in un incidente avvenuto nei cantieri per il raddoppio della linea ferroviaria Genova-Ventimiglia. L'operaio stava lavorando nella galleria Poggi in fase di costruzione, all'altezza di via Ballestra, al Prino, alle 21.30 circa e' rimasto travolto dal crollo di una centina, struttura di sostegno che serve ad armare la volta della galleria. Sono intervenuti vigili del fuoco, polizia e 118, ma i tentativi di rianimazione sono stati vani. Sul caso ha aperto un'inchiesta il pm Filippo Maffeo.
(Leggi anche la notizia apparsa su riviera24.it)

Muore l'operaio Bortolo Strambini

13 giugno 2008
Catania

Catania, 14 giu. (Adnkronos) - Francesco Immariso, l'operaio di 53 anni di Santo Stefano di Camastra, in provincia di Messina, precipitato ieri da una impalcatura a Catania, compiendo un volo di ben quattro metri ferendosi gravemente, e' in gravi condizioni ricoverato nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Cannizzaro. L'incidente si e' verificato in un cantiere di viale Africa dove sono in corso i lavori per il raddoppio del tratto ferroviario.
Intanto è stata rinviata a lunedi' prossimo l'autopsia sul cadavere di Domenico Cagnina, l'operaio 44enne morto ieri mattina all'interno della Centrale Enel di Termini Imerese (Palermo), dopo essere caduto da una impalcatura. Cagnina, contrattista a tempo determinato di una ditta che aveva vinto un appalto all'interno della Centrale, era sposato e aveva quattro figli.

21 giugno 2008
Vipiteno (BZ)
Linea del Brennero

Vipiteno - Deraglia il treno dei rifiutiVIPITENO (BOLZANO) - Da questo pomeriggio la linea ferroviaria del Brennero è interrotta: sono finiti fuori dai binari due carri merci di un convoglio di rifiuti provenienti dalla Campania e diretti in Germania. I due carri si sono leggermente inclinati ma sono rimasti comunque chiusi, senza fuoriuscita di materiale e senza feriti. In serata il resto del convoglio ha lasciato la stazione di Vipiteno diretto in Germania. La linea ferroviaria tornerà alla normalità solo domattina.
L'incidente è accaduto poco dopo le ore 16 alle porte di Vipiteno, cittadina a ridosso del confine con l'Austria, lungo una delle linee ferroviarie più importanti d'Europa. Secondo quanto riferito dalla Polfer, si trattava di un lungo convoglio proveniente dalla Campania, una ventina di carri in tutto. Mentre il treno viaggiava a 70 km orari, gli ultimi sei carri del convoglio si sono incredibilmente staccati, i due di coda sono anche usciti dai binari inclinandosi sulla massicciata ma restando comunque ben sigillati, senza che uscissero rifiuti. Del resto non si tratta di rifiuti tossici, come prevedono anche gli accordi con la Germania.
Tutto il traffico lungo la linea del Brennero è stato così bloccato. I treni passeggeri nelle due direzioni sono stati fermati a Brennero e a Fortezza, nelle stazioni immediatamente più vicine a Vipiteno, organizzando un servizio di trasbordo su bus: un bel fastidio anche per chi va o torna delle vacanze.
Per rimuovere i due pesanti carri e riaprire la linea ferroviaria ci vogliono però autogrù e attrezzature particolari che stanno per arrivare sul posto da Bolzano. Le Fs, in un primo tempo, prevedevano che nella notte tutto sarebbe tornato alla normalità. Poi un nuovo comunicato fa sapere che la normale circolazione verrà ripristinata domattina. Intanto, eccettuati i due vagoni deragliati ed un terzo carro, il resto del convoglio con i rifiuti provenienti dalla Campania ha lasciato la stazione di Vipiteno diretto in Germania.
L'incidente non ha danneggiato la linea elettrica. Lungo la linea ferroviaria del Brennero ormai da quasi due anni viaggiano ogni giorno uno-due treni merci carichi di rifiuti provenienti dalla Campania e diretti agli inceneritori della Germania. Sinora non vi sono mai stati problemi particolari nè incidenti. L'unico inconveniente, segnalato da cittadini, è la puzza emanata dai carri in caso di sosta e quando le temperature sono elevate. In genere i treni viaggiano di notte.
L'Alto Adige, proprio per la sua collocazione geografica lungo l'asse del Brennero, è così una terra di transito per quanto riguarda i rifiuti. Proprio recentemente l'assessore provinciale all'ambiente Michl Laimer, ha quantificato in 1.000 tonnellate al giorno i rifiuti in viaggio verso nord.
(fonte: repubblica.it)

26 giugno 2008
Binari di Pisa Aeroporto
Stazione di Pisa C.le

TR 23437 SVIATO IN PROSSIMITA' DEL KM 81+500 SUI BINARI VERSO L'AEROPORTO, CON CADUTA DI UN PALO OCCUPANTE IL BINARIO DX TAGLIAFERRO (LINEA CONTIGUA). SI LAMENTA IL FERIMENTO DEL CAPOTRENO IN SERVIZIO. BINARIO PARI TF INTERROTTO CAUTELATIVAMENTE FINO ORE 17.20. BINARIO DISPARI TF RIATTIVATO ORE 18.18. TRENI DISPARI DA PISA C PER LIVORNO ISTRADATI VIA COLLODOCA O PARTITI A V.I. VIA TF SUL BIN DI DX . INTERVENUTO CARRO ATTREZZI GIUNTO DA LIVORNO.

Ferito il capotreno.

12 luglio 2008
Genova
(ANSA) - GENOVA, 13 LUG - Due carrozze del treno passeggeri 1621 Milano-Lamezia Terme sono ieri sera nella galleria che collega le stazioni genovesi di Piazza Principe e Brignole. Non ci sono feriti, anche perchè il treno procedeva a velocità molto bassa. Il convoglio era composto da sei bisarche e da cinque carrozze passeggeri (quattro a cuccette ed un vagone letto). Quando il treno era uscito già per metà dalla galleria e stava per fermarsi nella stazione di Brignole, sono uscite dai binari l'ultima bisarca e la prima vettura passeggeri. I viaggiatori hanno avvertito solo un forte sobbalzo. Non ci sono state scene di paura. I passeggeri, più di cento persone, hanno atteso che i ferrovieri dessero il permesso di scendere e, camminando sulla massicciata, per un centinaio di metri hanno raggiunto il marciapiede. Quindi sono stati radunati nell'atrio della stazione in attesa di notizie su come proseguire il viaggio. Preoccupati sono soprattutto i proprietari delle auto caricate sulla bisarca sviata che avevano a bordo delle auto tutti i loro bagagli. I tecnici delle ferrovie sono al lavoro per sganciare gli altri vagoni, ricomporre il treno e farlo ripartire per la Calabria. Numerose proteste tra i passeggeri che lamentano, la scarsa assistenza nei loro confronti. Non è stato necessario l'intervento nè dei Vigili del fuoco nè di autoambulanze. Per la riparazione del binario sul quale si è verificato lo sviamento occorrerà almeno una giornata di lavoro. (ANSA)
14 luglio 2008 SFIORATO DISASTRO, ETR 500 9427 MILANO-ROMA SI SPEZZA IN DUE
Roma, 18 luglio 2008 – Un episodio gravissimo, che sarebbe stato un disastro se lo spezzamento del convoglio fosse avvenuto pochi minuti dopo, in linea, ad alta velocità e carico di viaggiatori. Il grave inconveniente è avvenuto a Milano la mattina del 14 luglio scorso e di cui solo oggi sono trapelate notizie più precise. Poco prima della partenza del treno Eurostar 9427, Milano Roma delle 7,00 durante lo spostamento tra l’officina della Martesana e la stazione Centrale l’ETR 500 si è spezzato in due tronconi tra le carrozze 11 e 12 di seconda classe. Con tutta probabilità la causa sarebbe da attribuire ad usura o inadeguatezza manutentiva dei materiali del gancio. Fortunatamente il fatto è avvenuto a bassa velocità, con il treno vuoto con la sola conseguenza di ritardi e soppressioni di corse per Roma; questo però non deve sminuirne la gravità, poiché dopo solo pochi minuti lo stesso treno sarebbe stato in marcia pieno di viaggiatori. Le due parti di treno, locomotiva e carrozza 11 da una parte e seconda locomotiva e le rimanenti 11 carrozze dall’altra, si sarebbero comunque fermate autonomamente ma con conseguenze potenzialmente tragiche per i viaggiatori presenti sulle due carrozze interessate. Questo nuovo episodio, in apparenza inspiegabile, ci preoccupa moltissimo perché si aggiunge ad una lunga serie di guasti altrettanto gravi che riguardano la stessa famiglia di treni e denota pesanti lacune nella manutenzione e nei controlli con evidenti responsabilità nella catena di comando delle FS. Il 5 aprile scorso nei pressi di Roma, uno di questi convogli, il 9437, Milano-Roma delle ore 12, a 250 Km/h, perse il tetto rischiando l’impatto con i treni provenienti in senso opposto ed il loro deragliamento. Il 28 maggio scorso, ancora nei pressi di Roma, si spalancò una porta in corsa al 9304, t-biz Roma Milano delle 18 e 02, mentre viaggiava a 220 Km/h, senza che le apparecchiature lo segnalassero in cabina al macchinista.
...I DELEGATI ALLA SICUREZZA: BASTA DARE COLPE A MACCHINISTI!
(ANSA) - ROMA, 18 LUG - "Non accettiamo più una visione degli incidenti per cui è sempre l'errore umano dell'ultimo operatore a causarli": Dante De Angelis, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza dei macchinisti dell'Assemblea dei ferrovieri, replica così alle spiegazioni date dalle Ferrovie dello Stato circa l'Eurostar che si è "spezzato" in due tronconi mentre, vuoto, era diretto alla stazione di Milano Centrale. "Non possiamo tollerare che si accusi il macchinista, poiché il treno - dice - è ad azionamento elettronico e non possono esserci errori di manovra. Con ogni probabilità si è trattato di un difetto strutturale o di invecchiamento o indebolimento del gancio: l'automazione elettronica di cui sono dotati gli Etr non consente al macchinista di sbagliare. E se e errore umano c'é stato, è di chi ha sbagliato a progettare o a programmare e controllare la manutenzione. A questo punto chiederemo all'autorità giudiziaria di accertare quale sia la verità. Siamo costretti a denunciare questi episodi dal silenzio dei funzionari aziendali con i quali abbiamo tentato un approccio costruttivo per difendere la nostra sicurezza e quella dei viaggiatori". De Angelis ha anche detto che l'Etr 500 che ha "perso" alcuni vagoni è "il numero uno, cioé il primo costruito, che è stato restaurato negli arredi, verniciatura e software, ma ristrutturato soprattutto nell'aspetto estetico e modificato per l'alta velocità".(ANSA).
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19 luglio 2008
     Fs: incidente Milano, agira' contro chi ha diffuso allarmismi

