Incidenti ferroviari in Italia

PREMESSA
In ambito UE è stata istituita l'Agenzia Ferroviaria Europea, con due sedi, entrambe in Francia: quella operativa si trova a Valenciennes, mentre le strutture per l'organizzazione di incontri e conferenze internazionali sono a Lille.
Questo nuovo organismo, istituito con Regolamento (CE) n° 881/2004 esaminerà le nuove regole nazionali in materia di sicurezza, terrà un registro degli indicatori di sicurezza, delle relazioni d'indagine e dei certificati di sicurezza e sorveglierà lo sviluppo della sicurezza ferroviaria, monitorando anche gli incidenti ferroviari avvenuti negli stati membri.
In Italia, l'emanazione di questo organismo UE è l'Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie ed ha sede a Firenze, così come delineato dal Governo attraverso il DLgs 162/2007 che recepisce (con ritardo, tanto che l'Italia è stata "sotto infrazione" UE) la Direttiva 2004/49/CE, la quale ha introdotto particolari innovazioni rispetto all'attuale assetto delle competenze in materia di sicurezza delle ferrovie, e può diventare uno strumento che i cittadini - ed i ferrovieri in particolare - dovrebbero conoscere ed utilizzare ai fini dell'accertamento dei reali livelli di sicurezza, laddove questi appaiono al di sotto degli standard previsti.
Questo database, allora, vuole essere un ulteriore supporto per tutti coloro che intendano approfondire la ricerca storica sulle ferrovie italiane, segnatamente nell'aspetto che riguarda la sicurezza delle infrastrutture ferroviarie, aperto al contributo dei diretti interessati:  i ferrovieri.
Pertanto, chiediamo a tutti coloro che consulteranno questo database di segnalarci gli incidenti ferroviari di cui verranno a conoscenza, anche se si tratterà di eventi avvenuti in passato ma spesso sconosciuti.
Questo lavoro (per ora incompleto) è stato possibile grazie alla passione di Ezio Gallori, ex macchinista e storico animatore della rivista dei macchinisti "ancora In Marcia!" di Firenze. Un grazie di cuore va anche a Salvatore Messina, RLS di Verona, che per primo ha cercato di catalogare gli incidenti ferroviari in Italia. Grazie al macchinista Giuseppe "Peppe" Lombardo, che ci ha messo a disposizione la sua collezione di "ancora IN MARCIA!", fonte preziosa di informazioni e foto.
Un grazie, poi, a tutti i RLS dei ferrovieri, che costantemente verificano le carenze di sicurezza nell'esercizio ferroviario, inascoltati.
Incidenti
456
Macchinisti
morti
70
Macchinisti
feriti
73
Altri ferrovieri
morti
126
Altri ferrovieri
feriti
73
Viaggiatori*
morti
1390
Viaggiatori*
feriti
2489
*Con tale termine s'intendono tutti i non ferrovieri
 

 Anno
2014 Incidenti = 6 Macchinisti
morti = 0
Macchinisti
feriti = 2
Altri ferrovieri morti = 4 Altri ferrovieri
feriti = 1
Viaggiatori
feriti = 0
Viaggiatori morti = 0
13 gennaio 2014
Stazione di
Firenze SMN

Un manovratore delle Ferrovie è morto nella notte a Firenze per il deragliamento di una motrice.
E' accaduto alla stazione di Santa Maria Novella. Fabrizio Fabbri, 35 anni, di Vicchio del Mugello, padre di un bambino, è stato travolto dalla locomotiva senza che nessuno potesse niente. Sono stati i colleghi di lavoro a dare l'allarme. La Polfer è al lavoro per capire come l'incidente mortale sia potuto accadere. Importante sarà capire come mai la motrice sia deragliata. L'uomo era addetto alla composizione dei treni, stava preparando i convogli dei pendolari della mattina dopo. E' servita una lunghissima manovra per liberare il corpo dell'uomo dai binari. La procura di Firenze ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo. In tutto sono tre le inchieste: una della procura, una delle Ferrovie e una del ministero dei trasporti.
TRENITALIA AVVIA INCHIESTA - In una nota Trenitalia spiega di aver già avviato un'inchiesta e aggiunge un particolare. "Inspiegabilmente risulta che il Sistema di sicurezza, che avrebbe arrestato il movimento del treno (Scmt), non risultava inserito durante l’operazione di trasferimento del convoglio". Trenitalia esprime le sue condoglianze ai familiari della vittima.
SCIOPERO DEI COLLEGHI - Intanto i colleghi dell'operaio morto hanno proclamato due ore di sciopero. Si fermerà il personale operante in attività legate alla circolazione dei treni, dalle 16 alle 17.59 di oggi, mentre il personale addetto agli impianti fissi, nelle ultime due ore della prestazione lavorativa sempre in data odierna. Lo sciopero è del gruppo Fsi della Toscana.
"TUTTI I FERROVIERI VICINI ALLA FAMIGLIA DEL COLLEGA" - "Ancora una volta e in questa triste circostanza -scrivono le segreterie regionali di Cisl Fit, Cigl Filt e Uiltrasporti- vogliamo mettere in evidenza e segnalare a tutti, Società, Istituzioni, organi preposti e
cittadinanza lo stato di difficoltà, dovuto principalmente alla mancanza di personale in cui versano gli impianti ferroviari toscani, e per la quale sono già in corso da tempo delle vertenze sindacali.
Esprimiamo la vicinanza di queste Organizzazioni Sindacali e -conclude la nota- di tutti i ferrovieri alla famiglia del collega deceduto."
INDAGINE DEL MINISTERO - ''La sicurezza dei lavoratori, come dei viaggiatori, per noi non e' solo una priorita' ma e' una variabile indipendente e cosi' deve essere per tutti i soggetti impegnati nell'esercizio ferroviario. E' stata gia' avviata un'indagine da parte del ministero, che si aggiunge a quella aperta da Trenitalia, per chiarire la dinamica'' dell'incidente avvenuto ieri sera alla stazione fiorentina di Santa Maria Novella e costato la vita a un ferroviere. E' quanto dichiarato dal sottosegretario alle Infrastrutture e ai trasporti Erasmo D'Angelis che ha anche espresso il ''piu' sentito cordoglio'' ai familiari e a compagni di lavoro della vittima. ''Ho chiesto a Rfi e Trenitalia - ha aggiunto D'Angelis - di continuare a lavorare con la massima attenzione, vigilanza e rigore nel rispetto delle norme e delle procedure di sicurezza. Anche se i dati degli ultimi tre anni, grazie anche al lavoro svolto dai sindacati, indicano una diminuzione degli incidenti ferroviari occorre mantenere sempre alti i livelli di attenzione''.
IL TRENO SI SAREBBE MOSSO DA SOLO TRAVOLGENDO L'UOMO - La procura di Firenze ha aperto un'inchiesta sull'incidente sul lavoro avvenuto la notte scorsa alla stazione di Santa Maria Novella e nel quale e' morto un addetto di Rfi, travolto da un treno. Sono dunque tre le inchieste: procura, ministero e Ferrovie. L'ipotesi di reato e' omicidio colposo, al momento a carico di ignoti.
SEQUESTRATA LA LOCOMOTIVA - Gli investigatori della polfer, coordinati dal pm di Firenze Filippo Focardi hanno sequestrato la locomotiva e hanno acquisito documentazione tecnica sugli scambi, sulla velocita' a cui viaggiava il convoglio, sulle dotazioni di bordo e sui sistemi di sicurezza. In base a quanto ricostruito con i primi accertamenti l'addetto Fs, che era il manovratore del convoglio, stava svolgendo l'operazione da solo.
LA LOCOMOTIVA SI SAREBBE MOSSA DA SOLA - Trasferendo il treno dal deposito al binario 2, prima di entrare in stazione, ha trovato un segnale 'rosso', a protezione dello scalo ferroviario. A quel punto il manovratore sarebbe sceso per togliere lo stop, ma il convoglio si sarebbe messo in movimento travolgendolo. Vista la presenza del segnale rosso, il treno sarebbe stato automaticamente deviato su un binario morto, percorrendo ancora una ventina di metri fino a raggiungerne la conclusione e a uscire dallo stesso binario.
SI VALUTA LA REGOLARITA' DELLE OPERAZIONI - Gli accertamenti degli investigatori mirano ad appurare la regolarita' delle operazioni, non ultimo se il manovratore dovesse scendere o meno dal convoglio e se la manovra doveva essere compiuta da una o piu' persone.
(fonte: http://www.lanazione.it/cronaca/2014/01/13/1009178-operaio-morto-stazione.shtml#6)

Muore il manovratore Fabrizio Fabbri

16 gennaio 2014
Mignanego (GE)

16 gennaio 2014 - Mignanego: operaio schiacciato da un locomotore, condizioni gravi.
Incidente ferroviario questa mattina, giovedì 16 gennaio, nei pressi di Mignanego in Valle Scrivia, dove un operaio di 40 anni, residente a Savona, è rimasto gravemente ferito.
Secondo quanto ricostruito dalla Polfer l'addetto sarebbe rimasto schiacciato tra un locomotore e la volta della galleria. A dare l'allarme i colleghi di lavoro. Trasportato all'ospedale Villa Scassi è ricoverato in prognosi riservata. Sul caso è stata aperta un'inchiesta dal sostituto procuratore Stefano Puppo.
(fonte: http://www.genovatoday.it/cronaca/incidente-ferroviario-mignanego-operaio-grave.html)

Ferito un operaio

17 gennaio 2014
Andora (SV)
Linea
Genova - Ventimiglia

Il locomotore e almeno un vagone del treno Intercity 660 Milano-Ventimiglia sono deragliati a causa di una frana caduta dalla sovrastante parete rocciosa tra Andora (Savona) e Cervo (Imperia) in un tratto a binario unico. Feriti i due macchinisti. E' l'incidente più grave provocato dall'ondata di maltempo che ha colpito la liguria. Intanto rientra l'allerta 2 decretata dalla Protezione civile. Revocato lo stato di allerta in tutta la Regione dalle ore 12, tranne che nel Tigullio e nello Spezzino dove l'allerta 2 rimarrà fino al primo pomeriggio per poi passare al livello inferiore fino alle 18 di sabato. In un comunicato la Regione sollecita comunque a "continuare a prestare attenzione soprattutto nelle aree a rischio esondazione e in quelle a rischio frana, anche dopo la fine dell'allerta.
Tutti i passeggeri del treno Intercity 660 Milano-Ventimiglia uscito dai binari tra le stazioni di Andora e Cervo a causa di una frana, sono a bordo di autocorriere attivate da Trenitalia e stanno raggiungendo le località di destinazione, fino a Ventimiglia. Lo si è appreso dalla società delle Fs. Trenitalia ha attivato, per i treni Intercity, servizi di autocorriere da Savona a Ventimiglia; per i treni regionali da Albenga a Diano.
"Siamo salvi per miracolo perché se i vagoni avessero seguito la motrice nel deragliamento noi non saremo qui a raccontare quello che è successo. Infatti il locomotore che è deragliato poteva trascinarsi ad arco le carrozze e a quel punto saremmo finiti tutti in mare". Lo ha detto Federico Grazioli, uno dei passeggeri del treno Ic 660 deragliato per la frana a Andora. "Paura? Io non tanta, ma qualcuno che era seduto nei vagoni di testa sicuramente. Infatti si sono rotti anche i finestrini del treno dopo l'urto contro i detriti" ha detto Giulio Parisi. I passeggeri hanno camminato fino alla stazione "e ora - ha detto Luciano Torti - siamo in attesa di continuare il viaggio in autobus". Altri passeggeri invece non si sono accorti di nulla se non "quando il treno ha iniziato a sballottare - ha aggiunto una ragazza -. Mi sono trovata con la faccia appiccicata contro il finestrino e ho visto il mare e dall'altra parte la montagna che cadeva"...(...)
(fonte: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/maltempo-liguria-treno-51c34109-1fb6-4a16-af1e-08d4a978bfe4.html?refresh_ce)

Feriti due macchinisti

18 gennaio 2014
Merate (LC)
Linea
Mialno - Bergamo
Incidente tra due auto e un treno a Brugarolo, frazione di Merate. E' successo sabato mattina intorno a mezzogiorno e per fortuna non ha causato feriti, anche se la circolazione dei convogli ferroviari ha subìto diversi disagi. Soltanto alle due, infatti, e gradualmente, Trenord ha comunicato che i treni potevano riprendere a circolare.
L'impatto è stato in "due tempi": secondo la dinamica ricostruita dalle forze dell'ordine e riferita da MerateOnline.it, inizialmente si sono scontrate una Peugeot 106 con a bordo due coniugi di Verderio e una Renault Modus con a bordo un uomo di Lesmo. Le due vetture provenivano da direzioni opposte: una delle due ha sbandato.
Lo scontro si è verificato sul passaggio a livello. Ma una delle due auto, la Renault, non è riuscita a ripartire ed è stata quindi colpita dal treno che da Bergamo era diretto a Porta Garibaldi (Milano). Il macchinista, accortosi della vettura ferma sui binari, ha frenato ma non ha fatto in tempo a fermarsi. Alle due, infine, l'auto è stata rimossa.
Nel frattempo è stato attivato un servizio di pullman sostitutivo Carnate-Bergamo in entrambe le direzioni e sono stati soppressi due treni: il Bergamo-Milano delle 12.23 e il Milano-Bergamo delle 14.31.
(fonte: http://www.monzatoday.it/cronaca/incidente-stradale/auto-treno-brugarolo-18-gennaio-2013.html)
31 gennaio 2014
Viterbo
Linea
Roma - Viterbo
VITERBO - Un treno della linea Roma – Cesano – Viterbo è deragliato poco dopo le 14,30 di oggi tra le stazioni di Tre Croci e Tobia. A causare l’uscita dai binari di almeno due carrozze è stata una frana che ha invaso i binari. La locomotiva, secondo la ricostruzione dell’incidente compiuta dai tecnici delle Fs, ha urtato il terriccio e il fango che copriva i binari, causando lo spostamento laterale delle carrozze che, un centinaio di metri dopo, sono uscite dai binari.
Il convoglio ha colpito i detriti smottati a vale a bassa velocità, anche se il macchinista non si è accorto all’ultimo momento della frana, caduta subito dopo una curva.
A bordo del convoglio c’erano sessanta passeggeri. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito. Uno di loro, però, è stato colto da malore per lo spavento. I viaggiatori sono stati condotti a destinazione con pullman messi a disposizione dalle Fs.
'Appena passata Vetralla, subito dopo un passaggio a livello – ha raccontato uno dei passeggeri - abbiamo visto il fango cadere dal costone che sovrasta la ferrovia. Poi si è sentito un forte rumore di ferro e la carrozza è stato sballottato qua e là. Fortunatamente andava piano. Siamo scossi, non riuscivamo a capire bene la situazione perché le porte di comunicazione, rovinate dall'urto, non si aprivano. Poi siamo tutti scesi dalle carrozze e, poco dopo, sono arrivati i soccorsi. Ce la siamo cavata con tanto spavento’’ conclude.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, gli operatori del 118 e alcune volanti della polizia di Stato.
(fonte: http://www.viterbonews24.it/news/treno-viterbo-roma-deraglia-tra-le-stazioni-di-tre-croci-e-tobia_35247.htm)
15 febbraio 2014
Cascina Marcatutto (MI)
Linea
Milano - Mortara

Due macchinisti accompagnati al pronto soccorso in via precauzionale, ma nessun ferito grave. Per fortuna non ha avuto gravi conseguenze il deragliamento di un treno sulla linea S9 Albairate Saronno (un tratto della Milano - Mortara), avvenuto sabato sera ad Albairate, in località Cascina Marcatutto, poco dopo le 21.30. Si tratta di una linea molto usata dai pendolari, ma essendo sabato sera sul treno c’erano soltanto due passeggeri, illesi. Secondo i primi accertamenti, l’incidente sarebbe successo durante una manovra improvvisa, a circa 300 metri di distanza dalla stazione di Albairate, da dove il convoglio era appena ripartito in direzione di Milano. Per questo, il treno viaggiava ancora a bassa velocità, circa 20 all’ora. Albairate, treno deragliato Albairate, treno deragliato Albairate, treno deragliato Albairate, treno deragliato Albairate, treno deragliato Albairate, treno deragliato INDAGINI - Le cause del deragliamento sono in via di accertamento. Sull’episodio sta indagando la Polfer di Milano Lambrate, che nelle prossime ore ascolterà le testimonianze degli unici due passeggeri che si trovavano sul treno e dei macchinisti, un uomo di 69 anni e un 29enne, che sono stati portati in ospedale a Abbiategrasso per accertamenti. A quanto sembra dalle prime ricostruzioni il treno, che viaggiava sul binario 3, avrebbe imboccato per errore un binario morto, al termine del quale la motrice si è rovesciata ed è finita sdraiata sul fianco sinistro.
DERAGLIAMENTO - Il primo vagone si è inclinato, senza tuttavia cadere sul fianco, mentre le altre vetture sono rimaste sui binari. Sul posto sono accorse due ambulanze della Croce Azzurra di Abbiategrasso e della Croce Verde di Trezzano sul Naviglio, insieme all’automedica. A soccorrere i feriti anche le squadre dei vigili del fuoco della caserma Messina di Milano e tre pattuglie dei carabinieri di Abbiategrasso. Domenica mattina i due macchinisti sono stati dimessi. ] Due macchinisti accompagnati al pronto soccorso in via precauzionale, ma nessun ferito grave. Per fortuna non ha avuto gravi conseguenze il deragliamento di un treno sulla linea S9 Albairate Saronno (un tratto della Milano - Mortara), avvenuto sabato sera ad Albairate, in località Cascina Marcatutto, poco dopo le 21.30. Si tratta di una linea molto usata dai pendolari, ma essendo sabato sera sul treno c’erano soltanto due passeggeri, illesi. Secondo i primi accertamenti, l’incidente sarebbe successo durante una manovra improvvisa, a circa 300 metri di distanza dalla stazione di Albairate, da dove il convoglio era appena ripartito in direzione di Milano. Per questo, il treno viaggiava ancora a bassa velocità, circa 20 all’ora.
INDAGINI - Le cause del deragliamento sono in via di accertamento. Sull’episodio sta indagando la Polfer di Milano Lambrate, che nelle prossime ore ascolterà le testimonianze degli unici due passeggeri che si trovavano sul treno e dei macchinisti, un uomo di 69 anni e un 29enne, che sono stati portati in ospedale a Abbiategrasso per accertamenti. A quanto sembra dalle prime ricostruzioni il treno, che viaggiava sul binario 3, avrebbe imboccato per errore un binario morto, al termine del quale la motrice si è rovesciata ed è finita sdraiata sul fianco sinistro.
DERAGLIAMENTO - Il primo vagone si è inclinato, senza tuttavia cadere sul fianco, mentre le altre vetture sono rimaste sui binari. Sul posto sono accorse due ambulanze della Croce Azzurra di Abbiategrasso e della Croce Verde di Trezzano sul Naviglio, insieme all’automedica. A soccorrere i feriti anche le squadre dei vigili del fuoco della caserma Messina di Milano e tre pattuglie dei carabinieri di Abbiategrasso. Domenica mattina i due macchinisti sono stati dimessi.
(fonte: http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/14_febbraio_16/deraglia-treno-merci-macchinisti-contusi-52dd082c-96e8-11e3-bd07-09f12e62f947.shtml)

Feriti due macchinisti

6 marzo 2014
Gimigliano (CZ)
Linea Catanzaro - Cosenza

Almeno dieci persone, di cui tre gravi, sono rimaste ferite in un incidente ferroviario che si è verificato a Gimigliano, un centro poco distante da Catanzaro. Lo scontro tra due treni delle Ferrovie della Calabria è avvenuto lungo la linea Catanzaro-Cosenza, nei pressi del santuario della Madonna di Porto. Tra i contusi c'è anche una donna incinta. Fortunatamente nessuno dei feriti è in pericolo di vita.
I due treni coinvolti nell'incidente erano composti da un locomotore e da un locomotore con un vagone. A bordo c'era una sessantina di pendolari, in gran parte lavoratori e studenti. Nel momento dello scontro, nella zona pioveva intensamente, pioggia che persiste, rendendo difficoltoso l'intervento di forze dell'ordine e soccorritori. Sul posto, insieme a polizia, carabinieri e vigili del fuoco, si è recato il sindaco di Gimigliano, Massimo Chiarella. Intanto la Procura della Repubblica di Catanzaro ha aperto un'inchiesta per accertare le cause dell'incidente.
Tra i feriti anche calciatori di una squadra giovanile - Su uno dei due treni che si sono scontrati nei pressi del santuario della Madonna di Porto c'erano anche 16 atleti della squadra giovanile di calcio della Garibaldina di Soveria Mannelli. I ragazzi, che tornavano da Catanzaro dove avevano disputato una partita, sono rimasti feriti in modo lieve e sono stati smistati tra gli ospedali di Catanzaro e Soveria Mannelli.
I carabinieri: "Problema segnaletica o errore umano" - Sono due le ipotesi che gli inquirenti stanno valutando in queste ore. "Su un binario unico la problematica può essere dovuta solo a un problema di segnaletica. Se ci sia stato un problema di automatismi o un errore umano questo lo potrà decidere solo il controllo di tutti gli strumenti di rilevazione: verrà fatto nei prossimi giorni", dichiara il comandante provinciale dei carabinieri di Catanzaro, colonnello Ugo Cantoni.
(fonte: http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/calabria/2014/notizia/scontri-fra-treni-due-feriti-gravi_2030855.shtml)

Feriti 10 viaggiatori

21 marzo 2014
Piano Lago di Mangone (CS)
Ferrovie della Calabria
21 marzo 2014
COSENZA - Incidente ferroviario a Piano Lago di Mangone, nel Cosentino, per fortuna senza feriti. L'incidente ha interessato un convoglio delle Ferrovie della Calabria, diretto a Cosenza, che èfinito fuori dalla strada ferrata, fermandosi però sulla massicciata. Per la bassa velocità  non ci sono stati problemi per i passeggeri, che poi sono stati trasbordati su autobus ed accompagnati a destinazione. Alcune settimana fa, invece, lo scontro fra due treni delle Ferrovie della Calabria, nel Catanzarese, causò il ferimento di alcune decine di persone.
In relazione all'incidente la Direzione aziendale di Ferrovie della Calabria ha precisato di aver «immediatamente disposto una commissione d'inchiesta interna», la quale, dai primi rilievi, «ha confermato che non si è trattato di cedimento della massicciata o di problemi all'armamento ma di una mancata applicazione delle procedure regolamentari da parte del personale preposto alla effettuazione di una manovra di posizionamento degli scambi e di ingresso in stazione». Pertanto Ferrovie della Calabria ha già  disposto «in via cautelativa provvedimenti disciplinari, con riserva, a conclusione dell'inchiesta, di procedere a sanzionare opportunamente i responsabili delle irregolarità  commesse».
(fonte: http://www.ilquotidianoweb.it/news/cosenza/723821/Cosenza--si-sposta-un-binario.html)
17 luglio 2014
Butera (CL)
Linea
Gela - Licata

Tre operai sono stati travolti e uccisi da un treno regionale mentre lavoravano ai binari della ferrovia Gela-Licata vicino Butera (in provincia di Caltanissetta). Non è chiara la dinamica dei fatti. Sul posto ci sono i carabinieri di Gela. Gli operai, secondo il QuotidianodiGela.it stavano svolgendo dei lavori all’altezza di contrada Burgio-Carrubbo. Ancora da capire il motivo per cui gli addetti fossero sui binari. Si occupavano di manutenzione dei binari in un tratto della ferrovia che è poco utilizzata. Sul treno c’erano due passeggeri che non sono feriti. Il macchinista è stato identificato dai carabinieri che lo sentiranno. Le vittime dell’incidente sono Vincenzo Riccobono, 54 anni, di Agrigento, Antonio La Porta, 55 anni, di Porto Empedocle, Luigi Gazziano, 57 anni, di Aragona.
La procura di Gela ha aperto un fascicolo d’inchiesta che ipotizza l’omicidio colposo plurimo. Indagato il macchinista della carrozza automotrice, un unico vagone, che dopo una curva ha investito i tre operai che stavano controllando lo scartamento delle rotaie del binario. La procura ha fatto sequestrare la scatola nera del treno che sarà portato a Caltanissetta. Sembra che non vi fossero segnali per indicare la presenza degli operai di Rfi.
Rete ferroviaria italiana ha aperto un’inchiesta per chiarire la dinamica dell’incidente, mentre Ferrovie dello Statoha espresso ai familiari dei colleghi deceduti il più sentito cordoglio per il grave lutto. Cordoglio anche da parte del ministro dei Trasporti Maurizio Lupi: “Alle famiglie dei tre operai voglio far arrivare le mie condoglianze e la mia partecipazione al loro indicibile dolore. Piangiamo ancora una volta per delle morti assurde. Non si può perdere la vita così, mentre si sta compiendo il proprio lavoro. Il senso di pietà e l’esigenza di giustizia chiedono che si chiarisca nel più breve tempo possibile che cosa è successo e quali siano le responsabilità di questo ennesimo incidente mortale sul lavoro. Ho chiesto alla dirigenza di Ferrovie dello Stato di farmi immediatamente una relazione sull’accaduto”.
(fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/07/17/incidente-ferroviario-sulla-gela-licata-treno-investe-e-uccide-3-operai-rfi/1064114/)

Muoiono gli operai Vincenzo Riccobono, Antonio La Porta e Luigi Gazziano.

 Anno
2013 Incidenti = 17 Macchinisti
morti = 0
Macchinisti
feriti = 1
Altri ferrovieri morti = 5 Altri ferrovieri
feriti = 1
Viaggiatori
feriti = 23
Viaggiatori morti = 2
18 febbraio 2013
Chiuro (SO)
Linea
Sondrio - Tirano

CHIURO - Due persone sono morte, stamani, in un incidente ferroviario che ha coinvolto un camion e un treno a Chiuro lungo la statale 38. Le vittime sono due uomini, un 38enne deceduto sul colpo e un altro più giovane spirato dopo il trasporto in ospedale. Secondo il 118 altre due persone sono rimaste ferite, trasportate in ambulanza a Sondalo e Sondrio.
Il traffico lungo la statale 38 è bloccato. In loco sono stati disposti percorsi alternativi.
L'incidente è accaduto intorno alle 7 tra le stazioni di Chiuro e Ponte Valtellina quando il mezzo pesante, a seguito di un incidente stradale che ha coinvolto altri cinque veicoli, ha sfondato un guard-rail ed è finito sui binari, in quel punto paralleli alla statale 38, coinvolgendo il treno 5198 partito da Sondrio alle 6.39 e diretto a Tirano (Sondrio). Il macchinista sarebbe riuscito a frenare ma non a evitare l'impatto con il camion.
Secondo i primi accertamenti della Polfer, la dinamica è stata particolarmente complicata: a seguito di un incidente stradale, senza feriti gravi, il camion è finito sui binari. Il treno è sopraggiunto e ha sbalzato il mezzo i cui rottami hanno travolto il camionista (che si stava mettendo in salvo) e una persona che si trovava sul luogo dell'incidente.
(fonte: http://www.laprovinciadisondrio.it/stories/Cronaca/352615_camion_si_scontra_con_il_treno_paura_a_chiuro_nessun_ferito/)

Muoiono due persone

27 marzo 2013 Firenze Cascine Linea
Pisa - Firenze
Un locomotore a fuoco e oltre quattrocento pendolari che fuggono grazie all'aiuto dei vigili del fuoco intervenuti subito. Scene di panico ma fortunatamente nessun ferito a Firenze, alla stazione delle Cascine. E' qui che il treno proveniente da Empoli intorno alle nove ha preso fuoco. Le fiamme hanno attaccato il locomotore, che andava a carburante. Proprio una perdita di carburante e il calore hanno favorito l'incendio. La professionalità dei macchinisti ha permesso che l'incendio fosse circoscritto. Le fiamme sarebbero iniziate verso Signa. Alla stazione delle Cascine il treno si è fermato in sicurezza. I passeggeri sono scesi e i vigili del fuoco hanno spento l'incendio, dopo che anche il personale Fs si era adoperato con gli estintori. Nessuna conseguenza, riporta una nota delle Fs, per i viaggiatori a bordo del treno regionale. Sono state 11, invece, le corse cancellate. Trenitalia, che con il suo personale ha tenuto costantemente informati i viaggiatori sui treni e nelle stazioni, ha attivato un servizio di autobus sostitutivi da Empoli per Siena, Pisa e Firenze.
LA TESTIMONIANZA: "SCESI VELOCEMENTE DAL TRENO"
''Quando siamo entrati nel tunnel fra Montelupo e Lastra a Signa avevamo subito intuito che qualcosa non stava funzionando. Eravamo nell'ultimo vagone del treno, dalla parte opposta rispetto al locomotore, e gia' li' sentivamo uno strano odore di fumo''. Cosi' un pendolare, studente universitario di Certaldo, racconta all'ANSA come gia' diversi chilometri prima dell'incendio ci fossero avvisaglie di un'avaria a bordo del treno regionale Siena-Firenze di cui stamani e' andato a fuoco il locomotore. ''Il treno - prosegue il racconto del passeggero, evacuato come gli altri 450 quando la motrice ha preso fuoco - e' arrivato in ritardo di 20 minuti a Certaldo, poi ha proseguito normalmente fino a Montelupo, passando da Empoli, quindi e' entrato nella galleria che termina in prossimita' della stazione di Lastra a Signa''. Qui, riferisce ancora, ''all'uscita della galleria il capotreno con il microfono ha diffuso un messaggio dove si avvisavano i passeggeri di un incendio al locomotore e che 'la corsa terminera' a Firenze Cascine' ''. ''Arrivati alle Cascine - prosegue - tra un po' di paura e stupore si sono subito aperte le porte, tutti abbiamo preso in fretta le nostre cose, zaini, giubbotti, valigette da lavoro ed altro, e siamo scesi di corsa dal treno, accorgendoci subito dell'incendio''. Poco dopo sono arrivati i pompieri, che hanno spento le fiamme e messo in sicurezza il mezzo, mentre i pendolari hanno aspettato un altro treno che li ha portati fino alla stazione di Firenze Santa Maria Novella. ''Un fatto grave, una tragedia sfiorata. E' necessario capirne le cause: siamo di fronte a scarsa manutenzione ? A locomotori troppo vecchi? Risposte che devono venire rispetto al fatto specifico ma che debbono essere anche l'occasione per fare il quadro piu' generale rispetto a queste problematiche, perche' fatti di questo tipo non si ripetano, la sicurezza di chi viaggia in treno non puo' essere a rischio''. Lo scrive in una nota il capogruppo di Rifondazione Comunista - FdS - Verdi in Consiglio Regionale, Monica Sgherri, riguardo all'incendio questa mattina di un locomotore a gasolio, presso la stazione di Firenze Cascine. ''Quanti locomotori di questo tipo e di questa 'anzianita'' vi sono sulla rete ferroviaria toscana? - chiede inoltre Sgherri -. Un tema, quello della manutenzione da rafforzare, nonche' sul rinnovo del materiale rotabile, che era emerso anche dall'indagine conoscitiva sul trasporto ferroviario regionale che e' stata all'attenzione e al dibattito consiliare lo scorso gennaio. Questioni certo stringenti anche in vista del rinnovo del contratto di servizio per il trasporto ferroviario, che si avra' nel 2014''. ''Certo - conclude Sgherri - destinare adeguate risorse al trasporto regionale dovrebbe essere la priorita' per il paese, invece di concentrarle su progetti inutili come quello del sottoattraversamento fiorentino dell'Alta Velocita'!''. ''Mi pare chiaro che di fronte alla gravita' di quello che e' successo questa mattina al convoglio ferroviario proveniente da Siena, dobbiamo verificare al piu' presto le responsabilita'. Quando c'e' di mezzo l'incolumita' dei cittadini, in questo caso pendolari che spesso subiscono disagi, le misure di sicurezza e manutenzione messe in campo non sono mai troppe''. Lo afferma, in una nota, il consigliere regionale Pd Matteo Tortolini, responsabile trasporti del partito toscano. ''Al di la' del colore politico di appartenenza - aggiunge - credo che su queste valutazioni sia doveroso essere tutti d'accordo senza ricorrere a strumentalizzazioni di parte, come ha fatto ancora una volta il centrodestra parlando di 'battesimo di fuoco' per il neoassessore Vincenzo Ceccarelli''.
(fonte: http://www.lanazione.it/firenze/cronaca/2013/03/27/865021-Fiamme-sul-treno-pendolari.shtml)
10 aprile 2013 SACILE (UD)
Linea Udine - Venezia
Un ostacolo improvviso sulla linea ferroviaria, con il macchinista ad azionare il freno di emergenza, arrestando il convoglio a pochi metri da un trattore.
Forte rischio di impatto, nel primo pomeriggio di ieri, 10 aprile, sulla Udine-Venezia, nel tratto tra Fontanafredda e Sacile, nel quale i binari corrono vicini alla strada e sul quale sono presenti alcuni attraversamenti privati, passaggi a uso di abitazioni a ridosso della linea, senza sbarre e spesso gestiti con cancelli.
Il macchinista si è dunque trovato un trattore in mezzo ai binari, mentre, col semaforo verde, il convoglio viaggiava a 140 chilometri l’ora. Quindi, la frenata e l’arrivo della Polfer. Dopodichè, la corsa ha potuto riprendere. I rischi, però, sono stati notevoli.
(fonte: http://www.pordenoneoggi.it/notizie/trattore-sui-binari-superfrenata-del-macchinista-e-pericolo-evitato-008526)
11 aprile 2013
Stazione di
Roma Tiburtina

Un operaio romano di 32 anni, Dario Miceli, è morto travolto da un treno alla stazione Tiburtina di Roma intorno alle 7.50. La vittima stava attraversando i binari tra il 12 e il 13, quando è stato investito da un Frecciarossa dell'Alta velocità della linea Roma-Milano. Era un dipendente della Manutencoop, azienda del Bolognese che tra l'altro gestisce i servizi di pulizia a bordo dei treni Italo di Ntv. Indossava una tuta con i marchi della ditta che in un comunicato fa sapere: "Ntv è profondamente addolorata per la morte dell'addetto alle pulizie di Manutencoop, investito questa mattina su un binario di transito della stazione Tiburtina da un treno Frecciarossa. L'uomo, che non lavorava nella struttura ferroviaria in quanto Ntv non effettua alcuna attività di pulizia in loco, doveva prendere servizio a bordo del treno Italo per il consueto controllo di pulizia. Ntv, nel rammaricarsi per la gravissima perdita, esprime la sua vicinanza e il suo cordoglio alla famiglia e ai colleghi di Manutencoop, sua società fornitrice".
La procura di Roma ha avviato un'inchiesta per far luce sulla morte dell'operaio. Il fascicolo è stato aperto dal procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e al momento è stato intestato come ''atti relativi a'', ovvero senza indagati o ipotesi di reati. Intanto è stata già disposta l'autopsia sul corpo dell'uomo.
Sul posto sono intervenute quattro squadre dei vigili del fuoco e la Polfer. Non è ancora chiaro se si tratti di un suicidio o di un
incidente. Le versioni di alcuni testimoni sono contrastanti: qualcuno sostiene che l'uomo si sia lanciato sui binari, altri dicono di averlo visto attraversare nel tentativo di salire su un treno poco distante. Saranno vagliate le immagini riprese dalle telecamere e ascoltati anche i familiari dell'uomo.
I passeggeri che viaggiavano sul treno sono stati trasbordati su un altro convoglio. Secondo quanto riferisce Fs, la circolazione non è mai stata sospesa, e i treni sono stati deviati su un altro binario, con ritardi tra i 15 e i 20 minuti.
A fianco al binario 12, dove è accaduto l'incidente, continuano a lavorare alcuni colleghi operai. Sul luogo, infatti, c'è un cantiere mentre a pochi metri sono ancora in corso le operazioni di recupero del corpo.
I festeggiamenti delle FS per il Frecciarossa 1000 sono cancellati dopo l'incidete mortale. Lo ha reso noto Fs precisando che il presidente della Repubblica Napolitano sarà a Piazza del Popolo, ma la sua presenza sarà "strettamente funzionale al riconoscimenti agli operai presenti". E proprio il capo dello Stato ha spiegato, alla presentazione del nuovo treno, ''Qui ci sono operai da tutta Italia, non potevamo rimandarli a casa''.
"Una morte sul lavoro fa sempre molto effetto - ha commentato il sindaco Gianni Alemanno - e tutta la città si stringe al dolore della famiglia. Non sappiamo che cosa è successo e quindi aspettiamo l'esito dell'inchiesta che si sta facendo. Certo se fosse stato un incidente questo dimostra a quanti pericoli sono esposte parti importanti del lavoro italiano e quindi bisogna averne il massimo rispetto. Ci auguriamo che non ci siano responsabilità e che si sia trattato di un imponderabile incidente".
(fonte: http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/04/11/news/muore_travolto_dal_treno_alla_stazione_tiburtina-56392496/)

Muore l'operaio Dario Miceli

8 aprile 2013
Umbertide (PG)
Ferrovie Umbria Mobilità

Un treno della ex Fcu (Ferrovia Centrale umbra) è deragliato alle 6.24 a Montecastelli, nel comune di Umbertide. A uscire dai binari la prima carrozza. Ventitre persone sono rimaste ferite o contuse, nessuna in modo grave. Secondo la ricostruzione di Umbria Mobilità, il convoglio ferroviario (2 carrozze) impegnato nella corsa Sansepolcro-Perugia (corsa 205) in partenza da Sansepolcro alle ore 5.45, giunto in località Montecastelli alle ore 6.24, all’uscita della galleria omonima, ha trovato improvvisamente la sede ferroviaria invasa da detriti (pietre-terra) provenienti da un movimento franoso che aveva causato la rottura e il ribaltamento del muro di trincea adiacente la sede ferroviaria. Nell’urto inevitabile, nonostante la pronta manovra di arresto del treno, la carrozza anteriore è uscita dalla sede ferroviaria appoggiandosi sul muro di trincea.
Alcuni testimoni parlano di persone che urlavano. Per i soccorsi sono giunte una decina di ambulanze da tutto il circondario, polizia e carabinieri. Decisivo l’intervento dei vigili del fuoco, intervenuti con tre squadre, quella del distaccamento di Città di Castello (5 unità con due mezzi) che dopo pochi minuti erano presenti sul posto, subito dopo sono arrivati sul posto altre cinque unità della prima partenza della sede centrale di Perugia e altre tre unità Saf (speleo alpino fluviale). Le ambulanze hanno trasportato i feriti verso gli ospedali di Città di Castello e Umbertide.
L’accesso dei feriti in pronto soccorsoè iniziato intorno alle 8. In totale, nei due ospedali, sono stati trasportati e presi in cura 23 cittadini (11 all’ospedale di Umbertide e 12 all’ospedale di Città di Castello) che, al momento dell’accettazione, presentavano i seguenti codici di gravità clinica: 15 con codice di gravità verde (condizioni poco critiche) e 8 con codice giallo (condizioni cliniche mediamente critiche). Si tratta di 17 adulti di sesso femminile e 6 adulti di sesso maschile, quasi tutti residenti nei Comuni di Città di Castello e Umbertide; fanno eccezione un cittadino residente a Perugia, un residente a San Giustino e un residente ad Apecchio. Poco dopo l’ora di pranzo tutti i 23 feriti sono stati dimessi con una prognosi di 7-15 giorni a eccezione di una cittadina tenuta temporaneamente e prudenzialmente in Osservazione Breve presso il pronto soccorso di Città di Castello, poi dimessa intorno alle 18.
Tutti gli assistiti sono stati dimessi in buone condizioni cliniche, mentre per i casi più significativi è stato attivato un supporto psicologico. La direzione del Dipartimento di Salute Mentale Città di Castello comunica, inoltre, che i cittadini coinvolti nell’incidente di questa mattina potranno telefonare al numero 075 8509346 (dalle ore 9 alle ore 13) per un eventuale supporto psicologico da parte degli specialisti.
Alle telecamere di Umbria24 la testimonianza del macchinista: «Uscito dalla galleria mi sono trovato davanti la frana, il treno non si poteva controllare». L’uomo, ferito, prima di salire sull’ambulanza, ha atteso che tutti feriti fossero soccorsi. Il capotreno, Viviano Cavalaglio, ha poi scritto a Umbria24: «In qualità di Capo treno Umbria Mobilità coinvolto nell’incidente ferroviario di questa mattina, permettetemi di fare un encomio per la prontezza dei soccorsi del personale del 118 dei Vigili del Fuoco e della forza pubblica intervenuta sul posto. Per fortuna ancora qualcosa nel nostro paese funziona. Prego se possibile di farlo presente in articoli futuri. Mi approfitto ringraziando anche i viaggiatori per la collaborazione e la calma prestata. Grazie». Indagini in corso La linea della ex Fcu è ovviamente chiusa in attesa della rimozione del convoglio e del ripristino della linea. nel frattempo la società ha attivato il servizio sostitutivo con autobus nella tratta Trestina-Umbertide. I carabinieri effettueranno ora tutti i rilievi per stabilire con esattezza le cause del deragliamento.
L’assessore regionale Silvano Rometti si è immediatamente portato sul luogo dell’incidente. «Si tratta di un accadimento assolutamente imprevedibile – dice – favorito dalle piogge eccezionali degli ultimi giorni che hanno interessato l’Umbria come l’intera Penisola. Il deragliamento del treno dai binari – aggiunge l’assessore–è avvenuto all’uscita di una galleria ed è stata provocata da una frana del muro di contenimento al lato destro. Sul posto sono intervenuti subito i mezzi di soccorso e i tecnici di Umbria Mobilità. Fortunatamente ci sono stati feriti lievi. Nelle prossime ore la Regione continuerà a monitorare la situazione ed a seguire i lavori per la
rimozione del treno. Intanto, sono stati già attivati i servizi di trasporto sostitutivi».
L’Amministratore delegato di Trenitalia, Mauro Moretti, appresa la notizia dell’incidente ferroviario avvenuto a Montecastelli, ha contattato personalmente la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, offrendo la disponibilità di Trenitalia ad intervenire, anche con mezzi propri, per la rimozione del treno dai binari e per favorire al più presto la ripresa del servizio. La Provincia si attiva Anche l’assessore alla Viabilità della Provincia di Perugia, Domenico Caprini, si è recato sul posto per verificare quanto accaduto. «La Provincia di Perugia si è subito attivata per garantire il supporto necessario a ripristinare la situazione di normalità mediante i servizi di polizia provinciale, viabilità e protezione civile – ha detto l’assessore -. Pattuglie dei nostri agenti sono state impiegate per garantire l’ordine pubblico, di concerto con la polizia municipale di Umbertide.
Siamo disponibili a mettere a disposizione le nostre professionalità per qualsiasi esigenza della Regione Umbria, che è l’ente competente». Infine Caprini ha espresso solidarietà con quanti sono rimasti feriti nell’incidente.
(articolo redatto da di Maurizio Troccoli, Ivano Porfiri e Barbara Maccari.
Fonte:
http://www.umbria24.it/treno-deragliato-alla-stazione-di-pontetevere-un-vagone-pieno-di-gente/162887.html)

Ferito il macchinista e 23 viaggiatori

12 maggio 2013
Stazione di
Napoli C.le

Nola piange un suo concittadino e l’ennesima morte ‘bianca’. E’ infatti il nolano Francesco Zanella, molto conosciuto in città perché assiduo frequentatore di piazza Duomo, la vittima di un tragico incidente sul lavoro accaduto ieri presso la stazione centrale di Napoli. Zanella, 54enne, era operaio di Trenitalia, stava lavorando sui vagoni della compagnia ferroviaria quando è stato colpito improvvisamente dai respingenti di un treno. Un colpo tremendo che lo ha ucciso sul colpo, ed ha reso inutili i soccorsi. Il 54enne è infatti giunto senza vita all’ospedale Loreto Mare di Napoli. Francesco Zanella era una persona molto conosciuta a Nola, un uomo descritto come disponibile, amichevole, solito intrattenersi con gli amici a Nola. E’ anche l’ennesima vittima sul lavoro. Nel 2011 (statistica Inail 2012) in Campania ce ne sono stati 56. In diminuzione rispetto al 2010 ma comunque troppi. Sull’incidente occorso all’uomo conosciuto come Ciccio ‘o botolo indaga la Polizia ferroviaria.

