Incidenti ferroviari in Italia

PREMESSA
In ambito UE è stata istituita l'Agenzia Ferroviaria Europea, con due sedi, entrambe in Francia: quella operativa si trova a Valenciennes, mentre le strutture per l'organizzazione di incontri e conferenze internazionali sono a Lille.
Questo nuovo organismo, istituito con Regolamento (CE) n° 881/2004 esaminerà le nuove regole nazionali in materia di sicurezza, terrà un registro degli indicatori di sicurezza, delle relazioni d'indagine e dei certificati di sicurezza e sorveglierà lo sviluppo della sicurezza ferroviaria, monitorando anche gli incidenti ferroviari avvenuti negli stati membri.
In Italia, l'emanazione di questo organismo UE è l'Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie ed ha sede a Firenze, così come delineato dal Governo attraverso il DLgs 162/2007 che recepisce (con ritardo, tanto che l'Italia è "sotto infrazione" UE) la Direttiva 2004/49/CE, la quale ha introdotto particolari innovazioni rispetto all'attuale assetto delle competenze in materia di sicurezza delle ferrovie, e può diventare uno strumento che i cittadini - ed i ferrovieri in particolare - dovrebbero conoscere ed utilizzare ai fini dell'accertamento dei reali livelli di sicurezza, laddove questi appaiono al di sotto degli standard previsti.
Questo database, allora, vuole essere un ulteriore supporto per tutti coloro che intendano approfondire la ricerca storica sulle ferrovie italiane, segnatamente nell'aspetto che riguarda la sicurezza delle infrastrutture ferroviarie, aperto al contributo dei diretti interessati:  i ferrovieri.
Pertanto, chiediamo a tutti coloro che consulteranno questo database di segnalarci gli incidenti ferroviari di cui verranno a conoscenza, anche se si tratterà di eventi avvenuti in passato ma spesso sconosciuti.
Questo lavoro (per ora incompleto) è stato possibile grazie alla passione di Ezio Gallori, ex macchinista e storico animatore della rivista dei macchinisti "ancora In Marcia!" di Firenze. Un grazie di cuore va anche a Salvatore Messina, RLS di Verona, che per primo ha cercato di catalogare gli incidenti ferroviari in Italia. Grazie al macchinista Giuseppe "Peppe" Lombardo, che ci ha messo a disposizione la sua collezione di "ancora IN MARCIA!", fonte preziosa di informazioni e foto.
Un grazie, poi, a tutti i RLS dei ferrovieri, che costantemente verificano le carenze di sicurezza nell'esercizio ferroviario, inascoltati.
Incidenti
376
Macchinisti
morti
69
Macchinisti
feriti
61
Altri ferrovieri
morti
109
Altri ferrovieri
feriti
67
Viaggiatori*
morti
1370
Viaggiatori*
feriti
2224
*Con tale termine s'intendono tutti i non ferrovieri

 Anno
2010 Incidenti = 1 Macchinisti
morti = 0
Macchinisti
feriti = 0
Altri ferrovieri
morti = 0
Altri ferrovieri
feriti = 0
Viaggiatori
feriti = 0
Viaggiatori morti = 0
1 gennaio 2010
Terni
Linea
Roma - Ancona

Roma, 1 gennaio 2010 - Oggi pomeriggio, il treno eurostar 9328, Roma-Perugia, in prossimità della stazione di Terni, sulla linea Roma - Ancona, intorno alle 14,30, ha investito una massa franosa caduta sui binari che ha danneggiato le apparecchiature del freno impedendo al treno di proseguire.
Il personale ed i pochi viaggiatori presenti sulle prime carrozze hanno sentito forti colpi e vibrazioni provenienti dal sottocassa, una frenatura repentina, dopodiché il treno è rimasto "incagliato" sui detriti. Il recupero dei viaggiatori e il ripristino della circolazione risulteranno molto difficoltose perché il tratto di linea interessato è a binario unico, particolarmente impervio e la zona è soggetta a forte maltempo
Fortunatamente, anche per la bassa velocità prevista in quel tratto, non ci sono state conseguenze per le persone ma non possiamo confidare sempre nella fortuna.
Chiediamo che siano predisposti gli idonei dispositivi di protezione dalle frane, a cominciare dalle tratte maggiormente a rischio, e che siano effettuati adeguati investimenti anche sulle linee considerate "secondarie" come la Roma - Ancona, per la semplice ragione che essa serve importanti aree del Paese e, in questo caso, interessa migliaia di cittadini di Lazio, Umbria, Marche ed Emilia Romagna. Magari risparmiando sulla propaganda e le riviste patinate.
Sono passati solo dieci giorni da quando un nostro compagno di lavoro è morto per aver investito col treno un masso franato sui binari e siamo costretti ancora una volta a denunciare il divario tra l'alta velocità e il normale servizio ferroviario perché questo comincia ormai ad interessare anche aspetti riguardanti la sicurezza.

La redazione di "ancora IN MARCIA!"

 Anno
2009 Incidenti = 48 Macchinisti
morti = 2
Macchinisti
feriti = 7
Altri ferrovieri morti = 6 Altri ferrovieri
feriti = 9
Viaggiatori
feriti = 27
Viaggiatori morti = 33
12 gennaio 2009
Chivasso (TO)
Linea
Ivrea - Chivasso

Il 12 gennaio c.a. un macchinista unico della DR Piemonte dell’impianto di Chivasso si è sentito male. Effettuava il treno da Ivrea a Chivasso.
A Chivasso è intervenuto il 118. L’intervento del 118 è stato “tempestivo” perché avvenuto in stazione.
SE IL MALORE SI FOSSE VERIFICATO IN UNA ZONA INACCESSIBILE AI MEZZI DEL 118?
SPERIAMO CHE NON ACCADA MAI, MA IL DATORE DI LAVORO DEVE INTERVENIRE CON UN’ADEGUATA E ADERENTE VALUTAZIONE DEL RISCHIO
IN CASO DI MALORE DEL MACCHINISTA UNICO. IL DATORE DI LAVORO DEVE RISPETTARE ANCHE L’ART. 2087 DEL C.C.!

Ferito un macchinista.

24 gennaio 2009
Anagni (FR)
Linea
Napoli - Bologna

Un treno Eurostar partito ieri pomeriggio da Napoli e diretto a Bologna, dopo essersi fermato per verifiche tecniche all'altezza di Anagni, nel frusinate, nel ripartire si è spezzato tra la sesta e la settima carrozza. La notizia è stata resa nota da Raniero Casini della segreteria nazionale del Sindacato dei lavoratori (Sdl) che ribadisce «la convinzione che i treni non abbiano la necessaria manutenzione».
Le Ferrovie: «Nessun rischio per l'incolumità dei passeggeri»
Di tutt'altro parere l'azienda ferroviaria, che parla esplicitamente di «atto doloso»: secondo quanto verificato dalle Ferrovie dello Stato, infatti, l'incidente non è stato casuale tanto che è stata annunciata la presentazione «di una denuncia alle autorità competenti». «Le prime verifiche condotte dagli stessi macchinisti del treno - spiegano infatti le Ferrovie - hanno consentito di individuare nell'ultima carrozza il freno di emergenza indebitamente azionato». E, questo «è verosimilmente - afferma la Società - la causa di quanto accaduto, avendo esso la capacità di bloccare immediatamente la parte di treno frenata».
Ciò «è verosimilmente la causa di quanto accaduto, perché in grado di bloccare immediatamente la parte di treno frenata». «I macchinisti - spiegano le Ferrovie - avevano resettato il sistema dopo le verifiche nel posto movimento di Anagni e valutato di poter ripartire. Mentre davano lo spunto di trazione (il momento in cui il treno riprende a muoversi, ndr), nell'avvio il treno si è spezzato tra la sesta e la settima carrozza».
Una circostanza tutta da chiarire anche perchè «la ricerca del responsabile di questo atto doloso - così lo definisce Ferrovie dello Stato - non ha ancora avuto alcun esito, ma in ogni caso la Società procederà ad esporre denuncia presso le autorità competenti». Di sicuro «l'incolumità dei passeggeri non è mai stata a rischio, nè avrebbe potuto essere a rischio».
I ferrovieri di «Ancora In Marcia»: vanno trovate le vere cause
Sull'incidente si è espressa anche la rivista dei ferrovieri «Ancora In Marcia»: «Vogliamo che si affrontino e risolvano le vere cause di questi incidenti ripetuti ai treni Eurostar, non vogliamo aspettare che avvengano tragedie, nè possiamo accettare che sia distorta la realtà e l'informazione all'opinione pubblica ipotizzando improbabili cause dolose», dichiarano i ferrovieri della rivista.
«Attribuire le cause dell'incidente ad un ipotetico azionamento di un freno di emergenza - proseguono - se risultasse vero metterebbe in discussione l'affidabilità e la sicurezza dell'intera flotta degli ETR 500 poiché, da quando esistono i treni quelle maniglie rosse sono legittimamente e doverosamente a disposizione di tutti i viaggiatori per ogni evenienza. Riteniamo più realisticamente che, come per i due precedenti più noti, avvenuti a Milano Centrale il 14 e il 22 luglio 2008, siano nuovamente invece venute alla luce le lacune, che possono essere tecniche, strutturali, progettuali e manutentive (non possiamo e non è nostro compito oggi fare un'ipotesi definitiva) dell'insieme delle apparecchiature del treno, ma che certamente smentiscono clamorosamente le affermazioni dei massimi dirigenti».
«Il treno 9456 - si legge in una nota della redazione di ancora In Marcia- sembra stesse viaggiando con un'avaria in corso proprio al sistema pneumatico con una perdita di aria compressa e per questo si era giá fermato ed avanzava a bassa velocità. Certamente vi è stata una frenatura mentre la locomotiva trainava - specificano - ma ciò è del tutto normale e sempre possibile in ogni momento della marcia su ciascun treno, sia in caso di azionamento legittimo o erroneo della maniglia che per avaria o a causa di un atto vandalico e doloso: ma ciò non dovrebbe però, mai, causare lo spezzamento, tanto più su treni viaggiatori».
Negare i fatti ed i problemi invece di affrontarli - denunciano i ferrovieri - «danneggia noi e la nostra azienda perché ne compromette l'immagine e la credibilità molto più che i fatti stessi. Fortunatamente - conclude la nota - salvo lo spavento, l'incredulità e i disagi per il forte ritardo subito anche questa volta non vi sono state altre conseguenze per i circa 200 viaggiatori rimasti sui due tronconi fermatisi a circa tre metri di distanza l'uno dall'altro».
«Quando si spezzarono due Etr 500 il 14 e il 22 luglio del 2008 - afferma Marco Bazzoni, Rappresentante dei lavoratori per la sicurezzale - le FS dissero che si trattava di un errore umano, licenziarono il macchinista Dante De Angelis, che secondo loro "aveva diffuso notizie infondate e pretestuose, procurando un allarme ingiustificato", anche se De Angelis non aveva parlato di quei due Etr, ma di altri incidenti occorsi agli Eurostar. Inoltre, in occasione di quei due incidenti, le FS parlarono di errore umano, e che la sicurezza dei viaggiatori non era stata messa in pericolo, dato che lo spezzamento era avvenuto in stazione, e che non potrebbero mai spezzarsi in viaggio. Questa volta è accaduto, da come riporta la nota del sito "Ancora in Marcia", mentre era in viaggio a velocita' ridotta"».
Fonte: www.ilsole24ore.com
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Leggi anche gli articoli apparsi su "il Secolo XIX, "Corriere della Sera" e su "l'Unità"

30 gennaio 2009
Ponte di Piave (TV)
Linea
Treviso - Portogruaro

Ponte di Piave(ANSA) - TREVISO, 30 GEN - Due operai di Rfi sono rimasti feriti, in modo non grave, in un incidente tra mezzi operativi avvenuto oggi in Veneto sulla linea Treviso-Portogruaro, nei pressi di Ponte di Piave (Treviso).
A scontrarsi, per cause in fase d'accertamento da parte della Polfer, sono stati un carrello ed una macchina operatrice, che si trovava ferma sul binario per lavori di ordinaria manutenzione. Uno degli operai che si trovava sul carrello e l'autista della macchina operatrice sono rimasti feriti nello scontro.
I due, entrambi trevigiani, sono ora ricoverati all'ospedale di Oderzo, ma le loro condizioni non destano preoccupazione. Tutti e due sono in servizio al tronco lavori ferroviari di Treviso.
 Illesi invece gli altri sei operai che complessivamente si trovavano sui due mezzi operativi.
Resta da capire come mai il carrello, che arrivava da Treviso, non sia riuscito ad interrompere la corsa, andando a tamponare la macchina.
(ANSA). 30-GEN-09 18:21 - Guarda le foto su www.oggitreviso.it

Due operai feriti

5 febbraio 2009
Bellante (TE)
Linea
Pescara - Teramo

Treno investe camion fermo sui binari
Un autotrasportatore cerca di attraversare il passaggio a livello nonostante il semaforo rosso e rimane incastrato tra le sbarre chiuse. Solo la prontezza di riflessi del macchinista ha permesso di evitare una tragedia nei pressi della stazione di Bellante, a Teramo.
TERAMO - E' stata una tragedia sfiorata quella che si è consumata nel tardo pomeriggio di ieri mercoledì 4 febbraio nei pressi della stazione di Bellante, quando il treno Pescara-Teramo proveniente da Giulianova si è scontrato con un camion rimasto bloccato sui binari.
Fortunatamente il macchinista si è accorto in tempo della presenza del pesante mezzo che ostruiva il passaggio e ha tirato il freno di emergenza, riuscendo a ridurre drasticamente la velocità da 80 a circa 20 km all'ora e ridimensionando gli effetti dell'impatto,che si è rivelato comunque piuttosto forte.
In base alla dinamica, il conducente del camion, proveniente da Napoli e in città per consegnare dei videogiochi, nonostante avesse visto il semaforo rosso del passaggio a livello e le sbarre che stavano per abbassarsi, avrebbe deciso comunque di tentare l'attraversamento, salvo poi rimanere col mezzo bloccato fra le sbarre ormai chiuse.
Preso dal panico è sceso dal camion e si è salvato allontanandosi dalla cabina. L'impatto con il treno ha dilaniato il cassone, lasciando però quasi integra la cabina. Le pronte manovre di riduzione della velocità effettuate dal macchinista ad ogni modo hanno permesso di evitare uno scontro di entità tale da provocare feriti gravi tra i 28 pendolari che si trovavano al momento sul convoglio. Tra i passeggeri infatti, si sono registrate solo alcune contusioni e dolori alla schiena dovuti all'impatto.
Immediatamente sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, le ambulanze del 118, gli agenti di Polizia ferroviaria e la Polizia Stradale, che hanno lavorato fin oltre le 23 per rimuovere il camion dai binari e ripristinare la linea ferroviaria interrotta.
(fonte: www.sanbenedetto.org)

5 marzo 2009
Surbo (LE)

(ANSA) - SURBO (LECCE), 6 MAR - Un addetto alle pulizie delle carrozze delle Ferrovie dello Stato è stato travolto da un locomotore in manovra nello scalo merci della stazione di Surbo e ha riportato varie lesioni e ferite. L'incidente - riporta il Quotidiano di Lecce - è accaduto ieri sera mentre l'uomo, Francesco Stafferi, di 53 anni, di Collepasso (Lecce), era alla guida di un'apparecchiatura spazzatrice e attraversando un binario, in una zona semi buia, non si è accorto del sopraggiungere del locomotore. Un'autoambulanza del 118 lo ha trasportato all'ospedale Vito Fazzi del capoluogo i cui medici si sono riservati la prognosi ma hanno escluso il pericolo di vita. Indagini sono state avviate dalla magistratura anche per accertare se è vero che uno dei due fari del locomotore fosse spento, il che potrebbe aver contribuito al verificarsi dell'investimento nella zona poco illuminata dello scalo. Sull'episodio le Ferrovie dello Stato hanno avviato una indagine interna. Si cerca, tra l'altro, di capire come può essere accaduto che l'operaio non si sia avveduto dell'arrivo del locomotore benchè - sostiene l'ufficio stampa delle Ferrovie - tutte e 23 le torri-faro della stazione fossero perfettamente funzionanti e la visibilità era ottima. L'incidente è avvenuto verso le 22.30 di ieri: Stafferri stava attraversando con un carrello un fascio di binari su una passerella e non si è accorto dell'arrivo del locomotore che lo ha investito.(ANSA). DAR 06-MAR-09 17:52

Ferito l'operaio Francesco Stafferi

16 marzo 2009
Stazione di Genova Brignole

(ANSA) - GENOVA, 16 MAR - L'incendio di un locomotore di un treno merci, che trasporta sostanze pericolose, nella galleria San Martino, tra le stazioni di Genova Brignole e Sturla, nel levante cittadino, ha provocato stasera il blocco della linea ferroviaria tra Genova e Sestri Levante. Tre squadre dei vigili del fuoco sono impegnate nell'opera di spegnimento delle fiamme, difficoltosa sia per la lunghezza della galleria (1.300 metri) sia per la presenze delle sostanze pericolose, sembra acidi, trasportate dal merci. I vigili sono costretti ad intervenire a piedi, mentre le ferrovie stanno valutando come trainare fuori dal tunnel il convoglio. I treni passeggeri stanno subendo ritardi superiori all'ora. (ANSA). 16-MAR-09 21:39

4 maggio 2009
Cervaro (FR)
Linea
Caserta - Benevento

(Da Ancora in Marcia pag. 5, n° 5-2009)
Tratta Caserta-Cervaro, esercizio con D.C.O., linea a binario unico. Stazioni abilitate estreme Benevento e Cervaro distanti tra loro 90 Km circa, tratta montuosa, con gallerie e poche località abitate.
Il macchinista del treno merci 57316 partito nel tardo pomeriggio del 04-05-09 da Caserta, a circa 15 Km da Cervaro è stato colto da infarto. Il secondo Macchinista è riuscito a dare l'allarme alla stazione di Foggia per un intervento del 118 .Con grande coraggio e professionalità il secondo macchinista ha continuato la guida, senza arrestare il treno, e con accordi telefonici ha condotto il treno fino alla stazione successiva di Cervaro. La località da cui dovevano arrivare i soccorsi era opposta alla direzione del treno ma, come già detto, l'immediato intervento del secondo macchinista ha consentito che il tempo di attesa per l'intervento a loro volta dei medici in stazione sia avvenuto in pochissimo tempo e di notevole importanza, o meglio di vitale importanza, è stata questa riduzione dei tempi d'intervento.Il macchinista colto da infarto al momento è ancora in terapia intensiva ,ma secondo la valutazione dei medici poteva andare peggio; comunque lo stato di salute del macchinista adesso non desta grosse preoccupazioni.Speriamo tutti in una sua rapida guarigione ed un elogio particolare al secondo macchinista che in quei pochi minuti a sua disposizione è riuscito ad evitare il peggio per il proprio collega di lavoro.
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Il nostro caro macchinista Casoria Vincenzo, di anni 57, colto da infarto, in sevizio, non ce l'ha fatta. E' mancato in ospedale il 31 maggio 2009. Tutti i colleghi si stringono alla famiglia in questa disgrazia. Noi che abbiamo avuto il privilegio di conoscere Vincenzo, per la sua professionalità e disponibilità sul lavoro e nella vita sociale, non lo dimenticheremo. Questo dramma non lascia nessuno indifferente nel nostro impianto.
Profondamente addolorati i macchinisti e lo staff dell'ICC Maddaloni-Marcianise.

Muore il macchinista Vincenzo Casoria

7 maggio 2009
Linea
Bergamo - Milano
Lo sportello di un finestrino reclinabile, che era stato fissato con del nastro adesivo verde, si è staccato colpendo violentemente alla testa una signora seduta. È accaduto questa mattina sul treno 2606 partito da Bergamo alle 7 per Milano. L'incidente è avvenuto al piano superiore della terza carrozza. Come hanno raccontato i testimoni, che hanno parlato di un finestrino in condizioni provvisorie da chissà quanto tempo, «è stato un miracolo che le conseguenze non siano state più gravi. La signora è stata colpita alla nuca, ricevendo un colpo di frusta».
«Il capotreno - prosegue il racconto dei testimoni - e il macchinista sono letteralmente sbiancati in volto quando gli è stata comunicato l'accaduto: il capotreno ha constatato l'incidente e si è subito attivato per la denuncia».
Trenitalia ha in seguito precisato: «Confermiamo l'accaduto, purtroppo il nastro adesivo è stato posizionato male. Il treno è stato fermato per la sostituzione del finestrino. Fortunatamente la signora non si è fatta male e infatti non ha voluto che intervenisse il 118, firmando la liberatoria».
I responsabili di Trenitalia hanno poi aggiunto: «Ci scusiamo, ma non è soltanto colpa nostra, quel finestrino non s'è rotto da solo. Purtroppo i treni sono costantemente oggetto di vandalismi. Dovevamo sistemare subito la carrozza, ma in questo caso avremmo causato altri problemi a pendolari e studenti».
(fonte: www.ecodibergamo.it)
19 maggio 2009
Stazione di Sesto Calende (VA)
Linea
Milano - Domodossola

Un treno merci è deragliato questa mattina, martedì 19 maggio, alla stazione di Sesto Calende. Tre le persone rimaste ferite, in modo non grave, secondo il 118. Ancora da stabilire le cause dell'incidente ma, dalle prime testimonianze, uno dei vagoni sarebbe uscito dai binari proprio mentre entrava alla stazione di Sesto. Erano circa le 7 del mattino, orario di punta. Immediato l'intervento dei mezzi di soccorso: Polfer, carabinieri e vigili del fuoco. Bloccata la linea Milano-Domodossola (alle 9.30 era ancora tutto fermo) nel tratto Arona-Gallarate. Per i passeggeri in attesa dei treni regionali sono stati organizzati pullman sostitutivi che li hanno prelevati dalle stazioni. I convogli a lunga percorrenza, internazionali o i diretti vengono invece deviati sulla tratta di Novara. Il treno, uscendo dai binari, ha ferito tre persone. Si tratta di due donne, contuse da sassi alle gambe, e un uomo di 41 anni, raggiunto alla testa sempre da sassi. I feriti sono stati portati all'ospedale di Angera ma non sono gravi: si tratta per lo più di contusioni.
Solo quattro anni fa, sempre un treno merci e sempre nei pressi della stazione di Sesto Calende deragliò provocando disagi alla circolazione ferroviaria e danneggiando il marciapiede di stazione.
Attualmente nello scalo sta operano la Polfer in attesa del magistrato di turno che dovrà effettuare un sopralluogo per risalire alle cause dell'incidente. Sembra che ad essere uscito dai binari sia stato un convoglio di coda, mentre il resto del treno ha proseguito la sua corsa superando la stazione.
La linea ferroviaria potrebbe tornare operativa, solo su di un binario, a partire dal pomeriggio. Per il momento non è stata diramata nessuna indicazione in merito all'orario di un possibile riapertura.
(fonte: newsvarese.it)

Ferite tre persone.

25 maggio 2009
Stazione di Signa
Linea
Pisa - Firenze

Incidente di Signa del 25 maggio 2009Un escavatore lasciato sui binari, forse in seguito a un tentativo di furto, è stato urtato da un treno poco prima della stazione di Signa, in provincia di Firenze, intorno alle 5 di questa mattina.
Il convoglio viaggiava a velocità ridotta verso la stazione e l’urto, anche grazie alla prontezza di riflessi dei macchinisti, non ha provocato feriti. Non lontano dal luogo dello scontro con l’escavatore, sono state trovate sui binari delle travi di legno, presumibilmente utilizzate come passerella.
In seguito all’accaduto la circolazione sul binario interessato è stata bloccata fino alle 10 e il traffico è stato deviato sulla stazione di Lastra a Signa. Secondo quanto emerso, il piccolo escavatore è stato preso da un cantiere per lavori lungo la linea ferroviaria, appaltato a una ditta esterna e i cui operai avevano terminato il lavoro giovedì sera per riprenderlo stamani.
I treni cancellati sulle tratte Firenze-Livorno e Firenze-Pisa sono stati quattro, mentre un quinto convoglio ha subito un ritardo di mezz’ora. Il treno che ha urtato il mezzo era partito da Firenze per Livorno alle 4.49. Le indagini sono seguite dagli investigatori della Polizia Ferroviaria. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri di Signa.
(fonte: ilsole24ore.com)
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E' stato il treno Reg 11703 Firenze-Livorno (464 + 6 MDVC) che stamani in ingresso a Signa, lato Firenze, alle ore 4.50 circa ha trovato sui binari questo escavatore e lo ha investito.
L'escavatore si è incastrato sotto il Loc ed il materiale, tanto che è ci è voluto anche il carro attrezzi per liberare la linea e fino alle 10.25, si è rischiato lo svio del treno, che comunque era in frenatura per la vicina fermata che doveva fare a Signa.
Mattinata di caos sulla Pisa-Firenze, e spettacolo insolito vedere i treni merci deviati sulla DD Montelupo-Lastra a Signa-S.Donnino.
Da tenere presente che sulla Pisa-Firenze dalle ore 0.55 non c'erano treni (notte tra Dom e Lun non ha treni merci), pertanto i ladri hanno avuto quasi tutta la notte per poter tentare il furto, facendo attraversare i binari all'escavatore, salvo che poi per l'arrivo di qualcuno o per altro hanno dovuto desistere, e scappare in fretta e furia, lasciando l'escavatore sul binario dei treni dispari per chissà quante ore, fino a che alle ore 4.50 ci ha sbattuto il Reg 11703 Firenze-Livorno.
Aggiungo anche che la stazione di Signa è impresenziata.

25 maggio 2009
Linea
Torino - Nizza

(ANSA) - TORINO, 25 MAG - La linea ferroviaria Torino-Cuneo-Ventimiglia-Nizza, che collega il Sud Piemonte con la Costa Azzurra e' interrotta. Un treno merci ha deragliato. Nessun ferito. I treni sono costretti a fermarsi alla stazione di Borgo San Dalmazzo (Cuneo). Il deragliamento e' avvenuto intorno alle 15,30. I macchinisti forse anche a causa del notevole peso del carico, hanno impiegato oltre tre chilometri prima di riuscire ad arrestare il treno. In quel tratto le rotaie risultano seriamente danneggiate. (ANSA).

4 giugno 2009
Bologna
BOLOGNA - Un operaio di 47 anni di Mirano, in provincia di Venezia, è rimasto ferito in un infortunio sul lavoro avvenuto nella tarda mattinata di mercoledì in un cantiere della Rete ferroviaria italiana a Bologna. L'uomo, dipendente della ditta Bonciani di Ravenna, stava lavorando sulla linea dell'alta tensione in un cantiere di via Ranzani quando è rimasto folgorato. Probabilmente ha sfiorato un cavo, causando la formazione di un "arco voltaico" con una tensione di 3mila volta.
Il 47enne ha perso i sensi, ma grazie all'imbragatura di protezione non è precipitato, rimanendo appeso per alcuni minuti. A dare l'allarme è stato un cittadino che si era affacciato da una finestra della sua abitazione. Soccorso dal 118, l'operaio è stato ricoverato all'ospedale Maggiore, ma non è in pericolo di vita. L'incidente, al vaglio delle forze dell'ordine, ha causato ritardi al traffico ferroviario.
(fonte: www.romagnaoggi.it)
6 giugno 2009
Vernio (PO)
Linea
Firenze - Bologna

FERROVIE: ANCORA IN MARCIA, IN INCIDENTE INTERCITY 5858 FERITO MACCHINISTA = ITALIA DIVISA IN DUE Roma, 6 giu.(Adnkronos) - «Il treno Itrecity 585 questa mattina ha subito un incidente ed uno dei due macchinsita è rimasto ferito. Il fatto è avvenuto nella galleria dell'Appennino intorno alle 10,30 tra Bologna e Firenze a causa dell'urto con un oggetto metallico in tensione che ha rotto il vetro frontale della cabina di guida. Il traffico, dopo circa quattro ore, è ancora bloccato tanto che l'Italia ferroviaria è praticamente divisa in due anche per la concomitante rottura della linea eletrica di alimentazione ad alta tensione sulla stessa tratta e la necessità di portare i soccorsi». Lo rendono noto, in un comunicato, i macchinisti della storica rivista, ancora In Marcia. Il macchinista, prosegue la nota, è stato trasportato all'ospedale di Vernio «con ferite al volto». «Siamo preoccupati perchè non è la prima volta che si verificano incidenti di questo tipo; per il personale a bordo qualsiasi urto frontale può risultare rischiosissimo se il treno è in velocità. Dalle prime sommarie ricostruzioni potrebbe trattarsi di una parte metallica della stessa linea ad alta tensione.», prosegue il comunicato. «La linea ferroviaria che attraversa l'Appennino tra Firenze e Bologna è un tratto vitale per la circolazione ferroviaria in Italia. Per questa ragione riteniamo che la sua manutenzione ed i controlli da parte di RFI debbano essere rigorosi, al fine di prevenire qualsiasi inconveniente, in primo luogo per la sicurezza ma anche la regolarità e l'affidabilità della circolazione. Riteniamo che le ingenti risorse dirottate sull'Alta Velocità abbiano oggettivamente condizionato gli investimenti sulla linea storica», conclude la nota. (Sec-Tes/Col/Adnkronos) 06-GIU-09 14:01 NNN
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Guarda alcune foto da www.iltirreno.gelocal.it)

Ferito uno dei due macchinisti.

6 giugno 2009
Stazione di
Pisa S. Rossore
Linea
Genova - Pisa
Verso le 17, fra Migliarino e Pisa S. Rossore un carro in composizione a un treno merci è deragliato spaccando le traverse di cemento per circa 5 km! Il carro, in curva, ha spaccato uno scambio ed è poi finito contro un palone della linea elettrica. A quel punto è terminata la corsa del treno, i cui macchinisti, essendo il carro lontano dal locomotore, non potevano accorgersi dell'accaduto, come sempre in casi come questi.
Il carro è deragliato dalla parte della massicciata e non dell'interbinario: in caso contrario sarebbe potuto accadere un disastro, dal momento che ha incrociato treni provenienti dalla direzione opposta!!
21 giugno 2009
Stazione di Pisa C.le
Svio Treno 23447 del 21/06/2009.
Subito dopo la partenza dal binario 14 di Pisa, appena dopo il deviatoio di uscita verso le ore 18.23 circa, è deragliato il carrello posteriore (penultimo del convoglio) dell'ALe 642 020 ubicato in coda. Il carrello si è spostato di circa un metro verso destra senso marcia treno senza però inibire la circolazione sul binario di corsa attiguo. Nessuno dei sessanta viaggiatori presenti è rimasto ferito, né vi sono state scene di panico: parecchi di loro, nonostante il disaccordo del capotreno, sono scesi dal convolgio sul lato sinistro verso la recinzione e, dopo circa 30 minuti di attesa, hanno preferito allontanarsi a piedi per la strada limitrofe scavalcando il muretto in corrispondenza di una falla della rete. Solo sei persone hanno atteso il soccorso, con altro treno in manovra, per raggiungere l'aeroporto (binario 2). Successivamente, col treno in manovra, altri viaggiatori in attesa a Pisa Aeroporto sono stati invitati a salire per raggiungere la Stazione Centrale intorno alle ore 19.30. Le rimanenti corsette sono state soppresse.
21 giugno 2009
Stazione di Torino P.N.

Ventidue treni soppressi e ritardi record per gli Eurostar. Un sabato nero per chi ha deciso di spostarsi in treno. Tutta colpa di un guasto nel cuore del nodo ferroviario sotto la Mole, il quadrivio Zappata, dove si intersecano le diverse direttrici, con effetti su tutte le principali linee. Migliaia di persone alle prese con ritardi medi di mezz´ora e più sui convogli diretti in Val di Susa, compresi quelli internazionali per la Francia, mentre sui treni per Milano il ritardo ha sfiorato l´ora. Non solo. Quando l´emergenza è rientrata sull´Eurostar 9669, si è sviluppato un principio di incendio nella carrozza ristorante nel tratto tra Porta Nuova e Stura, dove sono intervenuti i vigili del fuoco per domare le fiamme.
Nessun pericolo per i passeggeri, scesi e risaliti sul Frecciarossa successivo. Ieri chi ha scelto gli Eurostar per Milano, causa la soppressione di regionali ed interregionali e le fermate extra per raccogliere le persone rimaste nelle stazioni, ha sopportato notevoli ritardi. Il Frecciarossa in arrivo da Milano ieri pomeriggio ha accumulato un ritardo di un´ora e quaranta minuti, il supertreno diretto verso il capoluogo lombardo è arrivato a destinazione due ore e mezzo dopo l´orario previsto. Ma andiamo con ordine, ripercorrendo il sabato nero delle ferrovie. Prime avvisaglie? Alle 13.18 il treno interregionale per Aosta si ferma nel quadrivio, che con i lavori del passante è stato interrato. Causa? Un problema agli apparati di circolazione. Tradotto vuol dire un guasto ai sistemi che governano scambi, semafori e passaggi convogli. Uno stop che si protrae per quaranta minuti. Nel frattempo, in coda, arriva un treno Gtt, mentre gli altri convogli che puntano su Torino vengono fermati prima di entrare nel passante. I tecnici decidono di liberare il quadrivio facendo ritornare i treni in stazione, mentre il sistema che governa il traffico sembra essere tornato in funzione. Peccato che regga pochi minuti. Alle 14.05 un nuovo guasto che avrà affetti pesanti sulla circolazione per tutto il pomeriggio. Solo alle 19.30 dalle Ferrovie annunciano che non ci sono più problemi, tranne qualche strascico di ritardo. Pochi minuti dopo l´incendio sull´Eurostar.
Nel quadrivio si intrecciano quattro linee: Porta Nuova-Modane, Lingotto-Modane, Porta Nuova-Milano e Lingotto-Milano. Si salvano solo i due binari della Lingotto-Modane, dove i convogli riescono a passare normalmente in entrambe le direzioni. Sulla Lingotto-Milano, invece, la circolazione risulta bloccata, tanto che si è arrivati alla soppressione di tutti i sei treni previsti nel pomeriggio, tre in partenza e tre in arrivo. Le altre due linee, Porta-Nuova Milano e Porta Nuova-Modane, hanno invece funzionato a regime ridotto: un solo binario a velocità lenta, in pratica a passo d´uomo, nel tratto del quadrivio. Tanto che a metà pomeriggio Trenitalia, che all´inizio prevedeva un disservizio lampo risolvibile in poco tempo, annunciava che il guasto «stava comportando sui treni che transitavano dal passante torinese ritardi notevoli». Sulla direttrice per Milano, tra andate e ritorni, sono stati soppressi in tutto ventidue convogli, oltre ai ritardi dei Frecciarossa, mentre in direzione Modane si sono accumulati ritardi medi di mezz´ora, il che vuol dire che alcuni treni sono stati fermi sulle rotaie ad aspettare il via libera anche per un´ora.
È andata bene che il guasto si è verificato di sabato pomeriggio, fosse stato un altro giorno feriale, con uffici e fabbriche aperte, gli effetti sarebbero stati molto più gravi. Le Ferrovie si scusano con i passeggeri coinvolti nei disagi: «Comprendiamo le difficoltà che ha subito la clientela», dicono da Porta Nuova. Sperando che il problema non si ripeta nei prossimi giorni, che i due guasti in successione non siano un´avvisaglia di problemi tecnici che si possano ripetere quando il traffico sul nodo è maggiore. Le Ferrovie lo escludono: «Si tratta di sistemi nuovi» rassicurano dagli uffici di corso Vittorio Emanuele. «Il quadrivio Zappata è stato rifatto con l´interramento del passante di Torino, si tratta di un´opera nuova e «sempre tenuta sotto controllo rispetto alla manutenzione», aggiungono a Porta Nuova, dove spiegano che dipende dal fatto che si tratta di sistemi sicuri se in caso di guasto, anche minimo, si blocca tutto il sistema. Anche un solo led bruciato manda il tilt il traffico e stoppa i convogli.
(fonte: www.torino.repubblica.it)

22 giugno 2009
Vaiano (PO)
Linea
Firenze - Bologna

Deraglia treno merci a fra Prato e Vaiano.Italia ferroviaria, e non, divisa in due per un incidente che intorno alle 5.10 ha coinvolto due carri di un treno merci sulla linea Bologna-Firenze. Anche se la circolazione è ripresa poco dopo le 10,20 su un solo binario fra Prato e Vaiano, le Ferrovie dello Stato prevedono il ritorno alla normalità soltanto per domani, nella tarda serata. Anche se il deragliamento non ha provocato danni alle persone, tuttavia la circolazione è stata interrotta in entrambe le direzioni per oltre 5 ore.
I treni sono stati istradati su itinerari alternativi con consistenti aumenti dei tempi di viaggio e ritardi che hanno coinvolto anche l'alta velocità. I convogli dei pendolari, inoltre, sono stati sostituiti con servizi di autobus. Uno dei carri merce deragliati trasporta una cisterna di acido cloridrico: "Non c'é stato sversamento - dicono dai vigili del fuoco - e stiamo lavorando per travasare il contenuto in un'altra cisterna".
La circolazione è ripresa alle 10.21, con il regionale 6559 (Bologna-Prato), alternativamente su un solo binario con velocità ridotta a passo d'uomo. Sono stati perciò modificati i provvedimenti adottati dalle Ferrovie immediatamente dopo l'incidente dalla sala controllo nazionale di Roma per garantire i collegamenti fra il Nord e il Sud del Paese.
Ora i treni dell'alta velocità Roma-Milano e viceversa, con fermata a Firenze e Bologna, hanno ripreso a percorrere la linea riaperta al traffico ferroviario. Restano al momento deviati via Ancona gli eurostar Roma-Venezia: per questo motivo i treni non fermano a Firenze mentre è invece confermata la fermata a Bologna. I treni dell'alta velocità no stop Roma-Milano e viceversa - dimezzati del 50% - percorrono, sulla direttrice Tirrenica, gli itinerari Roma-Pisa-Genova, oppure Roma-Firenze- Pisa- Genova. Il Gruppo ha avviato inchieste interne (sia da parte di Trenitalia sia di Rfi) per stabilire l'esatta dinamica dell'uscita dai binari del carro. Il Gruppo sottolinea, in una nota, che il carro deragliato non è di proprietà delle Fs.
(Ascolta il racconto dei Vigili del Fuoco - (fonte: repubblica.it)

26 giugno 2009
Foggia

Giuseppe Radogna di 44 anni padre di due figli in tenera età, un lavoratore dipendente del Gruppo F.S. - RFI S.p.A. del settore manutenzione, di ritorno da un turno di notte lungo la linea ferroviaria tra le stazioni di Trinitapoli e Candida, ha perso la vita a causa di un incidente stradale a pochi chilometri da Foggia, probabilmente dovuto ad un colpo di sonno. Un altro dipendente FS, che viaggiava con lui, D´Errico Paolo, ha riportato diverse ferite ed è attualmente ricoverato presso gli Ospedali Riuniti di Foggia.
(fonte: www.cgilfoggia.it)

Muore l'operaio Giuseppe Radogna

Ferito l'operaio Paolo D'Errico

27 giugno 2009
Stazione di Bari
Prende fuoco un carrello di manovra alla stazione di Bari.
Per cause sulle quali sono in corso accertamenti, la notte scorsa un carrello di manovra ha preso fuoco mentre era in transito sul binario 10 all'interno della stazione centrale della Ferrovie dello Stato di Bari. Per agevolare l'opera dei vigili del fuoco e' stato necessario togliere la corrente e cosi' lo scalo e' rimasto bloccato per circa un'ora. Non ci sono stati feriti. A dare l'allarme ai vigili del fuoco, intervenuti con due squadre, e' stato il capo stazione che si e' accorto di quanto stava accadendo. La circolazione ferroviaria e' tornata normale subito dopo lo spegnimento delle fiamme.
(fonte: www.ilsussidiario.net)
30 giugno 2009
Stazione di Viareggio (LU)

Viareggio - 30 giugno 2009Viareggio, 30 giugno 2009 - Un’apocalisse, fuoco e devastazione. Nei pressi della stazione di Viareggio si cercano ancora i dispersi. Poco prima della mezzanotte di ieri un treno merci impazzito ha seminato la morte esplodendo con il suo carico di gpl dopo essere deragliato. Il bilancio attuale parla di 16 vittime, 36 feriti (sedici sono stati portati negli ospedali di Torino, Firenze, Roma) e cinque dispersi.
Gli sfollati, ospitati nelle strutture alberghiere della zona, sono circa 300, mentre altre 800 persone circa sono ospitate da amici e parenti. Ancora non calcolati i danni alle strutture. Una bimba di 2 anni è al Meyer di Firenze, un altro è invece morto al Bambin Gesù di Roma dove era stato ricoverato.
Il deragliamento del 50325 Trecate-Gricignano sarebbe stato causato dalla rottura di un asse. «A causa di ciò - si legge in una nota delle Ferrovie - il carro sarebbe deragliato trascinando altri 4 carri. Lo svio avrebbe provocato la fuoriuscita del gas Gpl contenuto nella cisterna che si sarebbe incendiato al di fuori di questa». La linea ferroviaria da Pisa a Forte dei Marmi è interrotta; le ferrovie hanno messo a disposizione un numero verde per chiedere informazioni (800.89.20.21).
Sul posto sono arrivati il ministro dell’Interno Maroni («Verificheremo: o le norme europee per la sicurezza non sono adeguate o non sono state rispettate», ha detto), quello delle Infrastrutture, Alterno Matteoli («Si parla di un cedimento strutturale, ma aspettiamo che i tecnici svolgano il loro lavoro», ha sottolineato) e quello del Welfare, Maurizio Sacconi. Per il pomeriggio è previsto l’arrivo di Berlusconi, che da Napoli ha seguito costantemente la vicenda.
BLOCCATI DUE TRENI IN ARRIVO
Il bilancio della strage poteva essere ancora più pesante: "C'erano due treni passeggeri in arrivo nei minuti immediatamente successivi all’incidente che ha provocato la strage nella stazione di Viareggio - dice il consigliere regionale della Toscana Marco Montemagni (Gruppo misto) - Solo grazie alla velocita’ del capostazione i due treni sono stati bloccati’’. Si tratta di un Intercity proveniente da Roma e un regionale diretto a Firenze.
‘’Se quei treni fossero arrivati in stazione sarebbe stata una vera ecatombe - aggiunge Montemagni -. A bordo c’erano centinaia di passeggeri. Il comportamento del capostazione conferma che Ferrovie dello Stato deve desistere dalla sfrenata corsa verso l’automazione. Il fattore umano resta decisivo’’.
SI SCAVA TRA LE MACERIE
Si continua a scavare fra le macerie nei pressi della stazione ferroviaria di Viareggio. Il bilancio è infatti ancora provvisorio e si teme che fra i resti delle due palazzine distrutte dall’esplosione del gas e dal successivo incendio vi possano essere altre vittime.
Contemporaneamente proseguono le operazioni per la messa in sicurezza delle altre cisterne del treno che ancora sono piene di Gpl. Solo una ha infatti avuto la perdita di gas che ha causato il disastro. Le altre tredici che componevano il convoglio sono ancora sui binari della linea ferroviaria La Spezia-Pisa, proprio poche centinaia di metri oltre la stazione di Viareggio e i tecnici dei vigili del fuoco dovranno provvedere a svuotarne il contenuto e trasportarlo altrove senza pericoli. Una operazione che si preannuncia lunga e complessa, ma che non dovrebbe comportare particolari rischi.
LO STRAZIO DEI CORPI DI BIMBI
Sono due i corpi dei bambini recuperati tra le vittime dell’esplosione di Viareggio. Una bambola a forma di drago e un’altra che rappresenta un leone. Sono alcuni degli oggetti recuperati dai vigili del fuoco in una delle palazzine crollate a Viareggio di cui e’ rimasto solo un po’ di scheletro di muro. I pompieri le hanno appoggiate sulla panchina di un giardinetto di fianco all’abitazione, dove alberi, panchine e un gazebo sono stati anneriti dalle fiamme. La palazzina si trova di fronte ai binari, a poche decine di metri dal muro che divide la strada ferrata dalla zona abitata. Parcheggiata di fianco c’ e’ l’auto nella quale e’ stato trovato il bambino carbonizzato.
La vettura e’ coperta dalle macerie: qualcuno vi ha appoggiato sopra un telo bianco e una bandiera dell’Italia. Anche le abitazioni che si trovano di fianco allo stabile crollato ma nella strada perpendicolare alla ferrovia, sono completamente annerite. I vigili del fuoco stanno scavando tra le macerie con le mani e con l’aiuto di un piccolo escavatore. Decine le auto carbonizzate parcheggiate in zona. I pompieri stanno continuando le ricerche anche con l’aiuto di cani. Dalle macerie e dalle case escono densi nuvoloni di fumo.
IL CORDOGLIO DI LIPPI
"Una tragedia, purtroppo è una tragedia". Marcello Lippi esprime proprio cordoglio per il tragico incidente ferroviario avvenuto nella notte a Viareggio. Un dramma che tocca nel vivo il commissario tecnico dell’Italia, viareggino ‘doc’ e molto legato alla sua terra.
"Ieri sera non ero al corrente di quanto accaduto», racconta Lippi, «me ne sono reso conto solo questa mattina intorno alle 7 e ho cercato di capire cosa fosse accaduto. Ho parlato con un carabiniere, che mi ha raccontato la drammaticità dei fatti. Poi ho letto i giornali...sono scosso, è una tragedia», conclude Lippi.
I SOCCORSI
Pochi minuti dopo l'esplosione la Protezione Civile decreta lo stato di emergenza regionale, facendo confluire sul posto i vigili del fuoco di tutta la Toscana e della Liguria. Arriva da Lucca anche il nucleo batteriologico. Il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, e' in contatto con il prefetto di Lucca, Carmelo Aronica, per verificare con le autorita' locali la situazione e decidere come intervenire. Da Roma, intanto, e' in partenza un team del Dipartimento per supportare le autorita' locali e organizzare gli interventi di soccorso.
Nel campo predisposto davanti alla sede del Comune, dove sono giunti mezzi di soccorso provenienti da tutta la regione, sono ricoverati i casi meno urgenti, così da non intasare il pronto soccorso dell'ospedale Versilia, dove sono stati ricoverati i feriti più gravi.
IL SINDACO. LE ESPLOSIONI SONO STATE TRE
Il sindaco di Viareggio, Luca Lunardini, ricostruendo la dinamica dell'incidente avvenuto stanotte nella stazione ferroviaria ha spiegato che ''le esplosione sono state tre: la prima violenta. Ed altre due a brevissima distanza. Queste con ogni probabilita' sono partite dal convoglio''. ''Altre piccole esplosioni - ha detto ancora il sindaco - si sono poi succedute soprattutto a causa di serbatoi delle auto parcheggiate in zona''.
ARRIVA BERLUSCONI: FISCHI, INSULTI, APPLAUSI E RISSA SFIORATA FRA CONTESTATORI E FAN DI SILVIO
"Vergognati, vergognatevi tutti". Viareggio, ore 16.05, piazzale esterno della stazione, arriva Silvio Berlusconi. Fischi, insulti, ma anche applausi e un tentativo di rissa fra i contestatori e i fan di Silvio scandiscono il sopralluogo del capo del governo sul luogo della tragedia. Il Cavaliere fa spallucce di fronte a chi protesta, ispeziona la stazione e poi guadagna il quartier generale della Protezione Civile. (fonte: quotidianonet.ilsole24ore.com)
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(AGI) - Roma, 30 giu. - "La rottura di un asse di un carrello del vagone merci e' un incidente tipico che non e' stato mai tenuto nella giusta considerazione nonostante l'elevatissimo rischio connesso. Esso si e' ripetuto innumerevoli volte, sempre fortunatamente con conseguenze meno gravi, da ultimo nei giorni scorsi sempre in Toscana, a Pisa S.Rossore ed a Prato".
E' quanto affermano in una nota i delegati RSU/RLS dell'Assemblea Nazionale dei Ferrovieri, organismo trasversale composto da lavoratori e iscritti a tutte le sigle sindacali.
"Il fatto che i carri possano essere di proprieta' delle singole aziende produttrici delle merci trasportate e non del gruppo FS - prosegue la nota - non puo' essere utilizzato come giustificazione, anzi, questa circostanza pone drammatici interrogativi sulle modalita' di controllo e di verifica adottate per l'ammissione a circolare sulla rete. Esprimiamo il nostro profondo dolore per le tante vittime innocenti di questa tragedia e il ringraziamento ai soccorritori". "Facciamo appello a tutte le autorita' istituzionali affinche' non ignorino le segnalazioni di pericolo che come ferrovieri portiamo a conoscenza dell'opinione pubblica poiche' il trasporto ferroviario e' un servizio complesso in cui anche il piu' piccolo incidente o guasto, puo' determinare immani tragedie e come tale va analizzato e preso, sempre, nella massima considerazione - conclude la nota - Rinnoviamo la piu' ferma critica al gruppo dirigente delle Ferrovie che ha dirottato risorse e tecnologia sul servizio 'luccicante' dell'alta velocita' lasciando che il resto del servizio ferroviario, in particolare merci e pendolari, deperisse sia in termini di qualita' che di sicurezza".
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Scarica gli articoli apparsi su "il Tirreno" del 30 giugno 2009.
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Leggi l'articolo apparso su "la rinascita della sinistra" del 9 luglio 2009.
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Leggi il racconto del macchinista apparso su "la Stampa" del 21 luglio 2009.

Muoiono 32 persone:
Iman Ayad (3 anni); Hamza Ayad (17 anni); Mohammed Ayad (51 anni); Aziza Aubotalib (46 anni);Nadia Bernacchi (59 anni); Claudio Bonuccelli (60 anni); Abdellatif Boumalhaf (34 anni); Nouredine Boumalhaf (29 anni); Rosario Campo (42 anni); Maria Luisa Carmazzi (49 anni); Andrea Falorni (50 anni); Alessandro Farnocchia (45 anni); Antonio Farnocchia (51 anni); Marina Galano (45 anni) ; Ana Habic (42 anni); Mario Pucci (90 anni); Elena Iacopini (32 anni);Federico Battistini (32 anni); Emanuela Milazzo (63 anni);Mauro Iacopini (60 anni);Magdalena Cruz Ruiz Oliva (40 anni); Ilaria Mazzoni (36 anni); Michela Mazzoni (33 anni); Emanuela Menichetti (21 anni); Stefano Maccioni (40 anni); Luca Piagentini (5 anni); Lorenzo Piagentini (2 anni); Angela Monelli (69 anni); Rachid Moussafar (25 anni); Sara Orsi (24 anni); Roberta Calzoni (54 anni); Elisabeth Silva (36 anni).