ROMA (MF-DJ)--Le Ferrovie dello Stato affermano che e' falso quanto denunciato dai delegati delle RSU/RLS dell'assemblea nazionale dei ferrovieri in merito all'incidente dell'Eurostar di Milano e quindi saranno adottati immediati provvedimenti disciplinari. Dal momento che le loro dichiarazioni gettano ombra sull'operato dell'azienda, le Ferrovie dello Stato procederanno anche dal punto di vista giudiziale.
L'azienda spiega che "in una manovra sbagliata, il personale di macchina, mentre interveniva da una parte del treno il sistema frenante, attivava contemporaneamente un'accelerazione contraria cosicche' uno dei ganci, sollecitati in modo improprio, si e' rotto".
Le Fs aggiungono che "mai la sicurezza e' stata messa in discussione perche' i treni sono progettati da almeno 150 anni con il sistema di frenatura continua (condotta in pressione lungo tutto il treno) affinche' proprio nei casi in cui il convoglio per una qualsiasi causa dovesse spezzarsi, il risultato sarebbe quello di una immediata e contemporanea frenatura di ognuna delle due sezioni, in perfetta sicurezza". Fs, si legge ancora sulla nota, "non puo' accettare basse strumentalizzazioni che ne compromettano la credibilita'".
(fonte: borsaitaliana.it)
22 luglio 2008
Milano C.le
Si spezza un altro Eurostar. Secondo incidente in pochi giorni.
Milano, 22 luglio 2008 - Questa notte ancora un Eurostar, il treno 9452, si è spezzato. E' successo sempre a Milano nel tragitto dalla stazione alle officine. La dinamica sembra la stessa dell`incidente di pochi giorni fa (quello dello scorso 14 luglio). Il gancio di un Palermo-Milano arrivato a mezzanotte e 5 minuti, ormai senza passeggeri a bordo e diretto dalla stazione Centrale al deposito Martesana, si è spezzato tra il vagone 9 e il 10 dopo che, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe scattato il freno di emergenza nella locomotiva di coda per cause ancora da accertare. A riferirlo è Ezio Gallori della rivista dei macchinisti 'Ancora in Marcia' e leader storico dei macchinisti.
"Non è possibile che in così breve tempo si siano verificati due incidenti potenzialmente così gravi; le preoccupazioni espresse pochi giorni fa dai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza erano evidentemente fondate e le Ferrovie dovrebbero prenderle seriamente in considerazione, anziché minacciare quei lavoratori che, preoccupati per la sicurezza di viaggiatori e ferrovieri, informano su simili fatti".
In questo momento precisa Gallori "mi risulta che è in corso una riunione tra il dirigente del Trasporto passeggeri e le organizzazioni sindacali della Lombardia. Mi auguro che i sindacati sappiano prendere tutte le misure del caso e non tentino di far passare in sordina quanto sta accadendo".
Ma le Ferrovie dello Stato forniscono la loro versione: ''Il fatto, del tutto analogo a quello dello scorso 14 luglio, è avvenuto anche questa volta per una mancata osservanza delle procedure operative da parte del personale che, in partenza verso il deposito, ha attivato il dispositivo di sicurezza sulla locomotiva di coda mentre quella in testa iniziava a tirare''.
L'azienda, pertanto, fa sapere che ''questo non avrebbe mai potuto accadere in marcia e niente ha a che vedere con l'usura dei materiali''. In ogni caso, ''Trenitalia ha avviato, assieme alle normali inchieste tecniche, una indagine conoscitiva per verificare eventuali comportamenti dolosi''. ''Le Ferrovie - conclude la nota - diffidano chiunque dal fornire interpretazioni false e tendenziose rispetto all'episodio accaduto stanotte a Milano Centrale''.
(fonte: ilgiorno.ilsole24ore.com)

29 luglio 2008
Galleria S. Lucia
Linea
Napoli - Salerno

Il treno 58322 del 29 luglio 2008, alle 6:00 circa del mattino, si spezza all'interno della galleria S. Lucia, presso Salerno, per una normale frenatura. Ritardi treni e soppressioni nelle ore successive. Nessuna notizia sui giornali nazionali e regionali.
8 agosto 2008
Potenza

POTENZA – Un guasto ai freni o un problema al sistema degli scambi della linea ferroviaria: sono queste le ipotesi fatte per spiegare la corsa di un treno “impazzito” carico di rottami che stamani, a Potenza, ha percorso almeno un paio di chilometri di tratta cittadina, terminando in uno stabilimento siderurgico.
Alla fine il bilancio è stato di un “solo” ferito grave – Giuseppe Santoro, di 37 anni, addetto agli scambi ferroviari nell’azienda potentina, ora in coma nel reparto di rianimazione dell’ospedale San Carlo – con la consapevolezza che “è stata sfiorata la tragedia”.
Lo sa bene l’automobilista che, intorno alle ore 9, si trovava nei pressi di uno dei passaggi a livelli incustoditi di viale del Basento, alla periferia di Potenza.
Ha visto il treno arrivare, ha avuto la freddezza di accelerare e si è salvato: la sua auto è gravemente danneggiata. A quel punto il treno aveva già preso grande velocità.
Partito dalla stazione di Potenza centrale, con una motrice e alcuni vagoni carichi di rottami, ha sfondato il cancello di ingresso ai binari dello stabilimento potentino. Sul suo percorso si è scontrato con una motrice: dentro c'era Santoro, da 13 anni dipendente dell’impianto siderurgico. Le sue condizioni sono molto gravi.
Illese, invece, le due persone che erano all’interno del treno: si sono buttate prima del tremendo impatto. “Sono stati – hanno spiegato alcuni dei dipendenti che erano fuori dallo stabilimento – momenti terribili: abbiamo sentito un rumore fortissimo. Solitamente qui i treni viaggiano a passo d’uomo. Lo abbiamo visto arrivare. Era come un missile”.

Nello stabilimento sono poi giunti i soccorsi. Il 118 ha soccorso l’operaio, i Vigili del Fuoco hanno lavorato per ore. Il treno, infatti, ha distrutto anche alcune decine di automobili dei dipendenti e gli spogliatoi degli operai.
La produzione è stata subito interrotta. I dipendenti sono stati autorizzati a lasciare l’impianto e a anticipare le ferie che sarebbero cominciate lunedì mattina. Nei loro occhi c'era la tristezza “per un compagno di lavoro che rischia la vita” e la voglia “di capire perchè quel treno è impazzito”.
Risposte che cercano anche il ministro alle Infrastrutture, Altero Matteoli, e l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, che hanno aperto due inchieste. La terza è quella coordinata dal pm, Anna Gloria Piccininni.

Muore, a causa del trauma riportato,l'operaio Giuseppe Santoro, il giorno 14 agosto 2008.