(fonte: http://www.ilgiornalelocale.it/archives/885#!prettyPhoto)

Muore il manovratore Francesco Zanella detto Ciccio 'o botolo

13 maggio 2013
Sesto San Giovanni (MI)

PINAROLO PO - Una tragedia che ha sconvolto l’intero paese. Antonio Germanò aveva 61 anni e abitava con la famiglia in una palazzina al civico 10 di via Bosio laterale. Lavorava come operaio delle ferrovie da quando aveva 19 anni. Venerdì mattina è partito da casa per raggiungere il luogo di lavoro, a Sesto San Giovanni, ma non è più tornato: alle 13 un treno in manovra lo ha travolto e ucciso.
«Ci hanno avvisato poco dopo - racconta il cognato - Hanno detto di andare all’ospedale di Sesto San Giovanni, che era successo qualcosa. Abbiamo pensato a un malore, credevamo di trovarlo vivo: invece era morto sul colpo per un infortunio sul lavoro». Germanò era originario di Gallico, in Calabria, ma abitava a Pinarolo da moltissimi anni. «Qui lo conoscevano tutti - racconta un collega ferroviere che abita nello stesso paese - faceva il pendolare e andava ogni giorno in stazione con la sua bici bianca e nera. Era un lavoratore instancabile, molto esperto: aveva passato 42 anni fra le stazioni di Sesto e Milano Greco Pirelli. E’ una tragedia che non si spiega». Antonio Germanò lascia la moglie Rosaria Castellese, infermiera al San Matteo; la figlia Daniela di 20 anni e numerosi altri parenti. «Il funerale era previsto per le 16.30 di lunedì - racconta ancora il cognato - ma la procura ha bloccato tutto in attesa dell’autopsia che si farà nei prossimi giorni. Temo che prima di una settimana non se ne parli. Siamo sconvolti, sono momenti in cui non si sa cosa dire. Rosaria è sotto choc. Non ci lasciano nemmeno portare il corpo qui, vogliono fare l’autopsia a Sesto. Antonio era una persona splendida, con un gran cuore, umile: si dedicava solo a casa e lavoro. Però gli era rimasta una grande passione per lo sport e per il pugilato in particolare. Era stato anche campione italiano dei pesi Gallo. Era amico del campione Giovanni Parisi e di Maurizio Niutta anche loro di origine calabrese: si allenava spesso con Flash a Voghera e Pavia. Il fisico infatti era rimasto integro, atletico e asciutto». «Avrebbe dovuto essere già in pensione - racconta una nipote - ma lo Stato glielo aveva impedito: gli mancavano pochissimi mesi». @paolofizzarotti
(fonte: http://laprovinciapavese.gelocal.it/cronaca/2013/06/02/news/ucciso-dal-treno-il-paese-e-sotto-choc-1.7177816)

Muore il manovratore Antonio Germanò

15 maggio 2013
Rovellasca (CO)
Linea
Como - Milano
Ferrovie Trenord

COMO - Dal tardo pomeriggio la situazione sulla linea Como-Milano delle Nord sta tornando alla normalità.
I treni risultano finalmente in orario dopo una giornata di passione per i pendolari comaschi delle Nord, iniziata questa mattina attorno alle 6.30 dopo che un treno che stava andando a prendere servizio a Como è deragliato alla stazione di Rovellasca. Per cause in corso di accertamento la seconda carrozza è uscita dai binari. Fortunatamente il treno era completamente vuoto. Il servizio non è stato interrotto ma è in funzione su un solo binario, con conseguenti rallentamenti e cancellazioni.
Con il senso unico alternato i ritardi nel pomeriggio hanno raggiunto anche l'ora. E' il caso del convoglio atteso per le 14.33 a Como Lago che, come annuciava il display nella stazione comasca, aveva un ritardo di 58 minuti. O come quello partito da Cadorna alle 14.40 che ha impiegato ben due ore - il doppio del previsto - per raggiungere la stazione Lago.
Stessa scena da Como verso Milano. Numerosi, poi, i convogli cancellati.
Attorno alla 16.30, in ogni caso, il problema conseguente al deragliamento è stato risolto, anche il secondo binario è stato riattivato e la circolazione ferroviaria è lentamente tornata alla normalità
(fonte: m.romano
- http://www.laprovinciadicomo.it/stories/Homepage/375475_deraglia_un_treno_a_rovellasca_nessun_ferito_traffico_rallentato/)
20 maggio 2013
Stazione di Chieti
Linea
Sulmona - Pescara
Treno regionale Sulmona-Pescara fuori dai binari: paura a Chieti Scalo.
Un treno regionale proveniente a Sulmona e diretto a Pescara questo pomeriggio è uscito fuori dai binari poco prima dell’arrivo alla stazione di Chieti.
Il convoglio, formato da due carrozze, è rimasto bloccato in prossimità di uno scambio quando due ruote della seconda carrozza sono slittate dai binari. L'incidente è avvenuto intorno alle 17,15.
A bordo c’erano diciotto passeggeri: fortunatamente nessuno è rimasto ferito.
I viaggiatori sono stati fatti scendere.
Trenitalia ha provveduto a far arrivare dei pullman sostitutivi per permettere ai pendolari di continuare la corsa, mentre il binario è rimasto bloccato. Si lavora al ripristino del traffico.
(fonte: http://www.chietitoday.it/cronaca/incidente-stradale/treno-sulmona-pescara-deragliamento.html)

23 maggio 2013
Stazione di
Firenze SMN

23 maggio 2013
Un operaio di una ditta privata che sta eseguendo dei lavori di manutenzione sulla ferrovia fra le stazioni fiorentine di Santa Maria Novella e Statuto e' rimasto ferito in un incidente sul lavoro nella tarda serata di ieri. L'uomo, 56 anni, di Montevarchi (Arezzo) e' stato investito da un carro ferroviario manovrato da un suo collega: adesso e' ricoverato e rischia di perdere il il piede sinistro. Non sarebbe in pericolo di vita. In base a quanto ricostruito dagli agenti della polizia ferroviaria i due operai stavano eseguendo lavori di ristrutturazione dei binari, quando, in attesa dell'arrivo dei colleghi di Rfi, hanno deciso di spostare il carro ferroviario usato per compiere i lavori e per trasportare gli attrezzi. Per cause ancora da accertare l'operaio che manovrava il carro avrebbe avviato una manovra in retromarcia senza accorgersi che il collega stava finendo di compiere delle operazioni sui binari. Il 56enne e' stato cosi' investito: le ruote del carro gli sarebbero salite sul piede sinistro. L'uomo adesso e' ricoverato in prognosi riservata.
(fonte: http://www.ilsitodifirenze.it/content/434-incidente-sul-lavoro-operaio-investito-da-carro-ferroviario)

Ferito un operaio

12 giugno 2013
Bardonecchia (TO)
Linea
Vercelli - Modane

Esalazioni da un treno merci Evacuata la stazione di Bardonecchia.
A bordo del convoglio una decina di fusti di pentasolfuro di fosforo, una sostanza tossica e infiammabile Il sindaco Borgis: «Per il momento la situazione è sotto controllo»
La stazione ferroviaria di Bardonecchia (Torino) è stata evacuata questa sera a causa delle esalazioni di pentasolfuro di fosforo, una sostanza tossica e infiammabile che reagisce al contatto con l’acqua, sprigionatesi dal treno merci Vercelli-Modane.
Sul posto sono intervenuti Vigili del fuoco e polizia dopo che alcuni ferrovieri in servizio avevano lanciato l’allarme insospettiti dai cattivi odori. La sostanza, circa 1900 kg , era contenuta in 11 fusti trasportati in due container. Si presume che le esalazioni siano dovute all’umidità. L’allerta ha causato anche la chiusura della ferrovia internazionale Torino-Modane, che collega Italia e Francia, nel tratto tra Oulx e Modane.
Interpellato sulla vicenda il sindaco di Bardonecchia Roberto Borgis ha spiegato che «la situazione è sotto controllo». Ma il primo cittadino sta valutando anche l’ipotesi che l’emergenza possa crescere: «In quel caso saremmo pronti a mettere a disposizione il Palazzo delle feste».
(fonte: http://www.lastampa.it/2013/06/12/cronaca/esalazioni-da-un-treno-merci-evacuata-la-stazione-di-bardonecchia-j4kQH1lptmfU40TegDFaSI/pagina.html)
Per saperne di più sul pentasolfuro di fosforo: http://www.arpa.emr.it/schedesostanzepericolose/schedeattuali/icsc1407_ITA.HTML)
17 giugno 2013
Sarmato (PC)
Linea
Alessandria - Piacenza

Tragico incidente questa mattina a Sarmato. Un operaio di 31 anni delle Ferrovie dello Stato stava lavorando lungo la linea Alessandria – Piacenza, semplici lavori di manutenzione all’impianto. L’uomo si trovava in cima ad un muletto insieme ad un collega, quando per motivi ancora da chiarire è entrato in contatto con i cavi dell’alta tensione. La scarica è stata tremenda, circa 3mila wolt che hanno attraversato il corpo del giovane lavoratore. L’uomo si è accasciato al suolo e il collega ha immediatamente chiamato il 118. Sul posto è giunta subito un’ambulanza e un’auto medica, più i vigili del fuoco e i carabinieri della stazione di Sarmato. Per le condizioni gravi del ferito sul posto è stata chiamata anche l’eliambulanza dall’ospedale di Parma. Il giovane è stato defibrillato sul posto e diversi sono stati i tentativi di rianimazione. Per il 31enne però non c’è stato nulla da fare. I carabinieri ora stanno cercando di capire cosa posa essere accaduto. Le linee ferroviarie infatti sono suddivise in segmenti, ognuno dei quali, viene all’occorrenza isolato dall’energia elettrica per consentire i lavori di manutenzione. Lungo il tratto dove il giovane stava operando, la corrente elettrica doveva essere appunto staccata: si tratta di capire cosa sia andato storto.
Intanto Rete Ferroviaria Italiana ha già aperto un’inchiesta per accertare la dinamica dell’incidente. “RFI esprime il proprio cordoglio e la propria solidarietà alla famiglia del tecnico deceduto” si legge in una nota. “Da una prima ricostruzione – continua il comunicato - il tecnico era impegnato in lavori su un tratto di linea in cui la circolazione ferroviaria, come da protocollo, era interrotta”.
Alle 12.20 è ripresa la circolazione dei treni su un binario tra Alessandria e Piacenza.
......
Piacenza - AGGIORNAMENTO - Si chiamava Dario Marioni l’operaio di 31 anni morto questa mattina, intorno alle 10, in seguito ad una scarica elettrica mentre lavorava sui binari ferroviari della linea Piacenza – Alessandria, nel comune di Sarmato. Originario di Varzi, risiedeva a Bressana Bottarone, in provincia di Pavia. L’uomo faceva parte della squadra di tecnici della Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) di Voghera ed era stato inviato, insieme ad un collega, a Sarmato per lavori di manutenzione alla linea. Il protocollo prevede che in caso di lavori, la corrente elettrica venga interrotta nel tratto interessato: in questo caso però qualcosa è andato storto. Marioni ha toccato i fili dell’alta tensione ed è stato attraversato da una scarica da 3mila wolt. Inutili i tentativi di rianimarlo. Rfi ha aperto un’inchiesta per verificare eventuali responsabilità di questa tragedia.
(fonte: http://www.piacenza24.eu/Cronaca/50953-Sarmato,+grave+incidente+sul+lavoro.+Operaio+muore+folgorato.html)

Muore l'operaio Dario Marioni

24 giugno 2013
Formia (LT)
Linea
Roma - Napoli
Un treno bisarca partito da Torino e diretto a Maddaloni è deragliato intorno le ore 03,30 all’ingresso della stazione di Formia-
Gaeta. Il convoglio per cause ancora al vaglio della Polizia è uscito fuori dai binari salendo sopra una banchina mettendosi di traverso fino ad occupare tre binari, travolgendo nella sua corsa anche un palo dell’energia elettrica.
Per fortuna non ci sono stati feriti anche se in quel momento la stazione era piena di gente che tornava dalla festa del Santo Patrono
della città. La circolazione è in forte ritardo e numerose corse sono state soppresse.
(fonte: http://www.h24notizie.com/news/2013/06/25/videopaura-alla-stazione-fs-di-formia-deraglia-treno-merci/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=videopaura-alla-stazione-fs-di-formia-deraglia-treno-merci)
24 settembre 2013
Nola (NA)
Linea
Cancello - Sarno

MARIGLIANO - Operaio folgorato da una scossa elettrica. La vittima è Vincenzo Salzano, 41 anni, originario del rione Traiano. L’incidente si è verificato alle 14:45 di ieri, nei pressi del Bivio ferroviario di Nola (linea Cancello – Sarno). A perdere la vita è stato un operaio della ditta Elettroferr, mentre svolgeva attività di manutenzione programmata alla linea di alimentazione elettrica per conto di Rete Ferroviaria Italiana.
RFI ha già aperto un’inchiesta interna per accertare la dinamica dei fatti. Si intende fare chiarezza su una morte assurda. Intanto la Società del Gruppo FS Italiane ha fatto pervenire il proprio cordoglio alla famiglia del povero operaio e in particolare alla moglie Antonietta a ai due figli gemelli di 10 anni. Vincenzo era su un traliccio ad un altezza di circa 4 metri quando è stato raggiunto dalla scossa.
È riuscito anche a chiedere aiuto ad un altro operaio e a scendere giù prima di essere colpito da un infarto fulminante. Intanto sul posto sono giunti la polizia ferroviaria e la scientifica che ha effettuato tutti i rilievi del caso mentre la salma è stata trasferita al secondo Policlinico per l’esame autoptico.
Nel frattempo la circolazione ferroviaria è stata sospesa tra le stazioni di Cancello e Sarno fino alle 16:15. Per i collegamenti regionali sono stati attivati servizi sostitutivi con autobus. Sul posto anche i familiari del povero Vincenzo, Enzo per gli amici, straziati dal dolore. Alle sorelle il triste compito di riconoscere la salma del proprio congiunto.
(fonte: http://www.marigliano.net/_articolo.php?id_rubrica=10&id_articolo=33291)

Muore l'operaio Vincenzo Salzano

18 ottobre 2013
Sgurgola (FR)
Linea
Cassino - Roma
Nella notte tra giovedì e venerdì, poco dopo l’una, il terzo vagone vuoto di un treno merci in transito è deragliato in prossimità della stazione ferroviaria di Sgurgola, al Km 67 della linea Cassino-Roma.Non sono stati registrati feriti, ma i danni provocati alla tratta ferroviaria, per circa quattro chilometri di linea ferrata, ha costretto Trenitalia a “garantire i servizi regionali tra Roma e Colleferro e tra Napoli, Cassino e Frosinone, con una frequenza di due treni all’ora in ogni direzione. Tra Frosinone e Colleferro è stato invece attivato un servizio sostitutivo di autobus”.
Le cancellazioni ed i ritardi sono stati numerosissimi . I disagi, sulla frequentatissima linea ferroviaria Roma-Cassino, sono stati maldigeriti dai pendolari i quali, già in condizioni normali, da sempre, lamentano disservizi e ritardi che spesso fanno saltare le coincidenze con i servizi di autobus.Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i Carabinieri della Stazione di Sgurgola ed i carri-gru di un’azienda specializzata per la rimozione di convogli pesanti. L’operazione di sgombero dei binari è durata 24 ore ed ha costretto anche alla chiusura temporanea della strada provinciale che conduce in paese. La circolazione era ripresa a senso unico alternato su un solo binario già dal tardo pomeriggio di ieri, ma solo stanotte, intorno alle tre, è stato possibile ripristinare completamente la funzionalità di entrambi i binari.Rete Ferroviaria Italiana ha aperto un’inchiesta interna per verificare la dinamica e le cause dell’incidente: fatalità, errore umano, scarsa manutenzione…
(fonte: http://www.cronachecittadine.it/sgurgola-deraglia-treno-merci-interrotta-la-tratta-ferroviaria-roma-cassino/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=sgurgola-deraglia-treno-merci-interrotta-la-tratta-ferroviaria-roma-cassino)
13 dicembre 2013
Marghera (VE)
13 dicembre 2013 - Porto Marghera - Un vagone cisterna pieno di gasolio si è rovesciato all’ora di pranzo di venerdì 13 dicembre in via delle Macchine, a Marghera. Il vagone si trovava nel mezzo di un convoglio di 15 carri merci ma è il solo che si è rovesciato durante una curva. È probabile che si sia trattato di un cedimento strutturale che ha fatto saltare le ruote del carro: senza più direzione, è deragliato e si è rovesciato su un fianco. Si è aperta una falla nella cisterna e sono usciti 2-3mila litri di gasolio destinato all’Austria.
Sono intervenuti i Vigili del fuoco che hanno chiuso la falla e travasato il resto del contenuto della cisterna in un’altro carro cisterna. La zona è stata isolata mentre sul gasolio fuoriuscito veniva spruzzato uno schiumogeno adatto a bloccare la diffusione del liquido nel terreno. La perdita di liquido - secondo l’Autorità Portuale - è stata modesta e tale da non recare pericolo a persone o cose, con danni all'ambiente limitati.
(fonte: http://www.ilgazzettino.it/NORDEST/VENEZIA/cisterna-deraglia-rovesciata-marghera-ferrovia/notizie/407401.shtml)
 Anno
2012 Incidenti = 15 Macchinisti
morti = 1
Macchinisti
feriti = 2
Altri ferrovieri morti = 0 Altri ferrovieri
feriti = 3
Viaggiatori
feriti = 19
Viaggiatori morti = 6
4 gennaio 2012
Linea
Milano - Ginevra
4 gennaio 2012 Incidente ferroviario questa notte sul tratto compreso tra Domodossola (Verbania) e Briga (Canton Vallese) in tratto a pochi chilometri dalla galleria del Sempione, fortunatamente senza che nessuno dei passeggeri rimanesse ferito. L’incidente è avvenuto a bordo dell’Euronight Milano Ginevra: l’ultimo vagone del treno è deragliato mentre percorreva il tratto. L’incidente è avvenuto alle 22 sulla linea ferroviaria, e solo per caso non ha avuto conseguenza alcuna. Il macchinista ha bloccato il treno appena raggiunta la stazione di Varzo, una delle ultime prima del confine. Tutti i viaggiatori sono poi stati trasbordati su un altri treno ed hanno proseguito il viaggio. Il 22 dicembre si era verificato un altro deragliamento che aveva coinvolto un treno merci. (fonte: http://www.cronacalive.it/deraglia-vagone-delleuronight-milano-ginevra-nessun-ferito/)

6 gennaio 2012
Diecimo LU)
Linea
Lucca - Piazza al Serchio

Epifania col brivido per i viaggiatori del treno locale 6953, partito da Piazza al Serchio, nel cuore della Garfagnana e diretto a Pisa, che è deragliato questa mattina intorno alle 7 e 30 tra le stazioncine di Diecimo e San Pietro alla Venturina, nei pressi di Lucca a causa di un tronco di grandi dimensioni caduto sui binari. Non ci sono stati feriti né tra i viaggiatori né tra i colleghi, nonostante la prima delle tre automotrici diesel 663 uscendo dai binari e inclinandosi su un fianco, abbia rischiato di rotolare giù dal terrapieno su cui passa il binario. I pochi viaggiatori, circa una decina, hanno proseguito il viaggio su autobus messi loro a disposizione da Trenitalia.
La linea è rimasta però bloccata tutto il giorno per consentire ai vigili del fuoco e alle squadre del tronco lavori di Rfi la rimozione del treno e il ripristino dei binari. Inoltre, nella stessa zona a causa del forte maltempo sono caduti altri alberi che hanno interessato la sede ferroviaria. Il senatore Andrea Marcucci del Pd ha lamentato «ritardi e soppressioni ingiustificate, vetture sporche, servizi inagibili, stazioni abbandonate e nessuna manutenzione dei binari. L'incidente di oggi per fortuna non ha avuto conseguenze ma che cosa altro deve succedere - denuncia il parlamentare - per imporre a Fs di intervenire?». Anche l'assessore regionale alle infrastrutture ed ai trasporti della Regione Toscana, Luca Ceccobao, tra l'altro nostro collega capotreno, attende «da Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) tutti i dettagli di quanto accaduto oggi sulla linea Lucca-Aulla. Si tratta di un episodio grave, che per fortuna non ha portato conseguenze per nessuno dei viaggiatori. 6953 deragliato a Lucca_3Voglio valutare con attenzione tutti gli elementi - ha concluso l'assessore - per poter capire come sia potuta avvenire una cosa del genere e poter decidere quali azioni intraprendere. È necessario che Rete ferroviaria italiana fornisca a noi e a tutta l'opinione pubblica chiari elementi di giudizio e valutazione dei fatti». Da Rfi ribattono che «si è trattato di un evento assolutamente episodico dovuto al vento eccezionale e che la sede ferroviaria è oggetto di periodiche ricognizioni e verifiche, anche relative allo stato della vegetazione, per consentire lo svolgimento della circolazione ferroviaria nella massima sicurezza. Lo spazio tenuto sgombero da vegetazione - prosegue la nota - tiene conto ovviamente dei vincoli ambientali e paesaggistici e, di norma, è di circa quattro metri per lato». Fortunatamente non ci sono state conseguenze per le persone ma anche questo grave episodio conferma ancora una volta che la questione della manutenzione resta un nodo cruciale della sicurezza ferroviaria. Speriamo che le dichiarazione dell'assessore 'ferroviere' Luca Ceccobao almeno stavolta... non suscitino reazioni disciplinari da parte delle Fs!
(fonte: www.inmarcia.it)

21 febbraio 2012
Labico (RM)
Linea
Roma - Napoli

INCIDENTE SULL'ALTA VELOCITA': FRECCIA ROSSA INVESTE CARRELLO LAVORI A 300 Km/h
NESSUN FERITO MA SI E' RISCHIATO UN DERAGLIAMENTO DAGLI EFFETTI DISASTROSI.
Le fs minimizzano parlando di 'urto con un piccolo carrello' e vagheggiando responsabilità dei ladri di rame (come per l'incendio della stazione Tiburtina). Sotto osservazione il corretto funzionamento del sistema 'controllo traffico' denominato ERTMS e delle procedure di manutenzione.
Incidente ferroviario poco fa sulla linea ad alta velocità tra Napoli e Roma. Il treno freccia rossa 9610 proveniente da Napoli e diretto a Milano si è scontrato con un carrello adibito ai lavori di manutenzione tra Labico e Roma del quale vediamo i resti nella foto in basso.
Fortunatamente il treno non è uscito dai binari e quindi non ci sono stati feriti ma solo un grande spavento per i macchinisti e i viaggiatori oltre a consistenti danni alle apparecchiature sottocassa del treno (quello che si vede nella foto è solo l'ammaccatura esterna) ed alla linea. La circolazione sulla linea è stata sospesa ed ora è fortemente rallentata. Le cause dell'incidente non sono ancora chiare - data anche l'omertà imposta ai ferrovieri - ma i primi accertamenti sono indirizzati a stabilire l'adeguatezza delle procedure di manutenzione e l'efficienza del moderno sistema di controllo del traffico, ERTMS, che non avrebbe segnalato al treno la presenza del veicolo sui binari. i resti del carrello lavori investito a LabicoSi affacciano dubbi sull'efficienza e l'affidabilità del sofisticato sistema alta velocità, il quale presenta una vulnerabilità nelle fasi di passaggio dal fermo del traffico per manutenzione a quello della 'riattivazione' per il normale passaggio dei treni. Incidenti analoghi - scontro con carrelli per la manutenzione - sono già avvenuti su altre reti proprio al momento della riattivazione. Nelle prossime ore cercheremo di conoscere meglio le cause di questo mancato disastro ferroviario e i provvedimenti che le autorità preposte, in primis l'Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria e il ministero dei Trasporti, adotteranno per evitare che possano ripetersi fatti analoghi.
21 febbraio 2012
(fonte: www.inmarcia.it)

21 febbraio 2012 Taormina (CT)
Linea
Siracusa-Messina

Non c'è pace per il messinese. Un treno ha deragliato solo poche ore dopo che i sindaci di Messina e Catania hanno predisposto la chiusura delle scuole per domani, per via dell'allerta meteo. E proprio tra le due città, nel Messinese, è avvenuto l'incidente, per fortuna senza gravi conseguenze. È successo a Spisone, tra Taormina e Letojanni. Dove i due macchinisti del treno regionale Siracusa-Messina sono stati costretti a una brusca frenata a causa di una frana caduta sui binari, dovuta ai nubifragi di queste ore, che ha provocato il deragliamento della locomotiva e di una carrozza. Ad arrestare il convoglio con ogni probabilità è stato un grosso albero trascinato insieme ai detriti sulla linea ferrata.
Rimasti lievemente feriti i due macchinisti, già ricoverati al San Vincenzo di Taormina. Illesi, invece, i 70 passeggeri che sono stati aiutati ad uscire dal convoglio da polizia, vigili del fuoco e associazioni di volontariato, e hanno potuto continuare la corsa grazie al servizio pullman attivato da Rfi. Già
a lavoro per ripristinare la tratta gli operatori delle ferrovie. Il convoglio era partito alle 17 da Siracusa e doveva arrivare a Messina alle 20.07. È lo stesso punto in cui l'anno scorso un vasto movimento franoso aveva bloccato i collegamenti autostradali e ferroviari. Allerta per il maltempo fino a giovedì mattina in tutta la provincia di Messina, ma si attendono aggiornamenti meteo per il pomeriggio di domani.
(fonte: http://palermo.repubblica.it/cronaca/2012/02/21/news/frana_vicino_taormina_treno_deraglia_feriti_lievi-30284959/)

Feriti i due macchinisti

29 febbraio 2012 Ravenna
Linea
Ravenna - Rimini

Ravenna, auto travolta da un treno, un morto e due feriti
Tremendo scontro mercoledì sera a Ravenna, in via Canale Destra Molinetto all'altezza del passaggio a livello, tra un'auto e un treno in transito, il regionale 16111 Ravenna-Rimini. L'impatto è stato devastante. L'auto (una Peugeot 207 berlina) si è agganciata alla fiancata della motrice, venendo trascinata dalla locomotiva per circa trecento metri di distanza dal luogo dell'impatto. Il conducente, Nicolò Mannino, originario di Milano ma residente a Il 12 febbraio scorso aveva compiuto 22 anni. A bordo dell'auto altre due persone. Un ventenne si trova ricoverato in gravissime condizioni all'ospedale "Maurizio Bufalini" di Cesena. Meno grave il passeggero che si trovava nei sedili posteriore, una ragazza di 18 anni. Le forze dell'ordine sono al lavoro per chiarire cosa abbia provocato l'incidente. A bordo del treno vi erano almeno alcune decine di persone a bordo, nessuna delle quali rimaste ferite. Per portare i passeggeri a destinazioni sono stati messi a disposizione degli autobus.
LA DINAMICA - Sul posto per i rilievi di legge sono intervenuti gli agenti della Questura di Ravenna, insieme ai colleghi della Scientifica. Secondo quanto appurato della polizia ferroviaria le sbarre del passaggio a livello erano regolarmente chiuse ma il ragazzo avrebbe cercato di attraversare i binari evitando le sbarre che in via Destra Canale Molinetto occupano solo metà carreggiata. A confermarlo anche la 'scatola nera' che registra il funzionamento di ogni passaggio a livello. il personale di Trenitalia, intervenuto per verificare il corretto funzionamento dell'impianto, non ha rilevato manomissioni.“
LO SCHIANTO - In quell'istante stava arrivando il regionale che procedeva in direzione Rimini. La Peugeot è stata colpita sul fianco sinistro e trascinata per alcune centinaia di metri. Mannino è deceduto sul colpo. La ragazza è in stato di shock, mentre il ventenne è in condizioni critiche al Bufalini. La linea ferroviaria è rimasta a lungo chiusa al traffico per consentire i rilievi di legge e la rimozione dell'auto. La circolazione è ripresa regolarmente verso le 4.30.
(fonte: http://www.ravennatoday.it/cronaca/incidente-stradale/ravenna-auto-travolta-treno-muore-ragazzo-20-anni-29-febbraio-2012.html)

Muore uno degli occupanti l'auto

Feriti due degli occupanti l'auto

2 marzo 2012
Bova Marina (RC)
Linea
Reggio - Catanzaro Lido
Treno investe mucca e rischia il deragliamento.
Un treno regionale partito da Reggio Calabria e con destinazione finale la stazione di Catanzaro Lido ha investito, a breve distanza da Bova Marina, una mucca rischiando di deragliare. L’animale, dopo l’urto, è stato trascinato lungo i binari per alcuni metri. Nessuno dei passeggeri a bordo del convoglio è rimasto ferito. L’incidente ha danneggiato il treno e gli scambi ferroviari,
tanto da obbligare alla chiusura della circolazione ferroviaria per quasi un’ora, prima che il traffico potesse riprendere con regolarità.
(fonte: http://www.newz.it/2012/03/02/bova-marina-treno-investe-mucca-e-rischia-il-deragliamento/136842/)
6 giugno 2012
Bressanone (BZ)
Linea del Brennero

Un nuovo incidente che mette in evidenza l'inadeguatezza delle misure di sicurezza del trasporto ferroviario delle merci. Questa mattina intorno alle 12,00 un treno merci della società Rail Traction Company, carico di rottami di ferro è deragliato nella stazione di Bressanone, sulla linea del Brennero. L'episodio solo per circostanze fortuite non ha causato conseguenze più gravi poiché sia la locomotiva che i primi nove carri sono usciti dai binari proprio in prossimità del marciapiede della stazione.
Solo pochi minuti dopo, la stazione si sarebbe riempita di ragazzi che tornavano a casa dopo la scuola. I due macchinisti, uno di 26 e l'altro di 61 anni sono rimasti contusi nell'urto. In un primo momento risultavano ricoverati in ospedale in condizioni non gravi, successivamente l'azienda ha tenuto a precisare che "non sono stati trasportati in ospedale e, sottoposti in loco ad un primo controllo medico, sono risultati solo molto scossi". La procura di Bolzano che indaga sul disastro, ha messo sotto sequestro l'intera zona della stazione. Le cause dell'incidente - che potrebbero orientasi sulla rottura di una delle parti del treno oppure verso un cedimento degli scambi o del bianario - non sono ancora note e saranno ovviamente oggetto di accertamenti della magistratura, dell'Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria e del ministrero dei Trasporti. Ma dalla semplice osservazione dei luoghi appare evidente che ha deragliato anche la locomotiva, finita sul marciapiede opposto al binario di marcia. Se fosse stato istallato su ciascun carro il "dispsitivo antisvio" il treno si sarebbe arrestato immediatamente e con ogni probabilità gli effetti sarebbero stati più lievi. Pur se la dinamica e le traiettorie dei vagoni in questi casi risultano abbastanza complesse e poco prevedibili, prendono corpo ipotesi su elementi che abbiano fatto deragliare prima la locomotiva - per un guasto proprio, ovvero a causa del binario - e che questa abbia poi trascinato con se i nove carri. La scena che si è presentata i primi soccorritori è stata agghiacciante, con carri accavallati di traverso sul binario, rotaie divlete, sale montate (cioè ruote e asse), molle e interi carrelli sparsi ovunque, ha inevitabilmente richiamato alla mente il disastro ferroviario di Viareggio del 29 giugno 2009, quando a causa dell spezzamento di un'asse un treno merci carico di Gpl deragliò in stazione, causando la morte di 32 persone. Notevoli disagi e ritardi per il traffico ferroviario che proseguirà sulla direttrice del Brennero solo grazie ad un raccordo a semplice binario che 'scavalca' la stazione di Bressanone. L'incidente di oggi ricorda quello del 20 luglio del 2004, quando il vagone di un treno merci appartenente alla stessa Rtc, proveniente dal Brennero deragliò fra le stazioni di Sommacampagna e Bivio Fenilone, nel veronese. Rail Traction Company è controllata dalla Società Autobrennero attraverso la Società trasporti su rotaia (Str). Venne fondata nel febbraio 2000 in seguito alla liberalizzazione dei trasporti ferroviari in Italia e in Europa. Le regole del trasporto merci su rotaia sono al centro di un durissimo scontro tra la lobby degli operatori economici del settore, rappresentata da imprese, noleggiatori, proprietari dei carri, industriali - e spalleggiata dagli apparati tecnocratici della UE - che contrasta con durezza ogni ipotesi di introduzione di vincoli normativi e quanti in Italia e nel resto d'Europa, vorrebbero invece norme severe ed efficaci per ottenere la massima sicurezza tecncamente possibile. Tra questi, istituzioni di vigilanza, sindacati, comitati e familiari delle vittime di Viareggio che stanno svolgendo una preziosa e meritoria opera di sensibilizzazione dell'opinione pubblica. Le imprese di trasporto ferroviario si moltiplicheranno e diverrà sempre più difficile far rispettare le regole già esistenti e migliorare quelle che si sono dimostrate inadeguate ed inefficaci.
(fonte: http://www.inmarcia.it/notizie-aim/archivio-2012/527-deraglia-treno-merci-a-bressanone)
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Fatto inaudito !: Il 14 luglio 2014 è stata pubblicata una relazione ministeriale censurata, sull'incidente di Bressanone. Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto anche, dal presidente della Commissione d'inchiesta, Ing. Roberto Focherini, il testo integrale e autentico della medesima relazione con le conclusioni dell'inchiesta. La causa è stata lo 'scalettamento' di due assi del primo carro. Diramato, da parte dell'ANSF, 'allerta' europeo alle imprese ferroviarie e divieto di accettare carri con sale montate gemelle a quelle coinvolte nell'incidente e sottoposte a manutenzione dall'officina ZOS di Trnava, in Slovacchia. Il comportamento censorio tenuto dal responsabile ministeriale necessita di un urgente chiarimento istituzionale, tenuto conto del grave allarme sul pericolo deragliamento derivante dagli assi 'calettati' in modo inadeguato circolanti tutt'oggi in Europa.
Relazione censurata.
Relazione integrale.
(fonte: http://www.inmarcia.it/notizie-aim/archivio-2012/527-deraglia-treno-merci-a-bressanone)

27 giugno 2012
Borgonato (BS)
Linea
Brescia - Iseo

La circolazione ferroviaria tra Brescia e Iseo e' ripresa in entrambe le direzioni alle 14,20, dopo la rimozione dei mezzi incidentati, il treno Brescia-Breno e il tir, e dopo l'intervento dei tecnici di Ferrovienord, gestore dell'infrastruttura, che hanno provveduto a riparare i danni riportati a binari e impianti. La notizia arriva daTrenord ricordando che ci sono state in totale 20 soppressioni tra Brescia e Iseo, dove per tutta la durata dell'interruzione e' stato attivo un servizio bus sostitutivo. Tra Iseo ed Edolo, invece, i treni hanno sempre circolato. L'INCIDENTE - Stando alla ricostruzione dei fatti che fornisce Trenord, questa mattina, poco dopo le 8, il camionista alla guida di un grosso camion, non rispettando le norme di sicurezza del codice della strada, ha forzato il passaggio a livello di Corte Franca, tra Bornato e Borgonato lungo la linea Brescia-Iseo-Edolo di Ferrovienord, rimanendovi bloccato all'interno. Il treno che stava sopraggiungendo a 64 km/h, il numero 18 partito da Brescia alle 7.58 e diretto a Breno, ha azionato la frenatura di emergenza ma non ha potuto evitare l'impatto. Il luogo dove e' avvenuto lo scontro e' appena dietro una curva. Dalle analisi effettuate dai tecnici del gestore della linea Ferrovienord non sono risultate anomalie agli impianti: le sbarre si stavano chiudendo con tutti i segnali ottico-acustici (segnale semaforico e a campana) in funzione. Questo passaggio a livello, come tutti quelli lungo la linea, ricorda Trenord, sono protetti con barriere e dotati di segnali cosi' come previsto dal codice della strada. Tali segnali, come da leggi e regolamenti, si attivano circa 12 secondi prima dell'inizio della chiusura del passaggio a livello. Appena i segnali entrano in funzione, la legge prevede che gli automezzi si debbano fermare prontamente. FERITI - Trascorsi tragici minuti dall'impatto, sul posto sono intervenuti il 118 con sei ambulanze, l'automedica e l'elisoccorso, la polizia, i carabinieri e i vigili del fuoco. Quinidi si è proceduto con i lavori di rimozione. Venti le persone rimaste ferite e trasportate negli ospedali della zona: tre codici gialli ricoverati a Poliambulanza Brescia; tre gialli all'ospedale di Chiari; tre gialli e quattro codici verdi all'ospedale di Ome; tre gialli e due verdi all'ospedale di Iseo. Continuano ad essere gravi le condizioni della conducente del treno e dell'autotrasportatore, entrambi ricoverati in codice rosso ai Civili di Brescia. GIUSEPPE BIESUZ - Recatosi nel pomeriggio in visita agli Spedali Civili di Brescia, l'amministratore delegato di Trenord, Giuseppe Biesuz, ha espresso "vicinanza e solidarieta'" ai viaggiatori rimasti feriti nello scontro e al personale Trenord, in particolare alla capotreno, ricoverata in gravi condizioni nel nosocomio bresciano. Biesuz ha avuto parole severe nei confronti del camionista che ha causato l'incidente, rimarcandone "l'assoluta irresponsabilita'".
(fonte: http://www.ilgiorno.it/brescia/cronaca/2012/06/27/735463-brescia-corte-franca-incidente-treno-camion.shtml)

Feriti la capotreno Roberta Rolandi ed altri 19 viaggiatori

14 luglio 2012
Lavino di Mezzo (BO)
Linea
Voghera - Rimini
Un problema a un deviatore che, per un guasto tecnico o forse per un errore, ha fatto finire a quasi 140 km all'ora un treno interregionale con 400 persone a bordo su una linea destinata a treni merci, che in quel punto procedono al massimo a 70 km orari. Il 2855 Voghera-Rimini, composto da sei carrozze più il locomotore, è 'sviato' intorno alle 9.30 del 14 luglio, uscendo dai binari poche centinaia di metri prima di superare la stazione di Lavino di Mezzo, e un quarto d'ora prima di arrivare a Bologna. Si è inclinato di circa 45 gradi sulla massicciata, la motrice posteriore si è staccata e tutti i vagoni sono usciti dal binario. Fra viaggiatori, macchinista e capotreno, sono 26 le persone rimaste ferite, quasi tutte in modo piuttosto lieve. Tranne un 'codice 2', che indica la media gravità, per un passeggero ricoverato con un sospetto trauma toracico, gli altri sono stati medicati e dimessi dai vari ospedali. Quando il treno è uscito dai binari, raccontano i testimoni, a bordo si è scatenato il panico. “Ho visto gente che pregava in carrozza, gran fumo, vetri che si rompevano, urla” ha raccontato un testimone a SkyTG24. La circolazione ferroviaria è rimasta temporaneamente interrotta fra Castelfranco Emilia e Lavino, con cancellazioni di treni e ritardi fino a 60 minuti, scesi a circa 15 nel primo pomeriggio. Sulla linea Alta Velocità Milano-Bologna il traffico è invece sempre stato regolare. Per fare luce sulle cause dello 'sviamento' la Procura di Bologna ha aperto un'inchiesta con l'ipotesi di disastro ferroviario colposo. La pista più accreditata è quella di un problema tecnico a uno scambio, come già in mattinata sul luogo dell'incidente ha anticipato il dirigente Polfer dell'Emilia-Romagna, Sandro Giuliano. (fonte: http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2012/07/14/bologna_deragliamento_treno_regionale_voghera_rimini_feriti_testimonianze.html) Video su youtube: https://www.youtube.com/watch?v=jAEk0INMW1E
20 luglio 2012
Modena

(ANSA) - MODENA, 20 LUG - Un manovratore rimasto schiacciato tra un cancello e l'ultimo vagone di un treno merci, a Modena, è stato salvato grazie all'intervento di tre carabinieri, che hanno sentito le sue urla dalla vicina caserma del Comando provinciale. L'uomo è stato poi portato in prognosi riservata, ma non in pericolo di vita, all'ospedale di Baggiovara per i traumi riportati alle gambe e al bacino. È accaduto ieri sera nei pressi della linea scarico merci, di fronte alla caserma. L'operaio, con trent'anni di esperienza, per cause da accertare era rimasto schiacciato tra il cancello di chiusura che separa la strada dalla ferrovia e l'ultimo vagone del convoglio. I militari, facendo leva sul cancello, sono riusciti a creare uno spazio tale da permettere al vagone di non fare un ulteriore pressione sul corpo; uno dei militari, attraverso la radio portatile in dotazione all'operaio, sono riusciti a mettersi in contatto con il macchinista intimandogli di condurre il treno in avanti. Cessata la morsa del vagone contro il cancello, il manovratore è stato assistito dai militari fino all'arrivo dei sanitari del 118. (ANSA). GIO 20-LUG-12 11:13

Ferito un manovratore

24 settembre 2012
Cisterino (Ba)
Linea
Roma - Lecce

La Polfer: "Quel macchinista, un eroe. Ha frenato sino alla fine"
(di Paola Bari - 25 settembre 2012 alle 21:45)
BRINDISI – Giuseppe Campanella, il macchinista 50enne deceduto alle 13,31 di ieri a Cisternino in seguito a un incidente ferroviario all’altezza del passaggio a livello di Pozzo Faceto, nel Fasanese, è morto da eroe. Ulteriori accertamenti eseguiti nella mattinata di oggi dagli agenti della Polizia ferroviaria, infatti, hanno confermato quello che sin dal primo pomeriggio di ieri era solo un’ipotesi: il macchinista di Acquaviva Delle Fonti, nei pochissimi secondi di tempo che sono trascorsi tra l’avvistamento dell’ostacolo (un camion sui binari) e l’impatto, ha attivato tutte le procedure di frenatura tese ad attutire al massimo gli effetti dello scontro.
Il macchinista non ha lasciato il posto di guida fino a quando non è stato certo di aver fatto il possibile per evitare la strage. Quando ha cercato di mettersi in salvo era ormai troppo tardi, il mezzo pesante presente sui binari era vicinissimo. “Se avesse lasciato la cabina senza accennare frenate le conseguenze sarebbero state ben più gravi – dice Giovanni Aliquò, capo della Polizia ferroviaria di Bari, impegnato in prima persona nelle indagini – il macchinista deceduto ieri mattina è stato un vero e proprio eroe, ligio al dovere. Di gente così, ormai se ne vede ben poca. Sapeva che stava rischiando la vita ma non si è mosso fino a quando non si è accertato che i suoi passeggeri erano al sicuro”.
Il corpo del macchinista di Acquaviva Delle Fonti, che ieri mattina stava guidando il treno Eurostar Freccia Argento Roma-Lecce, è stato schiacciato dalla cabina che, in seguito al violento impatto, si è accartocciata. Da quanto è stato accertato in fase di indagini il dipendente delle Ferrovie dello Stato si era appena alzato dal sedile e stava cercando di mettersi in salvo quando il suo treno si è scontrato con ilcamion comparso all’improvviso sui binari.
Nel tardo pomeriggio di oggi la sua salma, dopo il nulla osta rilasciato dal pubblico ministero di turno Pierpaolo Montinaro, è stata trasferita dalla camera mortuaria del cimitero di Fasano alla Chiesa di San Benedetto di Acquaviva Delle Fonti dove alle 16, 30 di domani il parroco Mimmo Giannuzzi celebrerà i suoi funerali. Giuseppe Campanella lascia la moglie Agnese Poci e una figlia di 16 anni, Katia, alle quali era legatissimo. Nella sua città, chi lo conosce lo descrive come un marito e un padre esemplare e un collega d’oro. Sempre disposto ad aiutare gli altri, sempre con un sorriso sulle labbra.
Mancavano pochissimi chilometri alla destinazione e poi sarebbe tornato a casa ad abbracciare le sue donne. La sua vita, invece, si è fermata alla frazione di Pozzo Faceto (Fasano) alle 13,31 di ieri quando un camionista di origini rumene, Ionut Cociabab di 26 anni, alla guida di un autoarticolato che trasportava tubi, ha tentato di attraversare i binari pochissimi secondi prima della chiusura delle sbarre. Il mezzo è rimasto sui binari, il camionista è saltato giù dalla cabina e il treno Freccia Argento che in quel punto viaggiava alla velocità di 150 chilometri orari, ci è andato a sbattere contro, deragliando e fermandosi dopo 200 metri. Un vero e proprio disastro.
Passeggeri in panico, cabina squarciata, il corpo del macchinista tra le lamiere. Un boato ha scosso la zona. I primi a giungere sul posto, dopo un’ambulanza del 118, sono stati gli agenti della Polizia stradale. Inizialmente si è pensato che sia il camionista che il macchinista fossero ridotti in gravi condizioni. L’autotrasportatore, invece, nella cabina non c’era. E non c’era nemmeno vicino ai binari.
I poliziotti, quindi, si sono messi subito sulle tracce di colui che aveva provocato quel disastro. É stato trovato nelle campagne circostanti nei pressi del treno. Era in stato di shock, avrebbe confermato, senza esitazioni, di essere il camionista. Mentre sul posto giungevano ulteriori soccorsi, il 26enne di origini rumene è stato sottoposto all’alcool test, risultando negativo. Poi è stato consegnato alla Polizia ferroviaria che, dopo averlo sentito, ne ha disposto l’arresto. È accusato di disastro ferroviario e omicidio colposo.