Feriti i due macchinisti ed altre 19 persone

4 luglio 2009
Linea
Nocera - Cava de' Tirreni

Il macchinista Antonio Longobardi, in servizio (ad Agente Solo) al treno 12369 sulla tratta Nocera - Cava de' Tirreni, colto da malore è stato soccorso solo dopo circa un'ora, non per l'inefficienza delle strutture del SSN 118 ma per l'inefficacia di un piano di emergenza ferroviario che contempli il soccorso sanitario ai treni in linea.
Nell'apprestarsi alla progressiva chilometrica in oggetto, il Longobardi notava, all'ultimo istante, per scarsa visibilità dovuta all'ombra del cavalcavia, un ostacolo che si era staccato dalla linea aerea (due grossi isolatori compresi di stallaggio) che investivano il vetro frontale della cabina dí guida. All'impatto il macchinista è stato sbalzato dal posto di guida, urtando violentemente la schiena contro l'armadio degli stotz, per poi cadere privo di sensi sul pavimento della cabina di guida, perdendo completamente il controllo del convoglio (come ultimo istinto ha azionato il freno automatico ed impedito la corsa senza controllo del meno).
L'impatto dei cavi con il convoglio ha provocato forti sfiammate che, attraverso i vetri laterali della cabina di guida, aperti per guasto al climatizzatore di guida, regolarmente segnalato al DCTR, rendeva l'aria irrespirabile.
Una volta rinvenuto, ancora riverso per terra in cabina, è giunto il CT alle ore 18.50 quando con il telefono d i servito si informavano i responsabili, chiedendo l'intervento immediato del 118 per il sottoscritto. Nonostante la richiesta di pronto intervento glì operatori hanno prestato il primo soccorso dopo circa un'ora dall'incidente e solo nella Stazione di Nocera Superiore, dopo un rocambolesco trasbordo in linea del Longobardi e dei viaggiatori sul treno 8200 che conduceva tutti nella stazione di Nocera Inferiore

Ferito il macchinista Antonio Longobardi

5 luglio 2009
Linea
Ancona - Piacenza

Fumo sull'Ancona - PiacenzaFumo dal carrello di un vagone. Panico tra i passeggeri in fuga.
Paura tra i passeggeri del regionale del mare, che hanno tirato il freno d'emergenza e sono scesi in fretta e furia dalle carrozze. C'è stato anche chi si è calato dai finestrini.
UNA COLONNA di fumo scaturita dal carrello di un vagone ha gettato nel panico i passeggeri del treno regionale 2068 Ancona-Piacenza, che hanno tirato il freno di emergenza e sono scesi in fretta e furia dalle carrozze, calandosi anche dai finestrini. E’ accaduto ieri pomeriggio poco prima delle 18 lungo la linea per Rimini, in prossimità del bivio San Vitale, a meno di due chilometri dall’ingresso nella stazione centrale.
IL CONVOGLIO era strapieno, data la concomitanza con il rientro di centinaia di persone dopo la ‘Notte rosa’ celebrata in tutta la Riviera romagnola. Il principio d’incendio, dovuto al surriscaldamento dei freni della terza carrozza di testa, è stato domato in pochi istanti con l’utilizzo degli estintori di bordo ma per qualche istante i passeggeri, ripensando al disastro di Viareggio, hanno temuto il peggio. Il regionale è stato bloccato all’altezza delle vie Scandellara e Rimesse, dove si sono precipitati i mezzi dei vigili del fuoco e le ambulanze del 118. Nessuno si è fatto portare al pronto soccorso ma alcuni viaggiatori si sono successivamente recati in ospedale per farsi refertare. Il rischio più grande è stato quello che sopraggiungesse un convoglio sui binari invasi dai passeggeri in fuga. L’immediata segnalazione del capotreno alla centrale operativa ha fatto scattare il blocco della circolazione sulla linea, durato per pochi minuti. E’ rimasto fermo più a lungo il 2068, che peraltro era già in ritardo di una ventina di minuti prima dello stop.
Altro tempo è stato necessario per il riarmo dei freni e la verifica del vagone. Qualcuno ha deciso di non risalire a bordo e di proseguire a piedi. Il regionale è arrivato attorno alle 18.30 in stazione, dove i tecnici hanno effettuato ulteriori controlli. La carrozza non avrebbe subito danni: stando alle prime valutazioni il surriscaldamento sarebbe stato causato da una frenata prolungata o da un blocco del dispositivo. «Il convoglio è ripartito per Piacenza con la stessa composizione e un’ora circa di ritardo — spiega un portavoce di Trenitalia —. Scendendo dal treno sui binari le persone hanno messo a rischio la propria incolumità. A bordo esistono procedure di sicurezza per queste circostanze e persone preparate per applicarle».
L’EPISODIO ha scatenato le proteste di centinaia di persone. Ecco il resoconto di un nostro lettore, la cui moglie era a bordo: «A circa 2 chilometri dalla stazione di Bologna nel vagone adiacente al suo si è sprigionata una densa coltre di fumo. Il treno s’è fermato, la gente si è letteralmente buttata dai finestrini con i bagagli ed è rimasta 40 minuti circa sulla massicciata del binario parallelo, attendendo inutilmente che qualcuno la informasse sull’accaduto. Sul posto si sono presentati mezzi dei vigili del fuoco e ambulanze, ma nessuno delle Ferrovie dello Stato a fornire un benché minimo ragguaglio». «Allarmato dalla telefonata di mia moglie — prosegue il lettore —, ho contattato il servizio clienti di Trenitalia e, spiegato l’accaduto all’operatore, quest’ultimo ha verificato, e confermato, la mia informazione direttamente parlando col capotreno. Oltre ad avere riscontrato la proverbiale affidabilità dei nostri treni, vorrei aggiungere il fatto che, mentre l’operatore chiedeva spiegazioni su un altro telefono, sentivo che mi apostrofava con termini del tipo: ‘C’è un marito fuori di testa che domanda perché sua moglie è scesa dal finestrino’. Ma vi sembra possibile che al danno si debba anche aggiungere la beffa?».
(fonte: ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com)

9 luglio 2009
Stazione di Parma

OPERAIO UCCISO DA TRENO IN STAZIONE PARMA (ANSA) - PARMA, 9 LUG - Un operaio di 25 anni che stava lavorando lungo la massicciata ferroviaria è stato travolto e ucciso questa mattina, attorno alle 8.15, all'altezza della stazione di Parma. Secondo una prima ricostruzione, l'uomo - all'altezza dell'ex scalo merci - sarebbe stato colpito da un treno in transito, perdendo la vita sul colpo. Sono immediatamente intervenuti i sanitari del 118 e, per i rilievi, gli agenti della Polizia Ferroviaria. Il traffico sulla linea Bologna-Milano - a quanto si è appreso dalla direzione Fs di Bologna - è rimasto interrotto fino alle 8.55, poi è ripreso con rallentamenti nell'area della stazione. L'operaio, originario della provincia di Messina, era uno degli addetti del cantiere per la realizzazione dell'interconessione della linea Tav. L'uomo, che - è stato precisato successivamente - aveva 40 anni, sarebbe stato urtato da un treno che stava percorrendo la linea ed è stato sbalzato a molti metri di distanza, rimanendo ucciso sul colpo. Nessun testimone avrebbe assistito all'incidente e non è stata data alcuna segnalazione nemmeno dal macchinista del convoglio che avrebbe urtato l'operaio. Molto probabilmente, comunque, l'incidente è avvenuto durante il transito di un treno Eurostar attorno alle 8.15. La Polfer ha già fatto verifiche sul convoglio alla stazione di Bologna, senza però notare segni dell'incidente. Ulteriori verifiche sono previste nelle altre stazioni di sosta del convoglio. (ANSA). Y5C-GIO 09-LUG-09 10:04 NNN

Muore l'operaio Domenico Le Cave

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Ancora un lavoratore della manutenzione morto sui binari delle "...ferrovie piu' sicure d'Europa".
Come ferrovieri esprimiamo il nostro piu' triste cordoglio ai familiari dell'operaio Domenico Le Cave.
Come rappresentanti dei lavoratori RSU/RLS, non possiamo che esprimere rabbia e indignazione per i continui sproloqui dei dirigenti aziendali sulla sicurezza delle ferrovie italiane: tutto ciò che sanno dimostrare sono un mucchio di scartoffie prodotte da enti certificatori e commissioni che gira gira sono tutti sullo stesso libro paga.
La realtà della breccia è nota a tutti i ferrovieri: il nostro lavoro diventa sempre più rischioso perchè si taglia sul personale, si abbassano le condizioni di tutela per abbattere i costi di gestione, si affida alle ditte esterne sempre manutenzione a condizioni di sicurezza che nessuno controlla realmente.
Dal 2005 ad oggi abbiamo una media di oltre 10 lavoratori l'anno, tra ferrovieri e operai delle ditte, morti sui binari: questa sarebbe sicurezza?
E stiamo parlando della più grande impresa di servizi per il trasporto del Paese, con appalti di milioni di euro. Il sindacato oggi denuncia la scarsa sicurezza dei lavori in ferrovia: benissimo; ma cosa succede sui tavoli di trattativa nazionali e financo territoriali in relazione a questa materia? La sostanza è che si accettano senza il consenso informato dei lavoratori le linee di ristrutturazione aziendale, quelle dettate dagli interessi privati a scapito dell'interesse collettivo. Non è stato così anche per l'ultimo accordo di ristrutturazione che prevede altre migliaia di esuberi e il peggioramento delle condizioni di lavoro di tutti i ferrovieri?
Le finte lacrime agli occhi di questi responsabili quando muore un lavoratore fanno solo rabbia;
dobbiamo pretendere che si fermino le bocce, che vengano rimessi in discussione i criteri (tutti ideologioci) delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni del trasporto ferroviario, che la si pianti di ricercare profitto dove invece servono solo investimenti a garanzia dei diritti dei cittadini e dei lavoratori, e che si torni a dare voce ai ferrovieri, unica vera risorsa per lo sviluppo e la sicurezza delle ferrovie italiane.

Per "Comitato per la verità sulla morte del ferroviere Massimo Romano"
Stefano Pennacchietti.

6 luglio 2009
Grosseto
Linea
Pisa - Roma
Dopo Viareggio, allarme a Grosseto per l'incidente a un merci.
Freno tirato, ruota surriscaldata. "Quel treno poteva deragliare"
E' arrivato alla stazione di Grosseto la scorsa settimana con una ruota arroventata, che fumava. Il vagone merci è stato subito tolto dal convoglio e portato in officina. E' stato un freno rimasto tirato a provocare il problema, che ha danneggiato una delle ruote. Ha camminato per molti chilometri. Quel carro è di proprietà di Trenitalia, da dove così spiegano quanto successo: «Un problema in frenata può capitare e comunque non può avere conseguenze di particolare gravità». L'inconveniente di Grosseto arriva dopo una serie di incidenti ferroviari riguardanti i treni merci, tra cui quello drammatico di Viareggio.
Non la pensa allo stesso modo Fabio Meini, ex macchinista collaboratore della rivista «Ancora in Marcia», sempre molto attenta ai problemi della rete ferroviaria e dei treni. «Cosa rischia un carro a cui è capitata una cosa del genere? Il consumo del cerchione o il riporto del materiale che si è fuso può far saltare il bordino della ruota in corrispondenza
degli scambi o di altri punti particolari della linea, facendo così rischiare il deragliamento del treno». Alla carrozza in questione non è capitato niente di così grave. Bisognerà stabilire per quanti chilometri ha viaggiato prima di arrivare lunedì 6 luglio a Grosseto con la ruota in quelle condizioni. «A vedere le foto - dice sempre Meini - sembra che ci si sia accorti di quanto succedeva alla ruota dopo molti chilometri. Una cosa del genere non sarebbe successa qualche anno fa, quando in tutte le stazioni c'era personale incaricato di controllare il buono stato dei treni. Si sarebbero accorti subito di una ruota che scaldava a causa del freno rimasto tirato». (mi. bo.)
(fonte: "la Repubblica". Scarica l'articolo).
9 luglio 2009
Manarola (SP)
Linea
Genova - Roma
Lastroni di intonaco sui binari.
Il 9 luglio scorso, grossi lastroni di materiale edilizio caduti dalla sommità della galleria fra Corniglia e Manarola, nelle Cinqueterre, in provincia di La Spezia, hanno determinato il blocco totale della circolazione ferroviaria sulla linea Genova/Roma, ambo i sensi di marcia per circa due ore; in seguito, l'intervento di mezzi escavatori dopo l'ispezione dei tecnici delle ferrovie, ha consentito gradualmente il ripristino della circolazione sul solo binario dispari (verso La Spezia). L'inconveniente sarebbe stato segnalato dai macchinisti del treno IC 665, che transita da Manarola poco dopo le ore 23:00.
11 luglio 2009
Milano

Incidenti ferroviari: Un uomo travolto da un treno a Milano è grave
Un uomo di 40 anni è stato travolto da un treno stamattina a Milano e le sue condizioni sono gravi. E' successo alle 6.20 circa, all'altezza del passante ferroviario Garibaldi. Il ferito è stato trasportato in codice 'rossò all'ospedale Fatebenefratelli ed è in prognosi riservata. Al sopraggiungere del treno l'uomo si trovava in mezzo alle rotaie e l'impatto è stato inevitabile.
(fonte: unionesarda.ilsole24ore.com)

Ferito un viaggiatore

11 luglio 2009
Vernio (PO)
Linea
Firenze - Bologna
Ancora un incidente, ma non grave, lungo la ferrovia tra Prato e Vernio. Un treno Eurostar a lunga percorrenza, diretto a Milano, ha urtato contro un oggetto ancora non identificato lungo il tragitto.
Un finestrino e' rimasto incrinato, ma nessuno e' rimasto ferito. Trenitalia precisa che non e' stato necessario far scendere i passeggeri e che il treno e' arrivato regolarmente a Bologna, per poi proseguire come previsto verso Milano. La linea e' stata controllata, ma non sono stati riscontrati problemi, per cui il traffico ferroviario non ha subito alcuna modifica. Dell'accaduto e' stata pero subito informata la procura di Prato, che eseguira' tutti gli accertamenti del caso.
(fonte: www.toscanatv.com)
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Leggi anche l'articolo apparso su "il tirreno" del 12 luglio 2009
17 luglio 2009
Pontremoli (MS)
Linea
Parma - La Spezia
Treno urta la benna di una ruspa. L'escavatore stava lavorando su un binario morto.
PONTREMOLI. TI treno locale entra in stazione, rallenta la velocità e si avvicina alla pensilina dove sono in attesa pochi viaggiatori. Sul convoglio ci si prepara a scendere mentre, in un binario morto a fianco di quello del treno in arrivo, alcuni operai stanno lavorando sotto il sole cocente.
Accanto a loro c' è una ruspa che sta effettuando spostamenti di terra e materiali dal binario in disuso. Proprio nel momento in cui il locomotore passa accanto alla ruspa, il manovratore dell'escavatore sposta il braccio del potente mezzo, mandandolo a cozzare contro la motrice del treno. L'incidente, avvenuto attorno alle 16,30 del pomeriggio di ieri, poteva avere conseguenze gravissime, sia per gli operai a terra che per i macchinisti e i passeggeri del treno.
Per fortuna il convoglio procedeva a bassissima velocità e accanto alla ruspa in quel frangente non c'erano operai. Quindi sono stati registrati solo danni ai due mezzi coinvolti nell'urto, oltrechè allo spavento dei rispettivi manovratori e dei passeggeri che si sono accorti dell'incidente. Sul posto, per eseguire i rilievi di legge, sono giunti gli uomini della Stradale di Pontremoli e di Massa, oltrechè alla Polfer di Viareggio. Il treno stava giungendo da Aulla e doveva effettuare una fermata alla stazione di Pontremoli.
(fonte: "il Tirreno" del 18 luglio 2009)
18 luglio 2009
Stazione di
Firenze Campo Marte

(ANSA) - FIRENZE, 18 LUG - Incidente sul lavoro questa sera, intorno alle 19.30, alla stazione ferroviaria di Campo di Marte a Firenze. Un operaio di quarantaquattro anni che stava lavorando su una piattaforma della stazione è stato investito da un Eurostar in transito. L'uomo, secondo le prime informazioni, è deceduto sul colpo. L'operaio, Alessio Maccanti, italiano, era uno degli addetti alla pulizia della stazione di campo di Marte di Firenze, dipendente della ditta “L'Operosa”. Sempre secondo le prime informazioni il macchinista del treno avrebbe azionato l'allarme sonoro ma l'operaio non sarebbe riuscito a scansarsi. L'Eurostar 9398, Roma-Trieste si è poi fermato e i passeggeri sono stati fatti scendere e alla stazione di Campo di Marte vengono fermati altri convogli per consentire ai viaggiatori di proseguire verso le loro destinazioni. Era nato in Svizzera, ma era residente all'Impruneta, alle porte di Firenze, dove viveva con i genitori. L'uomo, contrariamente a quanto si era appreso in un primo momento, non stava attraversando i binari ma era sul bordo della piattaforma con il busto sporto verso la massicciata: forse stava cercando di pulire la canalina dell'acqua. L'Eurostar lo ha urtato scaraventandolo lontano. Maccanti è morto sul colpo. Sul posto, oltre alla polfer e al 118, il medico ha potuto solo constatare la morte dell'operaio, anche i carabinieri, il sostituto procuratore Angela Pietroiusti e i tecnici dell'Ufficio di prevenzione della Asl 10. Intanto le Ferrovie confermano che la circolazione dei treni, che avevano accumulato ritardi fino a venti/trenta minuti, è tornata regolare. 18-LUG-09 21:46

Muore l'operaio Alessio Maccanti.

22 luglio 2009
Orvieto

ANSAFERROVIE: 'ANCORA IN MARCIA', SFIORATO INCIDENTE VICINO ORVIETO RFI, EPISODIO SENZA RIPERCUSSIONI - TRENO MERCI NON FS MA DELLA SOCIETA' LINEA Roma, 22 lug. (Adnkronos) - Incidente ferroviario sfiorato, la notte scorsa, nei pressi di Orvieto. Gli sportelloni metallici del treno merci 57034 si sono spalancati in corsa ed hanno urtato il treno espresso 1931, Milano-Palermo che viaggiava in senso opposto. A renderlo noto e' la storica rivista dei macchinisti 'Ancora in marcia!', nel sottolineare che ''solo per fortuite circostanze casuali non vi e' stato nessun danno alle persone ma solo lievi danni lievi danni materiali e molto spavento per i ferrovieri in servizio''. Fonti del gestore dell'infrastruttura Rfi precisano che si e' trattato di un episodio di entita' modesta e senza alcuna conseguenza. Inoltre, il treno merci coinvolto appartiene alla societa' Linea e non al gruppo Fs: il convoglio era partito da Fiorenzuola (Piacenza) ed era diretto Piedimonte Santa Lucia (Frosinone). ''Questo episodio, al pari di tutti gli incidenti 'minori' che hanno preceduto la strage di Viareggio - proseguono i macchinisti di 'Ancora in marcia' - non devono essere sottovalutati poiche' mettono in evidenza tutte le lacune normative e tecniche riguardanti i controlli di sicurezza relative al trasporto merci. La frammentazione di responsabilita' e di competenze nel trasporto ferroviario liberalizzato e privatizzato non puo' che produrre questi risultati''. ''In assenza di provvedimenti urgenti ed efficaci i nostri standard di sicurezza si abbasseranno sempre piu' pericolosamente fino a somigliare sempre piu' a quelli, drammatici, del trasporto su gomma'', affermano i macchinisti. ''Chiediamo - proseguono- alle autorita' di controllo sulla sicurezza ferroviaria di valutare con la massima attenzione questo nuovo e preoccupante segnale di allarme senza aspettare necessariamente l'evento tragico come accaduto nel recente passato per intervenire con misure di salvaguardia. Alla magistratura chiediamo, prima ancora di accertare tutte le responsabilita', di intervenire a tutela della collettivita' poiche' la sicurezza del trasporto ferroviario, come si e' tragicamente dimostrato, non riguarda solo i ferroviari ma tutti i cittadini''. (Mcc/Gs/Adnkronos) 22-LUG-09 17:57 NNNN

29 luglio 2009
Carsoli (AQ)
Linea
Roma - Pescara
30/07/2009 - Linea ferroviaria Roma-Pescara interrotta a causa di un deragliamento
Non finiscono mai i disagi per i viaggiatori della linea ferroviaria Pescara –Roma. Ieri mattina tra le stazioni di Carsoli e Tivoli, c’è stato un deragliamento di un convoglio che ha impedito la circolazione dei treni sulla direttrice. Nessun ferito a seguito dell’incidente, visto che il treno aveva precedentemente finito la sua corsa di servizio a Tivoli e sul luogo del deragliamento era giunto già vuoto, ma i pendolari di Avezzano sin dal primo treno della giornata alle 4,57, hanno dovuto fare i conti con i disagi per l’incidente. I più fortunati hanno potuto usufruire del servizio ferroviario fino a Carsoli, dopodiché ad aspettarli ci sono stati dei bus, unici mezzi per poter arrivare fino a Tivoli; gli altri, dopo la soppressione dei treni successivi a quello delle 4.57, hanno dovuto fare i conti con i fortissimi ritardi e disagi, prevedibili a seguito di incidente su una linea vecchia come quella che collega Roma con Pescara. E’ stata aperta un’inchiesta sull’accaduto.
(fonte: www.marsicanews.it)
11 agosto 2009
Trieste
(AGI) - Trieste, 11 ago. - Delicato intervento di travaso e messa in sicurezza oggi per due autocisterne ferroviarie colme di gasolio per autotrazione entrate in collisione a Trieste. E' stato operato oggi dai Vigili del Fuoco di Trieste insieme ai colleghi di Venezia con l'ausilio di 8 mezzi. Le due cisterne - una delle quali conteneva 80 mila litri di liquido infiammabile - si erano scontrate lungo i binari che portano alla zona industriale di Trieste e che proseguono verso l'Austria. Una delle cisterne e' deragliata senza provocare danni. L'intervento sull'altra cisterna e' cominciato oggi a mezzogiorno e si e' concluso senza particolari difficolta'.
(fonte: www.agi.it)
9 agosto 2009
Stazione di Messina

Stazione di Messina, azoto liquido fuoriesce da due carri cisterna
di Francesco Triolo
Al binario 18 della stazione centrale di Messina il primo allarme è stato lanciato alle 7 di ieri mattina. Due carri cisterna contenenti azoto liquido, come si dice in linguaggio tecnico, hanno "sfiatato". Vi è stata, cioè, una fuoriuscita di azoto liquido durante il movimento delle cisterne su rotaia che ha creato del fumo bianco e si è riversato sulla linea ferrata. Subito sono stati allertati i Vigili del Fuoco del comando provinciale di Messina che sono intervenuti per mettere in sicurezza i carri. "Nulla di preoccupante - hanno fatto sapere dal Comando dei Vigili del Fuoco - l'azoto liquido è un gas inerte, non pericoloso".
Ultimate le operazioni di messa in sicurezza della zona interessata i Vigili del Fuoco hanno scortato il convoglio sino all'area ferroviaria in cui sostano i treni in via di formazione, quella denominata la "Piccola velocità". Resterà fermo lì, nell'attesa di una perizia che sarà effettuata dai tecnici, in arrivo da Siracusa, che dovrà stabilire le cause dell'accaduto. Tra le ipotesi sin qui avanzate la più attendibile è che la valvola di sicurezza della cisterna abbia ceduto. Forse un cambio di pressione, dovuto alle alte temperature del periodo, che ha fatto travasare il liquido all'interno. Ma tutto è ancora da verificare.
Intanto il carico rimasto è costantemente tenuto sotto controllo dai Vigili del Fuoco. Niente di preoccupante, quindi, anche se di "sfiatamento" se n'è verificato un altro nella stessa mattinata, intorno alle 11, durante le operazioni di cambio binario. Anche allora, nuovo intervento dei vigili del fuoco. L'episodio si è verificato non più di due settimane dopo la tragedia di Viareggio e dopo la denuncia della segreteria provinciale della Cisl che aveva evidenziato come la stazione di Messina veniva attraversata quotidianamente da carri cisterna che trasportavano sostanze infiammabili. Carri che spesso, a causa della riduzione di personale e dell'offerta di Rfi per il traghettamento, sono costretti a sostare in stazione per ore prima di essere imbarcati sui traghetti dedicati per raggiungere Villa San Giovanni.
"E' un altro piccolo campanello d'allarme, fortunatamente nulla di preoccupante, ma testimonia ancora una volta come la situazione alla Stazione di Messina debba essere tenuta in debita considerazione". Così il segretario generale della Cisl di Messina Tonino Genovese ha commentato la notizia dello "sfiatamento".
"Le denunce fatte non più di un paio di settimane fa - prosegue Genovese - sono state raccolte dall'amministrazione comunale ma adesso è necessario che si intensifichi l'attenzione degli amministratori sui rischi che corrono quotidianamente i lavoratori e i cittadini. Fortunatamente il gas fuoriuscito questa mattina non era pericoloso e il pronto intervento dei vigili del fuoco ha consentito di mettere i carri in sicurezza. Speriamo solo che non si sottovalutino questi segnali".
Un incidente dagli effetti contenuti, dunque, ma rimangono gli interrogativi, sui rischi della linea ferroviaria che attraversa la stazione di Messina, causati dalla lunga permanenza dei treni in sosta.
(fonte: www.conquistedellavoro.it)

2 settembre 2009
Stazione di Saronno (VA)

Questa mattina alla stazione di Saronno un uomo è stato investito da un treno in procinto di fermarsi. Secondo una prima ricostruzione sembra che l'uomo, uscito dalla biglietteria, si sia diretto verso il primo binario, attraversandolo proprio mentre stava sopraggiungendo il treno numero 1126, partito da Como alle ore 7.47 e diretto a Milano Cadorna, dove sarebbe dovuto arrivare alle 8.50.
Il treno era in fase di frenata e procedeva dunque a bassa velocità. Vedendo l'uomo, il macchinista ha azionato anche la cosiddetta «rapida», cioè il freno di emergenza e suonato il fischio, ma non ha potuto evitare l'impatto. I passeggeri del treno 1126 hanno proseguito per Milano su uno dei numerosi convogli interessati dalle linee di Novara, Malpensa, Varese e Como. Gli altri treni non hanno subito ritardi. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118 di Saronno e gli agenti del presidio Polfer di Saronno. L'uomo è attualmente ricoverato in gravi condizioni all'Ospedale di Niguarda di Milano.
(fonte: www.cronacaqui.it)

Ferito un viaggiatore.

2 settembre 2009
Stazione di Milano Certosa

Un uomo di 75 anni è morto poco prima delle 21 di ieri travolto da un treno fuori dalla stazione di Certosa a Milano. L'uomo, secondo una prima ricostruzione, camminava lungo i binari. Sul posto è intervenuto il 118 che ha potuto solo constatare il decesso dell'anziano. Della vicenda si sta occupando la Polfer.
(fonte: www.cronacaqui.it)

Muore un viaggiatore.

23 ottobre 2009
Maccarese (RM)
Linea
Pisa - Roma

Alle ore 23,30 circa di venerdì 23 ottobre '09, partiti dalla stazione di Ponte Galeria (Roma) con un carrello del servizio Lavori a cui era agganciato, a traino, un caricatore Donelli, B. Pasqualucci e R.R, erano giunti presso la stazione di Maccarese (Fiumicino) e stavano per fermarsi al binario 4 in corrispondenza dell'ufficio movimento. Durante la manovra di rallentamento, secondo la dichiarazione di R.R., che era alla guida, B. Pasqualucci sarebbe precipitato dalla piattaforma esterna del carrello e sarebbe finito sotto le ruote del caricatore agganciato a traino. Sceso a controllare R.R. trovava Pasqualucci, a 6-7 metri dietro al caricatore, che giaceva tra la rotaia e il marciapiedi destro.
Pasqualucci, assistito dal collega R.R., ha atteso sul marciapiede della stazione, sotto la pioggia, l'ambulanza per 40 minuti (la prima partita dall'ospedale sulla via Aurelia si è rotta ed è tornata indietro); dopo un mese di agonia è morto all'Aurelia Hospital, dicono, per complicazioni polmonari.
L'azienda ha nominato una commissione interna presieduta dall'RSPP della DTP di Roma. Del caso si sta occupando la Procura di Civitavecchia.
Due prime considerazioni da fare sono:
- i regolamenti interni e il libretto di uso del caricatore vietano il trasferimento di tale mezzo a traino (esistono degli appositi pianali ribassati, di cui l'azienda non ha mai dotato gli impianti);
- i due colleghi, Pasqualucci e R.R., quella notte erano alla terza prestazione notturna nella settimana (cosa non prevista dal CCNL, se non previa contrattazione [così come ribadito dall'accardo nazionale del 24/5/04]).

A seguito delle ferite riportate, il 22 novembre 2009 muore l'operaio Bruno Pasqualucci.

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LA NOTTE SCORSA (22 novembre 2009) E' MORTO IL NOSTRO COMPAGNO DI LAVORO, BRUNO PASQUALUCCI, OPERAIO RFI ADDETTTO ALLA MANUTENZIONE DEL COMPARTIMENTO DI ROMA, A SEGUITO DELLE GRAVISSIME FERITE RIPORTATE NELL'INFORTUNIO SUL LAVORO AVVENUTO IL 23 OTTOBRE SCORSO NELLA STAZIONE DI MACCARESE (RM), SULLA LINEA ROMA CIVITAVECCHIA.
BRUNO, 63 ANNI, AD UN PASSO DALLA PENSIONE, SAREBBE RIMASTO VITTIMA DI UNA CADUTA DAL CARRELLO LAVORI IN MOVIMENTO CHE LO AVREBBE SCHIACCIATO CONTRO IL MARCIAPIEDE. LA SUA AGONIA SI E' PROTRATTA PER UN MESE, DURANTE IL QUALE HA SUBITO NUMEROSI INTERVENTI CHIRURGICI.
LA NOTIZIA DELL'INFORTUNIO SUL LAVORO NON ERA STATA DIVULGATA ALL'OPINIONE PUBBLICA NE' ALL'INTERNO DELL'AZIENDA, NONOSTANTE L' ESTREMA GRAVITA' DEL FATTO E L'ASSURDA RIPETITIVITA' DELLE MORTI SUI BINARI.
AZIENDA, ANSF, MINISTERO DEI TRASPORTI, ASL, MAGISTRATURA E SINDACATI SONO CHIAMATI A DARE RISPOSTE CONCRETE E NON DI CIRCOSTANZA A QUESTE TRAGEDIE PER RICERCARNE LE REALI CAUSE ED EVITARNE ALTRE.
A NOI IL COMPITO DI ORGANIZZARCI E LOTTARE PER DIFENDERE LA NOSTRA SALUTE E LA NOSTRA DIGNITA'. NESSUNO LO FARA' AL POSTO NOSTRO.

La redazione di "ancora IN MARCIA!"

Roma, 23 novembre 2009

3 novembre 2009
Besozzo (VA)
Linea
Luino - Gallarate
BRUCIA LOCOMOTORE TRENO MERCI NEL VARESOTTO (ANSA)
BESOZZO (VARESE), 3 NOV - Incendio su un treno merci a qualche centinaio di metri dalla stazione di Besozzo lungo la linea Gallarate-Luino. Il fumo si è sviluppato alle 14 nel locomotore del convoglio della lunghezza di circa 500 metri che proveniva da Laveno e si è fermato poco prima del ponte. Le Ferrovie dello Stato hanno bloccato la linea e hanno sostituito i treni con dei bus sostitutivi per i passeggeri. I Vigili del Fuoco sono intervenuti con diversi mezzi per domare le fiamme. (ANSA)
5 novembre 2009
Vello di Marone (BS)
Linea
Brescia - Edolo

Scontro frontale tra Brescia e Edolo: dodici feriti lieviVello di Marone
L'incubo di ogni macchinista è vedersi arrivare un treno contromano. E' accaduto ieri mattina a Vello di Marone, sulla linea Brescia-Edolo, in Val Camonica. Una motrice di treno merci, che scendeva dall'alta valle, si è fermata nella stazioncina - uno dei pochi punti a doppio binario su una linea «mono» - in modo dare il passo a un passeggeri carico di 130 pendolari (in maggior parte studenti). Quando il macchinista e il capotreno sono scesi, la motrice ha ripreso però il cammino grazie alla pendenza. Un «incidente tipico», analizzato in quasi due secoli di ferrovia, che viene evitato grazie a una serie di dispositivi e accorgimenti.
Il giovane macchinista del treno passeggeri ha visto venirsi incontro la motrice - fortunatamente ancora a bassa velocità, visto che aveva percorso poche centinaia di metri - ha bloccato il convoglio ed è corso attraverso le carrozze gridando ai pendolari di rifugiarsi negli ultimi vagoni. Nell'impatto sono rimaste contuse dodici persone, dimesse poi rapidamente dall'ospedale di Edolo. Nicola P., 27 anni, abilitato alla guida proprio nel 2009, è un figlio d'arte: la sua è la quarta generazione di ferrovieri, in famiglia. Il padre - in quel momento in carrozza in qualità di passeggero - al momento dell'impatto è corso avanti, cosapevole che sono proprio i macchinisti i primi a pagare qualsiasi incidente.
Tutto quasi bene, dunque. Naturalmente sono partite le inchieste e, «naturalmente», Le Ferrovie Nord Milano (che hanno incorporato la vecchia Società nazionale ferrovie e tranvie, ma stanno a loro volta per essere riaccorpate da Trenitalia Le Nord, nuova società controllata dal gruppo Fs) - hanno immediatamente «scoperto» che si è trattato di un «errore umano con colpa grave». Il direttore generale Giuseppe Biesuz ha perciò concluso che «se quanto emerso verrà confermato, la risposta dell'azienda sarà altrettanto grave». Insomma, un preavviso di licenziamento per il macchinista della motrice, N. D., 49 anni e 15 di anzianità; e di sanzioni per il capotreno R. V., 44 anni, da 11 in servizio.
Come spiegano ogni volta con tanta pazienza i ferrovieri, «l'errore umano sta nella natura imperfetta dell'uomo; per questo si implementano le tecnologie», per limitare i danni. Ma a loro volta le tecnologie hanno pesanti limiti. Nella tragedia di Viareggio, per esempio, solo la presenza di un capostazione in carne e ossa - l'unico rimasto, di notte, sulla linea tirrenica tra La Spezia e Pisa - ha consentito di bloccare il treno passeggeri che stava per entrare nell'inferno di fuoco. L'incidente di Vello è «tipico», spiegano, tanto che sono previsti molti sistemi per impedirlo. Il primo è proprio il famigerato «pedale a uomo morto», la cui nuova versione - dopo l'intervento delle Asl - richiede che sia premuto una sola volta dopo che la motrice ha percorso pochi metri. Se anche questo sistema va in tilt, «da sempre» esistono gli scambi, che impediscono - se il semaforo, come in questo caso, è sul rosso - a un secondo treno di immettersi sul binario già impegnato. Insomma, qualcosa che devia il convoglio senza guida verso un «binario di salvamento», più noto ai profani come «binario morto». Evidentemente, la vecchia linea per Edolo è deficitaria sotto molti aspetti. Basterebbe concentrarsi sulla loro eliminazione, invece di procedere a «licenziamenti sommari» ogni volta che un uomo, umanamente, commette un errore.
(fonte: Francesco Piccioni su "il manifesto" del 6 novembre 2009)

Ferito un macchinista e 11 viaggiatori

6 novembre 2009
Moncalieri (TO)
Linea
Torino - Genova

Scontro sui binari a Moncalieri
Sono cinque le persone coinvolte nello scontro tra due carrelli per lavori avvenuto questa mattina. L’incidente ferroviario alle porte di Torino non è stato uno scontro tra due treni merci, ma tra due carrelli usati per lavori di manutenzione sui binari, lungo la linea Torino-Genova. Lo precisano le Ferrovie dello Stato.
Lo scontro, per cause da accertare, è accaduto sul tratto tra Moncalieri e la stazione torinese del Lingotto, nella cosiddetta «Passerella Santhià», su un binario interrotto per lavori di manutenzione programmati. La linea ferroviaria, che è in quel tratto a quattro binari, non è stata bloccata: i treni passano regolarmente su due binari. Nell’incidente sono rimaste coinvolte complessivamente cinque persone le cui condizioni non sono gravi. Sul posto sono intervenute tre squadre dei vigili del fuoco coordinate dal comandante provinciale Claudio De Angelis ed un elicottero.
Non sono state ancora accertate con precisione le cause dell’incidente. Secondo una prima ipotesi, il manovratore di uno dei due carrelli potrebbe essere stato colpito da un riflesso della luce solare.
(fonte: www.lastampa.it)

Feriti 5 lavoratori.

6 novembre 2009
Firenze
Linea
Pisa - Firenze

FIRENZE - Stava riparando un guasto ad uno scambio e si è allontanato per l’arrivo di un treno, ma è stato travolto e ucciso da un secondo convoglio in transito sul binario a fianco. La vittima, Domenico Ricco, 27 anni, originario di Barletta, era un operaio della squadra di pronto intervento di Rfi. L’incidente è avvenuto giovedì notte a Firenze, tra le stazioni di Rifredi e Santa Maria Novella. Due infortuni sul lavoro anche in provincia di Arezzo: un operaio è in prognosi riservata per essere stato colpito alla testa da un palo in metallo, mentre un giardiniere è stato colpito al petto da un tronco; la prognosi è 40 giorni.
INCHIESTA DELLA PROCURA E INDAGINE DELLE FERROVIE - Su quanto avvenuto la notte scorsa a Firenze la procura ha aperto un’inchiesta e le Ferrovie un’indagine interna. In base a quanto ricostruito dalla polfer, poco prima di mezzanotte l’operaio è intervenuto con due colleghi per un guasto a un deviatoio, quando, per l’arrivo di un convoglio merci sul binario, i tre si sono allontanati. Ricco è stato però investito da un treno passeggeri in transito sul binario a fianco, morendo sul colpo. I suoi colleghi avrebbero raccontato che il rumore del primo treno ha coperto quello del secondo convoglio. Gli investigatori indagano sulla regolarità della presenza degli operai sui binari, nonostante il transito dei treni, sugli allarmi e sul rispetto delle norme di sicurezza. Ricco è il terzo operaio morto in un anno sui binari a Firenze. Nell’ottobre 2008, a Castello, un carrello investì e uccise un dipendente di Rfi, ferendone altri due mentre, nel luglio scorso, un addetto alle pulizie è morto a Campo di Marte dopo essere stato urtato da un Eurostar. Il sindacato Orsa ricorda come «nel solo settore della manutenzione infrastrutture» ci siano state «16 vittime negli ultimi 4 anni».
LUNEDI' TRENI IN SCIOPERO - Le segreterie toscane di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil trasporti, Fast e Ugl hanno proclamato uno sciopero per lunedì: il personale di manutenzione infrastruttura Rfi incrocerà le braccia per l’intera giornata; gli altri dipendenti del Gruppo Fs per due ore, con disagi per la circolazione dei treni. «Il personale di manutenzione infrastruttura Rfi - spiega la nota - sciopererà per l’intera giornata, mentre il restante personale dipendente del Gruppo Fs sciopererà dalle 10 alle 12 (circolazione treni compresa)». «Al di là degli accertamenti che seguiranno per identificare la dinamica di quanto accaduto - aggiungono i sindacati - il sindacato chiede di individuare le responsabilità al fine di prendere provvedimenti urgenti ed evitare il ripetersi di tali tragedie. Abbiamo da tempo messo in campo varie iniziative per sensibilizzare Fs sulle problematiche della sicurezza; le risposte di Fs sono state sempre insufficienti ed inadeguate. Vogliamo qui denunciare le gravi responsabilità aziendali su questa ennesima tragedia». «Siamo vicini alla famiglia - ha detto l’ad di Ferrovie Mauro Moretti - stiamo valutando quali siano stati i motivi per cui questa cosa è accaduta; la dinamica non è ancora chiarissima. Naturalmente siamo tutti protesi affinchè queste cose non accadano più».
L'INCONTRO CON IL PREFETTO - Per conoscere la dinamica dell’incidente e individuare quali azioni intraprendere per aumentare da subito i livelli di sicurezza dei lavoratori impegnati sui binari, il prefetto Andrea De Martino ha incontrato i dirigenti di Rete Ferroviaria Italiana, Calogero Di Venuta, responsabile per la Toscana di Rfi, e Orazio Iacono, responsabile del centro operativo esercizio rete Firenze. «Mi sono fatto interprete con Ferrovie del diffuso allarme in Toscana che questo grave incidente ha suscitato nel mondo del lavoro, dopo quelli accaduti nell’ottobre del 2008 e nel luglio di quest’anno – ha detto De Martino - e nell’incontro è stato messo a fuoco il sistema di prevenzione e le procedure di sicurezza da impiegare, in particolare dal momento della chiamata delle squadre di manutenzione a quello del loro intervento sul luogo del guasto».
LA RABBIA DI NENCINI - «Basta con questo stillicidio. Non è più tollerabile. Occorre fissare regole e strumenti efficaci per interrompere una catena assurda e inaccettabile». Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale toscano Riccardo Nencini in seguito all’incidente sul lavoro. Nencini ha espresso «profonda vicinanza e cordoglio» ai familiari del giovane. Molto duro anche il sindaco di Firenze, Matteo Renzi: «È semplicemente inaccettabile che nel 2009 si continui a morire di lavoro. L’attenzione sulla sicurezza sul lavoro va tenuta alta e occorre fissare regole e strumenti efficaci per interrompere l’assurda catena di morti bianche». Renzi ha espresso il cordoglio suo personale, dell’amministrazione comunale e dell’intera città di Firenze alla famiglia di Ricco.
(fonte: www.corrierefiorentino.corriere.it)

Muore l'operaio Domenico Ricco.

9 novembre 2009
Mazara del Vallo (TP)
Linea
Palermo - Trapani

Treno travolge auto a Mazara, nessun ferito.
Un incidente ferroviario è avvenuto questo pomeriggio a Mazara del Vallo, all'altezza del passaggio a livello che collega via Salemi con piazza Matteotti: un treno in arrivo da Marsala ha investito una Opel Corsa che, a causa del traffico, era rimasta bloccata tra i binari. Mentre il segnale acustico avvertiva dell'arrivo del treno e le sbarre del passaggio a livello si abbassavano, l'automobilista, un ex vigile urbano, ha cercato di fare marcia indietro senza riuscirvi. A questo punto è sceso dalla vettura, e ha tentato, gesticolando, di attirare l'attenzione del macchinista del treno che ha decelerato senza tuttavia riuscire ad evitare l'impatto. L'incidente non ha fortunatamente provocato danni alle persone. Sul posto sono intervenuti agenti della Polfer.
(fonte: www.siciliainformazioni.com)
11 novembre 2009
Brennero
(ANSA) - BOLZANO, 11 NOV - La linea ferroviaria del Brennero è rimasta chiusa questo pomeriggio per un'ora al confine di stato per una fuoriuscita da un vagone merce di una sostanza tossica . Il treno merci proveniva dalla Germania ed era diretto a Verona. Al Brennero durante un controllo è stata constatata ad una cisterna la fuoriuscita di una piccola quantità di tetracloroetilene, una sostanza tossica ma non esplosiva. Sul posto sono intervenuti di vigili del fuoco che hanno constatato che la sostanza è uscita da una valvola. Salendo di quota è infatti aumentata la pressione all'interno della cisterna, causando così la fuoriuscita. La linea del Brennero è stata riaperta verso le ore 17.45, dopo la messa in sicurezza del vagone.Il convoglio, secondo quanto appreso, non è delle ferrovie italiane ma della Rtc, Rail Traction Company. Il treno è stato poi fgatto ripartire poco prima delle 18:30. FBB 20:20
12 novembre 2009
Fornovo (PR)
Linea
Parma - La Spezia
Svia un locomotore: ieri interrotta per due ore la circolazione sulla Pontremolese.
La Spezia. Interrotta per più di due ore, ieri sera, la circolazione dei treni sulla pontremolese (linea Parma - La Spezia). Infatti, alla stazione di Fornovo, il locomotore di un treno merci è uscito dai binari con danni rilevati al locomotore e a uno scambio.
La circolazione è ripresa dopo le 19 e questa mattina non ci sono stati problemi.
(fonte: www.cittadellaspezia.com)
12 novembre 2009
Ventimiglia
VENTIMIGLIA: CISTERNA PERDE GAS NEL PARCO MERCI FERROVIARIO, TRAGEDIA SFIORATA
Per la seconda volta in poco meno di un mese i Vigili del Fuoco di Ventimiglia coadiuvati da squadre speciali provenienti in un caso da Mestre e nell’altro da Milano sono stati costretti a procedere allo svuotamento di due carri- cisterna che minacciavano di perdere da un momento all’altro il gas in essi contenuto. L’ultimo intervento è terminato nella tarda mattinata di ieri e, come per quello resosi necessario due settimane fa, ha avuto per teatro il grande parco- merci ferroviario che sorge alla periferia settentrionale della città di confine, in Val Roja.
Allora prima di procedere al travaso si rese necessario il raffreddamento della cisterna ferroviaria con potenti getti d’acqua ed il suo progressivo svuotamento attraverso la combustione controllata del gas in essa custodito. Questa volta con estrema attenzione si è proceduto al travaso del gas in una cisterna più nuova. L’operazione, pur essendo avvenuta in una zona scarsamente abitata è stata seguita con attenzione dagli abitanti delle case vicine che hanno espresso tutto il loro disappunto nei confronti delle Ferrovie che fanno viaggiare cisterne evidentemente obsolete che si rompono facilmente. L’ultimo intervento si è reso infatti necessario a seguito della rottura di una valvola, dalla quale ha iniziato a fuoriuscire gas, di un carro- merci che sostava sui binari della Valle Roja. Dopo la tragedia di fine giugno alla stazione di Viareggio comunque l’attenzione della gente nei confronti di queste vere e proprie bombe viaggianti è massima. Basta infatti il minimo guasto perché il semplice transito di un treno merci rischi di trasformarsi in una tragedia. Nella Riviera Ligure, come d’altronde in Versilia, i binari infatti corrono accanto alle case per cui molti ventimigliesi ci confidano di non osare pensare cosa potrebbe succedere se in città dovesse verificarsi un guasto ad un convoglio di carri- cisterna transitante per la stazione internazionale. Anche Ventimiglia, dunque, oggi ha paura ed ora i suoi cittadini più sensibili si domandano sul come potersi organizzare al fine di rendere tale tipo di trasporto più sicuro. Controlli più frequenti sui vagoni- cisterna e maggior utilizzo delle cosiddette “Autostrade del Mare”, la Liguria è una regione marittima, con scarico dei vari tipi di gas in terminal portuali costruiti lontano dai centri abitati e poi il loro trasferimento in capienti gasdotti, sono le soluzioni più gettonate. Per ben due volte a Ventimiglia, come detto, nell’ultimo mese si è rischiata la tragedia e solamente l’alta professionalità dei Vigili del Fuoco ha evitato il peggio. Senza alcun timore di esagerare con un po’ di maggior controllo sui carri- merce che trasportano il gas e che, occorre dirlo, in buona parte appartengono a società private si potrebbe tranquillamente ridurre il pericolo al minimo.
(fonte: www.agenfax.it)
14 dicembre 2009
Saluzzo (CN)
Linea
Cuneo - Torino
Un convoglio svizzero si scontra con un treno fermo. L'ipotesi: problema ai freni.
Un treno merci svizzero è deragliato nel tardo pomeriggio di oggi alla stazione di Saluzzo, nel cuneese. Nell'incidente al momento non vengono segnalate persone ferite, ma la linea ferroviaria è bloccata sia in direzione di Cuneo che in direzione di Torino.
Le Ferrovie dello Stato confermano: nessun ferito. Il deragliamento del treno merci svizzero, proveniente da Verzuolo (Cuneo) con un carico di carta, è stato causato da uno scontro con un treno per trasporto locale che era fermo, per problemi tecnici, sullo stesso binario. Ma poco prima erano stati fatti scendere tutti i passeggeri ed anche il macchinista.
Nessun disagio per i passeggeri: coinvolta una linea secondaria
Cesare Carbonari, coordinatore del comitato pendolari della tratta Torino-Milano tranquillizza: "Al momento non ci risultano disagi sul percorso Cuneo-Torino. Sembra si tratti di una linea secondaria".
La dinamica dell'incidente
Nello spiegare l'esatta dinamica, Rfi precisa che, per un probabile guasto all'impianto frenante del treno merci svizzero, il convoglio si è immesso indebitamente, da un raccordo laterale, sulla linea in discesa, ed è andato quindi a scontrasi con il treno locale che era in fermo in stazione.
(fonte: www.ilsalvagente.it)

19 dicembre 2009

Cassino (FR)
Linea
Roma - Napoli

 

 

 



Chilivani (SS)
Linea
Sassari - Chilivani

Due morti in un giorno solo. In due regioni molto distanti tra loro. Un macchinista e un operaio della manutenzione, accomunati dall’essere entrambi molto esperti e dipendenti dalla stessa azienda: le Ferrovie dello stato. Di tutto si dovrebbe parlare, meno che di «tragica fatalità». E invece è proprio questa la prima reazione del gruppo guidato dall’ex sindacalista Mauro Moretti, nonché di qualche solerte (e poco competente) amministratore locale. Ma andiamo con ordine.
Intorno alla mezzanotte tra venerdì e sabato, tra Piedimonte San Germano e Cassino (in provincia di Frosinone, più o meno dalle parti dello stabilimento Fiat), due operai erano al lavoro per riparare un guasto a un semaforo. I treni in direzione sud erano stati fermati, e un «merci » stazionava nella zona del guasto. L’intercity proveniente da Reggio Calabria, invece, non era stato avvertito e procedeva a velocità di crociera, ossia molto alta. Un attimo e Armando Iannetta, 57 anni, tecnico di manutenzione della Zona Is di Roccasecca, abitante a Castrocielo, è stato investito in pieno mentre si muoveva sul binario; probabilmente il rumore del motore del merci non gli ha fatto sentire il sopraggiungere del convoglio. L’altro operaio, appena sfiorato, è rimasto a lungo in stato di choc. I macchinisti dell’intercity si sono immediatamente fermati, disperati a loro volta.