26 agosto 2008
Linea
Roma - Napoli

(notizia apparsa su "LatinaNotizie" del 27 agosto 2008)
Formia, incidente ferroviario tra un Eurostar ed un treno merci, macchinista ferito
Pesante tubo sganciatosi dal merci impatta violentemente contro l'Eurostar
Ieri, poco prima delle 17, da un treno merci che viaggiava in direzione Roma, all'interno di una galleria tra Itri e Fondi, si è sganciato un pesante tubo di acciaio che è andato a sbattere contro la cabina di comando di un eurostar che viaggiava in direzione opposta diretto verso Taranto. L'impatto ha provocato un terribile boato nonchè la frantumazione del parabrezza dell'eurostar; frammenti di vetro sono andati a colpire al volto Raffaele I., uno dei macchinisti che era a bordo, il quale, trasportato all' ospedale Dono Svizzero di Formia, è stato medicato e gli sono stati diagnosticati 3 giorni di prognosi. Molta la paura tra i 170 passeggeri dell'Eurostar che erano diretti a Taranto e molti i disagi dovuti alle oltre 3 ore di blocco dei treni. La situazione si è ripristinata solo intorno alle 20. I passeggeri sono stati fatti salire su un intercity che li ha trasportati fino a Battipaglia, da qui Trenitalia ha provveduto a mettergli a disposizione 3 autobus con cui hanno potuto finalmente raggiungere Taranto. Trenitalia ha aperto un inchiesta interna per capire le dinamiche di questo incidente.

Leggi anche la notizia apparsa su "Latina Oggi" del 27 agosto 2008

31 agosto 2008
Vibo Valentia
Linea
Reggio C. - Salerno
(ANSA) - PALERMO, 31 AGO - Un corto circuito al pannello di controllo ha provocato un incendio su una carrozza del treno «Gattopardo» Palermo-Roma, partito venerdì alle 18.40. I 33 passeggeri a bordo, presi dal panico, nei pressi di Vibo Valentia hanno azionato il freno d'emergenza quando il convoglio si trovava in galleria, peggiorando la situazione. Il treno ha proseguito fino alla stazione di Lamezia Terme, dove alle 3 di notte i passeggeri sono stati fatti scendere e trasferiti su un autobus, che è arrivato alle 15.10 Roma, accumulando 10 ore di ritardo sulla tabella di marcia. La disavventura è stata raccontata da una passeggera, Maria Gloria Garzia, al telefono dei lettori del Giornale di Sicilia, che oggi ha pubblicato la notizia. Le Ferrovie confermano l'incidente e spiegano che ai passeggeri è stata fornita assistenza con cibo e bevande. «Purtroppo - aggiungono - Lamezia è una stazione intermedia e non c'erano vetture in sosta. È stato così chiamato il bus, cosa non facile alle 3 di notte». Ma secondo la signora Garzia, «quando il treno è partito da Palermo, sulla carrozza c'era già puzza di bruciato. Lo abbiamo segnalato agli addetti, ma il treno è comunque partito».(ANSA). 31-AGO-08 11:23
1 settembre 2008
Motta Sant'Anastasia (CT)
Linea
Catania - Palermo

(da "il manifesto" del 2 settembre 2008)
Antonio Sciotto

Nelle Ferrovie si continua a morire: ieri altre due vittime si sono aggiunte a una conta che si aggiorna purtroppo sempre più spesso. Si tratta di Fortunato Calabrese, di 58 anni, e Giuseppe Virgillito, di 35: entrambi catanesi, uno prossimo alla pensione e l'altro in procinto di sposarsi, sono stati travolti da un treno regionale mentre lavoravano sulla tratta Catania-Palermo. Dipendenti delle Ferrovie, i due lavoratori stavano intervenendo sulla linea ferrata vicino alla stazione di Motta Sant'Anastasia, paese a pochi chilometri dal capoluogo etneo: in un primo momento si è ipotizzato che indossassero cuffie antirumore, perché stavano utilizzando martelletti a compressione; questo avrebbe impedito loro di sentire il fischio di avvertimento del treno in arrivo, che li ha investiti e uccisi. Ma successivamente la procura di Catania ha smentito la notizia: i ferrovieri non indossavano cuffie, né - in questo caso la fonte sono le Fs - indumenti ad alta visibilità. Il macchinista alla guida del treno afferma di averli visti e di aver azionato il fischio, di aver anche gridato. Il problema è che la manutenzione deve essere eseguita in squadre di cinque persone, in modo che almeno due facciano da vedetta in una direzione e nell'altra, avvertendo gli altri in caso di arrivo del treno. Ma degli altri tre colleghi, ieri non sembra essersi vista traccia, anche se le Ferrovie affermano che «la squadra era a norma». Giacomo Rota, segretario Filt Cgil Sicilia, spiega che «la squadra da cui dipendono i due operai che hanno perso la vita è composta da 12 persone, ma 7 risultano "inidonee permanentemente o temporaneamente", e dunque ne rimangono soltanto 5. Perciò, se i due hanno indossato la cuffia anti-rumore, il minimo è che si aspettassero di essere avvertiti dell'arrivo del treno. E perché invece questo non è avvenuto?». Il sospetto, fortissimo, è che i due operai fossero stati mandati a lavorare da soli. «Il fatto è che le Ferrovie di Moretti, in Sicilia tagliano i servizi con l'ascia - spiega il sindacalista Cgil - Nell'ultimo anno abbiamo perso il 30% delle linee a lunga percorrenza: da Ragusa a Palermo ci metti 7-8 ore, da Catania a Palermo 4-5. Per tre mesi non è stata sostituita una nave traghetto rotta, e per attraversare lo Stretto i passeggeri hanno dovuto caricarsi i bagagli in spalla». «E' un deserto infrastrutturale - conclude Rota - Ci dicono che devono tagliare perché in Sicilia viaggia poca gente. Ma è ovvio che pochi utilizzano i servizi, se l'efficienza è questa: è un cane che si morde la coda. Se hanno licenziato De Angelis, che denunciava carenze di sicurezza sugli Eurostar, figurarsi cosa vediamo sulle linee regionali». Nel gennaio di 2 anni fa, sono morti altri due ferrovieri siciliani, sullo Stretto. Oltre all'inchiesta aperta dalla magistratura di Catania, le Ferrovie hanno avviato un'indagine interna, e il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ha annunciato l'invio di ispettori ministeriali. Le Ferrovie si difendono dalle accuse: «La squadra che doveva effettuare i lavori sui binari - dichiarano era composta da 5 persone: il preposto, responsabile del cantiere, e 4 addetti. La squadra di lavoro aveva quindi una composizione a norma e coerente con l'entità e la tipologia delle attività da eseguire, ed era stata dotata di tutto l'equipaggiamento e le attrezzature necessarie». L'azienda aggiunge che «i due operai Calabrese e Virgillito, per cause in corso di accertamento, si trovavano a circa 200 metri dalla zona di lavoro dove erano i loro colleghi, quando sono stati investiti dal Regionale 3832». «Bisognerà capire quale fosse la natura dell'intervento, in che condizioni stessero lavorando - spiega Francesco Battiato, della Cgil di Catania - Adesso dobbiamo stare vicino alle famiglie dei due operai e assicurarci che abbiano il giusto sostegno». Da Roma arriva la solidarietà dei delegati alla sicurezza: «L'investimento dei due colleghi di Catania - spiega Mauro Evangelisti, Rls ferrovie di Roma - appare come la fotocopia di quello avvenuto nel novembre del 2006 nei pressi della stazione di Monterotondo a Roma, in cui perse la vita il ferroviere Massimo Romano; anch'egli fu travolto da un treno mentre era all'opera con un martello pneumatico, senza che vi fosse in atto la prevista organizzazione della protezione. A distanza di due anni su quell'incidente l'azienda non ha ancora fatto chiarezza». «Come possiamo pretendere che i lavoratori di Catania e i loro delegati obiettassero qualcosa all'azienda in merito alle loro condizioni di lavoro se chi mette in evidenza rischi per la sicurezza subisce ritorsioni che possono arrivare al licenziamento?», si chiede Dante de Angelis, il macchinista licenziato a ferragosto per essersi espresso sul problema degli Eurostar spezzati. «Con le cuffie antirumore lavorare sui binari vuol dire solo una cosa: morte certa».

Muoiono gli operai Fortunato Calabrese e Giuseppe Virgillito.

3 ottobre 2008
Stazione di Firenze Castello

(ANSA) - FIRENZE, 3 OTT - Si chiamava Alessandro Marrai l'operaio delle Ferrovie morto ieri sera nei pressi della stazione di Castello, alle porte di Firenze, travolto da un carrello per la manutenzione. Marrai, 50 anni, originario di Pistoia ma residente a Prato, stava lavorando insieme ad altri due colleghi, entrambi rimasti feriti, nell'area della costruzione del così detto 'scavalco di Sesto Fiorentinò. Anche i due feriti, tutti dipendenti di Rfi, sono residenti a Prato. Si tratta di Alfio Bardelli, 52 anni, originario di Monte San Savino (Arezzo) e di Andrea Tomberli, 32 anni. Il più grave è Bardelli che avrebbe riportato l'amputazione di un piede. Secondo una prima ricostruzione i tre operai, che facevano parte di una squadra di manutenzione ordinaria, arrivati sul posto a bordo di un carrello, poco prima delle 23, erano scesi e avevano iniziato a lavorare sulla massicciata. Improvvisamente lo stesso carrello si è mosso e li ha travolti: in quel tratto la linea ferroviaria è in leggera salita. Sul posto anche questa mattina gli uomini della Polfer e il magistrato per cercare di capire l'esatta dinamica e perchè si è mosso il carrello. (ANSA)

Muore l'operaio Alessandro Marrai

Feriti gli operai Alfio Bardelli e Andrea Tomberli

6 ottobre 2008
Mazara del Vallo (TP)