(fonte: http://www.brindisireport.it/cronaca/2012/09/25/la-polfer-il-macchinista-un-eroe/)

Muore il macchinista Giuseppe Campanella

27 febbraio 2012 Chiusi (SI)
Linea
Firenze - Roma
Frecciargento, tragedia sfiorata la porta vola giù dal treno Una foto dell'Etr485. Il treno lanciato a quasi 250 chilometri orari, il contraccolpo all'ingresso in galleria, un frastuono di lamiere e una porta che si apre e poi si sgancia dall'ottava carrozza schiantandosi sulla fiancata di quella in coda e che infine vola sui binari. "Solo per miracolo", dice un ispettore della Polfer, "non c'è morto nessuno, non ho mai visto una cosa del genere in tutta la mia carriera". È successo lunedì sera a un Frecciargento, un Etr485, sulla direttissima dell'alta velocità al chilometro 144 in prossimità di Chiusi, in provincia di Siena. Una tragedia sfiorata. Solo per caso in quel momento nessuno era vicino all'uscita.
L'eurostar era partito da Roma alle 18.40 con 30 minuti di ritardo e sarebbe dovuto arrivare a Brescia alle 21.55. Il suo viaggio si è fermato nel tunnel della Casella intorno alle 19.50. Questa, almeno, è l'ora dell'allarme lanciato dal macchinista del pendolino agli uffici della polfer di Arezzo. Per due ore la linea dei supertreni è rimasta bloccata per i rilievi degli agenti di polizia ferroviaria e i tecnici di Ferrovie, e i treni deviati sul percorso destinato ai regionali. Solo dopo aver accertato l'assenza di feriti, il Frecciargento 9482 AV è ripartito a passo d'uomo verso la stazione di Arezzo, dove i passeggeri sono stati trasferiti su un treno sostitutivo.
Un incidente emerso solo grazie alla denuncia dell'associazione dei macchinisti Ancora In Marcia e mai comunicato ufficialmente da Trenitalia. Un'anomalia che andrà ad aggiungersi alle 120 registrate dall'Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria nel 2011 sugli eurostar e che allunga di nuovo un'ombra inquietante sul fenomeno delle "porte killer".
"E' il risultato della politica di tagli applicata da Ferrovie al personale addetto alla manutenzione - dice Andrea Gambacciani della Cgil - non è più possibile andare avanti così, in questo modo si mette a rischio la vita di passeggeri e lavoratori". Con toni più pacati, ma è più o meno la stessa valutazione offerta dall'ultima relazione sulla sicurezza ferroviaria presentata a Firenze dal direttore dell'Ansf Alberto Chiovelli appena cinque giorni fa. Il dossier sottolineava "la criticità diffusa dell'incidentalità legata ai malfunzionamenti delle porte di salita e discesa dei passeggeri, imputabile anche a carenze nella manutenzione", sebbene gli incidenti causati da porte killer siano diminuiti dell'80%.
Sul caso la Procura di Montepulciano ha aperto un fascicolo. Non è ancora chiaro cosa abbia fatto perdere la porta al Frecciargento, informazioni preziose andranno recuperate anche attraverso la scatola nera. Per ora gli inquirenti lavorano su tre ipotesi: una crepa su uno degli ancoraggi alla carrozza, un errore nel montaggio o una disfunzione alle guarnizioni. Se fosse la terza, la porta sarebbe rimasta aperta ma nessun segnale d'allarme sarebbe apparso sulla plancia del macchinista e farla volare sarebbe stato il vento.
"Di certo - dice Dante De Angelis, macchinista delegato alla sicurezza che lavora nella divisione Frecciargento - quando si entra in galleria a quella velocità l'impatto con l'aria è violentissimo. Come ferrovieri siamo preoccupati. La porta avrebbe potuto sbattere sul parabrezza di un treno che viaggiava in direzione opposta, oppure volare su una casa al lato della ferrovia o addirittura su una strada". Per Ferrovie - che sull'episodio ha aperto un'inchiesta interna - non si sono mai verificati incidenti simili su questo tipo di treni, denominati come Etr 485 e in circolazione da prima del 2005. "E' un fatto che sottolineano dal gruppo il Frecciargento sia proprio quello imbrattato dai manifestanti No Tav durante la protesta di lunedì alla stazione di Roma".
(fonte: http://firenze.repubblica.it/cronaca/2012/02/29/news/la_porta_vola_gi_dal_treno_a_250_km_h-30664779/)

24 novembre 2012
Mirto Crosia (CS)
Linea
Metaponto - Reggio Calabria

Rossano (Cosenza), 24 novembre 2012 - Tragedia in Calabria. Un furgone è stato travolto stasera da un treno nella zona di Rossano. Secondo le prime notizie, ci sono sei morti, 3 uomini e 3 donne.
Dalle prime informazioni giunte la vettura, una mnovolume, ha attraversato i binari in un punto dove c’è un passaggio privato. A bordo ci sarebbero stati alcuni lavoratori di nazionalità romena impiegati nella raccolta di clementine.
Il treno percorreva la linea ferroviaria ionica in località Roganelli, al confine tra i territori comunali di Rossano e Crosia, nel Cosentino. I lavoratori stranieri tornavano da una giornata di lavoro nei campi della Sibaritide, nel territorio del comune di Cassano Ionio. Sono morti tutti sul colpo. L’urto ha sbalzato il furgone una ventina di metri lontano dal luogo dell’impatto.
Una scena ‘’raccapricciante’’: così uno dei soccorritori ha descritto ciò che ha visto arrivando sul luogo dell'incidente. I corpi delle vittime sono dilaniati tra le lamiere della vettura. I vigili del fuoco attendono l’autorizzazione della Procura della Repubblica di Rossano per iniziare la rimozione dei corpi.
Salvi due lavoratori romeni perché erano sono scesi dal mezzo per aprire il cancello del terreno che da’ l’accesso al passaggio sui binari. Secondo una prima ricostruzione di carabinieri e polizia, a bordo del mezzo c’erano altri sei lavoratori romeni che sono rimasti uccisi. I corpi sono incastrati in un groviglio di lamiere e per estrarli occorreranno ore.
Secondo quanto si apprende da fonti delle Ferrovie dello Stato, né i passeggeri che erano a bordo del treno regionale - circa una decina - hanno riportato conseguenze, solo lievi contusioni. Le vittime, dunque, erano tutte a bordo della Fiat Multipla. Quel che rimane del furgone investito è ancora incastrato sotto il convoglio.
Sono tutte straniere le sei vittime. I carabinieri stanno accertando la loro nazionalità, ma dovrebbe trattarsi di romeni, e forse bulgari. ‘’Non hanno avuto alcuna possibilità di salvezza - ha detto all’ANSA il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Francesco Ferace - perché hanno attraversato con l’auto i binari, dopo avere aperto il cancello, nel momento del passaggio del treno’’.
Intanto, la Procura di Rossano ha aperto una inchiesta sull'incidente. L'ipotesi di reato è di omicidio colposo plurimo e al momento non ci sono indagati, ma si stanno verificando eventuali responsabilità nell'apertura dei varchi per attraversare i binari.
Un gruppetto di cittadini romeni segue da vicino le operazioni di recupero delle salme. Sono quattro e stanno ad alcune decine di metri dal convoglio che ha travolto l’auto con i loro amici. Piangono, si abbracciano tra loro, ma non vogliono parlare col cronista che si avvicina. Sono stretti nel loro dolore e non riescono a fare altro che piangere.
TESTIMONI SUL TRENO - ‘’Non ci siamo accorti di niente. Abbiamo solo sentito un gran botto’’. Così alcuni dei viaggiatori del treno ricordano gli attimi drammatici dell’impatto con un veicolo. Solo poche parole quelle dei dieci passeggeri e dei due ferrovieri che erano a bordo del convoglio, scesi da pochi minuti dal mezzo per essere accompagnati nei luoghi di destinazione in pullman. Quasi tutti sono ancora sotto choc e naturalmente spaventati per quello che è successo.
NAPOLITANO IN CONTATTO COL PREFETTO - Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si mantiene in costante contatto col prefetto di Cosenza, Raffaele Cannizzaro, per avere aggiornamenti sull’incidente a Rossano che ha provocato la morte dei sei braccianti agricoli stranieri. ‘’Il Capo dello Stato - ha detto Cannizzaro - mi ha incaricato di esprimere il suo cordoglio per questa tragedia, dicendosi profondamente colpito’’.
RICOSTRUZIONE FS - L’incidente è avvenuto alle ore 17.15 lungo la linea delle Ferrovie dello Stato Metaponto - Reggio Calabria, tra le stazioni di Rossano e Mirto Crosia, nella zona dell’alto Jonio cosentino. Secondo quanto si apprende da fonti delle Fs, all’altezza del chilometro 155+400 il treno regionale 3753 partito da Sibari e diretto a Reggio Calabria ha travolto ad un passaggio a livello affidato e gestito da privati una Fiat Multipla sulla quale vi erano più persone, alcune italiane, altre romene.
TRE IPOTESI - Per chiarire la dinamica dello scontro tra un treno regionale e una monovolume, avvenuto oggi in Calabria, nel quale sono morte sei persone, gli investigatori stanno valutando tre ipotesi: che l’attraversamento ferroviario - una cancellata, e non il tradizionale passaggio a livello con le sbarre - fosse aperto o non assicurato con una chiusura adeguata; che sia stato forzato per raggiungere l’altra parte dei binari, evitando in tal modo un giro molto più lungo; o che il gruppo avesse le chiavi per aprire la cancellata. Particolari sull’accaduto potranno essere forniti dal proprietario del fondo che aveva in affidamento l’attraversamento ferroviario.
MANCATO RISPETTO DELLE REGOLE PER I PASSAGI A LIVELLO PRIVATI - Potrebbe esserci il mancato rispetto delle regole previste nella convenzione per la gestione dei passaggi a livello privati all’origine dell’incidente avvenuto nel tardo pomeriggio a Cosenza. “Il passaggio a livello attraversato dall’automezzo - spiega il gruppo in una nota - è posto lungo una strada privata ed è in consegna a privati con una convenzione a termini di legge. Per informazione si precisa che i privati che gestiscono questo tipo di passaggi a livello hanno l’obbligo di aprirli, per attraversare la ferrovia, solo rispettando determinate regole previste nella convenzione. re che, in questo caso, non sono state rispettate. Le Ferrovie dello Stato Italiane esprimono il loro cordoglio ai famigliari delle vittime”. L’incidente è avvenuto nella tratta tra Rossano e Mirto Crosia, all’altezza del passaggio a livello privato posto al chilometro 155+849 della linea Metaponto-Reggio Calabria.
(fonte: http://qn.quotidiano.net/cronaca/2012/11/24/807343-calabria-rossano-treno-investe-furgone-morti.shtml)

Muoiono Gergel, Cristina, Dimitriu, Marilena, Ioneta e Aurelian, 6 operai braccianti.

23 dicembre 2012
Tombolo (PI)
Linea
Genova - Roma
Investito dal treno tecnico delle Ferrovie
Era lungo i binari per un intervento con altri due colleghi quando è passato un convoglio. Accertamenti in corso
PISA. Infortunio sul lavoro ieri mattina alla stazione di Tombolo. Emanuele Bertini, un tecnico livornese di 23 anni, dipendente Rfi è stato urtato da un treno di passaggio mentre stava intervenendo sulla linea ferroviaria a causa di un guasto. In un primo momento, le sue condizioni sembravano gravi, ma col passare delle ore è stato accertato che aveva subito la frattura del braccio destro escludendo il pericolo dell’amputazione come sembrava in un primo tempo.
Resta, tuttavia, la gravità di un episodio per cui sono in corso gli accertamenti sia della polizia ferroviaria di Livorno che della Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria.
Nei pressi della stazione di Tombolo era stata segnalata un’anomalia ad uno scambio. Pertanto, la Rete ferroviaria italiana (Rfi) aveva inviato ieri mattina presto una sua squadra composta da tre tecnici.
Erano le 8,40 quando alla polizia ferroviaria di Livorno giungeva la notizia di un investimento ferroviario vicino Tombolo. Nella zona, intanto, arrivava un’ambulanza col medico del 118 che trasportava d’urgenza il ferito all’ospedale di Cisanello.
Gli agenti della polfer giunti sul posto accertavano che il giovane operaio livornese era stato colpito dal predellino di un treno regionale proveniente da Firenze e diretto a Livorno. Secondo i primi riscontri della polizia ferroviaria il tecnico «si stava portando verso una zona di guasto in attesa del blocco della circolazione, ma poiché era troppo vicino alla strada ferrata veniva colpito dal treno regionale».
Sul caso, la magistratura ha chiesto ulteriori accertamenti ed è per questo motivo che anche un tecnico dell’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria ieri ha effettuato un sopralluogo.
Intanto, secondo le Ferrovie dello Stato, il giovane «si è distratto e si è mosso prima che terminasse il passaggio del convoglio».
Non è escluso che il giovane, durante il passaggio del treno, possa essere scivolato e il predellino del treno lo abbia colpito ad un braccio. Anche perché, se fosse stato in piedi non si comprende come un predellino lo avrebbe potuto urtare ad un braccio.
Ma al di là di questa situazione, è in corso la verifica sulla “interruzione all’esercizio” come viene detto in gergo tecnico, ovvero se la circolazione dei treni era stata interrotta o no dal dirigente di movimento. Durante il passaggio del treno, tutti e tre i tecnici erano lungo i binari ed erano in attesa che il treno passasse. Gli interventi sulla rete ferroviaria vengono eseguiti mentre non deve passare alcun treno: è questa la prima regola sulla sicurezza.
Dai primi accertamenti, sembra che i tre tecnici Rfi avessero terminato il loro intervento, di conseguenza sarebbe stato dato il via libera al passaggio dei treni. Il punto delle indagini deve chiarire in quali condizioni di sicurezza è stato dato il riavvio al movimento dei treni.
L’infortunio sul lavoro ha portato ad un’interruzione della circolazione dei treni sul tratto Pisa-Livorno che è ripresa alle 9,50.
23 dicembre 2012
(fonte: http://iltirreno.gelocal.it/pisa/cronaca/2012/12/23/news/investito-dal-treno-tecnico-delle-ferrovie-1.6247091)

Ferito un operaio

28 dicembre 2012
Abbiategrasso (MI)
Linea
Milano - Mortara

Auto abbandonata sui binari, il treno dei pendolari la centra e s'incedia
Incidente sulla linea ferroviaria Milano-Mortara, a un passaggio a livello di Abbiategrasso. Un treno ha colpito un'auto abbandonata sui binari: nell'impatto l'auto si è incendiata, e le fiamme si sono estese anche al convoglio. Trecento pendolari sono rimasti bloccati, e ci sono stati anche ritardi a catena su tutta la linea.
venerdì 28.12.2012
(fonte: http://laprovinciapavese.gelocal.it/foto-e-video/2012/12/28/fotogalleria/auto-abbandonata-sui-binari-il-treno-dei-pendolari-la-centra-e-s-incedia-1.6261459)

 Anno
2011 Incidenti = 18 Macchinisti morti = 0 Macchinisti feriti = 1 Altri ferrovieri morti = 4 Altri ferrovieri
feriti = 0
Viaggiatori
feriti = 40
Viaggiatori morti = 0
5 gennaio 2011 Candela (FG)
Linea
Foggia - Potenza - Bari
Un incidente ferroviario di lieve entità, nel quale nessuno è rimasto ferito, è avvenuto sulla linea delle ferrovie dello stato tra Foggia e Potenza, nel territorio di Candela. A quanto si è saputo per ora, un treno in transito ha toccato di striscio un camion che aveva occupato parte della sede ferroviaria perché il conducente aveva cercato di superare il passaggio a livello mentre le sbarre si stavano chiudendo. I DISAGI - Il traffico ferroviario è rimasto bloccato per poco più di un’ora, dalle 9 circa ed è ripreso dopo i primi accertamenti per stabilire le modalità dell’incidente. (fonte: http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2011/5-gennaio-2011/incidente-ferroviario-foggia-po tenzanessun-ferito-ma-solo-disagi-il-traffico-181197953618.shtml)
17 gennaio 2011
S. Cosimo a Messina (ME)

Un operaio delle Ferrovie dello Stato, Antonino Micali, 45 anni, addetto alla linea elettrica a Messina, è morto stamani dopo essere stato investito da un treno merci. Secondo una prima ricostruzione, l'uomo stava lavorando sulla linea ferrata all'altezza della zona di San Cosimo a Messina quando è scivolato mentre sopraggiungeva un treno che lo ha centrato. Sul posto gli uomini della Polfer e il magistrato di turno. Il macchinista del treno, che era partito dalla stazione di Messina e diretto a Pace del Mela, non si sarebbe in un primo tempo accorto dell’impatto e avrebbe continuato la sua corsa, venendo bloccato solo successivamente. Sul caso è intervenuto Mariano Massaro, segretario generale dell’Orsa, il sindacato autonomo delle ferrovie, che ha commentato: «Il problema della sicurezza nelle ferrovie esiste, noi da tempo sottolineiamo che i tagli del personale hanno reso meno sicura la linea e che gli incidenti sono sempre più frequenti . Per questo noi non abbiamo più firmato accordi da quando la ferrovia ha voluto il macchinista ‘unico’ perché riteniamo che queste nuove norme ledano i diritti dei lavoratori e rendano meno sicuro il loro lavoro».
(Fonte: www.corrieredelmezzogiorno.corriere.it)

Muore l'operaio Antonino Micali

1 febbraio 2011
Romano di Lombardia (BG)
Linea
Milano - Brescia
Si è evitata la strage solo perché il treno deragliato era un convoglio merci tedesco del gruppo Deutsche Bahn che trasportava laminato in ferro, e non il treno passeggeri che avrebbe dovuto transitare lungo la stessa linea ferroviaria poco più tardi. Ma il caos sulle tratte per Bergamo e Milano è stato inevitabile, così come i gravissimi disagi per i passeggeri. All’origine di tutti questi problemi l’incidente ferroviario che si è verificato ieri mattina intorno alle 4.26 lungo la linea Milano-Brescia, rimasta interrotta tra Rovato e Treviglio. E’ successo che il treno merci composto da una ventina di vagoni più il locomotore, partito da Brescia e diretto a Milano e poi a Cremona, una volta giunto in prossimità della stazione di Romano di Lombardia ha impattato contro un furgone Ford Transit, rubato pare a una impresa edile del paese. Il mezzo, si è poi saputo, era stato abbandonato sui binari da una banda di malviventi che nella notte lo aveva utilizzato per compiere una spaccata ai danni della ricevitoria del Lotto di Romano di Lombardia, in via Duca d’Aosta. Bottino: quattro videogiochi e un cambiamonete. Il merci dopo lo scontro ha trascinato il furgone per una cinquantina di metri scaraventandolo contro un palo e proseguendo poi la sua marcia sui binari per altri 700-800 metri prima di deragliare con il locomotore e quattro vagoni. Ed è stato subito il caos. Dall’alba tutti i treni regionali di Trenitalia-Le Nord in servizio lungo la linea Milano-Brescia sono stati deviati sulla Rovato-Bergamo-Milano con conseguenti ritardi tra trenta minuti e un’ora per i treni utilizzati solitamente dai pendolari, per i quali è stato un inizio di settimana da incubo. Trenitalia-Le Nord ha organizzato un servizio di bus sostitutivi tra Treviglio e Rovato, con tappe in tutte le stazioni intermedie (Chiari, Calcio, Romano, Morengo, Bariano e Vidalengo). I viaggiatori sono stati informati dell’incidente tramite gli annunci alle stazioni, a bordo del treno, o via sms. Nel frattempo alla stazione di Romano di Lombardia gli operai erano già all’opera per liberare i binari dal treno merci tedesco e del materiale che trasportava. Subito informato, l’assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Cattaneo, ha dichiarato a margine della conferenza stampa sul trasporto pubblico che si è tenuta a Palazzo Pirelli: «Lavoriamo per ripristinare al più presto il servizio ma non avverrà prima di domani mattina (oggi n.d.r)». Nell’illustrare la dinamica del fatto, l’assessore Cattaneo ha poi spiegato che «i rottami di ferro che il treno tedesco stava trasportando si sono rovesciati sulla massicciata e hanno invaso parte dell’altro binario». Dopo la “pulizia” per il ripristino della linea sarà necessario sistemare anche gli impianti elettrici e effettuare collaudi indispensabili. Rocco Sarubbi (fonte: http://www.ilgiorno.it/brescia/cronaca/2011/02/01/452123-linea_brescia_milano_strage_evitata.shtml)
26 gennaio 2011
Castigliano (TR)
Ferroviea Centrale Umbra

E’ uno strano incidente ferroviario quello avvenuto a Casigliano di Terni dove un treno locale della Ferrovia Centrale Umbra, composto da una sola carrozza, è deragliato per motivi che non sono stati ancora bene chiariti finendo la sua corsa contro un palo. Sei i passeggeri feriti nessuno dei quali fortunatamente in modo serio. Trasportati negli ospedali di Terni e di Todi sono stati tutti giudicati guaribili in pochi giorni. Sul convoglio viaggiavano, al momento dell’incidente, una ventina di persone, oltre al capotreno ed al macchinista. Il deragliamento, la cui meccanica è ancora tutta da chiarire, è avvenuto stamattina verso le 8. Il convoglio era partito dalla stazione di Perugia ed era diretto a Terni. Il macchinista ha riportato solo lievi ferite mentre, a parte i sei ricoverati, gli altri passeggeri non hanno avuto danni. Hanno riferito di avere sentito solo uno strattone ed il forte botto contro il palo a fine corsa. L’allarme è stato dato da alcuni passanti. Sul posto si sono subito portati vigili del fuoco, ambulanze del 118, Carabinieri e Polizia. La linea ferroviaria è rimasta interrotta. Si pensa che il convoglio sia deraglaito a causa di un guasto meccanico. Oltre ai collegamenti all’interno della regione la Ferrovia Centrale Umbra gestisce anche linee ferroviarie tra Umbria ed alcuni centri dell’Abruzzo montano tra cui Sulmona. (fonte: http://www.abruzzo.tv/news/strano-incidente-ferroviario-treno-contro-un-palo-deraglia-in-umbria-5486)

Ferite 6 persone

11 febbraio 2011
Francavilla Fontana (BR)
Linea
Brindisi - Taranto

Tragedia sfiorata a Francavilla Fontana, sulla provinciale che conduce a Grottaglie, nei pressi del centro di carico intermodale-fantasma. Una autocisterna della Ip, la compagnia petrolifera assorbita da Api, è rimasta incastrata sui binari di un passaggio a livello proprio in coincidenza con la chiusura delle sbarre. Il mezzo pesante è stato miracolosamente solo sfiorato dal regionale in arrivo, il Brindisi-Taranto, diretto verso il capoluogo jonico. L’impatto fra il convoglio e il mezzo ha fatto rimbalzare nei campi l’autocisterna: vuota, e per fortuna. L’incidente che ha paralizzato la circolazione stradale e ferroviaria, non ha mietuto vittime. Illeso il conducente dell’autocarro, il 47enne Angelo Rana, nato a Molfetta e residente a Massafra (Taranto). Leggermente ferite sono rimaste due donne, una 56enne e una 35enne, entrambe in viaggio sul regionale, ma se la sono cavata entrambe con qualche livido che non ha reso necessario nemmeno il trasferimento in ospedale. Sul posto sono giunti a tempo di record i vigili del fuoco di Francavilla Fontana, insieme ai colleghi di Brindisi, i carabinieri della compagnia francavillese e gli uomini della Polstrada. L’ingente spiegamento di mezzi è stato necessario per mettere in sicurezza la zona e regolare la circolazione, paralizzata a lungo sia sulla linea ferroviaria che sull’arteria stradale, allo snodo fra le due province di Brindisi e Taranto. I passeggeri se la sono cavata con uno spavento e un po’ di ritardo nell’arrivo a destinazione. Le Ferrovie dello Stato hanno attivato per mezzo di Trenitalia un servizio di bus sostitutivi fra i due capoluoghi di provincia. Secondo i primi accertamenti, l’incidente sarebbe stato causato da fattori del tutto indipendenti dall’autista del mezzo pesante. L’autocisterna della compagnia petrolifera, a quanto pare, è rimasta incastrata sui binari a causa dell’asfalto in pessime condizioni sul ciglio dei binari, dunque il conducente non ha avuto il tempo di effettuare la manovra necessaria a superare il passaggio a livello. (fonte: https://www.google.it/#hl=it&tbo=d&sclient=psy-ab&q=francavilla+fontana&oq=francavilla+fontana&gs_l=hp.3..35i39j0l3. 1387.4863.0.5080.19.19.0.0.0.0.189.2144.6j13.19.0...0.0...1c.1._sUiKN79Wp0&pbx=1&bav=on.2,or.r_gc.r_pw.r_qf.&bvm=bv. 1355534169,d.Yms&fp=aced5df1b0a9e7cf&bpcl=40096503&biw=1280&bih=813)

Ferite 2 persone

25 febbraio 2011
Cisterna di Latina (LT)
Linea
Roma - Napoli

GIOVANE OPERAIO PRECIPITA DA PONTE E MUORE ERA RUMENO E LAVORAVA SULLA LINEA FERROVIARIA ROMA-NAPOLI (ANSA) - ROMA, 25 FEB - Un operaio romeno di 25 anni, Florin Popoi, è precipitato e morto davanti a due colleghi, dopo essere precipitato da un ponte sulla linea ferroviaria Roma-Napoli. È accaduto la notte scorsa a Cisterna di Latina dove il giovane, rumeno, era impegnato in una operazione di disboscamento. L'operaio è precipitato da un'altezza di alcune decine di metri intorno a mezzanotte e soltanto molte ore più tardi il suo corpo è stato recuperato da squadre dei vigili del fuoco e degli specialisti del Soccorso alpino fluviale. Gli agenti del commissariato di Cisterna stanno compiendo indagini per chiarire la dinamica dell'incidente.

Muore l' operaio Florin Popoi

25 febbraio 2011
Policoro (MT)
Linea
Reggio Cal. - Sibari

Il pm di Matera, Rosanna De Fraia, ha disposto l'autopsia sul cadavere di Carmelo Costanzo, l'operaio di 46 anni, di Paola (Cosenza), morto la notte scorsa in un incidente sul lavoro - per il quale due persone sono indagate - avvenuto sulla linea jonica delle Ferrovie dello Stato, a Policoro (Matera). Costanzo è stato travolto da una macchina utilizzata per la rimozione di binari e pietrisco: l'autopsia si svolgerà sabato mattina, a Policoro. Le due persone indagate sono il manovratore del veicolo (che è stato posto sotto sequestro) che ha investito l'operaio e il titolare dell'impresa che stava eseguendo i lavori. A causa dell'incidente, sul quale sta indagando la Polizia, la circolazione dei treni sulla linea jonica è stata sospesa per alcune ore.
(Fonte: www.ilquotidianoweb.it)

Muore l'operaio Carmelo Costanzo

10 marzo 2011
Riano (RM)
Linea
Roma - Viterbo
Per un'ora, dalle 7.20 il servizio della ferrovia regionale Roma-Viterbo non è stato attivo, nella tratta extraurbana, tra Montebello e Civitacastellana, a causa di un incidente tra un treno e un'auto privata a un passaggio a livello nei pressi di Riano. Non ci sarebbero, spiega una nota di Roma Servizi per la Mobilità, né feriti né contusi. E' stato riattivato alle 8.45. Da una prima ricostruzione, l'auto avrebbe attraversato i binari nonostante le segnalazioni sonore e luminose di divieto regolarmente in funzione. Oltre al treno coinvolto nell'incidente sono bloccati altri cinque convogli in direzione di Roma. (fonte: http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/03/10/news/scontro_auto-treno_ferma_la_roma-viterbo_nessun_ferito-13416666/)

7 maggio 2011
Fornacchia (VT)
Linea regionale
ex Roma Nord

VITERBO - Una grossa vite, di quelle usate per ancorare le rotaie alle traversine in legno, collocata ieri sera da una mano ignota sui binari della ferrovia regionale ex Roma Nord, in località Fornacchia, vicino a Soriano nel Cimino nel viterbese, ha causato il deragliamento di un treno e, per una serie fortuita di concause non ha provocato una strage. Il bilancio finale è stato solo di due viaggiatori contusi, giudicati guaribili in 4 e 6 giorni. Ma se il deragliamento, anziché in tarda serata, fosse avvenuto di mattina o nel primo pomeriggio, quando i vagoni sono stracolmi di studenti, il bilancio avrebbe potuto essere pesantissimo. I carabinieri di Soriano nel Cimino, incaricati delle indagini, non hanno dubbi che il deragliamento sia d' origine dolosa. E' infatti certo che la vite sia stata posta sui binari poco prima del passaggio del convoglio. In precedenza erano transitati altri due treni, uno diretto a Viterbo e l' altro a Roma, senza che accadesse nulla e senza che il personale e i passeggeri avvertissero sobbalzi o movimenti anomali. Quindi i binari erano liberi. Poi un terzo treno: stando alla dinamica dell'incidente ricostruita dagli investigatori, il convoglio, composto da tre carrozze e un 'semipilota', un vagone per metà adibito al trasporto passeggeri e per metà a locomotiva che spinge da dietro il convoglio, è transitato intorno alle 21,10. I primi tre vagoni, a parte qualche scossone, hanno superato indenni la vite, al contrario del 'semipilota' che è uscito dai binari ed è finito nella scarpata laterale, profonda alcuni metri, inclinandosi pericolosamente su un lato. Se fosse deragliato il primo vagone avrebbe trascinato tutti gli altri con esiti ben più gravi. I conducenti del treno e il personale di bordo hanno subito dato l'allarme facendo intervenire i soccorritori. I tecnici dell' Atac hanno disposto la chiusura della tratta tra Vitorchiano e Soriano nel Cimino. Non sarà riaperta prima di quattro o cinque giorni. La zona in cui è avvenuto l'incidente è particolarmente impervia e difficile da raggiungere. Per portare i mezzi necessari a recuperare il vagone-locomotiva finito nella scarpata ed eseguire il ripristino della ferrovia danneggiata è necessario aprire una via d'accesso provvisoria. Intanto proseguono le indagini per individuare colui, o coloro, che hanno collocato la vite metallica sulla rotaia. Secondo quanto si è appreso negli ambienti investigativi, i militari della scientifica avrebbero rilevato tracce che potrebbero risultare molto utili all' inchiesta. (fonte: http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/05/08/news/deraglia_treno_nel_viterbese_4_feriti-15950383/)
12 luglio 2011 Vicofertile (PR) Linea
Parma - La Spezia

Terrore sulla tratta ferroviaria Fornovo-Parma, all’altezza di Vicofertile, dove martedì mattina intorno alle 8.30 il macchinista del treno regionale 21500 ha dovuto frenare brutalmente perchè un camion era rimasto incastrato tra le sbarre del passaggio a livello. Dai primi accertamenti risulterebbe che l’autoarticolato che trasportava materiale ferroso di scarto non avrebbe rispettato il codice della strada, attraversando in extremis il passaggio a livello trovandosi la seconda sbarra chiusa di fronte. Il bilancio è di ventisei feriti. Nessuno è grave: si tratta perlopiù di traumi leggeri, ematomi, risentimenti e dolori alla schiena, prodotti dalla frustata dell’urto. Lievi anche le ferite riportate dai due uomini che erano a bordo del camion. “Ci siamo ritrovati il furgone sui binari. Per fortuna il treno procedeva a bassa velocità, ma il mezzo è stato centrato in pieno e l’impatto è stato forte. La cabina del locomotore è andata distrutta”, ha raccontato un passeggero che si trovava nelle prime carrozze. La tragedia è stata sfiorata anche grazie al macchinista che, accortosi del mezzo sulle rotaie, ha premuto il tasto di frenata di emergenza e poi si è allontanato dalla cabina facendo spostare i passaggeri che si trovavano nel primo vagone. “Eravamo seduti nel primo vagone – ha raccontato un ragazzo di Ozzano – a un certo punto il conducente del treno ci ha urlato di allontanarci. Poi l’impatto violentissimo”. “Ero addormentato e mi sono ritrovato sbattuto a terra – ha raccontato un altro ragazzo – mentre la sua compagna ha detto di aver visto volar via il carico del camion che trasportava materiale ferroso. Il mezzo pesante non si è ribaltato su se stesso ma ha fatto un testacoda. Il treno, invece, ha continuato la sua corsa sui binari, fermandosi solo a oltre 200 metri di distanza dall’impatto. L’allarme è stato lanciato subito dai passeggeri del treno. Al passaggio a livello di Vicofertile sono arrivati immediatamente vigili del fuoco, polfer, polizia municipale, e 118. Il materiale di ferroso che trasportava il mezzo pesante, piccole lamiere taglienti probabilmente scarti di lavorazione di qualche azienda, sono volati tutti attorno andando a colpire anche un’abitazione che si trova proprio a fianco del passaggio a livello. "Ci voleva un incidente come questo per far capire che questo è un punto pericoloso – ha amaramente commentato un abitante della zona vedendo quanto era accaduto – lo avevamo detto più volte che questo passaggio a livello ha avuto dei problemi”. Altri residenti hanno riferito infatti che in altre occasioni le sbarre sono rimaste bloccate. Un uomo ha raccontato che alcuni giorni fa ha visto che una delle due sbarre non è scesa, lasciando il passaggio aperto anche all’arrivo del treno. Per questo, da tempo, viene richiesta la messa in sicurezza e la realizzazione di sottopassi. Ingenti sono stati i danni all’infrastruttura. Dovranno essere sostituiti circa 200 metri di linea elettrica per l’alimentazione dei treni, cambiati un palo di sostegno, il portale di protezione e una sbarra del passaggio a livello. Inoltre, i binari dovranno essere controllati dai tecnici che ne accerteranno la perfetta efficienza.
Palma Maria Roberta Frascella
(fonte: http://www.ilquotidianoitaliano.it/cronaca/2011/07/news/parma-scontro-tra-camion-e-treno-26-feriti-102118.html/)

Feriti 26 viaggiatori

31 luglio 2011
Stazione di
Napoli Centrale

FS: deraglia Frecciargento a Napoli Centrale, paralizzato traffico nord-sud
Un treno ETR 485 Pendolino 'Frecciargento' è deragliato circa un'ora fa [alle 15:55, ndr] nella stazione di Napoli Centrale.
L'incidente non ha avuto conseguenze per le persone perché il treno viaggiava a velocità molto ridotta per un trasferimento dall'officina e non trasportava viaggiatori.
Le ultime due carrozze uscendo dai binari hanno danneggiato la linea elettrica ad alta tensione e bloccato di conseguenza la funzionalità della stazione con forti ripercussioni sulla circolazione nord-sud. Sulle cause al momento non vi sono certezze.Le ipotesi più probabili sono il cedimento del sistema rotaia-scambio oppure di parti meccaniche del carrello del treno. Dopo l'incendio di Roma Tiburtina si fa più pressante la necessità di garantire - soprattutto nelle grandi stazioni - un più adeguato livello di sicurezza ed affidabiità dei binari utilizzati quotidianamente da migliaia di persone a tutela di tutti, viaggiatori e ferrovieri.
(fonte: www.inmarcia.it)

1 agosto 2011
Bivio Mortellini
Linea
Livorno - Pisa

Pisa: principio incendio a treno di cloro, si è rischiata una 'Viareggio 2'.
Ieri sera, intorno alle 21 e 30, il treno merci 56326, proveniente da Rosignano (Livorno) carico di cloro* e diretto a Genova, è stato fermato dall'allarme lanciato via radio dal macchinista di un altro treno che vedendo i bagliori delle fiamme e delle scintille sotto le cisterne ha bloccato la circolazione.
Il fatto è accaduto nei pressi del bivio Mortellini, alle porte di Pisa, a circa 30 chilometri da Viareggio.
La causa sarebbe da ricercare nel malfunzionamento dell'impianto frenante della prima cisterna. Restando serrati i ceppi sulle ruote mentre il treno prosegue la marcia, si sviluppa, a causa del fortissimo attrito, una enorme quantità di calore e scintille che possono rendere incandescenti ruote e carrello e, in casi estremi, portare alla fusione di alcune parti, con conseguenze potenzialmente disastrose.
Quando ciò avviene su cisterne cariche di sostanze tossiche, nocive, infiamabili o esplosive il rischio diviene grave e concreto. Anche se risulterebbe che tutto si sia risolto per il meglio, è del tutto comprensibile il notevole allarme suscitato tra i ferrovieri di tutta la zona poiché l'inconveniente è avvenuto a pochi chilomentri da Viareggio. Dopo 10 minuti, infatti, il convoglio sarebbe transitato nella stazione teatro della strage del 29 giugno 2009.
Fortunatamente, la casualità ma anche la prontezza di tutti i ferrovieri in servizio sui treni e nelle sale operative, ha evitato che la situazione divenisse critica. Il treno è stato fermato per i doverosi controlli. E riteniamo che saranno completi e rigorosi.
Torna così alla ribalta, a 25 mesi esatti dalla strage, la questione irrisolta dell'affidabilità e della sicurezza dei carri che trasportano merci pericolose: sono macchine che dovrebbero essere mantenute in perfetto stato e perfettamente funzionanti, più dei proverbiali orologi svizzeri, invece, nonostante quanto è accaduto a Viareggio il 29 giugno di due anni fa, viaggiano in condizioni che si dimostrano, ancora troppo spesso, inadeguate.
Non conosciamo chi siano i proprietari dei carri-cisterna coinvolti ma siamo convinti che l'impresa ferroviaria che li trasporta e il Gestore Infrastruttura che li accoglie sulla rete abbiano comunque il dovere di accertarsi della loro conformità e del loro corretto funzionamento.
Auspichiamo che l'Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria ANSF e le altre autorità preposte intervengano per intensificare i controlli e garantire il massimo della sicurezza possibile, per le persone e l'ambiente.
Pisa, 2 agosto 2011
(fonte: www.inmarcia.it)
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4 agosto 2011 - Fiamme sotto le cisterne del treno Granaiola chiede lumi in Senato.
VIAREGGIO. Finisce in Parlamento la vicenda del treno 56326, partito da Rosignano con il carico di cloro della Solvay, fermato tra Pisa e Livorno la sera del 1º agosto, intorno alle 21,30, perché avvistato mentre mandava scintille e bagliori di fiamme sotto le cisterne. La senatrice Manuela Granaiola (Pd) ha presentato un'interrogazione in calce alla quale sta raccogliendo le firme di altri colleghi. «La causa dello scongiurato disastro - ricorda Granaiola - sarebbe da ricercare nel malfunzionamento dell'impianto frenante della prima cisterna. Si ritiene che i ceppi siano rimasti serrati sulle ruote mentre il treno proseguiva la marcia e che, a causa del fortissimo attrito, si sia sviluppata una quantità di calore e scintille che avrebbero potuto rendere incandescenti ruote e carrello e, in casi estremi, portare alla fusione di alcune parti della cisterna». A dieci minuti di distanza dal luogo dove è stato fermato, il treno - ricorda Granaiola - sarebbe transitato da Viareggio (diretto a Savona): «La prontezza di tutti i ferrovieri in servizio sui treni e nelle sale operative ha evitato che la situazione divenisse critica. Torna, dunque, all'attenzione - a 25 mesi esatti dalla strage di Viareggio - la questione irrisolta dell'affidabilità e della sicurezza dei carri che trasportano merci pericolose, macchine che dovrebbero essere mantenute in perfetto stato e che, invece, viaggiano ancora in condizioni che si dimostrano troppo spesso inadeguate» Granaiola chiede di sapere «quali misure il ministro Matteoli intenda assumere al fine di far luce sull'accaduto, sulle eventuali responsabilità, intensificando i controlli e garantendo il massimo della sicurezza possibile a viaggiatori e ferrovieri, oltre che ai cittadini che abitano nelle zone attigue ai binari. E quali misure intenda attuare detta impresa per ripristinare la sicurezza dei carri che gestisce e se il gestore unico dell'infrastruttura ferroviaria nazionale (Rfi)) intenda accertarsi della conformità di questi carri e del loro corretto funzionamento».
4 agosto 2011
(fonte: www.iltirreno.gelocal.it)

19 agosto 2011 Castelfranco (MO)
Linea
Bologna - Milano

Un botto tremendo, i vetri dei finestrini che esplodono, una brusca frenata, sei feriti. E' successo nel pomeriggio all'uscita della stazione di Castelfranco, sul treno Intercity 590 Salerno-Milano. Il convoglio ha urtato una massa di metallo - una grossa sbarra di ferro - che ha colpito il primo e il secondo vagone mandando in frantumi i vetri e lanciando in aria alcuni sassi della massicciata. L'Intercity ha riportato danni nella parte inferiore del locomotore. Sei persone sono rimaste ferite, a causa dei frammenti di vetro e per la caduta successiva alla frenata: hanno riportato lievi escoriazioni e sono state soccorse sul posto dal personale di bordo e dal 118; tre di loro sono finite al pronto soccorso. Gli altri passeggeri, spaventati, sono scesi dal treno, e hanno ricevuto acqua dalla Protezione civile per sopportare il caldo. Sono già in corso, avvertono le Ferrovie, le operazioni per il trasferimento delle vetture nella stazione di Castelfranco, da dove i passeggeri potranno proseguire il viaggio a bordo di un altro treno. Il locomotore è danneggiato e non ripartirà, sarà trainato fino alla stazione di Modena. La linea interessata dall'incidente è la Bologna-Milano ordinaria, non l'Alta velocità. Il traffico è stato completamente interrotto dalle 17 alle 18, poi è ripreso su un solo binario a senso unico per un tragitto di un chilometro. Aperta un'inchiesta della Procura di Modena.
(fonte: http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/08/19/news/incidente_treno_castelfranco-20632334/)

Feriti 6 viaggiatori

27 settembre 2011
Ventimiglia (IM)