Incidente fra Piedimonte S.germano e CassinoIn Sardegna, invece, ieri mattina, poco dopo le sei, il treno che andava da Chilivani a Sassari è deragliato urtando alcuni massi caduti sulla linea a causa di una frana. Quel modello è un’automotrice – una vecchia littorina diesel – con la cabina del macchinista particolarmente angusta («quattro dita davanti alla pancia, e basta»), senza barre indeformabili sul frontale. Al minimo urto rimani schiacciato. Così è andata a Giuseppe Solinas, 49 anni, di Ploaghe, che aveva tentato la frenata disperata vedendo l’ostacolo all’ultimo secondo, dietro la curva. Per questo episodio l’azienda ha subito fatto presente che la frana «si è staccata da un’area demaniale, non di proprietà né di pertinenza, quindi, ferroviaria». E l’assessore regionale ai trasporti, Liliana Lorettu (Pdl), tra tante scontate frasi di circostanza, è riuscito a piazzare anche un «adesso è il momento del silenzio». E’ il momento dell’esatto contrario, invece. Il silenzio moltiplica gli incidenti e la vittime, mette una pietra sopra le responsabilità aziendali e individuali. Il silenzio è dei complici; e, in questo caso, complici di una causa davvero pessima. Entrambi gli incidenti di ieri sono copie esatte di molti altri, spiegano i ferrovieri. Se è vero, indubbiamente, che la frana sarda non era «di competenza» delle Fs, certamente lo erano i sistemi di sicurezza che quasi ovunque vengono installati per prevenire eventualità del genere (davvero non «imprevedibili » in un territorio geologicamente dissestato e poco curato come quello italiano). Niente di particolarmente costoso: semplici «filetti » elettrici piazzati all’interno delle «reti deboli» in prossimità dei muri paramassi: se scende una frana si spezzano subito, interrompendo il circuito e facendo scattare il rosso sui semafori più vicini. Una banalità da poche decine di euro, insomma. Ancora peggio per quanto riguarda l’episodio di Cassino. Qui l’«effetto fotocopia» immortala il cinismo imprenditoriale di un’azienda che di «pubblico» ha ormai solo i finanziamenti. 10 dicembre 2007: Anthony Forsythe, 26 anni, apprendista, viene travolto da un eurostar nella stazione di Torricola (Roma). 15 novembre 2006, Massimo Romano subisce lo stesso destino sulla linea Roma- Orte. Pochi giorni fa lo stesso accade all’esperto Bruno Pasqualucci, a Maccarese, e al giovanissimo Ricco, a Firenze Rifredi. Tutti lavoravano nella manutenzione, in piena notte, senza che nessuno si sia mai preoccupato – se non di fermare – quantomeno di rallentare la circolazione ferroviaria. «E’ ovvio che se c’è un guasto bisogna ripararlo il prima possibile; ma non è ammissibile che, per risparmiare cinque o dieci minuti di ritardo a treni che – come l’Intercity dalla Calabria – già ne portano a decine, si metta la gente in condizione di farsi ammazzare». Le «regole auree» della manutenzione sulle rotaie, elaborate ormai da oltre un centinaio di anni, dicono che qualsiasi operazione si deve fare con una «protezione» a monte e a valle del punto in cui si lavora. Ovvero con un uomo per ogni lato, il cui compito è solo avvertire dell’arrivo di un convoglio. «Nessuno dice che le tecniche antiche siano ancora le migliori; ma non è che, al tempo dei satellitari, si possano ancora mandare uomini sui binari – di giorno e ancor meno di notte – senza che niente li protegga”.
(fonte: Francesco Piccioni su "il manifesto" del 20.12.2009)

Muore l'operaio Armando Iannetta

Muore il macchinista Giuseppe Solinas

22 dicembre 2009
Scarlino (GR)
Linea
Pisa - Roma

(ANSA) - GROSSETO, 24 DIC - Un convoglio che trasportava gpl (gas propano liquido) e' stato fermato a Giuncarico, poco prima della stazione di Grosseto, l'altro ieri, intorno alle 18, perche' le ruote di un vagone erano in fiamme. Lo scrive il Tirreno precisando che e' stato un testimone, un automobilista, a segnalare la vicenda a vigili del fuoco e polfer, subito intervenuti. In una lettera inviata al quotidiano, una persona, forse un ferroviere, racconta di aver visto il treno entrare nella stazione 'con le ruote di un carro avvolte dalle fiamme' e di aver pensato subito alla strage di Viareggio. Il vagone e' stato sganciato e sottoposto a controlli mentre il convoglio ha proseguito il suo viaggio. L'ufficio stampa di Ferrovie dello Stato afferma che 'il treno e' rimasto con l'impianto frenante di un carro bloccato per diversi chilometri' e che quelle che si sono sprigionate dalle ruote erano 'solo scintille come se - spiega sempre l'ufficio stampa - una macchina procedess
e con il freno a mano tirato'. 'Ma il sistema di sicurezza che su tutta la rete rileva la temperatura - aggiunge Fs - aveva registrato il problema e il treno sarebbe comunque stato fermato piu' avanti. E' una situazione che puo' capitare, ma non c'e' stato alcun pericolo'.
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Da "Il Tirreno" del 24.12.09
Poteva essere una strage fotocopia. Grosseto come Viareggio: stessi vagoni e ancora Gpl. Fiamme e scintille già da Campiglia. In comune anche la provenienza: Trecate, in provincia di Novara
FRANCESCA FERRI

GROSSETO. Il carico era lo stesso, Gpl liquido altamente infiammabile. E anche la provenienza coincide perfettamente: Trecate, in provincia di Novara. Per questo, quando ha visto il convoglio entrare alla stazione di Grosseto «con le ruote di un carro avvolte dalle fiamme», il suo pensiero è andato a Viareggio dove, lo scorso mese di giugno, l’esplosione di un merci che trasportava appunto Gpl causò la morte di 32 persone.
All’indomani dell’incidente ai freni che martedì scorso ha coinvolto nei pressi di Giuncarico un treno merci carico di combustibile, una persona presente alla stazione di Grosseto, quasi certamente un addetto di turno quel pomeriggio che però mantiene l’anonimato, ha scritto una lunga lettera al Tirreno per raccontare quello che ha visto, peraltro confermato da Polfer e pompieri. E quello che poteva succedere.
Il treno è rimasto con l’impianto frenante di un carro bloccato per diversi chilometri tra Campiglia Marittima e il capoluogo maremmano. Da quelle ruote fuoriuscivano scintille che non sono passate inosservate agli automobilisti in transito, in quel momento, sull’Aurelia, parallela alla ferrovia. Alcuni di loro hanno chiamato subito i vigili del fuoco che hanno allertato la Polfer. Sono stati polizia e vigili, dopo un primo sopralluogo, a scortare il treno fino a Grosseto dove il carro è stato prima raffreddato e poi staccato dal resto del convoglio per consentire al treno di proseguire il suo viaggio verso sud. L’allarme da parte della polizia ferroviaria e dei macchinisti è scattato alle 17: il treno 50329 proveniente da Trecate Novara e diretto a Gricignano in provincia di Aversa - e carico di Gpl liquido fortemente infiammabile proprio come quello di Viareggio - era stato visto da più persone con ruote infuocate e forti scintillamenti tra Campiglia e Grosseto.
«All’arrivo nella stazione di Grosseto - racconta il testimone - lo scenario era a dir poco pauroso». Il treno è stato fatto fermare al binario 7 e controllato dal tecnico delle Ferrovie addetto alla sicurezza e dai pompieri, insieme alla Polfer. «Il teletermometro laser - scrive il testimone - segnava una temperatura di oltre 600 gradi [...]. Si è sfiorata davvero un’altra Viareggio».
Niente a che vedere con la tragedia dello scorso giugno, assicurano invece dall’ufficio stampa delle Ferrovie. «Si è trattato solo di una leggera frenatura alle ruote di un singolo carro - spiegano - che sono rimaste parzialmente bloccate dopo Campiglia e, nell’attrito, hanno prodotto delle scintille. Una situazione che può capitare, ma che non avrebbe mai potuto innescare problemi di sicurezza». Il sistema di rilevamento della temperatura delle boccole, fissato a intervalli regolari lungo i binari e che avvisa la centrale operativa in caso di eventuali surriscaldamenti, martedì scorso non ha segnalato niente di irregolare. «E in più - proseguono dalle Ferrovie - in quel treno c’è un sistema particolare di isolamento delle cisterne che sopporta temperature anche molto elevate».
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Da "Il Tirreno" 24.12.09
Poco prima quelle cisterne erano transitate anche sui binari della Versilia. Dopo 32 morti non è stato fatto ancora nulla.
FABRIZIO BRANCOLI

Trecate. Gricignano. Il Gpl. Il numero di serie quasi clonato. Alla vigilia di Natale, la notizia di quanto è accaduto a Grosseto sarà letta e vissuta dai viareggini con l’angoscia più profonda.
Il 29 giugno scorso un treno partito dallo stesso luogo, diretto nello stesso luogo, carico dello stesso liquido altamente infiammabile, ha devastato la vita di una città deragliando vicino alla stazione di Viareggio. Nell’urto con un elemento di metallo degli scambi ferroviari, una cisterna si è aperta come contro un apriscatole; e una lingua di fuoco ha aggredito un quartiere. Ha distrutto decine di case. E ha ucciso.
Trentadue vittime, l’ultima delle quali era una giovane donna di 36 anni, ecuadoreña, che ha lottato contro ustioni e infezioni per sei mesi e alla fine si è arresa. Ieri era all’obitorio dell’ospedale Versilia, vestita di bianco, con la bara aperta. Le abbiamo visto sul volto i segni delle ustioni. Si chiamava Elisabeth, faceva la baby sitter. Credeva che l’Italia fosse un bel posto.
Il treno di Grosseto era il 50329, quello di Viareggio si chiamava 50325. Il treno che ha percorso con fiamme e scintille la provincia di Grosseto è, appunto, partito da Trecate e diretto a Gricignano Aversa. La società di spedizione, secondo le prime ricostruzioni, era la Sarpom di Trecate (Novara). Il carro sarebbe di proprietà di una società non italiana.
Ma c’è un altro elemento che segna questa vicenda: ci è stato confermato da Trenitalia ieri sera. Prima di far scintille, innescando il panico tra gli automobilisti che l’hanno visto correre lungo l’Aurelia nel grossetano, il treno dell’altro ieri è transitato da Viareggio.
La storia del treno di Grosseto, vista da Viareggio, è agghiacciante.
Per i ferrovieri di Viareggio, e per l’Assemblea 29 giugno che proprio ieri sera si è riunita parlando anche di questo, «se queste informazioni risponderanno alla realtà, sarebbero drammatiche». Riccardo Antonini, rappresentante dell’assemblea, spiega: «Occorre verificare che il materiale fosse all’altezza di un trasporto del genere. E devono confermarci se è passato da Viareggio e a quale ora. Sarebbe una storia inaudita».
Sarpom significa “Società per azioni raffineria padana olii minerali”; produce circa il 7% dei prodotti petroliferi consumati in Italia (fonte www.esso.com), lavorando circa 7 milioni di tonnellate di greggio l’anno; occupa circa 400 addetti. La Esso detiene la maggioranza del pacchetto azionario (74,1%), il restante è di Erg. È lì, nella raffineria di Trecate, che è stato caricato il treno deragliato a Viareggio nella notte del 29 giugno. A dare il via libera al convoglio, secondo quanto riportato dal portavoce della Sarpom (ingegner Lentini) al quotidiano “La Stampa” il primo luglio scorso, sono stati, come di consueto, «gli uomini di Fs logistica».
Intanto, solo lunedì scorso le parole di Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie, hanno fatto il giro d’Italia innescando una rabbia semplicemente generale. In una conferenza stampa a Roma, riferendosi agli impressionanti disservizi per i viaggiatori ferroviari in questi giorni di maltempo, Moretti ha detto che chi si deve mettere in viaggio per lunghe percorrenze, come dal Nord alla Sicilia o viceversa, farebbe bene a «munirsi di panini e coperte, o almeno di un maglione in più», nel caso in cui «dovesse saltare la rete elettrica e quindi il treno fermarsi», con il rischio che manchi il riscaldamento nel convoglio.
I viaggiatori al gelo sono invitati a dotarsi di coperte e sandwich. Le ruote del carro di Grosseto, invece, surriscaldate e roventi, e c’è bisogno che i pompieri intervengano per raffreddarle in mezzo a una stazione, in preda alla tensione.
Il freddo e la freddezza, in ogni senso, di quella riflessione sulle coperte e i panini. Il caldo di quelle ruote a pochi centimetri da un materiale che ha ucciso trentadue persone.
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Di seguito pubblichiamo un'interrogazione, a cura di "Medicina Democratica", riguardante l'alto rischio d’incidente catastrofico legato alla movimentazione di cloro a e da Rosignano Solvay.

22 dicembre 2009
Rigoli (LU)
Linea
Lucca - Viareggio
Il 22 dicembre un treno passeggeri partito da Lucca e diretto a Pisa una volta giunto al passaggio a livello di Rigoli nel comune di San Giuliano Terme (PI), ha urtato la parte posteriore di un'autocisterna adibita al trasporto di carburante, fortunatamente al momento vuota, rimasta bloccata sui binari.
Subito allertati i Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Pisa intervenivano, sotto una pioggia battente, con due APS (autopompa serbatoio), una ABP (autobotte pompa) e una autogrù.
Fortunatamente il treno nell'impatto con il pesante mezzo non è deragliato, mentre quest'ultimo è stato sbalzato ad alcuni metri di distanza. Non ci sono stati feriti né vittime.
La linea ferroviaria Pisa - Lucca è rimasta interrotta per diverse ore.
(fonte: www.vigilidelfuoco.it)
28 dicembre 2009
Rigoli (LU)
Linea
Lucca - Viareggio
LUCCA - Un'auto e' stata speronata da un treno al passaggio a livello di via di san Donato . Tutto e' accaduto quanto una Mercedes stationvagon stava transitando sull'attraversamento ferroviario mentre sopraggiungeva il treno. Tutto e' accaduto lunedi' sera verso le 23 quanto una Mercedes stationvagon su cui si trovavano due coniugi, stava transitando sull'attraversamento ferroviario, nello stesso istante un treno sopraggiugeva da Viareggio. L'impatto e' stato violentissimo, nonostante il convoglio procedesse a bassa velocita'. L'auto e' stata speronata nella parte posteriore ed e' stata spinta contro il motore di una delle sbarre del passaggio a livello. Immediatamente su luogo sono arrivati i vigili del fuoco per mettere in sicurezza la vettura. I volontari del 118 invece hanno soccorso i due coniugi che non hanno riportato ferite, per i rilievi sono intervenuti anche i vigili urbani, la polizia di Lucca e gli agenti della ferroviaria di Prato. Secondo una prima ricostruzione fatta anche sulla base di una testimonianza al vaglio degli inquirenti, le sbarre del passaggio a livello che era chiuso, si sarebbero aperte pochi istanti prima che passasse il treno, lasciando via libera alle auto. La Mercedes e il motore della sbarra sono stati posti sotto sequestro dall'autorita' giudiziaria che sta cercando di ricostruire l'esatta sequenza dei fatti. La linea Lucca-Viareggio invece e' rimasta bloccata per varie ore.
(fonte: www.noitv.it)
 Anno
2008 Incidenti = 33 Macchinisti
morti = 1
Macchinisti
feriti = 4
Altri ferrovieri
morti = 8
Altri ferrovieri
feriti = 4
Viaggiatori
morti = 2
Viaggiatori
feriti = 77
29 gennaio 2008
Campodarsego (PD)
Linea
Padova - Bassano

CampodarsegoCAMPODARSEGO. Quando ha visto l’operaio con la casacca catarifrangente arancione sbacciarsi lungo i binari Mosè Adriano Tenan, 54 anni, rodigino, macchinista del treno 5834 partito da Padova per Bassano alle 8,59, ha alzato lo sguardo e notato il tir fermo tra i binari. Trattenendo il fiato, ha tirato il freno di emergenza urlando poi ai passeggeri di buttarsi a terra. Grazie alla sua prontezza Tenan è riuscito a salvarsi la pelle e probabilmente a ridurre al minimo i danni: 19 feriti fra cui solo tre di media gravità. Ieri mattina alle 9,15, infatti, a Campodarsego, al passaggio a livello di via Marcello, poteva essere una strage. Una strage stupida, come stupido (da una prima ricostruzione) sembra il gesto del camionista polacco Krzysztof Pabis, 28 anni, che dopo aver sbagliato strada (doveva portare il carico alla Scapin Legnami di Cavino), ha deciso non si sa per quale motivo di attraversare il passaggio a livello con il semaforo rosso acceso e le sbarre in movimento, rimanendo così intrappolato. Poi, preso dal panico, è prima sceso e poi rimasto nella cabina. Il treno, quindi, pur in frenata, ha dilaniato il cassone lasciando integra la cabina. Pabis è stato denunciato per disastro ferroviario colposo. La linea è rimasta chiusa 7 ore.
Treni in tilt. Sette ore di paralisi totale dei convogli da e per Padova sia per i treni diretti a Bassano che per quelli per Calalzo, dato che da Padova fino a Camposampiero la linea è la stessa (solo successivamente si sdoppia). Sette ore durante le quali decine di operai delle Fs e diverse squadre dei vigili del fuoco si sono avvicendate per ore, per togliere la carcassa del camion (con il suo carico di legname) dai binari e far ripartire il treno (con il muso fracassato) per riportarlo nella stazione di partenza. Un superlavoro. Come quello dei 15 operatori del Suem, che, poche ore prima, ottimamente coordinati dai colleghi della centrale del 118 di Padova, con l’ausilio di cinque ambulanze e un elicottero, hanno trasportato tutti i feriti (rispettando i codici di gravità) a destinazione in pochissimo tempo e in modo da non causare ingorghi nei vari Pronto soccorso.
Diciannove feriti. Nove persone sono state portate a Camposampiero, sei a Cittadella, quattro a Padova. Fra loro anche una donna incinta al sesto mese. La maggior parte dei feriti è stata medicata e dimessa in giornata. L’autista del tir polacco è stato sottoposto anche ad alcoltest ma è risultato negativo.
Gli altri passeggeri, invece, sono stati fatti trasbordare su un pullman che li ha portati a destinazione. Per tutta la giornata le Ferrovie hanno predisposto un servizio di bus sostitutivi di collegamento tra Padova e la stazione di Campodarsego, in modo da bypassare il luogo dell’incidente.
Danni per milioni. Nel frattempo i referti medici dei feriti sono stati inviati in procura a Padova. Il pm Silvia Baccaglini, infatti, ha aperto un’inchiesta le cui indagini sono state affidate alla Polfer. L’ipotesi di reato è disastro ferroviario colposo. Il risarcimento dei danni non è ancora stato stimato. Ma fra locomotore distrutto, danni a terzi, e treni soppressi, si parla già di milioni di euro.
Un boato tremendo. Ore 9, 15 minuti e 23 secondi. E’ questo l’orario segnato sui documenti delle Ferrovie. L’ora del disastro. Della scampata strage. A bordo del Padova-Bassano, infatti, c’erano circa 60 passeggeri. Lo scontro con il camion è stato tremendo. C’è chi fra i residenti ha scambiato il rumore per il boato sordo che si sente prima dei terremoti ed è uscito in strada. Dentro al convoglio invece il panico si è sciolto in lacrime a poco a poco, con la consapevolezza che non c’erano morti, ma solo sopravissuti. Sopravvissuti a una sciagura dominata dalle casualità.
Sopravvissuti per caso. Infatti, solo il caso ha guidato il polacco Krzysztof Pabis in via Marcello (l’autista doveva svoltare in via De Toni, ma ha sbagliato). E sempre il caso ha voluto che alle 9 e 15 minuti e 23 secondi, al chilometro 37,319 della linea Padova-Bassano, ci fosse una squadra di operai delle Fs, appena scesa dal furgone per effettuare un controllo di routine sul passaggio a livello. Sono stati loro a dare soccorso al camionista, ma soprattutto a correre lungo i binari da entrambe le direzioni, per intercettare il treno, il cui arrivo imminente era stato annunciato dalle sbarre che si erano abbassate.
Gli operai eroi. Maurizio Marcello di San Martino di Lupari, Enrico Piva di Tezze sul Brenta e Giuseppe Ferri di Castelfranco si sono sbracciati finché uno di loro è stato visto dal macchinista del treno 5834 che ha tirato «la rapida», il freno che si utilizza in questi casi. E ancora il caso ha voluto che a bordo del convoglio ci fossero Mosè Adriano Tenan e il collega Ivano Cagnato, 57 anni, sempre di Rovigo, due ferrovieri con più di 30 anni di esperienza sulle spalle che hanno fatto anche di più di ciò che dovevano, cioè hanno inconsapevolmente cambiato i destini dei sessanta passeggeri saliti a Padova. Non ci sono stati morti: solo un caso, dunque. E dopo lo schianto si sono scatenate le polemiche.
(fonte: www.espresso.repubblica.it)

19 feriti

6 marzo 2008
Milano
Linea
Torino - Milano

L'uomo era responsabile di un cantiere Un operaio di una ditta che lavora per conto delle Ferrovie dello Stato è stato travolto e ucciso da un treno in transito. E' accaduto a Milano sulla linea che collega il capoluogo lombardo con Torino. Nel punto dove è avvenuto l'incidente c'è un cantiere, che stava per aprire, per alcuni lavori sulla massicciata. La vittima, 56 anni, era il responsabile del cantiere ed è morto poco dopo l'arrivo dei soccorsi. L'incidente si è verificato nella notte tra mercoledì e giovedì in via Cristina Belgioioso, alla periferia del capoluogo lombardo. Subito i colleghi del responsabile del cantiere hanno allertato i soccorsi, ma l'uomo è morto poco dopo l'arrivo dell'ambulanza del 118. La vittima si chiamava Carlo Pistoni e aveva 56 anni. L'uomo era il capocantiere e lavorava per la ditta "Costruzione Linee Ferroviarie s.p.a." (CFL). Era residente nella provincia di Parma. Secondo quanto hanno raccontato i macchinisti alla polizia ferroviaria della sezione Milano Garibaldi, il treno era partito da circa quattro minuti quando ha incontrato sul suo percorso un gruppo di operai che camminava lungo i binari. Pistoni, in particolare, era al centro del binario con le spalle rivolte al treno in corsa. I macchinisti hanno attivato il segnalatore acustico e hanno provato a frenare ma l'impatto è stato inevitabile. Il treno viaggiava alla velocità di circa 105 km orari. Le Ferrovie dello Stato hanno precisato che l'operaio lavorava per una ditta appaltatrice della società Metro Milano che sta realizzando la fermata Rho Fiera. La CLF, cooperativa di cui l'operaio era dipendente, aveva richiesto a Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) l'autorizzazione ad accedere nell'area ferroviaria per effettuare lavori notturni. L'autorizzazione concessa prevedeva un'interruzione della circolazione ferroviaria a partire dall'1.30. L'investimento è avvenuto a mezzanotte e trenta. (Agenzia TG COM).

Muore l'operaio Carlo Pistoni

10 marzo 2008
Senetica di Ospitale,
Bondeno (FE)
Linea
Ferrara - Mantova
(Ferrovie dell'Emilia Romagna)

BondenoUNA FRENATA, la luce che si spegne e poi il botto. I passeggeri del treno che ieri sera ha urtato il rimorchio di un camion non scorderanno mai la paura provata in quei momenti. Ma, per fortuna, gli unici segni che porteranno con loro saranno nella memoria: nessuno è rimasto ferito. Alle 19.40 di ieri sera un treno passeggeri regionale Fer (Ferrovie dell’Emilia-Romagna), composto dal locomotore e da un’altra carrozza, che viaggiava sulla linea Ferrara-Mantova si è scontrato con un camion al passaggio a livello a Senetica di Ospitale, nel Bondenese.
IL CONVOGLIO ha centrato il rimorchio del tir, che trasportava materiale edile e che, secondo i primi rilievi, sarebbe rimasto incastrato nel passaggio a livello: in pratica non sarebbe riuscito a uscire prima della chiusura della sbarra. A causa dell’impatto, entrambe le carrozze del treno sono deragliate dai binari.
Giulia Evangelisti, 21enne di Felonica (Mantova), era seduta, con le spalle rivolte alla direzione di marcia, in una delle prime file di sedili della carrozza di testa, quella che funge anche da locomotore.
«E’ stato tremendo — racconta poco dopo il fatto — non me lo scorderò mai più. Nella carrozza con me c’erano due mie amiche e altre due o tre persone. All’improvviso abbiamo sentito un forte fischio e ci siamo resi conto tutti che era stato azionato il freno d’emergenza. Poi ho visto la faccia della mia amica seduta di fronte a me e mi si è gelato il sangue: era spaventatissima. Un secondo dopo ho capito perché: gli autisti del treno e i controllori stavano correndo fuori dalla cabina di pilotaggio. Poi si è spenta la luce e abbiamo sentito un gran botto».
LA VOCE di Giulia trema ancora per la paura: «Dopo l’urto ci hanno detto di scendere perché si sentiva odore di nafta. L’incubo è finito solo quando siamo usciti dal treno. Stavamo tutti bene: noi passeggeri (nella seconda carrozza c’erano una quindicina di persone, ndr), il personale del treno e l’autista del camion. Ma la scena che ho visto era agghiacciante: il treno deragliato e il camion distrutto».
SUL POSTO sono intervenuti il 118, i vigili del fuoco di Ferrara e i volontari di Bondeno, i carabinieri della stazione di Bondeno e del Norm di Cento. Per fortuna, nessuno è rimasto ferito: soltanto una mamma e la figlia sono state accompagnate all’ospedale di Bondeno dai sanitari del 118 per piccole escoriazioni.
Sul fatto saranno avviate le inchieste della Fer e dei carabinieri per accertare eventuali responsabilità per quanto accaduto.
(fonte: il Resto del Carlino on line)

10 marzo 2008
Termoli (CB)
Linea
Pescara - Bari
TermoliTanta paura ma per fortuna nessun ferito grave. Erano le 9,35 di questa mattina 10 marzo quando un treno regionale diretto a Foggia ha travolto una ruspa che stava lavorando sulla ferrovia all’altezza del mobilificio Arlem di via Corsica. Il convoglio senza passeggeri era partito da pochi minuti dalla stazione di Termoli quando c’è stato il violento impatto. Non sono ancora chiare le cause dello scontro e perché il macchinista non abbia visto l’escavatore che stava svolgendo lavori di manutenzione proprio sulla rete ferroviaria. L’operaio che si trovava sulla ruspa ha fatto appena in tempo a mettersi in salvo e a saltare dal mezzo che questo si è accartocciato sotto le pesanti rotaie di ferro del treno. Tanta la paura e fortunatamente l’unico che è rimasto lievemente ferito con l’impatto è stato il macchinista. Sul posto dell’incidente, un po’ difficile da raggiungere perché si trova ai piedi di una scarpata, gli agenti della Polfer, della polizia, il 118 e un’ambulanza della Misericordia. Gli agenti ora stanno lavorando alla ricostruzione della dinamica. Stanno interrogando il macchinista per capire se avesse visto l’escavatore, se era stato avvisato che c’erano lavori in corso, se i freni del convoglio hanno funzionato correttamente. Tutti interrogativi a cui nel giro di poche ore si avrà una risposta.
La linea adriatica per ora è stata chiusa alla circolazione.

11 marzo 2008
Bardonecchia (TO)
Linea
Torino - Modane
(ANSA) - TORINO, 11 MAR - La linea ferroviaria che da Torino porta a Parigi e' interrotta dalle 8.40 di stamani perche' un lomotore ha urtato di striscio una benna (il braccio mobile di una gru) impiegata per lavori sulla massicciata ferroviaria.
E' accaduto dopo la stazione ferroviaria di Bardonecchia (in alta Valle di Susa) a pochi distanza dall'imbocco della galleria italo-francese del Frejus. L' incidente non ha avuto conseguenze per il macchinista del locomotore, che non trainava carrozze, ne' per gli operai impegnati nei lavori, ma ha provocato il blocco di un Tgv partito da Torino e diretto a Parigi che e' stato fermato nella stazione di Bardonecchia, in quanto, proprio per i lavori sulla massicciata, stamani il traffico si svolgeva su un solo binario ora occupato dal locomotore incidentato. Le Ferrovie dello Stato hanno assicurato che si tornera' alla normalita' entro la mattinata.
26 marzo 2008
Stazione di
Firenze Castello
Linea
Roma - Bologna

Il treno IC 704, diretto a Bologna, deraglia con un carrello all'altezza della stazione di Firenze Castello, a pochi chilometri da Firenze SMN. Nell'incidente, la seconda carrozza si presentava con il secondo asse del primo carrello sviato. Nessun ferito.
(fonte:www.forum-duegieditrice.com)

Per guardare alcune foto, visita il sito www.trenomania.org

3 aprile 2008
Centallo (CN)
Linea
Fossano - Cuneo

Un manutentore della squadra di impianti elettrici delle ferrovie è rimasto folgorato dai cavi dell'alta tensione nei pressi della stazione ferroviaria di Centallo, nel cuneese. Si chiamava Aldo Botasso, aveva 52 anni ed era padre di due figli. La tragedia è avvenuta nei pressi del cavalcavia ferroviario in zona San Biagio, in direzione Roata Chiusani poco dopo le 13.30 mentre l'operaio era impegnato nella manutenzione sui pali dell'alta tensione. Le Ferrovie dello Stato hanno precisato che l' operaio «è stato colpito mentre stava effettuando un intervento di manutenzione al trefolo di guardia, filo in acciaio privo di tensione elettrica». «Per motivi da accertare - proseguono le Ferrovie dello Stato - durante i lavori l'operaio si è spostato con parte del corpo in una zona elettricamente non sicura, rimanendo folgorato. Inutili i soccorsi dei colleghi e del 118, il cui personale e' giunto sul posto anche con l'elicottero, ma per l'uomo non c'e' stato nulla da fare. Ne e' seguito il sopralluogo di Vigili del Fuoco, Carabinieri e tecnici Spresal per cercare di ricostruire la dinamica dell'accaduto. Secondo la ricostruzione di due colleghi che sono subito accorsi sul posto - avrebbe fatto una manovra sbagliata toccando un cavo da cui è partita una scarica da 3.000 volt che lo avrebbe sbalzato a diversi metri di distanza dal traliccio su cui stava lavorando ed è morto sul colpo. Sull'incidente mortale la magistratura ha aperto un'inchiesta.

Muore l'operaio Aldo Botasso

9 aprile 2008
Broni (PV)
Linea
Piacenza - Alessandria
L'intercity 560 Bari-Torino, si è scontrato alle 16.30, all'altezza della strada provinciale delle Saline nel comune di Santa Giuletta (Pavia), con un camion abbandonato sui binari ad un passaggio a livello fra Broni e Voghera (sulla linea Piacenza-Alessandria). L'autista del camion non è riuscito a superare il passaggio a livello prima che le sbarre si abbassassero e vedendo sopraggiungere il treno ha abbandonato, spaventato, il mezzo sui binari. Non ci sono stati feriti, nè tra i passeggeri, nè tra il personale ferroviario, soltanto il treno è stato danneggiato e non ha potuto proseguire la corsa. Trenitalia - informa una nota - «ha subito attivato dei servizi sostitutivi e un adeguata assistenza ai passeggeri, due dei quali non vedenti». Attualmente la circolazione sul tratto di linea è stata interrotta e le squadre di pronto intervento delle Ferrovie stanno già lavorando per riattivare al più presto la circolazione. Le Ferrovie dello Stato sottolineano, nel comunicato, che questi episodi «irresponsabili» vanno evitati «sia per non interrompere la circolazione ferroviaria, sia per non compromettere la sicurezza e l'incolumità dei viaggiatori». (ANSA).
13 aprile 2008

La locomotiva di coda del treno 9437 (ETR 500) alla velocità di oltre 200 Km/h ha perduto l'intero tetto. Il pezzo di peso e dimensioni notevoli è volato danneggiando la linea aerea ed è stato investito dal treno 9396 effettuato con un pendolino 460. Non si trattava né di un"corpo estraneo" come comunicato dalle FS né della sola botola come da noi anticipato, ma dell'intero imperiale.
Solo per pochi secondi non c'è stato l'impatto con la cabina di guida del treno incrociante con conseguenze drammatiche per i due macchinisti. Per il PdM alla guida del 9396, di Roma S. Lorenzo, fortunatamente solamente tanto spavento, mentre i macchinisti del 9437, anch'essi di Roma, non si sono accorti di nulla perché il pezzo volato dalla locomotiva di coda trovandosi "dietro" ai pantografi non ha danneggiato alcuna apparecchiatura di bordo ma causava solo l'intervento della sottostazione elettrica.
Ancora una volta per cause fortuite non c'è stato uno svio dalle conseguenze disastrose ma soltanto danni al materiale e la rottura di molti finestrini per il sollevamento del pietrisco.
Restiamo sbalorditi ed estremamente preoccupati dalla leggerezza con cui avvengono le lavorazioni ai treni e dall'impunità dei responsabili. Inoltre il tentativo di disinformare gli utenti ed i lavoratori con comunicati reticenti e fuorvianti (l'ufficio stampa ha dichiarato "un corpo estraneo sui binari") dimostra la mancanza di trasparenza nei confronti dell'opinione pubblica e, forse, addirittura il tentativo di nascondere i fatti.
Non è ammissibile che non ci siano protocolli e procedure per la verifica delle condizioni dei mezzi prima che questi vengano rimessi in esercizio.
I dirigenti responsabili della manutenzione degli etr, invece di passare il tempo ad intimidire telefonicamente i ferrovieri che adottano comportamenti di tutela, dovrebbero occuparsi di svolgere bene il proprio compito, a cominciare dalla qualità delle procedure di lavorazione per garantire la sicurezza di tutti, viaggiatori e ferrovieri.
(fonte: redazione di "ancora IN MARCIA!"

16 aprile 2008
Castiglion Fiorentino (AR)
Linea
Firenze - Roma
(ANSA) - AREZZO, 16 APR - Principio di incendio in una carrozza ferroviaria. E' successo alle 15,45 sul treno regionale numero 1808 partito da Roma e diretto a Firenze. Le fiamme si sono sviluppate mentre il treno stava arrivando alla stazione di Castiglion Fiorentino dove il convoglio si e' fermato. I passeggeri sono subito scesi. Poco dopo sono giunti i vigili del fuoco di Cortona che hanno spento l'incendio che era partito da un pannello elettrico. Il treno e' stato fermato nella stazione di Castiglion Fiorentino e successivamente trasferito a Firenze.
I passeggeri hanno dovuto attendere quasi un'ora prima di poter essere 'recuperati' da un regionale che li ha portati alle stazioni di destinazione. Nessun danno alle persone, solo un po' di spavento ed un discreto ritardo nella tabella di marcia. (ANSA.).
22 aprile 2008
Coronella (FE)
Linea
Bologna - Venezia

Ferrara, 22 aprile 2008 - Un operaio bosniaco di 21 anni - Adis Masinovic, residente nella provincia di Treviso - che lavorava in un cantiere della provincia di Ferrara limitrofo alla ferrovia per la costruzione di un sovrappasso, è morto dopo essere stato investito dall'Eurostar 9463 Venezia- Roma nei pressi della stazione di Coronella, tra Bologna e Ferrara.
L'incidente è avvenuto questa mattina attorno alle 8: l'uomo, che pare fosse al primo giorno di lavoro, con una motosega in mano, si trovava inspiegabilmente sui binari, quando è arrivato il treno. Secondo una prima ipotesi investigativa della Polfer, probabilmente voleva solo attraversare per andare a tagliare della legna o degli arbusti lì vicino. Sono comunque in corso indagini della magistratura e della polizia scientifica per accertare l'accaduto.
Il traffico ferroviario è stato bloccato, ed è ripreso regolarmente solo alle 11.45: i treni a lunga percorrenza hanno accumulato ritardi attorno ai 90 minuti, mentre si sono trovate soluzioni alternative per i treni regionali, anche con l'ausilio di autobus.
(fonte: Il Resto del Carlino)

Muore l'operaio Adis Masinovic

17 maggio 2008
Bibbona (LI)
Linea
Pisa - Roma

CECINA (LI) - Poteva diventare davvero una tragedia. Era mezzogiorno e l'Intercity che da Roma si stava dirigendo a Torino stava attraverso la provincia livornese. Più esattamente si trovava tra Bolgheri e Cecina e stava arrivando verso Livorno. In direzione opposta, cioè verso sud, viaggiava invece un treno merci, apparentemente vuoto, cosiddetto "demolendi". Proprio quando i due convogli sono passati l'uno vicino all'altro, per pura coincidenza (che poteva diventare drammatica), un portellone di un carro (del tipo senza tetto) del treno merci si è staccata, colpendo l'Intercity su un lato.
L'impatto, per fortuna, è avvenuto in un solo punto, ed ha determinato la disintegrazione del "doppio vetro" di un finestrino, lasciando una "ferita" ai margini dello stesso, sulla lamiera della carrozza. Per fortuna il pannello ha colpito l'Intercity non dalla parte degli scompartimenti (dove si trovavano tutti i passeggeri), ma dalla parte del corridoio, dove per fortuna, in quel momento, non si trovava nessuno. Le schegge di vetro sono schizzate verso gli scompartimenti e la pioggia di frantumi ha avvolto i passeggeri.
Immediatamente è partita la chiamata al 118 e alla stazione di Cecina (la prima più vicina) sono arrivate le ambulanze della Pubblica Assistenza. Tuttavia le ferite riportate dai passeggeri del treno erano tutt'altro che preoccupanti, tanto che sono stati curati senza essere trasportati al pronto soccorso.
L'incidente ha determinato, inevitabilmente, la sospensione della circolazione per alcune ore, necessarie alla ricerca ed al ritrovamente del portellone.

Feriti 5 viaggiatori

23 maggio 2008
Cassago (LC)
Linea
Monza - Lecco

Un 24enne di Cassago, Michele Valnegri, ha perso la vita in uno spaventoso quanto incredibile incidente. Il fuoristrada sul quale viaggiava assieme a due altri giovani è stato investito in pieno dal treno poco fuori la stazione di Cassago. Ancora tutta da chiarire la dinamica dell'incidente. Sembra però, da una prima ricostruzione che i tre ragazzi a bordo di un Defender siano entrati nella zona ferroviaria attraverso un vecchio passaggio a livello incustodito e da lì abbiano raggiunto le vicine balze per salirvi e discendere in una sorta di "autocross". A un certo punto il fuoristrada sarebbe finito sulla massicciata e le ruote si sarebbero incastrate fra i binari. Il quel mentre sopraggiungeva un convoglio. Due giovani sono riusciti a balzare fuori dal mezzo mentre il terzo, forse lo stesso conducente non ha fatto in tempo a scendere. Il treno è piombato sul fuoristrada scaraventandolo a decine di metri di distanza. Per il ragazzo non c'è stato nulla da fare. E' deceduto sul colpo. Gli altri due giovani sono stati trasportati dai mezzi di soccorso al Manzoni e al Mandic ma le loro condizioni non destano preoccupazione. Sembra che a parte qualche escoriazione e leggere ferite siano soltanto in stato di fortissimo choc. Da alcune testimonianze ancora tutte da verificare pare che il mezzo non fosse l'unico entrato nell'area ferroviaria. Ma ve ne fosse almeno un altro. Forse addirittura due. Sul posto sono accorsi vigili del fuoco, sanitari del 118 e carabinieri. L'area è stata transennata. Sono arrivati anche i genitori dei ragazzi e altri genitori e ci sono stati m,omenti di tensione nei confronti del Comune e delle Ferrovie per la mancata messa in sicurezza del passaggio a livello abbandonato.
[fonte: www.merateonline.it]

Muore Michele Valnegri, di 24 anni

Due feriti

23 maggio 2008
Ospedaletto Euganeo (PD)
Linea
Mantova - Monselice

(ANSA) - PADOVA, 23 MAG - Un ferito grave e circolazione ferroviaria interrotta dalle 9 di questa mattina tra Ospedaletto Euganeo ed Este. Sulla linea Mantova-Monselice, per un incidente provocato da un furgoncino ad un passaggio a livello. Il ferito, in prognosi riservata a Padova, e' un tunisino che era al volante del furgone che ha attraversato i binari. Tutti illesi, invece, i conducenti e i 150 passeggeri del treno. La circolazione e' continuata con i bus.

Ferito gravemente un cittadino tunisino.

30 maggio 2008
Termoli (CB)
Linea
Termoli - Foggia

Termoli - 30 maggio 2008E' stata solo la buona sorte e la prontezza di spirito dell'operaio di una società elettrica a evitare che l'incidente ferroviario di questa mattina assumesse il connotato della tragedia.
Mancavano pochi minuti alle 10, quando lungo la linea ferroviaria Termoli - Foggia, poco a sud della città adriatica, un convoglio composto da tre elettromotrici in corso di prova e dirette nella stazione dauna, ha investito un piccolo escavatore che stava operando a ridosso dei binari.
L'impatto è stato inevitabile con i treno che ha travolto il mezzo meccanico stritolandolo e terminando la sua corsa al di fuori della sede dei binari.
Per fortuna l'operaio ha sentito in tempo l'arrivo del convoglio ferroviario, lanciandosi fuori dalla cabina dell'escavatore, riuscendo a mettersi in salvo ricadendo sulla scarpata.
Uno dei due macchinisti alla guida dell'elettromotrice, invece, ha patito alcune contusioni ed è stato trasportato in ospedale, in preda allo spavento.
Gravissime le ripercussioni sul traffico ferroviario che dal momento dell'incidente è stato subito bloccato nelle due direzioni, in attesa dell'arrivo di un carro attrezzi da Foggia, appositamente predisposto per questo tipo di interventi.
Ferrovie Italiane, intanto, ha attivato un servizio sostitutivo di trasporto su gomma tra le stazioni di Termoli e San Severo, che ha trasbordato i passeggeri dei treni rimasti fermi nelle due stazioni.
Secondo una prima valutazione effettuata dall'ente ferrovie il ritardo accumulato dai convogli non dovrebbe aver superato le due ore e mezza.
Resta ora da comprendere il perché l'escavatore stesse operando a ridosso dei binari, in coincidenza con il passaggio dei convogli ferroviari.
(fonte: TermoliOnLine)

Ferito un macchinista

2 giugno 2008
Pesaro
Linea
Rimini - Ancona

(ANSA) - PESARO, 2 GIU - Un locomotore diretto a sud ha preso fuoco oggi pomeriggio alle 18 lungo la ferrovia adriatica, tra Gabicce e Pesaro. I macchinisti se ne sono accorti in tempo e hanno chiamato tempestivamente i vigili del fuoco.
In pochi minuti, i pompieri sono intervenuti sul posto mettendo in sicurezza il convoglio, l'Intercity 559 Torino-Bari, e tranquillizzando circa 200 di passeggeri che viaggiavano sul treno. L'incidente, dovuto a un'avaria del locomotore, ha bloccato il traffico lungo la linea per tre ore, poco prima della galleria del Boncio. Il convoglio e' stato agganciato ad un altro locomotore e trainato fino alla stazione di Pesaro.
Molti disagi per i passeggeri, che in attesa del secondo locomotore, erano scesi a terra.
I viaggiatori riceveranno bibite e assistenza alla stazione di Pescara.

3 giugno 2008
Ancona
Linea
Rimini - Ancona

Collisione questa mattina, intorno alle 7,30, lungo la linea ferroviaria Adriatica fra il treno regionale 12003 Pesaro-Termoli e un locomotore sul binario tre all'ingresso della stazione di Ancona. Sono una cinquantina i passeggeri rimasti feriti, ma tutti fortunatamente in modo lieve. Sono stati in parte medicati da un'automedica giunta sul posto, in parte avviati al pronto soccorso dell'ospedale regionale di Torrette e a quelli di Osimo e Chiaravalle.
La collisione è avvenuta fra una motrice all'uscita della stazione ferroviaria di Ancona e il treno regionale (il Pesaro-Termoli) con dei pendolari a bordo. Nell'impatto uno dei due macchinisti ha sbattuto un ginocchio ed è stato ricoverato in ospedale.
Secondo una prima ricostruzione, il treno stava arrivando a velocità ridotta alla stazione di Ancona; sullo stesso binario si trovava, per cause ancora da accertare, il locomotore. Il macchinista del regionale ha subito azionato i freni e l'impatto con il locomotore è stato quindi attutito, grazie anche ai respingenti. In pratica, non c'è stato il deragliamento del treno, ma una sorta di tamponamento.
I passeggeri che si erano già alzati dai sedili ed erano in attesa di scendere hanno subito il contraccolpo maggiore, e hanno riportato in generale il cosiddetto 'colpo di frusta' o lievi contusioni al capo. Quelli che non avevano bisogno di accertamenti medici sono stati trasferiti su un altro convoglio per proseguire il viaggio verso Termoli. Il treno è stato intanto instradato su un binario inattivo per essere sottoposto a verifiche tecniche. Il traffico ferroviario non si è mai interrotto.
Intanto, la Polfer sta procedendo agli accertamenti, mettendo a verbale le dichiarazioni dei due macchinisti e del capostazione. Saranno inoltre sequestrati i tabulati dei piani semaforici per capire come mai il locomotore si trovasse ancora sul binario all'arrivo del treno regionale.
(fonte: ilrestodelcarlino.it)

Ferito un macchinista .
50 feriti lievi fra i viaggiatori.

5 giugno 2008
Campi Salentina (LE)
Linea
Lecce - Martina Franca
(FSE)

Poteva trasformarsi in una tragedia l’incidente avvenuto poco dopo le 13.30 nei pressi della stazione ferroviaria di Campi Salentina. Un treno delle Ferrovie Sud Est, una littorina di quelle che attraversano la linea Lecce-Martina Franca, ha letteralmente travolto e spezzato un autocarro Renault Master di proprietà di un commerciante di biancheria intima. L’uomo, M.P., 44enne originario di Carmiano, stava proprio raggiungendo il comune di residenza dopo la mattinata di lavoro trascorsa al mercato settimanale del centro nord-salentino. All’altezza del passaggio a livello della stazione ferroviaria l’incidente: l’uomo, con il suo camion carico, ha attraversato le barriere già azionate ma non ha evitato di rimanere incastrato. A quanto se ne sa, le barriere si erano azionate proprio in quegli istanti e il giovane effettuato la manovra senza accorgersi della chiusura in atto.
Tra l'altro, il segnale semaforico con la luce rossa è scarsamente visibile per chi arriva da via dei Martiri, ostruito nella visuale da un obsoleto cartello stradale con indicazioni per Taranto e Guagnano. Il commerciante è sceso dal mezzo facendo evidenti segni ai macchinisti del treno in arrivo, che hanno tentato di arrestare la corsa senza riuscirvi, pur avendo il segnale del via libera. L’impatto con la littorina è stato violentissimo, ma fortunatamente non ha causato feriti. Tanta paura per il commerciante riuscito comunque a mettersi al riparo. Il furgone, colpito posteriormente, è andato completamente distrutto, finendo in una scarpata laterale. Forte lo spavento per gli occupanti del treno proveniente da Novoli e diretto a Manduria. Sull’episodio indagano i carabinieri della Compagnia di Campi Salentina e gli agenti della Polizia Municipale. I danni sono in corso di quantificazione e coperti da assicurazione. Restano da accertare la cause dell’impatto e le eventualità responsabilità. L'incidente ha provocato l'interruzione del servizio fino alle 16 inoltrate.
(fonte: lecceprima.it)

6 giugno 2008
Gela (CL)
Linea
Siracusa - Caltanissetta
(ANSA) - GELA (CALTANISSETTA), 6 GIU - Un incendio ha parzialmente distrutto la locomotrice di un treno ferma nella stazione di Gela (Cl). I vigili del fuoco sono stati impegnati dalle 5 alle 7 di stamani per spegnere le fiamme. L' incendio sarebbe di natura accidentale: una scintilla avrebbe fatto divampare il gasolio contenuto nel serbatoio.
10 giugno 2008
Imperia

Imperia, 10 giugno 2008Genova, 11 giu. - (Adnkronos) - Un operaio di 42 anni, Bortolo Strambini, originario di Sondrio, e' morto questa notte a Imperia in un incidente avvenuto nei cantieri per il raddoppio della linea ferroviaria Genova-Ventimiglia. L'operaio stava lavorando nella galleria Poggi in fase di costruzione, all'altezza di via Ballestra, al Prino, alle 21.30 circa e' rimasto travolto dal crollo di una centina, struttura di sostegno che serve ad armare la volta della galleria. Sono intervenuti vigili del fuoco, polizia e 118, ma i tentativi di rianimazione sono stati vani. Sul caso ha aperto un'inchiesta il pm Filippo Maffeo.
(Leggi anche la notizia apparsa su riviera24.it)

Muore l'operaio Bortolo Strambini

13 giugno 2008
Catania

Catania, 14 giu. (Adnkronos) - Francesco Immariso, l'operaio di 53 anni di Santo Stefano di Camastra, in provincia di Messina, precipitato ieri da una impalcatura a Catania, compiendo un volo di ben quattro metri ferendosi gravemente, e' in gravi condizioni ricoverato nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Cannizzaro. L'incidente si e' verificato in un cantiere di viale Africa dove sono in corso i lavori per il raddoppio del tratto ferroviario.
Intanto è stata rinviata a lunedi' prossimo l'autopsia sul cadavere di Domenico Cagnina, l'operaio 44enne morto ieri mattina all'interno della Centrale Enel di Termini Imerese (Palermo), dopo essere caduto da una impalcatura. Cagnina, contrattista a tempo determinato di una ditta che aveva vinto un appalto all'interno della Centrale, era sposato e aveva quattro figli.

21 giugno 2008
Vipiteno (BZ)
Linea del Brennero

Vipiteno - Deraglia il treno dei rifiutiVIPITENO (BOLZANO) - Da questo pomeriggio la linea ferroviaria del Brennero è interrotta: sono finiti fuori dai binari due carri merci di un convoglio di rifiuti provenienti dalla Campania e diretti in Germania. I due carri si sono leggermente inclinati ma sono rimasti comunque chiusi, senza fuoriuscita di materiale e senza feriti. In serata il resto del convoglio ha lasciato la stazione di Vipiteno diretto in Germania. La linea ferroviaria tornerà alla normalità solo domattina.
L'incidente è accaduto poco dopo le ore 16 alle porte di Vipiteno, cittadina a ridosso del confine con l'Austria, lungo una delle linee ferroviarie più importanti d'Europa. Secondo quanto riferito dalla Polfer, si trattava di un lungo convoglio proveniente dalla Campania, una ventina di carri in tutto. Mentre il treno viaggiava a 70 km orari, gli ultimi sei carri del convoglio si sono incredibilmente staccati, i due di coda sono anche usciti dai binari inclinandosi sulla massicciata ma restando comunque ben sigillati, senza che uscissero rifiuti. Del resto non si tratta di rifiuti tossici, come prevedono anche gli accordi con la Germania.
Tutto il traffico lungo la linea del Brennero è stato così bloccato. I treni passeggeri nelle due direzioni sono stati fermati a Brennero e a Fortezza, nelle stazioni immediatamente più vicine a Vipiteno, organizzando un servizio di trasbordo su bus: un bel fastidio anche per chi va o torna delle vacanze.
Per rimuovere i due pesanti carri e riaprire la linea ferroviaria ci vogliono però autogrù e attrezzature particolari che stanno per arrivare sul posto da Bolzano. Le Fs, in un primo tempo, prevedevano che nella notte tutto sarebbe tornato alla normalità. Poi un nuovo comunicato fa sapere che la normale circolazione verrà ripristinata domattina. Intanto, eccettuati i due vagoni deragliati ed un terzo carro, il resto del convoglio con i rifiuti provenienti dalla Campania ha lasciato la stazione di Vipiteno diretto in Germania.
L'incidente non ha danneggiato la linea elettrica. Lungo la linea ferroviaria del Brennero ormai da quasi due anni viaggiano ogni giorno uno-due treni merci carichi di rifiuti provenienti dalla Campania e diretti agli inceneritori della Germania. Sinora non vi sono mai stati problemi particolari nè incidenti. L'unico inconveniente, segnalato da cittadini, è la puzza emanata dai carri in caso di sosta e quando le temperature sono elevate. In genere i treni viaggiano di notte.
L'Alto Adige, proprio per la sua collocazione geografica lungo l'asse del Brennero, è così una terra di transito per quanto riguarda i rifiuti. Proprio recentemente l'assessore provinciale all'ambiente Michl Laimer, ha quantificato in 1.000 tonnellate al giorno i rifiuti in viaggio verso nord.
(fonte: repubblica.it)

26 giugno 2008
Binari di Pisa Aeroporto
Stazione di Pisa C.le

TR 23437 SVIATO IN PROSSIMITA' DEL KM 81+500 SUI BINARI VERSO L'AEROPORTO, CON CADUTA DI UN PALO OCCUPANTE IL BINARIO DX TAGLIAFERRO (LINEA CONTIGUA). SI LAMENTA IL FERIMENTO DEL CAPOTRENO IN SERVIZIO. BINARIO PARI TF INTERROTTO CAUTELATIVAMENTE FINO ORE 17.20. BINARIO DISPARI TF RIATTIVATO ORE 18.18. TRENI DISPARI DA PISA C PER LIVORNO ISTRADATI VIA COLLODOCA O PARTITI A V.I. VIA TF SUL BIN DI DX . INTERVENUTO CARRO ATTREZZI GIUNTO DA LIVORNO.

Ferito il capotreno.