ROMA, 7 OTTOBRE (Apcom) - Scontro tra treno e una automobile in Sicilia dove ieri sera alle 21.20 il treno regionale 8680 delle 20.20 Trapani- Castelvetrano, in transito per Mazara del Vallo, all'altezza del passaggio a livello di via Madonna del Paradiso, ha investito un'Opel Corsa guidata da un pensionato 80enne del luogo, rimasta in panne mentre attraversava i binari. L'anziano, nonostante l'accensione del semaforo rosso e l'attivazione delle sbarre mobili, aveva tentato di attraversare il passaggio a livello nonostante l'arrivo del treno fosse imminente, senza però riuscirci, dato che la macchina si è spenta proprio in fase di attraversamento, rimanendo quindi intrappolata tra le sbarre. L'uomo è riuscito ad abbandonare l'abitacolo e oltrepassare le sbarre, ma il treno non è riuscito a frenare del tutto la propria corsa e ha investito l'auto, che è stata spinta verso l'esterno e ha divelto una sbarra mobile che a sua volta ha colpito il conducente alla mano sinistra. L'anziano è stato trasportato all0ospedale civile dove gli è stata riscontrata una contusione con sospetta frattura giudicata guaribile in 6 giorni di prognosi. Nessuno tra i passeggeri del convoglio rimaneva ferito.
Il treno ha riportato delle lievi striature ed introflessioni alla parte anteriore, mentre l'autovettura delle profonde ammaccature alla parte posteriore. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Mazara del Vallo. Le Ferrovie dello Stato hanno riattivato il normale traffico stradale e ferroviario dopo un'interruzione di 30 minuti circa.
07/10/2008

14 ottobre 2008
Stazione di Rovereto

Poco prima che l’Interregionale 2262 arrivasse in stazione a Rovereto qualcuno si è accorto di quell’uomo che non dava più segni di vita. Polfer e 118 sono subito intervenuti sul vagone fermo al binario, ma purtroppo in vano. Inutile anche l’atterraggio dell’elicottero nel piazzale dello scalo merci. La lunga rianimazione non ha riportato in vita il 52enne macchinista veronese che, da passeggero, stava raggiungendo Bolzano per prendere servizio.
(fonte: l'Adige)

Muore il macchinista...

31 ottobre 2008
Lodi
Linea
Milano - Roma

MILANO - Una ragazza di 17 anni è stata investita dall'Eurostar AV 9444 partito da Roma e diretto a Milano. La giovane sarebbe stata vista all'ultimo momento dai macchinisti, in mezzo ai binari, all'ingresso nella stazione di Lodi, un tratto in curva. Non è chiaro se sia trattato di un incidente o di un gesto deliberato. Il corpo della giovane è stato trascinato e straziato. Il treno era partito dalla capitale alle 15.30. L'incidente, avvenuto poco prima delle 20, ha obbligato il convoglio ad una sosta di circa due ore e un quarto. Per i rilievi del caso alle 20.40 è stata tolta tensione in entrambe le direzioni, e di conseguenza la linea tra Roma e Milano via Lodi è rimasta interrotta in entrambi i sensi di marcia. Ora la circolazione ferroviaria è stata ripristinata e l'Eurostar è giunto regolarmente a Milano.
(fonte: repubblica.it)

Muore una viaggiatrice.

 Anno
2007 Incidenti = 17 Macchinisti
morti = 2
Macchinisti
feriti = 5
Altri ferrovieri
morti = 4
Altri ferrovieri
feriti = 19
Viaggiatori
morti = 1
Viaggiatori
feriti = 2
2 aprile 2007
Pescara

Il 2 aprile, poco prima delle 6, una squadra dei vigili del fuoco di Pescara e' intervenuta presso la stazione centrale per un incidente ferroviario: un locomotore trainante un treno merci era infatti fuoriuscito dai binari, finendo la corsa su un binario morto dopo aver urtato un palo della linea ferroviaria.
I due macchinisti, feriti in modo non grave sono stati estratti dal locomotore dalle squadre dei vigili del fuoco intervenute ed affidati alle cure dei sanitari.
Sulle cause dell'incidente sono in corso accertamenti.
Fonte: vigilfuoco.it
Per vedere alcune foto:
http://www.vigilfuoco.it/notiziario/galleria.asp?codnews=3030
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PESCARA. Un’accelerata, poi il botto. Erano in due, solo i macchinisti, su quel treno che ha rischiato di cadere giù dal parapetto e di volare su via Forca di Penne, prolungamento di via Ferrari. Il locomotore da 150 tonnellate si è schiantato contro un palo della linea elettrica che ne ha frenato la corsa. Erano le 5,32 e sotto, in strada, non passava nessuno. Solo per miracolo non si è verificata una tragedia. Un treno merci diretto a Torino di Sangro per caricare i furgoni Ducato della Sevel è deragliato subito dopo essere ripartito dalla stazione di Pescara centrale. Due i feriti.
Si tratta dei macchinisti Leonardo Arminio, di 52 anni, di Pescara, e Antonino Pensabene, di 56 anni, di Ortona, medicati in ospedale per ferite non gravi. L’incidente ha in un primo momento paralizzato e poi rallentato il traffico lungo la linea ferroviaria, che ha ripreso a funzionare a pieno regime solamente dopo mezzogiorno. Sull’episodio sono state aperte due inchieste: una della magistratura e una, interna, di Trenitalia.
LO SCHIANTO. Proveniva da Modane (Francia), era transitato per Ancona ed era diretto allo snodo di Torino di Sangro il treno merci, locomotore e una serie di carrelli pianali vuoti, che si è fermato per il cambio dei macchinisti alla stazione di Pescara centrale. L’incidente è avvenuto alle 5,32 a meno di un chilometro dalla partenza, in direzione Sud, verso la stazione di Portanuova. Il treno, partito dal quarto binario, è finito nel tronchino di sicurezza che è stato travolto e trascinato per diversi metri. La corsa è proseguita fino a un palo che sostiene la linea elettrica di quel binario e funge da ancoraggio per quella degli altri. Nell’urto i fili sono stati agganciati. Il locomotore, con dentro i due macchinisti feriti, è rimasto, poi, impantanato nel pietrisco e si è quasi spezzato in due. Per un caso fortuito non ha divelto la recinzione di metallo a metà tra il sottopassaggio di via Teramo e quello pedonale, attraversati ogni giorno da centinaia di persone in macchina e a piedi.
LE IPOTESI. La principale è quella dell’errore umano. Il treno, secondo i primi accertamenti, sarebbe scattato col segnale di un altro binario (il terzo) e, come avviene nei casi di partenza sbagliata, è entrato in funzione il sistema di sicurezza dei binari non confluenti che l’ha convogliato sul cosiddetto tronchino. Tuttavia il treno, a causa della velocità oppure di un guasto ancora da accertare, lo ha travolto e trascinato fino a impattare contro il palo della linea elettrica. È stato proprio il palo a impedirgli di cadere sulla strada sottostante.
IL RECUPERO. Oltre 50 persone tra agenti Polfer, vigili del fuoco, dipendenti e tecnici di Trenitalia e Rfi (Rete ferroviaria italiana) sono state impegnate nelle complesse operazioni di ripristino della linea elettrica, della completa funzionalità dei binari e, infine, del recupero del locomotore, avviato con la sistemazione di una gru di grosse dimensioni per agganciarlo. Sul posto, fin dai minuti immediatamente successivi allo schianto, presente anche l’ingegnere Alberto Cialone capo dell’unità territoriale della Rfi. Anche l’assessore al Traffico Armando Mancini ha seguito alcune fasi dei lavori.
I RITARDI. Nelle prime due ore dopo l’incidente il traffico ferroviario si è praticamente bloccato. Alcuni treni sono stati cancellati, altri hanno accumulato ritardi, come il Bolzano-Lecce, fermato 80 minuti in stazione. A metà mattinata è stato ripristinato il binario bloccato lato mare, alle 12,30 è stato riattivato il secondo.
IL PRECEDENTE. Alcuni anni fa, nello stesso punto, si verificò un incidente analogo con un treno passeggeri.
L’INTERROGAZIONE. Il capogruppo della Dc per le Autonomie alla commissione trasporti della Camera, Giampiero Catone preannuncia un’interrogazione.