Oggi pomeriggio a Ventimiglia (Imperia) è rimasto folgorato il nostro collega di RFI, Nicola Dalmasso, di soli 43 anni, mentre lavorava nella sottostazione elettrica Parco Roja. Una morte ingiustificabile per un'azienda che utilizza l'alta tensione da quasi un secolo, nella quale accadono ancora, con dinamiche pressoché identiche e prevedibili, un numero intollerabile di morti per folgorazione. Sotto choc anche il collega con cui stava lavorando che è stato il primo a prestargli soccorso. Ai familiari ed a tutti i compagni di lavoro di Nicola esprimiamo la nostra vicinanza ed il nostro dolore.
Il sostituto procuratore, titolare dell'indagine, Maria Paola Marrali della procura di Sanremo, indaga per omicidio colposo ed ha aperto un fascicolo che andrà ad aggiungersi alle migliaia di fascicoli simili nelle procure di tutta Italia. Riteniamo che le indagini dovrebbero, tra l'altro, rilevare le frequenza, la ripetitività e la prevedibilitàdi questi infortuni sulla rete ferroviaria per arrivare alla radice delle cause, oltre che per cercare le responsabilità del singolo episodio.Foto Nicola Dalmasso Quello degli infortuni nelle Fs è, infatti, un fenomeno esteso - da analizzare complessivamente - che non può essere compreso indagando esclusivamente ed in modo frammentario su tanti singoli 'omicidi colposi' senza metterli in relazione tra loro. Un tragico elenco che solo dall'aprile 2007 raccoglie un'angosciante sequenza di lavoratori morti sui binari. Anche la stessa RFI ha aperto, come consuetudine, un'indagine interna. Apprezziamo il cordoglio espresso dal Gruppo Fs - non succede sempre - ma vorremmo che l'ad, tutti i consiglieri di amministrazione e i dirigenti coinvolti nella sicurezza del lavoro - vista l'inefficacia complessiva delle misure di prevenzione - dedicassero più impegno alla tutela della sicurezza di quanto fatto fino ad oggi, destinando a questo scopo una parte delle iniziative e delle risorse dedicate ad aumentare il fatturato, espandersi all'estero e curare l'immagine dell'azienda.
( fonte: www.inmarcia.it)

Muore l'operaio Nicola Dalmasso

14 ottobre 2011
Nocera Inferiore (SA)
Linea
Napoli - Salerno

NOCERA MACCHINISTA SVIENE SUL TRENO NAPOLI - COSENZA VERSO SALERNO Nocera Inferiore. «C'è un medico? Il macchinista è svenuto». Questa la richiesta di alcuni passeggeri alle altre persone che viaggiavano ieri mattina sul reno regionale veloce 2426, lasciando tutti di stucco e impauriti. Sono le 9.40 di ieri. Il treno 2426 Cosenza-Napoli è partito da cinque minuti dalla stazione di Salerno: prima fermata Nocera Inferiore. Sul regionale veloce c'è tanta gente, molti gli stranieri diretti a Pompei. Ad un tratto, il convoglio si ferma sotto la galleria Santa Lucia. Poi il treno riparte. Pochi istanti dopo, arrivano alcuni viaggiatori, il primo dei quali chiede insistentemente se c'è un medico in vettura, perché il macchinista del treno è svenuto. Molti si alzano in piedi, increduli, altri impauriti si chiedono: «Che succede?», «E mò; chi porta il treno?». Risalendo i vagoni, i passeggeri - e sono centinaria, tra pendolari, turisti e pellegrini - guardano interdetti chiunque vada verso la testa del treno. I volti sono tesi. Nella prima carrozza, in una pozza di sangue, c'è riverso il macchinista del 2426, il cinquantottenne Giuseppe Zeno e al suo fianco il capotreno che cerca di rassicurarlo. «Come ti senti?», «Come ti chiami?», chiede il capotreno al macchinista che, fortunatamente, risponde dicendo il suo nome e cognome: buon segno, vuol dire che è cosciente. Intanto, il treno è condotto da un altro ferroviere che si trova sul convoglio e che aveva ricevuto il cambio a Salerno proprio dal collega svenuto. Sono attimi concitati, di comunicazione continua con la stazione di Nocera Inferiore: «Mandate un'ambulanza, il macchinista è ferito», comunica con calma il capotreno alla dirigente dello scalo nocerino. Intanto, il macchinista, poggiato sui gomiti, con alcuni fazzoletti di carta pulisce il proprio sangue caduto a terra, come se volesse mantenere pulita la cabina anche in quel frangente. Il 2426 si ferma alla stazione a Nocera Inferiore. Sulla banchina ci sono la polizia ferroviaria e il personale della stazione con la dirigente. Arriva l'ambulanza, e sono passati solo sette minuti da quando il macchinista è stato colto da malore. Il medico del 118 decide di portare il ferito in ospedale: poche ore dopo, il ferroviere viene dimesso. Sul terzo binario rimangono il personale del treno, della stazione e della polfer. Secondo le prime ricostruzioni, il macchinista del 2426, agente unico (era solo lui alla guida del convoglio) è stato colto da malore mentre stava conducendo il treno ed è caduto battendo la testa sul quadro comando, ferendosi alla testa, per poi finire a terra. Pochi istanti dopo sono intervenuti il capotreno e un altro macchinista, che hanno lanciato l'allarme e hanno fatto ripartire il 2426. ( Fonte: www.positanonews.it)

Ferito il macchinista Giuseppe Zeno

19 ottobre 2011
Seriate (BG)
Linea Bergamo - Brescia
Una manovra errata della ruspa che stava agendo in un cantiere stradale. E’ questa, secondo quanto riferito da Trenord, la causa dell’incidente ferroviario avvenuto questa mattina sulla tratta Bergamo-Brescia, non distante dalla stazione di Seriate. Secondo quanto rilevato, la ruspa, che si trovava ad operare nella vicinanza dei binari ha urtato il convoglio di passaggio. Nell’impatto il mezzo pesante è scivolata lungo la scarpata che costeggia i binari, mentre una ruota del treno è deragliata provocando lo stop del convoglio. Che cosa ci faceva quella ruspa così vicino al sedime ferroviario? Se lo chiedono i funzionari delle ferrovie che stanno indagando sull’incidente. Il treno carico di pendolari è rimasto bloccato sul ponte in attesa di un rimorchiatore. Non si registrano feriti, ma la circolazione ferroviaria è andata completamente in tilt. Ritardi a cascata stanno interessando tutte le tratte che fanno capo alla nostra città. I tecnici delle Fs sono al lavoro per ripristinare la linea.
(fonte: http://www.bergamosera.com/cms/?p=77541)
10 novembre 2011
Officina OMAV
Roma S. Lorenzo

RIVEDERE PROCEDURE DI SICUREZZA E LA 'PERICOLOSA FRENESIA' NEI TEMPI DI LAVORAZIONE
Questa mattina intorno alle 8 e 30 un grave incidente nell'impianto manutenzione alta velocità di Roma, fortunatamente senza vittime. Il treno ETR 460-22, frecciargento, durante le manovre all'interno dell'officina 'OMAV' di Roma S.Lorenzo, non ha frenato e, seppur a bassa velocità, ha sfondato il paraurti del binario 3 proseguendo la sua corsa all'interno di un padiglione adibito alla lavorazione filtri. Solo per fortuite circostanze casuali non ci sono state conseguenze per le persone ma solo grande spavento per gli operai e tecnici presenti, i quali hanno assistito impotenti alla scena. Dalle prime sommarie informazioni sembrerebbe che le cause sarebbero da ricercare nella sottovalutazione da parte di dirigenti della delicatezzaOMAV ROMA delle manovre interne e - presumibilmente - nella fretta imposta ai tecnici ed agli operai per effetture le riparazioni e nei continui solleciti ricevuti che non hanno consentito di attendere il tempo necessario a ripristinare la piena efficienza dei freni durante gli spostamenti in officina. La zona dell'incidente - all'ingresso dei capannoni - e la sala filtri sono normalmente frequentate da moltissimi lavoratori. Questo incidente pone nuovamente in luce - e con urgenza - la necessità di rivedere le procedure di qualità e sicurezza ma anche i tempi ed i ritmi delle lavorazioni ai treni frecciargento oggi effettuati con 'pericolosa frenesia', assoggettandole a controlli più stringenti. Puntuale, dopo alcune ore, è arrivata la versione di Trenitalia che, pur confermando l'accaduto, lamenta che la nostra rivista avrebbe attaccato "in maniera pretestuosa Trenitalia, insinuando sospetti sul mancato rispetto delle norme di sicurezza, lanciando allarmi ingiustificati, minando l'immagine di un'azienda che ha sempre posto la sicurezza al centro di ogni sua attenzione". Nel comunicato l'azienda sostiene che le attività manutentive programmate erano tali "da poter essere agevolmente effettuate, senza richiedere alcuna 'frenesià' e che non è mai stata impartita alcuna indicazione o sollecitazione a tecnici e operai dell'Omav tali da indurli a trascurare le più elementari norme di sicurezza". La realtà che ci raccontano sia i colleghi dell'officina che i macchinisti non corrisponde a questa rappresentazione dei fatti, che purtroppo parlano da soli. Richiamare 'l'errore umano' è lo sport preferito di tutti i datori di lavoro che sono chiamati ad organizzare e controllare il lavoro per prevenire anche eventuali errori o disattenzioni dei lavoratori e garantire la massima sicurezza. E' obbligo della dirigenza prendere nella massima considerazione questi 'precursori' per evitare che si verifichino incidenti più gravi. E' dovere degli Organismi di vigilanza imporre misure più severe per la tutela della sicurezza e valutare le eventuali responsabilità in capo al datore di lavoro.
(Fonte: www.inmarcia.it)

22 dicembre 2011 Domodossola (VB)
Linea
Domodossola - Briga
Intorno alle 13.30 un vagone di un treno merci è deragliato lungo la linea ferroviaria internazionale Domodossola-Briga. E’ accaduto nei pressi della stazione di Domodosola. A causa dell’incidente, la stazione è stata chiusa al traffico. Bloccati tutti i treni Ginevra-Milano che non viaggiano su questa tratta. Fermi tutti i regionali. Le ferrovie hanno istituito un servizio sostitutivo Briga e Varzo. Tra Varzo e Domodossola sono in circolazione bus sostitutivi. Non ci sono ancora informazioni aggiuntive che permettano di capire quale sia stata la causa del deragliamento. Dalle prime informazioni è coinvolto comunque esclusivamente un convoglio merci. Il 19 maggio del 2009, si verificò un deragliamento sulla linea Domodossola-Briga (fonte: http://www.cronacalive.it/deraglia-treno-merci-alla-stazione-di-domodossola/#axzz1iOPowjCT)
 Anno
2010 Incidenti = 19 Macchinisti
morti = 0
Macchinisti
feriti = 5
Altri ferrovieri
morti = 2
Altri ferrovieri
feriti = 2
Viaggiatori
feriti = 133
Viaggiatori morti = 12
1 gennaio 2010
Terni
Linea
Roma - Ancona

Roma, 1 gennaio 2010 - Oggi pomeriggio, il treno eurostar 9328, Roma-Perugia, in prossimità della stazione di Terni, sulla linea Roma - Ancona, intorno alle 14,30, ha investito una massa franosa caduta sui binari che ha danneggiato le apparecchiature del freno impedendo al treno di proseguire.
Il personale ed i pochi viaggiatori presenti sulle prime carrozze hanno sentito forti colpi e vibrazioni provenienti dal sottocassa, una frenatura repentina, dopodiché il treno è rimasto "incagliato" sui detriti. Il recupero dei viaggiatori e il ripristino della circolazione risulteranno molto difficoltose perché il tratto di linea interessato è a binario unico, particolarmente impervio e la zona è soggetta a forte maltempo
Fortunatamente, anche per la bassa velocità prevista in quel tratto, non ci sono state conseguenze per le persone ma non possiamo confidare sempre nella fortuna.
Chiediamo che siano predisposti gli idonei dispositivi di protezione dalle frane, a cominciare dalle tratte maggiormente a rischio, e che siano effettuati adeguati investimenti anche sulle linee considerate "secondarie" come la Roma - Ancona, per la semplice ragione che essa serve importanti aree del Paese e, in questo caso, interessa migliaia di cittadini di Lazio, Umbria, Marche ed Emilia Romagna. Magari risparmiando sulla propaganda e le riviste patinate.
Sono passati solo dieci giorni da quando un nostro compagno di lavoro è morto per aver investito col treno un masso franato sui binari e siamo costretti ancora una volta a denunciare il divario tra l'alta velocità e il normale servizio ferroviario perché questo comincia ormai ad interessare anche aspetti riguardanti la sicurezza.
La redazione di "ancora IN MARCIA!"

24 febbraio 2010
Stazione di
La Spezia C.le

24 febbraio 2010
Un operaio delle Ferrovie dello Stato Giovanni Magliani, 53 anni, residente ad Arcola (La Spezia) è morto oggi intorno alle 13 dopo essere stato investito da un treno alla stazione ferroviaria spezzina. Secondo i primi accertamenti l’uomo stava attraversando i binari, forse per recarsi alla mensa, quando è stato travolto dal locomotore in manovra. L’incidente si è verificato su uno dei binari secondari utilizzati per la manutenzione: non sulle linee principali. Infatti, la circolazione dei treni non ha subito rallentamenti o interruzioni. L’area si trova nel quartiere della Scorza: a poca distanza dai palazzi, dai quali è separata da un muretto.
Secondo i primi accertamenti l’uomo stava attraversando i binari, forse per recarsi alla mensa, quando è stato travolto dal locomotore in manovra. Magliani, tecnico addetto alla manutenzione, svolgeva una attività d’ufficio. Quella era la sua area abituale di lavoro: forse proprio la consuetudine ai rumori e al passaggio sui binari, in genere non affollati, può averlo indotto in errore. Secondo la ricostruzione, il dipendente uscito dal fabbricato che si trova sul tronco lavori, forse per la pausa del pranzo, ha attraversato i binari ed è stato travolto. Sembra che il `treno manovra´ abbia anche suonato. Le Ferrovie hanno informato la moglie e i figli della disgrazia.
Il personale delle Ferrovie della Liguria si asterrà dal lavoro domani in segno di lutto per la morte del ferroviere Giovanni Magliani travolto da un treno mentre attraversava i binari alla stazione centrale della Spezia. Lo sciopero è stato proclamato dalle segreterie regionali Filt Fit Uilt Fast Orsa ed Ugl, operanti nel comparto ligure dei trasporti.
Il personale addetto alla manutenzione infrastruttura, esercizio e uffici, si asterrà dall’intera prestazione lavorativa. Il restante personale della rete ferroviaria italiana e di Trenitalia sciopererà dalle 11 alle 12. In segno di lutto sono stati interrotti i tre congressi di categoria di Fiom, Filt e Nidil, in corso alla Spezia.
(fonte: http://www.ilsecoloxix.it/p/la_spezia/2010/02/24/AMRIo1PD-incidente_investito_operaio.shtml)

Muore l'operaio Giovanni Magliani

12 aprile 2010
Laces (BZ)
Linea Sad Merano-Malles

Deraglia il treno dei pendolari Nove morti e 7 feriti gravi nel meranese - Era il treno dei pendolari e dei ragazzi che andavano a scuola, il treno che porta i turisti in bicicletta nella Val Venosta. Verso le 9 una frana (di 400 metri cubi per una larghezza di 10-15 metri, ha spiegato il capo dei geologi della Provincia di Bolzano Ludwig Noessing) ha provocato il deragliamento del regionale 108 della società di trasporti Sad. Nove persone hanno perso la vita e 28 sono rimaste ferite, sette in modo gravissimo. Le salme recuperate a bordo del convoglio sono state composte nella cappella mortuaria dell'ospedale di Silandro. Sul posto sono arrivati gli operatori del soccorso psicologico per assistere i familiari. Tra le vittime, tutte della zona, la più giovane aveva 18 anni, le più anziane 73. Si tratta di Michaela Kuenz Oberhofer (18 anni), Val Martello; Elisabeth Peer (22 anni) nata a Silandro residente Malles; Julian Hartmann (25 anni) nato e residente a Merano; Francesco Rieger (67 anni) di Castelbello; Judith Tappeiner nata e residente Silandro (20 anni); Rosina Ofner (36 anni) nata a Silandro e residente a Tubre; Regina Tschoell nata e residente a Lasa (73 anni); Micaela Zosch (34 anni) nata a Malles e residente a Prato Stelvio; Franz Hohenegger (73 anni) nato a Malles e residente a Silandro. Nei pressi del luogo della disgrazia è stato allestito un ospedale da campo della Protezione civile. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, appena venuto a conoscenza dell'incidente, si è messo in comunicazione con il prefetto di Bolzano Fulvio Testi che si trova sul posto. Il piccolo convoglio - composto da tre vagoni - era partito da Malles alle 8.20 e sarebbe dovuto arrivare a Merano alle 9.43, ma è uscito dai binari verso le 9.05 nel tratto compreso tra Laces e Castelbello. (fonte:
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/04/12/news/deraglia_treno_nel_meranese_numerosi_feriti-3283747/)

Muoiono 9 persone

Ferite 28 persone

24 maggio 2010
Bitonto (BA)
Linea
Bari - Barletta

Camion si incastra a un passaggio a livello e il treno lo investe, paura e feriti a Bari.
(Adnkronos) - Paura stamattina a Bitonto, nel barese, dove un treno con 200 passeggeri a bordo proveniente da Barletta ha investito un camion fermo sui binari a un passaggio a livello. Il macchinista non è stato colto di sorpresa: ha tentato la frenata non appena ha visto l'autocisterna ma questo ha ovviamente provocato cadute e colpi di frusta tra i passeggeri. Lo scontro, inevitabile, con il mezzo che trasportava olio, ha causato il ferimento di almeno 35 persone, per lo più studenti pendolari. Le loro condizioni non sono gravi. Alcuni si sono fatti medicare in ospedale. Non ci sono notizie invece sulle condizioni del conducente dell'autoarticolato, la cui cisterna, pur essendo a comparti, si è rotta el'olio si è riversato nell'area. Secondo le prime ricostruzioni il camion è rimasto fermo tra le sbarre abbassate del passaggio a livello. Da accertare se il mezzo le ha forzate. L'azienda ferroviaria ha già predisposto delle linee di pullman sostitutive per le ore di punta. Nel tratto tra Bitonto e Barletta i collegamenti sono quasi normali. Sono invece fermi nel percorso da Bitonto a Bari. La Ferrotramviaria ha aperto un'inchiesta interna: sul posto funzionari per effettuare i rilievi. Sono stati informati sia il ministero dei trasporti che la Regione Puglia. Il passaggio a livello è dotato di segnalatori acustici e luminosi. (fonte: www.adnkronos.com)
Guarda il video de "Corriere del Mezzogiorno".

Ferite 35 persone

4 giugno 2010
Ventimiglia
Linea
Genova - Ventimiglia

Incidente ferroviario a Ventimiglia, i parenti delle vittime di Viareggio: “Le cisterne non sono sicure”.
VENTIMIGLIA (Imperia), 7 giugno - Ancora un incidente nel trasporto merci su rotaia: è accaduto venerdì, al parco ferroviario del Roja, a Ventimiglia, dove gli addetti ai lavori hanno riscontrato una perdita in quattro ferrocisterne facenti parte di un convoglio, proveniente dalla Francia e diretto a Novara, che trasportava eteremetilbutilico, un gas-liquido altamente infiammabile. I vigili del fuoco con alcuni operai specializzati della ditta Railcar Service, di Lione, hanno lavorato per due giorni alla bonifica e messa in sicurezza del convoglio, riscontrando il logoramento di alcune guarnizioni dei cosiddetti “passi d'uomo”, le botole che consentono le operazioni di carico delle cisterne. Il treno è poi ripartito nel pomeriggio di domenica, per fortuna, senza conseguenze ulteriori. “Questo di Ventimiglia – dichiara Riccardo Antonini, dell’Assemblea 29 giugno, gruppo costituitosi all’indomani della strage di Viareggio - è uno dei tanti incidenti che purtroppo avvengono. L’Ansf (agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie), negli ultimi mesi, ha predisposto delle precauzioni che impediscono che le cose possano degenerare come è accaduto a Viareggio il 29 giugno scorso". "Rimane il fatto – conclude - che sembra che queste cisterne non siano adatte al trasporto di materiali pericolosi: sono sicuramente antiquate e non rispondono ai parametri di sicurezza necessari".
(fonte: www.loschermo.it)

7 luglio 2010
Orta Nova (FG)
Linea
Bari - Lecce

Orta Nova: incidente ferroviario muore una cittadina rumena.
Probabilmente un incauto attraversamento dei binari la causa dell´incidente ferroviario avvenuto intorno alle 18.30 a due chilometri dalla stazione di Orta Nova. La vittima, una donna di 35 anni forse rumena, è deceduta a seguito dell´impatto con il convoglio, un Eurostar Roma-Lecce. Attualmente sono in corso accertamenti sulla dinamica dell´incidente - così come riferiscono dalle Ferrovie dello Stato. Si tratterebbe di una donna che abita nelle vicine masserie e che, a detta degli inquirenti, soffriva di problemi psicologici a seguita della morte del marito, travolto e ucciso sul ciglio della strada qualche anno fa. Gli investigatori non escludono dunque l'ipotesi di un suicidio, sebbene l'incauto attraversamento dei binari, resti al momento la pista maggiormente battuta. A seguito dell'impatto la vittima è stata sbalzata via per alcune decine di metri. Difficili le operazioni di soccorso, dal momento che il luogo della tragedia si trova in aperta campagna. La circolazione ferroviaria ha subito rallentamenti, ma è stata comunque garantita dalla presenza di un doppio binario che ha consentito il senso opposto di marcia.
(fonte: www.teleradioerre.it)

Muore la cittadina rumena Marana Voinescu

9 luglio 2010
Vicenza

Incidente ferroviario a Vicenza: treno deraglia, nessun ferito VICENZA
L’ultima carrozza di un treno regionale diretto a Milano è deragliata intorno alle 18 mentre il convoglio faceva il suo ingresso alla stazione di Vicenza. Paura, ma nessun ferito tra i passeggeri a bordo. La tratta è stata interrotta. I viaggiatori diretti a Verona e a Milano sono stati trasferiti su un altro convoglio ripartito poco dopo. Secondo quanto dichiarato da alcuni viaggiatori scesi a Vicenza la carrozza avrebbe dato segni di cedimento strutturale già poco dopo la partenza dalla stazione di Padova. Sugli scambi del nodo ferroviario vicentino, secondo il racconto di alcuni studenti universitari scesi dal convoglio, qualche struttura avrebbe ceduto completamente provocando il deragliamento avvenuto a velocità molto bassa. L’ufficio stampa delle Ferrovie dello Stato ha fatto sapere che la circolazione dei treni a Vicenza è stata ripristinata su un solo binario alle 18.50 e totalmente poco dopo le 20. In serata il traffico si è avviato verso la normalità. Un episodio analogo era avvenuto lo scorso 26 aprile alla stazione di Como Borghi. (fonte: www.cronacalive.it)

31 luglio 2010
Putignano (BA)
Ferrovie Sud Est

Un convoglio delle Ferrovie Sud Est proveniente da Bari è deragliato sabato scorso, poco prima delle 8.30, all’ingresso della stazione ferroviaria di Putignano. Ad uscire fuori dai binari è stato un nuovissimo treno ATR 220 proveniente da Bari lungo il tracciato di via Casamassima. Nessuna conseguenza fortunatamente per i passeggeri a bordo. Immediata la segnalazione ai Vigili del Fuoco, che tuttavia hanno potuto rimuovere il convoglio solo lunedì con l’utilizzo di una gru.
(fonte: www.faxonline.it)

6 agosto 2010
Napoli
Ferrovia
Circumvesuviana

Un treno della Circumvesuviana di Napoli, trasporto su ferro che collega la fascia vesuviana al capoluogo campano, è deragliato provocando numerosi feriti. C'è una vittima, un cancelliere in pensione. Mentre un altro uomo è ricoverato in condizioni particolarmente gravi. Il convoglio era in viaggio su una bretella condivisa con il metro cittadino e proveniva da San Giorgio a Cremano in direzione Napoli. Aveva appena lasciato la fermata del centro direzionale, quando è uscito dai binari. Sul posto ambulanze, almeno dodici, personale della Circumvesuviana e forze dell'ordine. Il deragliamento all'altezza del deposito treni Sascona.
L'ACCUSA DEL PASSEGGERO - C'è un testimone che accusa il macchinista. Parla dall'ospedale, si chiama Patrizio Straiano e ha 19 anni: "Ero davanti, ho visto il macchinista che parlava al telefonino e che non rallentava. Poi lo scontro: quando mi sono ripreso ero a terra e addosso avevo due paia di gambe, non erano le mie, terribile".
IL PADRE DI UN FERITO GRAVE: MA NON SPARATE SUL MACCHINISTA - Ma rispetto a questa testimonianza, va registrata anche una di segno opposto: "Chiedo alla magistratura di accertare con attenzione le cause e a tutti di non dare subito la colpa al macchinista - afferma Salatore Scarpati il padre del venticinquenne finito in coma dopo l'incidente - sono un macchinista anche io e so bene che quella curva è molto pericolosa e che, negli anni, sono già avvenuti almeno tre incidenti, anche se meno gravi di questo".
L'ORA DELL'INCIDENTE - Il deragliamento è avvenuto intorno alle 11.10. Sul luogo, oltre ai soccorsi, anche la polizia. Il treno sembra fosse composto da quattro carrozze. A bordo, circa 50 passeggeri. In questo momento le ambulanze stanno trasportando circa trenta passeggeri feriti all'ospedale Loreto Mare.
LE CAUSE DEL DECESSO - La vittima è deceduta per emorragia: nell'impatto ha perso le gambe. Si chiamava Giuseppe Marotta e aveva 71 anni ed era un cancelliere del tribunale in pensione.
IL RAGAZZO IN RIANIMAZIONE - Un venticinquenne si trova in Rianimazione dopo lo scontro. Ai barellieri ha detto, totalmente disorientato: "Cosa ci faccio qui? Dove sono e dove sto andando?". Poi le sue condizioni si sono aggravate. Al punto da doversi rendere necessario il ricovero in rianimazione.
IL GIALLO DELLA VELOCITA' - Secondo una prima ricostruzione dei fatti l'incidente è avvenuto sotto la curva di un viadotto mentre il treno andava ben oltre i venti chilometri orari consentiti per passare di lì.
INTERROGATO IL MACCHINISTA - Il macchinista in questi minuti viene ascoltato per capire se si sia trattato di un problema tecnico o di un errore umano. Appare sotto choc.
LA DINAMICA DELL'INCIDENTE MORTALE - Questa la ricostruzione della dinamica dell'incidente mortale: la persona è stata catapultata fuori dal treno ed è andata a sbattere su delle sbarre in ferro.
IERVOLINO SCONVOLTA - Il sindaco è arrivato subito sul posto. Ha detto: "Siamo letteralmente sconvolti speravamo in un ferragosto sereno purtroppo non sarà così, non so nulla della dinamica dell'incidente aspetto il magistrato per capire".
LA LOCOMOTIVA ERA NUOVISSIMA - La locomotiva deragliata era nuova, appena consegnata e aveva superato tutti i collaudi. Lo dice l'assessore regionale Vetrella, giunto sul posto. LE TESTIMONIANZE CHOC - Umberto Russo, portiere dello stabile di via Santa Maria di Costantinopoli che affaccia sul binario: "Ho visto una scena terribile mentre aiutavo una donna a uscire da un fossato dove era precipitata: poco distante c'era un uomo in una pozza di sangue e non aveva più le gambe; poi ho tirato fuori da sotto il sediolino un uomo e ho visto un ragazzo con la testa insanguinata, era immobile, ho pensato fosse morto, poi ha dato cenni di vita".
IL BOATO - Racconta Giusppe Iodice, che abita al quarto piano dello stabile adiacente al luogo della tragedia: "Ho preso diverse bottiglie d'acqua per assistere i feriti, urlavano tutti, era terribile". Sua sorella Annalisa aggiunge: "Ho sentito un boato inaudito e ho visto il treno piegato in due parti, la gente chiedeva aiuto".
A 40 CHILOMETRI ORARI - Secondo il sindaco e l'assessore il convoglio andava a 40 chilometri orari, cioè il doppio della velocità consentita in quel tratto.
L'AMBULANZA ARRIVA MEZZ'ORA DOPO - Secondo numerosi testimoni l'ambulanza sarebbe giunta sul posto soltanto trenta minuti dopo l'incidente.
VIA A 3 INCHIESTE, SEQUESTRATA SCATOLA NERA - Si muove la magistratura e non solo. Dall'esame della scatola nera del veicolo la verità su quanto accaduto.
SOSPESO LO SCIOPERO PER SOCCORRERE I FERITI - Erano in agitazione per gli stipendi non pagati, ma davanti alla tragedia, i camici bianchi della Asl Napoli 1 si sono subito messi al lavoro per soccorrere i feriti che arrivavano negli ospedali.
IL RINGRAZIAMENTO DELLA QUESTURA - La Questura di Napoli ringrazia in una nota il personale sanitario dell'ospedale Loreto Mare che, stamani, mentre era in stato di agitazione, è rientrato in servizio, unitamente al personale di altre strutture ospedaliere, appena appresa la notizia della sciagura al treno della Circumvesuviana.
LA TRAGEDIA COLPISCE ANCHE PARMA - Benedetto, il figlio dell'unica vittima del deragliamento, Giuseppe Marotta, stava aspettando suo padre a Parma, dove vive e dove sta recuperando da un gravissimo incidente subito qualche tempo prima. Lo avrebbe raggiunto entro dieci giorni.
IL BILANCIO FINALE - Questo quello del Loreto Mare secondo la dottoressa Maria Corvino: 40 feriti, 1 deceduto. I feriti sono 21 uomini e 19 donne, 3 sono al Cto, 4 ricoverati, altri sottoposti a vari esami; in rianimazione un giovane di 25 anni. In serata ecco i numeri complessivi forniti dalla questura di Napoli: un passeggero morto e 58 feriti, di cui 9 attualmente ricoverati in ospedale e uno in gravi condizioni, e cioè il 25enne studente universitario, con trauma cranico nel reparto di Rianimazione del Loreto Mare.
(fonte: www.napoli.repubblica.it)
Immagine: http://napoli.repubblica.it/images/2010/08/06/135858624-abfb0a26-e282-4fed-8f4d-4315e24b410a.jpg)

Rimangono ferite 58 persone

Muore il viaggiatore Giuseppe Marotta

27 agosto 2010
Anagni (RM)
Linea
Roma - Cassino - Napoli

Uno spettacolare incidente ferroviario quello che si è verificato ad Anagni, in prossimità della locale stazione dei treni. Ad uscire letteralmente fuori dai binari è stato il vagono principale di un treno merci che transitava nella zona in direzione Roma. Fortunatamente l'incidente non ha fatto registrare feriti gravi ma solo un forte choc emotivo per il macchinista che lo conduceva. L'incidente - avvenuto a poche centinaia di metri dal polo logistico di Fonnaina e a circa 3 chilometri dalla stazione ferroviaria di Anagni - Fiuggi - non ha creato disagi alla normale circolazione dei treni passeggeri in quanto si è verificato su un tratto adibito all'esclusivo transito per trasporto di merci e materiali di stoccaggio diretti, appunto, nel vicino centro logistico di Fonnaina. Sulle cause dell'incidente si tenta ancora di fare piena luce in quanto gli elementi a disposizione degli inquirenti non sono stati ritenuti sufficienti per stilare un dettagliato rapporto di quanto accaduto.
I. Q. (fonte: www.iltempo.it)

Ferito il macchinista

31 agosto 2010
Trebisacce (CS)
Linea
Bari - Catanzaro Lido

TREBISACCE (CS), 31 agosto 2010 - Donna muore travolta dall'Espresso dal quale era appena scesa. è stata uccisa.
La sfortunata cittadina dell'Est europeo, Dorina Bortofleac, 49 anni, romena e coniugata con figli, per cause ancora in corso di accertamento, stava scaricando i numerosi bagagli dall'Espresso 905 proveniente da Torino Porta Nuova e diretto a Catanzaro Lido. Era salita sulla stesso treno che l'ha uccisa alla Stazione Centrale di Bari, poco dopo le 8, mattina diretta appunto a Trebisacce dove una connazionale le aveva trovato un'occupazione come badante, lavoro che Dorina Bortofleac svolgeva anche nella città pugliese.
Arrivata in riva allo Jonio è accaduto l'impensabile. L'orologio segnava le 11,14. Secondo la ricostruzione, la donna è scesa dal treno utilizzando la porta sbagliata. Poi forse è inciampata, o scivolata sui binari. Da qui ha cercato di scaricare le buste in plastica contenenti il corredo che portava con se. Proprio in quel momento il treno è ripartito, senza che il macchinista o il personale di bordo, tantomeno i passeggeri, si accorgessero di nulla. E la tragedia si è consumata. Il convoglio ha prima tranciato alla donna il braccio e la gamba destra. La malcapitata sembra che abbia avuto, seppur sanguinante, la forza di chiedere aiuto, con un flebile respiro di voce. Poi però è svenuta.
I primi ad accorgersi della disgrazia sono stati un ragazzo di Locri, A. I. di 20 anni, in visita alla fidanzata di Trebisacce; e il titolare del Bar stazione, G. L. di 60, che tra la disperazione generale hanno allertato i soccorsi. Sono partite le chiamate al "118" e alle forze dell'ordine. E all'arrivo dei soccorsi, ci sono state anche polemiche per un loro presunto ritardo. Alcuni testimoni hanno riferito che la donna non è morta sul colpo e che l'ambulanza del 118 è giunta in ritardo.
In attesa dei soccorsi Dorina Bortofleac, che aveva subito gravi lesioni, sarebbe insomma morta dissanguata. Secondo quanto è emerso dagli accertamenti investigativi, l'ambulanza del 118 che avrebbe dovuto soccorrere la donna - intervento rivelatosi comunque inutile perchè la romena era già morta - è giunta da Cassano impiegando quasi venti minuti. Quella in servizio a Trebisacce invece era impegnata in un altro intervento.
(fonte: www.gazzettadelsud.it)

Muore la viaggiatrice Dorina Bortofleac

1 settembre 2010
Ispani (SA)

Si chiamava Fortunato Calvino, di 35 anni, originario di Napoli ma da tempo residente a Sapri l'operaio morto in un gravissimo incidente sul lavoro verificatosi questa mattina qualche minuto prima delle 9,30 nei pressi della stazione di Capitello, nel comune di Ispani. L'uomo è morto sul colpo per trauma cranico in seguito all'investimento da parte di un carrello ferroviario che si è improvvisamente staccato travolgendo l’operaio che era impegnato in alcuni lavori di manutenzione sulla linea. Il suo corpo ha salvato dalla morte l’altro collega travolto dal carrello. Si tratta di Armando Ignacchiti, di 30 anni. Ricoverato per un grave trauma toracico all'ospedale di Sapri, cittàdove viveva. Il tratto ferroviario interessato dall'incidente, dopo essere stato chiuso per circa un'ora, è stato riaperto ma ad una velocità ridotta per i convogli che possono attraversare la linea solo su un binario, mentre è fermo il passaggio sul lato nord dove il corpo dell’operaio è rimasto a lungo in attesa dei necessari riscontri da parte della magistratura. Il dottor Antonio Rinaldi della Procura di Sala Consilina al quale sono state affidate le indagini sta lavorando fianco a fianco con gli uomini della Polfer per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.
(Fonte: www.tvoggisalerno.it

Muore l'operaio Fortunato Calvino

12 ottobre 2010
Laveno Mombello (VA)
linea
Bellinzona-Luino-Gallarate
Non vogliamo essere un'altra Viareggio». L'incidente ferroviario di sabato notte fa discutere, e molto, Laveno Mombello. Dopo il deragliamento di vagone merci (carico di componenti per pannelli solari) fra la Galleria del Sasso Galletto e la stazione delle Ferrovie dello Stato, che ha bloccato la linea fino a domenica mattina e causato molta apprensione per quello che sarebbe potuto succedere, si è infatti acceso il dibattito in paese sui cosiddetti "treni bomba". La linea Bellinzona-Luino-Gallarate, nonostante il carico dei suoi anni, è infatti quotidianamente percorso da convogli merce che trasportano anche materiale pericoloso e potenzialmente tossico. Anche il convoglio della "Nord Cargo" che l'altra notte ha tenuto con il fiato sospeso Laveno trasportava in altri vagoni sostanze chimiche pericolose. Un rischio, fortunatamente non concretizzatosi, che riaccende i riflettori sulla sicurezza. Proprio l'argomento sicurezza ieri mattina ha catalizzato l'attenzione della piazza, le discussioni nei bar e il confronto politico, e la morale emersa dai vari commenti è che Laveno chiede più garanzie e più sicurezza. Una posizione dettata da motivazioni assolutamente concrete, anche perché l'incidente di sabato non è un caso isolato: nel 2008 si verificò ad esempio un fatto molto più grave proprio all'interno della galleria del Sasso Galletto, dove si incendiò la motrice di un convoglio che trasportava, oltre ai consueti vagoni con sostanze pericolose, anche componenti per munizioni. In quell'occasione si registrarono due feriti e la linea rimase chiusa a lungo, mentre nel 2009 si ricorda un'altra situazione di pericolo legata al rischio di versamento di sostanze da una cisterna. A chiedere più garanzie sono anche gli esercenti del centro. «È chiaro - spiegano in coro - che una linea ferroviaria non si può spostare qua e là a piacimento. Ma soprattutto nei tratti dove i treni attraversano centri abitati, passando a pochi metri dalle abitazioni, la sicurezza deve essere ai massimi livelli, anche perché su quei vagoni vengono trasportati carichi pericolosi, come sostanze che magari possono essere tossiche, infiammabili e chissà che altro. Il dramma di Viareggio, del resto, dovrebbe insegnare che non si deve aspettare la tragedia prima di agire». Tantissime anche le lamentele della piazza, che legano la pericolosità della linea ai problemi derivati dal passaggio a livello di Trenitalia all'ingresso del paese, da trent'anni un grave ostacolo per la viabilità: «Oltre alla sicurezza - hanno sottolineato molti cittadini - c'è il passaggio a livello di via Labiena. A parte il fatto che se quel vagone fosse deragliato prima le sbarre sarebbero rimaste chiuse fino al mattino dopo, ogni giorno c'è il rischio che un'ambulanza o un mezzo delle forze dell'ordine debba aspettare e magari ritardare un intervento». «Più sicurezza ci vorrebbe dappertutto - hanno commentato altri commercianti - anche sulle strade, ma in questo caso è evidente che si debba fare qualcosa. Una garanzia al cento per cento è impossibile, ma in ogni caso ci sono tante piccole cose che potrebbero migliorare la situazione, anche per quanto riguarda il problema del passaggio a livello: a volte le sbarre restano abbassate per 5 o 6 minuti, altre volte non passa nemmeno il treno, oppure il passaggio viene chiuso 10 minuti prima». (fonte: http://www.laprovinciadivarese.it/stories/varese%20provincia/160439_treno_merci_deragliato_a_laveno_non_fateci_fare_ la_fine_di_viareggio/)
1 novembre 2010
Bordighera (IM)
Linea
Torino - Ventimiglia

Cinque persone, due macchinisti e tre passeggeri, sono rimasti feriti stamani poco dopo le 12.30 nel deragliamento della motrice del treno regionale 20144 Torino-Ventimiglia, dovuto a una frana avvenuta nel tratto tra Ospedaletti e Bordighera. La ferrovia Genova-Ventimiglia è rimasta interrotta ed è stata ripristinata su un solo binario dalle 14.20. I feriti sono stati subito soccorsi dal personale del 118 e medicati all’ospedale di Bordighera mentre i vigili del fuoco, i carabinieri e i tecnici di Trenitalia e di Rfi hanno svolto i primi accertamenti sulla frana, dovuta alle infiltrazioni d’acqua provocate dalla forte pioggia, e sulle condizioni del treno. La circolazione è stata ripristinata alle 14,30 su un unico binario e i 20 viaggiatori del treno trasferiti a Ventimiglia in taxi. I tecnici del Comune stanno valutando il movimento franoso per metterlo in sicurezza. Il sindaco di Bordighera Gianni Bosio, giunto sul posto, ha detto che «la situazione non è semplice. Speriamo che tutto possa tornare presto alla normalità. L’importante - ha detto Bosio - è che le persone che erano dentro al treno siano tutte in salvo e quelle che stanno soffrendo per le ferite riportate possano tornare presto a casa loro». Uno dei venti passeggeri che si trovava sul treno descrive così quanto accaduto: «Il treno, dopo un gran botto, ha cominciato ad accartocciarsi, a muoversi verso destra e sinistra - ha detto Mauro Del Peschio - poi si è appoggiato al muro della galleria. Le valigie sono cadute senza colpire nessuno, perché non c’erano persone nei corridoi. I soccorsi sono stati più che tempestivi. Tutti hanno cercato di aiutare e dare una mano: macchinisti e capotreno sono stati molto bravi ed hanno fatto il possibile per farci rimanere tranquilli». Da Trenitalia tengono a specificare che la frana è scesa da una porzione di terreno privato, non appartenente alle ferrovie. [...] (fonte: http://www.ilsecoloxix.it/p/la_spezia/2010/11/01/AMsjNuCE-imperia_deraglia_spezia.shtml) --- [...]...Della dozzina di feriti, il più grave fu un macchinista di Trenitalia, Salvatore Piscitelli, che riportò traumi e fratture agli arti, al bacino e alla mandibola, con una prognosi iniziale di 60 giorni, cui si aggiunsero sei mesi da passare a letto. (fonte: http://www.ilsecoloxix.it/p/imperia/2012/11/16/AP3bimxD-annullati_deragliato_proscioglimenti.shtml)

Feriti 2 macchinisti e 3 passeggeri

17 novembre 2010
Campagna (SA) Linea
Potenza - Salerno

Maltempo, incidente ferroviario. Due lievi feriti. Incidente ferroviario ieri sera intorno alle 22,30 tra le stazioni di Contursi e Campagna per il treno regionale che da Potenza era diretto a Salerno. Il convoglio con una ventina di passeggeri a bordo, ad un chilometro e mezzo dalla stazione di Campagna, ha urtato un albero caduto sulla sede ferroviaria. Due persone, il macchinista e il capotreno, sono rimaste leggermente ferite. L'incidente è avvenuto su un ponte mentre in tutta la zona si stava abbattendo un forte temporale. Sul luogo dell’incidente oltre ai tecnici di Trenitalia e alla Polfer, sono arrivati i carabinieri della compagnia di Eboli. Per i passeggeri, tra loro pendolari e studenti, Trenitalia ha messo a disposizione un servizio navetta sostitutivo per il trasferimento a Salerno.
(fonte: http://www.radioalfa.fm/home/news.php?n_fun=Campagna-SA---Maltempo-incidente-ferroviario-Due-lievi-feriti)

Feriti il macchinista ed il capotreno

3 dicembre 2010 Canicattì (AG) Linea Caltanissetta - Gela

(Adnkronos) - Incidente ferroviario a Canicattì, nell'agrigentino, dove un treno ha investito in pieno un autobus rimasto incastrato in una passaggio a livello. Sarebbero rimasti feriti nell'impatto, ma non gravemente, il capotreno, il macchinista e altre quattro persone. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, fornita dalla polizia che indaga sulla vicenda, alle 17,30 di oggi all'altezza di contrada Carlino il treno regionale 12828, proveniente da Gela e diretto a Caltanissetta, avrebbe travolto un autobus, rimasto poco prima incastrato in un passaggio a livello. Sulla vicenda sono state aperte due inchieste, una della Procura della repubblica di Agrigento e un'altra delle ferrovie. I passeggeri del bus erano già riusciti a scendere dal mezzo al momento dell'impatto, mentre il treno non è riuscito ad arrestare la sua corsa, investendo in pieno l'autobus. Dalle prime sommarie informazioni all'interno del convoglio c'erano una quindicina di persone in tutto. All'ora dell'incidente, spiega Trenitalia, il passaggio a livello era in funzione e chiuso. "Dalle prime ricostruzioni - dicono - il passaggio a livello era regolarmente funzionante e con le sbarre abbassate al momento dell'impatto". Il macchinista, accortosi di quanto stava accadendo, ha immediatamente azionato il freno di emergenza, ma non ha potuto evitare l'impatto. L'autobus rimasto bloccato al centro dei binari aveva poco prima lasciato un gruppo di alunni di ritorno da una gita scolastica. Sono in corso gli accertamenti per determinare l'esatta dinamica dell'incidente. La circolazione ferroviaria sulla linea è stata sospesa per i rilievi di rito. (fonte: http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Treno-travolge-bus-nellagrigentino-Sei-feriti-tra-cui-il-capotreno-e-il-ma cchinista_311352163243.html)

Feriti il macchinista ed altre 4 persone

7 dicembre 2010 Mesagne (BR) Linea
Brindisi -Taranto
Un masso sui binari danneggia gravemente i freni del treno che, partito da Brindisi doveva raggiungere Taranto. Nel tratto ferroviario tra Brindisi e Mesagne, infatti, un grosso masso di cemento è stato collocato sui binari proprio per favorire l’incidente ferroviario che, solo per la prontezza dell’operatore alla macchina, ha impedito una strage. Il treno regionale ha colpito il masso danneggiando il treno e l’intero impianto frenante. Circolazione bloccata sulla linea ad un binario e gravissimi disagi all’intercity proveniente da Roma. Cancellati altri treni. Le FS hanno sporto denuncia contro ignoti. La linea Brindisi – Taranto non è nuova a episodi del genere. (fonte: http://www.vivisalento.net/blog/2010/12/07/evitata-strage-ferroviaria-nel-salento/)
15 dicembre 2010
Stazione
di Firenze Santa Maria Novella

(Apcom) - Piccolo incidente ferroviario con feriti lievi questa mattina a Firenze nella stazione di Santa Maria Novella. Intorno alle 8.30 il treno regionale in arrivo sul binario 14 da Borgo San Lorenzo ha avuto dei problemi di frenata e la carrozza di testa ha urtato il 'respingente', il blocco di cemento con delle parti in ferro situato a fine binario. Cinque passeggeri sono rimasti contusi e sono stati portati al pronto soccorso. Ferrovie dello Stato e Polfer provvederanno ora ad effettuare accertamenti tecnici per verificare le cause dell'incidente, se vi siano stati guasti ai freni o negligenze dei macchinisti. Fs precisa che il treno è comunque entrato a passo d'uomo in stazione e che non c'è stato un forte scontro con il 'respingente', tanto che sia questo che il convoglio non avrebbero subito danni particolari.
Al momento la stazione funziona normalmente, ancora interdetto il binario 14.
(fonte: http://www.laprovinciadicomo.it/stories/mobile_apcom/174349_firenze_treno_non_si_ferma_in_stazione_5_contusi_lievi/)

Ferite 5 persone

31 dicembre 2010
Altamura (BA)
Linea
Bari - Gioia del Colle
Un’auto è stata investita da un treno regionale delle Ferrovie dello Stato all’altezza di un passaggio a livello incustodito sulla linea che collega Gioia del Colle (Bari) a Rocchetta Sant'Antonio (Foggia). Il conducente dell’auto, unica persona a bordo, è rimasto ferito in modo lieve; la linea ferroviaria è stata interrotta. L'incidente è accaduto in località Casal Sabini, in territorio di Altamura. A bordo del treno viaggiava un solo passeggero che è rimasto illeso. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri e i vigili del fuoco. Dopo qualche ora, nella stessa mattinata è stata riaperta la linea ferroviaria regionale Gioia del Colle-Rocchetta Sant'Antonio, interrotta per l'investimento di un’auto da parte di un treno all’altezza di un passaggio a livello incustodito. Vigili del fuoco e squadre di manutenzione delle Ferrovie hanno provveduto a rimuovere dai binari sia la vettura che il treno. Il convoglio, secondo le prime notizie, ha riportato danni al sistema frenante. Trenitalia (gruppo Ferrovie Stato) in una nota diffusa nel pomeriggio precisa che lo scontro tra treno e automobile al passaggio a livello incustodito nei pressi di Altamura (Bari) «è avvenuto per il mancato rispetto del codice della strada da parte del conducente dell’autoveicolo». L'art.147 – viene ricordato – prescrive che gli automobilisti «devono assicurarsi» che «nessun treno sia in vista e in caso affermativo attraversare rapidamente i binari; in caso contrario devono fermarsi senza impegnarli».
(fonte: http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=393036&IDCategoria=11)
 Anno
2009 Incidenti = 49 Macchinisti
morti = 2
Macchinisti
feriti = 7
Altri ferrovieri morti = 6 Altri ferrovieri
feriti = 9
Viaggiatori
feriti = 27
Viaggiatori morti = 33
12 gennaio 2009
Chivasso (TO)
Linea
Ivrea - Chivasso

Il 12 gennaio c.a. un macchinista unico della DR Piemonte dell’impianto di Chivasso si è sentito male. Effettuava il treno da Ivrea a Chivasso.
A Chivasso è intervenuto il 118. L’intervento del 118 è stato “tempestivo” perché avvenuto in stazione.
SE IL MALORE SI FOSSE VERIFICATO IN UNA ZONA INACCESSIBILE AI MEZZI DEL 118?
SPERIAMO CHE NON ACCADA MAI, MA IL DATORE DI LAVORO DEVE INTERVENIRE CON UN’ADEGUATA E ADERENTE VALUTAZIONE DEL RISCHIO
IN CASO DI MALORE DEL MACCHINISTA UNICO. IL DATORE DI LAVORO DEVE RISPETTARE ANCHE L’ART. 2087 DEL C.C.!