12 luglio 2008
Genova
(ANSA) - GENOVA, 13 LUG - Due carrozze del treno passeggeri 1621 Milano-Lamezia Terme sono ieri sera nella galleria che collega le stazioni genovesi di Piazza Principe e Brignole. Non ci sono feriti, anche perchè il treno procedeva a velocità molto bassa. Il convoglio era composto da sei bisarche e da cinque carrozze passeggeri (quattro a cuccette ed un vagone letto). Quando il treno era uscito già per metà dalla galleria e stava per fermarsi nella stazione di Brignole, sono uscite dai binari l'ultima bisarca e la prima vettura passeggeri. I viaggiatori hanno avvertito solo un forte sobbalzo. Non ci sono state scene di paura. I passeggeri, più di cento persone, hanno atteso che i ferrovieri dessero il permesso di scendere e, camminando sulla massicciata, per un centinaio di metri hanno raggiunto il marciapiede. Quindi sono stati radunati nell'atrio della stazione in attesa di notizie su come proseguire il viaggio. Preoccupati sono soprattutto i proprietari delle auto caricate sulla bisarca sviata che avevano a bordo delle auto tutti i loro bagagli. I tecnici delle ferrovie sono al lavoro per sganciare gli altri vagoni, ricomporre il treno e farlo ripartire per la Calabria. Numerose proteste tra i passeggeri che lamentano, la scarsa assistenza nei loro confronti. Non è stato necessario l'intervento nè dei Vigili del fuoco nè di autoambulanze. Per la riparazione del binario sul quale si è verificato lo sviamento occorrerà almeno una giornata di lavoro. (ANSA)
14 luglio 2008 SFIORATO DISASTRO, ETR 500 9427 MILANO-ROMA SI SPEZZA IN DUE
Roma, 18 luglio 2008 – Un episodio gravissimo, che sarebbe stato un disastro se lo spezzamento del convoglio fosse avvenuto pochi minuti dopo, in linea, ad alta velocità e carico di viaggiatori. Il grave inconveniente è avvenuto a Milano la mattina del 14 luglio scorso e di cui solo oggi sono trapelate notizie più precise. Poco prima della partenza del treno Eurostar 9427, Milano Roma delle 7,00 durante lo spostamento tra l’officina della Martesana e la stazione Centrale l’ETR 500 si è spezzato in due tronconi tra le carrozze 11 e 12 di seconda classe. Con tutta probabilità la causa sarebbe da attribuire ad usura o inadeguatezza manutentiva dei materiali del gancio. Fortunatamente il fatto è avvenuto a bassa velocità, con il treno vuoto con la sola conseguenza di ritardi e soppressioni di corse per Roma; questo però non deve sminuirne la gravità, poiché dopo solo pochi minuti lo stesso treno sarebbe stato in marcia pieno di viaggiatori. Le due parti di treno, locomotiva e carrozza 11 da una parte e seconda locomotiva e le rimanenti 11 carrozze dall’altra, si sarebbero comunque fermate autonomamente ma con conseguenze potenzialmente tragiche per i viaggiatori presenti sulle due carrozze interessate. Questo nuovo episodio, in apparenza inspiegabile, ci preoccupa moltissimo perché si aggiunge ad una lunga serie di guasti altrettanto gravi che riguardano la stessa famiglia di treni e denota pesanti lacune nella manutenzione e nei controlli con evidenti responsabilità nella catena di comando delle FS. Il 5 aprile scorso nei pressi di Roma, uno di questi convogli, il 9437, Milano-Roma delle ore 12, a 250 Km/h, perse il tetto rischiando l’impatto con i treni provenienti in senso opposto ed il loro deragliamento. Il 28 maggio scorso, ancora nei pressi di Roma, si spalancò una porta in corsa al 9304, t-biz Roma Milano delle 18 e 02, mentre viaggiava a 220 Km/h, senza che le apparecchiature lo segnalassero in cabina al macchinista.
...I DELEGATI ALLA SICUREZZA: BASTA DARE COLPE A MACCHINISTI!
(ANSA) - ROMA, 18 LUG - "Non accettiamo più una visione degli incidenti per cui è sempre l'errore umano dell'ultimo operatore a causarli": Dante De Angelis, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza dei macchinisti dell'Assemblea dei ferrovieri, replica così alle spiegazioni date dalle Ferrovie dello Stato circa l'Eurostar che si è "spezzato" in due tronconi mentre, vuoto, era diretto alla stazione di Milano Centrale. "Non possiamo tollerare che si accusi il macchinista, poiché il treno - dice - è ad azionamento elettronico e non possono esserci errori di manovra. Con ogni probabilità si è trattato di un difetto strutturale o di invecchiamento o indebolimento del gancio: l'automazione elettronica di cui sono dotati gli Etr non consente al macchinista di sbagliare. E se e errore umano c'é stato, è di chi ha sbagliato a progettare o a programmare e controllare la manutenzione. A questo punto chiederemo all'autorità giudiziaria di accertare quale sia la verità. Siamo costretti a denunciare questi episodi dal silenzio dei funzionari aziendali con i quali abbiamo tentato un approccio costruttivo per difendere la nostra sicurezza e quella dei viaggiatori". De Angelis ha anche detto che l'Etr 500 che ha "perso" alcuni vagoni è "il numero uno, cioé il primo costruito, che è stato restaurato negli arredi, verniciatura e software, ma ristrutturato soprattutto nell'aspetto estetico e modificato per l'alta velocità".(ANSA).
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19 luglio 2008
     Fs: incidente Milano, agira' contro chi ha diffuso allarmismi

ROMA (MF-DJ)--Le Ferrovie dello Stato affermano che e' falso quanto denunciato dai delegati delle RSU/RLS dell'assemblea nazionale dei ferrovieri in merito all'incidente dell'Eurostar di Milano e quindi saranno adottati immediati provvedimenti disciplinari. Dal momento che le loro dichiarazioni gettano ombra sull'operato dell'azienda, le Ferrovie dello Stato procederanno anche dal punto di vista giudiziale.
L'azienda spiega che "in una manovra sbagliata, il personale di macchina, mentre interveniva da una parte del treno il sistema frenante, attivava contemporaneamente un'accelerazione contraria cosicche' uno dei ganci, sollecitati in modo improprio, si e' rotto".
Le Fs aggiungono che "mai la sicurezza e' stata messa in discussione perche' i treni sono progettati da almeno 150 anni con il sistema di frenatura continua (condotta in pressione lungo tutto il treno) affinche' proprio nei casi in cui il convoglio per una qualsiasi causa dovesse spezzarsi, il risultato sarebbe quello di una immediata e contemporanea frenatura di ognuna delle due sezioni, in perfetta sicurezza". Fs, si legge ancora sulla nota, "non puo' accettare basse strumentalizzazioni che ne compromettano la credibilita'".
(fonte: borsaitaliana.it)
22 luglio 2008
Milano C.le
Si spezza un altro Eurostar. Secondo incidente in pochi giorni.
Milano, 22 luglio 2008 - Questa notte ancora un Eurostar, il treno 9452, si è spezzato. E' successo sempre a Milano nel tragitto dalla stazione alle officine. La dinamica sembra la stessa dell`incidente di pochi giorni fa (quello dello scorso 14 luglio). Il gancio di un Palermo-Milano arrivato a mezzanotte e 5 minuti, ormai senza passeggeri a bordo e diretto dalla stazione Centrale al deposito Martesana, si è spezzato tra il vagone 9 e il 10 dopo che, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe scattato il freno di emergenza nella locomotiva di coda per cause ancora da accertare. A riferirlo è Ezio Gallori della rivista dei macchinisti 'Ancora in Marcia' e leader storico dei macchinisti.
"Non è possibile che in così breve tempo si siano verificati due incidenti potenzialmente così gravi; le preoccupazioni espresse pochi giorni fa dai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza erano evidentemente fondate e le Ferrovie dovrebbero prenderle seriamente in considerazione, anziché minacciare quei lavoratori che, preoccupati per la sicurezza di viaggiatori e ferrovieri, informano su simili fatti".
In questo momento precisa Gallori "mi risulta che è in corso una riunione tra il dirigente del Trasporto passeggeri e le organizzazioni sindacali della Lombardia. Mi auguro che i sindacati sappiano prendere tutte le misure del caso e non tentino di far passare in sordina quanto sta accadendo".
Ma le Ferrovie dello Stato forniscono la loro versione: ''Il fatto, del tutto analogo a quello dello scorso 14 luglio, è avvenuto anche questa volta per una mancata osservanza delle procedure operative da parte del personale che, in partenza verso il deposito, ha attivato il dispositivo di sicurezza sulla locomotiva di coda mentre quella in testa iniziava a tirare''.
L'azienda, pertanto, fa sapere che ''questo non avrebbe mai potuto accadere in marcia e niente ha a che vedere con l'usura dei materiali''. In ogni caso, ''Trenitalia ha avviato, assieme alle normali inchieste tecniche, una indagine conoscitiva per verificare eventuali comportamenti dolosi''. ''Le Ferrovie - conclude la nota - diffidano chiunque dal fornire interpretazioni false e tendenziose rispetto all'episodio accaduto stanotte a Milano Centrale''.
(fonte: ilgiorno.ilsole24ore.com)

29 luglio 2008
Galleria S. Lucia
Linea
Napoli - Salerno

Il treno 58322 del 29 luglio 2008, alle 6:00 circa del mattino, si spezza all'interno della galleria S. Lucia, presso Salerno, per una normale frenatura. Ritardi treni e soppressioni nelle ore successive. Nessuna notizia sui giornali nazionali e regionali.
8 agosto 2008
Potenza

POTENZA – Un guasto ai freni o un problema al sistema degli scambi della linea ferroviaria: sono queste le ipotesi fatte per spiegare la corsa di un treno “impazzito” carico di rottami che stamani, a Potenza, ha percorso almeno un paio di chilometri di tratta cittadina, terminando in uno stabilimento siderurgico.
Alla fine il bilancio è stato di un “solo” ferito grave – Giuseppe Santoro, di 37 anni, addetto agli scambi ferroviari nell’azienda potentina, ora in coma nel reparto di rianimazione dell’ospedale San Carlo – con la consapevolezza che “è stata sfiorata la tragedia”.
Lo sa bene l’automobilista che, intorno alle ore 9, si trovava nei pressi di uno dei passaggi a livelli incustoditi di viale del Basento, alla periferia di Potenza.
Ha visto il treno arrivare, ha avuto la freddezza di accelerare e si è salvato: la sua auto è gravemente danneggiata. A quel punto il treno aveva già preso grande velocità.
Partito dalla stazione di Potenza centrale, con una motrice e alcuni vagoni carichi di rottami, ha sfondato il cancello di ingresso ai binari dello stabilimento potentino. Sul suo percorso si è scontrato con una motrice: dentro c'era Santoro, da 13 anni dipendente dell’impianto siderurgico. Le sue condizioni sono molto gravi.
Illese, invece, le due persone che erano all’interno del treno: si sono buttate prima del tremendo impatto. “Sono stati – hanno spiegato alcuni dei dipendenti che erano fuori dallo stabilimento – momenti terribili: abbiamo sentito un rumore fortissimo. Solitamente qui i treni viaggiano a passo d’uomo. Lo abbiamo visto arrivare. Era come un missile”.

Nello stabilimento sono poi giunti i soccorsi. Il 118 ha soccorso l’operaio, i Vigili del Fuoco hanno lavorato per ore. Il treno, infatti, ha distrutto anche alcune decine di automobili dei dipendenti e gli spogliatoi degli operai.
La produzione è stata subito interrotta. I dipendenti sono stati autorizzati a lasciare l’impianto e a anticipare le ferie che sarebbero cominciate lunedì mattina. Nei loro occhi c'era la tristezza “per un compagno di lavoro che rischia la vita” e la voglia “di capire perchè quel treno è impazzito”.
Risposte che cercano anche il ministro alle Infrastrutture, Altero Matteoli, e l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, che hanno aperto due inchieste. La terza è quella coordinata dal pm, Anna Gloria Piccininni.

Muore, a causa del trauma riportato,l'operaio Giuseppe Santoro, il giorno 14 agosto 2008.

26 agosto 2008
Linea
Roma - Napoli

(notizia apparsa su "LatinaNotizie" del 27 agosto 2008)
Formia, incidente ferroviario tra un Eurostar ed un treno merci, macchinista ferito
Pesante tubo sganciatosi dal merci impatta violentemente contro l'Eurostar
Ieri, poco prima delle 17, da un treno merci che viaggiava in direzione Roma, all'interno di una galleria tra Itri e Fondi, si è sganciato un pesante tubo di acciaio che è andato a sbattere contro la cabina di comando di un eurostar che viaggiava in direzione opposta diretto verso Taranto. L'impatto ha provocato un terribile boato nonchè la frantumazione del parabrezza dell'eurostar; frammenti di vetro sono andati a colpire al volto Raffaele I., uno dei macchinisti che era a bordo, il quale, trasportato all' ospedale Dono Svizzero di Formia, è stato medicato e gli sono stati diagnosticati 3 giorni di prognosi. Molta la paura tra i 170 passeggeri dell'Eurostar che erano diretti a Taranto e molti i disagi dovuti alle oltre 3 ore di blocco dei treni. La situazione si è ripristinata solo intorno alle 20. I passeggeri sono stati fatti salire su un intercity che li ha trasportati fino a Battipaglia, da qui Trenitalia ha provveduto a mettergli a disposizione 3 autobus con cui hanno potuto finalmente raggiungere Taranto. Trenitalia ha aperto un inchiesta interna per capire le dinamiche di questo incidente.

Leggi anche la notizia apparsa su "Latina Oggi" del 27 agosto 2008

31 agosto 2008
Vibo Valentia
Linea
Reggio C. - Salerno
(ANSA) - PALERMO, 31 AGO - Un corto circuito al pannello di controllo ha provocato un incendio su una carrozza del treno «Gattopardo» Palermo-Roma, partito venerdì alle 18.40. I 33 passeggeri a bordo, presi dal panico, nei pressi di Vibo Valentia hanno azionato il freno d'emergenza quando il convoglio si trovava in galleria, peggiorando la situazione. Il treno ha proseguito fino alla stazione di Lamezia Terme, dove alle 3 di notte i passeggeri sono stati fatti scendere e trasferiti su un autobus, che è arrivato alle 15.10 Roma, accumulando 10 ore di ritardo sulla tabella di marcia. La disavventura è stata raccontata da una passeggera, Maria Gloria Garzia, al telefono dei lettori del Giornale di Sicilia, che oggi ha pubblicato la notizia. Le Ferrovie confermano l'incidente e spiegano che ai passeggeri è stata fornita assistenza con cibo e bevande. «Purtroppo - aggiungono - Lamezia è una stazione intermedia e non c'erano vetture in sosta. È stato così chiamato il bus, cosa non facile alle 3 di notte». Ma secondo la signora Garzia, «quando il treno è partito da Palermo, sulla carrozza c'era già puzza di bruciato. Lo abbiamo segnalato agli addetti, ma il treno è comunque partito».(ANSA). 31-AGO-08 11:23
1 settembre 2008
Motta Sant'Anastasia (CT)
Linea
Catania - Palermo

(da "il manifesto" del 2 settembre 2008)
Antonio Sciotto

Nelle Ferrovie si continua a morire: ieri altre due vittime si sono aggiunte a una conta che si aggiorna purtroppo sempre più spesso. Si tratta di Fortunato Calabrese, di 58 anni, e Giuseppe Virgillito, di 35: entrambi catanesi, uno prossimo alla pensione e l'altro in procinto di sposarsi, sono stati travolti da un treno regionale mentre lavoravano sulla tratta Catania-Palermo. Dipendenti delle Ferrovie, i due lavoratori stavano intervenendo sulla linea ferrata vicino alla stazione di Motta Sant'Anastasia, paese a pochi chilometri dal capoluogo etneo: in un primo momento si è ipotizzato che indossassero cuffie antirumore, perché stavano utilizzando martelletti a compressione; questo avrebbe impedito loro di sentire il fischio di avvertimento del treno in arrivo, che li ha investiti e uccisi. Ma successivamente la procura di Catania ha smentito la notizia: i ferrovieri non indossavano cuffie, né - in questo caso la fonte sono le Fs - indumenti ad alta visibilità. Il macchinista alla guida del treno afferma di averli visti e di aver azionato il fischio, di aver anche gridato. Il problema è che la manutenzione deve essere eseguita in squadre di cinque persone, in modo che almeno due facciano da vedetta in una direzione e nell'altra, avvertendo gli altri in caso di arrivo del treno. Ma degli altri tre colleghi, ieri non sembra essersi vista traccia, anche se le Ferrovie affermano che «la squadra era a norma». Giacomo Rota, segretario Filt Cgil Sicilia, spiega che «la squadra da cui dipendono i due operai che hanno perso la vita è composta da 12 persone, ma 7 risultano "inidonee permanentemente o temporaneamente", e dunque ne rimangono soltanto 5. Perciò, se i due hanno indossato la cuffia anti-rumore, il minimo è che si aspettassero di essere avvertiti dell'arrivo del treno. E perché invece questo non è avvenuto?». Il sospetto, fortissimo, è che i due operai fossero stati mandati a lavorare da soli. «Il fatto è che le Ferrovie di Moretti, in Sicilia tagliano i servizi con l'ascia - spiega il sindacalista Cgil - Nell'ultimo anno abbiamo perso il 30% delle linee a lunga percorrenza: da Ragusa a Palermo ci metti 7-8 ore, da Catania a Palermo 4-5. Per tre mesi non è stata sostituita una nave traghetto rotta, e per attraversare lo Stretto i passeggeri hanno dovuto caricarsi i bagagli in spalla». «E' un deserto infrastrutturale - conclude Rota - Ci dicono che devono tagliare perché in Sicilia viaggia poca gente. Ma è ovvio che pochi utilizzano i servizi, se l'efficienza è questa: è un cane che si morde la coda. Se hanno licenziato De Angelis, che denunciava carenze di sicurezza sugli Eurostar, figurarsi cosa vediamo sulle linee regionali». Nel gennaio di 2 anni fa, sono morti altri due ferrovieri siciliani, sullo Stretto. Oltre all'inchiesta aperta dalla magistratura di Catania, le Ferrovie hanno avviato un'indagine interna, e il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ha annunciato l'invio di ispettori ministeriali. Le Ferrovie si difendono dalle accuse: «La squadra che doveva effettuare i lavori sui binari - dichiarano era composta da 5 persone: il preposto, responsabile del cantiere, e 4 addetti. La squadra di lavoro aveva quindi una composizione a norma e coerente con l'entità e la tipologia delle attività da eseguire, ed era stata dotata di tutto l'equipaggiamento e le attrezzature necessarie». L'azienda aggiunge che «i due operai Calabrese e Virgillito, per cause in corso di accertamento, si trovavano a circa 200 metri dalla zona di lavoro dove erano i loro colleghi, quando sono stati investiti dal Regionale 3832». «Bisognerà capire quale fosse la natura dell'intervento, in che condizioni stessero lavorando - spiega Francesco Battiato, della Cgil di Catania - Adesso dobbiamo stare vicino alle famiglie dei due operai e assicurarci che abbiano il giusto sostegno». Da Roma arriva la solidarietà dei delegati alla sicurezza: «L'investimento dei due colleghi di Catania - spiega Mauro Evangelisti, Rls ferrovie di Roma - appare come la fotocopia di quello avvenuto nel novembre del 2006 nei pressi della stazione di Monterotondo a Roma, in cui perse la vita il ferroviere Massimo Romano; anch'egli fu travolto da un treno mentre era all'opera con un martello pneumatico, senza che vi fosse in atto la prevista organizzazione della protezione. A distanza di due anni su quell'incidente l'azienda non ha ancora fatto chiarezza». «Come possiamo pretendere che i lavoratori di Catania e i loro delegati obiettassero qualcosa all'azienda in merito alle loro condizioni di lavoro se chi mette in evidenza rischi per la sicurezza subisce ritorsioni che possono arrivare al licenziamento?», si chiede Dante de Angelis, il macchinista licenziato a ferragosto per essersi espresso sul problema degli Eurostar spezzati. «Con le cuffie antirumore lavorare sui binari vuol dire solo una cosa: morte certa».

Muoiono gli operai Fortunato Calabrese e Giuseppe Virgillito.

3 ottobre 2008
Stazione di Firenze Castello

(ANSA) - FIRENZE, 3 OTT - Si chiamava Alessandro Marrai l'operaio delle Ferrovie morto ieri sera nei pressi della stazione di Castello, alle porte di Firenze, travolto da un carrello per la manutenzione. Marrai, 50 anni, originario di Pistoia ma residente a Prato, stava lavorando insieme ad altri due colleghi, entrambi rimasti feriti, nell'area della costruzione del così detto 'scavalco di Sesto Fiorentinò. Anche i due feriti, tutti dipendenti di Rfi, sono residenti a Prato. Si tratta di Alfio Bardelli, 52 anni, originario di Monte San Savino (Arezzo) e di Andrea Tomberli, 32 anni. Il più grave è Bardelli che avrebbe riportato l'amputazione di un piede. Secondo una prima ricostruzione i tre operai, che facevano parte di una squadra di manutenzione ordinaria, arrivati sul posto a bordo di un carrello, poco prima delle 23, erano scesi e avevano iniziato a lavorare sulla massicciata. Improvvisamente lo stesso carrello si è mosso e li ha travolti: in quel tratto la linea ferroviaria è in leggera salita. Sul posto anche questa mattina gli uomini della Polfer e il magistrato per cercare di capire l'esatta dinamica e perchè si è mosso il carrello. (ANSA)

Muore l'operaio Alessandro Marrai

Feriti gli operai Alfio Bardelli e Andrea Tomberli

6 ottobre 2008
Mazara del Vallo (TP)

ROMA, 7 OTTOBRE (Apcom) - Scontro tra treno e una automobile in Sicilia dove ieri sera alle 21.20 il treno regionale 8680 delle 20.20 Trapani- Castelvetrano, in transito per Mazara del Vallo, all'altezza del passaggio a livello di via Madonna del Paradiso, ha investito un'Opel Corsa guidata da un pensionato 80enne del luogo, rimasta in panne mentre attraversava i binari. L'anziano, nonostante l'accensione del semaforo rosso e l'attivazione delle sbarre mobili, aveva tentato di attraversare il passaggio a livello nonostante l'arrivo del treno fosse imminente, senza però riuscirci, dato che la macchina si è spenta proprio in fase di attraversamento, rimanendo quindi intrappolata tra le sbarre. L'uomo è riuscito ad abbandonare l'abitacolo e oltrepassare le sbarre, ma il treno non è riuscito a frenare del tutto la propria corsa e ha investito l'auto, che è stata spinta verso l'esterno e ha divelto una sbarra mobile che a sua volta ha colpito il conducente alla mano sinistra. L'anziano è stato trasportato all0ospedale civile dove gli è stata riscontrata una contusione con sospetta frattura giudicata guaribile in 6 giorni di prognosi. Nessuno tra i passeggeri del convoglio rimaneva ferito.
Il treno ha riportato delle lievi striature ed introflessioni alla parte anteriore, mentre l'autovettura delle profonde ammaccature alla parte posteriore. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Mazara del Vallo. Le Ferrovie dello Stato hanno riattivato il normale traffico stradale e ferroviario dopo un'interruzione di 30 minuti circa.
07/10/2008

14 ottobre 2008
Stazione di Rovereto

Poco prima che l’Interregionale 2262 arrivasse in stazione a Rovereto qualcuno si è accorto di quell’uomo che non dava più segni di vita. Polfer e 118 sono subito intervenuti sul vagone fermo al binario, ma purtroppo in vano. Inutile anche l’atterraggio dell’elicottero nel piazzale dello scalo merci. La lunga rianimazione non ha riportato in vita il 52enne macchinista veronese che, da passeggero, stava raggiungendo Bolzano per prendere servizio.
(fonte: l'Adige)

Muore il macchinista...

13 ottobre 2008
Ponte Lambro (MI)
Ferrovie Nord
Atto vandalico in una galleria, treno deraglia a Ponte Lambro
Sbarre di ferro e grate di cemento, portate vie da un vicino cantiere e lasciate di traverso sui binari. Solo per un caso, l'atto vandalico sulla linea tra Asso e Milano non ha provocato una tragedia: un treno delle Ferrovie Nord è deragliato poco dopo le 18.30 in una galleria nel territorio di Ponte Lambro, in provincia di Como, con a bordo oltre duecento persone. Il macchinista non ha potuto evitare l'impatto con le grate lasciate sui binari.
(fonte: www.milano.repubblica.it)
31 ottobre 2008
Lodi
Linea
Milano - Roma

MILANO - Una ragazza di 17 anni è stata investita dall'Eurostar AV 9444 partito da Roma e diretto a Milano. La giovane sarebbe stata vista all'ultimo momento dai macchinisti, in mezzo ai binari, all'ingresso nella stazione di Lodi, un tratto in curva. Non è chiaro se sia trattato di un incidente o di un gesto deliberato. Il corpo della giovane è stato trascinato e straziato. Il treno era partito dalla capitale alle 15.30. L'incidente, avvenuto poco prima delle 20, ha obbligato il convoglio ad una sosta di circa due ore e un quarto. Per i rilievi del caso alle 20.40 è stata tolta tensione in entrambe le direzioni, e di conseguenza la linea tra Roma e Milano via Lodi è rimasta interrotta in entrambi i sensi di marcia. Ora la circolazione ferroviaria è stata ripristinata e l'Eurostar è giunto regolarmente a Milano.
(fonte: repubblica.it)

Muore una viaggiatrice.

27 novembre 2008
Stazione di
Napoli C.le

Un operaio di una ditta che effettua lavori per conto delle Ferrovie dello Stato è morto folgorato mentre eseguiva dei lavori nella stazione centrale di Napoli.
Ciro Cozzolino, 31 anni, stava eseguendo lavori di manutenzione nei pressi del binario 19 quando è rimasto folgorato da una scarica elettrica mentre si trovava ad un'altezza di 4-5 metri. Inutili i soccorsi da parte del personale del 118 che ha tentato di rianimarlo. Praticamente illeso un altro operaio.
Sul posto, oltre al 118 sono intervenuti i vigili del fuoco e agenti della Polfer. L' operaio lavorava per una ditta appaltatrice esterna di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS), impegnata nel rinnovamento della linea di alimentazione elettrica dei treni, non interessata dal 10 settembre dalla circolazione ferroviaria, in quanto sono in corso lavori ai marciapiedi a servizio dei binari 18 e 19. Rfi ha aperto un'inchiesta per accertare l'esatta dinamica dell'incidente.
(fonte: ANSA.it)

Muore l'operaio Ciro Cozzolino.

14 dicembre 2008
Stazione di Livorno C.le
Nella notte fra il 13 ed il 14 dicembre 2008, in stazione di Livorno C.Le è avvenuto uno scontro fra due treni in manovra. Nell'incidente – senza conseguenze per le persone coinvolte – una carrozza Media Distanza è andata semidistrutta mentre la locomotiva E464 206 ha riportato danni alla cabina di guida principale.
Guarda alcune foto dell'evento.
17 dicembre 2008
Arce (FR)
Linea
Roccasecca - Avezzano

FROSINONE - Nessuna persona è rimasta ferita nell'incidente ferroviario verificatosi stamani alle 6.30 nel Frusinate. Lo rende noto un portavoce delle Ferrovie dello Stato, aggiungendo che a bordo del convoglio si trovavano due passeggeri, entrambi rimasti illesi. In un primo momento era stato detto che nel deragliamento erano rimaste ferite cinque persone. Il treno che è deragliato nel Comune di Arce (Frosinone) è a tre vagoni e stava percorrendo la tratta Roccasecca-Avezzano. A causa di un masso sull'unico binario dove stava transitando il convoglio, c'è stato un deragliamento tra i comuni di Roccasecca e Fontana Liri Inferiore. Tanto spavento per i due occupanti del trenino, ma nulla di grave neppure per macchinista e controllore. I due, sotto choc a causa dell'inclinamento della carrozza, sono stati visitati dai sanitari del 118 e poi, non avendo riportato ferite, sono stati riaccompagnati a casa.
Nicola Grauso, macchinista di Trenitalia, rimasto lievemente ferito, racconta all'Agi quanto accaduto: "Avevo da poco lasciato la stazione di Arce, diretto verso quella di Fontana Liri Inferiore, quando, subito dopo una curva, mi sono trovato davanti lo smottamento franoso e il masso, dal diametro di circa un metro". "Fortunatamente - prosegue - andavo molto piano, visto le pessime condizioni atmosferiche, ma purtroppo non ho potuto fare niente per evitare l'impatto. Il treno ha trascinato in avanti il masso per una ventina di metri. Siamo tutti illesi e questa è l'unica cosa che importa".
L'incidente è avvenuto in località Pozzo Caronte, a poche centinaia di metri dalla stazione ferroviaria di Fontana Liri Inferiore. A prestare i primi soccorsi al macchinista e al passeggero di nazionalità marocchina rimasti coinvolti nell'incidente è stato Giovanni Bianchi, un uomo che vive a venti metri dalla tratta ferroviaria insieme alla moglie.
"Abbiamo sentito un boato e abbiamo creduto che fosse il vento forte - spiega Bianchi - ci siamo affacciati e invece abbiamo udito delle voci e come dei lamenti. Siamo usciti all'esterno di casa e abbiamo visto il treno con la seconda carrozza perpendicolare nella scarpata.
Abbiamo immediatamente allertato i soccorsi e siamo andati a dare aiuto alle persone. Un incidente che poteva trasformarsi in una tragedia ma che fortunatamente si è risolto in modo meno drammatico".
La linea ferroviaria Roccasecca-Avezzano, che nulla ha a che vedere con la tratta Roma-Napoli, collega la zona della Marsica, in Abruzzo, con l'alta Ciociaria e il Cassinate. Composta da un unico binario, viene percorsa ogni giorno da sei trenini che in entrambe le direzioni finiscono la loro corsa nelle stazioni di Roccasecca e Avezzano. Solitamente utilizzata dagli studenti e dai pendolari, è considerata una delle più antiche d'Italia. La caduta massi è uno dei problemi che da sempre vengono segnalati dalle varie categorie di sindacati. Nonostante la messa in sicurezza dei costoni di montagna, infatti, spesso accade che nel periodo invernale i binari vengano occupati da massi e piccole frane.
(fonte: www.repubblica.it)

Leggermente ferito il macchinista Nicola Grauso

17 dicembre 2008
Stazione di Napoli Centrale

(ANSA) - NAPOLI, 19 DIC - È morto all'ospedale Loreto Mare di Napoli, due giorni dopo il ricovero per le gravi ferite riportate, Umberto Gambino, un operaio di 35 anni, di Pollena Trocchia (Napoli), caduto da un'impalcatura mentre stava effettuando lavori ad un quadro elettrico all'interno della Stazione ferroviaria centrale di Napoli. Gambino aveva riportato fratture in varie parti del corpo. Le sue condizioni si sono aggravate fino alla morte. L'operaio lavorava per una ditta che opera in subappalto. «In questa vicenda - dice Vincenzo Barbato, segretario regionale della Fiom della Campania - ci sono ancora molti aspetti da chiarire. Non ci sono informazioni certe, se Gambino sia morto per la caduta dall'impalcatura o perchè, come ci riferiscono altre voci, gli sia piombato addosso un quadro elettrico molto pesante. Non si sa nemmeno con precisione il binario dove è avvenuto l'incidente».(ANSA).

Muore l'operaio Umberto Gambino

 Anno
2007 Incidenti = 17 Macchinisti
morti = 2
Macchinisti
feriti = 5
Altri ferrovieri
morti = 4
Altri ferrovieri
feriti = 19
Viaggiatori
morti = 1
Viaggiatori
feriti = 2
2 aprile 2007
Pescara

Il 2 aprile, poco prima delle 6, una squadra dei vigili del fuoco di Pescara e' intervenuta presso la stazione centrale per un incidente ferroviario: un locomotore trainante un treno merci era infatti fuoriuscito dai binari, finendo la corsa su un binario morto dopo aver urtato un palo della linea ferroviaria.
I due macchinisti, feriti in modo non grave sono stati estratti dal locomotore dalle squadre dei vigili del fuoco intervenute ed affidati alle cure dei sanitari.
Sulle cause dell'incidente sono in corso accertamenti.
Fonte: vigilfuoco.it
Per vedere alcune foto:
http://www.vigilfuoco.it/notiziario/galleria.asp?codnews=3030
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PESCARA. Un’accelerata, poi il botto. Erano in due, solo i macchinisti, su quel treno che ha rischiato di cadere giù dal parapetto e di volare su via Forca di Penne, prolungamento di via Ferrari. Il locomotore da 150 tonnellate si è schiantato contro un palo della linea elettrica che ne ha frenato la corsa. Erano le 5,32 e sotto, in strada, non passava nessuno. Solo per miracolo non si è verificata una tragedia. Un treno merci diretto a Torino di Sangro per caricare i furgoni Ducato della Sevel è deragliato subito dopo essere ripartito dalla stazione di Pescara centrale. Due i feriti.
Si tratta dei macchinisti Leonardo Arminio, di 52 anni, di Pescara, e Antonino Pensabene, di 56 anni, di Ortona, medicati in ospedale per ferite non gravi. L’incidente ha in un primo momento paralizzato e poi rallentato il traffico lungo la linea ferroviaria, che ha ripreso a funzionare a pieno regime solamente dopo mezzogiorno. Sull’episodio sono state aperte due inchieste: una della magistratura e una, interna, di Trenitalia.
LO SCHIANTO. Proveniva da Modane (Francia), era transitato per Ancona ed era diretto allo snodo di Torino di Sangro il treno merci, locomotore e una serie di carrelli pianali vuoti, che si è fermato per il cambio dei macchinisti alla stazione di Pescara centrale. L’incidente è avvenuto alle 5,32 a meno di un chilometro dalla partenza, in direzione Sud, verso la stazione di Portanuova. Il treno, partito dal quarto binario, è finito nel tronchino di sicurezza che è stato travolto e trascinato per diversi metri. La corsa è proseguita fino a un palo che sostiene la linea elettrica di quel binario e funge da ancoraggio per quella degli altri. Nell’urto i fili sono stati agganciati. Il locomotore, con dentro i due macchinisti feriti, è rimasto, poi, impantanato nel pietrisco e si è quasi spezzato in due. Per un caso fortuito non ha divelto la recinzione di metallo a metà tra il sottopassaggio di via Teramo e quello pedonale, attraversati ogni giorno da centinaia di persone in macchina e a piedi.
LE IPOTESI. La principale è quella dell’errore umano. Il treno, secondo i primi accertamenti, sarebbe scattato col segnale di un altro binario (il terzo) e, come avviene nei casi di partenza sbagliata, è entrato in funzione il sistema di sicurezza dei binari non confluenti che l’ha convogliato sul cosiddetto tronchino. Tuttavia il treno, a causa della velocità oppure di un guasto ancora da accertare, lo ha travolto e trascinato fino a impattare contro il palo della linea elettrica. È stato proprio il palo a impedirgli di cadere sulla strada sottostante.
IL RECUPERO. Oltre 50 persone tra agenti Polfer, vigili del fuoco, dipendenti e tecnici di Trenitalia e Rfi (Rete ferroviaria italiana) sono state impegnate nelle complesse operazioni di ripristino della linea elettrica, della completa funzionalità dei binari e, infine, del recupero del locomotore, avviato con la sistemazione di una gru di grosse dimensioni per agganciarlo. Sul posto, fin dai minuti immediatamente successivi allo schianto, presente anche l’ingegnere Alberto Cialone capo dell’unità territoriale della Rfi. Anche l’assessore al Traffico Armando Mancini ha seguito alcune fasi dei lavori.
I RITARDI. Nelle prime due ore dopo l’incidente il traffico ferroviario si è praticamente bloccato. Alcuni treni sono stati cancellati, altri hanno accumulato ritardi, come il Bolzano-Lecce, fermato 80 minuti in stazione. A metà mattinata è stato ripristinato il binario bloccato lato mare, alle 12,30 è stato riattivato il secondo.
IL PRECEDENTE. Alcuni anni fa, nello stesso punto, si verificò un incidente analogo con un treno passeggeri.
L’INTERROGAZIONE. Il capogruppo della Dc per le Autonomie alla commissione trasporti della Camera, Giampiero Catone preannuncia un’interrogazione.

Feriti i due macchinisti Leonardo Arminio e Antonino Pensabene

6 aprile 2007
Stazione di Terni

Schiacciato dalla ruota di una locomotiva. E' morto ieri, nella stazione ferroviaria di Terni, Franco Mariani, 57enne sposato con tre figli. Il terzo morto sul lavoro in tre settimane nella provincia di Terni. Dipendente di Trenitalia Cargo (la divisione delle ferrovie che gestisce il trasporto merci), Mariani faceva il manovratore; predisponeva cioè le locomotive per il trasporto merci. Uomo «espertissimo» lo descrivono i colleghi, impegnato nel «lavoro che faceva tutti i giorni».
Le dinamiche del tragico incidente, accaduto nella prima mattinata, sono ancora in corso di accertamento. Alle 6,45 circa, Franco Mariani stava eseguendo la manovra di aggancio di due vagoni per la composizione di un treno merci. Un lavoro manuale, che nelle (poche) locomotive ammodernate si esegue automaticamente. Dalle prime ricostruzioni sembra che Mariani sia stato investito da un vagone del convoglio che si è mosso, finendo sotto la ruota.
Un macchinista, in ferrovia, non muove la locomotiva senza avere avuto il via libera da parte di chi, a terra, predispone i vagoni. Sembra che Mariani avesse dato indicazione al macchinista di spingere i carri. Un malinteso? Che l'uomo non abbia calcolato il tempo? O che si sia trattato di una «manovra al volo?».
«Le morti sul lavoro non sono mai frutto di una fatalità - dice sgomento Cipriano Crescioni, responsabile della sicurezza per la segreteria provinciale della Cgil - Le condizioni di lavoro anche nelle Ferrovie non sono sicure». Dalla scarsità di mezzi di locomozione idonei, che costringe i lavoratori a caricare e scaricare in continuazione, in tempi rapidi e perciò più rischiosi. Alle stesse zone di lavoro lungo i binari dove, tra pietre e ciotoli, «è facile cadere». Infine, la carenza di organico: «Il volume dei traffici - spiega ancora Crescioni - è aumentato, ma i lavoratori che vanno in pensione non vengono rimpiazzati». Soltanto a Terni, per l'attività e la movimentazione di treni «servirebbe il doppio del personale».
Le stesse squadre di manovra - denunciano i lavoratori - sono spesso sottodimensionate. Oltre all'operatore di macchina, dovrebbero essercene tre a terra. Ieri a Terni, sembra che la squadra fosse al completo, ma al lavoro su più di una linea.
«Le Ferrovie non sono più un'isola felice - denuncia Dante De Angelis, dell'Assemblea nazionale dei ferrovieri e dei delegati alla sicurezza - E il governo, trattandosi di un'azienda pagata dalla collettività, dovrebbe imporre regole più severe». Il 13 aprile i lavoratori delle Ferrovie sciopereranno contro il nuovo piano Fs. A Terni manifesteranno di fronte alla stazione: «Vogliamo chiamare tutta la città ad una sensibilizzazione sul tema della sicurezza - conclude Crescioni - perchè gli incidenti hanno a che fare con la degenerazione culturale del lavoro nella nostra società».
(Sara Farolfi - il manifesto)

Muore il manovratore Franco Mariani

Terni
16 aprile 2007
Terni - Erano su due binari diversi, ma l'intercity Tacito 580 Terni-Milano e un treno merci fermo nella stazione umbra si sono urtati. Cinque dei 70 passeggeri sono stati trasportati in ospedale per ferite lievi, ma sono stati subito dimessi. Saranno gli accertamenti di polizia ferroviaria e Fs a chiarire dinamica e cause dell'impatto. L'incidente è avvenuto intorno alle 5,20 a circa 200 metri dallo scalo. In un punto dove l'intercity, appena partito, viaggiava a 25 chilometri l'ora. Fermo da venerdì scorso su un binario di servizio, accanto a quello utilizzato per il traffico passeggeri, c'era un treno merci composto da 15 vagoni con acciaio destinato all'Ast. Uno dei carri a circa metà della fila si è però spostato, finendo con due ruote sulla massicciata. Come e perché sia successo non ancora chiaro. Tra le ipotesi quella di un problema al sistema frenante.
Cinque feriti lievi Nello stesso punto ieri sera era passato senza alcun problema lo stesso intercity Tacito giunto a Terni da Milano. Stamani, invece, la motrice ha urtato il vagone merci finito fuori dalla sua normale sede. Grazie al suo peso non è deragliata. Uno spigolo del carro ha colpito anche la prima carrozza dell'Intercity, mandando in frantumi i finestrini e provocando danni alla fiancata per una cinquantina di metri. Grazie alla velocità ridotta e all'attivazione della frenata rapida da parte del conduttore, il treno si è subito fermato. I passeggeri sono scesi tutti autonomamente, seppure visibilmente spaventati, dalla carrozza interessata dall'incidente e lo stesso hanno fatto gli altri. Due donne, una di Terni, l'altra di Rieti, e tre uomini, due ternani e uno di Aosta, sono stati medicati in ospedale e subito dimessi con prognosi da tre a sette giorni. Quelli che non sono dovuti ricorrere all'assistenza medica sono invece ripartiti per Milano con altri mezzi messi a disposizione dalle ferrovie.
Ripresa la circolazione Bloccato per diverse ore il traffico ferroviario nella stazione di Terni con le Fs che hanno messo a disposizione dei passeggeri dei convogli regionali degli autobus navetta per Spoleto. Gli eurostar tra Roma e Ancona sono stati deviati per Terontola e la loro circolazione è ripresa verso le 9,30 e anche il traffico regionale è in via di normalizzazione. Nella stazione di Terni il 6 aprile scorso un manovratore di Trenitalia cargo, Franco Mariani, 57 anni, era morto travolto da un vagone di un treno merci durante una operazione di aggancio al convoglio. Sabato i sindacati avevano tenuto una manifestazione nello scalo per sensibilizzare sui temi della sicurezza.
(fonte:www.ilgiornale.it)
17 aprile 2007
Reggio Emilia
Linea
Milano - Bologna
REGGIO EMILIA - Alle 2,40 di questa notte, un deragliamento di due carri di un treno merci, avvenuto vicino alla stazione di Reggio Emilia per cause in corso di accertamento, ha bloccato la circolazione ferroviaria sul tratto di strada ferrata, tra Reggio Emilia e Modena, sulla linea Milano - Bologna. Per queste ore i treni in transito fra Bologna e Milano utilizzeranno percorsi alternativi.
Un comunicato delle Ferrovie dello Stato dichiara che non risulta alcun danno alle persone.
(fonte: globalpress.it)
6 giugno 2007
Sestri Levante
(Genova)

È stato riavviato soltanto nel tardo pomeriggio di ieri il traffico ferroviario interrotto fin dalla mattinata a Sestri Levante per uno scontro tra due carrelli adibiti alla manutenzione. Nel violento urto sono rimasti feriti in modo lieve i due operai che li stavano conducendo.
Le conseguenze si sono sentite sulla linea ferroviaria Genova-Roma che è rimasta bloccata in entrambe le direzioni, creando notevoli disagi sia alle linee locali sia a quelle nazionali e internazionali.
L’incidente è avvenuto intorno alle 10,30. Per una qualche manovra errata, sulla quale stanno indagando i tecnici delle Ferrovie, i due carrelli si sono trovati contemporaneamente sullo stesso binario e l’urto è stato inevitabile e piuttosto violento. Fortunatamente i due operai non hanno riportato grossi traumi e sono stati subito trasportati presso l’ospedale di Lavagna dove i medici hanno riscontrato ferite guaribili in pochi giorni.
Il problema maggiore a quel punto era di togliere dai binari i due grossi carrelli in quanto bloccavano la circolazione. In un primo tempo è stato richiesto l’uso di un sollevatore, ma quando il mezzo è arrivato ci si è resi conto che il lavoro da fare andava ben oltre le sue potenzialità. Infatti la gru mobile non è riuscita a portare via dai binari nemmeno uno dei due carrelli. A quel punto, dopo diversi tentativi, è stato necessario chiamare un secondo sollevatore, notevolmente più grande. Intanto un servizio di pulman collegava le stazioni di Spezia e Riva Trigoso per limitare i disagi.
Questo, però, ha comportato altri ritardi. Infatti prima si prevedeva di riaprire la Genova-Roma tra le 14,30 e le 15, ma l’intoppo tecnico ha fatto slittare la riapertura di almeno due ore. In definitiva, quindi, lo sgombero dei binari è avvenuto poco prima delle 18, con tutto quello che ne consegue. Per cui soltanto in serata il traffico è ripreso più o meno regolarmente. (Fonte: www.ilgiornale.it)

Scarica l'articolo apparso su "Il secolo XIX" del 7 giugno 2007

Rimangono feriti 3 operai.

15 giugno 2007
Macomer (NU)
Ferrovie della Sardegna

Nuoro Grave incidente tra un treno passeggeri e un merci delle Ferrovie della Sardegna.Immagine dell'incidente di Macomer
Disastro e morte sul treno sardo.
Doveva essere una vacanza. Si è trasformata in un incubo. Mark Howard, un giovane turista canadese, ha visto morire fra le sue braccia la fidanzata Anne Elizabeth Beaver nel disastro ferroviario di ieri mattina sulla linea delle Ferrovie della Sardegna tra Nuoro e Macomer. Nello scontro tra un treno passeggeri e un treno merci hanno perso la vita tre persone e altre otto sono rimaste ferite. Sino all'ultimo momento Mark non ha voluto lasciare la mano della sua compagna, morta per un forte colpo alla testa. Solo quando i soccorritori lo hanno sedato sono riusciti a fargli allentare la stretta e a farlo salire sull'ambulanza che lo ha accompagnato all'ospedale di Oristano, dov'è in osservazione per un forte stato di shock. Oltre ad Elizabeth Beaver, i morti sono il macchinista del treno passeggeri, Cosimo Serra, e un disabile, Bachisio Arca, che andava a lavorare a Macomer, in una coop che impiega lavoratori diversamente abili.
Lo scontro è accaduto poco dopo le sette, in un punto dove solo una tragica coincidenza ha fatto convergere i convogli nello stesso momento. Solo cinquanta metri prima o cinquanta metri dopo i macchinisti si sarebbero potuti vedere e avrebbero fatto a tempo ad azionare il freno di emergenza. Invece, come hanno raccontato i superstiti, uno dei quali, Maria Antonietta Bicchiri, dipendente delle Ferrovie della Sardegna, viaggiava sul treno merci che si è scontrato col treno passeggeri diretto da Nuoro a Macomer, nessuno si è accorto di niente. «Ho sentito solo un forte, terribile botto e sono stata scaraventata a terra. Avevo dolori in ogni parte del corpo - ha detto la donna - e non riuscivo a muovermi. Solo quando sono arrivati i soccorsi, mi hanno spostata e portata in ospedale». Mentre i soccorritori prestavano le prime cure ai feriti, qualcuno tentava pietosamente di allontanare Mark Howard da Elizabeth. Inutilmente. L'uomo, sempre in inglese e con qualche parola stentata in italiano, cercava di spiegare a tutti che doveva riprendere il viaggio. Quel passaggio in treno loro due l'avevano preso solo per poter vedere uno dei tratti più caratteristici delle linee ferroviarie sarde, per poi, eventualmente, ripetere il percorso sulle strade campestri che toccano la zona archeologica di Santa Sabina e il nuraghe di Birori, alla cui altezza è avvenuto lo scontro mortale.
Molto severi i commenti dei colleghi di lavoro del macchinista morto nello scontro. Su questa linea, hanno detto i rappresentanti sindacali dei ferrovieri, non c'è sicurezza. A Birori e Bortigali hanno tolto il capo stazione e il semaforo, in caso di errore umano, non serve ad evitare gli incidenti. La linea ferroviaria Nuoro-Macomer è rimasta praticamente nelle stesse condizioni di quando fu realizzata alla fine dell'Ottocento, con binari a scartamento ridotto.
Dopo la tragedia di ieri, il problema della sicurezza delle ferrovie sarde viene rilanciato dai segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil: Giampaolo Diana, Mario Medde e Francesca Ticca. «Da tanto tempo - dice Diana - non si interviene con azioni mirate». «Potenziare il sistema dei trasporti su ferro e renderlo sicuro - aggiunge Medda - è un'esigenza prioritaria». Per Francesca Ticca «la rete ferroviaria in quella zona va totalmente rifatta, perché incidenti di questo tipo non devono piùaccadere». «Ancora un incidente ferroviario dagli esiti drammatici», nota la segreteria nazionale della Cgil. «La qualità del servizio - denuncia il sindacato - sta peggiorando esponenzialmente. Le linee nelle aree a domanda debole, date in concessione come nel caso diquelle della Sardegna, sono statee abbandonate a se stesse. Mancano le risorse finanziarie per garantire standard adeguati e le norme sulla liberalizzazione del trasporto ferroviario aggiungono ulteriore allarme».
Il ministro dei trasporti Alessandro Bianchi ha annunciato che sull'incidente indagherà una commissione di inchiesta. Il presidente della Regione Soru chiede che le ferrovia passino sotto il suo controllo: «E assolutamente necessario che il governo affidi subito le linee alla Regione e che ci venga data immediatamente la possibilità di nominare un nuovo commissario perché vengano fatti i nuovi investimenti».

Renato Soru Ridateci la linea.
«E' una delle linee ferroviarie abbandonate senza investimenti dalla gestione governativa da moltissimi anni. Un patrimonio in totale abbandono, con il servizio che non viene più svolto o è svolto malissimo. Eravamo nel giusto quando chiedevamo digestirlo noi e di riavere il patrimonio delle Ferrovie della Sardegna e delle Ferrovie meridionali sarde». Così il presidente della Sardegna Renato Soru.
(fonte: il Manifesto, 16 giugno 2007, C. Co.)

Altre foto da www.corriere.it

Muore il macchinista Cosimo Serra, i viaggiatori Elisabeth Beever e Bachisio Arca.

Feriti i macchinisti Claudio Bellucci, Michele Tronci, i ferrovieri Claudio Muroni, Davide Gimelli, la viaggiatrice Maria Grazia Carai.

2 luglio 2007
Marcallo (MI)
Linea AV
Milano - Novara

Un operaio impegnato nella costruzione della linea AV Milano-Novara precipita da un palo nei pressi di Marcallo. Trasportato all'Ospedale, muore per le ferite riportate.

Muore un operaio.

7 agosto 2007
Stazione di
Milano Centrale
A Milano un macchinista di 48 anni ha perso il piede destro e parte di quello sinistro, in un incidente avvenuto mentre stava assistendo alla manovra per l'allineamento di alcune carrozze ad un locomotore. Improvvisamente, per cause che sono ancora al vaglio degli inquirenti, è scivolato cadendo sotto il treno in manovra. - ha commentato il segretario regionale della Fit Cisl Dario Ballotta - Tutto è invece dipeso da una scatola contro la quale il manovratore ha urtato la testa facendolo cadere tra le ruote del locomotore di manovra. La pericolosità di queste scatole per la presa elettrica non posizionate fuori sagoma a lato dei binari di ricovero - ha spiegato il sindacalista - era già stata denunciata più di due anni fa dai delegati sindacali e dai rappresentanti della sicurezza della Stazione Centrale».
28 settembre 2007
Sesto Fiorentino (FI)
Linea
Firenze - Bologna

A Sesto Fiorentino un operaio del cantiere Tav si ferisce gravemente nel crollo di una impalcatura in metallo; trasportato in ospedale a Firenze, muore la notte successiva.

Muore un operaio.