Feriti i due macchinisti Leonardo Arminio e Antonino Pensabene

6 aprile 2007
Stazione di Terni

Schiacciato dalla ruota di una locomotiva. E' morto ieri, nella stazione ferroviaria di Terni, Franco Mariani, 57enne sposato con tre figli. Il terzo morto sul lavoro in tre settimane nella provincia di Terni. Dipendente di Trenitalia Cargo (la divisione delle ferrovie che gestisce il trasporto merci), Mariani faceva il manovratore; predisponeva cioè le locomotive per il trasporto merci. Uomo «espertissimo» lo descrivono i colleghi, impegnato nel «lavoro che faceva tutti i giorni».
Le dinamiche del tragico incidente, accaduto nella prima mattinata, sono ancora in corso di accertamento. Alle 6,45 circa, Franco Mariani stava eseguendo la manovra di aggancio di due vagoni per la composizione di un treno merci. Un lavoro manuale, che nelle (poche) locomotive ammodernate si esegue automaticamente. Dalle prime ricostruzioni sembra che Mariani sia stato investito da un vagone del convoglio che si è mosso, finendo sotto la ruota.
Un macchinista, in ferrovia, non muove la locomotiva senza avere avuto il via libera da parte di chi, a terra, predispone i vagoni. Sembra che Mariani avesse dato indicazione al macchinista di spingere i carri. Un malinteso? Che l'uomo non abbia calcolato il tempo? O che si sia trattato di una «manovra al volo?».
«Le morti sul lavoro non sono mai frutto di una fatalità - dice sgomento Cipriano Crescioni, responsabile della sicurezza per la segreteria provinciale della Cgil - Le condizioni di lavoro anche nelle Ferrovie non sono sicure». Dalla scarsità di mezzi di locomozione idonei, che costringe i lavoratori a caricare e scaricare in continuazione, in tempi rapidi e perciò più rischiosi. Alle stesse zone di lavoro lungo i binari dove, tra pietre e ciotoli, «è facile cadere». Infine, la carenza di organico: «Il volume dei traffici - spiega ancora Crescioni - è aumentato, ma i lavoratori che vanno in pensione non vengono rimpiazzati». Soltanto a Terni, per l'attività e la movimentazione di treni «servirebbe il doppio del personale».
Le stesse squadre di manovra - denunciano i lavoratori - sono spesso sottodimensionate. Oltre all'operatore di macchina, dovrebbero essercene tre a terra. Ieri a Terni, sembra che la squadra fosse al completo, ma al lavoro su più di una linea.
«Le Ferrovie non sono più un'isola felice - denuncia Dante De Angelis, dell'Assemblea nazionale dei ferrovieri e dei delegati alla sicurezza - E il governo, trattandosi di un'azienda pagata dalla collettività, dovrebbe imporre regole più severe». Il 13 aprile i lavoratori delle Ferrovie sciopereranno contro il nuovo piano Fs. A Terni manifesteranno di fronte alla stazione: «Vogliamo chiamare tutta la città ad una sensibilizzazione sul tema della sicurezza - conclude Crescioni - perchè gli incidenti hanno a che fare con la degenerazione culturale del lavoro nella nostra società».
(Sara Farolfi - il manifesto)

Muore il manovratore Franco Mariani

Terni
16 aprile 2007
Terni - Erano su due binari diversi, ma l'intercity Tacito 580 Terni-Milano e un treno merci fermo nella stazione umbra si sono urtati. Cinque dei 70 passeggeri sono stati trasportati in ospedale per ferite lievi, ma sono stati subito dimessi. Saranno gli accertamenti di polizia ferroviaria e Fs a chiarire dinamica e cause dell'impatto. L'incidente è avvenuto intorno alle 5,20 a circa 200 metri dallo scalo. In un punto dove l'intercity, appena partito, viaggiava a 25 chilometri l'ora. Fermo da venerdì scorso su un binario di servizio, accanto a quello utilizzato per il traffico passeggeri, c'era un treno merci composto da 15 vagoni con acciaio destinato all'Ast. Uno dei carri a circa metà della fila si è però spostato, finendo con due ruote sulla massicciata. Come e perché sia successo non ancora chiaro. Tra le ipotesi quella di un problema al sistema frenante.
Cinque feriti lievi Nello stesso punto ieri sera era passato senza alcun problema lo stesso intercity Tacito giunto a Terni da Milano. Stamani, invece, la motrice ha urtato il vagone merci finito fuori dalla sua normale sede. Grazie al suo peso non è deragliata. Uno spigolo del carro ha colpito anche la prima carrozza dell'Intercity, mandando in frantumi i finestrini e provocando danni alla fiancata per una cinquantina di metri. Grazie alla velocità ridotta e all'attivazione della frenata rapida da parte del conduttore, il treno si è subito fermato. I passeggeri sono scesi tutti autonomamente, seppure visibilmente spaventati, dalla carrozza interessata dall'incidente e lo stesso hanno fatto gli altri. Due donne, una di Terni, l'altra di Rieti, e tre uomini, due ternani e uno di Aosta, sono stati medicati in ospedale e subito dimessi con prognosi da tre a sette giorni. Quelli che non sono dovuti ricorrere all'assistenza medica sono invece ripartiti per Milano con altri mezzi messi a disposizione dalle ferrovie.
Ripresa la circolazione Bloccato per diverse ore il traffico ferroviario nella stazione di Terni con le Fs che hanno messo a disposizione dei passeggeri dei convogli regionali degli autobus navetta per Spoleto. Gli eurostar tra Roma e Ancona sono stati deviati per Terontola e la loro circolazione è ripresa verso le 9,30 e anche il traffico regionale è in via di normalizzazione. Nella stazione di Terni il 6 aprile scorso un manovratore di Trenitalia cargo, Franco Mariani, 57 anni, era morto travolto da un vagone di un treno merci durante una operazione di aggancio al convoglio. Sabato i sindacati avevano tenuto una manifestazione nello scalo per sensibilizzare sui temi della sicurezza.
(fonte:www.ilgiornale.it)
17 aprile 2007
Reggio Emilia
Linea
Milano - Bologna
REGGIO EMILIA - Alle 2,40 di questa notte, un deragliamento di due carri di un treno merci, avvenuto vicino alla stazione di Reggio Emilia per cause in corso di accertamento, ha bloccato la circolazione ferroviaria sul tratto di strada ferrata, tra Reggio Emilia e Modena, sulla linea Milano - Bologna. Per queste ore i treni in transito fra Bologna e Milano utilizzeranno percorsi alternativi.
Un comunicato delle Ferrovie dello Stato dichiara che non risulta alcun danno alle persone.
(fonte: globalpress.it)
6 giugno 2007
Sestri Levante
(Genova)

È stato riavviato soltanto nel tardo pomeriggio di ieri il traffico ferroviario interrotto fin dalla mattinata a Sestri Levante per uno scontro tra due carrelli adibiti alla manutenzione. Nel violento urto sono rimasti feriti in modo lieve i due operai che li stavano conducendo.
Le conseguenze si sono sentite sulla linea ferroviaria Genova-Roma che è rimasta bloccata in entrambe le direzioni, creando notevoli disagi sia alle linee locali sia a quelle nazionali e internazionali.
L’incidente è avvenuto intorno alle 10,30. Per una qualche manovra errata, sulla quale stanno indagando i tecnici delle Ferrovie, i due carrelli si sono trovati contemporaneamente sullo stesso binario e l’urto è stato inevitabile e piuttosto violento. Fortunatamente i due operai non hanno riportato grossi traumi e sono stati subito trasportati presso l’ospedale di Lavagna dove i medici hanno riscontrato ferite guaribili in pochi giorni.
Il problema maggiore a quel punto era di togliere dai binari i due grossi carrelli in quanto bloccavano la circolazione. In un primo tempo è stato richiesto l’uso di un sollevatore, ma quando il mezzo è arrivato ci si è resi conto che il lavoro da fare andava ben oltre le sue potenzialità. Infatti la gru mobile non è riuscita a portare via dai binari nemmeno uno dei due carrelli. A quel punto, dopo diversi tentativi, è stato necessario chiamare un secondo sollevatore, notevolmente più grande. Intanto un servizio di pulman collegava le stazioni di Spezia e Riva Trigoso per limitare i disagi.
Questo, però, ha comportato altri ritardi. Infatti prima si prevedeva di riaprire la Genova-Roma tra le 14,30 e le 15, ma l’intoppo tecnico ha fatto slittare la riapertura di almeno due ore. In definitiva, quindi, lo sgombero dei binari è avvenuto poco prima delle 18, con tutto quello che ne consegue. Per cui soltanto in serata il traffico è ripreso più o meno regolarmente. (Fonte: www.ilgiornale.it)

Scarica l'articolo apparso su "Il secolo XIX" del 7 giugno 2007

Rimangono feriti 3 operai.