Ferito un macchinista.

24 gennaio 2009
Anagni (FR)
Linea
Napoli - Bologna

Un treno Eurostar partito ieri pomeriggio da Napoli e diretto a Bologna, dopo essersi fermato per verifiche tecniche all'altezza di Anagni, nel frusinate, nel ripartire si è spezzato tra la sesta e la settima carrozza. La notizia è stata resa nota da Raniero Casini della segreteria nazionale del Sindacato dei lavoratori (Sdl) che ribadisce «la convinzione che i treni non abbiano la necessaria manutenzione».
Le Ferrovie: «Nessun rischio per l'incolumità dei passeggeri»
Di tutt'altro parere l'azienda ferroviaria, che parla esplicitamente di «atto doloso»: secondo quanto verificato dalle Ferrovie dello Stato, infatti, l'incidente non è stato casuale tanto che è stata annunciata la presentazione «di una denuncia alle autorità competenti». «Le prime verifiche condotte dagli stessi macchinisti del treno - spiegano infatti le Ferrovie - hanno consentito di individuare nell'ultima carrozza il freno di emergenza indebitamente azionato». E, questo «è verosimilmente - afferma la Società - la causa di quanto accaduto, avendo esso la capacità di bloccare immediatamente la parte di treno frenata».
Ciò «è verosimilmente la causa di quanto accaduto, perché in grado di bloccare immediatamente la parte di treno frenata». «I macchinisti - spiegano le Ferrovie - avevano resettato il sistema dopo le verifiche nel posto movimento di Anagni e valutato di poter ripartire. Mentre davano lo spunto di trazione (il momento in cui il treno riprende a muoversi, ndr), nell'avvio il treno si è spezzato tra la sesta e la settima carrozza».
Una circostanza tutta da chiarire anche perchè «la ricerca del responsabile di questo atto doloso - così lo definisce Ferrovie dello Stato - non ha ancora avuto alcun esito, ma in ogni caso la Società procederà ad esporre denuncia presso le autorità competenti». Di sicuro «l'incolumità dei passeggeri non è mai stata a rischio, nè avrebbe potuto essere a rischio».
I ferrovieri di «Ancora In Marcia»: vanno trovate le vere cause
Sull'incidente si è espressa anche la rivista dei ferrovieri «Ancora In Marcia»: «Vogliamo che si affrontino e risolvano le vere cause di questi incidenti ripetuti ai treni Eurostar, non vogliamo aspettare che avvengano tragedie, nè possiamo accettare che sia distorta la realtà e l'informazione all'opinione pubblica ipotizzando improbabili cause dolose», dichiarano i ferrovieri della rivista.
«Attribuire le cause dell'incidente ad un ipotetico azionamento di un freno di emergenza - proseguono - se risultasse vero metterebbe in discussione l'affidabilità e la sicurezza dell'intera flotta degli ETR 500 poiché, da quando esistono i treni quelle maniglie rosse sono legittimamente e doverosamente a disposizione di tutti i viaggiatori per ogni evenienza. Riteniamo più realisticamente che, come per i due precedenti più noti, avvenuti a Milano Centrale il 14 e il 22 luglio 2008, siano nuovamente invece venute alla luce le lacune, che possono essere tecniche, strutturali, progettuali e manutentive (non possiamo e non è nostro compito oggi fare un'ipotesi definitiva) dell'insieme delle apparecchiature del treno, ma che certamente smentiscono clamorosamente le affermazioni dei massimi dirigenti».
«Il treno 9456 - si legge in una nota della redazione di ancora In Marcia- sembra stesse viaggiando con un'avaria in corso proprio al sistema pneumatico con una perdita di aria compressa e per questo si era giá fermato ed avanzava a bassa velocità. Certamente vi è stata una frenatura mentre la locomotiva trainava - specificano - ma ciò è del tutto normale e sempre possibile in ogni momento della marcia su ciascun treno, sia in caso di azionamento legittimo o erroneo della maniglia che per avaria o a causa di un atto vandalico e doloso: ma ciò non dovrebbe però, mai, causare lo spezzamento, tanto più su treni viaggiatori».
Negare i fatti ed i problemi invece di affrontarli - denunciano i ferrovieri - «danneggia noi e la nostra azienda perché ne compromette l'immagine e la credibilità molto più che i fatti stessi. Fortunatamente - conclude la nota - salvo lo spavento, l'incredulità e i disagi per il forte ritardo subito anche questa volta non vi sono state altre conseguenze per i circa 200 viaggiatori rimasti sui due tronconi fermatisi a circa tre metri di distanza l'uno dall'altro».
«Quando si spezzarono due Etr 500 il 14 e il 22 luglio del 2008 - afferma Marco Bazzoni, Rappresentante dei lavoratori per la sicurezzale - le FS dissero che si trattava di un errore umano, licenziarono il macchinista Dante De Angelis, che secondo loro "aveva diffuso notizie infondate e pretestuose, procurando un allarme ingiustificato", anche se De Angelis non aveva parlato di quei due Etr, ma di altri incidenti occorsi agli Eurostar. Inoltre, in occasione di quei due incidenti, le FS parlarono di errore umano, e che la sicurezza dei viaggiatori non era stata messa in pericolo, dato che lo spezzamento era avvenuto in stazione, e che non potrebbero mai spezzarsi in viaggio. Questa volta è accaduto, da come riporta la nota del sito "Ancora in Marcia", mentre era in viaggio a velocita' ridotta"».
Fonte: www.ilsole24ore.com
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Leggi anche gli articoli apparsi su "il Secolo XIX, "Corriere della Sera" e su "l'Unità"

30 gennaio 2009
Ponte di Piave (TV)
Linea
Treviso - Portogruaro

(ANSA) - TREVISO, 30 GEN - Due operai di Rfi sono rimasti feriti, in modo non grave, in un incidente tra mezzi operativi avvenuto oggi in Veneto sulla linea Treviso-Portogruaro, nei pressi di Ponte di Piave (Treviso).
A scontrarsi, per cause in fase d'accertamento da parte della Polfer, sono stati un carrello ed una macchina operatrice, che si trovava ferma sul binario per lavori di ordinaria manutenzione. Uno degli operai che si trovava sul carrello e l'autista della macchina operatrice sono rimasti feriti nello scontro.
I due, entrambi trevigiani, sono ora ricoverati all'ospedale di Oderzo, ma le loro condizioni non destano preoccupazione. Tutti e due sono in servizio al tronco lavori ferroviari di Treviso.
 Illesi invece gli altri sei operai che complessivamente si trovavano sui due mezzi operativi.
Resta da capire come mai il carrello, che arrivava da Treviso, non sia riuscito ad interrompere la corsa, andando a tamponare la macchina.
(ANSA). 30-GEN-09 18:21 - Guarda le foto su www.oggitreviso.it

Due operai feriti

5 febbraio 2009
Bellante (TE)
Linea
Pescara - Teramo

Treno investe camion fermo sui binari
Un autotrasportatore cerca di attraversare il passaggio a livello nonostante il semaforo rosso e rimane incastrato tra le sbarre chiuse. Solo la prontezza di riflessi del macchinista ha permesso di evitare una tragedia nei pressi della stazione di Bellante, a Teramo.
TERAMO - E' stata una tragedia sfiorata quella che si è consumata nel tardo pomeriggio di ieri mercoledì 4 febbraio nei pressi della stazione di Bellante, quando il treno Pescara-Teramo proveniente da Giulianova si è scontrato con un camion rimasto bloccato sui binari.
Fortunatamente il macchinista si è accorto in tempo della presenza del pesante mezzo che ostruiva il passaggio e ha tirato il freno di emergenza, riuscendo a ridurre drasticamente la velocità da 80 a circa 20 km all'ora e ridimensionando gli effetti dell'impatto,che si è rivelato comunque piuttosto forte.
In base alla dinamica, il conducente del camion, proveniente da Napoli e in città per consegnare dei videogiochi, nonostante avesse visto il semaforo rosso del passaggio a livello e le sbarre che stavano per abbassarsi, avrebbe deciso comunque di tentare l'attraversamento, salvo poi rimanere col mezzo bloccato fra le sbarre ormai chiuse.
Preso dal panico è sceso dal camion e si è salvato allontanandosi dalla cabina. L'impatto con il treno ha dilaniato il cassone, lasciando però quasi integra la cabina. Le pronte manovre di riduzione della velocità effettuate dal macchinista ad ogni modo hanno permesso di evitare uno scontro di entità tale da provocare feriti gravi tra i 28 pendolari che si trovavano al momento sul convoglio. Tra i passeggeri infatti, si sono registrate solo alcune contusioni e dolori alla schiena dovuti all'impatto.
Immediatamente sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, le ambulanze del 118, gli agenti di Polizia ferroviaria e la Polizia Stradale, che hanno lavorato fin oltre le 23 per rimuovere il camion dai binari e ripristinare la linea ferroviaria interrotta.
(fonte: www.sanbenedetto.org)

5 marzo 2009
Surbo (LE)

(ANSA) - SURBO (LECCE), 6 MAR - Un addetto alle pulizie delle carrozze delle Ferrovie dello Stato è stato travolto da un locomotore in manovra nello scalo merci della stazione di Surbo e ha riportato varie lesioni e ferite. L'incidente - riporta il Quotidiano di Lecce - è accaduto ieri sera mentre l'uomo, Francesco Stafferi, di 53 anni, di Collepasso (Lecce), era alla guida di un'apparecchiatura spazzatrice e attraversando un binario, in una zona semi buia, non si è accorto del sopraggiungere del locomotore. Un'autoambulanza del 118 lo ha trasportato all'ospedale Vito Fazzi del capoluogo i cui medici si sono riservati la prognosi ma hanno escluso il pericolo di vita. Indagini sono state avviate dalla magistratura anche per accertare se è vero che uno dei due fari del locomotore fosse spento, il che potrebbe aver contribuito al verificarsi dell'investimento nella zona poco illuminata dello scalo. Sull'episodio le Ferrovie dello Stato hanno avviato una indagine interna. Si cerca, tra l'altro, di capire come può essere accaduto che l'operaio non si sia avveduto dell'arrivo del locomotore benchè - sostiene l'ufficio stampa delle Ferrovie - tutte e 23 le torri-faro della stazione fossero perfettamente funzionanti e la visibilità era ottima. L'incidente è avvenuto verso le 22.30 di ieri: Stafferri stava attraversando con un carrello un fascio di binari su una passerella e non si è accorto dell'arrivo del locomotore che lo ha investito.(ANSA). DAR 06-MAR-09 17:52

Ferito l'operaio Francesco Stafferi

16 marzo 2009
Stazione di Genova Brignole

(ANSA) - GENOVA, 16 MAR - L'incendio di un locomotore di un treno merci, che trasporta sostanze pericolose, nella galleria San Martino, tra le stazioni di Genova Brignole e Sturla, nel levante cittadino, ha provocato stasera il blocco della linea ferroviaria tra Genova e Sestri Levante. Tre squadre dei vigili del fuoco sono impegnate nell'opera di spegnimento delle fiamme, difficoltosa sia per la lunghezza della galleria (1.300 metri) sia per la presenze delle sostanze pericolose, sembra acidi, trasportate dal merci. I vigili sono costretti ad intervenire a piedi, mentre le ferrovie stanno valutando come trainare fuori dal tunnel il convoglio. I treni passeggeri stanno subendo ritardi superiori all'ora. (ANSA). 16-MAR-09 21:39

4 maggio 2009
Cervaro (FR)
Linea
Caserta - Benevento

(Da Ancora in Marcia pag. 5, n° 5-2009)
Tratta Caserta-Cervaro, esercizio con D.C.O., linea a binario unico. Stazioni abilitate estreme Benevento e Cervaro distanti tra loro 90 Km circa, tratta montuosa, con gallerie e poche località abitate.
Il macchinista del treno merci 57316 partito nel tardo pomeriggio del 04-05-09 da Caserta, a circa 15 Km da Cervaro è stato colto da infarto. Il secondo Macchinista è riuscito a dare l'allarme alla stazione di Foggia per un intervento del 118 .Con grande coraggio e professionalità il secondo macchinista ha continuato la guida, senza arrestare il treno, e con accordi telefonici ha condotto il treno fino alla stazione successiva di Cervaro. La località da cui dovevano arrivare i soccorsi era opposta alla direzione del treno ma, come già detto, l'immediato intervento del secondo macchinista ha consentito che il tempo di attesa per l'intervento a loro volta dei medici in stazione sia avvenuto in pochissimo tempo e di notevole importanza, o meglio di vitale importanza, è stata questa riduzione dei tempi d'intervento.Il macchinista colto da infarto al momento è ancora in terapia intensiva ,ma secondo la valutazione dei medici poteva andare peggio; comunque lo stato di salute del macchinista adesso non desta grosse preoccupazioni.Speriamo tutti in una sua rapida guarigione ed un elogio particolare al secondo macchinista che in quei pochi minuti a sua disposizione è riuscito ad evitare il peggio per il proprio collega di lavoro.
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Il nostro caro macchinista Casoria Vincenzo, di anni 57, colto da infarto, in sevizio, non ce l'ha fatta. E' mancato in ospedale il 31 maggio 2009. Tutti i colleghi si stringono alla famiglia in questa disgrazia. Noi che abbiamo avuto il privilegio di conoscere Vincenzo, per la sua professionalità e disponibilità sul lavoro e nella vita sociale, non lo dimenticheremo. Questo dramma non lascia nessuno indifferente nel nostro impianto.
Profondamente addolorati i macchinisti e lo staff dell'ICC Maddaloni-Marcianise.

Muore il macchinista Vincenzo Casoria

7 maggio 2009
Linea
Bergamo - Milano
Lo sportello di un finestrino reclinabile, che era stato fissato con del nastro adesivo verde, si è staccato colpendo violentemente alla testa una signora seduta. È accaduto questa mattina sul treno 2606 partito da Bergamo alle 7 per Milano. L'incidente è avvenuto al piano superiore della terza carrozza. Come hanno raccontato i testimoni, che hanno parlato di un finestrino in condizioni provvisorie da chissà quanto tempo, «è stato un miracolo che le conseguenze non siano state più gravi. La signora è stata colpita alla nuca, ricevendo un colpo di frusta».
«Il capotreno - prosegue il racconto dei testimoni - e il macchinista sono letteralmente sbiancati in volto quando gli è stata comunicato l'accaduto: il capotreno ha constatato l'incidente e si è subito attivato per la denuncia».
Trenitalia ha in seguito precisato: «Confermiamo l'accaduto, purtroppo il nastro adesivo è stato posizionato male. Il treno è stato fermato per la sostituzione del finestrino. Fortunatamente la signora non si è fatta male e infatti non ha voluto che intervenisse il 118, firmando la liberatoria».
I responsabili di Trenitalia hanno poi aggiunto: «Ci scusiamo, ma non è soltanto colpa nostra, quel finestrino non s'è rotto da solo. Purtroppo i treni sono costantemente oggetto di vandalismi. Dovevamo sistemare subito la carrozza, ma in questo caso avremmo causato altri problemi a pendolari e studenti».
(fonte: www.ecodibergamo.it)
19 maggio 2009
Stazione di Sesto Calende (VA)
Linea
Milano - Domodossola

Un treno merci è deragliato questa mattina, martedì 19 maggio, alla stazione di Sesto Calende. Tre le persone rimaste ferite, in modo non grave, secondo il 118. Ancora da stabilire le cause dell'incidente ma, dalle prime testimonianze, uno dei vagoni sarebbe uscito dai binari proprio mentre entrava alla stazione di Sesto. Erano circa le 7 del mattino, orario di punta. Immediato l'intervento dei mezzi di soccorso: Polfer, carabinieri e vigili del fuoco. Bloccata la linea Milano-Domodossola (alle 9.30 era ancora tutto fermo) nel tratto Arona-Gallarate. Per i passeggeri in attesa dei treni regionali sono stati organizzati pullman sostitutivi che li hanno prelevati dalle stazioni. I convogli a lunga percorrenza, internazionali o i diretti vengono invece deviati sulla tratta di Novara. Il treno, uscendo dai binari, ha ferito tre persone. Si tratta di due donne, contuse da sassi alle gambe, e un uomo di 41 anni, raggiunto alla testa sempre da sassi. I feriti sono stati portati all'ospedale di Angera ma non sono gravi: si tratta per lo più di contusioni.
Solo quattro anni fa, sempre un treno merci e sempre nei pressi della stazione di Sesto Calende deragliò provocando disagi alla circolazione ferroviaria e danneggiando il marciapiede di stazione.
Attualmente nello scalo sta operano la Polfer in attesa del magistrato di turno che dovrà effettuare un sopralluogo per risalire alle cause dell'incidente. Sembra che ad essere uscito dai binari sia stato un convoglio di coda, mentre il resto del treno ha proseguito la sua corsa superando la stazione.
La linea ferroviaria potrebbe tornare operativa, solo su di un binario, a partire dal pomeriggio. Per il momento non è stata diramata nessuna indicazione in merito all'orario di un possibile riapertura.
(fonte: newsvarese.it)

Ferite tre persone.

25 maggio 2009
Stazione di Signa
Linea
Pisa - Firenze

Un escavatore lasciato sui binari, forse in seguito a un tentativo di furto, è stato urtato da un treno poco prima della stazione di Signa, in provincia di Firenze, intorno alle 5 di questa mattina.
Il convoglio viaggiava a velocità ridotta verso la stazione e l’urto, anche grazie alla prontezza di riflessi dei macchinisti, non ha provocato feriti. Non lontano dal luogo dello scontro con l’escavatore, sono state trovate sui binari delle travi di legno, presumibilmente utilizzate come passerella.
In seguito all’accaduto la circolazione sul binario interessato è stata bloccata fino alle 10 e il traffico è stato deviato sulla stazione di Lastra a Signa. Secondo quanto emerso, il piccolo escavatore è stato preso da un cantiere per lavori lungo la linea ferroviaria, appaltato a una ditta esterna e i cui operai avevano terminato il lavoro giovedì sera per riprenderlo stamani.
I treni cancellati sulle tratte Firenze-Livorno e Firenze-Pisa sono stati quattro, mentre un quinto convoglio ha subito un ritardo di mezz’ora. Il treno che ha urtato il mezzo era partito da Firenze per Livorno alle 4.49. Le indagini sono seguite dagli investigatori della Polizia Ferroviaria. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri di Signa.
(fonte: ilsole24ore.com)
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E' stato il treno Reg 11703 Firenze-Livorno (464 + 6 MDVC) che stamani in ingresso a Signa, lato Firenze, alle ore 4.50 circa ha trovato sui binari questo escavatore e lo ha investito.
L'escavatore si è incastrato sotto il Loc ed il materiale, tanto che è ci è voluto anche il carro attrezzi per liberare la linea e fino alle 10.25, si è rischiato lo svio del treno, che comunque era in frenatura per la vicina fermata che doveva fare a Signa.
Mattinata di caos sulla Pisa-Firenze, e spettacolo insolito vedere i treni merci deviati sulla DD Montelupo-Lastra a Signa-S.Donnino.
Da tenere presente che sulla Pisa-Firenze dalle ore 0.55 non c'erano treni (notte tra Dom e Lun non ha treni merci), pertanto i ladri hanno avuto quasi tutta la notte per poter tentare il furto, facendo attraversare i binari all'escavatore, salvo che poi per l'arrivo di qualcuno o per altro hanno dovuto desistere, e scappare in fretta e furia, lasciando l'escavatore sul binario dei treni dispari per chissà quante ore, fino a che alle ore 4.50 ci ha sbattuto il Reg 11703 Firenze-Livorno.
Aggiungo anche che la stazione di Signa è impresenziata.

25 maggio 2009
Linea
Torino - Nizza

(ANSA) - TORINO, 25 MAG - La linea ferroviaria Torino-Cuneo-Ventimiglia-Nizza, che collega il Sud Piemonte con la Costa Azzurra e' interrotta. Un treno merci ha deragliato. Nessun ferito. I treni sono costretti a fermarsi alla stazione di Borgo San Dalmazzo (Cuneo). Il deragliamento e' avvenuto intorno alle 15,30. I macchinisti forse anche a causa del notevole peso del carico, hanno impiegato oltre tre chilometri prima di riuscire ad arrestare il treno. In quel tratto le rotaie risultano seriamente danneggiate. (ANSA).

4 giugno 2009
Bologna
BOLOGNA - Un operaio di 47 anni di Mirano, in provincia di Venezia, è rimasto ferito in un infortunio sul lavoro avvenuto nella tarda mattinata di mercoledì in un cantiere della Rete ferroviaria italiana a Bologna. L'uomo, dipendente della ditta Bonciani di Ravenna, stava lavorando sulla linea dell'alta tensione in un cantiere di via Ranzani quando è rimasto folgorato. Probabilmente ha sfiorato un cavo, causando la formazione di un "arco voltaico" con una tensione di 3mila volta.
Il 47enne ha perso i sensi, ma grazie all'imbragatura di protezione non è precipitato, rimanendo appeso per alcuni minuti. A dare l'allarme è stato un cittadino che si era affacciato da una finestra della sua abitazione. Soccorso dal 118, l'operaio è stato ricoverato all'ospedale Maggiore, ma non è in pericolo di vita. L'incidente, al vaglio delle forze dell'ordine, ha causato ritardi al traffico ferroviario.
(fonte: www.romagnaoggi.it)
6 giugno 2009
Vernio (PO)
Linea
Firenze - Bologna

FERROVIE: ANCORA IN MARCIA, IN INCIDENTE INTERCITY 5858 FERITO MACCHINISTA = ITALIA DIVISA IN DUE Roma, 6 giu.(Adnkronos) - «Il treno Itrecity 585 questa mattina ha subito un incidente ed uno dei due macchinsita è rimasto ferito. Il fatto è avvenuto nella galleria dell'Appennino intorno alle 10,30 tra Bologna e Firenze a causa dell'urto con un oggetto metallico in tensione che ha rotto il vetro frontale della cabina di guida. Il traffico, dopo circa quattro ore, è ancora bloccato tanto che l'Italia ferroviaria è praticamente divisa in due anche per la concomitante rottura della linea eletrica di alimentazione ad alta tensione sulla stessa tratta e la necessità di portare i soccorsi». Lo rendono noto, in un comunicato, i macchinisti della storica rivista, ancora In Marcia. Il macchinista, prosegue la nota, è stato trasportato all'ospedale di Vernio «con ferite al volto». «Siamo preoccupati perchè non è la prima volta che si verificano incidenti di questo tipo; per il personale a bordo qualsiasi urto frontale può risultare rischiosissimo se il treno è in velocità. Dalle prime sommarie ricostruzioni potrebbe trattarsi di una parte metallica della stessa linea ad alta tensione.», prosegue il comunicato. «La linea ferroviaria che attraversa l'Appennino tra Firenze e Bologna è un tratto vitale per la circolazione ferroviaria in Italia. Per questa ragione riteniamo che la sua manutenzione ed i controlli da parte di RFI debbano essere rigorosi, al fine di prevenire qualsiasi inconveniente, in primo luogo per la sicurezza ma anche la regolarità e l'affidabilità della circolazione. Riteniamo che le ingenti risorse dirottate sull'Alta Velocità abbiano oggettivamente condizionato gli investimenti sulla linea storica», conclude la nota. (Sec-Tes/Col/Adnkronos) 06-GIU-09 14:01 NNN
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Guarda alcune foto da www.iltirreno.gelocal.it)

Ferito uno dei due macchinisti.

6 giugno 2009
Stazione di
Pisa S. Rossore
Linea
Genova - Pisa
Verso le 17, fra Migliarino e Pisa S. Rossore un carro in composizione a un treno merci è deragliato spaccando le traverse di cemento per circa 5 km! Il carro, in curva, ha spaccato uno scambio ed è poi finito contro un palone della linea elettrica. A quel punto è terminata la corsa del treno, i cui macchinisti, essendo il carro lontano dal locomotore, non potevano accorgersi dell'accaduto, come sempre in casi come questi.
Il carro è deragliato dalla parte della massicciata e non dell'interbinario: in caso contrario sarebbe potuto accadere un disastro, dal momento che ha incrociato treni provenienti dalla direzione opposta!!
7 giugno 2009
Prato
Linea Milano - Roma

Cade un cavo su un locomotore e l’Italia dei treni rimane divisa in due e paralizzata per più di due ore. Poi la ripartenza - graduale - e ritardi sulle linee tra Milano e Roma che si protraggono per tutta la giornata. Chi se l’è vista peggio sono i passeggeri di un Eurostar rimasto fermo - riferisce chi era a bordo - per quasi tre ore in galleria all’altezza di Prato.
La giornata di passione per le Ferrovie e i suoi clienti - con relativo corollario di polemiche sullo stato di manutenzione di linee e convogli - è iniziata ieri alle 10,20 quando, in uscita da una galleria, il treno Intercity 585 Milano-Napoli in viaggio tra Bologna e Firenze viene colpito dai cavi della linea elettrica aerea, «per un danneggiamento le cui cause sono in corso di accertamento» spiega Ferrovie dello Stato. Ma il fatto più grave è che i cavi finiscono contro uno dei vetri frontali del locomotore, che si scheggia provocando il ferimento al volto del macchinista, subito soccorso e dimesso ore dopo.
A questo punto, la circolazione si blocca completamente. Sulla linea che porta da nord a sud non c’è alimentazione elettrica, quella che da sud porta a nord viene bloccata per i controlli e gli interventi di ripristino. Sarà riaperta solo più di due ore dopo, alle 12,32. Si viaggia su un unico binario per tutto il pomeriggio, solo in serata viene riattivato anche il secondo binario. Nel mezzo i disagi per i passeggeri. Soprattutto quelli a bordo dell’Eurostar 9429 Milano-Napoli bloccato per alcune ore in galleria appena dietro all’Intercity danneggiato. I circa 500 passeggeri che erano a bordo sono stati fatti scendere e proseguire su un altro convoglio che le Ferrovie avevano, nel frattempo, inviato da Firenze. Molti hanno raccontato di aver passato due/tre ore al buio, ma anche che erano stati informati di quanto stava avvenendo. Nessuna scena di panico a bordo. Alla stazione di Prato i passeggeri hanno trovato assistenza anche dalla Protezione civile che era stata allertata intorno alle 11.
Ma per due ore, tutti gli altri treni sulla linea hanno dovuto fermarsi, segnando infine ritardi sino a 180 minuti. Passeggeri infuriati nelle principali stazioni (alcuni in viaggio per votare), superlavoro per gli addetti Fs che hanno avuto il via libera per autorizzare i clienti a salire - senza cambio del biglietto - sul primo convoglio disponibile. Tra i viaggiatori c’è anche chi, appena arrivato con un treno in ritardo di due ore, ha dovuto aspettarne un altro in ritardo di tre.
I macchinisti della rivista “Ancora in marcia” puntano il dito sulla manutenzione: «Riteniamo che le ingenti risorse dirottate sull’Alta velocità abbiano oggettivamente condizionato gli investimenti sulla linea storica». Resta il fatto che, se i disagi sono stati pesanti, è anche perché a unire l’Italia tra Bologna e Firenze sono solo due binari su cui, informa Fs, «viaggiano ogni giorno oltre 270 treni con caratteristiche e velocità molto diverse, dai regionali ai treni merci sino agli Eurostar e all’Alta velocità». Ma «la situazione - informa Fs - è destinata a mutare radicalmente a dicembre con l’attivazione dei due nuovi binari della linea ad Alta velocità».
(fonte: http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2009/06/07/AMDVLGeC-ferito_macchinista_intercity.shtml)

21 giugno 2009
Stazione di Pisa C.le
Svio Treno 23447 del 21/06/2009.
Subito dopo la partenza dal binario 14 di Pisa, appena dopo il deviatoio di uscita verso le ore 18.23 circa, è deragliato il carrello posteriore (penultimo del convoglio) dell'ALe 642 020 ubicato in coda. Il carrello si è spostato di circa un metro verso destra senso marcia treno senza però inibire la circolazione sul binario di corsa attiguo. Nessuno dei sessanta viaggiatori presenti è rimasto ferito, né vi sono state scene di panico: parecchi di loro, nonostante il disaccordo del capotreno, sono scesi dal convolgio sul lato sinistro verso la recinzione e, dopo circa 30 minuti di attesa, hanno preferito allontanarsi a piedi per la strada limitrofe scavalcando il muretto in corrispondenza di una falla della rete. Solo sei persone hanno atteso il soccorso, con altro treno in manovra, per raggiungere l'aeroporto (binario 2). Successivamente, col treno in manovra, altri viaggiatori in attesa a Pisa Aeroporto sono stati invitati a salire per raggiungere la Stazione Centrale intorno alle ore 19.30. Le rimanenti corsette sono state soppresse.
21 giugno 2009
Stazione di Torino P.N.

Ventidue treni soppressi e ritardi record per gli Eurostar. Un sabato nero per chi ha deciso di spostarsi in treno. Tutta colpa di un guasto nel cuore del nodo ferroviario sotto la Mole, il quadrivio Zappata, dove si intersecano le diverse direttrici, con effetti su tutte le principali linee. Migliaia di persone alle prese con ritardi medi di mezz´ora e più sui convogli diretti in Val di Susa, compresi quelli internazionali per la Francia, mentre sui treni per Milano il ritardo ha sfiorato l´ora. Non solo. Quando l´emergenza è rientrata sull´Eurostar 9669, si è sviluppato un principio di incendio nella carrozza ristorante nel tratto tra Porta Nuova e Stura, dove sono intervenuti i vigili del fuoco per domare le fiamme.
Nessun pericolo per i passeggeri, scesi e risaliti sul Frecciarossa successivo. Ieri chi ha scelto gli Eurostar per Milano, causa la soppressione di regionali ed interregionali e le fermate extra per raccogliere le persone rimaste nelle stazioni, ha sopportato notevoli ritardi. Il Frecciarossa in arrivo da Milano ieri pomeriggio ha accumulato un ritardo di un´ora e quaranta minuti, il supertreno diretto verso il capoluogo lombardo è arrivato a destinazione due ore e mezzo dopo l´orario previsto. Ma andiamo con ordine, ripercorrendo il sabato nero delle ferrovie. Prime avvisaglie? Alle 13.18 il treno interregionale per Aosta si ferma nel quadrivio, che con i lavori del passante è stato interrato. Causa? Un problema agli apparati di circolazione. Tradotto vuol dire un guasto ai sistemi che governano scambi, semafori e passaggi convogli. Uno stop che si protrae per quaranta minuti. Nel frattempo, in coda, arriva un treno Gtt, mentre gli altri convogli che puntano su Torino vengono fermati prima di entrare nel passante. I tecnici decidono di liberare il quadrivio facendo ritornare i treni in stazione, mentre il sistema che governa il traffico sembra essere tornato in funzione. Peccato che regga pochi minuti. Alle 14.05 un nuovo guasto che avrà affetti pesanti sulla circolazione per tutto il pomeriggio. Solo alle 19.30 dalle Ferrovie annunciano che non ci sono più problemi, tranne qualche strascico di ritardo. Pochi minuti dopo l´incendio sull´Eurostar.
Nel quadrivio si intrecciano quattro linee: Porta Nuova-Modane, Lingotto-Modane, Porta Nuova-Milano e Lingotto-Milano. Si salvano solo i due binari della Lingotto-Modane, dove i convogli riescono a passare normalmente in entrambe le direzioni. Sulla Lingotto-Milano, invece, la circolazione risulta bloccata, tanto che si è arrivati alla soppressione di tutti i sei treni previsti nel pomeriggio, tre in partenza e tre in arrivo. Le altre due linee, Porta-Nuova Milano e Porta Nuova-Modane, hanno invece funzionato a regime ridotto: un solo binario a velocità lenta, in pratica a passo d´uomo, nel tratto del quadrivio. Tanto che a metà pomeriggio Trenitalia, che all´inizio prevedeva un disservizio lampo risolvibile in poco tempo, annunciava che il guasto «stava comportando sui treni che transitavano dal passante torinese ritardi notevoli». Sulla direttrice per Milano, tra andate e ritorni, sono stati soppressi in tutto ventidue convogli, oltre ai ritardi dei Frecciarossa, mentre in direzione Modane si sono accumulati ritardi medi di mezz´ora, il che vuol dire che alcuni treni sono stati fermi sulle rotaie ad aspettare il via libera anche per un´ora.
È andata bene che il guasto si è verificato di sabato pomeriggio, fosse stato un altro giorno feriale, con uffici e fabbriche aperte, gli effetti sarebbero stati molto più gravi. Le Ferrovie si scusano con i passeggeri coinvolti nei disagi: «Comprendiamo le difficoltà che ha subito la clientela», dicono da Porta Nuova. Sperando che il problema non si ripeta nei prossimi giorni, che i due guasti in successione non siano un´avvisaglia di problemi tecnici che si possano ripetere quando il traffico sul nodo è maggiore. Le Ferrovie lo escludono: «Si tratta di sistemi nuovi» rassicurano dagli uffici di corso Vittorio Emanuele. «Il quadrivio Zappata è stato rifatto con l´interramento del passante di Torino, si tratta di un´opera nuova e «sempre tenuta sotto controllo rispetto alla manutenzione», aggiungono a Porta Nuova, dove spiegano che dipende dal fatto che si tratta di sistemi sicuri se in caso di guasto, anche minimo, si blocca tutto il sistema. Anche un solo led bruciato manda il tilt il traffico e stoppa i convogli.
(fonte: www.torino.repubblica.it)

22 giugno 2009
Vaiano (PO)
Linea
Firenze - Bologna

Italia ferroviaria, e non, divisa in due per un incidente che intorno alle 5.10 ha coinvolto due carri di un treno merci sulla linea Bologna-Firenze. Anche se la circolazione è ripresa poco dopo le 10,20 su un solo binario fra Prato e Vaiano, le Ferrovie dello Stato prevedono il ritorno alla normalità soltanto per domani, nella tarda serata. Anche se il deragliamento non ha provocato danni alle persone, tuttavia la circolazione è stata interrotta in entrambe le direzioni per oltre 5 ore.
I treni sono stati istradati su itinerari alternativi con consistenti aumenti dei tempi di viaggio e ritardi che hanno coinvolto anche l'alta velocità. I convogli dei pendolari, inoltre, sono stati sostituiti con servizi di autobus. Uno dei carri merce deragliati trasporta una cisterna di acido cloridrico: "Non c'é stato sversamento - dicono dai vigili del fuoco - e stiamo lavorando per travasare il contenuto in un'altra cisterna".
La circolazione è ripresa alle 10.21, con il regionale 6559 (Bologna-Prato), alternativamente su un solo binario con velocità ridotta a passo d'uomo. Sono stati perciò modificati i provvedimenti adottati dalle Ferrovie immediatamente dopo l'incidente dalla sala controllo nazionale di Roma per garantire i collegamenti fra il Nord e il Sud del Paese.
Ora i treni dell'alta velocità Roma-Milano e viceversa, con fermata a Firenze e Bologna, hanno ripreso a percorrere la linea riaperta al traffico ferroviario. Restano al momento deviati via Ancona gli eurostar Roma-Venezia: per questo motivo i treni non fermano a Firenze mentre è invece confermata la fermata a Bologna. I treni dell'alta velocità no stop Roma-Milano e viceversa - dimezzati del 50% - percorrono, sulla direttrice Tirrenica, gli itinerari Roma-Pisa-Genova, oppure Roma-Firenze- Pisa- Genova. Il Gruppo ha avviato inchieste interne (sia da parte di Trenitalia sia di Rfi) per stabilire l'esatta dinamica dell'uscita dai binari del carro. Il Gruppo sottolinea, in una nota, che il carro deragliato non è di proprietà delle Fs.
(Ascolta il racconto dei Vigili del Fuoco - (fonte: repubblica.it)

26 giugno 2009
Foggia

Giuseppe Radogna di 44 anni padre di due figli in tenera età, un lavoratore dipendente del Gruppo F.S. - RFI S.p.A. del settore manutenzione, di ritorno da un turno di notte lungo la linea ferroviaria tra le stazioni di Trinitapoli e Candida, ha perso la vita a causa di un incidente stradale a pochi chilometri da Foggia, probabilmente dovuto ad un colpo di sonno. Un altro dipendente FS, che viaggiava con lui, D´Errico Paolo, ha riportato diverse ferite ed è attualmente ricoverato presso gli Ospedali Riuniti di Foggia.
(fonte: www.cgilfoggia.it)

Muore l'operaio Giuseppe Radogna

Ferito l'operaio Paolo D'Errico

27 giugno 2009
Stazione di Bari
Prende fuoco un carrello di manovra alla stazione di Bari.
Per cause sulle quali sono in corso accertamenti, la notte scorsa un carrello di manovra ha preso fuoco mentre era in transito sul binario 10 all'interno della stazione centrale della Ferrovie dello Stato di Bari. Per agevolare l'opera dei vigili del fuoco e' stato necessario togliere la corrente e cosi' lo scalo e' rimasto bloccato per circa un'ora. Non ci sono stati feriti. A dare l'allarme ai vigili del fuoco, intervenuti con due squadre, e' stato il capo stazione che si e' accorto di quanto stava accadendo. La circolazione ferroviaria e' tornata normale subito dopo lo spegnimento delle fiamme.
(fonte: www.ilsussidiario.net)
29 giugno 2009
Stazione di Viareggio (LU)