4 ottobre 2007
Poggibonsi (SI)
Linea
Empoli - Siena

Poteva provocare una strage e pagherà care le conseguenze dell'infrazione di cui si è reso protagonista. Sono le 9:10 di ieri mattina e la segnalazione luminosa e sonora del passaggio a livello di Barberino Val d'Elsa entra in azione per avvertire dell'abbassamento delle sbarre per il transito del trenoregionale 11758 Siena - Firenze. Il conducente di origine ungherese di un camion con rimorchio non rispetta il codice della strada e prova a passare mentre le sbarre si stanno abbassando. L'autoarticolato è rimasto bloccato a cavallo delle rotaie proprio mentre stava sopraggiungendo il treno. Limpatto è stato inevitabile ma non fortissimo, visto che in quel tratto il treno era in decelerazione. Prova a passare mentre le sbarre si abbassano. Un'infrazione difficile anche con una macchina, figurarsi con camion e rimorchio. Probabilmente il camionista è stato anche preso dal panico. L'autoarticolato è rimasto bloccato a cavallo delle rotaie proprio mentre stava sopraggiungendo il treno. Luomo non ha neppure provato ad abbattere le sbarre per portare il camion lontano dalle rotaie, anzi è sceso dalla cabina e si è allontanato terrorizzato.
Limpatto è stato inevitabile ma non fortissimo, visto che in quel tratto il treno era in decelerazione. Il convoglio non è uscito dai binari e nessun passeggero è rimasto ferito. Il traffico ferroviario però è rimasto bloccato a lungo, fino a quando vigili del fuoco, e Trenitalia non sono riusciti a sgombrare il passaggio a livello dal camion e poi rimorchiare il convoglio ferroviario.
Quattro treni tra Firenze e Siena sono stati cancellati, per gli altri ritardi contenuti entro i 30 minuti e attivato un servizio sostitutivo con autobus. La circolazione ferroviaria fra le stazioni di Poggibonsi e Certaldo, sulla linea Empoli - Siena è stata riattivata totalmente da mezzogiorno mentre dalle 11:25 la circolazione era ripresa su uno dei due binari. Trenitalia ha attivato un servizio sostitutivo con autobus fra Certaldo e Poggibonsi.

14 novembre 2007
Stazione FS
di Taranto

TARANTO - Resterà chiusa per tutta la giornata di oggi e probabilmente anche per la giornata di domani la stazione ferroviaria di Taranto, dove ieri sera è deragliato un treno merci proveniente da Priolo (Siracusa) e diretto Brindisi, contenente cisterne di gas propilene.
I primi dieci vagoni sono stati sganciati e fatti ripartire, mentre gli ultimi quattro sono ancora fermi all'altezza del binario 7, in attesa delle operazioni di travaso del liquido contenuto nelle cisterne, che è altamente infiammabile. A quanto si è appreso, tre vagoni sono usciti fuori dall'asse; un altro è leggermente inclinato e durante la notte si è provveduto a puntellarlo per evitare pericoli.
Per provvedere alle operazioni di bonifica e messa in sicurezza si attendono nelle prossime ore mezzi speciali in grado di compiere il travaso del gas propilene nelle autobotti. Gli operatori alle dipendenze della ditta di Bari che avrebbe dovuto compiere queste operazioni sono impegnati - a quanto si è appreso - a Marghera (Venezia) per un corso di formazione professionale. Altre attrezzature in grado di rimuovere il gas contenuto nelle cisterne si trovano a Roma, Milano e Potenza. Dopo aver svuotato le cisterne, una gru dovrà riallineare i vagoni usciti fuori asse sui binari.
Intanto, Trenitalia ha aperto un'inchiesta interna e ha messo a disposizione dei viaggiatori mezzi sostitutivi su gomma fino a Potenza e Metaponto. Le cisterne sono intatte, non ci sono perdite di gas, ma è pericoloso avvicinarsi e non possono passare treni perché anche una scintilla potrebbe provocare un incendio on una esplosione. Le forze dell'ordine hanno fatto evacuare la stazione e anche le abitazioni circostanti. Sul posto, ieri sera, sono giunti anche il prefetto Alfonso Pironi e il questore Gian Carlo Pozzo. E' stato escluso l'atto doloso.
Probabilmente a provocare il deragliamento è stato uno smottamento del terreno in corrispondenza del binario 7. Il materiale trasportato dal treno merci era diretto allo stabilimento Enichem di Brindisi.
(fonte: www.ansa.it)

14 novembre 2007
Genova Sampierdarena

Muore un macchinista, in seguito ad un malore.
Mercoledi 14 u.s. intorno alle ore 21 circa il collega macchinista Cordara Franco dell'impianto Cargo di Novi San Bovo mentre era alla guida del treno 54331/2 in stazione di Genova Sampierdarena accusava un malore. Il suo collega di turno, accortosi del malore, decideva di continuare la corsa del treno per altri 300 metri circa per fermarsi all'altezza dell'ingresso del Deposito Locomotive di Genova Rivarolo.
Qui, auto-medica e ambulanza, preventivamente allertati, potevano facilmente prestare soccorso.
Nonostante gli sforzi dei soccorritori del 118, il collega purtroppoè deceduto quasi subito.

Muore il macchinista Franco Cordara

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Di seguito riportiamo un commento dell'RLS Giovanni Papi di Trento.
Riflettiamoci sopra.
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SULLA MORTE NON SI DOVREBBE MAI POLEMIZZARE......
VOGLIO PERÒ PENSARE AD UN TRENO AD AGENTE UNICO (anzichè a doppio agente) DOVE IL CAPOTRENO NON È IN GRADO DI CONDURRE IL TRENO IN UN PUNTO FACILMENTE RAGGIUNGIBILE DAI SOCCORSI.
PURTROPPO IN QUESTA PARTICOLARE SITUAZIONE NÈ IL TEMPESTIVO INTERVENTO DEL COLLEGA NÈ L'IMMEDIATO INTERVENTO DEI SOCCORSI HANNO POTUTO SALVARE LA VITA DEL NOSTRO CARO COLLEGA FRANCO CORDARA.
É UN DOVERE COMINCIARE A PENSARE ALLE CONSEGUENZE CHE NEL TEMPO POTRÀ AVERE L'AGENTE UNICO OGGI E L'AGENTE SOLO DOMANI.
BUON LAVORO - PAPI
(RLS) Trento

15 novembre 2007
Valmadrera
Lecco

Scontro fra treni a Lecco: forse errore umano.
(AGI) - Lecco, 16 nov. - Un errore umano. Questa l'ipotesi che sembra prevalere per dare una prima spiegazione all'incidente ferroviario avvenuto nella tarda serata di ieri nei pressi della stazione di Valmadrera, vicino a Lecco, dove sono rimaste ferite sette persone, una delle quali in modo piuttosto grave tanto da essere ricoverata all'ospedale 'Manzoni' di Lecco con prognosi riservata. Questa mattina tecnici delle Ferrovie, che apriranno un'inchiesta interna, dei Vigili del fuoco e inquirenti hanno compiuto un sopralluogo per ricostruire la dinamica: l'impatto e' avvenuto fra due treni adibiti alla manutenzione dei binari. Uno era in fase di manovra nei pressi della stazione, mentre l'altro proveniva da Lecco e viaggiava a una velocita' di circa 40 chilometri orari. Nel violento impatto sono rimasti feriti cinque operai a bordo dei convogli, un macchinista e un altro dipendente delle Fs che si trovava a terra ma piuttosto vicino al punto dello schianto. Il tratto di linea ferroviaria Lecco-Molteno Monza, da diversi giorni e' interessato da lavori che vengono eseguiti in notturna per consentire libero movimento ai treni cantiere i cui macchinisti avrebbero dovuto comunicare tra loro via radio ogni spostamento.
La Procura di Lecco, che ha gia' aperto un fascicolo d'inchiesta nei prossimi giorni potrebbe anche inviare alcuni avvisi di garanzia. (AGI)
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Leggi la prima relazione sull'incidente.
Per altri articoli e foto, visita www.clubtrenibrianza.com

Feriti un macchinista e altri 6 operai.

21 novembre 2007
Taranto

Un dipendente di Ferrovie dello Stato, Luciano Cito, di 53 anni, di Putignano (Bari), è morto in un incidente sul lavoro avvenuto a Taranto. Per cause in corso d’accertamento, l’uomo è precipitato al suolo da un ponteggio mentre lavorava in un capannone dell’officina di Punta Rotondella, nei pressi della stazione ferroviaria. A prestare i primi soccorsi sono stati i compagni di lavoro; poi l’uomo è stato condotto con un’ambulanza del 118 all’ospedale Santissima Annunziata, dove è morto dopo qualche ora per i traumi riportati senza riprendere conoscenza.
(fonte: www.lagazzettadelmezzogiorno.it)

Muore il ferroviere Luciano Cito.

10 dicembre 2007
Torricola (Roma)
Linea
Napoli - Roma

Apprendista ferroviere, 25 anni, travolto sui binarivauro
Stazione di Torricola, notte gelida e pioggia che intorpidisce i riflessi. Harold Anthony Forsythe, 25 anni, apprendista della manutenzione di Rete ferroviaria italiana (Rfi), forse sente arrivare il treno 9378 proveniente da Napoli e già in ritardo. Salta fuori dal binario su cui sta lavorando, ma rimane agganciato per la bretella del borsone degli attrezzi. Viene sbattuto via come un fuscello da decine di tonnellate di metallo lanciato a 170 all'ora. I compagni lo trovano ancora vivo e cosciente, ma muore poco dopo. I macchinisti non si sono accorti di nulla. E' stata la Polfer, in mattinata, ad avvertirli dell'accaduto. Nessuno aveva segnalato loro che in quel punto c'erano dei lavori in corso. Non una telefonata, né una segnalazione fisica; tantomeno l'«abbattimento del codice di binario», un segnale elettronico gestito dalla centrale che limita la velocità a 100 km orari. Comunque tanti, ma avrebbero dato ad Anthony qualche secondo in più. Certo sufficiente a far uscire dal tracciato anche quella maledetta borsa a tracolla. Del resto' tempi di lavorazione per entrare e uscire dai binari sono «tarati» sulla velocità media di un treno in quel certo tratto.
Nessuno dice nulla di più. Non si sa neppure da quanti operai fosse composta la squadra Ies (impianti elettrici di segnalamento) convocata con chiamata d'emergenza tra i «reperibili» (forse per riparare un semaforo). Di sicuro non doveva esser lui ad effettuare la mansione più pericolosa: un semplice apprendista da pochi mesi inserito al lavoro in uno dei settori più pericolosi. Pochi giorni fa martedì scorso un altro ferroviere era rimasto gravemente ferito sulla stessa tratta e con le stesse modalità: notte, pioggia, assenza di segnalazione ai macchinisti. Era più esperto 40 anni, circa ma lavorava insieme a un solo altro collega, in barba ai regolamenti che prescrivono una squadra minima di tre persone anche per riavvitare un bullone (uno esegue la riparazione, uno sta «a monte» e un altro «a valle», per segnalare l'eventuale pericolo). Portato all'ospedale Sant'Anna di Pomezia, gli avevano applicato 200 punti di sutura e bolaccato alcune costole.
«Ormai la normativa di sicurezza, in ferrovia, è di fatto abrogata» spiega Stefano Pennacchietti, delegato (Cgil) rsu della manutenzione infrastrutture Statisticamente siamo sempre in attesa che si ripetano altri incidenti». Le cause sono note: la «decimazione degli organici» per «risanare i conti di Fs» comporta numeri ridotti di personale per ogni funzione. Così, ogni normativa resta scritta sulla carta e i ferrovieri sono stati i precursori anche in materia di sicurezza, con procedure rigide puntigliosamente dettagliate. Nella pratica, però, «per non far vedere un semaforo giallo a un treno» (che significherebbe rallentarlo di forse 10 o 20 secondi) si preferisce far fare la manutenzione «in corsa». Qualche volta il macchinista riesce ad accorgersene, qualche altra gli operai sui binari fanno in tempo a scansarsi. Qualche volta no. I delegati rls e rsu coordinati nell'Assemblea nazionale dei ferrovieri iscritti a un po' tutti i sindacati presenti in Fs puntano contro i troppo accordi sindacali «stipulati in questi armi da cgil-cisl-uil-ugl-orsa e fast, che non tengono sufficientemente conto della sicurezza, ma sono sbilanciati a soddisfare le esigenze di produttività manifestate dall'azienda». Competitività e flessibilità esigono delle vittime, pare. Non è una metafora.
La lista degli incidenti tra i manutentori si va infoltendo a vista d'occhio. Solo nel lazio, nel novembre dello scorso anno era morto Massimo Romano (stava lavorando col martello pneumatico e con le cuffie in testa); nella primavera di quest'anno altro incidente moortale a Tarquinia. Un mese fa un treno ha travolto un cantiere sulla tratta Roma-Nettuno (fortunatamente una di quelle a più bassa velocità), con gli operai che sono riusciti a mettersi in salvo per un soffio. Mentre i vertici di Fs e dei «ministeri competenti» si riempiono la bocca di progetti ad «alta velocità» e tecnologie innovative, sui binari «si lavora a orecchio». L'unica misura di sicurezza di fatto sempre attiva.
(fonte: Francesco Piccioni - il manifesto, Roma - 11 dicembre 2007)
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Normative eluse e carenza del personale prevalgono sulla sicurezza. Edilizia e ferroviario pagano un alto prezzo
Lazio travolto dalle morti bianche - Il colpevole è sempre il profitto.
Il bilancio di questa settimana è davvero drammatico. Le cosiddette "morti bianche" rimangono tutt'ora un fenomeno onnipresente, nel quale ogni città e ogni categoria di lavoratori piange le proprie vittime. Lazar Costel, un operaio romeno di 29 anni è morto dopo essere caduto da un'impalcatura a sette metri d'altezza in un cantiere edile di Torvaianica. Lo stesso giorno, a Santa Palomba, un altro operaio è rimasto gravemente ferito dopo essere precipitato dal tetto di un capannone industriale. Ma gli infortuni sul lavoro non sono un primato esclusivo della cantieristica edile. La notte tra il 10 e l'11 dicembre Harold Anthony Forsythe, di appena 26 anni dipendente delle Ferrovie dello Stato ha perso la vita. Era stato improvvisamente chiamato con la sua squadra per riparare i segnali luminosi sulla linea ferroviaria nei pressi di Torricola, alle porte della capitale, ed è stato travolto dall'Eurostar 9378 proveniente da Napoli e diretto a Roma. Anthony era un apprendista, quindi era ancora impegnato nell'attività prevalentemente formativa. Quella notte era impiegato nel turno di reperibilità programmato, assegnato solitamente per un giorno alla settimana. In questi casi, la configurazione minima di sicurezza per la manutenzione dev'essere composta da un minimo di tre persone, l'avvistatore, la vedetta e l'avvisatore,
A seconda, infatti, delle caratteristiche orografiche della tratta bisogna essere in grado di segnalare alla squadra di manutentori l'arrivo del treno, con un sufficiente anticipo tale da poter sgombrare dalla linea.
L'azienda afferma che solo due persone stavano lavorando alla manutezione e mentre il giovane si spostava da un punto all'altro del binario è stato investito. Ma dal "tam tam della rotaia" trapela un'altra versione. I colleghi suppongono che Anthony fosse addirittura solo. La sua borsa si è agganciata al treno in corsa, facendolo cozzare violentemente sulla parete del vagone. Successivamente è stato trasportato all'ospedale in uno stato ancora cosciente, per spegnersi qualche attimo dopo.
Il giovane apparteneva al reparto IS, quello degli Impianti di Segnalamento, un settore della categoria tra le più sacrificate ed impegnate. Le chiamate di segnalazioni guasti sono praticamente ininterrotte e il sovraccarico d'interventi comporta una mole di lavoro notevole. Il sotto organico del personale è pari a 1/3 del numero totale degli addetti e questo comporta che tutte le figure disponibili siano impiegate da subito, specialmente nei turni notturni per sopperire a tale mancanza.
La Legge non stabilisce con precisione le mansioni da svolgere in queste circostanze, ma una cosa è certa. La figura di un "tutor", cioè di una persona con un'esperienza acquisita, dev'essere sempre presente. Tuttavia, la non interruzione della linea ferroviaria, prevale su tutto. Anche sulla normativa interna alle Rfi, che prevede l'abbattimento dei codici della velocità delle linee. In sostanza i treni dovrebbero rallentare automaticamente senza superare i 160 Km orari in corrispondenza delle tratte soggette alla manutenzione.
Ma questo non si verifica più. Perché ritardare le linee significa soprattutto incidere sulla puntualità. Eppure, la normativa IPC, (Istruzione Protezione Cantiere) del testo Unico sulle attività delle manutenzioni e infrastrutture parla chiaro. La sicurezza deve essere garantita.
Quella tragica notte il treno viaggiava alla velocità di rango prevista per quella tratta a 170 Kmh, tanto che il macchinista non si è accorto minimamente dell'impatto.
A distanza di un anno dall'episodio di Massimo Romano, un altro ferroviere morto nei pressi di Monterotondo durante la manutenzione, le "stragi bianche" continuano a ripetersi, nel mancato rispetto di normative a tuela della qualità del lavoro, della legalità dei diritti e dei controlli rigorosi sulle norme di sicurezza e sulla prevenzione. Nel frattempo di lavoro si continua a morire.
(Alessandro Ambrosin, Liberazione, 15 dicembre 2007)

Muore l'operaio Harold Anthony Forsythe

19 dicembre 2007
Letojanni (ME)
Linea
Messina - Siracusa

Deraglia un treno, ferito il macchinista
L'incidente avvenuto sulla Riviera Jonica. La causa: una frana e un albero caduto sui binari
MESSINA - È stata una frana a provocare il deragliamento della locomotiva del treno espresso 1930 "Freccia della Laguna", accaduto poco dopo la stazione di Taormina (Messina) all’altezza di Letojanni. Secondo quanto ricostruito dalla Polfer, il macchinista avrebbe visto in tempo il terriccio e un albero caduto sul binario e ha quindi azionato i freni. Il locomotore però, nonostante la tempestiva azione del macchinista, è uscito ugualmente dai binari, fortunatamente ad una velocità tale da impedire che l’incidente si trasformasse in tragedia.
PASSEGGERI - Nell’impatto infatti solo uno dei due macchinisti è rimasto lievemente ferito, mentre il resto del convoglio non ha subito alcun danno e i passeggeri sono usciti illesi. Il convoglio era partito dalla stazione di Catania alle 17.30 diretto a Venezia. La linea Catania-Messina è rimasta bloccata e i passeggeri sono stati trasbordati con i pullman sino a Messina, da dove poi raggiungeranno Villa San Giovanni, per continuare il viaggio con mezzi sostitutivi approntati da Trenitalia.
(fonte: www.corriere.it)

Ferito un macchinista.

 Anno
2006 Incidenti = 17 Macchinisti
morti = 2
Macchinisti
feriti = 3
Altri ferrovieri
morti = 2
Altri ferrovieri
feriti = 2
Viaggiatori
morti = 2
Viaggiatori
feriti =75
7 gennaio 2006
Loreto
Linea
Ancona - Pescara
Due carrozze dell'Intercity notte 784 da Crotone per Milano, sono sviate dalla sede ferroviaria a un chilometro a sud della stazione di Loreto (AN). Al momento non risulta ci siano feriti. Il treno e' stato agganciato per essere trasportato alla stazione di Porto Recanati (MC). Le operazioni sono tuttora in corso da parte della polizia ferroviaria di Ancona e dei vigili del fuoco di Civitanova Marche, di Macerata e di Osimo insieme alla squadra soccorso delle Rfi. La linea ferroviaria e' bloccata per almeno cinque ore e la Conerobus di Ancona, societa' che effettua il trasporto pubblico su delega regionale, sta effettuando il trasbordo dei passeggeri dei treni in arrivo da Sud e diretti a Nord. La corrente elettrica sarebbe stata staccata e dalle carrozze dell'Intercity fermo, molti passeggeri, a disagio per il freddo, hanno tempestato di chiamate i centralini della questura di Ancona e del 115.
(fonte. www.rainews24.it)
3 gennaio 2006
Deposito
Roma S. Lorenzo
Esplosione a bordo dell'ETR 480/35. La sera del 3 gennaio 2006 sull'ETR 480/35 del treno 9356, durante il rientro nel DL di Roma SL, dopo soli pochi minuti dalla fine del servizio viaggiatori, nella stazione Termini di Roma,  il macchinista sentiva un fortissima esplosione proveniente dalla cabina AT della BAC di coda. Fermato il treno e fatti i primi accertamenti ricoverava il materiale e chiedeva l'intervento del personale della manutenzione. La violenta esplosione ha scardinato la porta blindata della cabina AT e ha divelto alcuni pannelli del corridoio. Risultano evidenti i segni di una scarica elettrica di bassa intensità e di una fortissima onda d'urto, per lo  spostamento d'aria, che ha interessato il corridoio e l'intercomunicante. Le cause dell'esplosione sono ignote (assenza di scariche atmosferiche, guasti alla linea elettrica, ecc.) e le ricerche si concentrano sull'interruttore rapido (di particolare concezione per l'uso di un gas spegni arco) e su un condensatore filtro che risulta danneggiato.  Sono in corso accertamenti  aziendali. I lavoratori macchina e officina esprimono preoccupazione per le conseguenze che fatti del genere possono causare a viaggiatori e addetti sia in caso di esplosione che per l'eventuale presenza di sostanze tossico-nocive all'interno delle apparecchiature elettriche interessate.
Guarda alcune immagini degli effetti dell'incidente.
14 marzo 2006
Garbagnate (MI)
Linea
Milano - Saronno
(FNM)

MILANO - Un morto e tredici feriti, di cui uno in gravi condizioni. E' il bilancio dell'incidente ferroviario avvenuto attorno alle 21 fra Garbagnate milanese e Serenella. Poteva essere una strage: lo schianto è stato spaventoso, un frontale, difficile per ora stabilire le cause. Forse uno scambio non ha funzionato, forse un errore umano. Di sicuro, un altro incidente, in un periodo nero per le ferrovie italiane.
La vittima è il macchinista del Milano-Saronno partito dal capoluogo alle 20,32. Si tratta di Giuseppe Girola, di 41 anni, che abitava a Tradate, in provincia di Varese. All'ospedale di Rho è ricoverato il ferito più grave, che è il conducente del Malpensa Express che viaggiava invece in direzione di Milano.
In seguito all'impatto entrambi i convogli sono usciti dai binari e il Malpensa, sviando sulla destra, ha proseguito con alcune carrozze la sua corsa. Nella zona dove si è verificato l'incidente, la ferrovia passa a poca distanza dalle case in una zona dove ci sono prevalentemente villette. Per fortuna nel primo vagone del Milano-Saronno c'era solo il povero conducente, altrimenti le vittime sarebbero state molte di più.
I vigili del fuoco e i numerosi soccorritori hanno ispezionato alla luce di potenti lampade portatili i rottami per assicurarsi che nella prima carrozza dell'omnibus, quella che appare più danneggiata (il resto del convoglio, altre sette carrozze, è sostanzialmente integro) non vi fossero altri corpi. Fortunatamente a bordo i due treni non erano particolarmente affollati.
Sul posto sono stati medicati e poi accompagnati verso le loro destinazioni una quindicina di persone rimaste ferite in modo leggero, che per la maggior parte hanno riportato solo contusioni lievi.
Aperte due inchieste: una giudiziaria e una interna del Gruppo Ferrovie Nord. L'operazione di sgombero proseguirà per tutta la giornata di domani, per cui non saranno operative le linee Milano-Como, Milano-Saronno, Milano-Varese-Laveno, Milano-Novara, Milano-Malpensa.
(Fonte: larepubblica.it - 14 marzo 2006)
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Scontro fra treni, Ferrovie Nord escludono il guasto tecnico
MILANO (Reuters) - I vertici delle Ferrovie Nord Milano hanno escluso oggi che un guasto tecnico abbia provocato lo scontro di ieri sera tra due treni, che ha causato la morte di una persona, il ferimento lieve di altre 13 e il blocco del traffico sulla linea Milano-Saronno almeno per la giornata di oggi.
"Dobbiamo registrare che il treno suburbano è avanzato per cause da accertare", ha detto oggi Luigi Legnani, amministratore unico di Ferrovie Nord Milano (FNM) Trasporti, lasciando intendere che l'incidente tra il treno -- vecchio di 50 anni -- e un Malpensa Express all'altezza di Garbagnate Milanese potrebbe essere stato causato da un errore umano.
"Vogliamo essere prudenti, perché non sarebbe corretto trarre delle conclusioni prima di aver esaminato tutta la documentazione e l'analisi delle scatole nere, che ora sono a disposizione degli inquirenti", ha aggiunto Legnani.
La procura di Milano ha aperto un fascicolo contro ignoti per disastro ferroviario colposo e omicidio colposo, mentre il ministero dei Trasporti ha comunicato in una nota che istituirà, d'intesa con la Regione Lombardia, una commissione d'inchiesta sull'accaduto.
Intanto per tutta la giornata la linea Milano-Saronno è stata bloccata per lo spostamento del materiale dai binari e la circolazione potrebbe riprendere domani almeno su due dei quattro binari della tratta.
"Siamo estremamente addolorati per quanto accaduto e vogliamo esprimere la nostra solidarietà alle famiglie . Il bilancio è di un morto e 13 feriti lievi, di cui 5 leggermente più gravi", ha detto Norberto Achille, presidente del Gruppo Ferrovie Nord Milano. "Stiamo lavorando per rendere la linea disponibile nel più breve tempo possibile e chiediamo scusa ai pendolari per i disagi causati".
LA DINAMICA DELL'INCIDENTE
Il Malpensa Express stava viaggiando da Saronno a Garbagnate in direzione Milano su un binario solitamente usato per i mezzi locali e non sulla linea veloce preposta, perché occupata da un altro mezzo che aveva avuto un problema tecnico, ha spiegato ancora Legnani.
Al momento dello scontro, il Malpensa Express si stava spostando sulla linea veloce, in una manovra definita di routine da Legnani, su un itinerario che viene percorso ad un massimo di 60 km orari.
Il treno suburbano, in arrivo dalla stazione di Serenella, avrebbe dovuto avere il semaforo giallo e poi uno rosso da rispettare, a significare che "il binario su cui si viaggia è occupato a valle da un altro treno", ha detto ancora Legnani, spiegando la ricostruzione effettuata fino ad ora della dinamica dell'incidente, avvenuto su "una linea ammodernata, con un adeguato sistema di sicurezza".
I vertici delle FNM hanno sottolineato più volte che -- in attesa dei risultati delle indagini -- dalle prime disamine non risultano guasti tecnici né agli scambi, né ai semafori e che l'attenzione sulla sicurezza è sempre al massimo.
Il treno suburbano che avrebbe provocato lo scontro -- il cui macchinista è morto -- fa parte di 24 treni che risalgono agli anni 50, "che sarebbero stati già accantonati" se fosse stata rispettata la consegna di nuovi 27 treni dotati di un sistema di sicurezza SCMT, prodotti da Ansaldo Breda, in ritardo di circa un anno e mezzo.
Il treno aveva a bordo solo un sistema automatico per frenare il treno in caso di malore del macchinista, in cui si registri l'assenza fisica del conducente, mentre il Malpensa Express ha a bordo un ripetitore di segnale, che riproduce sulla locomotiva i segnali dei semafori sulla rete, e che è in grado di bloccare il treno dopo il passaggio di un semaforo rosso.
"La tratta dell'incidente è la linea più trafficata della rete, con circa 500 treni al giorno", ha spiegato Marco Piuri, direttore generale di FNM. "E' la linea che per prima è stata attrezzata e ammodernata, con un adeguamento per i sistemi di sicurezza, e fa parte di un investimento totale in questi ultimi anni di 900 milioni di euro".
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Adesso, mentre la linea a quattro binari Milano - Saronno è ancora interrotta per l'incidente di ieri sera a Garbagnate, si parla di "errore umano", dell'omnibus che avrebbe superato il segnale a via impedita scontrandosi con il Malpensa Express che era in traversata dalla "lenta" alla veloce. Il treno investitore era condotto da un macchinista unico (morto nell'incidente), sprovvisto di Ripetitore Segnali ma dotato del Vigilante, un sistema di Uomo Morto che si realizza premendo il pedale: un meccanismo ed un funzionamento che si commentano da sé. Il tutto sembra incredibile, una concomitanza di condizioni negative, quanto di peggio si possa immaginare.
La linea è attrezzata con Blocco Elettrico a Correnti Codificate, dunque la presenza di RS avrebbe evitato il disastro: ma la RS sull'omnibus non c'era, troppo oneroso forse per quel materiale vetusto (740).
Sulle Nord si viaggia ad Agente Solo con l'Uomo Morto: un doppio agente senza Uomo Morto avrebbe evitato il Morto (e i feriti).
Adesso siamo qui a piangere un altro macchinista come noi, l'ennesimo che se ne è andato, vittima di un sistema che genera disastri.
L'unico errore umano è quello di non ribellarsi.

Muore il macchinista Giuseppe Girola

Ferite altre 13 persone

Per alcune foto dell'incidente, visita www.clubtrenibrianza.com
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18 luglio 2008
    (AGI) - Milano, 18 lug. - Fu l'errore umano del macchinista a provocare lo scontro mortale tra due convogli delle Ferrovie Nord Milano a Garbagnate, avvenuto la sera de 14 marzo del 2006. Per questa ragione, il Pm, Nicola Piacente, ha chiesto l'archiviazione dell'indagine sulla vicenda, escludendo qualsiasi falla nel sistema di sicurezza. La richiesta di archiviazione e' stata, pero', impugnata dai familiari del macchinista, Giuseppe Girola, di 41 anni, che mori' nello scontro. Girola guidava un Omnibus partito dalla stazione di Milano-Cadorna con destinazione Saronno. Secondo la Procura, il macchinista non si sarebbe accorto di un semaforo rosso e si scontro' il Malpensa Express.
(fonte: agi.it)

14 marzo 2006
Garganico (BA)
Linea Adriatica

Un operaio delle Ferrovie dello Stato, Luigi Roca, di 49 anni, dell'Unità Territoriale Manutenzione di Foggia di RFI, è morto la notte tra il 13 ed il 14 marzo travolto dal treno ICN 784 nei pressi di Rignano - Garganico al Km 516 dell'Adriatica .
L'uomo era appena sceso da una macchina "rincalzatrice" sulla tratta ferrata, quando per circostanze in corso d'accertamento della polizia ferroviaria, è stato investito dall'IC Lecce-Milano.
Inutile ogni soccorso, Roca è morto sul colpo.
Da informazioni assunte tra il Personale di Condotta ed il Personale di Bordo in servizio sulla tratta interessata quella notte, Rete Ferroviaria Italiana ha con sollecitudine riattivato la circolazione treni sul binario libero con ordine di ripetuti fischi e velocità non superiore a trenta Km/h dal Km 517 al 515 per presenza di personale estraneo alla ferrovia quando al km 516 c'era un solo uomo con una lanterna bianca, l'altro era coperto con un telo sulla massicciata quasi sotto la matisa.
Dopo qualche km un paio di ferrovieri con i giubbini rifrangenti percorrevano il binario o forse un inesistente sentiero, provenienti da Rignano per raggiungere il posto della sciagura.
Non sono state viste tabelle "S" o "C" atte a sollecitare attenzione ai macchinisti dei treni in corsa per presenza di cantieri in linea.

Muore l'operaio Luigi Roca

1 maggio 2006
Stazione di
Roma Termini

Termini, treno fuori dai binari.
È tornata alla normalità ieri mattina la circolazione ferroviaria intorno alla stazione Termini che aveva subìto rallentamenti, con ritardi anche di un' ora e mezzo, dopo l' incidente avvenuto lunedì, alle 13.20, quando tre carrozze dell' Intercity 586 Napoli-Milano erano uscite dai binari poco dopo Porta Maggiore. Per alcune ore quattro binari sono stati chiusi al traffico e i convogli in partenza sono stati dirottati alla stazione Tiburtina. Nell'incidente di lunedì una passeggera è rimasta leggermente contusa.
(fonte: www.archiviostorico.corriere.it)

Ferita una viaggiatrice

3 maggio 2006
Stazione di Cosenza
Mercoledì pomeriggio un treno merci è deragliato, per cause in corso d' accertamento, nella stazione di Vaglio Lise a Cosenza. Il macchinista che ha fatto appena in tempo a gettarsi dal convoglio è rimasto illeso. Il locomotore, a cui sembra non abbiano funzionato i freni, è caduto nella scarpata oltre il binario morto su cui manovrava, sfondando il respingente di fine corsa e trascinandosi dietro un paio di vagoni. Sull' incidente indaga la Polfer. Il treno merci che e' deragliato, nel momento nell' incidente, si trovava su un binario di manovra. L' incidente, dunque, non ha provocato conseguenze per il traffico ferroviario, che si sta svolgendo regolarmente. Secondo quanto si e' appreso, l' incidente sarebbe stato provocato dalla rottura dei freni del locomotore, che, privo di controllo, e' deragliato, finendo in un scarpata insieme ad un carro, mentre il resto del convoglio e' rimasto sui binari. Il macchinista del treno, L.M., di 36 anni, ha fatto in tempo, prima che il locomotore finisse nella scarpata, ad aprire lo sportello ed a gettarsi dal convoglio. La caduta non ha provocato alcuna conseguenza per il macchinista. In serata le Ferrovie dello Stato, in un comunicato, hanno riferito che l' incidente accaduto a Cosenza e' avvenuto all' interno dello scalo merci dell' area di Vaglio Lise. Nell' incidente, sempre secondo quanto riferito dalle Ferrovie, e' rimasta coinvolta una tradotta di manovra, il mezzo che viene utilizzato per lo spostamento di vagoni e carri merci, e non un locomotore. Sull' incidente, al fine di accertarne le cause, le Ferrovie hanno avviato un' indagine tecnica.
(fonte: www.nuovacosenza.com)
11 maggio 2006
Bardonecchia (TO)
AV Val di Susa

Una corsa impazzita da Bardonecchia fino a Chiomonte. Trenta chilometri senza freni, a 120 orari in discesa, senza possibilità non solo di fermarsi, ma anche soltanto di rallentare la velocità che cresceva di secondo in secondo. Poi schianti a raffica, binari distrutti, fiamme, e una vittima: Luka Milinkovic, 35 anni, macchinista del treno senza controllo, origine croata, residente ad Ancona.
Così, ieri verso le 17, un locomotore giallo con tre vagoni di una società privata che sta eseguendo lavori nel tunnel del Fréjus ha seminato una scia di disastri lungo e fuori la linea dell’Alta Valsusa. Disastri e morte.
All’origine della tragedia, un problema all’impianto frenante che collega il locomotore, il badone, al resto del convoglio che avrebbe dovuto essere «ricoverato» in deposito a Bardonecchia. Guasto di cui Milinkovic si è reso subito conto, e subito ha cercato di frenare una corsa che diventava invece sempre più spedita. Il treno non ha risposto ai comandi, ha iniziato un viaggio non previsto, il macchinista ha lanciato l’allarme, ha provato e riprovato a frenare mentre la motrice coi tre convogli accelerava in discesa. Inutile. Disperato, Milinkovic si è sentito perso, e quando ormai la velocità del treno gli pareva incontrollabile e il destino segnato ha deciso di cercare la salvezza con un gesto disperato, l’unico possibile: oltrepassata la galleria che conduce al Ponte della Comba Scura, dopo Exilles, si è lanciato sulla massicciata. Ma il suo tentativo di salvezza si è trasformato in tragedia: l’uomo ha colpito con la testa la ringhiera del ponte ed è morto sul colpo nell’impatto.
«Poteva essere una strage», dice adesso l’assessore ai Trasporti della Comunità Montana, Giorgio Bortolucci. E non è la solita frase fatta. Poteva davvero essere una strage, oltre questa morte: il treno dei lavori in corso ha superato, durante il suo viaggio incontrollato, due passaggi a livello aperti, e prima di incendiarsi, fermandosi, ha provocato una lunga serie di danni sopra e oltre la massicciata. L’ultimo dei tre carrelli, che trasportava una cisterna con polvere di cemento, si è sganciato dal convoglio alle porte di Chiomonte ed è finito oltre le protezioni della linea ferrata, nel giardino della villetta di Clemente Molino, in via Gaiet 11. Si è ribaltato, squarciato, parte del cemento è stata proiettata nel raggio di diversi metri, fino a colpire la fiancata di un’altra casa vicina, quella dei fratelli Remofil.
Senza il terzo carrello, la velocità del treno impazzito - e anche senza più macchinista - è cresciuta ancora. Anche il secondo carrello, con a bordo un elevatore, si è sganciato, ha abbattuto un traliccio dell’alta tensione che alimenta la linea aerea dei pantografi. Poi il badone, con l’ultimo rimorchio, si è infilato come una scheggia in stazione. A questo punto, parte delle griglie elettrosaldate utilizzate per realizzare basi di cemento (a bordo di quest’ultimo carrello) si sono mosse, alcune hanno toccato terra sollevando le pietre lungo i binari. Sassi sono schizzati come proiettili in stazione e oltre, fin sulla strada: due persone sono rimaste lievemente ferite.
«E’ un miracolo che non ci siano altri morti», commenta più di un soccorritore. Dieci minuti prima non sarebbe finita così: «A Chiomonte, sul binario 4, si è fermato il regionale per Bardonecchia - riferisce un ferroviere in stazione -. Sono scese numerose persone». Bersagli viventi per quelle pietre schizzate ovunque.
La corsa impazzita e l’incubo sono finiti poche centinaia di metri dopo la stazione: la motrice, rimasta agganciata a un solo carrello, ha preso fuoco. Si è fermata.
Le ricerche del macchinista sono iniziate immediatamente: due elicotteri hanno sorvolato i 30 chilometri di tragitto, si sono abbassati e di nuovo alzati alla ricerca di un corpo che è stato trovato verso le 18 sul Ponte della Comba Scura. Il cadavere di Milinkovic.
La linea ferroviaria da e verso Modane è interrotta. Due le inchieste aperte: è possibile che, nella fretta, non sia stato collegato l’impianto frenante di tutti i carelli. Certo è che «il problema della sicurezza - dichiara Mauro Poggio, Cgil trasporti - è un nodo costante nel trasporto ferroviario, che il sindacato ha più volte sollevato. Ci sono molte aziende che lavorano in appalto, e come in tutti gli altri settori ci domandiamo se l’appalto garantisca sempre le condizioni di sicurezza necessarie».
(fonte: www.lastampa.it)

Muore il macchinista Luka Milinkovic

12 maggio 2006
Pavia
La mattina del 12/05/2006 un macchinista alla guida del locomotore, in testa ad un IR per Milano, poco prima di Pavia, s'è sentito male.
Ha perso i sensi accasciandosi sul banco del 656. Il secondo agente, accortosi dell'accaduto, prontamente ha sollevato dai comandi il socio adagiandolo sulla sedia e mentre prendeva la guida del treno che continuava il suo viaggio, avvertiva telefonicamente il 118.
In arrivo a PV c'era già l'ambulanza sul marciapiede in attesa. I sanitari intervenivano e rianimavano lo sfortunato collega rimasto in arresto cardiaco per diversi minuti e ricoverato in prognosi riservata ed attualmente in coma.
I complimenti al collega, secondo agente, che ha saputo gestire benissimo e con estrema professionalità, una situazione così drammatica salvando di fatto la vita del socio.........
ecco il doppio agente e il vacma a cosa servono....
come sarebbe stata gestita la situazione con lo stesso materiale rotabile ma senza il secondo agente?
In caso di malore del macchinista con materiale ordinario (come in questo caso), essendo il macchinista solo in cabina (attualmente non è ammesso) sarebbe intervenuto qualche sistema di controllo (SCMT per supero velocità massima e/o mancata captazioni del codice RSC e/o mancato input vigilante), ma non ci sarebbe stata nessuna possibilità di soccorrerlo in tempo utile...
Con materiale leggero o E.464:
- senza il CT in cabina: stesso discorso di sopra;
- con il CT in cabina quest'ultimo avrebbe al massimo frenato il treno in linea... e quindi addio soccorso in tempi rapidi...
Però in quest'ultima situazione, se il CT fosse stato capace di condurre il treno e si fosse preso la responsabilità, avrebbe potuto fare ciò che ha fatto il secondo agente prima di Pavia.
17 maggio 2006
Motta di Livenza
Linea
Treviso - Portogruaro
Verso le 1.00, deragliato vicino Motta di Livenza un vagone merci, sulla Treviso-Portogruaro.
Situazione ripristinata la mattina successiva, intorno alle 7.
16 maggio 2006
Roncafort
(TN)
Il 16 maggio 2006, ennesimo incidente a Roncafort.
Una serie di 9 carri rottami per la Valsugana, si è messa in movimento sul binario 7 lato sud dello scalo: si tratta di uno dei tre binari passanti non ancora attivati, che vengono utilizzati come tronchi per lo smistamento/sosta dei carri.
Tali carri, dapprima hanno divelto due rudimentali traversine in legno (spazzate via come niente) messe in mezzo alle rotaie, poi hanno forzato un paio di scambi in uscita, infine accelerando vistosamente (asta di manovra cortissima e soprattutto in discesa!!!) hanno divelto il paraurti finendo in aperta campagna.
La stessa cosa è successa qualche mese fa con dei carri intermodali.
Era appena entrato il treno locale 52955 (per fortuna era un treno da nord altrimenti lo centravano in pieno), quando si è visto dei carri muoversi: si è capito subito cosa stava per succedere anche perchè quel lato dello scalo è deserto e tutte le operazioni si svolgono a nord: un boato e un carro che finisce nella buca portandosene dietro un altro.
E' probabile, visto che da Verona erano appena arrivati altri rottami, che abbiano appoggiato i carri sullo stesso binario, senza accorgersi che davanti i primi stavano prendendo velocità.
Il vero colpevole è comunque chi ha progettato uno scalo con le pendenze sbagliate: a Trento non è mai successo nulla di questo genere, anche lanciando carri carichi in velocità si fermavano sempre appena trovavano la contropendenza, al massimo finivano sugli scambi.
Sarebbe anche ora di completarlo lo scalo prima che succeda un'altra volta!!
Perchè Roncafort non è stata progettata come stazione di smistamento quando di fatto assolve anche queste funzioni?
Ci sono 10 treni/giorno che vanno formati/smistati o è un'illusione?
Perchè quando hanno soppresso lo Scalo Filzi hanno parlato di trasferimento delle attività a Roncafort, visto che non è idonea a ciò?
Non è che il vero problema era quello di abbandonare in fretta e furia Trento Scalo per lasciare mano libera al Comune e alle sue speculazioni edilizie?
Perchè lo scalo non è ancorta completato, nonostante da 1 anno siano pronti i segnali per l'ingresso/uscita dai binari 6 7 8? Forse perchè si sono accorti che 9 binari tronchi sono troppo pochi per riuscire a contenere contemporaneamente:
billette Rezzato, rottami Valsugana, carri VR, carri BZ, carri Rovereto, scarico legname Trento, carri Whirlpool, vuoti pietrisco, pietrisco carico, vuoti Bondeno/Forlì, carico Bondeno/Forlì: da soli fanno più di 9 e non si conta che per molte destinazioni (Valsugana e Whirlpool in primis) vengono occupati 2/3 binari!
16 maggio 2006
Castelfranco Emilia (MO)
Linea
Bologna - Piacenza

Operaio travolto e ucciso da treno merci nel modenese. Stava svolgendo lavori modifica impianti trazione elettrica.
(ANSA)  Un operaio salernitano di 50 anni, Mario Cairone, residente a Verona, e' stato investito e ucciso da un treno merci nel modenese. A Castelfranco Emilia sulla linea Bologna-Piacenza ci sono lavori in corso e uno dei binari e' interrotto, l'operaio, secondo le Ferrovie, si sarebbe trovato dopo mezzanotte sul binario in esercizio al momento del passaggio del treno merci. La circolazione e' stata interrotta su entrambi i binari fino alle 2.30 del mattino.

Muore l'operaio Mario Cairone

19 luglio 2006
Linea
Bari - Foggia
BARI - Un incendio si è sviluppato ieri sera su un treno locale di Trenitalia, in servizio tra Foggia e Bari, il numero 12501. Secondo i vigili del fuoco, le fiamme hanno distrutto la 'pilotina', una motrice posta in coda al treno, e l'ultimo vagone. Dopo che il treno è stato fatto fermare alla fermata della zona industriale di Bari si sono sviluppate le fiamme che, secondo i vigili del fuoco, hanno provocato panico tra i viaggiatori, inducendoli a gettare bagagli dai finestrini e a tentare di calarsi fuori senza usare le uscite dei vagoni.
Per Trenitalia, la situazione era sotto controllo e non si sono avute scene di panico. Ad ogni modo, al 118 - servizio di emergenza sanitario - non sono giunte, a quanto si è saputo dagli operatori del servizio, richieste di soccorso.
Il treno regionale era partito da Foggia alle 21.38. A qualche distanza dalla stazione di arrivo - quella di Bari centrale - era stato notato fumo che usciva dall'ultimo vagone.
A quel punto, secondo Trenitalia, la decisione di far fermare il convoglio in una stazione periferica per evitare rischi per le persone. Dei sette viaggiatori che erano sul treno due sono state accompagnate a casa da parenti, altre cinque da tassisti chiamati dalle Ferrovie dello Stato.
(fonte: www.repubblica.it)
8 settembre 2006
Mellitto (BA)
Linea
Bari - Matera

BARI. La terribile coincidenza. Alle 9,20, un chilometro da Mellitto, una stazioncina ferroviaria. Un Tir carico di legname ha cominciato a ondeggiare, ha urtato il guard rail finché l’autista ha perso il controllo precipitando giù dal cavalcavia. Un volo di venti metri. Il Tir si è schiantato sui binari pochi minuti prima che arrivasse il treno regionale Bari-Matera. A un chilometro da Mellito, la terribile coincidenza. Lo schianto: il treno contro il Tir.
E’ morto l’autista del Tir, Aziz Mautazzaki, marocchino, 38 anni. Sessantuno i feriti. Dopo l’urto, il treno ha trascinato per qualche decina di metri il camion, si è piegato sul lato sinistro infilandosi in una nuvola di polvere e di trucioli. Il Tir, carico di legname e scarti di lavorazione di un salottificio, era partito da Matera. Anche il treno. Partiti in Basilicata, si sono incrociati in Puglia, a Mellito, una ventina di chilometri da Bari, nonostante qualcuno abbia tentato disperatamente di evitare l’incidente.
Una persona si è accorta del Tir, e lungo i binari ha cercato di segnalare al macchinista del treno in arrivo la presenza del mezzo sui binari. Il macchinista del treno regionale delle Ferrovie Appulo Lucane, Vincenzo Gimigliano, ha tirato il freno di emergenza, ma non ha potuto evitare l’impatto. Nulla da fare per l’autista del camion. Sessantuno i feriti, ma non in modo grave sul treno partito con novanta persone a bordo: contusi o colpiti dalla schegge di vetro dei finestrini in frantumi. Sono stati ricoverati negli ospedali di Altamura, Grumo Appula, Bitonto e Bari. In serata meno di dieci erano ancora i ricoverati.
Tra i viaggiatori sul treno dei pendolari e degli studenti, un trenino di due vetture appena, c’era anche una donna incinta. E’ avvenuto tutto in un attimo. Il macchinista, quando si è accorto che i binari erano ostruiti e ha visto la sagoma di una persona che muoveva le braccia per segnalare un pericolo, ha tirato il freno di emergenza uscendo immediatamente dalla cabina dando uno spintone al capotreno affinché si allontanasse dal punto in cui più forte si sarebbe avvertito l’urto.
Il colpo è stato violento e, mentre il convoglio trascinava per decine di metri il Tir, una nuvola di trucioli, polvere, terra e vetri inondava il treno. «Abbiamo urlato, chiesto aiuto, non sapevamo che fare» racconta una donna che indossa il collare ortopedico, e Ronsagela, una ragazza di ventisei anni aggiunge: «Ero in piedi, sono finita con violenza contro un sedile. Mi sento fortunata, è finita bene».
Quando il portellone si è aperto, i feriti hanno trovato le ambulanze, i vigili del fuoco, la protezione civile. Sull’incidente la magistratura ha aperto un’inchiesta, coordinata al sostituto procuratore Isabella Ginefra. Resta da chiarire perché il Tir sia precipitato sui binari. Si ipotizza un guasto meccanico, un cedimento del mezzo, ma non può escludere un malore del conducente o che il carico eccessivo possa avere provocato lo sbandamento. Dopo avere caricato a Matera il legname sul camion dell’azienda per la quale lavorava, l’autista Aziz Mautazzaki aveva imboccato la statale 96 che incrocia la linea ferrata delle Ferrovie Appuro Lucane e a un tratto, in Puglia, la scavalca con il sovrappasso.
In questo punto il Tir, dopo una sbandata, ha divelto il guard rail finendo di sotto. Il treno è arrivato poco dopo. Dopo le stazioni di Altamura e Pescariello, ha infilato la curva a sinistra che attraversa il sottopasso. Qualche attimo di terrore e poi lo schianto. La statale è rimasta chiusa per alcune ore, fino al pomeriggio, mentre per la rimozione del convoglio e il ripristino della linea ferroviaria saranno necessari un paio di giorni. Il traffico dovrebbe riprendere normalmente lunedì. La polizia sta tentando di ricostruire la vicenda anche grazie al racconto dei testimoni. Clicca qui  leggere la notizia dalla fonte ( www.lastampa.it) + le foto dell'incidente.

Muore il camionista Aziz Mautazzaki

19 settembre 2006
Castelguelfo (PR)
Linea
Bologna - Milano

L'intercity 506 proveniente da Bari, che viaggiava sulla Milano-Bologna, ha travolto un camion rimasto intrappolato in un passaggio a livello a Castelguelfo, tra Parma e Fidenza. Il camionista alla guida del tir non è riuscito a far passare interamente il camion prima che le sbarre del passaggio a livello si abbassassero. L'uomo è riuscito a fuggire e mettersi in salvo prima dell'arrivo del treno. Purtroppo però è morto un suo collega, Luca Fazzoli, 30 anni (di Calvisano, Brescia), sceso dal suo camion per aiutarlo.
Infatti, mentre il primo correva in mezzo ai binari nel tentativo di dare una mano all'altro conducente, il treno si è schiantato contro il rimorchio del camion. Questo ha schiacciato, uccidendolo, il camionista che stava cercando di portare aiuto. L'incidente è accaduto intorno alle 16.15 e la linea ferroviaria Milano-Bologna è stata bloccata provvisoriamente. Sul binario opposto è arrivato poco dopo un Eurostar che è finito sui rottami. L'impatto non ha avuto conseguenze serie, ma il treno si è dovuto fermare a sua volta.
Dopo le 18 è stato riaperto al traffico il binario diretto verso sud. I tecnici delle Ferrovie hanno lavorato a tempo di record e la circolazione è ripresa. I convogli hanno potuto cominciare a viaggiare nei due sensi perché la linea è attrezzata per questo scambio, anche se la circolazione alternata ha allungato i tempi di percorrenza del tratto di circa venti minuti.
Leggi la notizia anche su reggio2000.it

Muore un camionista

3 novembre 2006
Linea
Gagliano - Lecce
Ferrovie Sud Est
NEVIANO (LECCE) - Un operaio è stato investito e ucciso nel pomeriggio sulla tratta delle Ferrovie del Sud est mentre era intento a lavori di manutenzione sulla tratta Gagliano del Capo - Lecce. Si chiamava Victor Rotaro e aveva 48 anni, aveva due documenti, uno moldavo e l'altro spagnolo, viveva a Torino e lavorava per conto di un'impresa di Vercelli. L'uomo era impegnato nei lavori di manutenzione dei cavi elettrici del tratto ferroviario. L'incidente è avvenuto intorno alle 14.30, mentre l'uomo stava lavorando a ridosso del casello alla periferia di Neviano. È stato investito dalla littorina delle Sud Est, che lo ha risucchiato stritolandolo.
(fonte: www.corriere.it)
13 novembre 2006
Linea
Barletta Spinazzola

Un operaio e' morto e due sono rimasti feriti stamane, intorno alle 11.10, sulla linea ferroviaria Barletta-Spinazzola, durante lavori programmati di manutenzione.
Per cause ancora in corso d'accertamento, un carrello di servizio delle squadre tecniche e' uscito dai binari durante il rientro dal turno di lavoro. Al momento dell'incidente il traffico ferroviario era sospeso in quanto la linea era stata precentemente chiusa per eseguire i lavori di manutenzione. Il Gruppo Ferrovie dello Stato ha aperto un'inchiesta per stabilire le cause dell'accaduto.
Ha subito l'amputazione della gamba uno dei due operai feriti questa mattina sulla linea ferroviaria tra Barletta e Spinazzola, in provincia di Bari, mentre effettuavano dei lavori nel tratto tra Spinazzola e Poggiorsini. Il secondo operaio ferito ha subito una frattura a uno degli arti inferiori. La vittima, Salvatore Loglisci, 45 anni di Gravina, invece e' morta dopo aver battuto la testa per terra a causa del deragliamento. Sull'episodio indaga la Polizia Ferroviaria che conferma come a bordo del carrello c'erano solo tre persone.
Gli altri due feriti sono Renato Laronca, che ha subito l'amputazione e si trova ricoverato all'Ospedale di Andria, e Rocco De Cesare, che ha subito un trauma cranico e una frattura e si trova all'Ospedale di Canosa.
(fonte: www.notizie-online.it 
Articolo scritto da Pasquale Dibenedetto)

Muore l'operaio Salvatore Loglisci.