15 giugno 2007
Macomer (NU)
Ferrovie della Sardegna

Nuoro Grave incidente tra un treno passeggeri e un merci delle Ferrovie della Sardegna.Immagine dell'incidente di Macomer
Disastro e morte sul treno sardo.
Doveva essere una vacanza. Si è trasformata in un incubo. Mark Howard, un giovane turista canadese, ha visto morire fra le sue braccia la fidanzata Anne Elizabeth Beaver nel disastro ferroviario di ieri mattina sulla linea delle Ferrovie della Sardegna tra Nuoro e Macomer. Nello scontro tra un treno passeggeri e un treno merci hanno perso la vita tre persone e altre otto sono rimaste ferite. Sino all'ultimo momento Mark non ha voluto lasciare la mano della sua compagna, morta per un forte colpo alla testa. Solo quando i soccorritori lo hanno sedato sono riusciti a fargli allentare la stretta e a farlo salire sull'ambulanza che lo ha accompagnato all'ospedale di Oristano, dov'è in osservazione per un forte stato di shock. Oltre ad Elizabeth Beaver, i morti sono il macchinista del treno passeggeri, Cosimo Serra, e un disabile, Bachisio Arca, che andava a lavorare a Macomer, in una coop che impiega lavoratori diversamente abili.
Lo scontro è accaduto poco dopo le sette, in un punto dove solo una tragica coincidenza ha fatto convergere i convogli nello stesso momento. Solo cinquanta metri prima o cinquanta metri dopo i macchinisti si sarebbero potuti vedere e avrebbero fatto a tempo ad azionare il freno di emergenza. Invece, come hanno raccontato i superstiti, uno dei quali, Maria Antonietta Bicchiri, dipendente delle Ferrovie della Sardegna, viaggiava sul treno merci che si è scontrato col treno passeggeri diretto da Nuoro a Macomer, nessuno si è accorto di niente. «Ho sentito solo un forte, terribile botto e sono stata scaraventata a terra. Avevo dolori in ogni parte del corpo - ha detto la donna - e non riuscivo a muovermi. Solo quando sono arrivati i soccorsi, mi hanno spostata e portata in ospedale». Mentre i soccorritori prestavano le prime cure ai feriti, qualcuno tentava pietosamente di allontanare Mark Howard da Elizabeth. Inutilmente. L'uomo, sempre in inglese e con qualche parola stentata in italiano, cercava di spiegare a tutti che doveva riprendere il viaggio. Quel passaggio in treno loro due l'avevano preso solo per poter vedere uno dei tratti più caratteristici delle linee ferroviarie sarde, per poi, eventualmente, ripetere il percorso sulle strade campestri che toccano la zona archeologica di Santa Sabina e il nuraghe di Birori, alla cui altezza è avvenuto lo scontro mortale.
Molto severi i commenti dei colleghi di lavoro del macchinista morto nello scontro. Su questa linea, hanno detto i rappresentanti sindacali dei ferrovieri, non c'è sicurezza. A Birori e Bortigali hanno tolto il capo stazione e il semaforo, in caso di errore umano, non serve ad evitare gli incidenti. La linea ferroviaria Nuoro-Macomer è rimasta praticamente nelle stesse condizioni di quando fu realizzata alla fine dell'Ottocento, con binari a scartamento ridotto.
Dopo la tragedia di ieri, il problema della sicurezza delle ferrovie sarde viene rilanciato dai segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil: Giampaolo Diana, Mario Medde e Francesca Ticca. «Da tanto tempo - dice Diana - non si interviene con azioni mirate». «Potenziare il sistema dei trasporti su ferro e renderlo sicuro - aggiunge Medda - è un'esigenza prioritaria». Per Francesca Ticca «la rete ferroviaria in quella zona va totalmente rifatta, perché incidenti di questo tipo non devono piùaccadere». «Ancora un incidente ferroviario dagli esiti drammatici», nota la segreteria nazionale della Cgil. «La qualità del servizio - denuncia il sindacato - sta peggiorando esponenzialmente. Le linee nelle aree a domanda debole, date in concessione come nel caso diquelle della Sardegna, sono statee abbandonate a se stesse. Mancano le risorse finanziarie per garantire standard adeguati e le norme sulla liberalizzazione del trasporto ferroviario aggiungono ulteriore allarme».
Il ministro dei trasporti Alessandro Bianchi ha annunciato che sull'incidente indagherà una commissione di inchiesta. Il presidente della Regione Soru chiede che le ferrovia passino sotto il suo controllo: «E assolutamente necessario che il governo affidi subito le linee alla Regione e che ci venga data immediatamente la possibilità di nominare un nuovo commissario perché vengano fatti i nuovi investimenti».

Renato Soru Ridateci la linea.
«E' una delle linee ferroviarie abbandonate senza investimenti dalla gestione governativa da moltissimi anni. Un patrimonio in totale abbandono, con il servizio che non viene più svolto o è svolto malissimo. Eravamo nel giusto quando chiedevamo digestirlo noi e di riavere il patrimonio delle Ferrovie della Sardegna e delle Ferrovie meridionali sarde». Così il presidente della Sardegna Renato Soru.
(fonte: il Manifesto, 16 giugno 2007, C. Co.)

Altre foto da www.corriere.it

Muore il macchinista Cosimo Serra, i viaggiatori Elisabeth Beever e Bachisio Arca.

Feriti i macchinisti Claudio Bellucci, Michele Tronci, i ferrovieri Claudio Muroni, Davide Gimelli, la viaggiatrice Maria Grazia Carai.

2 luglio 2007
Marcallo (MI)
Linea AV
Milano - Novara

Un operaio impegnato nella costruzione della linea AV Milano-Novara precipita da un palo nei pressi di Marcallo. Trasportato all'Ospedale, muore per le ferite riportate.

Muore un operaio.

7 agosto 2007
Stazione di
Milano Centrale
A Milano un macchinista di 48 anni ha perso il piede destro e parte di quello sinistro, in un incidente avvenuto mentre stava assistendo alla manovra per l'allineamento di alcune carrozze ad un locomotore. Improvvisamente, per cause che sono ancora al vaglio degli inquirenti, è scivolato cadendo sotto il treno in manovra. - ha commentato il segretario regionale della Fit Cisl Dario Ballotta - Tutto è invece dipeso da una scatola contro la quale il manovratore ha urtato la testa facendolo cadere tra le ruote del locomotore di manovra. La pericolosità di queste scatole per la presa elettrica non posizionate fuori sagoma a lato dei binari di ricovero - ha spiegato il sindacalista - era già stata denunciata più di due anni fa dai delegati sindacali e dai rappresentanti della sicurezza della Stazione Centrale».
28 settembre 2007
Sesto Fiorentino (FI)
Linea
Firenze - Bologna

A Sesto Fiorentino un operaio del cantiere Tav si ferisce gravemente nel crollo di una impalcatura in metallo; trasportato in ospedale a Firenze, muore la notte successiva.

Muore un operaio.

4 ottobre 2007
Poggibonsi (SI)
Linea
Empoli - Siena

Poteva provocare una strage e pagherà care le conseguenze dell'infrazione di cui si è reso protagonista. Sono le 9:10 di ieri mattina e la segnalazione luminosa e sonora del passaggio a livello di Barberino Val d'Elsa entra in azione per avvertire dell'abbassamento delle sbarre per il transito del trenoregionale 11758 Siena - Firenze. Il conducente di origine ungherese di un camion con rimorchio non rispetta il codice della strada e prova a passare mentre le sbarre si stanno abbassando. L'autoarticolato è rimasto bloccato a cavallo delle rotaie proprio mentre stava sopraggiungendo il treno. Limpatto è stato inevitabile ma non fortissimo, visto che in quel tratto il treno era in decelerazione. Prova a passare mentre le sbarre si abbassano. Un'infrazione difficile anche con una macchina, figurarsi con camion e rimorchio. Probabilmente il camionista è stato anche preso dal panico. L'autoarticolato è rimasto bloccato a cavallo delle rotaie proprio mentre stava sopraggiungendo il treno. Luomo non ha neppure provato ad abbattere le sbarre per portare il camion lontano dalle rotaie, anzi è sceso dalla cabina e si è allontanato terrorizzato.
Limpatto è stato inevitabile ma non fortissimo, visto che in quel tratto il treno era in decelerazione. Il convoglio non è uscito dai binari e nessun passeggero è rimasto ferito. Il traffico ferroviario però è rimasto bloccato a lungo, fino a quando vigili del fuoco, e Trenitalia non sono riusciti a sgombrare il passaggio a livello dal camion e poi rimorchiare il convoglio ferroviario.
Quattro treni tra Firenze e Siena sono stati cancellati, per gli altri ritardi contenuti entro i 30 minuti e attivato un servizio sostitutivo con autobus. La circolazione ferroviaria fra le stazioni di Poggibonsi e Certaldo, sulla linea Empoli - Siena è stata riattivata totalmente da mezzogiorno mentre dalle 11:25 la circolazione era ripresa su uno dei due binari. Trenitalia ha attivato un servizio sostitutivo con autobus fra Certaldo e Poggibonsi.