Viareggio, 30 giugno 2009 - Un’apocalisse, fuoco e devastazione. Nei pressi della stazione di Viareggio si cercano ancora i dispersi. Poco prima della mezzanotte di ieri un treno merci impazzito ha seminato la morte esplodendo con il suo carico di gpl dopo essere deragliato. Il bilancio attuale parla di 16 vittime, 36 feriti (sedici sono stati portati negli ospedali di Torino, Firenze, Roma) e cinque dispersi.
Gli sfollati, ospitati nelle strutture alberghiere della zona, sono circa 300, mentre altre 800 persone circa sono ospitate da amici e parenti. Ancora non calcolati i danni alle strutture. Una bimba di 2 anni è al Meyer di Firenze, un altro è invece morto al Bambin Gesù di Roma dove era stato ricoverato.
Il deragliamento del 50325 Trecate-Gricignano sarebbe stato causato dalla rottura di un asse. «A causa di ciò - si legge in una nota delle Ferrovie - il carro sarebbe deragliato trascinando altri 4 carri. Lo svio avrebbe provocato la fuoriuscita del gas Gpl contenuto nella cisterna che si sarebbe incendiato al di fuori di questa». La linea ferroviaria da Pisa a Forte dei Marmi è interrotta; le ferrovie hanno messo a disposizione un numero verde per chiedere informazioni (800.89.20.21).
Sul posto sono arrivati il ministro dell’Interno Maroni («Verificheremo: o le norme europee per la sicurezza non sono adeguate o non sono state rispettate», ha detto), quello delle Infrastrutture, Alterno Matteoli («Si parla di un cedimento strutturale, ma aspettiamo che i tecnici svolgano il loro lavoro», ha sottolineato) e quello del Welfare, Maurizio Sacconi. Per il pomeriggio è previsto l’arrivo di Berlusconi, che da Napoli ha seguito costantemente la vicenda.
BLOCCATI DUE TRENI IN ARRIVO
Il bilancio della strage poteva essere ancora più pesante: "C'erano due treni passeggeri in arrivo nei minuti immediatamente successivi all’incidente che ha provocato la strage nella stazione di Viareggio - dice il consigliere regionale della Toscana Marco Montemagni (Gruppo misto) - Solo grazie alla velocita’ del capostazione i due treni sono stati bloccati’’. Si tratta di un Intercity proveniente da Roma e un regionale diretto a Firenze.
‘’Se quei treni fossero arrivati in stazione sarebbe stata una vera ecatombe - aggiunge Montemagni -. A bordo c’erano centinaia di passeggeri. Il comportamento del capostazione conferma che Ferrovie dello Stato deve desistere dalla sfrenata corsa verso l’automazione. Il fattore umano resta decisivo’’.
SI SCAVA TRA LE MACERIE
Si continua a scavare fra le macerie nei pressi della stazione ferroviaria di Viareggio. Il bilancio è infatti ancora provvisorio e si teme che fra i resti delle due palazzine distrutte dall’esplosione del gas e dal successivo incendio vi possano essere altre vittime.
Contemporaneamente proseguono le operazioni per la messa in sicurezza delle altre cisterne del treno che ancora sono piene di Gpl. Solo una ha infatti avuto la perdita di gas che ha causato il disastro. Le altre tredici che componevano il convoglio sono ancora sui binari della linea ferroviaria La Spezia-Pisa, proprio poche centinaia di metri oltre la stazione di Viareggio e i tecnici dei vigili del fuoco dovranno provvedere a svuotarne il contenuto e trasportarlo altrove senza pericoli. Una operazione che si preannuncia lunga e complessa, ma che non dovrebbe comportare particolari rischi.
LO STRAZIO DEI CORPI DI BIMBI
Sono due i corpi dei bambini recuperati tra le vittime dell’esplosione di Viareggio. Una bambola a forma di drago e un’altra che rappresenta un leone. Sono alcuni degli oggetti recuperati dai vigili del fuoco in una delle palazzine crollate a Viareggio di cui e’ rimasto solo un po’ di scheletro di muro. I pompieri le hanno appoggiate sulla panchina di un giardinetto di fianco all’abitazione, dove alberi, panchine e un gazebo sono stati anneriti dalle fiamme. La palazzina si trova di fronte ai binari, a poche decine di metri dal muro che divide la strada ferrata dalla zona abitata. Parcheggiata di fianco c’ e’ l’auto nella quale e’ stato trovato il bambino carbonizzato.
La vettura e’ coperta dalle macerie: qualcuno vi ha appoggiato sopra un telo bianco e una bandiera dell’Italia. Anche le abitazioni che si trovano di fianco allo stabile crollato ma nella strada perpendicolare alla ferrovia, sono completamente annerite. I vigili del fuoco stanno scavando tra le macerie con le mani e con l’aiuto di un piccolo escavatore. Decine le auto carbonizzate parcheggiate in zona. I pompieri stanno continuando le ricerche anche con l’aiuto di cani. Dalle macerie e dalle case escono densi nuvoloni di fumo.
IL CORDOGLIO DI LIPPI
"Una tragedia, purtroppo è una tragedia". Marcello Lippi esprime proprio cordoglio per il tragico incidente ferroviario avvenuto nella notte a Viareggio. Un dramma che tocca nel vivo il commissario tecnico dell’Italia, viareggino ‘doc’ e molto legato alla sua terra.
"Ieri sera non ero al corrente di quanto accaduto», racconta Lippi, «me ne sono reso conto solo questa mattina intorno alle 7 e ho cercato di capire cosa fosse accaduto. Ho parlato con un carabiniere, che mi ha raccontato la drammaticità dei fatti. Poi ho letto i giornali...sono scosso, è una tragedia», conclude Lippi.
I SOCCORSI
Pochi minuti dopo l'esplosione la Protezione Civile decreta lo stato di emergenza regionale, facendo confluire sul posto i vigili del fuoco di tutta la Toscana e della Liguria. Arriva da Lucca anche il nucleo batteriologico. Il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, e' in contatto con il prefetto di Lucca, Carmelo Aronica, per verificare con le autorita' locali la situazione e decidere come intervenire. Da Roma, intanto, e' in partenza un team del Dipartimento per supportare le autorita' locali e organizzare gli interventi di soccorso.
Nel campo predisposto davanti alla sede del Comune, dove sono giunti mezzi di soccorso provenienti da tutta la regione, sono ricoverati i casi meno urgenti, così da non intasare il pronto soccorso dell'ospedale Versilia, dove sono stati ricoverati i feriti più gravi.
IL SINDACO. LE ESPLOSIONI SONO STATE TRE
Il sindaco di Viareggio, Luca Lunardini, ricostruendo la dinamica dell'incidente avvenuto stanotte nella stazione ferroviaria ha spiegato che ''le esplosione sono state tre: la prima violenta. Ed altre due a brevissima distanza. Queste con ogni probabilita' sono partite dal convoglio''. ''Altre piccole esplosioni - ha detto ancora il sindaco - si sono poi succedute soprattutto a causa di serbatoi delle auto parcheggiate in zona''.
ARRIVA BERLUSCONI: FISCHI, INSULTI, APPLAUSI E RISSA SFIORATA FRA CONTESTATORI E FAN DI SILVIO
"Vergognati, vergognatevi tutti". Viareggio, ore 16.05, piazzale esterno della stazione, arriva Silvio Berlusconi. Fischi, insulti, ma anche applausi e un tentativo di rissa fra i contestatori e i fan di Silvio scandiscono il sopralluogo del capo del governo sul luogo della tragedia. Il Cavaliere fa spallucce di fronte a chi protesta, ispeziona la stazione e poi guadagna il quartier generale della Protezione Civile. (fonte: quotidianonet.ilsole24ore.com)
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(AGI) - Roma, 30 giu. - "La rottura di un asse di un carrello del vagone merci e' un incidente tipico che non e' stato mai tenuto nella giusta considerazione nonostante l'elevatissimo rischio connesso. Esso si e' ripetuto innumerevoli volte, sempre fortunatamente con conseguenze meno gravi, da ultimo nei giorni scorsi sempre in Toscana, a Pisa S.Rossore ed a Prato".
E' quanto affermano in una nota i delegati RSU/RLS dell'Assemblea Nazionale dei Ferrovieri, organismo trasversale composto da lavoratori e iscritti a tutte le sigle sindacali.
"Il fatto che i carri possano essere di proprieta' delle singole aziende produttrici delle merci trasportate e non del gruppo FS - prosegue la nota - non puo' essere utilizzato come giustificazione, anzi, questa circostanza pone drammatici interrogativi sulle modalita' di controllo e di verifica adottate per l'ammissione a circolare sulla rete. Esprimiamo il nostro profondo dolore per le tante vittime innocenti di questa tragedia e il ringraziamento ai soccorritori". "Facciamo appello a tutte le autorita' istituzionali affinche' non ignorino le segnalazioni di pericolo che come ferrovieri portiamo a conoscenza dell'opinione pubblica poiche' il trasporto ferroviario e' un servizio complesso in cui anche il piu' piccolo incidente o guasto, puo' determinare immani tragedie e come tale va analizzato e preso, sempre, nella massima considerazione - conclude la nota - Rinnoviamo la piu' ferma critica al gruppo dirigente delle Ferrovie che ha dirottato risorse e tecnologia sul servizio 'luccicante' dell'alta velocita' lasciando che il resto del servizio ferroviario, in particolare merci e pendolari, deperisse sia in termini di qualita' che di sicurezza".
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Scarica gli articoli apparsi su "il Tirreno" del 30 giugno 2009.
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Leggi l'articolo apparso su "la rinascita della sinistra" del 9 luglio 2009.
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Leggi il racconto del macchinista apparso su "la Stampa" del 21 luglio 2009.

Muoiono 32 persone:
Iman Ayad (3 anni); Hamza Ayad (17 anni); Mohammed Ayad (51 anni); Aziza Aubotalib (46 anni);Nadia Bernacchi (59 anni); Claudio Bonuccelli (60 anni); Abdellatif Boumalhaf (34 anni); Nouredine Boumalhaf (29 anni); Rosario Campo (42 anni); Maria Luisa Carmazzi (49 anni); Andrea Falorni (50 anni); Alessandro Farnocchia (45 anni); Antonio Farnocchia (51 anni); Marina Galano (45 anni) ; Ana Habic (42 anni); Mario Pucci (90 anni); Elena Iacopini (32 anni);Federico Battistini (32 anni); Emanuela Milazzo (63 anni);Mauro Iacopini (60 anni);Magdalena Cruz Ruiz Oliva (40 anni); Ilaria Mazzoni (36 anni); Michela Mazzoni (33 anni); Emanuela Menichetti (21 anni); Stefano Maccioni (40 anni); Luca Piagentini (5 anni); Lorenzo Piagentini (2 anni); Angela Monelli (69 anni); Rachid Moussafar (25 anni); Sara Orsi (24 anni); Roberta Calzoni (54 anni); Elisabeth Silva (36 anni).

Feriti i due macchinisti ed altre 19 persone

4 luglio 2009
Linea
Nocera - Cava de' Tirreni

Il macchinista Antonio Longobardi, in servizio (ad Agente Solo) al treno 12369 sulla tratta Nocera - Cava de' Tirreni, colto da malore è stato soccorso solo dopo circa un'ora, non per l'inefficienza delle strutture del SSN 118 ma per l'inefficacia di un piano di emergenza ferroviario che contempli il soccorso sanitario ai treni in linea.
Nell'apprestarsi alla progressiva chilometrica in oggetto, il Longobardi notava, all'ultimo istante, per scarsa visibilità dovuta all'ombra del cavalcavia, un ostacolo che si era staccato dalla linea aerea (due grossi isolatori compresi di stallaggio) che investivano il vetro frontale della cabina dí guida. All'impatto il macchinista è stato sbalzato dal posto di guida, urtando violentemente la schiena contro l'armadio degli stotz, per poi cadere privo di sensi sul pavimento della cabina di guida, perdendo completamente il controllo del convoglio (come ultimo istinto ha azionato il freno automatico ed impedito la corsa senza controllo del meno).
L'impatto dei cavi con il convoglio ha provocato forti sfiammate che, attraverso i vetri laterali della cabina di guida, aperti per guasto al climatizzatore di guida, regolarmente segnalato al DCTR, rendeva l'aria irrespirabile.
Una volta rinvenuto, ancora riverso per terra in cabina, è giunto il CT alle ore 18.50 quando con il telefono d i servito si informavano i responsabili, chiedendo l'intervento immediato del 118 per il sottoscritto. Nonostante la richiesta di pronto intervento glì operatori hanno prestato il primo soccorso dopo circa un'ora dall'incidente e solo nella Stazione di Nocera Superiore, dopo un rocambolesco trasbordo in linea del Longobardi e dei viaggiatori sul treno 8200 che conduceva tutti nella stazione di Nocera Inferiore

Ferito il macchinista Antonio Longobardi

5 luglio 2009
Linea
Ancona - Piacenza

Fumo dal carrello di un vagone. Panico tra i passeggeri in fuga.
Paura tra i passeggeri del regionale del mare, che hanno tirato il freno d'emergenza e sono scesi in fretta e furia dalle carrozze. C'è stato anche chi si è calato dai finestrini.
UNA COLONNA di fumo scaturita dal carrello di un vagone ha gettato nel panico i passeggeri del treno regionale 2068 Ancona-Piacenza, che hanno tirato il freno di emergenza e sono scesi in fretta e furia dalle carrozze, calandosi anche dai finestrini. E’ accaduto ieri pomeriggio poco prima delle 18 lungo la linea per Rimini, in prossimità del bivio San Vitale, a meno di due chilometri dall’ingresso nella stazione centrale.
IL CONVOGLIO era strapieno, data la concomitanza con il rientro di centinaia di persone dopo la ‘Notte rosa’ celebrata in tutta la Riviera romagnola. Il principio d’incendio, dovuto al surriscaldamento dei freni della terza carrozza di testa, è stato domato in pochi istanti con l’utilizzo degli estintori di bordo ma per qualche istante i passeggeri, ripensando al disastro di Viareggio, hanno temuto il peggio. Il regionale è stato bloccato all’altezza delle vie Scandellara e Rimesse, dove si sono precipitati i mezzi dei vigili del fuoco e le ambulanze del 118. Nessuno si è fatto portare al pronto soccorso ma alcuni viaggiatori si sono successivamente recati in ospedale per farsi refertare. Il rischio più grande è stato quello che sopraggiungesse un convoglio sui binari invasi dai passeggeri in fuga. L’immediata segnalazione del capotreno alla centrale operativa ha fatto scattare il blocco della circolazione sulla linea, durato per pochi minuti. E’ rimasto fermo più a lungo il 2068, che peraltro era già in ritardo di una ventina di minuti prima dello stop.
Altro tempo è stato necessario per il riarmo dei freni e la verifica del vagone. Qualcuno ha deciso di non risalire a bordo e di proseguire a piedi. Il regionale è arrivato attorno alle 18.30 in stazione, dove i tecnici hanno effettuato ulteriori controlli. La carrozza non avrebbe subito danni: stando alle prime valutazioni il surriscaldamento sarebbe stato causato da una frenata prolungata o da un blocco del dispositivo. «Il convoglio è ripartito per Piacenza con la stessa composizione e un’ora circa di ritardo — spiega un portavoce di Trenitalia —. Scendendo dal treno sui binari le persone hanno messo a rischio la propria incolumità. A bordo esistono procedure di sicurezza per queste circostanze e persone preparate per applicarle».
L’EPISODIO ha scatenato le proteste di centinaia di persone. Ecco il resoconto di un nostro lettore, la cui moglie era a bordo: «A circa 2 chilometri dalla stazione di Bologna nel vagone adiacente al suo si è sprigionata una densa coltre di fumo. Il treno s’è fermato, la gente si è letteralmente buttata dai finestrini con i bagagli ed è rimasta 40 minuti circa sulla massicciata del binario parallelo, attendendo inutilmente che qualcuno la informasse sull’accaduto. Sul posto si sono presentati mezzi dei vigili del fuoco e ambulanze, ma nessuno delle Ferrovie dello Stato a fornire un benché minimo ragguaglio». «Allarmato dalla telefonata di mia moglie — prosegue il lettore —, ho contattato il servizio clienti di Trenitalia e, spiegato l’accaduto all’operatore, quest’ultimo ha verificato, e confermato, la mia informazione direttamente parlando col capotreno. Oltre ad avere riscontrato la proverbiale affidabilità dei nostri treni, vorrei aggiungere il fatto che, mentre l’operatore chiedeva spiegazioni su un altro telefono, sentivo che mi apostrofava con termini del tipo: ‘C’è un marito fuori di testa che domanda perché sua moglie è scesa dal finestrino’. Ma vi sembra possibile che al danno si debba anche aggiungere la beffa?».
(fonte: ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com)

9 luglio 2009
Stazione di Parma

OPERAIO UCCISO DA TRENO IN STAZIONE PARMA (ANSA) - PARMA, 9 LUG - Un operaio di 25 anni che stava lavorando lungo la massicciata ferroviaria è stato travolto e ucciso questa mattina, attorno alle 8.15, all'altezza della stazione di Parma. Secondo una prima ricostruzione, l'uomo - all'altezza dell'ex scalo merci - sarebbe stato colpito da un treno in transito, perdendo la vita sul colpo. Sono immediatamente intervenuti i sanitari del 118 e, per i rilievi, gli agenti della Polizia Ferroviaria. Il traffico sulla linea Bologna-Milano - a quanto si è appreso dalla direzione Fs di Bologna - è rimasto interrotto fino alle 8.55, poi è ripreso con rallentamenti nell'area della stazione. L'operaio, originario della provincia di Messina, era uno degli addetti del cantiere per la realizzazione dell'interconessione della linea Tav. L'uomo, che - è stato precisato successivamente - aveva 40 anni, sarebbe stato urtato da un treno che stava percorrendo la linea ed è stato sbalzato a molti metri di distanza, rimanendo ucciso sul colpo. Nessun testimone avrebbe assistito all'incidente e non è stata data alcuna segnalazione nemmeno dal macchinista del convoglio che avrebbe urtato l'operaio. Molto probabilmente, comunque, l'incidente è avvenuto durante il transito di un treno Eurostar attorno alle 8.15. La Polfer ha già fatto verifiche sul convoglio alla stazione di Bologna, senza però notare segni dell'incidente. Ulteriori verifiche sono previste nelle altre stazioni di sosta del convoglio. (ANSA). Y5C-GIO 09-LUG-09 10:04 NNN

Muore l'operaio Domenico Le Cave

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Ancora un lavoratore della manutenzione morto sui binari delle "...ferrovie piu' sicure d'Europa".
Come ferrovieri esprimiamo il nostro piu' triste cordoglio ai familiari dell'operaio Domenico Le Cave.
Come rappresentanti dei lavoratori RSU/RLS, non possiamo che esprimere rabbia e indignazione per i continui sproloqui dei dirigenti aziendali sulla sicurezza delle ferrovie italiane: tutto ciò che sanno dimostrare sono un mucchio di scartoffie prodotte da enti certificatori e commissioni che gira gira sono tutti sullo stesso libro paga.
La realtà della breccia è nota a tutti i ferrovieri: il nostro lavoro diventa sempre più rischioso perchè si taglia sul personale, si abbassano le condizioni di tutela per abbattere i costi di gestione, si affida alle ditte esterne sempre manutenzione a condizioni di sicurezza che nessuno controlla realmente.
Dal 2005 ad oggi abbiamo una media di oltre 10 lavoratori l'anno, tra ferrovieri e operai delle ditte, morti sui binari: questa sarebbe sicurezza?
E stiamo parlando della più grande impresa di servizi per il trasporto del Paese, con appalti di milioni di euro. Il sindacato oggi denuncia la scarsa sicurezza dei lavori in ferrovia: benissimo; ma cosa succede sui tavoli di trattativa nazionali e financo territoriali in relazione a questa materia? La sostanza è che si accettano senza il consenso informato dei lavoratori le linee di ristrutturazione aziendale, quelle dettate dagli interessi privati a scapito dell'interesse collettivo. Non è stato così anche per l'ultimo accordo di ristrutturazione che prevede altre migliaia di esuberi e il peggioramento delle condizioni di lavoro di tutti i ferrovieri?
Le finte lacrime agli occhi di questi responsabili quando muore un lavoratore fanno solo rabbia;
dobbiamo pretendere che si fermino le bocce, che vengano rimessi in discussione i criteri (tutti ideologioci) delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni del trasporto ferroviario, che la si pianti di ricercare profitto dove invece servono solo investimenti a garanzia dei diritti dei cittadini e dei lavoratori, e che si torni a dare voce ai ferrovieri, unica vera risorsa per lo sviluppo e la sicurezza delle ferrovie italiane.

Per "Comitato per la verità sulla morte del ferroviere Massimo Romano"
Stefano Pennacchietti.

6 luglio 2009
Grosseto
Linea
Pisa - Roma
Dopo Viareggio, allarme a Grosseto per l'incidente a un merci.
Freno tirato, ruota surriscaldata. "Quel treno poteva deragliare"
E' arrivato alla stazione di Grosseto la scorsa settimana con una ruota arroventata, che fumava. Il vagone merci è stato subito tolto dal convoglio e portato in officina. E' stato un freno rimasto tirato a provocare il problema, che ha danneggiato una delle ruote. Ha camminato per molti chilometri. Quel carro è di proprietà di Trenitalia, da dove così spiegano quanto successo: «Un problema in frenata può capitare e comunque non può avere conseguenze di particolare gravità». L'inconveniente di Grosseto arriva dopo una serie di incidenti ferroviari riguardanti i treni merci, tra cui quello drammatico di Viareggio.
Non la pensa allo stesso modo Fabio Meini, ex macchinista collaboratore della rivista «Ancora in Marcia», sempre molto attenta ai problemi della rete ferroviaria e dei treni. «Cosa rischia un carro a cui è capitata una cosa del genere? Il consumo del cerchione o il riporto del materiale che si è fuso può far saltare il bordino della ruota in corrispondenza
degli scambi o di altri punti particolari della linea, facendo così rischiare il deragliamento del treno». Alla carrozza in questione non è capitato niente di così grave. Bisognerà stabilire per quanti chilometri ha viaggiato prima di arrivare lunedì 6 luglio a Grosseto con la ruota in quelle condizioni. «A vedere le foto - dice sempre Meini - sembra che ci si sia accorti di quanto succedeva alla ruota dopo molti chilometri. Una cosa del genere non sarebbe successa qualche anno fa, quando in tutte le stazioni c'era personale incaricato di controllare il buono stato dei treni. Si sarebbero accorti subito di una ruota che scaldava a causa del freno rimasto tirato». (mi. bo.)
(fonte: "la Repubblica". Scarica l'articolo).
9 luglio 2009
Manarola (SP)
Linea
Genova - Roma
Lastroni di intonaco sui binari.
Il 9 luglio scorso, grossi lastroni di materiale edilizio caduti dalla sommità della galleria fra Corniglia e Manarola, nelle Cinqueterre, in provincia di La Spezia, hanno determinato il blocco totale della circolazione ferroviaria sulla linea Genova/Roma, ambo i sensi di marcia per circa due ore; in seguito, l'intervento di mezzi escavatori dopo l'ispezione dei tecnici delle ferrovie, ha consentito gradualmente il ripristino della circolazione sul solo binario dispari (verso La Spezia). L'inconveniente sarebbe stato segnalato dai macchinisti del treno IC 665, che transita da Manarola poco dopo le ore 23:00.
11 luglio 2009
Milano

Incidenti ferroviari: Un uomo travolto da un treno a Milano è grave
Un uomo di 40 anni è stato travolto da un treno stamattina a Milano e le sue condizioni sono gravi. E' successo alle 6.20 circa, all'altezza del passante ferroviario Garibaldi. Il ferito è stato trasportato in codice 'rossò all'ospedale Fatebenefratelli ed è in prognosi riservata. Al sopraggiungere del treno l'uomo si trovava in mezzo alle rotaie e l'impatto è stato inevitabile.
(fonte: unionesarda.ilsole24ore.com)

Ferito un viaggiatore

11 luglio 2009
Vernio (PO)
Linea
Firenze - Bologna
Ancora un incidente, ma non grave, lungo la ferrovia tra Prato e Vernio. Un treno Eurostar a lunga percorrenza, diretto a Milano, ha urtato contro un oggetto ancora non identificato lungo il tragitto.
Un finestrino e' rimasto incrinato, ma nessuno e' rimasto ferito. Trenitalia precisa che non e' stato necessario far scendere i passeggeri e che il treno e' arrivato regolarmente a Bologna, per poi proseguire come previsto verso Milano. La linea e' stata controllata, ma non sono stati riscontrati problemi, per cui il traffico ferroviario non ha subito alcuna modifica. Dell'accaduto e' stata pero subito informata la procura di Prato, che eseguira' tutti gli accertamenti del caso.
(fonte: www.toscanatv.com)
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Leggi anche l'articolo apparso su "il tirreno" del 12 luglio 2009
17 luglio 2009
Pontremoli (MS)
Linea
Parma - La Spezia
Treno urta la benna di una ruspa. L'escavatore stava lavorando su un binario morto.
PONTREMOLI. TI treno locale entra in stazione, rallenta la velocità e si avvicina alla pensilina dove sono in attesa pochi viaggiatori. Sul convoglio ci si prepara a scendere mentre, in un binario morto a fianco di quello del treno in arrivo, alcuni operai stanno lavorando sotto il sole cocente.
Accanto a loro c' è una ruspa che sta effettuando spostamenti di terra e materiali dal binario in disuso. Proprio nel momento in cui il locomotore passa accanto alla ruspa, il manovratore dell'escavatore sposta il braccio del potente mezzo, mandandolo a cozzare contro la motrice del treno. L'incidente, avvenuto attorno alle 16,30 del pomeriggio di ieri, poteva avere conseguenze gravissime, sia per gli operai a terra che per i macchinisti e i passeggeri del treno.
Per fortuna il convoglio procedeva a bassissima velocità e accanto alla ruspa in quel frangente non c'erano operai. Quindi sono stati registrati solo danni ai due mezzi coinvolti nell'urto, oltrechè allo spavento dei rispettivi manovratori e dei passeggeri che si sono accorti dell'incidente. Sul posto, per eseguire i rilievi di legge, sono giunti gli uomini della Stradale di Pontremoli e di Massa, oltrechè alla Polfer di Viareggio. Il treno stava giungendo da Aulla e doveva effettuare una fermata alla stazione di Pontremoli.
(fonte: "il Tirreno" del 18 luglio 2009)
18 luglio 2009
Stazione di
Firenze Campo Marte

(ANSA) - FIRENZE, 18 LUG - Incidente sul lavoro questa sera, intorno alle 19.30, alla stazione ferroviaria di Campo di Marte a Firenze. Un operaio di quarantaquattro anni che stava lavorando su una piattaforma della stazione è stato investito da un Eurostar in transito. L'uomo, secondo le prime informazioni, è deceduto sul colpo. L'operaio, Alessio Maccanti, italiano, era uno degli addetti alla pulizia della stazione di campo di Marte di Firenze, dipendente della ditta “L'Operosa”. Sempre secondo le prime informazioni il macchinista del treno avrebbe azionato l'allarme sonoro ma l'operaio non sarebbe riuscito a scansarsi. L'Eurostar 9398, Roma-Trieste si è poi fermato e i passeggeri sono stati fatti scendere e alla stazione di Campo di Marte vengono fermati altri convogli per consentire ai viaggiatori di proseguire verso le loro destinazioni. Era nato in Svizzera, ma era residente all'Impruneta, alle porte di Firenze, dove viveva con i genitori. L'uomo, contrariamente a quanto si era appreso in un primo momento, non stava attraversando i binari ma era sul bordo della piattaforma con il busto sporto verso la massicciata: forse stava cercando di pulire la canalina dell'acqua. L'Eurostar lo ha urtato scaraventandolo lontano. Maccanti è morto sul colpo. Sul posto, oltre alla polfer e al 118, il medico ha potuto solo constatare la morte dell'operaio, anche i carabinieri, il sostituto procuratore Angela Pietroiusti e i tecnici dell'Ufficio di prevenzione della Asl 10. Intanto le Ferrovie confermano che la circolazione dei treni, che avevano accumulato ritardi fino a venti/trenta minuti, è tornata regolare. 18-LUG-09 21:46

Muore l'operaio Alessio Maccanti.

22 luglio 2009
Orvieto

ANSAFERROVIE: 'ANCORA IN MARCIA', SFIORATO INCIDENTE VICINO ORVIETO RFI, EPISODIO SENZA RIPERCUSSIONI - TRENO MERCI NON FS MA DELLA SOCIETA' LINEA Roma, 22 lug. (Adnkronos) - Incidente ferroviario sfiorato, la notte scorsa, nei pressi di Orvieto. Gli sportelloni metallici del treno merci 57034 si sono spalancati in corsa ed hanno urtato il treno espresso 1931, Milano-Palermo che viaggiava in senso opposto. A renderlo noto e' la storica rivista dei macchinisti 'Ancora in marcia!', nel sottolineare che ''solo per fortuite circostanze casuali non vi e' stato nessun danno alle persone ma solo lievi danni lievi danni materiali e molto spavento per i ferrovieri in servizio''. Fonti del gestore dell'infrastruttura Rfi precisano che si e' trattato di un episodio di entita' modesta e senza alcuna conseguenza. Inoltre, il treno merci coinvolto appartiene alla societa' Linea e non al gruppo Fs: il convoglio era partito da Fiorenzuola (Piacenza) ed era diretto Piedimonte Santa Lucia (Frosinone). ''Questo episodio, al pari di tutti gli incidenti 'minori' che hanno preceduto la strage di Viareggio - proseguono i macchinisti di 'Ancora in marcia' - non devono essere sottovalutati poiche' mettono in evidenza tutte le lacune normative e tecniche riguardanti i controlli di sicurezza relative al trasporto merci. La frammentazione di responsabilita' e di competenze nel trasporto ferroviario liberalizzato e privatizzato non puo' che produrre questi risultati''. ''In assenza di provvedimenti urgenti ed efficaci i nostri standard di sicurezza si abbasseranno sempre piu' pericolosamente fino a somigliare sempre piu' a quelli, drammatici, del trasporto su gomma'', affermano i macchinisti. ''Chiediamo - proseguono- alle autorita' di controllo sulla sicurezza ferroviaria di valutare con la massima attenzione questo nuovo e preoccupante segnale di allarme senza aspettare necessariamente l'evento tragico come accaduto nel recente passato per intervenire con misure di salvaguardia. Alla magistratura chiediamo, prima ancora di accertare tutte le responsabilita', di intervenire a tutela della collettivita' poiche' la sicurezza del trasporto ferroviario, come si e' tragicamente dimostrato, non riguarda solo i ferroviari ma tutti i cittadini''. (Mcc/Gs/Adnkronos) 22-LUG-09 17:57 NNNN

29 luglio 2009
Carsoli (AQ)
Linea
Roma - Pescara
30/07/2009 - Linea ferroviaria Roma-Pescara interrotta a causa di un deragliamento
Non finiscono mai i disagi per i viaggiatori della linea ferroviaria Pescara –Roma. Ieri mattina tra le stazioni di Carsoli e Tivoli, c’è stato un deragliamento di un convoglio che ha impedito la circolazione dei treni sulla direttrice. Nessun ferito a seguito dell’incidente, visto che il treno aveva precedentemente finito la sua corsa di servizio a Tivoli e sul luogo del deragliamento era giunto già vuoto, ma i pendolari di Avezzano sin dal primo treno della giornata alle 4,57, hanno dovuto fare i conti con i disagi per l’incidente. I più fortunati hanno potuto usufruire del servizio ferroviario fino a Carsoli, dopodiché ad aspettarli ci sono stati dei bus, unici mezzi per poter arrivare fino a Tivoli; gli altri, dopo la soppressione dei treni successivi a quello delle 4.57, hanno dovuto fare i conti con i fortissimi ritardi e disagi, prevedibili a seguito di incidente su una linea vecchia come quella che collega Roma con Pescara. E’ stata aperta un’inchiesta sull’accaduto.
(fonte: www.marsicanews.it)
11 agosto 2009
Trieste
(AGI) - Trieste, 11 ago. - Delicato intervento di travaso e messa in sicurezza oggi per due autocisterne ferroviarie colme di gasolio per autotrazione entrate in collisione a Trieste. E' stato operato oggi dai Vigili del Fuoco di Trieste insieme ai colleghi di Venezia con l'ausilio di 8 mezzi. Le due cisterne - una delle quali conteneva 80 mila litri di liquido infiammabile - si erano scontrate lungo i binari che portano alla zona industriale di Trieste e che proseguono verso l'Austria. Una delle cisterne e' deragliata senza provocare danni. L'intervento sull'altra cisterna e' cominciato oggi a mezzogiorno e si e' concluso senza particolari difficolta'.
(fonte: www.agi.it)
9 agosto 2009
Stazione di Messina

Stazione di Messina, azoto liquido fuoriesce da due carri cisterna
di Francesco Triolo
Al binario 18 della stazione centrale di Messina il primo allarme è stato lanciato alle 7 di ieri mattina. Due carri cisterna contenenti azoto liquido, come si dice in linguaggio tecnico, hanno "sfiatato". Vi è stata, cioè, una fuoriuscita di azoto liquido durante il movimento delle cisterne su rotaia che ha creato del fumo bianco e si è riversato sulla linea ferrata. Subito sono stati allertati i Vigili del Fuoco del comando provinciale di Messina che sono intervenuti per mettere in sicurezza i carri. "Nulla di preoccupante - hanno fatto sapere dal Comando dei Vigili del Fuoco - l'azoto liquido è un gas inerte, non pericoloso".
Ultimate le operazioni di messa in sicurezza della zona interessata i Vigili del Fuoco hanno scortato il convoglio sino all'area ferroviaria in cui sostano i treni in via di formazione, quella denominata la "Piccola velocità". Resterà fermo lì, nell'attesa di una perizia che sarà effettuata dai tecnici, in arrivo da Siracusa, che dovrà stabilire le cause dell'accaduto. Tra le ipotesi sin qui avanzate la più attendibile è che la valvola di sicurezza della cisterna abbia ceduto. Forse un cambio di pressione, dovuto alle alte temperature del periodo, che ha fatto travasare il liquido all'interno. Ma tutto è ancora da verificare.
Intanto il carico rimasto è costantemente tenuto sotto controllo dai Vigili del Fuoco. Niente di preoccupante, quindi, anche se di "sfiatamento" se n'è verificato un altro nella stessa mattinata, intorno alle 11, durante le operazioni di cambio binario. Anche allora, nuovo intervento dei vigili del fuoco. L'episodio si è verificato non più di due settimane dopo la tragedia di Viareggio e dopo la denuncia della segreteria provinciale della Cisl che aveva evidenziato come la stazione di Messina veniva attraversata quotidianamente da carri cisterna che trasportavano sostanze infiammabili. Carri che spesso, a causa della riduzione di personale e dell'offerta di Rfi per il traghettamento, sono costretti a sostare in stazione per ore prima di essere imbarcati sui traghetti dedicati per raggiungere Villa San Giovanni.
"E' un altro piccolo campanello d'allarme, fortunatamente nulla di preoccupante, ma testimonia ancora una volta come la situazione alla Stazione di Messina debba essere tenuta in debita considerazione". Così il segretario generale della Cisl di Messina Tonino Genovese ha commentato la notizia dello "sfiatamento".
"Le denunce fatte non più di un paio di settimane fa - prosegue Genovese - sono state raccolte dall'amministrazione comunale ma adesso è necessario che si intensifichi l'attenzione degli amministratori sui rischi che corrono quotidianamente i lavoratori e i cittadini. Fortunatamente il gas fuoriuscito questa mattina non era pericoloso e il pronto intervento dei vigili del fuoco ha consentito di mettere i carri in sicurezza. Speriamo solo che non si sottovalutino questi segnali".
Un incidente dagli effetti contenuti, dunque, ma rimangono gli interrogativi, sui rischi della linea ferroviaria che attraversa la stazione di Messina, causati dalla lunga permanenza dei treni in sosta.
(fonte: www.conquistedellavoro.it)

2 settembre 2009
Stazione di Saronno (VA)

Questa mattina alla stazione di Saronno un uomo è stato investito da un treno in procinto di fermarsi. Secondo una prima ricostruzione sembra che l'uomo, uscito dalla biglietteria, si sia diretto verso il primo binario, attraversandolo proprio mentre stava sopraggiungendo il treno numero 1126, partito da Como alle ore 7.47 e diretto a Milano Cadorna, dove sarebbe dovuto arrivare alle 8.50.
Il treno era in fase di frenata e procedeva dunque a bassa velocità. Vedendo l'uomo, il macchinista ha azionato anche la cosiddetta «rapida», cioè il freno di emergenza e suonato il fischio, ma non ha potuto evitare l'impatto. I passeggeri del treno 1126 hanno proseguito per Milano su uno dei numerosi convogli interessati dalle linee di Novara, Malpensa, Varese e Como. Gli altri treni non hanno subito ritardi. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118 di Saronno e gli agenti del presidio Polfer di Saronno. L'uomo è attualmente ricoverato in gravi condizioni all'Ospedale di Niguarda di Milano.
(fonte: www.cronacaqui.it)

Ferito un viaggiatore.

2 settembre 2009
Stazione di Milano Certosa

Un uomo di 75 anni è morto poco prima delle 21 di ieri travolto da un treno fuori dalla stazione di Certosa a Milano. L'uomo, secondo una prima ricostruzione, camminava lungo i binari. Sul posto è intervenuto il 118 che ha potuto solo constatare il decesso dell'anziano. Della vicenda si sta occupando la Polfer.
(fonte: www.cronacaqui.it)

Muore un viaggiatore.

23 ottobre 2009
Maccarese (RM)
Linea
Pisa - Roma

Alle ore 23,30 circa di venerdì 23 ottobre '09, partiti dalla stazione di Ponte Galeria (Roma) con un carrello del servizio Lavori a cui era agganciato, a traino, un caricatore Donelli, B. Pasqualucci e R.R, erano giunti presso la stazione di Maccarese (Fiumicino) e stavano per fermarsi al binario 4 in corrispondenza dell'ufficio movimento. Durante la manovra di rallentamento, secondo la dichiarazione di R.R., che era alla guida, B. Pasqualucci sarebbe precipitato dalla piattaforma esterna del carrello e sarebbe finito sotto le ruote del caricatore agganciato a traino. Sceso a controllare R.R. trovava Pasqualucci, a 6-7 metri dietro al caricatore, che giaceva tra la rotaia e il marciapiedi destro.
Pasqualucci, assistito dal collega R.R., ha atteso sul marciapiede della stazione, sotto la pioggia, l'ambulanza per 40 minuti (la prima partita dall'ospedale sulla via Aurelia si è rotta ed è tornata indietro); dopo un mese di agonia è morto all'Aurelia Hospital, dicono, per complicazioni polmonari.
L'azienda ha nominato una commissione interna presieduta dall'RSPP della DTP di Roma. Del caso si sta occupando la Procura di Civitavecchia.
Due prime considerazioni da fare sono:
- i regolamenti interni e il libretto di uso del caricatore vietano il trasferimento di tale mezzo a traino (esistono degli appositi pianali ribassati, di cui l'azienda non ha mai dotato gli impianti);
- i due colleghi, Pasqualucci e R.R., quella notte erano alla terza prestazione notturna nella settimana (cosa non prevista dal CCNL, se non previa contrattazione [così come ribadito dall'accardo nazionale del 24/5/04]).

A seguito delle ferite riportate, il 22 novembre 2009 muore l'operaio Bruno Pasqualucci.

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LA NOTTE SCORSA (22 novembre 2009) E' MORTO IL NOSTRO COMPAGNO DI LAVORO, BRUNO PASQUALUCCI, OPERAIO RFI ADDETTTO ALLA MANUTENZIONE DEL COMPARTIMENTO DI ROMA, A SEGUITO DELLE GRAVISSIME FERITE RIPORTATE NELL'INFORTUNIO SUL LAVORO AVVENUTO IL 23 OTTOBRE SCORSO NELLA STAZIONE DI MACCARESE (RM), SULLA LINEA ROMA CIVITAVECCHIA.
BRUNO, 63 ANNI, AD UN PASSO DALLA PENSIONE, SAREBBE RIMASTO VITTIMA DI UNA CADUTA DAL CARRELLO LAVORI IN MOVIMENTO CHE LO AVREBBE SCHIACCIATO CONTRO IL MARCIAPIEDE. LA SUA AGONIA SI E' PROTRATTA PER UN MESE, DURANTE IL QUALE HA SUBITO NUMEROSI INTERVENTI CHIRURGICI.
LA NOTIZIA DELL'INFORTUNIO SUL LAVORO NON ERA STATA DIVULGATA ALL'OPINIONE PUBBLICA NE' ALL'INTERNO DELL'AZIENDA, NONOSTANTE L' ESTREMA GRAVITA' DEL FATTO E L'ASSURDA RIPETITIVITA' DELLE MORTI SUI BINARI.
AZIENDA, ANSF, MINISTERO DEI TRASPORTI, ASL, MAGISTRATURA E SINDACATI SONO CHIAMATI A DARE RISPOSTE CONCRETE E NON DI CIRCOSTANZA A QUESTE TRAGEDIE PER RICERCARNE LE REALI CAUSE ED EVITARNE ALTRE.
A NOI IL COMPITO DI ORGANIZZARCI E LOTTARE PER DIFENDERE LA NOSTRA SALUTE E LA NOSTRA DIGNITA'. NESSUNO LO FARA' AL POSTO NOSTRO.

La redazione di "ancora IN MARCIA!"

Roma, 23 novembre 2009

3 novembre 2009
Besozzo (VA)
Linea
Luino - Gallarate
BRUCIA LOCOMOTORE TRENO MERCI NEL VARESOTTO (ANSA)
BESOZZO (VARESE), 3 NOV - Incendio su un treno merci a qualche centinaio di metri dalla stazione di Besozzo lungo la linea Gallarate-Luino. Il fumo si è sviluppato alle 14 nel locomotore del convoglio della lunghezza di circa 500 metri che proveniva da Laveno e si è fermato poco prima del ponte. Le Ferrovie dello Stato hanno bloccato la linea e hanno sostituito i treni con dei bus sostitutivi per i passeggeri. I Vigili del Fuoco sono intervenuti con diversi mezzi per domare le fiamme. (ANSA)
5 novembre 2009
Vello di Marone (BS)
Linea
Brescia - Edolo

Scontro frontale tra Brescia e Edolo: dodici feriti lievi
L'incubo di ogni macchinista è vedersi arrivare un treno contromano. E' accaduto ieri mattina a Vello di Marone, sulla linea Brescia-Edolo, in Val Camonica. Una motrice di treno merci, che scendeva dall'alta valle, si è fermata nella stazioncina - uno dei pochi punti a doppio binario su una linea «mono» - in modo dare il passo a un passeggeri carico di 130 pendolari (in maggior parte studenti). Quando il macchinista e il capotreno sono scesi, la motrice ha ripreso però il cammino grazie alla pendenza. Un «incidente tipico», analizzato in quasi due secoli di ferrovia, che viene evitato grazie a una serie di dispositivi e accorgimenti.
Il giovane macchinista del treno passeggeri ha visto venirsi incontro la motrice - fortunatamente ancora a bassa velocità, visto che aveva percorso poche centinaia di metri - ha bloccato il convoglio ed è corso attraverso le carrozze gridando ai pendolari di rifugiarsi negli ultimi vagoni. Nell'impatto sono rimaste contuse dodici persone, dimesse poi rapidamente dall'ospedale di Edolo. Nicola P., 27 anni, abilitato alla guida proprio nel 2009, è un figlio d'arte: la sua è la quarta generazione di ferrovieri, in famiglia. Il padre - in quel momento in carrozza in qualità di passeggero - al momento dell'impatto è corso avanti, cosapevole che sono proprio i macchinisti i primi a pagare qualsiasi incidente.
Tutto quasi bene, dunque. Naturalmente sono partite le inchieste e, «naturalmente», Le Ferrovie Nord Milano (che hanno incorporato la vecchia Società nazionale ferrovie e tranvie, ma stanno a loro volta per essere riaccorpate da Trenitalia Le Nord, nuova società controllata dal gruppo Fs) - hanno immediatamente «scoperto» che si è trattato di un «errore umano con colpa grave». Il direttore generale Giuseppe Biesuz ha perciò concluso che «se quanto emerso verrà confermato, la risposta dell'azienda sarà altrettanto grave». Insomma, un preavviso di licenziamento per il macchinista della motrice, N. D., 49 anni e 15 di anzianità; e di sanzioni per il capotreno R. V., 44 anni, da 11 in servizio.
Come spiegano ogni volta con tanta pazienza i ferrovieri, «l'errore umano sta nella natura imperfetta dell'uomo; per questo si implementano le tecnologie», per limitare i danni. Ma a loro volta le tecnologie hanno pesanti limiti. Nella tragedia di Viareggio, per esempio, solo la presenza di un capostazione in carne e ossa - l'unico rimasto, di notte, sulla linea tirrenica tra La Spezia e Pisa - ha consentito di bloccare il treno passeggeri che stava per entrare nell'inferno di fuoco. L'incidente di Vello è «tipico», spiegano, tanto che sono previsti molti sistemi per impedirlo. Il primo è proprio il famigerato «pedale a uomo morto», la cui nuova versione - dopo l'intervento delle Asl - richiede che sia premuto una sola volta dopo che la motrice ha percorso pochi metri. Se anche questo sistema va in tilt, «da sempre» esistono gli scambi, che impediscono - se il semaforo, come in questo caso, è sul rosso - a un secondo treno di immettersi sul binario già impegnato. Insomma, qualcosa che devia il convoglio senza guida verso un «binario di salvamento», più noto ai profani come «binario morto». Evidentemente, la vecchia linea per Edolo è deficitaria sotto molti aspetti. Basterebbe concentrarsi sulla loro eliminazione, invece di procedere a «licenziamenti sommari» ogni volta che un uomo, umanamente, commette un errore.
(fonte: Francesco Piccioni su "il manifesto" del 6 novembre 2009)

Ferito un macchinista e 11 viaggiatori

6 novembre 2009
Moncalieri (TO)
Linea
Torino - Genova

Scontro sui binari a Moncalieri
Sono cinque le persone coinvolte nello scontro tra due carrelli per lavori avvenuto questa mattina. L’incidente ferroviario alle porte di Torino non è stato uno scontro tra due treni merci, ma tra due carrelli usati per lavori di manutenzione sui binari, lungo la linea Torino-Genova. Lo precisano le Ferrovie dello Stato.
Lo scontro, per cause da accertare, è accaduto sul tratto tra Moncalieri e la stazione torinese del Lingotto, nella cosiddetta «Passerella Santhià», su un binario interrotto per lavori di manutenzione programmati. La linea ferroviaria, che è in quel tratto a quattro binari, non è stata bloccata: i treni passano regolarmente su due binari. Nell’incidente sono rimaste coinvolte complessivamente cinque persone le cui condizioni non sono gravi. Sul posto sono intervenute tre squadre dei vigili del fuoco coordinate dal comandante provinciale Claudio De Angelis ed un elicottero.
Non sono state ancora accertate con precisione le cause dell’incidente. Secondo una prima ipotesi, il manovratore di uno dei due carrelli potrebbe essere stato colpito da un riflesso della luce solare.
(fonte: www.lastampa.it)

Feriti 5 lavoratori.