Feriti gli operai Renato Laronca e Rocco De Cesare.

15 novembre 2006
Monterotondo (Roma)

La mattina del 15 novembre 2006 il ferroviere MASSIMO ROMANO, muore investito da un treno, mentre lavora su un binario della linea Roma-Orte, nei pressi di Monterotondo (RM). Massimo era di Summonte, un piccolo paese in provincia di Avellino, aveva 44 anni. Lascia la moglie e due figli di 11 e 14 anni. Era dipendente di RFI da soli due anni, da quando la ditta per cui lavorava (gestione passaggi a livello) venne assorbita dalla società del gruppo FS. SpA.

Muore l'operaio Massimo Romano.

Per sapernedi più duarda la pagina web dedicata.
13 dicembre 2006
Borghetto di Avio
Linea del Brennero
Una foto dall'alto dell'incidente, scaricata dal sito della Protezione Civile di TrentoTRENTO - Tamponamento tra due treni merci, alle 5:35, a Borghetto di Avio, lungo la linea del Brennero, praticamente a cavallo tra Trentino e Veneto: due macchinisti sono morti.

"E' troppo presto per dire se si tratta di un errore umano o di un guasto tecnico", ha detto il pm di Rovereto Marco Gallina. Le vittime sono i due macchinisti del treno che ha tamponato. Si tratta di Walter Mazzi, di 51 anni, di Lugagnano di Sona (Verona), e Giancarlo Maschi, di Verona. I cadaveri sono stati trasferiti all' Istituto di medicina legale dell' ospedale di Rovereto, a disposizione del magistrato.

Secondo una prima ricostruzione, un treno merci diretto verso sud era fermo ad un semaforo rosso, quando è sopraggiunto un altro treno merci nella stessa direzione, che non si è fermato. Ai soccorritori l'allarme è stato dato dai custodi di una vicina fabbrica, ai quali si è presentato uno spettacolo drammatico, con vagoni accartocciati e parte del carico volata nella vicina campagna.

Subito - fortunatamente con esito negativo - i vigili del fuoco hanno verificato che a bordo dei treni non ci fosse materiale inquinante o pericoloso. Il traffico sulla ferrovia è stato bloccato con deviazioni verso Tarvisio o trasbordo su pullman. Bloccata per i soccorsi, con deviazioni su strade locali, anche la parallela statale del Brennero.

BIANCHI NOMINA COMMISSIONE INCHIESTA
Il Ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, ha disposto la nomina di una commissione di inchiesta per accertare le cause dell'incidente ferroviario. La commissione - fa sapere il Ministero - e' composta dal professore dell' Universita' La Sapienza di Roma, Gabriele Malavasi, in qualita' di presidente, e dagli ingegneri Gennaro Scagliarini e Pasquale Saienni, e dovra' far conoscere, entro 60 giorni, le cause dell' incidente. ''Alle famiglie dei macchinisti che hanno perso la vita, Walter Mazzi e Giancarlo Maschi - ha detto il Ministro Bianchi - desidero manifestare il cordoglio dell'intero governo e mio personale''.
(Fonte: www.ansa,it - Per le immagini, vai sul sito della Protezione Civile di Trento)
 Anno
2005 Incidenti = 29 Macchinisti
morti = 4
Macchinisti
feriti = 6
Altri ferrovieri
morti = 6
Altri ferrovieri
feriti = 6
Viaggiatori
morti = 17
Viaggiatori
feriti = 110
7 gennaio 2005
Crevalcore (BO)
Linea
Bologna - Verona

crevalcoreScontro fra un treno interregionale ed un treno merc. La nebbia che gravava sulla zona può aver inciso sul disastro: al momento dell'incidente la visibilità era inferiore a 50 metri e può aver impedito di vedere segnalazioni sulla linea. Il merci 59308 (partito da Roma e diretto a San Zeno Falzano) e il convoglio passeggeri interregionale 2225 (partito da Verona alle 11,39 e diretto a Bologna) viaggiavano su un tratto a binario unico. In una situazione del genere basta una segnalazione ignorata o non funzionate per creare situazioni di rischio con convogli che procedono uno contro l'altro. L'impatto è stato tremendo, probabilmente avvenuto ad alta velocità. L'ipotesi prevalente è che a ignorare un semaforo rosso sia stato il treno passeggeri. La motrice del convoglio dopo lo scontro è deragliata mentre la prima carrozza è stata completamente sventrata dal merci, che trasportava putrelle di ferro. Il bilancio, provvisorio, è tragico: 17 morti e una sessantina di feriti. Tra le vittime già accertate vi sono i quattro macchinisti dei due convogli. Pare che in cabina di guida fosse regolarmente attivo il dispositivo vigilante VACMA.

Muoiono i macchinisti Ciro Cucciniello, Equizio Abate, Vincenzo De Biase, il capotreno Paolo Cinti, i viaggiatori Francesco Scaramuzzino (Manovratore FS), Donatello Zoboli, Diana Baraldini, Claudia Baraldini, Daniel Buriali, Andrea Sancini, Alberto Mich, Bruno Nadali, Banka Bairam, Mario Santi, Anna Martini, Matteo Sette, Maurizio Bussolari.

Per altri articoli e foto, visita www.clubtrenibrianza.com

10 gennaio 2005
Pianello Vallesina (AN)

Il macchinista Alberto Guerro soffriva da qualche tempo di crisi depressive a seguito di un incidente ferroviario nel quale era rimasto coinvolto. E' molto probabile che il drammatico incidente di Crevalcore (7 gennaio 2005) lo abbia scosso al punto ad indurlo a togliersi la vita. E' stato infatti trovato impiccato nella sua casa.

Si toglie la vita il macchinista Alberto Guerro

22 gennaio 2005
Linea
Trento - Verona
Sfiorato il disastro. L’interregionale Trento - Verona 10939, quello che parte dalla stazione del capoluogo alle 17:30 e arriva a Verona alle 19:42, che ieri sera sarebbe dovuto arrivare alla stazione di Porta Nuova si è adagiato con la motrice e il primo vagone paurosamente piegati sul fianco sinistro. Altri due metri e sarebbe stata una tragedia; il treno avrebbe potuto rotolare giù, fino in fondo. Il macchinista Franco Gasperi di Trento è riuscito a fermare la corsa del suo treno appena in tempo; anche il capotreno Filadelfio Brancato ha fatto tutto quello che uno può fare per segnalare a Gasperi che c’era qualcosa che non andava, che tirasse il freno, subito. E per fortuna, pur nel dramma, è andata per il verso giusto. Solo un paio di poliziotti attorno al treno, pochissimi ferrovieri. Non un lampeggiante, non un mezzo dei vigili del fuoco o un’ambulanza. Pare che il treno sia uscito dal binario, perché si trovava su quello sbagliato ma i colleghi del macchinista e del capotreno, invece, hanno spiegato che, con tutta probabilità, le cose sono andate in maniera diversa. L’interregionale s’è fermato in stazione a Peri, è regolarmente ripartito, è arrivato fino in fondo al binario di raccordo con la linea. E qui è successo il guaio. Lo scambio non ha funzionato; il treno non è stato immesso sulla linea del Brennero. Ha semplicemente tirato dritto ad una velocità per fortuna ridotta, circa trenta chilometri all’ora. La motrice ha sfondato il tronchino ed è finita sulla massicciata a pochi metri dalla scarpata.
3 marzo 2005
Stazione di Roma Tiburtina
Nella notte fra il 3 ed il 4 marzo, il treno IR 2347 (Pisa - Roma. Materiale "navetta MD" con locomotiva in coda) stava effettuando un movimento di manovra nella stazione di Roma Tiburtina per essere "spostato" in un binario diverso da quello d'arrivo. Dopo la manovra di retrocessione (avvenuta con la regolare presenza in coda dei manovratori), il macchinista posiziona il treno all'altezza del segnale basso che comanda l'ingresso al binario ove ricoverare il treno. La "marmotta" è chiusa. Si apre la marmotta. Il macchinista traziona e supera la marmotta, ma dopo qualche metro il macchinista sente uno scossone. Si ferma e, affacciandosi dal finestrino, s'accorge che la locomotiva (in coda) e l'ultima vettura sono sviate. Non si conoscono ancora i motivi dell'incidente. I macchinisti (DTR Firenze) sono stati trattenuti dalla Polfer fino alle 6:00 del mattino. Solo danni all'infrastruttura.
8 marzo 2005
Linea
Lamezia TC - Reggio C. 

Urto fra due carrelli, uno lavori ed uno TE con braccio mobile. Da una prima ricostruzione, alle ore 13:30 circa, fra le stazioni di Mileto e Rosarno al Km 315 del binario dispari della linea Lamezia TC - Reggio Calabria, su un tratto di linea in discesa con visuale libera ed in aperta campagna, il carrello lavori ha urtato il carrello TE, fermo in linea per una manutenzione programmata dalle ore 12:00 alle ore 15:00. Sul carrello TE l'operaio FOTIA di Melito PS (RC) di anni 32, che si trovava sulla torretta vicino alla linea aerea, è stato sbalzato in un fossato morendo nell'impatto. L'urto fra i due mezzi a causato inoltre, il ferimento del collega Papa di Villa S.G. che ha subito l'amputazione di entrambi gli arti inferiori ed attualmente ricoverato all'ospedale di CZ, e il ferimento di altri tre operai ricoverati nell'ospedale di Gioia Tauro. Per l'impatto il giovane Fotia è stato sbalzato fuori dal carrello TE perdendo la vita nell'urto sulla massicciata, sposato di Melito Porto Salvo (RC) di anni 32, era in attesa di un figlio. Le ultime notizie sugli altri operai sono più confortanti: al collega Papa ricoverato all'ospedale di Catanzaro è stata riconosciuta una prognosi di 20 giorni, per fratture varie; ai due colleghi ricoverati all'ospedale di Gioia Tauro, i sanitari hanno diagnosticato traumi in varie parti del corpo guaribili in 30 gg. Da una seconda e più completa ricostruzione è emerso che i carrelli erano tutti e due in movimento. Sembra che la velocità e l'incomprensione di una comunicazione fra i due veicoli sia stata la causa dello scontro.

Muore l'operaio Fotia.

Feriti tre operai ed uno, Papa , in modo grave.

31 marzo 2005
Linea
Salerno - Reggio C.
Favazzina (RC)

Tre feriti e una decina di contusi: è il bilancio dell'incidente ferroviario accaduto all'l'intercity Reggio Calabria-Milano nei pressi della stazione di Favazzina, nel Reggino. Il convoglio, a bordo del quale viaggiavano oltre 200 persone, è andato a finire contro una piccola frana staccatasi dalla montagna che sovrasta la linea. Sulla zona imperversava, infatti, un forte temporale. L'incidente non ha provocato conseguenze gravi solo perché il treno non viaggiava a velocità sostenuta. I tre feriti sono due donne e uno dei due macchinisti, che sono stati portati in ospedale. Una delle donne ha riportato una frattura a una gamba, mentre l'altra e il macchinista hanno riportato contusioni in varie parti del corpo. Secondo quanto si è appreso, la massa di detriti staccatasi dalla montagna ha invaso la linea ferrata pochi minuti prima del passaggio del treno diretto a Milano. La frana ha ostruito completamente il binario nord e invaso parzialmente anche quello sud. L'impatto contro la massa di detriti è stato inevitabile. Il traffico lungo la linea tirrenica è interrotto e non si sa, quando potrà riprendere. Le Ferrovie dello Stato, per venire incontro alle esigenze dei viaggiatori e limitare il più possibile i disagi, stanno garantendo servizi sostitutivi con pullman. Il dato significativo è che il 12 maggio del 2001 nello stesso punto in cui si è verificato il deragliamento si era verificato un incidente analogo provocato anche in quel caso da un movimento franoso. In quel caso nell'incidente rimase coinvolto un treno espresso partito da Roma Termini e diretto a Reggio Calabria. L'incidente ripropone, quindi, in termini ancora più urgenti, comunque, il problema della sicurezza della linea ferroviaria nella zona tirrenica reggina a causa degli smottamenti che si verificano a ridosso dei binari, che scorrono tra la montagna da un lato e il mare dall'altro. Un problema che si pone anche per le mareggiate che di frequente provocano danni ai binari.

Feriti tre viaggiatori.

2 maggio 2005
Linea
Empoli - Siena
Poggibonsi (SI)

Molto spavento e, per fortuna, nessuna grave conseguenza per i pendolari del treno 11779 EMPOLI—SIENA, protagonista ieri pomeriggio, di un incidente tra le stazioni di Barberino e Poggibonsi. Alle 16,30 il treno diretto a Siena urta, in località Le Grillaie, un mezzo meccanico che sporge sui binari. Lo scontro è violento ma per fortuna il treno non deraglia e si ferma qualche centinaio di metri dopo. Una brusca frenata che ha colto di sorpresa i viaggiatori uno dei quali, un ferroviere di 45 anni, non in servizio, è stato ricoverato in osservazione al pronto soccorso di Campostaggia (Poggibonsi) per trauma cranico. Leggermente ferita ad una spalla anche una ragazza che tuttavia ha rinunciato alle cure dei medici. La ruspa era utilizzata dalla ditta che ha in carico i lavori per la realizzazione del raddoppio della tratta Certaldo—Poggibonsi—Siena. Il treno era partito da Empoli alle ore 15,52 e sarebbe arrivato a Siena alle 17,04. la linea ferroviaria, in quel tratto a binario unico, è rimasta bloccata per oltre un’ora per consentire ai carabinieri di Tavernelle e alla Polfer di Empoli di effettuare i rilievi. I treni hanno subito ritardi di più di un’ora.

Feriti 2 viaggiatori.

2 maggio 2005
Linea
Firenze - Borgo S.L.
Dicomano (FI)
Nella tratta fra Pontassieve—Borgo San Lorenzo della linea Firenze—Borgo San Lorenzo, una fiat 600 è finita sui binari ed è stata travolta dal treno 11990 che arrivava a velocità ridotta da Borgo S.L. La ragazza al volante (19 anni) è riuscita a scendere prima dell’arrivo del treno. Nessun ferito tra i passeggeri. 
6 maggio 2005
Pollina (PA)
Linea
Palermo - Messina

I macchinisti del treno 1924 Palermo - Roma (trainato da locomotore 656 - 028 con, in composizione, altro locomotore 656 - 043) all'uscita della galleria di Pollina, alle ore 20.30 circa, apprestandosi a transitare dalla stessa località nella tratta ferroviaria Palermo - Messina, appena finita la curva d'uscita e andati sul dritto della linea ferroviaria, effettuavano una frenatura rapida d'emergenza rilevando sulla sede ferroviaria una frana determinabile, in ipotesi, dallo smottamento del territorio adiacente alla massicciata ferroviaria non protetta (quel giorno era piovuto molto). L'inevitabile impatto con la frana, forse per la presenza del locomotore in composizione o per la friabilità della stessa, non provocava il deragliamento del treno ma vistosi e gravi danni ai locomotori e alle vetture obbligando alla soppressione del treno nella stazione di Pollina. Dai primi accertamenti effettuati dai macchinisti stessi non si rilevavano feriti tra i viaggiatori, solo un grosso spavento, anche il personale di bordo nell'immediato non accusata danni evidenti. Solo i due macchinisti accusavano forti dolori alla schiena e al bacino. Da accertamenti effettuati il 07.05.05, per persistenti ed acuti dolori al bacino, alla parte lombare della colonna vertebrale, al ginocchio sinistro e al collo, come si evince da rapporto della struttura di pronto soccorso dell'Ospedale Civico di Palermo, ad uno dei due macchinisti veniva riscontrata la frattura e la riduzione della 4 vertebra lombare che imponeva il ricovero ospedaliero per essere sottoposto ad intervento chirurgico, nel reparto di neurochirurgia, per la stabilizzazione della stessa.

Feriti i due macchinisti.

5 maggio 2005
Linea
Salerno - R. Calabria
Omignano (SA)
L'Intercity 761, diretto in Calabria, ha leggermente urtato alle prime luci del mattino in una galleria, nei pressi della stazione di Omignano in provincia di Salerno, un treno merci che marciava in senso inverso ed il cui ultimo vagone era uscito poco prima dai binari. Il macchinista del convoglio passeggeri, che non procedeva a forte velocità, è riuscito ad azionare in tempo la frenata rapida, per cui il treno si è soltanto appoggiato sulla carrozza del merci, provocando un lieve contraccolpo che non ha causato danni ai viaggiatori. Un locomotore è stato agganciato alla coda del treno passeggeri fermo in galleria per trainarlo indietro, fino alla stazione di Agropoli.
La prontezza del macchinista del convoglio passeggeri è stata provvidenziale, anche in considerazione del carico altamente pericoloso trasportato dal merci. L'essersi accorto subito, nonostante il buio della galleria, che il merci era fermo e che l'ultima carrozza aveva parzialmente impegnato i binari del lato opposto, ha forse evitato che le conseguenze dell'incidente potessero essere ben più gravi. Infatti il treno passeggeri, grazie alla notevole decelerazione, ha solo strisciato - dal locomotore fino alla quarta carrozza - l'ultimo vagone del merci. Lo sfregamento tra i due treni, essendo avvenuto a bassissima velocità, non ha provocato neppure scintille. Il traffico ferroviario è rimasto bloccato su entrambe le direttrici anche perché il treno merci trasportava prodotti chimici liquidi altamente infiammabili. I passeggeri del convoglio - alcune centinaia - hanno proseguito il viaggio a bordo di sei autobus. Il treno merci, partito dalla Sicilia, era diretto a Milano. L'Intercity proveniva da Torino ed avrebbe concluso il suo viaggio a Reggio Calabria.Il personale di Trenitalia a bordo dell'Intercity ha provvedendo a far spostare tutti i passeggeri verso la coda del treno. Sul posto sono intervenuti oltre ai tecnici dell'azienda ferroviaria, anche i Vigili del Fuoco e la polizia ferroviaria di Vallo della Lucania. I viaggiatori hanno mantenuto la calma, anche perchè si è provveduto a spiegare loro che cosa fosse accaduto e quali interventi Trenitalia abbia messo in atto per far riprendere al più presto il viaggio verso le rispettive destinazioni.
(fonte: www.salernonotizie.it) 
7 maggio 2005
Campobasso

ROMA (Reuters) - Un treno partito da Campobasso e diretto a Roma si è scontrato oggi pomeriggio con una piccola scavatrice di un privato ferma sui binari e nell'impatto è parzialmente deragliato, col ferimento lieve di un macchinista. Lo ha riferito a Reuters un portavoce di Trenitalia, la società del gruppo Fs. Il treno, ha detto il portavoce, era partito alle 16.30 dalla stazione di Campobasso, diretto nella capitale. Dopo circa un chilometro, poco prima di una galleria, il convoglio, composto da tre vagoni e su cui viaggiavano circa 40 persone, "ha impattato contro un Cat fermo sui binari" per ragioni ignote. Il mezzo era di proprietà di un privato e non aveva nulla a che fare con Trenitalia. Le prime due assi del locomotore sono uscite dai binari. I viaggiatori sono stati soccorsi e trasferiti su un pullman per proseguire il viaggio verso Roma. Nello scontro è rimasto contuso un macchinista, che è stato medicato senza bisogno del ricovero in ospedale. La linea resterà interrotta almeno fino a domani mattina, ha detto il portavoce di Trenitalia.

Ferito un macchinista.

17 maggio 2005
Quercianella (LI)
Linea
Pisa - Roma

LIVORNO. Nessun ferito ma forti disagi per il deraglia­mento, di un treno merci alla stazione ferroviaria di Quercianella. Alcuni vagoni (vuoti) sono usciti dai binari poco prima delle dieci durante una manovra mentre il treno procedeva in direzione nord-sud. Il macchinista stava conducendo il convoglio spostandosi dal primo al secondo binario (quello centrale) per dare una precedenza. La motrice è passata, il primo vagone pure. Ma il secondo, il terzo e il quarto sono andati fuori dalle rotaie.
(fonte: il Tirreno)

27 maggio 2005
Linea Novate (FNM)
Novate FNM: un operaio che lavora sulla banchina muore investito dal Malpensa Express.

Muore un operaio.

27 maggio 2005
Linea
Parabiago
Parabiago: un treno regionale investe, ferendola, una persona in stazione.

Ferita una persona.

27 maggio 2005
Linea
Bergamo - Ponte SP

Tragedia sfiorata e momenti di paura, sulla linea ferroviaria Bergamo-Ponte San Pietro, e traffico nel caos con code fino a Ponte, per un incidente avvenuto al passaggio a livello nel tratto che dalla Briantea porta al centro commerciale di Curno, nei pressi del Centro «Zebra». Verso le 9.30, un treno, partito dalla stazione di Bergamo e diretto a a Milano-Porta Garibaldi sulla linea Bergamo-Monza, ha speronato un furgone frigorifero, devastando la parte posteriore. Il conducente che è uscito illeso dallo schianto, si era azzardato ad oltrepassare il passaggio a livello, facendo la gimcana tra le due semibarriere. Proprio nel momento dell'attraversamento è sopraggiunto il regionale 5042. L'elettromotrice ha centrato in pieno la parte posteriore del furgone, un automezzo con cella frigorifera di una ditta di Lallio, attrezzato per il trasporto di pesce, che è stato scaraventato oltre i binari. Fortunatamente, per il conducente del furgone, non è stata danneggiata la cabina di guida. Meno fortunato, invece, uno dei macchinisti: nell'impatto, è andato in frantumi il cristallo della elettromotrice, e le schegge gli hanno procurato diverse ferite, sia pure lievi.
Ha subito danni anche l'elettromotrice: il treno si è fermato qualche centinaio di metri più avanti. I passeggeri sono stati fatti scendere e portati a destinazione con un pullman messo a disposizione dalle Fs. Danneggiato anche il meccanismo che aziona le sbarre al passaggio a livello. I macchinisti del treno R 5042 - spiegano in un comunicato le FS - non appena si sono accorti dell' ostacolo sui binari hanno azionato la frenatura d'emergenza «ma ciò non ha impedito l'urto con l'autocarro fermo sulla sede ferroviaria».
Sul luogo dell'incidente sono intervenuti i carabinieri, agenti della Polizia locale e della Polfer.

Ferito un macchinista.

8 giugno 2005
Linea
Roma - Pantano
(Met.Roma)

Scontro tra due treni a Porta Maggiore, nove feriti.
La collisione tra i due mezzi della linea Roma - Pantano si è verificata intorno alle 14. I veicoli viaggiavano su un binario unico. Contusi, in maniera non grave, otto passeggeri e un macchinista. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di piazza Dante e i
vigili urbani. I due mezzi circolavano sul binario unico. Al momento il servizio è stato sospeso. Lo scontro tra i due mezzi è avvenuto a metà tratto fra Porta Maggiore e la circonvallazione Casilina, l' unico della linea dove c'e' un unico binario. Ancora non è chiara la dinamica dell' incidente: sono in corso accertamenti dei vigili urbani, dei carabinieri e della polizia.
Al momento dell'incidente a bordo dei due convogli c'erano poco più di un centinaio di passeggeri. Il presidente di Met.Roma Stefano Bianchi è andato a far visita nell'ospedale ai feriti. ''Il mio semaforo era verde e sono passato, quando dopo una cinquantina di metri mi sono visto l'altro trenino contro. Ho azionato il fischio, ho frenato ma non c'era più il tempo necessario''. A riferirlo è uno dei due macchinisti, di 53 anni, che era alla guida del trenino partito da Grotte Celoni ed era diretto all'altro capolinea, quello Laziali, vicino alla stazione Termini. ''Fortunatamente andavamo entrambi ad una velocità di circa 10 chilometri orari - ha aggiunto il macchinista - Ho visto l'altro mezzo che veniva in senso contrario e mi sono riparato mettendomi in un angolino della cabina''. ''Ho sentito un gran boato - ha raccontato una studentessa romana che era a bordo di uno dei due treni. "Non mi sono resa conto di quanto era accaduto - ha aggiunto - fino a quando non ho visto tanta polvere davanti ai miei occhi. Poi ci hanno fatto scendere. Fortunatamente entrambi i trenini non erano stracolmi di gente così come sono di solito negli orari di punta''.

Ferito un macchinista e otto passeggeri.

8 giugno 2005
Voltri (GE)
Linea
Milano - Ventimiglia

Un immigrato nordafricano e' morto stamani travolto da un treno a Genova mentre cercava di sfuggire ad un controllo della polizia. E' accaduto poco dopo le 9 nel tratto di ferrovia tra le stazioni di Voltri e Prà, nel ponente cittadino. Subito dopo l'incidente, sono accorsi i medici del 118 e gli uomini della Polizia Ferroviaria, che hanno svolto i primi accertamenti. La questura ha diffuso una prima ricostruzione di quanto accaduto. In base a quanto emerso, la vittima era in compagnia di un altro uomo. I due sono stati fermati per un controllo dei documenti dagli agenti di una volante di Sestri Ponente. Ad un tratto i due hanno tentato la fuga. E' nata una colluttazione, ha riferito la polizia, e uno dei due uomini e' riuscito a dileguarsi per strada. L'altro uomo ha invece scavalcato una recinzione che separa la strada dai binari della linea Genova -Ventimiglia ed e' stato travolto da un treno. In base a una ricostruzione fornita dalle Ferrovie, il nordafricano è stato investito dal locomotore dell'Intercity Milano - Ventimiglia che alle 9.10 transitava nella stazione di Voltri. L'uomo e' stato sbalzato ad alcuni metri di distanza, fuori dalla sede dei binari, e non e' stato schiacciato dal convoglio. La linea, composta da due binari, e' stata subito bloccata. A quanto sembra, all'incidente hanno assistito diversi pendolari in attesa dei treni locali, molti dei quali hanno Voltri come stazione capolinea. Il
traffico ha subito ritardi tra i 40 e i 50 minuti. Intorno alle 10 i treni hanno potuto riprendere il transito su un binario solo, essendo l'altro chiuso per gli accertamenti degli investigatori.

Muore un cittadino nordafricano.

18 giugno 2005
Chiasso

Il 18 mattina alle 10.15 un formatore treni italiano è morto travolto da un locomotore di manovra svizzero in stazione di Chiasso.

Muore un ferroviere.

20 giugno 2005
Chiasso

Verso le 12:30 un locomotore da manovra che stava operando alla stazione internazionale di Chiasso per cause che l'inchiesta dovrà stabilire si immetteva in un binario in cui era stazionato un convoglio.
Malgrado la pronta reazione il macchinista non ha potuto evitare la collisione. Tutto si è risolto con soli danni materiali con leggero ferimento del macchinista e di un altro addetto ai lavori.

Leggermente ferito il macchinista ed un altro ferroviere.

5 agosto 2005
Chiasso
Nel primo pomeriggio di oggi un treno di cisterne vuote in partenza da Chiasso e diretto a Venezia è deragliato a causa della presenza delle staffe sulla rotaia; fortunatamente, nessuno è rimasto ferito; interrotta la circolazione in parte dello scalo. La trazione del treno è affidata all'impresa Del Fungo, l'ennesima che si aggiunge alle altre che già operano sui binari della linea Mi-Ch, che utilizza anche 636 noleggiati da Trenitalia. Dallo stesso scalo qualche mese fa un treno FNC era partito col segnale a via impedita percorrendo la galleria di Monte Olimpino 2 sul binario di destra.
E c'è ancora qualcuno in circolazione, tra manager e sindacalisti, che continua a sostenere che la liberalizzazione produce... affidabilità !
Fonte: www.latalpadimilano.it
5 agosto 2005
Roma
Linea
Roma - Firenze AV

Un operaio di 46 anni, originario dell'Aquila, è stato investito ieri da un Eurostar. L'uomo, a quanto si è appreso, lavorava in una ditta di armamenti ferroviari per conto della Rfi (Rete ferroviaria italiana, di Fs), ed è rimasto ferito al km 2.300 della linea ferroviaria Roma-Firenze alta velocità. Trasportato al Policlinico Umberto I. L'uomo ha riportato una ferita alla schiena e rischia, secondo quanto si è appreso, l'amputazione di una mano. Stava lavorando al rifacimento di un parapetto lungo la linea ferroviaria all'altezza del deposito locomotive di San Lorenzo quando, secondo una prima ricostruzione dell'incidente, è stato colpito dall'ultima vettura del convoglio Eurostar. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polfer e i vigili del fuoco. Erano ancora in corso ieri sera i rilievi della scientifica per verificare la dinamica dell'incidente. Rfi ha comunicato che, dai rilievi effettuati, tutte le procedure interne di sicurezza erano state attivate prima dell'incidente, sia con segnali sonori che visivi.
Fonte: il manifesto (6 agosto 2005)

Ferito gravemente un operaio.

8 agosto 2005
Rho
Linea
Milano - Novara

Tre vetture del regionale Milano-Novara sono uscite dai binari senza però ribaltarsi. Bloccata la linea ferroviaria Milano-Torino. Quattro feriti lievi, tra cui il macchinista, il bilancio di un deragliamento avvenuto poco prima delle 17 a Rho, nel milanese. Il treno regionale Milano-Novara aveva lasciato da pochi minuti la stazione di Rho quando le prime tre vetture del convoglio sono uscite dai binari senza però ribaltarsi. I feriti sono un uomo di 48 anni e una ragazza di 23, portati all'ospedale Sacco, mentre all'ospedale di Rho sono stati accompagnati un uomo di 37 anni e una donna di 48. Il macchinista ha dichiarato di aver avuto un malore, ma non vengono scartate altre possibili cause dell'incidente.
Fonte: www.ilgiorno.it
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LA CONDOTTA DEL TRENO 10688 DELL’INCIDENTE DI RHO ERA PREVISTA A DOPPIO MACCHINISTA

Lo stabilisce il turno di lavoro in cui è graficato il treno: il TV2 (turno MACCH TE TAL TMR Milano) prevede infatti che siano due macchinisti alla guida, il 1° agente della 44^ giornata del turno, il 2° agente dell’8 ^ giornata dello stesso turno.
Il giorno 8 agosto invece, con la scusa della presenza del loc 464, è stato tolto un macchinista ed il treno affidato ad un solo agente di condotta affiancato da un capotreno.
SE E’ VERO CHE IL LOC 464 PREVEDE LA CONDOTTA AD AGENTE UNICO, E’ ALTRETTANTO VERO CHE UN SERVIZIO PREVISTO A DOPPIO AGENTE E’ STATO TRASFORMATO AD AGENTE UNICO. Tutto ciò mentre l’accordo del 20 ottobre 2003, firmato da FILT, FIT, SMA, UGL e poi dall’ORSA, stabilisce (punto 3) che “L’Azienda e le OOSS verificheranno, rispetto a specifiche condizioni, la opportunità funzionale di effettuare a doppio agente alcuni servizi su tale locomotiva”. In questo caso è avvenuto esattamente il contrario, e con “specifiche condizioni” che vedevano, tra l'altro, la presenza di un capotreno con poco tempo di esperienza lavorativa alle spalle.
Emblematico il silenzio delle OOSS firmatarie, dopo i rituali comunicatini a ridosso dell'incidente, che non chiedono neppure il rispetto delle cose che sottoscrivono.
CON DUE MACCHINISTI - COME PREVEDE IL TURNO - L’INCIDENTE DI RHO NON SAREBBE SUCCESSO.
fonte: www.latalpadimilano.it

Feriti due viaggiatori.

2 ottobre 2005
Musile sul Piave
Linea
Trieste - Venezia
"Si è messo di traverso con l'auto sui binari. Poi le sbarre del PL hanno cominciato a chiudersi. Solo l'intervento deciso di altri automobilisti lo ha salvato. E successo ieri sera a Musile di Piave in località Croce, poco dopo le 19 lungo la linea ferroviaria Trieste - Venezia. Il rapido per il capoluogo lagunare, però, non è riuscito ad evitare l'auto, rimasta praticamente distrutta. Disagi per ore su tutta la linea. Non è ancora chiaro come mai l'uomo sia rimasto bloccato sui binari, ma pare, dai primi accertamenti, che non fosse proprio lucido al momento dell'incidente".
(fonte: Leggo)
23 ottobre 2005
Acquaviva
Linea
Taranto - Milano

l'incidenteUn Eurostar Taranto - Milano, partito dal capoluogo ionico alle 5.35, è deragliato tra le stazioni di Acquaviva delle Fonti e Sannicandro di Bari. Nell'incidente sono rimaste ferite 22 persone, i più gravi sarebbero cinque, con fratture, e un macchinista che ha riportato la compressione del torace. Alle 6.40 di questa mattina sei carrozze dell'Eurostar 9410, partito da Taranto con circa 60 viaggiatori a bordo, sono uscite dai binari tra le stazioni di Acquaviva e Sannicandro. L'incidente è stato provocato da uno smottamento di terreno sulla collina, ora completamente allagata, con la linea ferroviaria interrotta. L'immagine del treno fermo sulla linea è da brivido: i binari, sospesi su una voragine prodotta dal cedimento del terreno, creano un «ponte» su un buco lungo una ventina di metri e profondo una dozzina. Tutte le carrozze sono uscite dai binari ma sono rimaste in piedi, l'ultimo terzo dell'ultima vettura è pencolante, in bilico. In tutta l'area scorre acqua a fiumi, scende a valle dai rilievi collinosi della Murgia. Per una questione assolutamente fortuita, lo smottamento è avvenuto quando il treno aveva quasi del tutto attraversato l'area dove il terreno ha ceduto. Perciò è rimasta in bilico solo l'ultima carrozza del convoglio. Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Pietro Lunardi ha disposto la nomina di una Commissione d'inchiesta per far luce sulle cause dell'incidente, che è stata subito istituita e si è già recata sul luogo dell'incidente.
Fonte: Corriere della Sera –24/10/2005

Ferito un macchinista ed altre 22 persone.

10 novembre 2005
Trieste Campo Marzio (Smistamento)
incidenteA Trieste  Campo Marzio (Smistamento) c'è stato uno svio per una errata manovra dello scambio durante la composizione dei carri "roro" adibiti al trasporto dei  Tir dal porto di Trieste all'Austria. Notevoli i danni: un Tir rovesciato, un palo T.E. divelto. Complesse le operazioni  di recupero del Tir che ha richiesto l'impiego di costose gru a noleggio e la paralisi di mezza stazione per due giornate. Fortunatamente nessun ferito.
8 dicembre 2005
Stazione di
Genova Brignole

Locomotore di manovra deraglia a Genova Brignole. L'incidente è accaduto alle 17:25. Nessun ferito. Per i particolari dell'incidente scarica il testo dell'articolo apparso sul "Il Secolo XIX" di Genova del 9 dicembre 2005.

3 dicembre 2005
Salerno

Un treno merci ha investito un gruppo di passanti questa mattina a Salerno, in Piazza della Concordia. Il convoglio, che proveniva dal porto commerciale di Salerno, era diretto allo scalo merci della città. Una signora di 70 anni, Maria Teresa Paparella, è morta investita dal convoglio. Ancora da accertare la dinamica esatta dell'incidente, ma secondo i vigili del fuoco sembra che il treno abbia avuto un guasto all'impianto frenante e che si sia ribaltato all'altezza del lungomare Trieste, investendo alcune macchine parcheggiate lungo la strada, danneggiandone altre che passavano e investendo, appunto, l'anziana signora che non si è accorta dell'arrivo del convoglio Al momento non risultano feriti né altre vittime. Il treno coinvolto nell'incidente collega la stazione centrale al porto di Salerno e per un tratto attraversa la citta', scorrendo a passo d'uomo lungo una corsia preferenziale, scortato dai vigili urbani.
(fonte: repubblica.it )

Muore la passante Maria Teresa Paparella

20 dicembre 2005
Roccasecca
Linea
Roma - Cassino

incidente di Roccasecca, 2005Grave incidente ferroviario nei pressi della stazione di Roccasecca in provincia di Frosinone, sulla linea Roma-Cassino. Secondo quanto comunica il Gruppo Ferrovie dello Stato, alle 15.20 circa, il treno regionale 2361 Roma-Campobasso ha urtato, facendo ingresso nella stazione, il treno regionale 3361 Roma-Cassino, fermo al binario 2.
Due persone mancherebbero all'appello e ci sono decine di feriti. Si teme che i due non ancora individuati siano all'interno della carrozza del treno diretto a Caserta, schiacciata dalla motrice dell'altro convoglio. ''Sarebbero non più di dieci i codici rossi trasportati in ospedale dal 118 di Frosinone'', precisa il dottor Antonio De Santis, responsabile provinciale del 118 di Frosinone, che è giunto sul luogo dell'incidente ferroviario. ''Sarebbero circa 25 in tutto i feriti - ha proseguito - di cui appunto 10 in condizioni più gravi. Tra questi una bambina di tredici anni che è stata trasportata in elicottero da Aquino al Bambin Gesù di Roma''. La piccola era volata via dal finestrino del treno al momento dell'impatto.
Una donna, trasportata al Pronto Soccorso dell'Ospedale Gemma De Bosis, di Cassino, è gravissima. ''E' stata la prima ad arrivare in ospedale. Le sue condizioni sono gravissime. Rfi e Trenitalia hanno aperto immediatamente delle inchieste. Anche il ministro dei Trasporti Pietro Lunardi
annuncia: ''Scatta automaticamente una commissione d'inchiesta, voglio capire la causa dell'incidente e le relative responsabilità''. La commissione è composta, riferisce una nota ministeriale, da Giuseppe Sciallis (presidente) e da Pietro Vallone, dirigenti del ministero delle Infrastrutture e Trasporti, e da Massimiliano Bruner, ricercatore dell'Università 'La Sapienza' di Roma.
Piero Marrazzo, presidente della Regione Lazio, fa sapere: ''Ho dato mandato all'assessore ai Trasporti, Fabio Ciani, di aprire in tempi rapidissimi un'inchiesta sull'accaduto''.
(Fonte: ADNKronos)

Muoiono in seguito, per le ferite riportate, i viaggiatori Antonio Valillo e Francesco Martino.

72 feriti.

28 dicembre 2005
Stazione di Lucca

Muore schiacciato da un locomotore di un treno merci.
La vittima e' un ferroviere, investito e ucciso da un treno in manovra nella stazione di Lucca.
L'uomo e' un 50enne dirigente del settore movimento delle ferrovie, Ciro Citarella di Sant'Anna (Lucca). L' incidente' e' avvenuto nel primo pomeriggio.
Citarella, conosciutissimo a Lucca per il suo impegno nel sociale con gli sbandieratori del gruppo Fratres di Sant'Anna, sarebbe rimasto incastrato con il giaccone a un gradino, mentre scendeva dal locomotore di un treno merci. Il mezzo subito dopo si e' messo lentamente in movimento e lo ha schiacciato. Aperta una inchiesta condotta dagli agenti della polfer.
(fonte: www.lanazione.it)

Muore il capostazione Ciro Citarella

29 dicembre 2005
Borgo Poncarale
Linea
Brescia-Cremona
Tragedia sfiorata per un soffio. Alle 8.20 di ieri mattina una giovane automobilista ha rischiato di essere travolta da un treno al passaggio a livello di Borgo Poncarale sulla linea ferroviaria Brescia-Cremona. Rimasta bloccata con l'auto in mezzo ai binari, a causa della presenza di una lastra di ghiaccio, nell'accorgersi che erano entrati in funzione i dispositivi luminosi e acustici di preavviso dell'abbassamento delle semibarriere, è scesa dalla vettura e, con l'aiuto di altri automobilisti, ha tentato di spostare la vettura. Nel vedere sopraggiungere il treno, tutti si sono messi in zona di sicurezza, all'esterno del passaggio a livello. Così il treno Eurostar «Pendolino» diretto a Roma, formato da una decina di carrozze, partito dalla stazione di Brescia con circa un'ora di ritardo a causa della nevicata, ha travolto, all'altezza della fiancata destra, la Golf che era ferma in mezzo al passaggio a livello, scaraventandola nella scarpata laterale, dopo averla trascinata per quasi un centinaio di metri. Nessuna conseguenza per i macchinisti ed i passeggeri del treno. Alla guida della Golf c'era una trentenne abitante nella zona. Proveniente dalla nuova grande rotatoria della statale 45bis Brescia-Cremona, aveva imboccato la strada comunale via Marconi in direzione di Borgo Poncarale. Percorsi circa 50 metri, l'automobilista, procedendo prudentemente a velocità molto ridotta, ha iniziato l'attraversamento del passaggio a livello, che ha la forma di dorso di mulo ed era coperto da uno spesso strato di neve ghiacciata. Proprio quando è giunta in mezzo ai binari, la Golf si è fermata. Nonostante i tentativi della donna, l'auto non andava più né avanti né indietro, a causa dello slittamento delle ruote sulla superficie ghiacciata. Nemmeno l'intervento di alcuni automobilisti, che hanno cercato di spingere a forza l'auto, è servito a spostare il mezzo dai binari. Così l'investimento è stato inevitabile. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia ferroviaria della stazione di Brescia, il personale delle Ferrovie dello Stato, i Vigili del fuoco, i carabinieri di Bagnolo Mella e la Polizia locale. La linea ferroviaria Brescia-Cremona-Parma è rimasta bloccata in entrambi i sensi di marcia. Terminati i rilievi della Polfer, alle 10.04 il traffico ferroviario è ripreso regolarmente in entrambi i sensi di marcia e il Pendolino, rimasto leggermente danneggiato nella parte anteriore, ha ripreso la sua marcia.
(fonte: www.latalpadimilano.it)
 Anno
2004 Incidenti = 14 Macchinisti
morti = 0
Macchinisti
feriti = 1

Altri ferrovieri
morti = 4

Altri ferrovieri
feriti = 0
Viggiatori
morti = 4
Viaggiatori
feriti = 93
7 febbraio 2004
Thurio (Catanzaro)
Durante l'effettuazione del treno regionale 3798/99, a bordo di due Aln 668 da Catanzaro Lido a Taranto, in prossimità della stazione di Thurio, località precedente Sibari, la segnaletica avviso-protezione era disposta per il libero transito (verde-verde), il macchinista Luigi Cacìa non si avvede - a causa della curva che gli impediva la perfetta visuale della linea - che fermo su un PL c'era un autotreno. Il suo collega, da una migliore posizione, gli gridava di frenare, ed il Cacìa provvedeva immediatamente, ma non riusciva a lasciare il posto di guida per evitare l'impatto. Così, il 2° macchinista, molto concitato, tirava via con la forza il Cacìa, salvandolo da conseguenze immaginabili. La presenza del 2° macchinista è stata determinante per il Cacìa.
20 marzo 2004
Linea
Milano - Domodossola
Stresa (Verbania)
Si sono scontrati due treni internazionali, intorno alle ore 4:00, due Euronight Roma - Milano - Parigi e Parigi - Milano - Roma: muore una donna francese di 78 anni durante il trasporto in ospedale. I feriti accertati sarebbero 37. L’incidente ferroviario verificatosi sulla linea Domodossola - Milano, poteva avere conseguenze ben più gravi se non fosse intervenuta l’apparecchiatura di Ripetizioni dei Segnali che ha provocato la frenatura immediata del treno 227. Vista la dinamica dell’incidente, le cause sono da ricercare in un guasto al carrello della carrozza o all’infrastruttura, si può tranquillamente escludere l’errore umano. 

Muore una donna francese di 78 anni.

Ferite 37 persone.

27 aprile 2004 
Linea
Lavino
aprile 2004
Como
16 maggio 2004
Linea
Livorno - Torino
Serravalle Scrivia (AL)

--Il treno interregionale 2050, proveniente da Livorno e diretto a Torino, è deragliato nei pressi di Serravalle Scrivia, invadendo un binario su cui nel frattempo sopraggiungeva un treno merci. Nell'incidente è morta un donna di 67 anni, Edda Di Maio, deceduta dopo il ricovero in ospedale.
Secondo quanto riferito dai pompieri, lo scontro è avvenuto alle 16.30 nella zona tra Libarna e Serravalle (provincia di Alessandria) sulla linea ferroviaria Genova - Torino e l'impatto ha provocato una trentina di feriti.
Otto vetture del treno interregionale 2050 Livorno - Torino, uscito dai binari tra Arquata e Serravalle, sul quale viaggiavano circa 60 passeggeri, si sono inclinate e l'ultima di queste è stata urtata da due locomotori che circolavano in direzione opposta, agganciati insieme, senza trainare ne' vetture, ne' carri merci. Secondo la Procura di Alessandria che ha aperto un'inchiesta, i macchinisti del treno passeggeri proveniente da Livorno hanno notato un'anomalia sulla linea, pare una rotaia deformata, ed hanno azionato il freno d'emergenza. Con questa operazione, però, il locomotore si è improvvisamente staccato e, deragliando, è andato a colpire una casa, disabitata, sulla sua destra, sfondandola per metà. Le carrozze con i passeggeri sono invece deragliate sulla sinistra, dove, pochi minuti dopo, è arrivato un doppio locomotore con solo i macchinisti che, dal vicino stabilimento dell'Ilva, era diretto a Genova.
Lo scontro è stato inevitabile. Resta da accertare come mai la linea, al momento dell' incidente del treno passeggeri, non sia stata immediatamente bloccata nel senso opposto di marcia.
Guarda alcune foto della sciagura.

Muore la signora Edda Di Maio.

38 feriti.

ALESSANDRIA, 19 giugno 2008 - Si è concluso con cinque condanne e tre assoluzioni il processo, in tribunale ad Alessandria, per il deragliamento dell'Intercity 2050 Livorno-Torino del 16 maggio 2004 in località Libarna di Serravalle Scrivia, in cui perse la vita una passeggera e altre 39 persone rimasero ferite. I giudici hanno ritenuto manager e tecnici di Rfi e il titolare dell'impresa che stava eseguendo lavori di rinnovamento e risanamento della tratta ferroviaria Alessandria, responsabili di una serie di omissioni. I difensori, che avevano chiesto l'assoluzione, ricorreranno in appello. Per concorso in disastro ferroviario e omicidio colposo sono stati inflitti 2 anni e 6 mesi a Mario Salvatore Nicolini e Andrea Barsotti (rispettivamente capo unità territoriale e divisione infrastrutture Genova Nodo); due anni a Carlo Alberto Tobaldi (della direzione compartimentale infrastrutture di Genova) e Giampiero Parodi (capo reparto infrastrutture). Infine un anno e otto mesi a Enrico Valditerra, amministratore delegato dell'omonima ditta e direttore tecnico dei lavori. Sospensione condizionale della pena per Tobaldi, Parodi e Valditerra; per gli altri la pena è stata condonata. (ANSA)

18 agosto 2004
Bologna

Un operaio di una ditta d’appalto è morto mentre lavorava nei cantieri dell’Alta velocità, nell’Appennino Tosco Emiliano. L'incidente è avvenuto di pomeriggio nel cantiere Tav di via Agucchi. Nell'area era in corso la costruzione di una tratta destinata a diventare la nuova Porrettana, ma anche a sostituire la linea Bologna-Milano, quando questa è interessata dai lavori di trasformazione in alta velocità. L'operaio Enzo Celleghin era incaricato di alcuni lavori alla linea aerea, si trovava su un carrello elevatore, e si è avvicinato ad alcuni cavi di alimentazione, senza toccarli. Stava avvitando le mensole che sostengono i fili dell'alta tensione quando si è prodotto un arco voltaico e una scossa violentissima lo ha investito, uccidendolo sul colpo. Visti i lavori in corso non ci doveva essere la tensione su quei cavi. Celleghin, che abitava vicino a Venezia con la famiglia, era sposato, con due figlie.

Muore l'operaio Enzo Celleghin

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21 luglio 2008 (fonte: anmil.it)
Otto persone rinviate a giudizio per la morte di Enzo Celleghin, l’operaio rimasto folgorato da una scossa elettrica in un cantiere della Tav a Bologna il 18 agosto 2004.
Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bologna Gabriella Castore ha rinviato a giudizio il direttore dei lavori dell'Italferr (la società del gruppo Ferrovie dello Stato che gestiva il cantiere), il direttore dei lavori della Bologna Ovest (che si era aggiudicata i lavori in appalto) e sei persone con vari ruoli nella Bonciani Spa, la ditta subappaltatrice per la quale lavorava Celleghin.
L’operaio, di 48 anni, residente a Venezia, stava montando le mensole che sostenevano i fili dell’alta tensione, quando si è prodotto un “arco voltaico” e si è sprigionata una violentissima scarica elettrica. Su quei cavi non avrebbe dovuto passare l’elettricità, essendo in corso i lavori. La prima udienza del processo si svolgerà il 5 novembre prossimo.
27 agosto 2004
Linea
Grosseto - Roma
Il giorno 27/08/2004 il D.to della Protezione Civile ha evvertito la Regione Toscana che tra Capalbio e Orbetello lungo la linea ferroviaria Grosseto - Roma si stava sviluppando un incendio.
E' stata sospesa l'energia elettrica per circa mezz'ora e il personale delle Ferrovie dello Stato hanno prestato il loro servizio per assistere i viaggiatori.
L'incendio sembra che sia stato causato da un treno merci che avendo i freni tirati, abbia causato un enorme scintilla provocando così le fiamme.
(fonte: www.provincia.grosseto.it)
6 settembre 2004
S. Benedetto
Un treno merci viene erroneamente su un binario morto dove sono in corso lavori di manutenzione. La gru del carrello utilizzato dagli operai dell'impresa di manutenzione si è infilzata nella cabina di guida del locomotore del treno merci. I due macchinisti, accortisi in tempo del pericolo, hanno fatto in tempo ad attivare la frenatura rapida ed a mettersi in salvo. Da qualche mese, per via dei lavori di messa a norma della stazione di S. Benedetto, tutti i movimenti erano svolti in automatico, senza capostazione. Pare che il rischio di collisione si sia corso altre volte in precedenza. Linea ferroviaria bloccata per ore.
13 settembre 2004
Madonna dell'Olmo (CN)
Linea
Torino - Cuneo

Grave incidente ferroviario in Piemonte. Un treno della linea Torino - Cuneo è deragliato intorno alle 7:20 in località Madonna dell'Olmo, poco prima della stazione del capoluogo d'arrivo. Due per ora le vittime: la capotreno, Annamaria Matarese, 46 anni, in servizio presso il deposito locomotive di Cuneo e una viaggiatrice, Duilia Logli, 50 anni, dipendente del Ministero dell'Interno. A bordo del veicolo, un TAF, vale a dire un Treno ad alta frequentazione, c'erano una quarantina di persone, alcune delle quali sarebbero ferite in modo grave. Il convoglio è finito in un fosso. Il primo dei quattro elementi che formano il convoglio si è infatti inclinato appoggiandosi alla parete destra della trincea in cui corre la linea. Nell'incidente sono state 29, tra cui il macchinista, le persone rimaste ferite o contuse. Esclusa in ogni caso l'ipotesi attentato.