14 novembre 2007
Stazione FS
di Taranto

TARANTO - Resterà chiusa per tutta la giornata di oggi e probabilmente anche per la giornata di domani la stazione ferroviaria di Taranto, dove ieri sera è deragliato un treno merci proveniente da Priolo (Siracusa) e diretto Brindisi, contenente cisterne di gas propilene.
I primi dieci vagoni sono stati sganciati e fatti ripartire, mentre gli ultimi quattro sono ancora fermi all'altezza del binario 7, in attesa delle operazioni di travaso del liquido contenuto nelle cisterne, che è altamente infiammabile. A quanto si è appreso, tre vagoni sono usciti fuori dall'asse; un altro è leggermente inclinato e durante la notte si è provveduto a puntellarlo per evitare pericoli.
Per provvedere alle operazioni di bonifica e messa in sicurezza si attendono nelle prossime ore mezzi speciali in grado di compiere il travaso del gas propilene nelle autobotti. Gli operatori alle dipendenze della ditta di Bari che avrebbe dovuto compiere queste operazioni sono impegnati - a quanto si è appreso - a Marghera (Venezia) per un corso di formazione professionale. Altre attrezzature in grado di rimuovere il gas contenuto nelle cisterne si trovano a Roma, Milano e Potenza. Dopo aver svuotato le cisterne, una gru dovrà riallineare i vagoni usciti fuori asse sui binari.
Intanto, Trenitalia ha aperto un'inchiesta interna e ha messo a disposizione dei viaggiatori mezzi sostitutivi su gomma fino a Potenza e Metaponto. Le cisterne sono intatte, non ci sono perdite di gas, ma è pericoloso avvicinarsi e non possono passare treni perché anche una scintilla potrebbe provocare un incendio on una esplosione. Le forze dell'ordine hanno fatto evacuare la stazione e anche le abitazioni circostanti. Sul posto, ieri sera, sono giunti anche il prefetto Alfonso Pironi e il questore Gian Carlo Pozzo. E' stato escluso l'atto doloso.
Probabilmente a provocare il deragliamento è stato uno smottamento del terreno in corrispondenza del binario 7. Il materiale trasportato dal treno merci era diretto allo stabilimento Enichem di Brindisi.
(fonte: www.ansa.it)

14 novembre 2007
Genova Sampierdarena

Muore un macchinista, in seguito ad un malore.
Mercoledi 14 u.s. intorno alle ore 21 circa il collega macchinista Cordara Franco dell'impianto Cargo di Novi San Bovo mentre era alla guida del treno 54331/2 in stazione di Genova Sampierdarena accusava un malore. Il suo collega di turno, accortosi del malore, decideva di continuare la corsa del treno per altri 300 metri circa per fermarsi all'altezza dell'ingresso del Deposito Locomotive di Genova Rivarolo.
Qui, auto-medica e ambulanza, preventivamente allertati, potevano facilmente prestare soccorso.
Nonostante gli sforzi dei soccorritori del 118, il collega purtroppoè deceduto quasi subito.

Muore il macchinista Franco Cordara

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Di seguito riportiamo un commento dell'RLS Giovanni Papi di Trento.
Riflettiamoci sopra.
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SULLA MORTE NON SI DOVREBBE MAI POLEMIZZARE......
VOGLIO PERÒ PENSARE AD UN TRENO AD AGENTE UNICO (anzichè a doppio agente) DOVE IL CAPOTRENO NON È IN GRADO DI CONDURRE IL TRENO IN UN PUNTO FACILMENTE RAGGIUNGIBILE DAI SOCCORSI.
PURTROPPO IN QUESTA PARTICOLARE SITUAZIONE NÈ IL TEMPESTIVO INTERVENTO DEL COLLEGA NÈ L'IMMEDIATO INTERVENTO DEI SOCCORSI HANNO POTUTO SALVARE LA VITA DEL NOSTRO CARO COLLEGA FRANCO CORDARA.
É UN DOVERE COMINCIARE A PENSARE ALLE CONSEGUENZE CHE NEL TEMPO POTRÀ AVERE L'AGENTE UNICO OGGI E L'AGENTE SOLO DOMANI.
BUON LAVORO - PAPI
(RLS) Trento

15 novembre 2007
Valmadrera
Lecco

Scontro fra treni a Lecco: forse errore umano.
(AGI) - Lecco, 16 nov. - Un errore umano. Questa l'ipotesi che sembra prevalere per dare una prima spiegazione all'incidente ferroviario avvenuto nella tarda serata di ieri nei pressi della stazione di Valmadrera, vicino a Lecco, dove sono rimaste ferite sette persone, una delle quali in modo piuttosto grave tanto da essere ricoverata all'ospedale 'Manzoni' di Lecco con prognosi riservata. Questa mattina tecnici delle Ferrovie, che apriranno un'inchiesta interna, dei Vigili del fuoco e inquirenti hanno compiuto un sopralluogo per ricostruire la dinamica: l'impatto e' avvenuto fra due treni adibiti alla manutenzione dei binari. Uno era in fase di manovra nei pressi della stazione, mentre l'altro proveniva da Lecco e viaggiava a una velocita' di circa 40 chilometri orari. Nel violento impatto sono rimasti feriti cinque operai a bordo dei convogli, un macchinista e un altro dipendente delle Fs che si trovava a terra ma piuttosto vicino al punto dello schianto. Il tratto di linea ferroviaria Lecco-Molteno Monza, da diversi giorni e' interessato da lavori che vengono eseguiti in notturna per consentire libero movimento ai treni cantiere i cui macchinisti avrebbero dovuto comunicare tra loro via radio ogni spostamento.
La Procura di Lecco, che ha gia' aperto un fascicolo d'inchiesta nei prossimi giorni potrebbe anche inviare alcuni avvisi di garanzia. (AGI)
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Leggi la prima relazione sull'incidente.
Per altri articoli e foto, visita www.clubtrenibrianza.com

Feriti un macchinista e altri 6 operai.

21 novembre 2007
Taranto

Un dipendente di Ferrovie dello Stato, Luciano Cito, di 53 anni, di Putignano (Bari), è morto in un incidente sul lavoro avvenuto a Taranto. Per cause in corso d’accertamento, l’uomo è precipitato al suolo da un ponteggio mentre lavorava in un capannone dell’officina di Punta Rotondella, nei pressi della stazione ferroviaria. A prestare i primi soccorsi sono stati i compagni di lavoro; poi l’uomo è stato condotto con un’ambulanza del 118 all’ospedale Santissima Annunziata, dove è morto dopo qualche ora per i traumi riportati senza riprendere conoscenza.
(fonte: www.lagazzettadelmezzogiorno.it)

Muore il ferroviere Luciano Cito.