6 novembre 2009
Firenze
Linea
Pisa - Firenze

FIRENZE - Stava riparando un guasto ad uno scambio e si è allontanato per l’arrivo di un treno, ma è stato travolto e ucciso da un secondo convoglio in transito sul binario a fianco. La vittima, Domenico Ricco, 27 anni, originario di Barletta, era un operaio della squadra di pronto intervento di Rfi. L’incidente è avvenuto giovedì notte a Firenze, tra le stazioni di Rifredi e Santa Maria Novella. Due infortuni sul lavoro anche in provincia di Arezzo: un operaio è in prognosi riservata per essere stato colpito alla testa da un palo in metallo, mentre un giardiniere è stato colpito al petto da un tronco; la prognosi è 40 giorni.
INCHIESTA DELLA PROCURA E INDAGINE DELLE FERROVIE - Su quanto avvenuto la notte scorsa a Firenze la procura ha aperto un’inchiesta e le Ferrovie un’indagine interna. In base a quanto ricostruito dalla polfer, poco prima di mezzanotte l’operaio è intervenuto con due colleghi per un guasto a un deviatoio, quando, per l’arrivo di un convoglio merci sul binario, i tre si sono allontanati. Ricco è stato però investito da un treno passeggeri in transito sul binario a fianco, morendo sul colpo. I suoi colleghi avrebbero raccontato che il rumore del primo treno ha coperto quello del secondo convoglio. Gli investigatori indagano sulla regolarità della presenza degli operai sui binari, nonostante il transito dei treni, sugli allarmi e sul rispetto delle norme di sicurezza. Ricco è il terzo operaio morto in un anno sui binari a Firenze. Nell’ottobre 2008, a Castello, un carrello investì e uccise un dipendente di Rfi, ferendone altri due mentre, nel luglio scorso, un addetto alle pulizie è morto a Campo di Marte dopo essere stato urtato da un Eurostar. Il sindacato Orsa ricorda come «nel solo settore della manutenzione infrastrutture» ci siano state «16 vittime negli ultimi 4 anni».
LUNEDI' TRENI IN SCIOPERO - Le segreterie toscane di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil trasporti, Fast e Ugl hanno proclamato uno sciopero per lunedì: il personale di manutenzione infrastruttura Rfi incrocerà le braccia per l’intera giornata; gli altri dipendenti del Gruppo Fs per due ore, con disagi per la circolazione dei treni. «Il personale di manutenzione infrastruttura Rfi - spiega la nota - sciopererà per l’intera giornata, mentre il restante personale dipendente del Gruppo Fs sciopererà dalle 10 alle 12 (circolazione treni compresa)». «Al di là degli accertamenti che seguiranno per identificare la dinamica di quanto accaduto - aggiungono i sindacati - il sindacato chiede di individuare le responsabilità al fine di prendere provvedimenti urgenti ed evitare il ripetersi di tali tragedie. Abbiamo da tempo messo in campo varie iniziative per sensibilizzare Fs sulle problematiche della sicurezza; le risposte di Fs sono state sempre insufficienti ed inadeguate. Vogliamo qui denunciare le gravi responsabilità aziendali su questa ennesima tragedia». «Siamo vicini alla famiglia - ha detto l’ad di Ferrovie Mauro Moretti - stiamo valutando quali siano stati i motivi per cui questa cosa è accaduta; la dinamica non è ancora chiarissima. Naturalmente siamo tutti protesi affinchè queste cose non accadano più».
L'INCONTRO CON IL PREFETTO - Per conoscere la dinamica dell’incidente e individuare quali azioni intraprendere per aumentare da subito i livelli di sicurezza dei lavoratori impegnati sui binari, il prefetto Andrea De Martino ha incontrato i dirigenti di Rete Ferroviaria Italiana, Calogero Di Venuta, responsabile per la Toscana di Rfi, e Orazio Iacono, responsabile del centro operativo esercizio rete Firenze. «Mi sono fatto interprete con Ferrovie del diffuso allarme in Toscana che questo grave incidente ha suscitato nel mondo del lavoro, dopo quelli accaduti nell’ottobre del 2008 e nel luglio di quest’anno – ha detto De Martino - e nell’incontro è stato messo a fuoco il sistema di prevenzione e le procedure di sicurezza da impiegare, in particolare dal momento della chiamata delle squadre di manutenzione a quello del loro intervento sul luogo del guasto».
LA RABBIA DI NENCINI - «Basta con questo stillicidio. Non è più tollerabile. Occorre fissare regole e strumenti efficaci per interrompere una catena assurda e inaccettabile». Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale toscano Riccardo Nencini in seguito all’incidente sul lavoro. Nencini ha espresso «profonda vicinanza e cordoglio» ai familiari del giovane. Molto duro anche il sindaco di Firenze, Matteo Renzi: «È semplicemente inaccettabile che nel 2009 si continui a morire di lavoro. L’attenzione sulla sicurezza sul lavoro va tenuta alta e occorre fissare regole e strumenti efficaci per interrompere l’assurda catena di morti bianche». Renzi ha espresso il cordoglio suo personale, dell’amministrazione comunale e dell’intera città di Firenze alla famiglia di Ricco.
(fonte: www.corrierefiorentino.corriere.it)

Muore l'operaio Domenico Ricco.

9 novembre 2009
Mazara del Vallo (TP)
Linea
Palermo - Trapani

Treno travolge auto a Mazara, nessun ferito.
Un incidente ferroviario è avvenuto questo pomeriggio a Mazara del Vallo, all'altezza del passaggio a livello che collega via Salemi con piazza Matteotti: un treno in arrivo da Marsala ha investito una Opel Corsa che, a causa del traffico, era rimasta bloccata tra i binari. Mentre il segnale acustico avvertiva dell'arrivo del treno e le sbarre del passaggio a livello si abbassavano, l'automobilista, un ex vigile urbano, ha cercato di fare marcia indietro senza riuscirvi. A questo punto è sceso dalla vettura, e ha tentato, gesticolando, di attirare l'attenzione del macchinista del treno che ha decelerato senza tuttavia riuscire ad evitare l'impatto. L'incidente non ha fortunatamente provocato danni alle persone. Sul posto sono intervenuti agenti della Polfer.
(fonte: www.siciliainformazioni.com)
11 novembre 2009
Brennero
(ANSA) - BOLZANO, 11 NOV - La linea ferroviaria del Brennero è rimasta chiusa questo pomeriggio per un'ora al confine di stato per una fuoriuscita da un vagone merce di una sostanza tossica . Il treno merci proveniva dalla Germania ed era diretto a Verona. Al Brennero durante un controllo è stata constatata ad una cisterna la fuoriuscita di una piccola quantità di tetracloroetilene, una sostanza tossica ma non esplosiva. Sul posto sono intervenuti di vigili del fuoco che hanno constatato che la sostanza è uscita da una valvola. Salendo di quota è infatti aumentata la pressione all'interno della cisterna, causando così la fuoriuscita. La linea del Brennero è stata riaperta verso le ore 17.45, dopo la messa in sicurezza del vagone.Il convoglio, secondo quanto appreso, non è delle ferrovie italiane ma della Rtc, Rail Traction Company. Il treno è stato poi fgatto ripartire poco prima delle 18:30. FBB 20:20
12 novembre 2009
Fornovo (PR)
Linea
Parma - La Spezia
Svia un locomotore: ieri interrotta per due ore la circolazione sulla Pontremolese.
La Spezia. Interrotta per più di due ore, ieri sera, la circolazione dei treni sulla pontremolese (linea Parma - La Spezia). Infatti, alla stazione di Fornovo, il locomotore di un treno merci è uscito dai binari con danni rilevati al locomotore e a uno scambio.
La circolazione è ripresa dopo le 19 e questa mattina non ci sono stati problemi.
(fonte: www.cittadellaspezia.com)
12 novembre 2009
Ventimiglia
VENTIMIGLIA: CISTERNA PERDE GAS NEL PARCO MERCI FERROVIARIO, TRAGEDIA SFIORATA
Per la seconda volta in poco meno di un mese i Vigili del Fuoco di Ventimiglia coadiuvati da squadre speciali provenienti in un caso da Mestre e nell’altro da Milano sono stati costretti a procedere allo svuotamento di due carri- cisterna che minacciavano di perdere da un momento all’altro il gas in essi contenuto. L’ultimo intervento è terminato nella tarda mattinata di ieri e, come per quello resosi necessario due settimane fa, ha avuto per teatro il grande parco- merci ferroviario che sorge alla periferia settentrionale della città di confine, in Val Roja.
Allora prima di procedere al travaso si rese necessario il raffreddamento della cisterna ferroviaria con potenti getti d’acqua ed il suo progressivo svuotamento attraverso la combustione controllata del gas in essa custodito. Questa volta con estrema attenzione si è proceduto al travaso del gas in una cisterna più nuova. L’operazione, pur essendo avvenuta in una zona scarsamente abitata è stata seguita con attenzione dagli abitanti delle case vicine che hanno espresso tutto il loro disappunto nei confronti delle Ferrovie che fanno viaggiare cisterne evidentemente obsolete che si rompono facilmente. L’ultimo intervento si è reso infatti necessario a seguito della rottura di una valvola, dalla quale ha iniziato a fuoriuscire gas, di un carro- merci che sostava sui binari della Valle Roja. Dopo la tragedia di fine giugno alla stazione di Viareggio comunque l’attenzione della gente nei confronti di queste vere e proprie bombe viaggianti è massima. Basta infatti il minimo guasto perché il semplice transito di un treno merci rischi di trasformarsi in una tragedia. Nella Riviera Ligure, come d’altronde in Versilia, i binari infatti corrono accanto alle case per cui molti ventimigliesi ci confidano di non osare pensare cosa potrebbe succedere se in città dovesse verificarsi un guasto ad un convoglio di carri- cisterna transitante per la stazione internazionale. Anche Ventimiglia, dunque, oggi ha paura ed ora i suoi cittadini più sensibili si domandano sul come potersi organizzare al fine di rendere tale tipo di trasporto più sicuro. Controlli più frequenti sui vagoni- cisterna e maggior utilizzo delle cosiddette “Autostrade del Mare”, la Liguria è una regione marittima, con scarico dei vari tipi di gas in terminal portuali costruiti lontano dai centri abitati e poi il loro trasferimento in capienti gasdotti, sono le soluzioni più gettonate. Per ben due volte a Ventimiglia, come detto, nell’ultimo mese si è rischiata la tragedia e solamente l’alta professionalità dei Vigili del Fuoco ha evitato il peggio. Senza alcun timore di esagerare con un po’ di maggior controllo sui carri- merce che trasportano il gas e che, occorre dirlo, in buona parte appartengono a società private si potrebbe tranquillamente ridurre il pericolo al minimo.
(fonte: www.agenfax.it)
14 dicembre 2009
Saluzzo (CN)
Linea
Cuneo - Torino
Un convoglio svizzero si scontra con un treno fermo. L'ipotesi: problema ai freni.
Un treno merci svizzero è deragliato nel tardo pomeriggio di oggi alla stazione di Saluzzo, nel cuneese. Nell'incidente al momento non vengono segnalate persone ferite, ma la linea ferroviaria è bloccata sia in direzione di Cuneo che in direzione di Torino.
Le Ferrovie dello Stato confermano: nessun ferito. Il deragliamento del treno merci svizzero, proveniente da Verzuolo (Cuneo) con un carico di carta, è stato causato da uno scontro con un treno per trasporto locale che era fermo, per problemi tecnici, sullo stesso binario. Ma poco prima erano stati fatti scendere tutti i passeggeri ed anche il macchinista.
Nessun disagio per i passeggeri: coinvolta una linea secondaria
Cesare Carbonari, coordinatore del comitato pendolari della tratta Torino-Milano tranquillizza: "Al momento non ci risultano disagi sul percorso Cuneo-Torino. Sembra si tratti di una linea secondaria".
La dinamica dell'incidente
Nello spiegare l'esatta dinamica, Rfi precisa che, per un probabile guasto all'impianto frenante del treno merci svizzero, il convoglio si è immesso indebitamente, da un raccordo laterale, sulla linea in discesa, ed è andato quindi a scontrasi con il treno locale che era in fermo in stazione.
(fonte: www.ilsalvagente.it)

19 dicembre 2009

Cassino (FR)
Linea
Roma - Napoli

 

 

 



Chilivani (SS)
Linea
Sassari - Chilivani

Due morti in un giorno solo. In due regioni molto distanti tra loro. Un macchinista e un operaio della manutenzione, accomunati dall’essere entrambi molto esperti e dipendenti dalla stessa azienda: le Ferrovie dello stato. Di tutto si dovrebbe parlare, meno che di «tragica fatalità». E invece è proprio questa la prima reazione del gruppo guidato dall’ex sindacalista Mauro Moretti, nonché di qualche solerte (e poco competente) amministratore locale. Ma andiamo con ordine.
Intorno alla mezzanotte tra venerdì e sabato, tra Piedimonte San Germano e Cassino (in provincia di Frosinone, più o meno dalle parti dello stabilimento Fiat), due operai erano al lavoro per riparare un guasto a un semaforo. I treni in direzione sud erano stati fermati, e un «merci » stazionava nella zona del guasto. L’intercity proveniente da Reggio Calabria, invece, non era stato avvertito e procedeva a velocità di crociera, ossia molto alta. Un attimo e Armando Iannetta, 57 anni, tecnico di manutenzione della Zona Is di Roccasecca, abitante a Castrocielo, è stato investito in pieno mentre si muoveva sul binario; probabilmente il rumore del motore del merci non gli ha fatto sentire il sopraggiungere del convoglio. L’altro operaio, appena sfiorato, è rimasto a lungo in stato di choc. I macchinisti dell’intercity si sono immediatamente fermati, disperati a loro volta.

In Sardegna, invece, ieri mattina, poco dopo le sei, il treno che andava da Chilivani a Sassari è deragliato urtando alcuni massi caduti sulla linea a causa di una frana. Quel modello è un’automotrice – una vecchia littorina diesel – con la cabina del macchinista particolarmente angusta («quattro dita davanti alla pancia, e basta»), senza barre indeformabili sul frontale. Al minimo urto rimani schiacciato. Così è andata a Giuseppe Solinas, 49 anni, di Ploaghe, che aveva tentato la frenata disperata vedendo l’ostacolo all’ultimo secondo, dietro la curva. Per questo episodio l’azienda ha subito fatto presente che la frana «si è staccata da un’area demaniale, non di proprietà né di pertinenza, quindi, ferroviaria». E l’assessore regionale ai trasporti, Liliana Lorettu (Pdl), tra tante scontate frasi di circostanza, è riuscito a piazzare anche un «adesso è il momento del silenzio». E’ il momento dell’esatto contrario, invece. Il silenzio moltiplica gli incidenti e la vittime, mette una pietra sopra le responsabilità aziendali e individuali. Il silenzio è dei complici; e, in questo caso, complici di una causa davvero pessima. Entrambi gli incidenti di ieri sono copie esatte di molti altri, spiegano i ferrovieri. Se è vero, indubbiamente, che la frana sarda non era «di competenza» delle Fs, certamente lo erano i sistemi di sicurezza che quasi ovunque vengono installati per prevenire eventualità del genere (davvero non «imprevedibili » in un territorio geologicamente dissestato e poco curato come quello italiano). Niente di particolarmente costoso: semplici «filetti » elettrici piazzati all’interno delle «reti deboli» in prossimità dei muri paramassi: se scende una frana si spezzano subito, interrompendo il circuito e facendo scattare il rosso sui semafori più vicini. Una banalità da poche decine di euro, insomma. Ancora peggio per quanto riguarda l’episodio di Cassino. Qui l’«effetto fotocopia» immortala il cinismo imprenditoriale di un’azienda che di «pubblico» ha ormai solo i finanziamenti. 10 dicembre 2007: Anthony Forsythe, 26 anni, apprendista, viene travolto da un eurostar nella stazione di Torricola (Roma). 15 novembre 2006, Massimo Romano subisce lo stesso destino sulla linea Roma- Orte. Pochi giorni fa lo stesso accade all’esperto Bruno Pasqualucci, a Maccarese, e al giovanissimo Ricco, a Firenze Rifredi. Tutti lavoravano nella manutenzione, in piena notte, senza che nessuno si sia mai preoccupato – se non di fermare – quantomeno di rallentare la circolazione ferroviaria. «E’ ovvio che se c’è un guasto bisogna ripararlo il prima possibile; ma non è ammissibile che, per risparmiare cinque o dieci minuti di ritardo a treni che – come l’Intercity dalla Calabria – già ne portano a decine, si metta la gente in condizione di farsi ammazzare». Le «regole auree» della manutenzione sulle rotaie, elaborate ormai da oltre un centinaio di anni, dicono che qualsiasi operazione si deve fare con una «protezione» a monte e a valle del punto in cui si lavora. Ovvero con un uomo per ogni lato, il cui compito è solo avvertire dell’arrivo di un convoglio. «Nessuno dice che le tecniche antiche siano ancora le migliori; ma non è che, al tempo dei satellitari, si possano ancora mandare uomini sui binari – di giorno e ancor meno di notte – senza che niente li protegga”.
(fonte: Francesco Piccioni su "il manifesto" del 20.12.2009)

Muore l'operaio Armando Iannetta

Muore il macchinista Giuseppe Solinas

22 dicembre 2009
Scarlino (GR)
Linea
Pisa - Roma

(ANSA) - GROSSETO, 24 DIC - Un convoglio che trasportava gpl (gas propano liquido) e' stato fermato a Giuncarico, poco prima della stazione di Grosseto, l'altro ieri, intorno alle 18, perche' le ruote di un vagone erano in fiamme. Lo scrive il Tirreno precisando che e' stato un testimone, un automobilista, a segnalare la vicenda a vigili del fuoco e polfer, subito intervenuti. In una lettera inviata al quotidiano, una persona, forse un ferroviere, racconta di aver visto il treno entrare nella stazione 'con le ruote di un carro avvolte dalle fiamme' e di aver pensato subito alla strage di Viareggio. Il vagone e' stato sganciato e sottoposto a controlli mentre il convoglio ha proseguito il suo viaggio. L'ufficio stampa di Ferrovie dello Stato afferma che 'il treno e' rimasto con l'impianto frenante di un carro bloccato per diversi chilometri' e che quelle che si sono sprigionate dalle ruote erano 'solo scintille come se - spiega sempre l'ufficio stampa - una macchina procedess
e con il freno a mano tirato'. 'Ma il sistema di sicurezza che su tutta la rete rileva la temperatura - aggiunge Fs - aveva registrato il problema e il treno sarebbe comunque stato fermato piu' avanti. E' una situazione che puo' capitare, ma non c'e' stato alcun pericolo'.
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Da "Il Tirreno" del 24.12.09
Poteva essere una strage fotocopia. Grosseto come Viareggio: stessi vagoni e ancora Gpl. Fiamme e scintille già da Campiglia. In comune anche la provenienza: Trecate, in provincia di Novara
FRANCESCA FERRI

GROSSETO. Il carico era lo stesso, Gpl liquido altamente infiammabile. E anche la provenienza coincide perfettamente: Trecate, in provincia di Novara. Per questo, quando ha visto il convoglio entrare alla stazione di Grosseto «con le ruote di un carro avvolte dalle fiamme», il suo pensiero è andato a Viareggio dove, lo scorso mese di giugno, l’esplosione di un merci che trasportava appunto Gpl causò la morte di 32 persone.
All’indomani dell’incidente ai freni che martedì scorso ha coinvolto nei pressi di Giuncarico un treno merci carico di combustibile, una persona presente alla stazione di Grosseto, quasi certamente un addetto di turno quel pomeriggio che però mantiene l’anonimato, ha scritto una lunga lettera al Tirreno per raccontare quello che ha visto, peraltro confermato da Polfer e pompieri. E quello che poteva succedere.
Il treno è rimasto con l’impianto frenante di un carro bloccato per diversi chilometri tra Campiglia Marittima e il capoluogo maremmano. Da quelle ruote fuoriuscivano scintille che non sono passate inosservate agli automobilisti in transito, in quel momento, sull’Aurelia, parallela alla ferrovia. Alcuni di loro hanno chiamato subito i vigili del fuoco che hanno allertato la Polfer. Sono stati polizia e vigili, dopo un primo sopralluogo, a scortare il treno fino a Grosseto dove il carro è stato prima raffreddato e poi staccato dal resto del convoglio per consentire al treno di proseguire il suo viaggio verso sud. L’allarme da parte della polizia ferroviaria e dei macchinisti è scattato alle 17: il treno 50329 proveniente da Trecate Novara e diretto a Gricignano in provincia di Aversa - e carico di Gpl liquido fortemente infiammabile proprio come quello di Viareggio - era stato visto da più persone con ruote infuocate e forti scintillamenti tra Campiglia e Grosseto.
«All’arrivo nella stazione di Grosseto - racconta il testimone - lo scenario era a dir poco pauroso». Il treno è stato fatto fermare al binario 7 e controllato dal tecnico delle Ferrovie addetto alla sicurezza e dai pompieri, insieme alla Polfer. «Il teletermometro laser - scrive il testimone - segnava una temperatura di oltre 600 gradi [...]. Si è sfiorata davvero un’altra Viareggio».
Niente a che vedere con la tragedia dello scorso giugno, assicurano invece dall’ufficio stampa delle Ferrovie. «Si è trattato solo di una leggera frenatura alle ruote di un singolo carro - spiegano - che sono rimaste parzialmente bloccate dopo Campiglia e, nell’attrito, hanno prodotto delle scintille. Una situazione che può capitare, ma che non avrebbe mai potuto innescare problemi di sicurezza». Il sistema di rilevamento della temperatura delle boccole, fissato a intervalli regolari lungo i binari e che avvisa la centrale operativa in caso di eventuali surriscaldamenti, martedì scorso non ha segnalato niente di irregolare. «E in più - proseguono dalle Ferrovie - in quel treno c’è un sistema particolare di isolamento delle cisterne che sopporta temperature anche molto elevate».
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Da "Il Tirreno" 24.12.09
Poco prima quelle cisterne erano transitate anche sui binari della Versilia. Dopo 32 morti non è stato fatto ancora nulla.
FABRIZIO BRANCOLI

Trecate. Gricignano. Il Gpl. Il numero di serie quasi clonato. Alla vigilia di Natale, la notizia di quanto è accaduto a Grosseto sarà letta e vissuta dai viareggini con l’angoscia più profonda.
Il 29 giugno scorso un treno partito dallo stesso luogo, diretto nello stesso luogo, carico dello stesso liquido altamente infiammabile, ha devastato la vita di una città deragliando vicino alla stazione di Viareggio. Nell’urto con un elemento di metallo degli scambi ferroviari, una cisterna si è aperta come contro un apriscatole; e una lingua di fuoco ha aggredito un quartiere. Ha distrutto decine di case. E ha ucciso.
Trentadue vittime, l’ultima delle quali era una giovane donna di 36 anni, ecuadoreña, che ha lottato contro ustioni e infezioni per sei mesi e alla fine si è arresa. Ieri era all’obitorio dell’ospedale Versilia, vestita di bianco, con la bara aperta. Le abbiamo visto sul volto i segni delle ustioni. Si chiamava Elisabeth, faceva la baby sitter. Credeva che l’Italia fosse un bel posto.
Il treno di Grosseto era il 50329, quello di Viareggio si chiamava 50325. Il treno che ha percorso con fiamme e scintille la provincia di Grosseto è, appunto, partito da Trecate e diretto a Gricignano Aversa. La società di spedizione, secondo le prime ricostruzioni, era la Sarpom di Trecate (Novara). Il carro sarebbe di proprietà di una società non italiana.
Ma c’è un altro elemento che segna questa vicenda: ci è stato confermato da Trenitalia ieri sera. Prima di far scintille, innescando il panico tra gli automobilisti che l’hanno visto correre lungo l’Aurelia nel grossetano, il treno dell’altro ieri è transitato da Viareggio.
La storia del treno di Grosseto, vista da Viareggio, è agghiacciante.
Per i ferrovieri di Viareggio, e per l’Assemblea 29 giugno che proprio ieri sera si è riunita parlando anche di questo, «se queste informazioni risponderanno alla realtà, sarebbero drammatiche». Riccardo Antonini, rappresentante dell’assemblea, spiega: «Occorre verificare che il materiale fosse all’altezza di un trasporto del genere. E devono confermarci se è passato da Viareggio e a quale ora. Sarebbe una storia inaudita».
Sarpom significa “Società per azioni raffineria padana olii minerali”; produce circa il 7% dei prodotti petroliferi consumati in Italia (fonte www.esso.com), lavorando circa 7 milioni di tonnellate di greggio l’anno; occupa circa 400 addetti. La Esso detiene la maggioranza del pacchetto azionario (74,1%), il restante è di Erg. È lì, nella raffineria di Trecate, che è stato caricato il treno deragliato a Viareggio nella notte del 29 giugno. A dare il via libera al convoglio, secondo quanto riportato dal portavoce della Sarpom (ingegner Lentini) al quotidiano “La Stampa” il primo luglio scorso, sono stati, come di consueto, «gli uomini di Fs logistica».
Intanto, solo lunedì scorso le parole di Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie, hanno fatto il giro d’Italia innescando una rabbia semplicemente generale. In una conferenza stampa a Roma, riferendosi agli impressionanti disservizi per i viaggiatori ferroviari in questi giorni di maltempo, Moretti ha detto che chi si deve mettere in viaggio per lunghe percorrenze, come dal Nord alla Sicilia o viceversa, farebbe bene a «munirsi di panini e coperte, o almeno di un maglione in più», nel caso in cui «dovesse saltare la rete elettrica e quindi il treno fermarsi», con il rischio che manchi il riscaldamento nel convoglio.
I viaggiatori al gelo sono invitati a dotarsi di coperte e sandwich. Le ruote del carro di Grosseto, invece, surriscaldate e roventi, e c’è bisogno che i pompieri intervengano per raffreddarle in mezzo a una stazione, in preda alla tensione.
Il freddo e la freddezza, in ogni senso, di quella riflessione sulle coperte e i panini. Il caldo di quelle ruote a pochi centimetri da un materiale che ha ucciso trentadue persone.
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Di seguito pubblichiamo un'interrogazione, a cura di "Medicina Democratica", riguardante l'alto rischio d’incidente catastrofico legato alla movimentazione di cloro a e da Rosignano Solvay.

22 dicembre 2009
Rigoli (LU)
Linea
Lucca - Viareggio
Il 22 dicembre un treno passeggeri partito da Lucca e diretto a Pisa una volta giunto al passaggio a livello di Rigoli nel comune di San Giuliano Terme (PI), ha urtato la parte posteriore di un'autocisterna adibita al trasporto di carburante, fortunatamente al momento vuota, rimasta bloccata sui binari.
Subito allertati i Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Pisa intervenivano, sotto una pioggia battente, con due APS (autopompa serbatoio), una ABP (autobotte pompa) e una autogrù.
Fortunatamente il treno nell'impatto con il pesante mezzo non è deragliato, mentre quest'ultimo è stato sbalzato ad alcuni metri di distanza. Non ci sono stati feriti né vittime.
La linea ferroviaria Pisa - Lucca è rimasta interrotta per diverse ore.
(fonte: www.vigilidelfuoco.it)
28 dicembre 2009
Rigoli (LU)
Linea
Lucca - Viareggio
LUCCA - Un'auto e' stata speronata da un treno al passaggio a livello di via di san Donato . Tutto e' accaduto quanto una Mercedes stationvagon stava transitando sull'attraversamento ferroviario mentre sopraggiungeva il treno. Tutto e' accaduto lunedi' sera verso le 23 quanto una Mercedes stationvagon su cui si trovavano due coniugi, stava transitando sull'attraversamento ferroviario, nello stesso istante un treno sopraggiugeva da Viareggio. L'impatto e' stato violentissimo, nonostante il convoglio procedesse a bassa velocita'. L'auto e' stata speronata nella parte posteriore ed e' stata spinta contro il motore di una delle sbarre del passaggio a livello. Immediatamente su luogo sono arrivati i vigili del fuoco per mettere in sicurezza la vettura. I volontari del 118 invece hanno soccorso i due coniugi che non hanno riportato ferite, per i rilievi sono intervenuti anche i vigili urbani, la polizia di Lucca e gli agenti della ferroviaria di Prato. Secondo una prima ricostruzione fatta anche sulla base di una testimonianza al vaglio degli inquirenti, le sbarre del passaggio a livello che era chiuso, si sarebbero aperte pochi istanti prima che passasse il treno, lasciando via libera alle auto. La Mercedes e il motore della sbarra sono stati posti sotto sequestro dall'autorita' giudiziaria che sta cercando di ricostruire l'esatta sequenza dei fatti. La linea Lucca-Viareggio invece e' rimasta bloccata per varie ore.
(fonte: www.noitv.it)
 Anno
2008 Incidenti = 33 Macchinisti
morti = 1
Macchinisti
feriti = 4
Altri ferrovieri
morti = 8
Altri ferrovieri
feriti = 4
Viaggiatori
morti = 2
Viaggiatori
feriti = 77
29 gennaio 2008
Campodarsego (PD)
Linea
Padova - Bassano

CAMPODARSEGO. Quando ha visto l’operaio con la casacca catarifrangente arancione sbacciarsi lungo i binari Mosè Adriano Tenan, 54 anni, rodigino, macchinista del treno 5834 partito da Padova per Bassano alle 8,59, ha alzato lo sguardo e notato il tir fermo tra i binari. Trattenendo il fiato, ha tirato il freno di emergenza urlando poi ai passeggeri di buttarsi a terra. Grazie alla sua prontezza Tenan è riuscito a salvarsi la pelle e probabilmente a ridurre al minimo i danni: 19 feriti fra cui solo tre di media gravità. Ieri mattina alle 9,15, infatti, a Campodarsego, al passaggio a livello di via Marcello, poteva essere una strage. Una strage stupida, come stupido (da una prima ricostruzione) sembra il gesto del camionista polacco Krzysztof Pabis, 28 anni, che dopo aver sbagliato strada (doveva portare il carico alla Scapin Legnami di Cavino), ha deciso non si sa per quale motivo di attraversare il passaggio a livello con il semaforo rosso acceso e le sbarre in movimento, rimanendo così intrappolato. Poi, preso dal panico, è prima sceso e poi rimasto nella cabina. Il treno, quindi, pur in frenata, ha dilaniato il cassone lasciando integra la cabina. Pabis è stato denunciato per disastro ferroviario colposo. La linea è rimasta chiusa 7 ore.
Treni in tilt. Sette ore di paralisi totale dei convogli da e per Padova sia per i treni diretti a Bassano che per quelli per Calalzo, dato che da Padova fino a Camposampiero la linea è la stessa (solo successivamente si sdoppia). Sette ore durante le quali decine di operai delle Fs e diverse squadre dei vigili del fuoco si sono avvicendate per ore, per togliere la carcassa del camion (con il suo carico di legname) dai binari e far ripartire il treno (con il muso fracassato) per riportarlo nella stazione di partenza. Un superlavoro. Come quello dei 15 operatori del Suem, che, poche ore prima, ottimamente coordinati dai colleghi della centrale del 118 di Padova, con l’ausilio di cinque ambulanze e un elicottero, hanno trasportato tutti i feriti (rispettando i codici di gravità) a destinazione in pochissimo tempo e in modo da non causare ingorghi nei vari Pronto soccorso.
Diciannove feriti. Nove persone sono state portate a Camposampiero, sei a Cittadella, quattro a Padova. Fra loro anche una donna incinta al sesto mese. La maggior parte dei feriti è stata medicata e dimessa in giornata. L’autista del tir polacco è stato sottoposto anche ad alcoltest ma è risultato negativo.
Gli altri passeggeri, invece, sono stati fatti trasbordare su un pullman che li ha portati a destinazione. Per tutta la giornata le Ferrovie hanno predisposto un servizio di bus sostitutivi di collegamento tra Padova e la stazione di Campodarsego, in modo da bypassare il luogo dell’incidente.
Danni per milioni. Nel frattempo i referti medici dei feriti sono stati inviati in procura a Padova. Il pm Silvia Baccaglini, infatti, ha aperto un’inchiesta le cui indagini sono state affidate alla Polfer. L’ipotesi di reato è disastro ferroviario colposo. Il risarcimento dei danni non è ancora stato stimato. Ma fra locomotore distrutto, danni a terzi, e treni soppressi, si parla già di milioni di euro.
Un boato tremendo. Ore 9, 15 minuti e 23 secondi. E’ questo l’orario segnato sui documenti delle Ferrovie. L’ora del disastro. Della scampata strage. A bordo del Padova-Bassano, infatti, c’erano circa 60 passeggeri. Lo scontro con il camion è stato tremendo. C’è chi fra i residenti ha scambiato il rumore per il boato sordo che si sente prima dei terremoti ed è uscito in strada. Dentro al convoglio invece il panico si è sciolto in lacrime a poco a poco, con la consapevolezza che non c’erano morti, ma solo sopravissuti. Sopravvissuti a una sciagura dominata dalle casualità.
Sopravvissuti per caso. Infatti, solo il caso ha guidato il polacco Krzysztof Pabis in via Marcello (l’autista doveva svoltare in via De Toni, ma ha sbagliato). E sempre il caso ha voluto che alle 9 e 15 minuti e 23 secondi, al chilometro 37,319 della linea Padova-Bassano, ci fosse una squadra di operai delle Fs, appena scesa dal furgone per effettuare un controllo di routine sul passaggio a livello. Sono stati loro a dare soccorso al camionista, ma soprattutto a correre lungo i binari da entrambe le direzioni, per intercettare il treno, il cui arrivo imminente era stato annunciato dalle sbarre che si erano abbassate.
Gli operai eroi. Maurizio Marcello di San Martino di Lupari, Enrico Piva di Tezze sul Brenta e Giuseppe Ferri di Castelfranco si sono sbracciati finché uno di loro è stato visto dal macchinista del treno 5834 che ha tirato «la rapida», il freno che si utilizza in questi casi. E ancora il caso ha voluto che a bordo del convoglio ci fossero Mosè Adriano Tenan e il collega Ivano Cagnato, 57 anni, sempre di Rovigo, due ferrovieri con più di 30 anni di esperienza sulle spalle che hanno fatto anche di più di ciò che dovevano, cioè hanno inconsapevolmente cambiato i destini dei sessanta passeggeri saliti a Padova. Non ci sono stati morti: solo un caso, dunque. E dopo lo schianto si sono scatenate le polemiche.
(fonte: www.espresso.repubblica.it)

19 feriti

6 marzo 2008
Milano
Linea
Torino - Milano

L'uomo era responsabile di un cantiere Un operaio di una ditta che lavora per conto delle Ferrovie dello Stato è stato travolto e ucciso da un treno in transito. E' accaduto a Milano sulla linea che collega il capoluogo lombardo con Torino. Nel punto dove è avvenuto l'incidente c'è un cantiere, che stava per aprire, per alcuni lavori sulla massicciata. La vittima, 56 anni, era il responsabile del cantiere ed è morto poco dopo l'arrivo dei soccorsi. L'incidente si è verificato nella notte tra mercoledì e giovedì in via Cristina Belgioioso, alla periferia del capoluogo lombardo. Subito i colleghi del responsabile del cantiere hanno allertato i soccorsi, ma l'uomo è morto poco dopo l'arrivo dell'ambulanza del 118. La vittima si chiamava Carlo Pistoni e aveva 56 anni. L'uomo era il capocantiere e lavorava per la ditta "Costruzione Linee Ferroviarie s.p.a." (CFL). Era residente nella provincia di Parma. Secondo quanto hanno raccontato i macchinisti alla polizia ferroviaria della sezione Milano Garibaldi, il treno era partito da circa quattro minuti quando ha incontrato sul suo percorso un gruppo di operai che camminava lungo i binari. Pistoni, in particolare, era al centro del binario con le spalle rivolte al treno in corsa. I macchinisti hanno attivato il segnalatore acustico e hanno provato a frenare ma l'impatto è stato inevitabile. Il treno viaggiava alla velocità di circa 105 km orari. Le Ferrovie dello Stato hanno precisato che l'operaio lavorava per una ditta appaltatrice della società Metro Milano che sta realizzando la fermata Rho Fiera. La CLF, cooperativa di cui l'operaio era dipendente, aveva richiesto a Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) l'autorizzazione ad accedere nell'area ferroviaria per effettuare lavori notturni. L'autorizzazione concessa prevedeva un'interruzione della circolazione ferroviaria a partire dall'1.30. L'investimento è avvenuto a mezzanotte e trenta. (Agenzia TG COM).

Muore l'operaio Carlo Pistoni

10 marzo 2008
Senetica di Ospitale,
Bondeno (FE)
Linea
Ferrara - Mantova
(Ferrovie dell'Emilia Romagna)

UNA FRENATA, la luce che si spegne e poi il botto. I passeggeri del treno che ieri sera ha urtato il rimorchio di un camion non scorderanno mai la paura provata in quei momenti. Ma, per fortuna, gli unici segni che porteranno con loro saranno nella memoria: nessuno è rimasto ferito. Alle 19.40 di ieri sera un treno passeggeri regionale Fer (Ferrovie dell’Emilia-Romagna), composto dal locomotore e da un’altra carrozza, che viaggiava sulla linea Ferrara-Mantova si è scontrato con un camion al passaggio a livello a Senetica di Ospitale, nel Bondenese.
IL CONVOGLIO ha centrato il rimorchio del tir, che trasportava materiale edile e che, secondo i primi rilievi, sarebbe rimasto incastrato nel passaggio a livello: in pratica non sarebbe riuscito a uscire prima della chiusura della sbarra. A causa dell’impatto, entrambe le carrozze del treno sono deragliate dai binari.
Giulia Evangelisti, 21enne di Felonica (Mantova), era seduta, con le spalle rivolte alla direzione di marcia, in una delle prime file di sedili della carrozza di testa, quella che funge anche da locomotore.
«E’ stato tremendo — racconta poco dopo il fatto — non me lo scorderò mai più. Nella carrozza con me c’erano due mie amiche e altre due o tre persone. All’improvviso abbiamo sentito un forte fischio e ci siamo resi conto tutti che era stato azionato il freno d’emergenza. Poi ho visto la faccia della mia amica seduta di fronte a me e mi si è gelato il sangue: era spaventatissima. Un secondo dopo ho capito perché: gli autisti del treno e i controllori stavano correndo fuori dalla cabina di pilotaggio. Poi si è spenta la luce e abbiamo sentito un gran botto».
LA VOCE di Giulia trema ancora per la paura: «Dopo l’urto ci hanno detto di scendere perché si sentiva odore di nafta. L’incubo è finito solo quando siamo usciti dal treno. Stavamo tutti bene: noi passeggeri (nella seconda carrozza c’erano una quindicina di persone, ndr), il personale del treno e l’autista del camion. Ma la scena che ho visto era agghiacciante: il treno deragliato e il camion distrutto».
SUL POSTO sono intervenuti il 118, i vigili del fuoco di Ferrara e i volontari di Bondeno, i carabinieri della stazione di Bondeno e del Norm di Cento. Per fortuna, nessuno è rimasto ferito: soltanto una mamma e la figlia sono state accompagnate all’ospedale di Bondeno dai sanitari del 118 per piccole escoriazioni.
Sul fatto saranno avviate le inchieste della Fer e dei carabinieri per accertare eventuali responsabilità per quanto accaduto.
(fonte: il Resto del Carlino on line)

10 marzo 2008
Termoli (CB)
Linea
Pescara - Bari
Tanta paura ma per fortuna nessun ferito grave. Erano le 9,35 di questa mattina 10 marzo quando un treno regionale diretto a Foggia ha travolto una ruspa che stava lavorando sulla ferrovia all’altezza del mobilificio Arlem di via Corsica. Il convoglio senza passeggeri era partito da pochi minuti dalla stazione di Termoli quando c’è stato il violento impatto. Non sono ancora chiare le cause dello scontro e perché il macchinista non abbia visto l’escavatore che stava svolgendo lavori di manutenzione proprio sulla rete ferroviaria. L’operaio che si trovava sulla ruspa ha fatto appena in tempo a mettersi in salvo e a saltare dal mezzo che questo si è accartocciato sotto le pesanti rotaie di ferro del treno. Tanta la paura e fortunatamente l’unico che è rimasto lievemente ferito con l’impatto è stato il macchinista. Sul posto dell’incidente, un po’ difficile da raggiungere perché si trova ai piedi di una scarpata, gli agenti della Polfer, della polizia, il 118 e un’ambulanza della Misericordia. Gli agenti ora stanno lavorando alla ricostruzione della dinamica. Stanno interrogando il macchinista per capire se avesse visto l’escavatore, se era stato avvisato che c’erano lavori in corso, se i freni del convoglio hanno funzionato correttamente. Tutti interrogativi a cui nel giro di poche ore si avrà una risposta.
La linea adriatica per ora è stata chiusa alla circolazione.