Muoiono la capotreno Annamaria Matarese e la viaggiatrice Duilia Logli.

Feriti un macchinista ed altre 28 persone.

21 settembre 2004
Civitavecchia (Roma)
L'operaio Flaviano Satto muore folgorato a Civitavecchia mentre lavorava alla linea elettrica.
Il pezzo che segue è tratto dal sito www.lastampa.it, e riprende un'intervista alla madre dell'operaio, risalente al 9 aprile 2007.
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...«Quando sento gli appelli di Napolitano e penso alla mia vicenda, mi sale la rabbia», racconta Gabriella Leoni, residente a Tolfa, piccolo comune nei pressi di Roma. L'anziana donna vive nella più completa solitudine. Il 21 settembre del 2004, alla stazione di Civitavecchia, il figlio Flaviano Satta, che all'epoca aveva 27 anni, è morto folgorato mentre stava riparando un palo elettrico delle Fs. All'origine della tragedia? Non era stata staccata la corrente. Un colpo durissimo per Gabriella che andava ad aggiungersi alla scomparsa del marito (infarto) di pochi mesi prima. Eppure, «ancora oggi non si sa bene che cosa sia accaduto quella maledetta mattina», spiega alternando calma e vampate di emozione. «Mio figlio non ho potuto nemmeno vederlo. Di lui era rimasto solo un cumulo di carbone». Rassegnata? Macché. Con voce sobria e determinata, leggera cadenza sarda a tradire le proprie origini, Gabriella non demorde: «Percepisco una rendita di 360 euro al mese, cioè il 20 per cento dello stipendio di mio figlio. Questo è il prezzo di una vita umana. Ho 65 anni, non lavoro. Sono in lotta per la pensione. Dal 1995 non mi hanno ancora corrisposto nulla, nonostante i 36 anni di contributi versati».
E gli appelli dei politici? «Non sono serviti a nulla», si inalbera la donna, che singhiozzando conclude: «So solo che in casa, a tavola, il posto di mio figlio è sempre vuoto. A Natale ci ho messo sopra la divisa con cui andava al lavoro. Per me e i suoi fratelli, del resto, le feste non esistono più».

L'operaio Flaviano Satto muore folgorato a Civitavecchia mentre lavorava alla linea elettrica.

22 settembre 2004
Lagopesole di Avigliano (PZ)

Due operai pugliesi di una ditta di Lecce sono morti a Lagopesole (Potenza) in un incidente ferroviario. Il mezzo di servizio sul quale lavoravano per riparare la linea è stato tamponato da un convoglio carico di traversine. Ruggero Ricco, 30 anni, di Barletta (Bari) è rimasto stritolato fra le lamiere. Mario di Pietroantonio, 48 anni, di Foggia, è stato colpito alla testa.
Altre cinque persone che viaggiavano sul convoglio che ha tamponato sono rimaste ferite in modo non grave. Uno solo, Canio Claps di Possidente (Potenza), è stato trattenuto in ospedale per accertamenti, per un trauma cranico. La prognosi è riservata, ma non è in pericolo di vita. La linea è rimasta interrotta e non si sa quando sarà riaperta.
Lo scontro è avvenuto alle 10.50, sulla linea Potenza - Foggia, alla stazione di Lagopesole, 35 chilometri dal capoluogo lucano. Sulla linea sono in corso lavori di ripristino per danni causati dal maltempo. Il cantiere era affidato alla ditta "Ventura srl" di Lecce. I due mezzi che si sono scontrati appartenevano a questa, e i due morti erano suoi dipendenti.
Stamani, i due operai pugliesi stavano posando traversine e saldando binari poco prima della stazione di Lagopesole, in direzione di Foggia. Ricco era alla guida di un "convoglio rinnovatore": un treno di servizio formato da una gru che posa le traversine e un grande saldatore che fissa i binari. A manovrare la gru c’ era Di Pietroantonio.
Alle 10.50, i due operai hanno visto arrivare il convoglio della loro ditta che portava le traversine, il cosiddetto "convoglio materiale". Veniva dalla vicina stazione di Possidente (Potenza), dove la Ventura ha il cantiere principale, e procedeva in direzione Foggia, sullo stesso binario del convoglio riparatore. La motrice diesel trainava quattro vagoni con cinquemila traversine di cemento, ognuna di 250 chili, e un pesante macchinario in coda.
La linea ferroviaria è rimasta bloccata, ostruita dai vagoni deragliati e dalle traversine. Non si sa quando potrà essere riaperta. Quello che è successo è ancora oggetto di indagine da parte della Polfer di Potenza. Dai primi accertamenti, pare che il convoglio materiale poco prima della stazione di Lagopesole dovesse transitare sull’ altro binario e passare oltre il convoglio rinnovatore.
Quello che è certo è che invece ha proseguito sullo stesso binario, andando addosso all’ altro. Forse lo scambio non ha funzionato, forse non hanno funzionato i freni. Il macchinista sul convoglio materiale ha provato a frenare, ma le ruote hanno cominciato a pattinare sulle rotaie. Allora si è sporto fuori ed ha gridato disperatamente ai colleghi: «Scansatevi, scansatevi».
Ma era troppo tardi. Il pesante convoglio ha tamponato il vagone con la gru e l’ ha scaraventato giù dal terrapieno prima della ferrovia. Mario Di Pietroantonio è stato colpito alla testa e gettato sulla massicciata dall’ altra parte, morto. Il convoglio materiale ha continuato ad avanzare, mentre i vagoni carichi di traversine deragliavano.
La motrice diesel, spazzata via la gru, ha spinto in avanti il carro saldatore. Questo è uscito dai binari e si è impuntato a terra. Un braccio meccanico sulla parte anteriore ha ruotato all’ indietro e ha schiacciato la cabina di guida. Ruggero Ricco è morto all’ istante.
Uno dei macchinisti del convoglio materiale è riuscito a gettarsi a terra prima dell’ impatto. Altri cinque operai che si trovavano a bordo hanno riportato contusioni. Un respingente è volato a diversi metri di distanza ed è finito su di una casa, sfondando la veranda del primo piano e la porta a vetri dell’ ingresso.

Muiono gli operai Ruggero Ricco e Mario Di Pietroantonio.

15 ottobre 2004
S. Zeno
Linea
Brescia - Parma

Potrebbe essere un marocchino di 35 anni, l'uomo che al volante di una vecchia Alfa 155 ha improvvisamente attraversato il binario mentre passava il treno regionale proveniente da Parma. L'uomo, che secondo alcune testimonianze, era in coda dietro ad altre automobili ferme davanti alla sbarra abbassata, avrebbe ad un certo punto condotto la 155 fuori dalla fila attraversando contromano e finendo in pieno sotto il convoglio ferroviario. Un documento intestato ad un immigrato extracomunitario è stato infatti ritrovato tra i rottami dell'automobile. Gli agenti della Polfer stanno anche indagando per dare un'identità certa ai tre bambini che erano a bordo della macchina insieme al conducente. I due che sono rimasti uccisi nell'incidente hanno 8 e 9 anni, mentre il più grande dei tre, 12 anni di età, è stato estratto dalle lamiere dell'Alfa Romeo dai vigili del fuoco ed è stato trasportato all'ospedale di Brescia. Le sue condizioni sarebbero gravi, ma i medici sperano di salvarlo. (fonte: corrieredellasera.it)

Muoino un cittadino marocchino e due bambini.

Ferito gravemente un terzo bambino.

19 ottobre 2004
Palermo Orleans

Almeno una ventina di persone sono rimaste leggermente ferite, tra cui i due macchinisti, a seguito di un incidente sul convoglio metropolitano Palermo centrale a Punta Raisi. Dopo la fermata nella stazione Palermo-Orleans il treno ha urtato contro i respingenti di un binario di servizio. Alcuni passeggeri e il macchinista sono rimasti contusi. L'incidente sarebbe stato provocato da una disattenzione: il treno sarebbe finito nel binario morto, sbattendo contro il paracarro, per una partenza anticipata rispetto al segnale verde del semaforo. Si è successivamente messo in movimento senza che lo scambio per portarlo nel binario regolare fosse stato attivato.

Ferite 20 persone.

2 dicembre 2004
Palagianello (TA)
Linea Bari - Taranto

Poteva andare peggio. È di sei feriti ricoverati in ospedale e di una ventina dPalagianelloi persone medicate, il bilancio di uno scontro tra due treni avvenuto nella notte in provincia di Taranto, a un chilometro e mezzo circa dalla stazione ferroviaria di Palagianello. Delle persone ricoverate un paio sono in gravi condizioni: uno di questi ultimi è un giovane calabrese al quale sono state amputate entrambe le braccia.
LO SCONTRO - L'incidente ha coinvolto il treno passeggeri espresso 910 proveniente da Reggio Calabria e diretto a Torino. Un treno merci, proveniente da Bari, è finito contro le ultime tre carrozze del 910, che sono deragliate e sono finite per una decina di metri nella scarpata adiacente al binario. Nelle prime concitate fasi dei soccorsi il bilancio dell'incidente era sembrato più grave, anche perché la scena dello scontro si è presentata assai dura ai soccorritori e alle forze di polizia: la zona dell'incidente, in aperta campagna, era avvolta dal buio, decine di viaggiatori si aggiravano nelle campagne tra il fango chiedendo aiuto. Per giungere in prossimità delle carrozze ferroviarie, il personale del 118, le forze di polizia, i vigili del fuoco hanno dovuto lasciare i propri mezzi ad alcune centinaia di metri, sulla strada sterrata, e attraversare i campi a piedi. Anche le barelle sono state portate da uomini a piedi. Tra coloro che sono subito accorsi sul luogo dell'incidente, il prefetto di Taranto, Giancarlo Ingrao, e il presidente della Provincia, Gianni Florido. Quando è avvenuto lo scontro, il treno viaggiatori era partito da una ventina di minuti da Taranto in direzione di Bari: a bordo c'erano, secondo informazioni di Trenitalia, in tutto 150 persone. A un chilometro e mezzo circa dalla stazione di Palagianello - secondo una prima sommaria ricostruzione della Polfer - un treno merci che proveniva dalla direzione opposta non avrebbe osservato uno scambio, per motivi sui quali sono in corso indagini, ed è finito contro le ultime tre vetture del 910 che sopraggiungeva.
I FERITI - Un giovane calabrese che era a bordo dell'ultima carrozza ha raccontato ai giornalisti che ad un tratto ha sentito di volare: e infatti le tre carrozze sono volate giù per una decina di metri nella scarpata. Altri testimoni hanno riferito che prima dell'impatto si sono sentiti i vagoni dell'uno e del'altro treno raschiare l'uno contro l'altro fino all'impatto che ha spinto le ultime tre vetture del treno passeggeri fuori dai binari. Il treno merci si è fermato una trentina di metri dopo il luogo dell'impatto; di questo convoglio è rimasto danneggiato praticamente solo il locomotore: la cabina di guida è infatti completamente rientrata. Sul treno passeggeri molti hanno riportato solo contusioni e non hanno neanche fatto ricorso alle cure mediche. Le persone ricoverate sono state condotte in tre ospedali della zona: quelli di Taranto, Castellaneta e Massafra. Tutti i passeggeri del 910 che non hanno fatto ricorso a cure mediche sono stati fatti proseguire alla volta della stazione di Palagianello per poi essere condotti con pullman alle loro destinazioni: Bologna, Piacenza e Torino. Parecchi che erano saliti sul treno a Taranto hanno scelto di tornarsene a casa. Finite le operazioni di soccorso, durate circa quattro ore, sul luogo dell'incidente sono rimasti i vigili del fuoco, forze di polizia e personale delle Ferrovie per gli accertamenti sulle cause dell'incidente e per tirare su dalla scarpata le carrozze incidentate con l'ausilio di mezzi ponte di Trenitalia.
(fonte: www.corriere.it)
Leggi anche un'interessante ricostruzione dell'incidente prodotta dal sindacato OrSA (Puglia).

Ferite 6 persone

 Anno
2003 Incidenti
= 16
Macchinisti
morti = 2
Macchinisti
feriti = 3
Altri ferrovieri
morti = 6
Altri ferrovieri
feriti = 10
Viaggiatori
morti = 2
Viaggiatori
feriti = 225
10 gennaio 2003

Giuseppe Guida, operaio della CEMES (appalto FS di Catania), muore mentre lavorava, schiacciato fra i respingenti di due vagoni.

Muore l'operaio Giuseppe Guida.

12 gennaio 2003
Ancona

Muore il capotreno Daniele Montenovo

27 gennaio 2003
Limone (CN)
Linea
Torino - Limone

Il giorno 2710112003, nel tratto francese della linea ferroviaria Torino-Cuneo-Limone-Breil¬Ventimiglia, tra le località di Saint Dalmas de Tende e Fontan Saorge, è avvenuta la collisione dentro la galleria Bieugne tra un treno viaggiatori francese e l'IR 22957 proveniente da Torino.
Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

Muoiono il macchinista Giuseppe Bessone ed il capotreno Attilio Bandiera

14 maggio 2003
Stazione di
Roma Tiburtina
Incidente ferroviario(vedi foto) nei pressi di Roma Tiburtina quando l'Intercity 287 Monaco-Napoli e l'IC 384 Siracusa - Milano si sono urtati in prossimità di un deviatoio. La causa potrebbe essere derivata dal mancato rispetto di un segnale a via impedita.
(fonte: www.clubtrenibrianza.com)
12 giugno 2003
Bitetto (BA)
Linea
Bari - Taranto

Ore 17:00. Un treno regionale procede da Taranto verso Bari. In prossimità della punta scambi della stazione di Bitetto a causa di massi caduti o posti sul binario, si determina lo svio della semipilota che continua a essere spinta dal locomotore posto in coda. L'intera composizione si arresta dopo quasi 800 m dal punto iniziale dello svio della semipilota finendo rovinosamente in una scarpata laterale.

Rimangono feriti i macchinisti Donato Palmisano, Osvaldo Di Ponzio, il capotreno Giuseppe Petruzzelli, i conduttori Tommaso Caldarola, Antonio Ranieri, Nicola De Cesare, gli operai Gaetano Loiacono, Roberto Bello, Salvatore Allori, Michele Locane, Giuseppe Troccoli, i viaggiatori Alessandro Cialpi, Mario Mendozzi, Cataldo Resta, Vincenzo Grieco, Nicola Albano, Alessandro De Marco.

3 luglio 2003
Granarolo (BO)
Linea
Ravenna - Faena

Urto di treni contro veicoli stradali a PL chiuso. Fonte: RFI.

Un morto

2 agosto 2003
Pordenone

Un operaio rimane folgorato da una scarica di 3000 volt mentre stava lavorando sul carrello per la manutenzione della linea elettrica della ferrovia. È successo lungo il secondo binario della stazione ferroviaria di Pordenone in direzione Cusano. Protagonista è stato l'operaio Edoardo Sgrazzutti , 54 anni, di Sacile, fulminato da un cavo dell'alta tensione. L'uomo è scampato alla morte grazie al tempestivo intervento dei suoi quattro colleghi, tutti dipendenti della RFI (Rete ferroviaria italiana). Secondo una prima ricostruzione, l'uomo è rimasto folgorato dall'alta tensione per avere urtato accidentalmente il cavo della linea ferroviaria, che in quel momento non era interrotta. Forse ha sfiorato l'elettrodotto con una mano, facendo da ponte per l'elettricità ad altissima tensione, oppure potrebbe essersi trovato nel campo elettromagnetico, a una distanza troppo limitata per non rimanere ferito.

Ferito l'operaio Edoardo Sgrazzutti

8 agosto 2003
Scalo merci di Pisa S. Rossore (Pisa)

Paolo Vierucci di 42 anni, veicolista, trovato morto sui binari del Parco Merci di Pisa San Rossore, schiacciato fra i respingenti di 2 carri merci.
Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

Muore il veicolista Paolo Vierucci

28 agosto 2003
Castelguelfo (BO)
Linea
Milano - Bologna

Incidente ferroviario questa mattina sulla linea Parma-Fidenza. Intorno alle 8 il treno Espresso 27724 proveniente da Reggio Calabria e diretto a Milano, entrando su un binario di sosta presso la stazione di Castelguelfo (tra Parma e Fidenza), ha urtato i respingenti. A causa dell'urto, il locomotore e un carrello della prima vettura sono usciti dai binari.
A bordo del treno c'erano circa 200 viaggiatori, venti dei quali sono rimasti contusi. Dieci passeggeri sono stati accompagnati in ospedale per accertamenti. Gli altri passeggeri sono stati assistiti da personale di Trenitalia e verrano trasferiti a Milano con pullman.
E stato riaperto il binario in direzione sud della linea Bologna-Milano, dove i treni viaggiano ora a senso unico alternato. Operai delle ferrovie e vigili del fuoco sono all'opera per ripristinare anche il secondo binario, in direzione nord. In seguito all'incidente sarebbe stata tranciata parte dell'alimentazione, che dovrà essere sostituita.
Non si esclude un errore umano, o un eccesso di velocità al momento dell'instradamento nel binario di sosta, con conseguente forte impatto nei respingenti e la fuoriuscita dei carrelli. Forti ritardi (oltre 1 ora) si sono avuti dalle 8 sugli orari di tutti i convogli da e verso il nord. Il treno a lunga percorrenza Reggio-Milano, dovrebbe ripartire quanto prima dopo la sostituzione del locomotore e di una carrozza.
La Polizia ferroviaria ha avviato una indagine tecnica, e così i responsabili del traffico di Trenitalia.
(fonte: rainews24.rai.it)

20 feriti

30 settembre 2003
Casalecchio Garibaldi (BO)
Linea

Casalecchio GaribaldiIl treno 11432 si schianta contro il tronchino in cemento armato della stazione Casalecchio Garibaldi, rimangono ferite 160 persone e una di loro, il pensionato Alberto Gilli, muore successivamente. L’origine dell'incidente sembra essere stato il mancato rispetto, da parte del macchinista Gabriele Martini, di un segnale, quindi un errore umano, in assenza di sicurezze necessarie a prevenirlo o, quantomeno, ad attenuarne gli effetti. Il segnale di protezione "saltato" , dopo la stazione di Casalecchio centro, annunciava che sul binario della stazione successiva, Casalecchio Garibaldi, si trovava un convoglio diretto a Vignola. La linea era, nel gergo ferroviario, “impedita”. Dopo aver visto in ritardo il successivo semaforo rosso, Martini azionava la frenata rapida, il convoglio viene automaticamente deviato su un binario morto e si schianta contro i respingenti di un tronchino di cemento armato. Diversa la versione di Martini, che spiegò di aver visto prima un segnale giallo disporsi al verde, segnale di via libera, e successivamente, quando il convoglio viaggiava a 93 km/h ed era quindi molto difficile fermarlo, il segnale rosso.
Leggi la notizia anche su repubblica.it .
Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

Muore il viaggiatore Alberto Gilli a seguito del trauma riportato nell'incidente.

160 feriti.

9 ottobre 2003
Lamezia Terme (CZ)

La mattina del 9 ottobre, il locomotore del 3690 è deragliato su uno scambio d'ingresso della stazione di Lamezia Terme. La bassa velocità ha evitato conse­guenze per i viaggiatori ed il personale. La circolazione è rima­sta chiusa per circa un'ora Una commissione d'inchiesta di RFI, intanto, cercherà di accertare le cause dell'incidente.


(fonte: "ancora IN MARCIA!"
30 ottobre 2003
Udine
Linea
Venezia - Tarvisio

Quattro carri del treno merci 47036, della linea Venezia - Tarvisio sono deragliati alle 20.07, alle porte della stazione di Udine. L'incidente è avvenuto in prossimità dello scambio all'ingresso ovest e questo ha mandato in tilt l'intero traffico ferroviario della provincia. Nessuno è rimasto coinvolto nell'incidente e gli stessi carri sviati - che facevano parte di un convoglio di venti diretto in Austria - erano vuoti.
La linea Venezia - Tarvisio è rimasta chiusa per ore.

6 dicembre 2003
Saronno (VA)
FNM

Grave incidente ferroviario sulla linea Milano-Saronno delle Ferrovie Nord. Un convoglio diretto a Saronno è deragliato vicino alla stazione di Quarto Oggiaro, alla periferia del capoluogo lombardo, a seguito di un tamponamento contro un altro treno fermo in linea. I feriti sono 21, cinque dei quali sono stati portati in ospedale: il più grave è uno dei macchinisti.
Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

Ferito un macchinista ed altre 20 persone

17 dicembre 2003
Pisa S. Rossore (PI)
Linea Genova - Roma
Saremo grati a chi ci invierà notizie su quest'incidente.
18 dicembre 2003
Civita Castellana (VT)
Linea
Roma - Viterbo

Civita CastellanaIl treno è finito su un binario morto. Poi l'impatto, imprevisto e letale. Il braccio di un carro gru, che si trova lì per effettuare lavori sui binari, infrange il vetro della cabina e travolge il macchinista. Che muore sul colpo. Resta ferito anche il capotreno. Che viene ricoverato in gravissime condizioni. E poco dopo muore all'ospedale San Camillo di Roma.
Angelo Fantera, 36 anni e Alberto Proietti, 44 anni rispettivamente capotreno e macchinista del convoglio della linea Roma-Viterbo, non hanno potuto fare nulla per evitare lo schianto. Alle 12.41, dopo aver imboccato un binario morto, il treno si è schiantato contro un carro gru della manutenzione nella zona di Pian Paradiso, nei pressi di Civita Castellana. Il braccio meccanico ha distrutto il parabrezza e ha travolto i due, uccidendo Proietti sul colpo. Inutile per il capotreno l'arrivo di un'eliambulanza che lo ha trasportato all'ospedale dove l'uomo è morto poco dopo.
Nessun ferito tra i passeggeri. La società Met.Ro, che gestisce la linea, ha comunicato che il servizio nel tratto extraurbano della Roma-Viterbo è stato interrotto. La stessa società ha istituito una commissione d'inchiesta che lavorerà in maniera parallela a quella della Procura di Viterbo. Da chiarire chi e perché sia intervenuto sullo scambio, che in quel è punto manuale, determinando l'incidente.
L'assessore ai Trasporti e Lavori pubblici Giulio Gargano parla di errore umano e chiede risposte alla Met.Ro: "Alla luce delle ulteriori, gravissime notizie sull'incidente ferroviario di Civita Castellana, sembra ormai chiara la dinamica dell'incidente. Si tratta infatti di un errore umano che vede responsabilità tutte da appurare da parte della commissione di inchiesta chiamata a fare chiarezza sull'accaduto. A questo punto attendiamo che la Met.Ro., che gestisce la linea e quindi i servizi su quella tratta e a cui è attribuita la responsabilità dell'incidente, chiarisca come lo stesso possa essere accaduto".
Come detto, il drammatico impatto è avvenuto su un binario morto. Ed è stato il braccio meccanico di una scavatrice, montato sul carrello, a sfondare la cabina di guida del treno Roma-Viterbo. Secondo una prima ricostruzione dell'incidente, alcuni operai erano al lavoro nei pressi della stazione dismessa di Pian Paradiso. Prima dell'arrivo del treno, che era diretto a Roma, hanno spostato il carrello sul secondo binario della stazione, quello non interessato al passaggio del convoglio partito alle 12.21 dalla stazione di Civita Castellana (Viterbo).
Per cause ancora da accertare, però, il treno ha imboccato proprio il secondo binario, andandosi a scontrare con il carrello. L'urto ha provocato anche il deragliamento dell'ultimo vagone, dove non c'erano passeggeri, che ha colpito un vagone dismesso a lato del binario.
Angelo Fantera, il capotreno del convoglio morto all'ospedale San Camillo di Roma, era nato 38 anni fa a Civita Castellana. Quindici anni fa era stato assunto nella ferrovia regionale Roma-Viterbo, fino a diventare capotreno. Sposatosi sei anni fa, era andato a vivere in una villetta al Parco Falisco, un centro residenziale a cinque chilometri da Civita Castellana, e aveva una bambina di 4 anni. Fin da giovane aveva praticato attività sportiva nella squadra di rugby di Civita Castellana, in serie C, ricoprendo il ruolo di pilone.
Il macchinista Alberto Proietti, morto sul colpo, era nato a Magliano Sabina il 4 maggio del 1959. Dopo aver preso il diploma, aveva cominciato a lavorare. Trovato un impiego nella società di trasporto, si era sposato e non aveva figli. Con la moglie si era trasferito in una casa comprata nella zona di Colle Micotti, una frazione alla periferia del paese.
Nel pomeriggio, intanto, il pm Stefano D'Arma ha dato il nulla osta per la rimozione del corpo di Proietti, rimasto incastrato tra le lamiere della motrice. La salma, trasportata all'obitorio di Civita Castellana, sarà sottoposta domani ad autopsia.
(fonte: repubblica.it)

Muoiono il macchinista Alberto Proietti ed il capotreno Antonio Fantera

20 dicembre 2003
Livorno Calambrone (LI)
Linea
Genova - Roma

Durante una manovra nello scalo merci di Livorno Calambrone, il manovratore Federico Pardini (dipendente della società SERFER, di totale proprietà di CARGO-Trenitalia) rimane schiacciato fra il treno che stava manovrando e l'ultimo carro di un altro convoglio sul binari attiguo.

Muore il manovratore Federico Pardini.

 Anno
2002 Incidenti = 19 Macchinisti
morti = 4
Macchinisti
feriti = 2
Altri ferrovieri
morti = 5
Altri ferrovieri
feriti = 9
Viaggiatori
morti = 1
Viaggiatori
feriti = 2
3 febbraio 2002
Stazione di Terni
Dopo aver effettuato un rallentamento, giunto sugli scambi d'ingresso della stazione di Terni, deraglia l'ultima carrozza di un treno.
21 febbraio 2002
Chiasso (Svizzera)
Linea
Milano - Chiasso

Il merci, partito da Milano Certosa nel tardo pomeriggio con al seguito una serie di carri per il trasporto dei container, avrebbe dovuto raggiungere Chiasso per effettuare il cambio trazione.
Sulla rampa della galleria di Monte Olimpino il convoglio, forse a causa di un'avaria, ha perso il controllo finendo, una volta raggiunto il piazzale, contro una motrice E 633 e contro un fabbricato ad uso dormitorio per i ferrovieri delle FFS. Lo stesso ha causato il rovesciamento di alcuni carri e la tragica fine dei due macchinisti che erano alla guida del merci investitore.
Le sentenze di primo grado e di riesame furono appellate dal Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Milano con ricorso in Cassazione. Questa, con sentenza del 19 ottobre 2006, stabilì che “…se il sistema di RSC fosse stato installato e attivato sul locomotore E636 022 sul quale si trovavano i due macchinisti deceduti, il disastro e gli altri eventi…non si sarebbero verificati…poiché il sistema RSC ha proprio lo scopo di ovviare agli errori umani bloccando il convoglio in caso di inosservanza dei segnali visivi…”. Nel considerare giustamente la RSC alla stregua di apparecchiatura di sicurezza preposta a prevenire l’errore umano, la Cassazione osserva preliminarmente che “…il traffico (ferroviario) può essere potenziato e velocizzato (purché) ciò avvenga in condizioni di sicurezza e ove il sistema di prevenzione di infortuni e disastri lo consenta…”. Ne consegue che mancando le necessarie “sicurezze” non si possa ulteriormente caricare l’infrastruttura ferroviaria.

Nell'impatto muoiono i macchinisti Carmine Senatore e Salvatore Fortunato.

11 marzo 2002
Loreto - Osimo
Intorno alle ore 4:00, i macchinisti del treno 904 si accorgono in tempo che una rotaia, lungo la linea, è rotta. Nessun danno.
21 ottobre 2002
Stazione di Firenze SMN
TAF contro ETR 500. Nessun danno a persone.
Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"
23 ottobre 2002
Pratignone (FI)
Linea
Firenze - Prato
Cedimento strutturale delle rotaie fra Pratignone e il Neto. I macchinisti si avvedono in tempo del pericolo ed evitano il peggio.
Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"
26 marzo 2002
Vercelli
Linea
Milano - Torino
Il treno IC 621 deraglia sugli scambi di uscita della stazione di Vercelli. La bassa velocità ha evitato conseguenze più gravi. Inchiesta amministrativa in corso. Solo tanta paura per i circa 400 passeggeri.
2 giugno 2002
Fortezza
Linea Fortezza - Verona
Un carrello con addetti della manutenzione elettrica deraglia e provoca il deragliamento di un treno merci. Linea ferroviaria bloccata per più di 12 ore.
30 giugno 2002
Barbiana - Lugo
Linea
Bologna - Ravenna

Urto di treni contro veicoli stradali a PL chiuso. Fonte: RFI.

1 ferito.

16 luglio 2002
Vernio (PO)
Linea
Prato -Bologna

Dall'espresso della notte Venezia - Palermo, una viaggiatrice cade col treno in corsa, nella galleria di Vernio. Si sospetta l'apertura improvvisa di una porta della carrozza. Sei anni prima, un ferroviere aveva perso la vita nello stesso luogo e con le stesse modalità.

Muore la viaggiatrice Teresa Sortino.

Per questo incidente il tribunale di Prato ha condannato i dirigenti FS Michele Elia, Emilio Maestrini e Caroti Fazio alla pena di 1 anno e 4 mesi di reclusione, con sospensione della pena. Leggi la sentenza.
20 luglio 2002
Rometta Marea (ME)
Linea
Palermo - Messina
Sabato 20 luglio 2002. Dalla stazione di Milazzo riparte, proveniente da Palermo, una sezione della "Freccia della Laguna" che dovrà unirsi, alla stazione di Messina, all'altra proveniente da Siracusa per poi proseguire alla volta di Venezia. In prossimità del segnale di protezione della stazione di Rometta, il convoglio svia investendo un fabbricato che fortunatamente era disabitato sventrandolo. Sette persone rimangono intrappolate e perdono la vita oltre ad uno dei due macchinisti della locomotiva elettrica E 656.032 fermatasi in bilico su di un ponte. La macchina era stata revisionata da poco tempo e viaggiava a circa 105 km/h a fronte di un limite di circa 120 ammessi dalla linea in quel tratto specifico. La linea è sotto accusa: è strano che la manutenzione del binario terminata da pochi giorni non abbia evidenziato un armamento non proprio in ordine. Il collaudo del binario, avvenuto con esito favorevole, ha visto il ripristino della normale velocità. Da qualche tempo il personale di guida ha segnalato, sugli appositi moduli, che la linea non fosse proprio a posto. Si segnalavano alcuni di sbandamenti alquanto anomali rispetto ai caratteristici movimenti della macchina in corsa. La linea Messina-Palermo in alcuni tratti è in fase di raddoppio e da pochi mesi è stata aperta all'esercizio una nuova galleria a doppio binario sotto i monti Peloritani.

Muore il macchinista Saverio Nania.

12 agosto 2002
Stazione di Piombino (LI)
Linea
Campiglia - Piombino

La sera del 12 agosto 2002, il treno 6702 (materiale GAI) proveniente dal porto di Piombino è deragliato alla folle velocità di…25 km/h dopo aver superato col primo asse la punta dello scambio regolarmente disposto per l’istradamento del convoglio verso Campiglia, mentre il secondo asse lo “scavalcava” dirigendosi nella direzione sbagliata…. Colpa dello scambio usurato e, quindi, pessimamente controllato? Colpa dei bordini della ruota del rotabile, troppo sottili da “arrampicarsi” sulla rotaia? Aperta un'inchiesta della Magistratura. Piombino è una delle stazioni «guidate» a distanza.Nessun ferito. Blocco della circolazione per tutta la notte.

22 agosto 2002
Torazza Piemonte (TO)
Linea
Torino - Milano
Un treno merci deraglia in piena linea, impegnando il binario attiguo. L'ipotesi più accreditata è che il carico del treno non sia stato distribuito correttamente. Nessun ferito. Blocco della circolazione per 24 ore.
17 ottobre 2002
Brindisi
Una delle carrozze dell'espresso 901 Torino - Lecce deraglia in prossimità della stazione di Brindisi. Nessun ferito. Blocco della circolazione per circa 6 ore.
19 ottobre 2002
S. Vito Chetino (CH)
Linea

Un masso di 8 tonnellate precipita da un TIR e finisce contro la cabina di guida del locomotore del treno intercity 776 Lecce - Trieste. A causa dell'impatto il treno deraglia. Il TIR trasportava 13 tonnellate oltre il limite consentito.
Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!".

Muore il macchinista Francesco Palladino

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16 ottobre 2008
LANCIANO. Quattro condanne, tutte a un anno di reclusione: così è finito il processo per l'incidente ferroviario del 21 ottobre 2002, quando lungo la vecchia tratta ferroviaria che costeggiava l’Adriatico, nel territorio di San Vito, perse la vita il macchinista dell'intercity Lecce-Trieste, travolto dai massi precipitati dalla statale sovrastante.
La sentenza è stata emessa stamani dal tribunale di Lanciano, che ha ritenuto responsabili di omicidio colposo il conducente del tir dal quale fuoriuscirono i massi finiti sulla strada ferrata, i proprietari del mezzo, e il rappresentante della cava da dove partì il carico di pietre.
Il fatto avvenne in piena notte, e rischiò di essere una vera e propria strage. Sul treno infatti c’erano circa 700 passeggeri, e dopo l'impatto il mezzo non finì in mare perché imboccò una galleria. Oltre alla morte del macchinista, l’incidente causò il ferimento grave del secondo macchinista e quello lieve di una decina di persone.
(fonte: lanciano.it)

19 ottobre 2002
Firenze

L'Eurostar 9452 proveniente da Roma e diretto a Milano si scontra con un treno locale, all'uscita della stazione, che stava rientrando in deposito. Probabile causa: scambio difettoso.

Un viaggiatore ferito lievemente ad un piede.

29 novembre 2002
Lavagna (GE)
Linea
Genova - La Spezia

Un operaio marocchino e uno albanese muoiono mentre lavorano sulla linea Genova - La Spezia, presso Lavagna.

Muoiono due operai.

4 dicembre 2002
Noci (BA)
Linea
Bari - Taranto (FSE)

PUTIGNANO – E’ di due morti e nove feriti il bilancio di un grave incidente, avvenuto lungo i binari delle Ferrovie Sud Est, a circa 800 metri dall’ingresso della stazione di Noci. Le vittime sono Tommaso Secondo, di 50 anni, di Castellana Grotte (Bari), e Vito Gentile, di Noci. Un treno passeggeri li ha travolti mentre, a bordo di un carrello, stavano compiendo lavori di manutenzione lungo la linea ferroviaria. Uno degli operai feriti è in gravi condizioni: è stato estratto dalle lamiere dai vigili del fuoco e trasportato in elicottero nel reparto di rianimazione del policlinico di Bari. Due sono ricoverati in prognosi riservata negli ospedali 'De Bellis' di Castellana Grotte e 'Santissima Annunziata' di Taranto. Feriti anche due macchinisti del treno passeggeri, che hanno riportato alcune contusioni. Nessuna conseguenza, invece, per i passeggeri, in gran parte studenti, che viaggiavano sul convoglio partito da Putignano e diretto a Martina Franca. Sull'incidente il pm di turno del Tribunale di Bari, Antonino Lupo, ha aperto un' inchiesta ipotizzando i reati di disastro ferroviario colposo e omicidio colposo plurimo. Il magistrato ha disposto il sequestro dei due mezzi coinvolti e ha affidato ad un ingegnere dell'Ustaf (l'organismo del ministero delle infrastrutture che si occupa della motorizzazione e delle ferrovie) l'incarico di compiere i rilievi. All'attenzione degli investigatori è soprattutto la posizione di chi avrebbe dovuto avvisare i macchinisti del treno della presenza del carrello lungo la tratta ferroviaria. A quanto pare, gli operai stavano proprio andando a piazzare lungo i binari un cartello che avvisava dei lavori in corso.
fonte: sicurezzaonline.it)

Muoiono gli operai Tommaso Secondo e Vito Gentile

Feriti due macchinisti.
Feriti 9 operai.

29 dicembre 2002
Deiva Marina (SP)
Linea Genova - La Spezia

Un operaio FS, G. Picchetti, muore mentre lavora da solo nella galleria Picchi, presso Deiva Marina.

Muore l'operaio G. Picchetti

 Anno
2001 Incidenti
= 21
Macchinisti
morti = 2
Macchinisti
feriti = 3
Altri ferrovieri
morti = 3
Altri ferrovieri
feriti =
Viaggiatori
morti = 0
Viaggiatori
feriti = 32
15 marzo 2001
Bressanone (BZ)
Linea
Verona - Brennero
Due carri merci deragliano a sud della stazione di Bressanone mentre sono spinti da un locomotore di manovra. Disagi per il traffico locale.
29 marzo 2001
Bivio S. Vitale-Mirandola Ozzano
Linea
Verona - Bologna

Urto di treni contro veicoli stradali a PL chiuso. Fonte: RFI.

Un ferito

14 aprile 2001
Ponte Gardena (BZ)
Linea
Bolzano - Brennero
Un treno merci carico di tronchi si "spezza" due. 10 carri deragliano ed altri 4 carri si rovesciano nel greto del fiume Isarco.
Danni materiali.
24 aprile 2001
Latisana (UD)
Linea
Venezia - Trieste
Ruspa in mezzo ai binari, sfiorato il disastro. Solo la prontezza del macchinista ha scongiurato il peggio e cioè che il treno prendesse in pieno una ruspa che si trovava in mezzo ai binari. Il fatto è avvenuto tra le stazioni di Latisana e San Giorgio di Nogaro, appena passato Palazzolo dello Stella. Un rettilineo lungo alcuni chilometri sul quale da mesi si stanno svolgendo lavori per la sostituzione dei pali elettrici e l'interramento dei
cavi. Il macchinista del diretto Venezia - Trieste, partito dalla città lagunare alle 9.51, è stato costretto da una brusca fermata dopo che in lontananza aveva notato un certo movimento. Quattro operai stavano azionando una ruspa posizionata proprio in mezzo ai binari. Solo al fischio insistente ruspa e operai si sono allontanati. Sembra che i lavori si stavano svolgendo non in orario autorizzato. In pratica in quel momento la linea doveva essere "sgombra" di operai e pale meccaniche.
Diversa la versione della ditta esterna incaricata dell'intervento: tutto regolare, da giorni si sapeva che in quel punto si doveva operare con la ruspa.
28 aprile 2001 Stazione di Pisa C.le
Linea
Livorno - Pisa C.le
Il treno proveniente da Livorno e diretto a Torino si è trovato davanti un altro treno composto da automotrici termiche. La prontezza dei macchinisti ha evitato il peggio.
4 maggio 2001
Linea
Firenze SMN - Borgo S. Lorenzo
Un carrello di manovra tallona uno scambio del bivio a seguito di una errata sequenza dei segnali della linea. La prontezza dei macchinisti ha evitato un possibile disastro ferroviario.
9 maggio 2001
Pieris (GO)
Linea
Trieste - Venezia

Tragedia sfiorata, quando alle 15.25 il convoglio merci 40035 proveniente da Cervignano è deragliato mentre si trovava a poche decine di metri dal passaggio a livello di Begliano. Proprio in quel punto il merci si sarebbe dovuto incrociare con un treno passeggeri, il diretto Trieste - Venezia. La sospensione dell'energia elettrica dovuta all'uscita dalla sede ferroviaria di 25 dei trenta vagoni di cui era composto il merci, ha bloccato il diretto alla stazione di Ronchi Sud, evitando il peggio.
Questione di minuti, due al massimo, e il convoglio sarebbe passato. Ferito in modo leggero il pensionato Gino Gasparotto che stava lavorando nel suo orto che si affaccia sulla ferrovia. Lungo il tratto in cui si è verificato l'incidente i treni viaggiano alla velocità ridotta di 80 chilometri l'ora. Due le inchieste aperte da parte delle Ferrovie e della Polfer che ha provveduto a porre sotto sequestro la "scatola nera" del convoglio. Intanto si cerca di far luce sulle cause del deragliamento.
L'ipotesi più attendibile sarebbe quella del cedimento del carrello di uno dei vagoni che poi avrebbe trascinato gli altri fuori dalla sede ferroviaria.

Ferito il pensionato Gino Gasparotto che abitava lungo la linea.

17 luglio 2001
Rubiera (RE)
Linea
Milano - Bologna
Il treno 2065, proveniente da Torino e diretto a Bologna, mentre transitava nell'ambito della stazione di Rubiera è sviato in maniera inspiegabile e preoccupante.
La vettura pilota e le prime due vetture di testa sono rimaste sui binari, mentre il resto del treno, composto di 8 vetture, e la locomotiva collocata in coda sono sviate in prossimità degli scambi in uscita lato Modena.
Il treno si è arrestato in prossimità della testata del ponte sul fiume Secchia e non ha procurato danni alle persone, ad eccezione di qualche contuso...
...Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!".
11 giugno 2001
Antignano (LI)
Linea
Pisa - Roma

Macchina operatrice di un cantiere dove si stavano effettuando dei lavori si è trovata improvvisamente di traverso ai binari stessi mentre sopraggiungeva l'intercity 544 diretto a Ventimiglia. Nell'urto, la locomotiva del treno IC544 è deragliata.
...Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!".

10 maggio 2001
Udine
Linea
Udine - Tarvisio
Due auto si scontrano sui binari bloccando per ore la linea ferroviaria Udine - Tarvisio.
15 maggio 2001
Cervignano (UD)
Linea
Trieste - Venezia

Violento schianto nei pressi della stazione del capoluogo della Bassa friulana, avvenuto tra due treni merci poco dopo le 4 nei pressi della stazione di Cervignano. Due dei quattro macchinisti coinvolti sono rimasti contusi, ma le loro condizioni non destano preoccupazioni.
Lanciandosi dal treno in corsa hanno riportato qualche escoriazione. Trasportati all'ospedale, sono stati medicati e sottoposti a esami radiologici prima di venire dimessi.
L'impatto tra i due convogli è avvenuto a circa 200 metri dalla stazione, in direzione di Trieste, proprio sotto un viadotto. Un treno stava entrando in stazione, mentre l'altro viaggiava nella direzione opposta. Per fortuna entrambi procedevano a non elevata velocità, proprio perché si trovavano in prossimità della scalo. A ogni modo l'impatto è stato violento e le due motrici hanno riportato ingenti danni. Un paio di vagoni del convoglio che si accingeva a entrare (aveva da poco lasciato Ronchi ed era diretto all'interporto Alpe Adria) sono usciti dai binari. I vagoni di coda, in seguito al blocco improvviso della corsa, hanno spinto con forza contro quelli centrali facendone deragliare un paio. I vagoni sviati si sono così posti di traverso sui due binari della Trieste - Venezia bloccando la linea. Il frastuono ha squarciato il silenzio della notte ed è stato udito a diverse centinaia di metri di distanza.
Pare ormai appurato che l'impatto sia da imputare a un errore umano. Cioè a un
errato istradamento di uno dei due treni. L'incidente ha avuto pesanti ripercussioni sul traffico ferroviario.

Feriti due macchinisti.

26 maggio 2001
S. Giovanni al Natisone (UD)
Linea
Trieste - Udine
Il capotreno di un convoglio ferroviario è stato indagato in stato di libertà dalla Polizia Ferroviaria di Udine per avere causato un pericolo di disastro ferroviario. A seguito del ritardo di un treno diretto da Udine a Gorizia e Trieste, un centinaio di pendolari in partenza da Udine ha deciso di salire su un altro treno. A San Giovanni al Natisone il macchinista di questo convoglio ha suggerito ai pendolari di scendere, perchè subito dopo sarebbe passato il più veloce treno interregionale che aveva recuperato il ritardo. L'interregionale, però, non ferma a San Giovanni e, quando vi è giunto a forte velocità, ha rischiato di travolgere delle persone che si trovavano sui binari e che si sono salvate solo per la prontezza del macchinista, che ha azionato la frenata rapida.
12 giugno 2001
PL sulla spolverina in direzione di Mantova
Linea
Mantova - Modena

Un camion impegna un passaggio a livello mentre davanti a lui si era formata una colonna di auto causata da un semaforo stradale. Sentito il segnale acustico di chiusura delle sbarre il camionista ha tentato di togliersi d'impaccio ma senza successo. Sopraggiunto treno regionale, il macchinista che si è accorto del ostacolo, malgrado la frenatura non ha potuto evitare l'impatto.
Danni materiali, linea bloccata per più di 2 ore.

17 giugno 2001
Rubiera (RE)
Linea
Bologna - Milano

Incendio di materiale rimorchiato. Fonte: RFI.

10 feriti

17 luglio 2001
Rubiera (RE)
Linea
Bologna - Milano

Alle ore 19.10, il treno 2065 proveniente da Torino e diretto a Bologna, mentre transitava della stazione di Rubiera è deragliato. Ipotesi di cedimento strutturale dello scambio.

15 feriti

14 settembre 2001
Colle Isarco (BZ)
Linea
Bolzano - Brennero

Colle IsarcoSono le 4.15 quando sui binari della linea ferroviaria del Brennero, un chilometro a nord della stazione di Colle Isarco, si scatena l'inferno.
Un treno merci proveniente dal confine tampona un altro convoglio fermo da venti minuti alla stazione di Colle Isarco per un guasto ai freni. L'impatto avviene alla velocità di 24 chilometri orari.
È quanto basta per uccidere due macchinisti: Domenico Bianco, 49 anni di Bolzano, ed Ennio Mazzocchetti, 49 anni di Pescara. Entrambi erano nati il 30 aprile del 1952. Uno strano scherzo del destino. Ma il bilancio poteva avere conseguenze più tragiche. L'Espresso 1286 Napoli-Monaco con una cinquantina di persone a bordo è deragliato tre minuti dopo il primo incidente. I macchinisti del treno passeggeri hanno trovato sul proprio binario le lamiere dei due convogli tamponati.
L'impatto è stato inevitabile.
La locomotiva del Napoli-Monaco si è ribaltata finendo su un prato che costeggia la linea ferroviaria.
Il bilancio è di sei feriti lievi, due dei quali sono stati trattenuti all'ospedale di Bressanone. Si tratta di cinque ferrovieri e di un passeggero.
La tragica notte di Colle Isarco inizia alle 3.59.
A quell'ora il macchinista di un treno merci, il 40817 proveniente dal Brennero e diretto allo scalo di Bologna-San Donato, si ferma in stazione per un guasto ai freni.
Il conducente era stato avvertito pochi minuti prima dal collega di un altro convoglio diretto verso il Brennero che aveva notato delle scintille sprigionarsi dalla parte sottostante di un vagone.
È un guasto che capita spesso in quel tratto. I freni dei treni che scendono dal Brennero vengono messi a dura prova da una lunga e tortuosa discesa.
Mentre il guasto è in riparazione, dal Brennero sta arrivando un altro treno che traina venti vagoni carichi di ogni sorta di merce tra cui anche del gas.
I macchinisti del treno in arrivo trovano il semaforo rosso ma, dopo aver atteso qualche minuto, decidono di passare ugualmente.
Una manovra consentita dalle Ferrovie con l'imperativo, però, di "marciare a vista" ossia di procedere ad una velocità che permetta di frenare quando si trova il binario occupato.
Alle 4.15, proprio quando il guasto era stato riparato ed il macchinista del convoglio fermo alla stazione era pronto per ripartire, avviene la tragedia.
Il treno merci condotto da B. e M., nonostante una disperata frenata, si scontra, un chilometro prima della stazione, con l'ultimo pianale del lungo convoglio che lo precede.
Il pianale, proprio perché privo di un container, si alza e taglia a metà la cabina del locomotore.
B. muore sul colpo mentre M. entra in coma.
Un'agonia che dura quindici lunghi minuti.
Ma non è finita.
Tre minuti più tardi, senza che ci sia il tempo per realizzare quello che è successo, sull'altro binario sfreccia l'Espresso Napoli-Monaco ad 80 chilometri orari.
I macchinisti del treno passeggeri si accorgono di quanto è accaduto troppo tardi.
Tirano il freno ma l'impatto contro i resti della locomotiva condotta da B. e M. è inevitabile.
Il Napoli-Monaco deraglia.
La locomotiva ed un vagone finiscono su un prato vicino.
Poteva essere una strage.
Per buona sorte la cinquantina di passeggeri occupano tutti le cuccette, nei vagoni in coda al treno.
Si feriscono leggermente sei persone: Matteo Laganà, 33 anni di Bolzano, Christian Scalise, 29 anni di Bolzano, Frascesca Casciolli, 28 anni di Firenze, Francesco Lupo, 49 anni di Palermo, Walther Agostini Croce, 43 anni di Bologna, Luca Gorelli, 29 anni di Castiglion Fiorentino.
Quattro di loro vengono dimessi in giornata, due invece rimangono ricoverati in osservazione all'ospedale di Bressanone.
Per tutta la giornata di ieri i tecnici delle Ferrovie hanno cercato di capire le cause dell'incidente.
I dubbi non riguardano tanto l'errore umano, un fatto quasi assodato, quanto piuttosto l'interrogativo se la tragedia poteva essere evitata.
È possibile che il carico del treno condotto da B. e M. (la locomotiva trainava circa 1400 tonnellate) sia stato determinante nel tamponamento.
I macchinisti deceduti potrebbero aver azionato i freni in tempo.
Ma nella discesa che precede la stazione di Colle Isarco il carico potrebbe aver ritardato l'effetto frenante.
Come potrebbe essere vero il contrario.
E cioè che il pericolo sia stato avvertito troppo tardi rendendo inutile la frenata.
Altre ipotesi: una guasto alla locomotiva oppure una "marcia a vista" con velocità superiore a quella prevista.
Per capire le cause del disastro ferroviario sono state aperte tre inchieste da magistratura, Ministero e Ferrovie.
Ieri tutti i treni internazionali in transito sulla linea del Brennero sono stati soppressi.
Forse nella giornata di oggi verrà ripristinata la percorribilità di un binario.
(fonte. www.capostazione.it . Guarda alcune foto dell'incidente)

Morte dei macchinisti Ennio Mazzocchetti e Domenico Bianco.

Feriti il macchinista Christian Scalise ed altre 5 persone.

14 ottobre 2001
PL di Borgochiesanuova
Linea
Mantova - Modena

Un treno travolge un camion. Il TIR era in coda al semaforo, prima del passaggio al livello quando è ripartito ed è rimasto bloccato sui binari; in quel momento si sono chiuse le semi-barriere ed è sopraggiunto il treno che ha travolto il camion. Si tratta del secondo caso nell'arco di 4 mesi.

Danni materiali, linea bloccata.

17 ottobre 2001
Linea
Trento - Bolzano

In corrispondenza di un cantiere di lavori sulla linea, il macchinista e capotreno del treno regionale partito da Trento si accorgevano che uno degli operai era troppo vicino al binario; suonano tre volte ma nel medesimo istante transita un treno merci. L'operaio non sente la sirena, continuando a lavorare. Il locomotore gli passa accanto. Il predellino lo colpisce alla testa, all'altezza della tempia.

Muore un operaio

27 novembre 2001
Linea
Verona - Brescia

Il portellone di un carro merci si apre mentre incrocia un treno viaggiatori, colpendo alcune carrozze di quest'ultimo. Analogo incidente era avvenuto, nello stesso luogo, nel mese di aprile 2001.

Alcuni viaggiatori feriti a causa dei vetri andati in frantumi.

30 novembre 2001
Lavagna (GE)
Linea
Genova - Pisa

Un treno piomba su due operai lungo la linea.

Muoiono 2 operai

13 dicembre 2001
Stazione di Aulla
Linea "Pontremolese"

Un carro merci si sgancia durante una manovra, percorrendo alcuni chilometri di piena linea, da solo, senza controllo, finendo la sua corsa nella stazione di Aulla.
Danni materiali.