10 dicembre 2007
Torricola (Roma)
Linea
Napoli - Roma

Apprendista ferroviere, 25 anni, travolto sui binarivauro
Stazione di Torricola, notte gelida e pioggia che intorpidisce i riflessi. Harold Anthony Forsythe, 25 anni, apprendista della manutenzione di Rete ferroviaria italiana (Rfi), forse sente arrivare il treno 9378 proveniente da Napoli e già in ritardo. Salta fuori dal binario su cui sta lavorando, ma rimane agganciato per la bretella del borsone degli attrezzi. Viene sbattuto via come un fuscello da decine di tonnellate di metallo lanciato a 170 all'ora. I compagni lo trovano ancora vivo e cosciente, ma muore poco dopo. I macchinisti non si sono accorti di nulla. E' stata la Polfer, in mattinata, ad avvertirli dell'accaduto. Nessuno aveva segnalato loro che in quel punto c'erano dei lavori in corso. Non una telefonata, né una segnalazione fisica; tantomeno l'«abbattimento del codice di binario», un segnale elettronico gestito dalla centrale che limita la velocità a 100 km orari. Comunque tanti, ma avrebbero dato ad Anthony qualche secondo in più. Certo sufficiente a far uscire dal tracciato anche quella maledetta borsa a tracolla. Del resto' tempi di lavorazione per entrare e uscire dai binari sono «tarati» sulla velocità media di un treno in quel certo tratto.
Nessuno dice nulla di più. Non si sa neppure da quanti operai fosse composta la squadra Ies (impianti elettrici di segnalamento) convocata con chiamata d'emergenza tra i «reperibili» (forse per riparare un semaforo). Di sicuro non doveva esser lui ad effettuare la mansione più pericolosa: un semplice apprendista da pochi mesi inserito al lavoro in uno dei settori più pericolosi. Pochi giorni fa martedì scorso un altro ferroviere era rimasto gravemente ferito sulla stessa tratta e con le stesse modalità: notte, pioggia, assenza di segnalazione ai macchinisti. Era più esperto 40 anni, circa ma lavorava insieme a un solo altro collega, in barba ai regolamenti che prescrivono una squadra minima di tre persone anche per riavvitare un bullone (uno esegue la riparazione, uno sta «a monte» e un altro «a valle», per segnalare l'eventuale pericolo). Portato all'ospedale Sant'Anna di Pomezia, gli avevano applicato 200 punti di sutura e bolaccato alcune costole.
«Ormai la normativa di sicurezza, in ferrovia, è di fatto abrogata» spiega Stefano Pennacchietti, delegato (Cgil) rsu della manutenzione infrastrutture Statisticamente siamo sempre in attesa che si ripetano altri incidenti». Le cause sono note: la «decimazione degli organici» per «risanare i conti di Fs» comporta numeri ridotti di personale per ogni funzione. Così, ogni normativa resta scritta sulla carta e i ferrovieri sono stati i precursori anche in materia di sicurezza, con procedure rigide puntigliosamente dettagliate. Nella pratica, però, «per non far vedere un semaforo giallo a un treno» (che significherebbe rallentarlo di forse 10 o 20 secondi) si preferisce far fare la manutenzione «in corsa». Qualche volta il macchinista riesce ad accorgersene, qualche altra gli operai sui binari fanno in tempo a scansarsi. Qualche volta no. I delegati rls e rsu coordinati nell'Assemblea nazionale dei ferrovieri iscritti a un po' tutti i sindacati presenti in Fs puntano contro i troppo accordi sindacali «stipulati in questi armi da cgil-cisl-uil-ugl-orsa e fast, che non tengono sufficientemente conto della sicurezza, ma sono sbilanciati a soddisfare le esigenze di produttività manifestate dall'azienda». Competitività e flessibilità esigono delle vittime, pare. Non è una metafora.
La lista degli incidenti tra i manutentori si va infoltendo a vista d'occhio. Solo nel lazio, nel novembre dello scorso anno era morto Massimo Romano (stava lavorando col martello pneumatico e con le cuffie in testa); nella primavera di quest'anno altro incidente moortale a Tarquinia. Un mese fa un treno ha travolto un cantiere sulla tratta Roma-Nettuno (fortunatamente una di quelle a più bassa velocità), con gli operai che sono riusciti a mettersi in salvo per un soffio. Mentre i vertici di Fs e dei «ministeri competenti» si riempiono la bocca di progetti ad «alta velocità» e tecnologie innovative, sui binari «si lavora a orecchio». L'unica misura di sicurezza di fatto sempre attiva.
(fonte: Francesco Piccioni - il manifesto, Roma - 11 dicembre 2007)
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Normative eluse e carenza del personale prevalgono sulla sicurezza. Edilizia e ferroviario pagano un alto prezzo
Lazio travolto dalle morti bianche - Il colpevole è sempre il profitto.
Il bilancio di questa settimana è davvero drammatico. Le cosiddette "morti bianche" rimangono tutt'ora un fenomeno onnipresente, nel quale ogni città e ogni categoria di lavoratori piange le proprie vittime. Lazar Costel, un operaio romeno di 29 anni è morto dopo essere caduto da un'impalcatura a sette metri d'altezza in un cantiere edile di Torvaianica. Lo stesso giorno, a Santa Palomba, un altro operaio è rimasto gravemente ferito dopo essere precipitato dal tetto di un capannone industriale. Ma gli infortuni sul lavoro non sono un primato esclusivo della cantieristica edile. La notte tra il 10 e l'11 dicembre Harold Anthony Forsythe, di appena 26 anni dipendente delle Ferrovie dello Stato ha perso la vita. Era stato improvvisamente chiamato con la sua squadra per riparare i segnali luminosi sulla linea ferroviaria nei pressi di Torricola, alle porte della capitale, ed è stato travolto dall'Eurostar 9378 proveniente da Napoli e diretto a Roma. Anthony era un apprendista, quindi era ancora impegnato nell'attività prevalentemente formativa. Quella notte era impiegato nel turno di reperibilità programmato, assegnato solitamente per un giorno alla settimana. In questi casi, la configurazione minima di sicurezza per la manutenzione dev'essere composta da un minimo di tre persone, l'avvistatore, la vedetta e l'avvisatore,
A seconda, infatti, delle caratteristiche orografiche della tratta bisogna essere in grado di segnalare alla squadra di manutentori l'arrivo del treno, con un sufficiente anticipo tale da poter sgombrare dalla linea.
L'azienda afferma che solo due persone stavano lavorando alla manutezione e mentre il giovane si spostava da un punto all'altro del binario è stato investito. Ma dal "tam tam della rotaia" trapela un'altra versione. I colleghi suppongono che Anthony fosse addirittura solo. La sua borsa si è agganciata al treno in corsa, facendolo cozzare violentemente sulla parete del vagone. Successivamente è stato trasportato all'ospedale in uno stato ancora cosciente, per spegnersi qualche attimo dopo.
Il giovane apparteneva al reparto IS, quello degli Impianti di Segnalamento, un settore della categoria tra le più sacrificate ed impegnate. Le chiamate di segnalazioni guasti sono praticamente ininterrotte e il sovraccarico d'interventi comporta una mole di lavoro notevole. Il sotto organico del personale è pari a 1/3 del numero totale degli addetti e questo comporta che tutte le figure disponibili siano impiegate da subito, specialmente nei turni notturni per sopperire a tale mancanza.
La Legge non stabilisce con precisione le mansioni da svolgere in queste circostanze, ma una cosa è certa. La figura di un "tutor", cioè di una persona con un'esperienza acquisita, dev'essere sempre presente. Tuttavia, la non interruzione della linea ferroviaria, prevale su tutto. Anche sulla normativa interna alle Rfi, che prevede l'abbattimento dei codici della velocità delle linee. In sostanza i treni dovrebbero rallentare automaticamente senza superare i 160 Km orari in corrispondenza delle tratte soggette alla manutenzione.
Ma questo non si verifica più. Perché ritardare le linee significa soprattutto incidere sulla puntualità. Eppure, la normativa IPC, (Istruzione Protezione Cantiere) del testo Unico sulle attività delle manutenzioni e infrastrutture parla chiaro. La sicurezza deve essere garantita.
Quella tragica notte il treno viaggiava alla velocità di rango prevista per quella tratta a 170 Kmh, tanto che il macchinista non si è accorto minimamente dell'impatto.
A distanza di un anno dall'episodio di Massimo Romano, un altro ferroviere morto nei pressi di Monterotondo durante la manutenzione, le "stragi bianche" continuano a ripetersi, nel mancato rispetto di normative a tuela della qualità del lavoro, della legalità dei diritti e dei controlli rigorosi sulle norme di sicurezza e sulla prevenzione. Nel frattempo di lavoro si continua a morire.
(Alessandro Ambrosin, Liberazione, 15 dicembre 2007)

Muore l'operaio Harold Anthony Forsythe

19 dicembre 2007
Letojanni (ME)
Linea
Messina - Siracusa

Deraglia un treno, ferito il macchinista
L'incidente avvenuto sulla Riviera Jonica. La causa: una frana e un albero caduto sui binari
MESSINA - È stata una frana a provocare il deragliamento della locomotiva del treno espresso 1930 "Freccia della Laguna", accaduto poco dopo la stazione di Taormina (Messina) all’altezza di Letojanni. Secondo quanto ricostruito dalla Polfer, il macchinista avrebbe visto in tempo il terriccio e un albero caduto sul binario e ha quindi azionato i freni. Il locomotore però, nonostante la tempestiva azione del macchinista, è uscito ugualmente dai binari, fortunatamente ad una velocità tale da impedire che l’incidente si trasformasse in tragedia.
PASSEGGERI - Nell’impatto infatti solo uno dei due macchinisti è rimasto lievemente ferito, mentre il resto del convoglio non ha subito alcun danno e i passeggeri sono usciti illesi. Il convoglio era partito dalla stazione di Catania alle 17.30 diretto a Venezia. La linea Catania-Messina è rimasta bloccata e i passeggeri sono stati trasbordati con i pullman sino a Messina, da dove poi raggiungeranno Villa San Giovanni, per continuare il viaggio con mezzi sostitutivi approntati da Trenitalia.
(fonte: www.corriere.it)

Ferito un macchinista.

 Anno
2006 Incidenti = 16 Macchinisti
morti = 2
Macchinisti
feriti = 3
Altri ferrovieri
morti = 2
Altri ferrovieri
feriti = 2
Viaggiatori
morti = 2
Viaggiatori
feriti =74
7 gennaio 2006
Loreto
Linea
Ancona - Pescara
Due carrozze dell'Intercity notte 784 da Crotone per Milano, sono sviate dalla sede ferroviaria a un chilometro a sud della stazione di Loreto (AN). Al momento non risulta ci siano feriti. Il treno e' stato agganciato per essere trasportato alla stazione di Porto Recanati (MC). Le operazioni sono tuttora in corso da parte della polizia ferroviaria di Ancona e dei vigili del fuoco di Civitanova Marche, di Macerata e di Osimo insieme alla squadra soccorso delle Rfi. La linea ferroviaria e' bloccata per almeno cinque ore e la Conerobus di Ancona, societa' che effettua il trasporto pubblico su delega regionale, sta effettuando il trasbordo dei passeggeri dei treni in arrivo da Sud e diretti a Nord. La corrente elettrica sarebbe stata staccata e dalle carrozze dell'Intercity fermo, molti passeggeri, a disagio per il freddo, hanno tempestato di chiamate i centralini della questura di Ancona e del 115.
(fonte. www.rainews24.it)
3 gennaio 2006
Deposito
Roma S. Lorenzo
Esplosione a bordo dell'ETR 480/35. La sera del 3 gennaio 2006 sull'ETR 480/35 del treno 9356, durante il rientro nel DL di Roma SL, dopo soli pochi minuti dalla fine del servizio viaggiatori, nella stazione Termini di Roma,  il macchinista sentiva un fortissima esplosione proveniente dalla cabina AT della BAC di coda. Fermato il treno e fatti i primi accertamenti ricoverava il materiale e chiedeva l'intervento del personale della manutenzione. La violenta esplosione ha scardinato la porta blindata della cabina AT e ha divelto alcuni pannelli del corridoio. Risultano evidenti i segni di una scarica elettrica di bassa intensità e di una fortissima onda d'urto, per lo  spostamento d'aria, che ha interessato il corridoio e l'intercomunicante. Le cause dell'esplosione sono ignote (assenza di scariche atmosferiche, guasti alla linea elettrica, ecc.) e le ricerche si concentrano sull'interruttore rapido (di particolare concezione per l'uso di un gas spegni arco) e su un condensatore filtro che risulta danneggiato.  Sono in corso accertamenti  aziendali. I lavoratori macchina e officina esprimono preoccupazione per le conseguenze che fatti del genere possono causare a viaggiatori e addetti sia in caso di esplosione che per l'eventuale presenza di sostanze tossico-nocive all'interno delle apparecchiature elettriche interessate.
Guarda alcune immagini degli effetti dell'incidente.