 Anno
2000 Incidenti = 8 Macchinisti
morti = 6
Macchinisti
feriti = 1
Altri ferrovieri
morti = 1
Altri ferrovieri
feriti = 0
Viaggiatori
morti =1
Viaggiatori
feriti = 0
2 febbraio 2000
Rovigo

A Rovigo muore G. Zulato, manovratore, rimasto schiacciato tra i respingenti di due automotrici.

Muore il manovratore G. Zulato.

14 aprile 2000
Ponte Gardena (BZ)
Linea
Bolzano - Fortezza
Sono da poco passate le 8.30 del mattino quando il treno merci 52850 in viaggio da Bolzano a Fortezza, svia poco più di un chilometro a nord della stazione di Ponte Gardena. 
Il convoglio, composto da 20 carri di legname di provenienza austriaca, si spezza in due tronchi che escono immediatamente dalla sede ferroviaria. Quattro precipitano nel vicino fiume Isarco riversandovi il loro carico di circa 50 tonnellate, altri 10 rimangono invece pericolanti in bilico sulla massicciata. Se per fortuna l'incidente non provoca vittime, gravi sono pur nella loro modesta importanza nei confronti di ogni vita umana, i danni arrecati alle infrastrutture. Centinaia di metri di binario risultano divelti alla stregua delle decine di traversine in cemento armato spezzate come grissini. Alcuni carri, inoltre hanno perso nel deragliamento i loro assi e risultano definitivamente danneggiati. 
Gravi anche i danni arrecati alla circolazione a causa della chiusura di entrambe i binari nei due sensi di marcia, con la riapertura del binario dispari, quello con direzione sud, alcune ore dopo l'incidente e del binario pari la mattinata successiva dopo una corsa contro il tempo da parte degli operai delle FS per limitare i ritardi su una arteria fondamentale come quella del Brennero. 
Causa dell'incidente sembra doversi addebitare alla rottura di un asse di uno dei carri merci, teoria ulteriormente avvalorata dalla presenza di numerose traversine spezzate centinaia di metri prima del luogo dello svio. 
4 giugno 2000
Solignano (PR)
Linea
Parma - La Spezia

Uscita della stazione di Solignano. Il treno 76005 proveniente da Padova e diretto a SolignanoLa Spezia, composto di 13 portacontainers carichi per un peso di 813 t, trainato da un locomotore E633 alla cui guida si trovano i macchinisti Fabio Agostini (35 anni) e Matteo Santilli (36 anni) entrambi di La Spezia. A bordo si trovavano anche due macchinisti che rientravano a Spezia, Pietro Bertolucci (44 anni) e Luciano Traversi (43 anni). Questo treno si è scontrato frontalmente con il treno 56132 proveniente da Livorno, composto da 22 carri vuoti 538 t, e trainato da un loc. E656, alla cui guida si trovano Paolo Nigiotti (50 anni, di Livorno) e Piero Romiti (52 anni, di Pontasserchio). Pare che alcuni macchinisti, al momento dell'incidente, fossero in "straordinario".

Muoiono i macchinisti Fabio Agostini, Matteo Santilli, Piero Rimonti, Pietro Bertolucci e Paolo Nigiotti.

Ferito gravemente il macchinista Luciano Traversi.

Torino di Sangro (CH)
Linea
Pescara - Termoli
Un treno merci di containers, il 58012, è deragliato ad alta velocità su una deviata predisposta per incrociare l'espresso 923 intorno alle ore 2:00.
21 agosto 2000
Salerno
Linea
Sarno - Salerno
Deragliamento di 2 Ale, sugli scambi del Bivio S.Lucia. Condotta da agente unico con ALe privi di ripetizione segnali.
19 ottobre 2000
Stazione di Bologna C.le.
Macchinisti del treno IC 33909 partito dalla stazione di Bologna C.le alle ore 8.37 scorgevano la presenza di un camion che invadeva la sede ferroviaria del binario attiguo, all'altezza di un PL automatico. Prontezza dei macchinisti nel segnalare l'inconveniente, evitando investimento da parte del treno proveniente dalla direzione opposta.

(Data ignota)
Peschiera del Garda (VR)
Linea
Verona - Milano

Incendio carrozza 1° classe Intercity. Il surriscaldamento del impianto elettrico ha provocato un cortocircuito, e, di seguito, un incendio. I gas liberati dal poliuretano espanso bruciato salivano attraverso le grate del pavimento proprio verso il sedile dove era seduta una viaggiatrice. In pochi minuti l'incendio si è esteso a tutto il sedile. Cattivo posizionamento delle sonde di captazione preposte alla regolazione della temperatura dell'impianto. I rivestimenti dei sedili non rispondevano alle normative anti-incendio; ci sarebbero ancora circa 60 carrozze dello stesso tipo (parere del perito del Tribunale)

Muore una viaggiatrice.

29 dicembre 2000
Paola (CS)

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Muore il macchinista Filippo Nucera.

 Anno
1999 Incidenti = 3 Macchinisti
morti = 0
Macchinisti
feriti = 0

Altri ferrovieri
morti = 0

Altri ferrovieri
feriti = 0
Viaggiatori
morti = 0
Viaggiatori
feriti = 1
26 febbraio 1999
Bruzolo di Susa (TO)
Linea

Nei pressi della stazione di Bruzolo di Susa un treno Eurocity Lione - Torino effettuato dall'ETR 460 n° 28 investe in corrispondenza di un passaggio a livello un autotreno rimasto incastrato sulla sede ferroviaria.
L'incidente si conclude con il ferimento di una persona e rilevanti danni al materiale.
Fonte: http://interrail.publinet.it

Un ferito

23 giugno 1999
Piacenza
Erano le 8.11, quando il treno 2037 proveniente da Milano C.le e diretto Piacenza 2a Livorno si scontrava con il treno 9307 proveniente da da Torino e diretto a Roma. I macchinisti del 2037, già nelle prime dichiarazioni rese al magistrato, hanno riconosciuto il loro tragico errore di interpretazione della segnaletica. In effetti la zona tachigrafica confermava che era stato effettuato il riconoscimento della degradazione del codice RS da 270 a 180, con conseguente riduzione della velocità, e da 180 a 75 che imponeva l'arresto al segnale di protezione di Piacenza, lato Milano; forse perchè si aspettavano l'ingresso in stazione, i macchinisti non hanno rispettato l'indicazione di arresto al segnale di protezione e comunque la frenatura rapida, all'ultimo momento, non avveniva in tempo per evitare l'impatto col pendolino 9307. A causa di un lieve ritardo, infatti, questo treno stava percorrendo il binario deviato per essere ricevuto sul 4° binario, realizzando una convergenza di binario col treno 2037.
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Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"
13 ottobre 1999
Berceto (PR)
Linea
La Spezia - Fornovo
Nella notte, intorno alle ore 4.35, sugli scambi d'ingresso (lato Pontremoli) della stazione di Berceto avviene uno scontro fra un treno viaggiatori composto da ALe 803 ed un treno merci di circa 1000 tonnellate. Pare che il merci non abbia rispettato il segnale di protezione a via impedita della stazione di Berceto e sarebbe entrato in stazione indebitamente, finendo la sua corsa contro il treno viaggiatori che stava entrando regolarmente in stazione per effettuare l'incrocio. Alla guida del treno merci c'erano 2 macchinisti della cosiddetta "Task force", distaccati dal deposito di Palermo. Avevano riposato di giorno nel dormitorio di Parma e avevano preso servizio in vettura alle 20.40 per effettuare un servizio da Rubiera a La Spezia, con partenza alle ore 21.40 e arrivo alle 4.30.
(fonte: ancora IN MARCIA!)
 Anno
1998 Incidenti = 11 Macchinisti
morti = 0
Macchinisti
feriti = 3
Altri ferrovieri
morti = 2
Altri ferrovieri
feriti = 0
Viaggiatori
morti = 18

Viaggiatori
feriti = 4

2 febbraio 1998
Milano Certosa
Milano CertosaE' una mattina fredda e nebbiosa quando il regionale proveniente dalla linea di Gallarate si snoda tra i binari diretto a Milano Porta Garibaldi.
In quel tratto di linea, in cui la Milano - Torino affianca la Milano - Gallarate, è posto uno scambio di collegamento tra le due linee suddette che il convoglio affronta a velocità eccessivamente elevata. La E633.080, titolare del regionale, svia dai binari accasciandosi su un fianco e termina la sua folle corsa rotolando numerose volte nel campo coltivato presente a fianco del tracciato.
Uno dei tre carrelli della E633 si stacca addirittura di netto dalla sede, viene catapultato in avanti e successivamente coperto dalla locomotiva stessa che nel frattempo ha inoltre sparso propri pezzi (ammortizzatori, pantografi, griglie, ecc...) per tutto il campo !! Fortunatamente le vetture a due piani collegate alla motrice non deragliano ma proseguono per inerzia parte del tracciato.
Come osservabile sempre dalle foto, adiacente alla linea corre la trafficatissima autostrada Milano - Torino che proprio in quel punto sovrappassa la ferrovia. Facile immaginare la tragedia che sarebbe potuta accadere se il treno avesse centrato uno dei piloni portanti del sovrappasso.
L'incidente si conclude fortunatamente senza alcuna vittima ma con alcuni feriti tra cui i due macchinisti. La E633.080 protagonista dello sviamento è stata demolita in loco poco tempo dopo.
Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"
6 febbraio 1998
Albinia (GR)
Linea
Pisa - Roma
Il merci 51399 con titolare la E636.250 abbatte il paraurti terminale del binario di precedenza a causa della sua indebita partenza per una errata interpretazione dei segnali disposti a via libera validi per un altro treno fermo nella stazione di Albinia, sulla linea tirrenica.
Fortunatamente, a causa dell'incidente, nessuna persona rimane ferita ma la E636.250 viene demolita sul posto nell'agosto 1999.
Fonte: http://interrail.publinet.it
23 marzo 1998 Firenze Castello
Linea
Bologna - Firenze

Sono le 18,50 quando l'Eurostar Roma - Bergamo sperona un treno regionale nei pressi della stazione di Firenze Castello a pochi chilometri da Santa Maria Novella. Il frontale dell'ETR 480 n° 34, da pochi giorni in servizio, si schianta contro il locomotore in coda del regionale, l'E646.009 e si va quindi ad infilare nell'ultima carrozza travolgendo con tutta la sua massa le numerose persone a bordo.
Pesante il bilancio finale con 1 morto e 39 feriti gravi di cui 2 in coma.
La causa dell'incidente è stavolta certamente da imputarsi ad un errore umano visto che, da rilevazioni tecniche svolte, risulta che l'Eurostar non abbia rispettato un segnale a via impedita poco prima dell'incrocio in cui si è verificato l'impatto.
I due macchinisti dell'ETR 480 sono stati indagati per omicidio colposo ed hanno in seguito patteggiato la pena minima con la condizionale.
Fonte: www.interrail.publinet.it
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Muore un viaggiatore.

32 feriti.

3 aprile 1998
Linea FSE
Novoli - Cagliano (Tratto Nardo' citta' - Copertino)
All'altezza di un PL incustodito, nei pressi della stazione di Nardo' Citta', l'automotrice Breda AD58 del treno At302 urtava contro un autocarro rimasto li' bloccato.
Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"
14 aprile 1998
S. Margherita Ligure (GE)
Linea
Pisa - Genova
Un treno intercity diretto all'estero deraglia a una velocità di 30 km/h nella stazione di S.Margherita. 
Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"
12 agosto 1998
Stazione
di Milano C.le

Un treno in manovra nella stazione di Milano C.le, durante il piazzamento, ha sfondato il paraurti in cemento, e la cassa della vettura è finita in una tabaccheria. Un incidente che ha riaperto le polemiche sull'efficienza delle radio-trasmittenti, e che deve far riflettere sull'importanza della "nota faro" durante le manovre col locomotore. Tre ferrovieri sotto inchiesta.
Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

Ferite cinque persone

20 ottobre 1998
Cascina (PI)

Due operai di Catania, dipendenti della ditta Vialli Impianti, Carmelo Guarnaccia, 32 anni, e Sebastiano Bosco, di 36, sono morti sui binari della stazione di Cascina, folgorati da una scarica di 3000 volt.

Muoiono gli operai Carmelo Guarnaccia e Sebastiano Bosco

29 luglio 1998
Roma Tiburtina
È mattina inoltrata quando un incendio si sviluppa improvvisamente nella stazione di Roma Tiburtina all'interno della carrozza semipilota 50 83 82-78 021 - 3 npBD. Il veicolo è fortunatamente vuoto in attesa di essere predisposto per un prossimo treno interregionale ma l'incendio, divampatosi velocemente, si propaga fino a raggiungere il bagagliaio del treno parcheggiato sul binario parallelo classificato 50 83 91-78 063 - 4 nDU provocando scene di ovvio panico tra i passeggeri.
La velocità dei soccorsi permette lo sganciamento del locomotore e della prima carrozza dal bagagliaio nonché della carrozza successiva dalla semipilota prima che questi siano avviluppati nelle alte fiamme mentre l'intervento dei pompieri, peraltro reso difficoltoso dalla inusitata posizione, pone fine ad un incendio che la fortuna ha voluto non causasse vittime.
Non ancora ben chiara la dinamica dell'incidente.
Fonte: http://interrail.publinet.it
28 ottobre 1998 Capena (RM)

Molta paura ma nessun morto anche se l'incidente provoca 11 feriti di cui 2 gravi. È il bilancio del deragliamento avvenuto sulla Roma - Firenze presso Capena a nord della capitale. Poco prima dell'una di notte, l'espresso 848 Conca d'Oro proveniente da Palermo e diretto a Milano, svia su uno scambio a circa 100/120 km/h. Alcune carrozze traballano sulla massicciata ma miracolosamente rimangono in piedi. Il macchinista azionata la rapida ferma il treno in tempo per evitare il ribaltamento di qualche convoglio.
La colpa dello sviamento verrà attribuita alla eccessiva velocità con cui il treno avrebbe intrapreso lo scambio.
Fonte: http://interrail.publinet.it
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Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

11 feriti

ottobre 1998
Lodi (LO)

Un merci impatta contro una piastra tenuta in sospensione da una gru.
Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

Feriti i due macchinisti.

1 novembre 1998
Milano Lambrate

Questo non è un incidente "classico". Non ci sono, infatti, rottami di treni, nè morti nè feriti ma un uomo, il macchinista Antonio Fiorillo, che ha rischiato di morire mentre si trovava alla guida del "proprio" treno, a causa di un infarto al miocardio.
Leggi l'articolo di "ancora In Marcia!".

Ferito un macchinista

 Anno
1997 Incidenti = 9 Macchinisti
morti = 4
Macchinisti
feriti= 0
Altri ferrovieri
morti = 1
Altri ferrovieri
feriti = 0
Viaggiatori
morti = 6
Viaggiatori
feriti = 4
11 gennaio 1997
S.Agata di Militello (ME)
Muore d'infarto il macchinista Filippo Cecala mentre fruiva del riposo fuori residenza.
Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"
12 gennaio 1997 
Piacenza

Incidente ferroviario di PiacenzaSono le 13,26 quando l'Eurostar 9415 Milano - Roma deraglia alle porte della stazione di Piacenza. La prima carrozza dell'ETR 460 n.29 si schianta contro un pilastro di ferro e si spacca in due, le altre si rovesciano in rapida successione e solo le ultime due rimangono miracolosamente in piedi.
Otto le vittime di questo tremendo incidente : i due macchinisti, due agenti della Polfer, una hostess e tre passeggeri seduti sulle prime carrozze, cui vanno sommati circa 30 feriti gravi.
Le cause di questo disastro tutt'oggi non risultano molto chiare. Due le ipotesi più accreditate dopo l'esclusione di ipotesi al limite del fantascientifico narrate dai telegiornali : 1) cedimento dell'albero di trasmissione del carrello anteriore della prima carrozza con conseguente impiantamento nel binario (problema già accaduto ad un altro ETR 460 senza conseguenze); 2) eccessiva velocità nell'inserimento nella curva che immette alla stazione di Piacenza e conseguente svio esterno.
Rilevamenti tachigrafici effettuati sulle scatole verdi hanno dimostrato che poco prima del deragliamento il Pendolino viaggiava a circa 160 km/h in un tratto in cui non avrebbe dovuto andare oltre i 105 km/h, cosa che accrediterebbe la seconda ipotesi già ingigantita dalla eccessiva presenza di personale di servizio tra i deceduti. In sostanza si vorrebbe attribuire la colpa dell'accaduto alla eccessiva velocità del convoglio provocata dalla distrazione del personale riunito nella cabina di guida. Vibranti le proteste dei ferrovieri, per tale ipotesi, nei confronti dell'azienda. Fra i viaggiatori rimasti illesi c' è anche l'ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga.
(fonte: http://interrail.publinet.it)
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La storia dettagliata dell'incidente si trova anche su questo sito: www.gem.it

Leggi l'articolo di "ancora In Marcia!"

Muoiono i macchinisti Pasquale Sorbo e Livio De Sanctis.
Muoiono anche Agostino Carbonaro, Carmela Landi, Cinzia Assetta, Francesco Ardito, Gaetano Morgese, Lorella Santone.

29 feriti.

2 agosto 1997
Roma Casilina

È l'alba quando quando l'espresso 816 Reggio Calabria - Torino deraglia all'uscita della stazione di Roma Casilina.
La rottura del gancio che collega l'E656.403 titolare dell'espresso e il primo vagone costituito da una carrozza letto, avvia quest'ultima al deragliamento che si conclude con lo schianto contro un treno merci fermo su un binario parallelo. In seguito a questo deragliamento altre 3 carrozze su 20 sviano e si inclinano invadendo l'altro binario e dividendo di netto l'Italia in due.
La relativamente bassa velocità a cui viaggiava il convoglio, complice un susseguirsi di scambi, evita la catastrofe ma il bilancio finale sarà comunque di 4 feriti gravi e molti contusi.
A seguito di una indagine, il deragliamento verrà imputato alla eccessiva velocità del convoglio: 90 km/h nell'impegnare un itinerario deviato previsto a 30 km/h. I due macchinisti sono stati condannati a 1 anno e due mesi di reclusione ciascuno. Nelle fasi di recupero dei rotabili, la gru EDK1000 da 125 tonnellate del DL di Napoli, si ribalta per un errore di piazzamento o di cedimento del terreno (caso ancora non chiarito) e, invadendo i binari, interrompe per circa 2 giorni l'intera circolazione tra nord e sud ad esclusione della sola linea Adriatica.
Leggi l'articolo di "ancora In Marcia!"

Feriti 4 viaggiatori.

12 marzo 1997
San Felice sul Panaro (MO)
Linea
Bologna - Verona

Due treni si trovano "faccia a faccia"! Per fertuna, nessuna conseguenza.
Leggi l'articolo di "ancora In Marcia!".
22 settembre 1997
Brancaleone (RC)
linea
Salerno - Reggio C.
Nessuna vittima ma alcuni feriti lievi e molta paura nell'incidente verificatosi a Brancaleone in provincia di Reggio Calabria.
L'IC 792 Reggio Calabria - Taranto dopo aver superato la stazione di Brancaleone ad una velocità di circa 120 km/h, in una giornata di pioggia torrenziale, si scontra con un furgone che era finito sui binari dopo aver sfondato il guard-rail che divide la linea ferroviaria con la SS 106 jonica. L'autista del furgone riesce a saltare fuori dall'abitacolo prima dell'arrivo del treno ma il macchinista non riesce a frenare in tempo e l'impatto diventa così inevitabile. La D.445.1146, titolare dell'Intercity, esce dai binari e piomba sulla vicina strada adagiandosi su un fianco mentre 2 delle 4 carrozze serie Z escono dai binari e rimangono inclinate sulle rotaie.
24 settembre 1997
Gallarate (VA)
Linea
Luino - Gallarate

Un capotecnico è stato colpito dal treno 10.767 proveniente da Luino sui binari in ingresso a Gallarate, ed è morto poco dopo. E successo il 24 settembre.
Le circostanze hanno fatto parlare di "fatalità"; in realtà, come rilevato dal CO.M.U. di Gallarate in un comunicato che è apparso sulla stampa locale, si tratta dell'ultimo di una serie di incidenti in cui sono coinvolte persone che lavorano lungo i binari (Rubiera, Pavia, Codogno, Seregno), e che l'intensificarsi di questi episodi va inquadrto nel contesto di una ristrutturazione selvaggia dove primeggiano le esigenze di bilancio, ed è emblematico il fatto che i macchinisti sempre più spesso segnalano cantieri in linea privi delle tabelle di protezione.
(Fonte: ancora IN MARCIA!)

Muore un capotecnico

1 ottobre 1997
Quart (AO)
Linea
Chivasso - Aosta
Nella stazione di Quart due treni rischiano la collisione.
Leggi l'articolo di "ancora In Marcia!".
11 novembre 1997
La Spezia
Il treno IC 529, era partito da La Spezia e diretto verso sud, poco dopo le ore 16:00. Il segale di partenza di La Spezia fa anche da avviso al segnale di protezione della stazione di La Spezia Migliarina. Lo scalo merci di La Spezia Migliarina si trova sulla sinistra rispetto alla marcia dei treni diretti verso sud. Il treno IC 529 andava ad urtare contro il treno merci 56326 che era partito dallo scalo merci e diretto verso nord e che in quel momento impegnava gli scambi di immissione in linea. I macchinisti dell'IC sostengono di essere partiti dalla stazione di La Spezia con segnale disposto a via libera (verde). Se al tempo dell'incidente ci fosse stata la RS, non sarebbe successo niente.
Leggi l'articolo di "ancora In Marcia!".
21 novembre 1997
Rubiera (RE)
Linea
Milano - Bologna
E' notte fonda quando il treno Euronight 306, trainato dalla E444R.050 e instradato su un itinerario deviato a causa di lavori, svia presso la stazione di Rubiera abbattendo il paraurti terminale di un binario a seguito dell'inosservanza del segnale di partenza disposto a via impedita.
Il personale di macchina, successivamente indagato, dichiarerà di essere stato abbagliato dai fanali dei mezzi del treno cantiere in opera sul binario attiguo.
Fortunatamente nessuna vittima a seguito dell'incidente ma solo alcuni contusi.
?
Firenze
Muore il macchinista Fabio Ricci, stroncato da un malore mentre era di riserva in deposito.
 Anno
1996 Incidenti = 16 Macchinisti
morti = 4
Macchinisti
feriti = 3
Altri ferrovieri
morti = 6
Altri ferrovieri
feriti = 0
Viaggiatori
morti = 2
Viaggiatori
feriti = 47
?

Muore Rocco Papaleo del Personale Viaggiante di Genova travolto da un treno mentre attraversava i binari per un cambio personale volante nella stazione di Quercianella.

Muore il capotreno Rocco Papaleo.

12 marzo 1996
Sulmona
SulmonaIl treno merci 77614 con titolare la E636.197, svia al termine del binario di ricevimento a causa dell'inefficienza dei freni nei pressi della stazione di Sulmona.
L'incidente costa la vita ad un macchinista deceduto in quanto, resosi conto della situazione, si è gettato dalla cabina di guida urtando contro un ostacolo adiacente. 
Fonte: http://interrail.publinet.it
(Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!")

Muore il macchinista Luigi Romeo

Ferito il macchinista Giuseppe Lostracco

7 maggio 1996
Linea
Siena - Chiusi

Un treno regionale finisce contro un TIR carico di 440 quintali di ferro che si era bloccato su un PL nei pressi di Montepulciano. A seguito dell'impatto (avvenuto a 100 km/h!), muore una viaggiatrice. La cabina di guida. Il macchinista Pasquale Feola, alla guida del treno fino a poco prima dell'impatto, dopo aver attivato la frenatura di emergenza, è rimasto inspiegabilmente fermo, e solo grazie alla tempestività del suo collega Gianfranco Berni è riuscito a mettersi in salvo. Se non ci fosse stato il secondo macchinista, Pasquale Feola sarebbe andato incontro a morte certa.

Muore una viaggiatrice

17 luglio 1996
Grignano (TS)

E' l'alba del 17 luglio. Siamo a Grignano, alle porte di Trieste. I macchinisti del 53257 (DL Udine) superano un giallo che lampeggia in modo "strano". Decidono di rallentare. Il segnale successivo è rosso e fermano il treno. Il primo agente Pessot scende per telefonare. Passa qualche minuto, poi un boato. Il loro treno fa 50 metri in avanti. Appena ripresisi dallo choc capiscono cosa è accaduto, bloccano la circolazione e danno l'allarme. In coda è un disastro. Il 73405 immesso al seguito ha violentemente tamponato i carri di coda del loro treno. La scocca del locomotore del 73405 si è staccata dai carrelli inerpicandosi nella scarpata che costeggia la ferrovia. I macchinisti sono Gioacchino Guastamacchia e Francesco Santonocito. I VV.F. impegnano più di 7 ore per estrarli dalle lamiere. Ma sono già morti. Gioacchino, in organico a Trieste da tre giorni, veniva da Milano e aveva 27 anni. Era originario di Terlizzi (BA) aveva deciso di stabilirsi lì e mettere su famiglia con una ragazza del posto.
Francesco, nato a Catania ma residente a Trieste, aveva 52 anni. Era un ex TM in corso di professionalizzazione che però aveva deciso di andare in prepensionamento; gli mancavano 13 giorni alla pensione!
Tre le inchieste aperte: Magistratura, FS e Ministero dei Trasporti. Da 10 anni è attiva una "deroga" normativa proprio a Grignano. In barba all'art. 48/5 del RS, è stato disposto di considerare permissivi i segnali di protezione e partenza. Ciò per disabilitare la stazione risparmiando sugli interventi impiantistici altrimenti necessari. Su quella linea manca la Ripetizione Segnali, la comunicazione telefoni.
(Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!")

Muoiono i macchinisti Francesco Santonocito e Gioacchino Guastamacchia

27 luglio 1996
Bolzano
Ore 6:40. Durante una manovra ad un treno internazionale quattro vetture partono senza controllo dalla stazione di Bolzano. Le vetture che erano istradate sulla piena linea vengono fatte deviare verso un binario morto della stazione successiva. Le vetture erano vuote, quindi non ci sono stati danni alle persone.
(Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!")
31 luglio 1996
Crema
Linea
Bergamo - Cremona

Un agente immobiliare viene investito da un treno di mezzi leggeri mentre attraversava un P.L. rimasto aperto per un guasto alla centralina di comando. Al vaglio delle indagini giudiziarie c'è il funzionamento del segnale che proteggeva il P.L.; intanto pero sono indagati per omicidio colposo il macchinista ed il capostazione. 
(Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!")

Ferito il conducente dell'auto.

24 luglio 1996
Rubiera (RE)
Linea
Milano - Bologna

(Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!")

Muoiono tre operai della ditta "Strukton".

4 agosto 1996
Pomezia (RM)
Linea
Roma - Napoli

(Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!")

 

agosto 1996 Francesca Brufano, 39 anni, del Personale Viaggiante di Foligno, muore cadendo da una porta di una Ale 601.
20 agosto 1996
Bologna San Ruffillo

(Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!")

29 agosto 1996
Lecco

(Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!")

Feriti i due macchinisti.

29 agosto 1996
Cattolica (RN)
Linea
Bologna - Ancona
(Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!")
4 settembre 1996
Cava Manara (PV)
Linea
Alessandria - Pavia
(Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!")
5 settembre 1996
Porto Ceresio (VA)
Linea
Varese - Porto Ceresio
(Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!")
30 dicembre 1996
Linea
Brescia - Edolo
(FNM)

Il treno 4, parte da Bornato senza attendere l'incrocio previsto in orario col 255 che era in arrivo. Nell'impatto fra i treni, muoiono 3 persone, con 45 feriti.
(Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!")

Muoiono un macchinista, il capotreno ed un viaggiatore.

45 feriti.

 Anno
1995 Incidenti = 11 Macchinisti
morti = 2
Macchinisti
feriti = 4
Altri ferrovieri
morti = 6
Altri ferrovieri
feriti = 1
Viaggiatori
morti = 4
Viaggiatori
feriti = 83
31 gennaio 1995
Line
Siracusa - Catania

Un treno sulla linea Siracusa - Catania roschia il deragliamento a causa di alcuni massi sui binari.

Feriti 2 macchinisti.

15 febbraio 1995
Vallo della Lucania (PZ)
Linea
Potenza - Metaponto

Durante il Durante il periodo della interruzione della circolazione, alle ore 9:30, un carrello FS (impianti elettrici) per la manutenzione della linea aerea, fermo lungo la linea viene investito da un locomotore della ditta Fersalento specializzata in posa di armamento.

Muoiono sul colpo due ferrovieri intenti alla manutenzione della linea aerea: il Tecnico Rago Domenico nato a Calciano il 18.4.1938 assunto in FS il 10.5.1971; il tecnico Lella Leonardo Antonio nato a Ginosa il 24.9.1947 assunto in FS 1.7.1977.

13 marzo 1995
Città della Pieve (PG)
Linea
Roma - Firenze

Nei pressi del 2° bivio Chiusi sud sulla linea LL Firenze - Roma avvieCittà della Pievene lo scontro tra il treno merci 77342 trainato dalla E.656.542 e l'espresso 822 con titolare la E.656.181 in corrispondenza del punto di interconnessione tra le linee Firenze - Roma LL e DD a causa del mancato rispetto del segnale di protezione del bivio lato linea LL disposto a via impedita da parte del treno merci.
La locomotiva e numerose vetture del treno 822 precipitano nella scarpata sottostante e alla fine delle operazioni di soccorso si registreranno 2 morti e 30 feriti. Proprio in questa scarpata verrà demolita il 17 novembre successivo la E656.181 a seguito del quasi impossibile recupero. La E656.542 invece, dopo un lungo periodo di ricovero presso la RL di Chiusi, verrà ripristinata per l'esercizio.
Da segnalare che il tratto precedente il segnale superato dal treno merci non era provvisto di codificazione di binario. Essa ha inizio dal segnale medesimo.
Leggi anche l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

2 morti

30 feriti

15 marzo 1995
Firenze

Massimo Landi, 35 anni, del Personale Viaggiante di Firenze Santa Maria Novella, muore cadendo da una porta killer di una Ale 420, vettura del 1939, mai ristrutturata, fra Pistoia e Prato.

Muore Massimo Landi, 35 anni, del Personale Viaggiante di Firenze SMN.

aprile 1995
Firenze SMN
Muore il manovratore Pietro Orlandi.
26 aprile 1995
Campagna (SA)
Linea
Napoli - Potenza

Il giorno 26 aprile 1995, il treno 12395, con il materiale navetta trainato da loc. 424 in testa, alla cui condotta erano i nostri colleghi Iallorenzi Antonio e Russo Adelio, sulla linea NA-PZ, tra le stazioni di Campagna e Contursi, alle ore 6:10 circa andava a finire contro una frana nelle vicinanze di una galleria. Il convoglio, sfondando la frana, è deragliato nella galleria. I macchinisti sono stati tirati fuori dalla galleria e soccorsi dopo circa un'ora: Russo ha riportato alcune costole lesionate mentre Iallorenzi ferite lacero-contuse alla regione temporale destra e una frattura scomposta al braccio destro con conseguente operazione chirurgica necessaria per la messa in posa di un placca.
Altri due passeggeri sono rimasti contusi.
La linea era stata riaperta da circa un anno dopo otto anni circa di lavori per l'elettrificazione.
(fonte: "ancora IN MARCIA!" - Giorgio Cichidi)

Feriti i macchinisti Iallorenzi Antonio e Russo Adelio.
Feriti due viaggiatori.

5 luglio 1995
Cuzzago (VB)
Linea
Milano - Domodossola

Domodossola, 5 luglio 1995A causa dell'indebito inoltro in linea di un treno materiale per lavori in corrispondenza del bivio per lo scalo "Domo 2", avviene lo scontro tra questi ed il treno espresso Milano - Berna con titolare la locomotiva E656.272.
Nell'urto vengono coinvolti principalmente le due vetture immediatamente seguenti la locomotiva ed in parte anche quest'ultima.
Al termine delle operazioni di soccorso si conteranno 2 morti e 51 feriti.
Fonte: http://interrail.publinet.it
Leggi l'articolo apparso su "ancora IN MARCIA!"

Muiono 2 viaggiatori

Feriti 51 viaggiatori

9 settembre 1995
Gallarate (VA)
Urto nello scalo della stazione di Gallaret.
Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"
dicembre 1995
Piedimonte

Un giovane macchinista di 40 anni Enrico Ugolini di Roma è mortPiedimonteo in un grave incidente avvenuto durante una manovra nella stazione di Piedimonte.
Non sappiamo esattamente come sia avvenuto questo incidente ma pensiamo che il nostro collega, per la scarsa visibilità (erano le 5,45), non abbia visto il pianale che era in precedenza alla sagoma scura di un containers. Nell'urto avvenuto a 25 Km il pianale si è alzato ed ha schiacciato la cabina nella quale oltre all'Ugolini si trovava il manovratore rimasto gravemente ferito. La stazione di Piedimonte è vecchia e scarsamente illuminata. Quella nuova è pronta da 6 anni ed è costata 30MLD ma non si capisce perché fino ad ora non è stata attivata.
(Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!".

Muore il macchinista Enrico Ugolini

Ferito un manovratore.

13 dicembre 1995
Quadrivio Zappata (Torino)

Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

Muoiono travolti da un treno gli operai Leonardo Vullo e Angelo Usai.

26 dicembre 1995
Pomezia
Linea
Roma - Napoli

Deragliano due carri al centro di un convoglio.
Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

 Anno
1994 Incidenti
= 6
Macchinisti
morti = 0
Macchinisti
feriti = 3
Altri ferrovieri
morti = 0
Altri ferrovieri
feriti = 0
Viaggiatori
morti = 0
Viaggiatori
feriti = 100
31 luglio 1994
Chieti

Deragliano due vagoni del Roma - Pescara.

10 feriti.

2 ottobre 1994
Roma Aurelia

Sono le 8 e 30 del mattino quando un treno merci trainato dalla E645.050 e composto da 12 vagoni contenenti prodotti chimici deraglia nei pressi della stazione di Roma Aurelia.
L'incidente viene causato dallo smottamento del terreno dovuto alle copiose piogge del giorno precedente e provoca fortunatamente il solo ferimento di 4 persone tra le quali il Capotreno evitando danni maggiori grazie alla mancata fuoriuscita di sostanze inquinanti dai carri cisterna.
Le conseguenze dell'incidente avrebbero potuto essere però ben più gravi dal momento che sullo stesso binario, 10 minuti più tardi, era previsto il transito di un treno passeggeri diretto a Lourdes.
Alcuni sospetti, tuttavia, avvolgono ancora oggi la dinamica di questo incidente, soprattutto alimentati da pressanti voci che vorrebbero attribuire le cause dello smottamento ad alcuni lavori di sbancamento effettuati in un cantiere adiacente alla linea ferroviaria.
Fonte: http://interrail.publinet.it

Feriti i macchinisti Roberto Cati e Andrea Velluti.

4 ottobre 1994
Roma Magliana

Il treno merci Civitavecchia - Roma, fermo a un semaforo rosso nei pressi della Magliana viene tamponato dal passeggeri Fiumicino - Fara Sabina.

50 persone restano ferite.

ottobre 1994
Livorno

Grave incidente fra le stazioni di Livorno C.le e Livorno Calambrone dove due treni merci si sono tamponati con enormi danni alla linea e al materiale. I due macchinisti del treno tamponante, accortisi della coda del treno, si sono riparati nei corridoi, mentre un macchinista del treno tamponato ha riportato un trauma alla colonna vertebrale.
Le cause sono da ricercare in un errore del C.S. che ha dato il via e consegnato un modulo M7 risultato poi non veritiero per la presenza in linea di un treno.

Ferito il macchinista Antonino Malara.

ottobre 1994
Genova
Un Intercity partito da Genova P. Principe ha trovatosul proprio itinerario un carro merci deragliato da un altro treno. Gravi danni al materiale ed alla circolazione.
27 ottobre 1994
Orbassano (TO)

Due vagoni cisterna, uno contenente residui di cloro e l'altro gas butano, si scontrano e lasciano fuoriuscire una nube tossica.

40 persone vengono medicate all'ospedale.

 Anno
1993 Incidenti
= 2
Macchinisti
morti = 0
Macchinisti
feriti = 0
Altri ferrovieri
morti = 0
Altri ferrovieri
feriti = 0
Viaggiatori
morti = 0
Viaggiatori
feriti = 3
4 giugno 1993
Incoronata (FG)

Deraglia un treno NAVETTA.
Vedi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

giugno 1993
Lodi (MI)

In grave e preoccupante incidente ferroviario è avvenuto a Lodi fortunosamente conclusosi con solo alcuni feriti tra i Viaggiatori. Il treno 831 Milano-Agrigento transitando su un tratto di binari sobbalzava pericolosamente provocando alcuni feriti e l'ntervento del segnale d'allarme. Il C.S. avvisato di questo provvedeva alla istituzione di un rallentamento a 30 Kmlh nel quale poche ore dopo deragliava il treno
merci 51453. Condotto da personale di Bologna S.D. In quel momento sopraggiungeva il treno 314 che investiva i carri deragliati. Tutto sommato e andata bene...ma ci pare che questo sia il frutto delle mancate manutensioni e soprattutto, come in questo caso ci sia molta approssimazione nelle misure di sicurezza.

Feriti alcuni viaggiatori

 Anno
1992 Incidenti
= 11
Macchinisti
morti = 5
Macchinisti
feriti = 1
Altri ferrovieri morti = 9 Altri ferrovieri
feriti = 1
Viaggiatori
morti = 6
Viaggiatori
feriti = 75
27 gennaio 1992
Ciampino (Roma)

Vedi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

Muoiono i macchinisti Gabriele Giammatteo, Romano D'Antini e Tommaso Cucuzzoli.

4 febbraio 1992
Pisa S. Rossore (PI)

Leonardo Rovai, di 26 anni, utilizzato presso lo scalo merci di Pisa San Rossore, mentre sganciava il locomotore da un treno merci, veniva schiacciato tra i respingenti del locomotore e del carro.

Muore il manovratore Leonardo Rovai

4 febbraio 1992
Stazione di
Bari Centrale

Pietro Zurlo, manovratore di 44 anni, moriva mentre eseguiva le operazioni di manovra presso la stazione di Bari Centrale.

Muore il manovratore Pietro Zurlo

20 marzo 1992

Un operaio, Antonio Stefanini di 45 anni, addetto alla protezione di un cantiere di lavoro nella galleria tra San Benedetto e Vernio, è stato travolto dal treno. Poche ore dopo, Paolo Visconti di 40 anni, si è ucciso con un colpo di pistola. Stefanini era il suo migliore amico ed il giorno prima era stato lui di turno al controllo dei treni. Sempre nel compartimento di Bologna, lungo la linea per Padova, venti giorni prima era morto un altro lavoratore.

Muoiono l'operaio Antonio Stefanini ed il suo amico Paolo Visconti.
Era morto un altro lavoratore 20 giorni prima.

12 maggio 1992
Badia al Pino (AR)

Due treni si scontrano frontalmente.
Vedi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

Muoiono il macchinista Giuliano Mori ed il capotreno Massimo Severi.
Fra i viaggiatori 1 morto.

75 feriti.

22 maggio 1992 Un operaio di 22 anni, Giordano Torrigiani, addetto alla manutenzione sulla linea Firenze - Pisa, viene travolto da un treno nei pressi di Fornacette.
30 maggio 1992
Roma
Grave infortunio. Amputate le gambe al tecnico IE Antonio Bove
10 giugno 1992
Caluso (TO)
Linea
Torino - Chivasso

Tamponamento fra treni.
Vedi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

Muore il macchinista Mauro Guscelli con 5 viaggiatori.

Molti i feriti, fra cui il macchinista Roberto Mortarotti.

4 giugno 1992
Cagliari
All’officina FS della stazione centrale di Cagliari, Giovanni Melis, operaio delle ferrovie, è morto schiacciato da una lastra di metallo.
4 giugno 1992
Varazze (SV)

Due operai, di 36 e 52 anni, dipendenti della ditta Valditerra di Genova, appaltatrice della sistemazione dei binari per l’alta velocità, mentre lavoravano nella galleria Teiro a 400 metri dalla stazione di Varazze, sono stati travolti e uccisi da un treno proveniente da Ventimiglia.

Muoino 2 operai

25 novembre 1992
Grizzana (BO)
Un treno merci abbatte un paraurti (problema "vele quadre").
Vedi l'articolo di "ancora IN MARCIA!" .
 Anno
1991 Incidenti
= 13
Macchinisti
morti = 3
Macchinisti
feriti = 5
Altri ferrovieri
morti = 4
Altri ferrovieri
feriti = 0
Viaggiatori
morti = 2
Viaggiatori
feriti = 58
?

Vincenzo Babino, del Personale Viaggiante di Ancona, muore cadendo da una porta di una elettromotrice (Ale 601) in movimento.

Muore il ferroviere Vincenzo Babino

21 marzo 1991
Avigliana (TO)

Michele Bersagli di Collegno, di 51 anni, manovratore, è morto nella stazione ferroviaria di Avigliana, cadendo dal predellino e rimanendo schiacciato dal convoglio in movimento.

Muore il manovratore Michele Bersagli

18 luglio 1991
Trebisacce (CS)

Deragliamento di Trebisacce: mancata manutenzione e vigilanza.
Vedi articolo di "ancora IN MARCIA!"

Muore il macchinista Vito Chironna

27 luglio 1991
Carmagnola (TO)

A Carmagnola (TO), un manovratore, Giuseppe Guarino di 42 anni, durante la manovra, veniva schiacciato tra due vagoni. Moriva per le gravissime lesioni interne.

Muore il manovratore Giuseppe Guarino

8 agosto 1991
Reggio Emilia

Scontro fra due treni. Prognosi riservata per i due macchinisti.
Vedi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

Feriti i macchinisti Achille Marini e Giancarlo Zanti

8 agosto 1991
Villa S. Giovanni
(RC)

Due Intercity si scontrano: un morto e feriti.
Vedi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

Muore un viaggiatore.

Ferito un macchinista.

8 agosto 1991
Pisa

Un treno locale si scontra con un merci.
Vedi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

16 ottobre 1991
Mantova

La (in)sicurezza di quel PL...
Vedi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

Muore il macchinista Giovanni Mischi

Ferito il macchinista Diego Zanella ed altre 20 persone

22 ottobre 1991
Frattamaggiore (NA)

Verde - Verde e scambio a 30 km/h!!
Vedi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

Muore una viaggiatrice

Feriti fra i viaggiatori, fra cui un macchinista

22 ottobre 1991
Bagnoli (NA)

Metrò tampona un merci.
Vedi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

Muore il macchinista Antonio Loni, vittima dell'agente solo.

25 ottobre 1991
Vallo della Lucania (SA)
Linea
Salerno - Reggio Cal.

Sono circa le 10.45 quando sul piazzale della stazione di Vallo della Lucania si svolgono le manovre per portare la E626.213 al binario 4 in testa ad un carro soccorso. Tale movimento di manovra interessa il gruppo di scambi lato Napoli ed i binari III e IV della stazione attraverso la comunicazione 24 a/b che insiste sul circuito di binario 12 situato a valle del segnale di partenza e la E626 nel suo movimento lato Napoli percorre tutto il circuito di binario 12 ed anche i successivi circuiti 13 e 14, quest’ultimo coincidente con l’ultimo circuito di blocco di stazione, portandosi in una zona di piazzale non circuitata.  Il capo stazione, dopo aver preso accordi con il manovratore pilota sui movimenti da eseguire, attende la liberazione del circuito di blocco 12 da parte della locomotiva in manovra per disporre la comunicazione 24 a/b da normale a rovescia e, quindi, consentire il ricovero in IV binario della locomotiva. Dopo aver comandato tale movimento e, avuta impressione che questo fosse iniziato, il capo stazione rientra nell’ufficio movimento e avendo constatato dal quadro luminoso la libertà di tutti i circuiti di binario (12, 13 e 14) interessanti il III binario, ridispone in posizione normale la comunicazione 24 a/b e, dopo il regolare consenso di blocco, dispone il libero transito sul III binario per il treno 560 in arrivo da Reggio Calabria e diretto a Roma. Questo itinerario si forma regolarmente poiché la locomotiva in manovra si trova, al momento della formazione dell’itinerario, oltre l’ultimo circuito di binario di stazione (14), di occupazione permanente del segnale di partenza lato Napoli dal III binario. 
Il personale di macchina dell'IC 560, trainato dalla E444.004, vede i due segnali di avviso e protezione della stazione a via libera ed in prossimità del fabbricato viaggiatori, il segnale di partenza a via impedita. Immediatamente viene azionata la frenatura rapida che non riesce, comunque, ad evitare l’urto con la E626.213, in manovra. Questa, infatti, nel rientrare verso il gruppo scambi 24 a/b occupava il circuito di binario 14 e quindi disponeva a via impedita il segnale di partenza del III binario. 
Grazie alla perizia dei macchinisti, al termine di questo pauroso incidente si conteranno per fortuna solo 38 feriti con ingenti danni ai due locomotori successivamente demoliti.
Vedi anche l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

38 feriti

4 novembre 1991
Vetrego (VE)

Incidente su un PL.
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6 novembre 1991
Linea
Cremona - Fidenza
Autocarro in mezzo a un PL.
Vedi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"
 Anno
1990 Incidenti
= 8
Macchinisti
morti = 2
Macchinisti
feriti = 0
Altri ferrovieri
morti = 2
Altri ferrovieri
feriti = ?
Viaggiatori
morti = 1
Viaggiatori
feriti = ?
8 febbraio 1990
Trofarello (TO)
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23 febbraio 1990
Savignano
Linea
Rimini - Bologna

Muore l'autista del camion.

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Marzo 1990
Samoggia
Linea
Milano - Bologna
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14 marzo 1990
Viserba
Linea
Rimini - Ravenna
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4 aprile 1990
Terranuova Bracciolini (AR)
Linea DD
Roma - Firenze

Santo Maresco, operaio di 44 anni, è rimasto schiacciato sotto la terra in una galleria della Direttissima Roma - Firenze nei pressi di Terranuova Bracciolini, sotto gli occhi del figlio e di due nipoti. Prima di lui, la stessa tragica fine era toccata a suo padre molti anni fa e a suo fratello otto mesi prima. E’ l’ottava vittima che muore per realizzare questa tratta della Direttissima.

Muore l'operaio Santo Maresco

27 giugno 1990
Orbetello
Un gravissimo disastro ferroviario, miracolosamente conclusosi con un modesto numero di feriti non gravi è accaduto il giorno 27 giugno alle ore 13.00 al treno 3271.
Il treno proveniva da Alessandria e diretto a Roma Termini era guidato dai colleghi MASTROGREGORIO ADELINO di anni 37 e PETITTA ENRICO di anni 39 del deposito di Roma S.Lorenzo. Il treno per ragioni ancora da accertare ha imboccato uno scambio deviato alla velocità di 90 Km anziché 30 provocando lo svio di tutto il materiale e devastando completamente parte della stazione.
Il traffico ferroviario è stato sviato sulla Firenze-Roma per molto tempo.
I nostri colleghi asseriscono che il segnale era verde-verde mentre la stazione afferma che "la segnaletica era regolare". Delle responsabilità si accerterà l'apposita commissione d'inchiesta. Ritorneremo nell'argomento sul prossimo nuemro dicendo ora solo che di fronte ai danni devastanti dell'incidente, paragonabilì solo ad un bombardamento, il fatto dei pochi feriti ci pare già un miracolo. Nel vedere e nel parlare queste cose non possiamo però nasconderci i rischi e le responsabilità che pesano su ciascuno di noi.
(fonte: ancora IN MARCIA!)
19 settembre 1990

Un operaio dipendente di una ditta di subappalto di Arezzo, Demetrio Chimenti di 53 anni, abitante a Ponte alla Chiassa, è morto schiacciato per il ribaltamento di un escavatore all’interno di un cantiere della Direttissima Roma - Firenze. E’ la nona vittima nei cantieri del Valdarno!

Muore l'operaio Demetrio Chimenti

28 dicembre 1990
Chirialza (OT)

Un treno in arrivo nella stazione di Chirialza va a sbattere contro una macchina rincalzatrice che, sfuggendo al controllo, si era immessa proprio sul binario del treno in arrivo.

Nell'impatto perdono la vita i macchinisti Giovannino Cuscusa e Gianfranco Serra.

Leggi l'articolo completo di "ancora IN MARCIA!".

 Anno
1989 Incidenti = 13 Macchinisti
morti = 6
Macchinisti
feriti = 1
Altri ferrovieri
morti = 9
Altri ferrovieri
feriti = 1
Viaggiatori
morti = 11
Viaggiatori
feriti = 2
8 febbraio 1989
Santa Maria Capua Vetere (CE)

Due operai, Alfonso Boragine, dipendente delle ferrovie, e Salvatore Squittirei, di una ditta di appalto, vengono travolti e uccisi da un treno nei pressi di Santa Maria Capua Vetere.

Muoiono gli operai Alfonso Boragine e Salvatore Squittieri.

3 aprile 1989
San Severo (FG)

Il treno locale da Bari entra in stazione a velocità eccessiva. La stazione di San Severo (Foggia) veniva semidistrutta da alcune carrozze deragliate di un treno locale. Morti due macchinisti, insieme ad altri 4 ferrovieri della stazione e due viaggiatori.
Per i particolari, scarica l'articolo di Ancora IN MARCIA!.

Muoiono i macchinisti Claudio Padalino e Domenico Iannetti con altri 4 ferrovieri ed altre 2 persone.

20 feriti.

Aprile 1989

il 13 aprile Quinto Miniati, operaio di 59 anni che lavorava sulla Direttissima Roma - Firenze, veniva travolto e ucciso da un camion all’imbocco di una galleria. E’ il sesto operaio che muore nei cantieri della direttissima nel tratto che attraversa il Valdarno. Un altro operaio, Vincenzo Zanello di 32 anni, era stato ucciso il 6 aprile dallo scoppio di un tubo. Pochi giorni prima un suo collega era rimasto gravemente ferito.

Muoiono gli operai Quinto Miniati, Vincenzo Zanello.

Un altro operaio rimane gravemente ferito.

3 luglio 1989
Lecco
Un treno investe un camion su un PL. Per i particolari, scarica l'articolo di Ancora IN MARCIA!.
9 agosto 1989
Castelbolognese
Per i particolari, scarica l'articolo di Ancora IN MARCIA!.
16 novembre 1989
Crotone

Scontro tra due treni locali per e da Catanzaro.
Per i particolari, scarica l'articolo di Ancora IN MARCIA!.

Muoiono i macchinisti Angelo Giuffrè e Salvatore Bruno, il capotreno Sorrenti e 9 viaggiatori

Tra i feriti gravi il macchinista Pasquale Fiorà.

30 novembre 1989
Campeda
Per i particolari, scarica l'articolo di Ancora IN MARCIA!.
2 dicembre 1989
Barletta (BA)

Per i particolari, scarica l'articolo di Ancora IN MARCIA!.

Muore il macchinista Antonio Lofoco

14 dicembre 1989
Firenze

L’aiuto macchinista Anzio Moretti di 38 anni, abitante ad Orvieto (“fuori sede”) ed in servizio presso il deposito locomotive di Firenze, è morto in seguito alla caduta dal treno in corsa. Doveva iniziare a lavorare alle 4.30, ma accortosi che il treno era già ripartito da Firenze alla volta di Bologna, ha cercato di scendere dal treno in velocità. Per i particolari, scarica l'articolo di Ancora IN MARCIA!.

Muore l'aiuto macchinista Anzio Moretti

 Anno
1988 Incidenti = 11 Macchinisti
morti = 2
Macchinisti
feriti = 3
Altri ferrovieri
morti = 9
Altri ferrovieri
feriti = 1
Viaggiato