11 marzo 2008
Bardonecchia (TO)
Linea
Torino - Modane
(ANSA) - TORINO, 11 MAR - La linea ferroviaria che da Torino porta a Parigi e' interrotta dalle 8.40 di stamani perche' un lomotore ha urtato di striscio una benna (il braccio mobile di una gru) impiegata per lavori sulla massicciata ferroviaria.
E' accaduto dopo la stazione ferroviaria di Bardonecchia (in alta Valle di Susa) a pochi distanza dall'imbocco della galleria italo-francese del Frejus. L' incidente non ha avuto conseguenze per il macchinista del locomotore, che non trainava carrozze, ne' per gli operai impegnati nei lavori, ma ha provocato il blocco di un Tgv partito da Torino e diretto a Parigi che e' stato fermato nella stazione di Bardonecchia, in quanto, proprio per i lavori sulla massicciata, stamani il traffico si svolgeva su un solo binario ora occupato dal locomotore incidentato. Le Ferrovie dello Stato hanno assicurato che si tornera' alla normalita' entro la mattinata.
26 marzo 2008
Stazione di
Firenze Castello
Linea
Roma - Bologna

Il treno IC 704, diretto a Bologna, deraglia con un carrello all'altezza della stazione di Firenze Castello, a pochi chilometri da Firenze SMN. Nell'incidente, la seconda carrozza si presentava con il secondo asse del primo carrello sviato. Nessun ferito.
(fonte:www.forum-duegieditrice.com)

Per guardare alcune foto, visita il sito www.trenomania.org

3 aprile 2008
Centallo (CN)
Linea
Fossano - Cuneo

Un manutentore della squadra di impianti elettrici delle ferrovie è rimasto folgorato dai cavi dell'alta tensione nei pressi della stazione ferroviaria di Centallo, nel cuneese. Si chiamava Aldo Botasso, aveva 52 anni ed era padre di due figli. La tragedia è avvenuta nei pressi del cavalcavia ferroviario in zona San Biagio, in direzione Roata Chiusani poco dopo le 13.30 mentre l'operaio era impegnato nella manutenzione sui pali dell'alta tensione. Le Ferrovie dello Stato hanno precisato che l' operaio «è stato colpito mentre stava effettuando un intervento di manutenzione al trefolo di guardia, filo in acciaio privo di tensione elettrica». «Per motivi da accertare - proseguono le Ferrovie dello Stato - durante i lavori l'operaio si è spostato con parte del corpo in una zona elettricamente non sicura, rimanendo folgorato. Inutili i soccorsi dei colleghi e del 118, il cui personale e' giunto sul posto anche con l'elicottero, ma per l'uomo non c'e' stato nulla da fare. Ne e' seguito il sopralluogo di Vigili del Fuoco, Carabinieri e tecnici Spresal per cercare di ricostruire la dinamica dell'accaduto. Secondo la ricostruzione di due colleghi che sono subito accorsi sul posto - avrebbe fatto una manovra sbagliata toccando un cavo da cui è partita una scarica da 3.000 volt che lo avrebbe sbalzato a diversi metri di distanza dal traliccio su cui stava lavorando ed è morto sul colpo. Sull'incidente mortale la magistratura ha aperto un'inchiesta.

Muore l'operaio Aldo Botasso

9 aprile 2008
Broni (PV)
Linea
Piacenza - Alessandria
L'intercity 560 Bari-Torino, si è scontrato alle 16.30, all'altezza della strada provinciale delle Saline nel comune di Santa Giuletta (Pavia), con un camion abbandonato sui binari ad un passaggio a livello fra Broni e Voghera (sulla linea Piacenza-Alessandria). L'autista del camion non è riuscito a superare il passaggio a livello prima che le sbarre si abbassassero e vedendo sopraggiungere il treno ha abbandonato, spaventato, il mezzo sui binari. Non ci sono stati feriti, nè tra i passeggeri, nè tra il personale ferroviario, soltanto il treno è stato danneggiato e non ha potuto proseguire la corsa. Trenitalia - informa una nota - «ha subito attivato dei servizi sostitutivi e un adeguata assistenza ai passeggeri, due dei quali non vedenti». Attualmente la circolazione sul tratto di linea è stata interrotta e le squadre di pronto intervento delle Ferrovie stanno già lavorando per riattivare al più presto la circolazione. Le Ferrovie dello Stato sottolineano, nel comunicato, che questi episodi «irresponsabili» vanno evitati «sia per non interrompere la circolazione ferroviaria, sia per non compromettere la sicurezza e l'incolumità dei viaggiatori». (ANSA).
13 aprile 2008

La locomotiva di coda del treno 9437 (ETR 500) alla velocità di oltre 200 Km/h ha perduto l'intero tetto. Il pezzo di peso e dimensioni notevoli è volato danneggiando la linea aerea ed è stato investito dal treno 9396 effettuato con un pendolino 460. Non si trattava né di un"corpo estraneo" come comunicato dalle FS né della sola botola come da noi anticipato, ma dell'intero imperiale.
Solo per pochi secondi non c'è stato l'impatto con la cabina di guida del treno incrociante con conseguenze drammatiche per i due macchinisti. Per il PdM alla guida del 9396, di Roma S. Lorenzo, fortunatamente solamente tanto spavento, mentre i macchinisti del 9437, anch'essi di Roma, non si sono accorti di nulla perché il pezzo volato dalla locomotiva di coda trovandosi "dietro" ai pantografi non ha danneggiato alcuna apparecchiatura di bordo ma causava solo l'intervento della sottostazione elettrica.
Ancora una volta per cause fortuite non c'è stato uno svio dalle conseguenze disastrose ma soltanto danni al materiale e la rottura di molti finestrini per il sollevamento del pietrisco.
Restiamo sbalorditi ed estremamente preoccupati dalla leggerezza con cui avvengono le lavorazioni ai treni e dall'impunità dei responsabili. Inoltre il tentativo di disinformare gli utenti ed i lavoratori con comunicati reticenti e fuorvianti (l'ufficio stampa ha dichiarato "un corpo estraneo sui binari") dimostra la mancanza di trasparenza nei confronti dell'opinione pubblica e, forse, addirittura il tentativo di nascondere i fatti.
Non è ammissibile che non ci siano protocolli e procedure per la verifica delle condizioni dei mezzi prima che questi vengano rimessi in esercizio.
I dirigenti responsabili della manutenzione degli etr, invece di passare il tempo ad intimidire telefonicamente i ferrovieri che adottano comportamenti di tutela, dovrebbero occuparsi di svolgere bene il proprio compito, a cominciare dalla qualità delle procedure di lavorazione per garantire la sicurezza di tutti, viaggiatori e ferrovieri.
(fonte: redazione di "ancora IN MARCIA!"

16 aprile 2008
Castiglion Fiorentino (AR)
Linea
Firenze - Roma
(ANSA) - AREZZO, 16 APR - Principio di incendio in una carrozza ferroviaria. E' successo alle 15,45 sul treno regionale numero 1808 partito da Roma e diretto a Firenze. Le fiamme si sono sviluppate mentre il treno stava arrivando alla stazione di Castiglion Fiorentino dove il convoglio si e' fermato. I passeggeri sono subito scesi. Poco dopo sono giunti i vigili del fuoco di Cortona che hanno spento l'incendio che era partito da un pannello elettrico. Il treno e' stato fermato nella stazione di Castiglion Fiorentino e successivamente trasferito a Firenze.
I passeggeri hanno dovuto attendere quasi un'ora prima di poter essere 'recuperati' da un regionale che li ha portati alle stazioni di destinazione. Nessun danno alle persone, solo un po' di spavento ed un discreto ritardo nella tabella di marcia. (ANSA.).
22 aprile 2008
Coronella (FE)
Linea
Bologna - Venezia

Ferrara, 22 aprile 2008 - Un operaio bosniaco di 21 anni - Adis Masinovic, residente nella provincia di Treviso - che lavorava in un cantiere della provincia di Ferrara limitrofo alla ferrovia per la costruzione di un sovrappasso, è morto dopo essere stato investito dall'Eurostar 9463 Venezia- Roma nei pressi della stazione di Coronella, tra Bologna e Ferrara.
L'incidente è avvenuto questa mattina attorno alle 8: l'uomo, che pare fosse al primo giorno di lavoro, con una motosega in mano, si trovava inspiegabilmente sui binari, quando è arrivato il treno. Secondo una prima ipotesi investigativa della Polfer, probabilmente voleva solo attraversare per andare a tagliare della legna o degli arbusti lì vicino. Sono comunque in corso indagini della magistratura e della polizia scientifica per accertare l'accaduto.
Il traffico ferroviario è stato bloccato, ed è ripreso regolarmente solo alle 11.45: i treni a lunga percorrenza hanno accumulato ritardi attorno ai 90 minuti, mentre si sono trovate soluzioni alternative per i treni regionali, anche con l'ausilio di autobus.
(fonte: Il Resto del Carlino)

Muore l'operaio Adis Masinovic

17 maggio 2008
Bibbona (LI)
Linea
Pisa - Roma

CECINA (LI) - Poteva diventare davvero una tragedia. Era mezzogiorno e l'Intercity che da Roma si stava dirigendo a Torino stava attraverso la provincia livornese. Più esattamente si trovava tra Bolgheri e Cecina e stava arrivando verso Livorno. In direzione opposta, cioè verso sud, viaggiava invece un treno merci, apparentemente vuoto, cosiddetto "demolendi". Proprio quando i due convogli sono passati l'uno vicino all'altro, per pura coincidenza (che poteva diventare drammatica), un portellone di un carro (del tipo senza tetto) del treno merci si è staccata, colpendo l'Intercity su un lato.
L'impatto, per fortuna, è avvenuto in un solo punto, ed ha determinato la disintegrazione del "doppio vetro" di un finestrino, lasciando una "ferita" ai margini dello stesso, sulla lamiera della carrozza. Per fortuna il pannello ha colpito l'Intercity non dalla parte degli scompartimenti (dove si trovavano tutti i passeggeri), ma dalla parte del corridoio, dove per fortuna, in quel momento, non si trovava nessuno. Le schegge di vetro sono schizzate verso gli scompartimenti e la pioggia di frantumi ha avvolto i passeggeri.
Immediatamente è partita la chiamata al 118 e alla stazione di Cecina (la prima più vicina) sono arrivate le ambulanze della Pubblica Assistenza. Tuttavia le ferite riportate dai passeggeri del treno erano tutt'altro che preoccupanti, tanto che sono stati curati senza essere trasportati al pronto soccorso.
L'incidente ha determinato, inevitabilmente, la sospensione della circolazione per alcune ore, necessarie alla ricerca ed al ritrovamente del portellone.

Feriti 5 viaggiatori

23 maggio 2008
Cassago (LC)
Linea
Monza - Lecco

Un 24enne di Cassago, Michele Valnegri, ha perso la vita in uno spaventoso quanto incredibile incidente. Il fuoristrada sul quale viaggiava assieme a due altri giovani è stato investito in pieno dal treno poco fuori la stazione di Cassago. Ancora tutta da chiarire la dinamica dell'incidente. Sembra però, da una prima ricostruzione che i tre ragazzi a bordo di un Defender siano entrati nella zona ferroviaria attraverso un vecchio passaggio a livello incustodito e da lì abbiano raggiunto le vicine balze per salirvi e discendere in una sorta di "autocross". A un certo punto il fuoristrada sarebbe finito sulla massicciata e le ruote si sarebbero incastrate fra i binari. Il quel mentre sopraggiungeva un convoglio. Due giovani sono riusciti a balzare fuori dal mezzo mentre il terzo, forse lo stesso conducente non ha fatto in tempo a scendere. Il treno è piombato sul fuoristrada scaraventandolo a decine di metri di distanza. Per il ragazzo non c'è stato nulla da fare. E' deceduto sul colpo. Gli altri due giovani sono stati trasportati dai mezzi di soccorso al Manzoni e al Mandic ma le loro condizioni non destano preoccupazione. Sembra che a parte qualche escoriazione e leggere ferite siano soltanto in stato di fortissimo choc. Da alcune testimonianze ancora tutte da verificare pare che il mezzo non fosse l'unico entrato nell'area ferroviaria. Ma ve ne fosse almeno un altro. Forse addirittura due. Sul posto sono accorsi vigili del fuoco, sanitari del 118 e carabinieri. L'area è stata transennata. Sono arrivati anche i genitori dei ragazzi e altri genitori e ci sono stati m,omenti di tensione nei confronti del Comune e delle Ferrovie per la mancata messa in sicurezza del passaggio a livello abbandonato.
[fonte: www.merateonline.it]

Muore Michele Valnegri, di 24 anni

Due feriti

23 maggio 2008
Ospedaletto Euganeo (PD)
Linea
Mantova - Monselice

(ANSA) - PADOVA, 23 MAG - Un ferito grave e circolazione ferroviaria interrotta dalle 9 di questa mattina tra Ospedaletto Euganeo ed Este. Sulla linea Mantova-Monselice, per un incidente provocato da un furgoncino ad un passaggio a livello. Il ferito, in prognosi riservata a Padova, e' un tunisino che era al volante del furgone che ha attraversato i binari. Tutti illesi, invece, i conducenti e i 150 passeggeri del treno. La circolazione e' continuata con i bus.

Ferito gravemente un cittadino tunisino.

30 maggio 2008
Termoli (CB)
Linea
Termoli - Foggia

E' stata solo la buona sorte e la prontezza di spirito dell'operaio di una società elettrica a evitare che l'incidente ferroviario di questa mattina assumesse il connotato della tragedia.
Mancavano pochi minuti alle 10, quando lungo la linea ferroviaria Termoli - Foggia, poco a sud della città adriatica, un convoglio composto da tre elettromotrici in corso di prova e dirette nella stazione dauna, ha investito un piccolo escavatore che stava operando a ridosso dei binari.
L'impatto è stato inevitabile con i treno che ha travolto il mezzo meccanico stritolandolo e terminando la sua corsa al di fuori della sede dei binari.
Per fortuna l'operaio ha sentito in tempo l'arrivo del convoglio ferroviario, lanciandosi fuori dalla cabina dell'escavatore, riuscendo a mettersi in salvo ricadendo sulla scarpata.
Uno dei due macchinisti alla guida dell'elettromotrice, invece, ha patito alcune contusioni ed è stato trasportato in ospedale, in preda allo spavento.
Gravissime le ripercussioni sul traffico ferroviario che dal momento dell'incidente è stato subito bloccato nelle due direzioni, in attesa dell'arrivo di un carro attrezzi da Foggia, appositamente predisposto per questo tipo di interventi.
Ferrovie Italiane, intanto, ha attivato un servizio sostitutivo di trasporto su gomma tra le stazioni di Termoli e San Severo, che ha trasbordato i passeggeri dei treni rimasti fermi nelle due stazioni.
Secondo una prima valutazione effettuata dall'ente ferrovie il ritardo accumulato dai convogli non dovrebbe aver superato le due ore e mezza.
Resta ora da comprendere il perché l'escavatore stesse operando a ridosso dei binari, in coincidenza con il passaggio dei convogli ferroviari.
(fonte: TermoliOnLine)

Ferito un macchinista

2 giugno 2008
Pesaro
Linea
Rimini - Ancona

(ANSA) - PESARO, 2 GIU - Un locomotore diretto a sud ha preso fuoco oggi pomeriggio alle 18 lungo la ferrovia adriatica, tra Gabicce e Pesaro. I macchinisti se ne sono accorti in tempo e hanno chiamato tempestivamente i vigili del fuoco.
In pochi minuti, i pompieri sono intervenuti sul posto mettendo in sicurezza il convoglio, l'Intercity 559 Torino-Bari, e tranquillizzando circa 200 di passeggeri che viaggiavano sul treno. L'incidente, dovuto a un'avaria del locomotore, ha bloccato il traffico lungo la linea per tre ore, poco prima della galleria del Boncio. Il convoglio e' stato agganciato ad un altro locomotore e trainato fino alla stazione di Pesaro.
Molti disagi per i passeggeri, che in attesa del secondo locomotore, erano scesi a terra.
I viaggiatori riceveranno bibite e assistenza alla stazione di Pescara.

3 giugno 2008
Ancona
Linea
Rimini - Ancona

Collisione questa mattina, intorno alle 7,30, lungo la linea ferroviaria Adriatica fra il treno regionale 12003 Pesaro-Termoli e un locomotore sul binario tre all'ingresso della stazione di Ancona. Sono una cinquantina i passeggeri rimasti feriti, ma tutti fortunatamente in modo lieve. Sono stati in parte medicati da un'automedica giunta sul posto, in parte avviati al pronto soccorso dell'ospedale regionale di Torrette e a quelli di Osimo e Chiaravalle.
La collisione è avvenuta fra una motrice all'uscita della stazione ferroviaria di Ancona e il treno regionale (il Pesaro-Termoli) con dei pendolari a bordo. Nell'impatto uno dei due macchinisti ha sbattuto un ginocchio ed è stato ricoverato in ospedale.
Secondo una prima ricostruzione, il treno stava arrivando a velocità ridotta alla stazione di Ancona; sullo stesso binario si trovava, per cause ancora da accertare, il locomotore. Il macchinista del regionale ha subito azionato i freni e l'impatto con il locomotore è stato quindi attutito, grazie anche ai respingenti. In pratica, non c'è stato il deragliamento del treno, ma una sorta di tamponamento.
I passeggeri che si erano già alzati dai sedili ed erano in attesa di scendere hanno subito il contraccolpo maggiore, e hanno riportato in generale il cosiddetto 'colpo di frusta' o lievi contusioni al capo. Quelli che non avevano bisogno di accertamenti medici sono stati trasferiti su un altro convoglio per proseguire il viaggio verso Termoli. Il treno è stato intanto instradato su un binario inattivo per essere sottoposto a verifiche tecniche. Il traffico ferroviario non si è mai interrotto.
Intanto, la Polfer sta procedendo agli accertamenti, mettendo a verbale le dichiarazioni dei due macchinisti e del capostazione. Saranno inoltre sequestrati i tabulati dei piani semaforici per capire come mai il locomotore si trovasse ancora sul binario all'arrivo del treno regionale.
(fonte: ilrestodelcarlino.it)

Ferito un macchinista .
50 feriti lievi fra i viaggiatori.

5 giugno 2008
Campi Salentina (LE)
Linea
Lecce - Martina Franca
(FSE)

Poteva trasformarsi in una tragedia l’incidente avvenuto poco dopo le 13.30 nei pressi della stazione ferroviaria di Campi Salentina. Un treno delle Ferrovie Sud Est, una littorina di quelle che attraversano la linea Lecce-Martina Franca, ha letteralmente travolto e spezzato un autocarro Renault Master di proprietà di un commerciante di biancheria intima. L’uomo, M.P., 44enne originario di Carmiano, stava proprio raggiungendo il comune di residenza dopo la mattinata di lavoro trascorsa al mercato settimanale del centro nord-salentino. All’altezza del passaggio a livello della stazione ferroviaria l’incidente: l’uomo, con il suo camion carico, ha attraversato le barriere già azionate ma non ha evitato di rimanere incastrato. A quanto se ne sa, le barriere si erano azionate proprio in quegli istanti e il giovane effettuato la manovra senza accorgersi della chiusura in atto.
Tra l'altro, il segnale semaforico con la luce rossa è scarsamente visibile per chi arriva da via dei Martiri, ostruito nella visuale da un obsoleto cartello stradale con indicazioni per Taranto e Guagnano. Il commerciante è sceso dal mezzo facendo evidenti segni ai macchinisti del treno in arrivo, che hanno tentato di arrestare la corsa senza riuscirvi, pur avendo il segnale del via libera. L’impatto con la littorina è stato violentissimo, ma fortunatamente non ha causato feriti. Tanta paura per il commerciante riuscito comunque a mettersi al riparo. Il furgone, colpito posteriormente, è andato completamente distrutto, finendo in una scarpata laterale. Forte lo spavento per gli occupanti del treno proveniente da Novoli e diretto a Manduria. Sull’episodio indagano i carabinieri della Compagnia di Campi Salentina e gli agenti della Polizia Municipale. I danni sono in corso di quantificazione e coperti da assicurazione. Restano da accertare la cause dell’impatto e le eventualità responsabilità. L'incidente ha provocato l'interruzione del servizio fino alle 16 inoltrate.
(fonte: lecceprima.it)

6 giugno 2008
Gela (CL)
Linea
Siracusa - Caltanissetta
(ANSA) - GELA (CALTANISSETTA), 6 GIU - Un incendio ha parzialmente distrutto la locomotrice di un treno ferma nella stazione di Gela (Cl). I vigili del fuoco sono stati impegnati dalle 5 alle 7 di stamani per spegnere le fiamme. L' incendio sarebbe di natura accidentale: una scintilla avrebbe fatto divampare il gasolio contenuto nel serbatoio.
10 giugno 2008
Imperia

Genova, 11 giu. - (Adnkronos) - Un operaio di 42 anni, Bortolo Strambini, originario di Sondrio, e' morto questa notte a Imperia in un incidente avvenuto nei cantieri per il raddoppio della linea ferroviaria Genova-Ventimiglia. L'operaio stava lavorando nella galleria Poggi in fase di costruzione, all'altezza di via Ballestra, al Prino, alle 21.30 circa e' rimasto travolto dal crollo di una centina, struttura di sostegno che serve ad armare la volta della galleria. Sono intervenuti vigili del fuoco, polizia e 118, ma i tentativi di rianimazione sono stati vani. Sul caso ha aperto un'inchiesta il pm Filippo Maffeo.
(Leggi anche la notizia apparsa su riviera24.it)

Muore l'operaio Bortolo Strambini

13 giugno 2008
Catania

Catania, 14 giu. (Adnkronos) - Francesco Immariso, l'operaio di 53 anni di Santo Stefano di Camastra, in provincia di Messina, precipitato ieri da una impalcatura a Catania, compiendo un volo di ben quattro metri ferendosi gravemente, e' in gravi condizioni ricoverato nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Cannizzaro. L'incidente si e' verificato in un cantiere di viale Africa dove sono in corso i lavori per il raddoppio del tratto ferroviario.
Intanto è stata rinviata a lunedi' prossimo l'autopsia sul cadavere di Domenico Cagnina, l'operaio 44enne morto ieri mattina all'interno della Centrale Enel di Termini Imerese (Palermo), dopo essere caduto da una impalcatura. Cagnina, contrattista a tempo determinato di una ditta che aveva vinto un appalto all'interno della Centrale, era sposato e aveva quattro figli.

21 giugno 2008
Vipiteno (BZ)
Linea del Brennero

VIPITENO (BOLZANO) - Da questo pomeriggio la linea ferroviaria del Brennero è interrotta: sono finiti fuori dai binari due carri merci di un convoglio di rifiuti provenienti dalla Campania e diretti in Germania. I due carri si sono leggermente inclinati ma sono rimasti comunque chiusi, senza fuoriuscita di materiale e senza feriti. In serata il resto del convoglio ha lasciato la stazione di Vipiteno diretto in Germania. La linea ferroviaria tornerà alla normalità solo domattina.
L'incidente è accaduto poco dopo le ore 16 alle porte di Vipiteno, cittadina a ridosso del confine con l'Austria, lungo una delle linee ferroviarie più importanti d'Europa. Secondo quanto riferito dalla Polfer, si trattava di un lungo convoglio proveniente dalla Campania, una ventina di carri in tutto. Mentre il treno viaggiava a 70 km orari, gli ultimi sei carri del convoglio si sono incredibilmente staccati, i due di coda sono anche usciti dai binari inclinandosi sulla massicciata ma restando comunque ben sigillati, senza che uscissero rifiuti. Del resto non si tratta di rifiuti tossici, come prevedono anche gli accordi con la Germania.
Tutto il traffico lungo la linea del Brennero è stato così bloccato. I treni passeggeri nelle due direzioni sono stati fermati a Brennero e a Fortezza, nelle stazioni immediatamente più vicine a Vipiteno, organizzando un servizio di trasbordo su bus: un bel fastidio anche per chi va o torna delle vacanze.
Per rimuovere i due pesanti carri e riaprire la linea ferroviaria ci vogliono però autogrù e attrezzature particolari che stanno per arrivare sul posto da Bolzano. Le Fs, in un primo tempo, prevedevano che nella notte tutto sarebbe tornato alla normalità. Poi un nuovo comunicato fa sapere che la normale circolazione verrà ripristinata domattina. Intanto, eccettuati i due vagoni deragliati ed un terzo carro, il resto del convoglio con i rifiuti provenienti dalla Campania ha lasciato la stazione di Vipiteno diretto in Germania.
L'incidente non ha danneggiato la linea elettrica. Lungo la linea ferroviaria del Brennero ormai da quasi due anni viaggiano ogni giorno uno-due treni merci carichi di rifiuti provenienti dalla Campania e diretti agli inceneritori della Germania. Sinora non vi sono mai stati problemi particolari nè incidenti. L'unico inconveniente, segnalato da cittadini, è la puzza emanata dai carri in caso di sosta e quando le temperature sono elevate. In genere i treni viaggiano di notte.
L'Alto Adige, proprio per la sua collocazione geografica lungo l'asse del Brennero, è così una terra di transito per quanto riguarda i rifiuti. Proprio recentemente l'assessore provinciale all'ambiente Michl Laimer, ha quantificato in 1.000 tonnellate al giorno i rifiuti in viaggio verso nord.
(fonte: repubblica.it)

26 giugno 2008
Binari di Pisa Aeroporto
Stazione di Pisa C.le

TR 23437 SVIATO IN PROSSIMITA' DEL KM 81+500 SUI BINARI VERSO L'AEROPORTO, CON CADUTA DI UN PALO OCCUPANTE IL BINARIO DX TAGLIAFERRO (LINEA CONTIGUA). SI LAMENTA IL FERIMENTO DEL CAPOTRENO IN SERVIZIO. BINARIO PARI TF INTERROTTO CAUTELATIVAMENTE FINO ORE 17.20. BINARIO DISPARI TF RIATTIVATO ORE 18.18. TRENI DISPARI DA PISA C PER LIVORNO ISTRADATI VIA COLLODOCA O PARTITI A V.I. VIA TF SUL BIN DI DX . INTERVENUTO CARRO ATTREZZI GIUNTO DA LIVORNO.

Ferito il capotreno.

12 luglio 2008
Genova
(ANSA) - GENOVA, 13 LUG - Due carrozze del treno passeggeri 1621 Milano-Lamezia Terme sono ieri sera nella galleria che collega le stazioni genovesi di Piazza Principe e Brignole. Non ci sono feriti, anche perchè il treno procedeva a velocità molto bassa. Il convoglio era composto da sei bisarche e da cinque carrozze passeggeri (quattro a cuccette ed un vagone letto). Quando il treno era uscito già per metà dalla galleria e stava per fermarsi nella stazione di Brignole, sono uscite dai binari l'ultima bisarca e la prima vettura passeggeri. I viaggiatori hanno avvertito solo un forte sobbalzo. Non ci sono state scene di paura. I passeggeri, più di cento persone, hanno atteso che i ferrovieri dessero il permesso di scendere e, camminando sulla massicciata, per un centinaio di metri hanno raggiunto il marciapiede. Quindi sono stati radunati nell'atrio della stazione in attesa di notizie su come proseguire il viaggio. Preoccupati sono soprattutto i proprietari delle auto caricate sulla bisarca sviata che avevano a bordo delle auto tutti i loro bagagli. I tecnici delle ferrovie sono al lavoro per sganciare gli altri vagoni, ricomporre il treno e farlo ripartire per la Calabria. Numerose proteste tra i passeggeri che lamentano, la scarsa assistenza nei loro confronti. Non è stato necessario l'intervento nè dei Vigili del fuoco nè di autoambulanze. Per la riparazione del binario sul quale si è verificato lo sviamento occorrerà almeno una giornata di lavoro. (ANSA)
14 luglio 2008 SFIORATO DISASTRO, ETR 500 9427 MILANO-ROMA SI SPEZZA IN DUE
Roma, 18 luglio 2008 – Un episodio gravissimo, che sarebbe stato un disastro se lo spezzamento del convoglio fosse avvenuto pochi minuti dopo, in linea, ad alta velocità e carico di viaggiatori. Il grave inconveniente è avvenuto a Milano la mattina del 14 luglio scorso e di cui solo oggi sono trapelate notizie più precise. Poco prima della partenza del treno Eurostar 9427, Milano Roma delle 7,00 durante lo spostamento tra l’officina della Martesana e la stazione Centrale l’ETR 500 si è spezzato in due tronconi tra le carrozze 11 e 12 di seconda classe. Con tutta probabilità la causa sarebbe da attribuire ad usura o inadeguatezza manutentiva dei materiali del gancio. Fortunatamente il fatto è avvenuto a bassa velocità, con il treno vuoto con la sola conseguenza di ritardi e soppressioni di corse per Roma; questo però non deve sminuirne la gravità, poiché dopo solo pochi minuti lo stesso treno sarebbe stato in marcia pieno di viaggiatori. Le due parti di treno, locomotiva e carrozza 11 da una parte e seconda locomotiva e le rimanenti 11 carrozze dall’altra, si sarebbero comunque fermate autonomamente ma con conseguenze potenzialmente tragiche per i viaggiatori presenti sulle due carrozze interessate. Questo nuovo episodio, in apparenza inspiegabile, ci preoccupa moltissimo perché si aggiunge ad una lunga serie di guasti altrettanto gravi che riguardano la stessa famiglia di treni e denota pesanti lacune nella manutenzione e nei controlli con evidenti responsabilità nella catena di comando delle FS. Il 5 aprile scorso nei pressi di Roma, uno di questi convogli, il 9437, Milano-Roma delle ore 12, a 250 Km/h, perse il tetto rischiando l’impatto con i treni provenienti in senso opposto ed il loro deragliamento. Il 28 maggio scorso, ancora nei pressi di Roma, si spalancò una porta in corsa al 9304, t-biz Roma Milano delle 18 e 02, mentre viaggiava a 220 Km/h, senza che le apparecchiature lo segnalassero in cabina al macchinista.
...I DELEGATI ALLA SICUREZZA: BASTA DARE COLPE A MACCHINISTI!
(ANSA) - ROMA, 18 LUG - "Non accettiamo più una visione degli incidenti per cui è sempre l'errore umano dell'ultimo operatore a causarli": Dante De Angelis, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza dei macchinisti dell'Assemblea dei ferrovieri, replica così alle spiegazioni date dalle Ferrovie dello Stato circa l'Eurostar che si è "spezzato" in due tronconi mentre, vuoto, era diretto alla stazione di Milano Centrale. "Non possiamo tollerare che si accusi il macchinista, poiché il treno - dice - è ad azionamento elettronico e non possono esserci errori di manovra. Con ogni probabilità si è trattato di un difetto strutturale o di invecchiamento o indebolimento del gancio: l'automazione elettronica di cui sono dotati gli Etr non consente al macchinista di sbagliare. E se e errore umano c'é stato, è di chi ha sbagliato a progettare o a programmare e controllare la manutenzione. A questo punto chiederemo all'autorità giudiziaria di accertare quale sia la verità. Siamo costretti a denunciare questi episodi dal silenzio dei funzionari aziendali con i quali abbiamo tentato un approccio costruttivo per difendere la nostra sicurezza e quella dei viaggiatori". De Angelis ha anche detto che l'Etr 500 che ha "perso" alcuni vagoni è "il numero uno, cioé il primo costruito, che è stato restaurato negli arredi, verniciatura e software, ma ristrutturato soprattutto nell'aspetto estetico e modificato per l'alta velocità".(ANSA).
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19 luglio 2008
     Fs: incidente Milano, agira' contro chi ha diffuso allarmismi

ROMA (MF-DJ)--Le Ferrovie dello Stato affermano che e' falso quanto denunciato dai delegati delle RSU/RLS dell'assemblea nazionale dei ferrovieri in merito all'incidente dell'Eurostar di Milano e quindi saranno adottati immediati provvedimenti disciplinari. Dal momento che le loro dichiarazioni gettano ombra sull'operato dell'azienda, le Ferrovie dello Stato procederanno anche dal punto di vista giudiziale.
L'azienda spiega che "in una manovra sbagliata, il personale di macchina, mentre interveniva da una parte del treno il sistema frenante, attivava contemporaneamente un'accelerazione contraria cosicche' uno dei ganci, sollecitati in modo improprio, si e' rotto".
Le Fs aggiungono che "mai la sicurezza e' stata messa in discussione perche' i treni sono progettati da almeno 150 anni con il sistema di frenatura continua (condotta in pressione lungo tutto il treno) affinche' proprio nei casi in cui il convoglio per una qualsiasi causa dovesse spezzarsi, il risultato sarebbe quello di una immediata e contemporanea frenatura di ognuna delle due sezioni, in perfetta sicurezza". Fs, si legge ancora sulla nota, "non puo' accettare basse strumentalizzazioni che ne compromettano la credibilita'".
(fonte: borsaitaliana.it)
22 luglio 2008
Milano C.le
Si spezza un altro Eurostar. Secondo incidente in pochi giorni.
Milano, 22 luglio 2008 - Questa notte ancora un Eurostar, il treno 9452, si è spezzato. E' successo sempre a Milano nel tragitto dalla stazione alle officine. La dinamica sembra la stessa dell`incidente di pochi giorni fa (quello dello scorso 14 luglio). Il gancio di un Palermo-Milano arrivato a mezzanotte e 5 minuti, ormai senza passeggeri a bordo e diretto dalla stazione Centrale al deposito Martesana, si è spezzato tra il vagone 9 e il 10 dopo che, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe scattato il freno di emergenza nella locomotiva di coda per cause ancora da accertare. A riferirlo è Ezio Gallori della rivista dei macchinisti 'Ancora in Marcia' e leader storico dei macchinisti.
"Non è possibile che in così breve tempo si siano verificati due incidenti potenzialmente così gravi; le preoccupazioni espresse pochi giorni fa dai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza erano evidentemente fondate e le Ferrovie dovrebbero prenderle seriamente in considerazione, anziché minacciare quei lavoratori che, preoccupati per la sicurezza di viaggiatori e ferrovieri, informano su simili fatti".
In questo momento precisa Gallori "mi risulta che è in corso una riunione tra il dirigente del Trasporto passeggeri e le organizzazioni sindacali della Lombardia. Mi auguro che i sindacati sappiano prendere tutte le misure del caso e non tentino di far passare in sordina quanto sta accadendo".
Ma le Ferrovie dello Stato forniscono la loro versione: ''Il fatto, del tutto analogo a quello dello scorso 14 luglio, è avvenuto anche questa volta per una mancata osservanza delle procedure operative da parte del personale che, in partenza verso il deposito, ha attivato il dispositivo di sicurezza sulla locomotiva di coda mentre quella in testa iniziava a tirare''.
L'azienda, pertanto, fa sapere che ''questo non avrebbe mai potuto accadere in marcia e niente ha a che vedere con l'usura dei materiali''. In ogni caso, ''Trenitalia ha avviato, assieme alle normali inchieste tecniche, una indagine conoscitiva per verificare eventuali comportamenti dolosi''. ''Le Ferrovie - conclude la nota - diffidano chiunque dal fornire interpretazioni false e tendenziose rispetto all'episodio accaduto stanotte a Milano Centrale''.
(fonte: ilgiorno.ilsole24ore.com)

29 luglio 2008
Galleria S. Lucia
Linea
Napoli - Salerno

Il treno 58322 del 29 luglio 2008, alle 6:00 circa del mattino, si spezza all'interno della galleria S. Lucia, presso Salerno, per una normale frenatura. Ritardi treni e soppressioni nelle ore successive. Nessuna notizia sui giornali nazionali e regionali.
8 agosto 2008
Potenza

POTENZA – Un guasto ai freni o un problema al sistema degli scambi della linea ferroviaria: sono queste le ipotesi fatte per spiegare la corsa di un treno “impazzito” carico di rottami che stamani, a Potenza, ha percorso almeno un paio di chilometri di tratta cittadina, terminando in uno stabilimento siderurgico.
Alla fine il bilancio è stato di un “solo” ferito grave – Giuseppe Santoro, di 37 anni, addetto agli scambi ferroviari nell’azienda potentina, ora in coma nel reparto di rianimazione dell’ospedale San Carlo – con la consapevolezza che “è stata sfiorata la tragedia”.
Lo sa bene l’automobilista che, intorno alle ore 9, si trovava nei pressi di uno dei passaggi a livelli incustoditi di viale del Basento, alla periferia di Potenza.
Ha visto il treno arrivare, ha avuto la freddezza di accelerare e si è salvato: la sua auto è gravemente danneggiata. A quel punto il treno aveva già preso grande velocità.
Partito dalla stazione di Potenza centrale, con una motrice e alcuni vagoni carichi di rottami, ha sfondato il cancello di ingresso ai binari dello stabilimento potentino. Sul suo percorso si è scontrato con una motrice: dentro c'era Santoro, da 13 anni dipendente dell’impianto siderurgico. Le sue condizioni sono molto gravi.
Illese, invece, le due persone che erano all’interno del treno: si sono buttate prima del tremendo impatto. “Sono stati – hanno spiegato alcuni dei dipendenti che erano fuori dallo stabilimento – momenti terribili: abbiamo sentito un rumore fortissimo. Solitamente qui i treni viaggiano a passo d’uomo. Lo abbiamo visto arrivare. Era come un missile”.

Nello stabilimento sono poi giunti i soccorsi. Il 118 ha soccorso l’operaio, i Vigili del Fuoco hanno lavorato per ore. Il treno, infatti, ha distrutto anche alcune decine di automobili dei dipendenti e gli spogliatoi degli operai.
La produzione è stata subito interrotta. I dipendenti sono stati autorizzati a lasciare l’impianto e a anticipare le ferie che sarebbero cominciate lunedì mattina. Nei loro occhi c'era la tristezza “per un compagno di lavoro che rischia la vita” e la voglia “di capire perchè quel treno è impazzito”.
Risposte che cercano anche il ministro alle Infrastrutture, Altero Matteoli, e l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, che hanno aperto due inchieste. La terza è quella coordinata dal pm, Anna Gloria Piccininni.

Muore, a causa del trauma riportato,l'operaio Giuseppe Santoro, il giorno 14 agosto 2008.

26 agosto 2008
Linea
Roma - Napoli

(notizia apparsa su "LatinaNotizie" del 27 agosto 2008)
Formia, incidente ferroviario tra un Eurostar ed un treno merci, macchinista ferito
Pesante tubo sganciatosi dal merci impatta violentemente contro l'Eurostar
Ieri, poco prima delle 17, da un treno merci che viaggiava in direzione Roma, all'interno di una galleria tra Itri e Fondi, si è sganciato un pesante tubo di acciaio che è andato a sbattere contro la cabina di comando di un eurostar che viaggiava in direzione opposta diretto verso Taranto. L'impatto ha provocato un terribile boato nonchè la frantumazione del parabrezza dell'eurostar; frammenti di vetro sono andati a colpire al volto Raffaele I., uno dei macchinisti che era a bordo, il quale, trasportato all' ospedale Dono Svizzero di Formia, è stato medicato e gli sono stati diagnosticati 3 giorni di prognosi. Molta la paura tra i 170 passeggeri dell'Eurostar che erano diretti a Taranto e molti i disagi dovuti alle oltre 3 ore di blocco dei treni. La situazione si è ripristinata solo intorno alle 20. I passeggeri sono stati fatti salire su un intercity che li ha trasportati fino a Battipaglia, da qui Trenitalia ha provveduto a mettergli a disposizione 3 autobus con cui hanno potuto finalmente raggiungere Taranto. Trenitalia ha aperto un inchiesta interna per capire le dinamiche di questo incidente.

Leggi anche la notizia apparsa su "Latina Oggi" del 27 agosto 2008

31 agosto 2008
Vibo Valentia
Linea
Reggio C. - Salerno
(ANSA) - PALERMO, 31 AGO - Un corto circuito al pannello di controllo ha provocato un incendio su una carrozza del treno «Gattopardo» Palermo-Roma, partito venerdì alle 18.40. I 33 passeggeri a bordo, presi dal panico, nei pressi di Vibo Valentia hanno azionato il freno d'emergenza quando il convoglio si trovava in galleria, peggiorando la situazione. Il treno ha proseguito fino alla stazione di Lamezia Terme, dove alle 3 di notte i passeggeri sono stati fatti scendere e trasferiti su un autobus, che è arrivato alle 15.10 Roma, accumulando 10 ore di ritardo sulla tabella di marcia. La disavventura è stata raccontata da una passeggera, Maria Gloria Garzia, al telefono dei lettori del Giornale di Sicilia, che oggi ha pubblicato la notizia. Le Ferrovie confermano l'incidente e spiegano che ai passeggeri è stata fornita assistenza con cibo e bevande. «Purtroppo - aggiungono - Lamezia è una stazione intermedia e non c'erano vetture in sosta. È stato così chiamato il bus, cosa non facile alle 3 di notte». Ma secondo la signora Garzia, «quando il treno è partito da Palermo, sulla carrozza c'era già puzza di bruciato. Lo abbiamo segnalato agli addetti, ma il treno è comunque partito».(ANSA). 31-AGO-08 11:23
1 settembre 2008
Motta Sant'Anastasia (CT)
Linea
Catania - Palermo

(da "il manifesto" del 2 settembre 2008)
Antonio Sciotto

Nelle Ferrovie si continua a morire: ieri altre due vittime si sono aggiunte a una conta che si aggiorna purtroppo sempre più spesso. Si tratta di Fortunato Calabrese, di 58 anni, e Giuseppe Virgillito, di 35: entrambi catanesi, uno prossimo alla pensione e l'altro in procinto di sposarsi, sono stati travolti da un treno regionale mentre lavoravano sulla tratta Catania-Palermo. Dipendenti delle Ferrovie, i due lavoratori stavano intervenendo sulla linea ferrata vicino alla stazione di Motta Sant'Anastasia, paese a pochi chilometri dal capoluogo etneo: in un primo momento si è ipotizzato che indossassero cuffie antirumore, perché stavano utilizzando martelletti a compressione; questo avrebbe impedito loro di sentire il fischio di avvertimento del treno in arrivo, che li ha investiti e uccisi. Ma successivamente la procura di Catania ha smentito la notizia: i ferrovieri non indossavano cuffie, né - in questo caso la fonte sono le Fs - indumenti ad alta visibilità. Il macchinista alla guida del treno afferma di averli visti e di aver azionato il fischio, di aver anche gridato. Il problema è che la manutenzione deve essere eseguita in squadre di cinque persone, in modo che almeno due facciano da vedetta in una direzione e nell'altra, avvertendo gli altri in caso di arrivo del treno. Ma degli altri tre colleghi, ieri non sembra essersi vista traccia, anche se le Ferrovie affermano che «la squadra era a norma». Giacomo Rota, segretario Filt Cgil Sicilia, spiega che «la squadra da cui dipendono i due operai che hanno perso la vita è composta da 12 persone, ma 7 risultano "inidonee permanentemente o temporaneamente", e dunque ne rimangono soltanto 5. Perciò, se i due hanno indossato la cuffia anti-rumore, il minimo è che si aspettassero di essere avvertiti dell'arrivo del treno. E perché invece questo non è avvenuto?». Il sospetto, fortissimo, è che i due operai fossero stati mandati a lavorare da soli. «Il fatto è che le Ferrovie di Moretti, in Sicilia tagliano i servizi con l'ascia - spiega il sindacalista Cgil - Nell'ultimo anno abbiamo perso il 30% delle linee a lunga percorrenza: da Ragusa a Palermo ci metti 7-8 ore, da Catania a Palermo 4-5. Per tre mesi non è stata sostituita una nave traghetto rotta, e per attraversare lo Stretto i passeggeri hanno dovuto caricarsi i bagagli in spalla». «E' un deserto infrastrutturale - conclude Rota - Ci dicono che devono tagliare perché in Sicilia viaggia poca gente. Ma è ovvio che pochi utilizzano i servizi, se l'efficienza è questa: è un cane che si morde la coda. Se hanno licenziato De Angelis, che denunciava carenze di sicurezza sugli Eurostar, figurarsi cosa vediamo sulle linee regionali». Nel gennaio di 2 anni fa, sono morti altri due ferrovieri siciliani, sullo Stretto. Oltre all'inchiesta aperta dalla magistratura di Catania, le Ferrovie hanno avviato un'indagine interna, e il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ha annunciato l'invio di ispettori ministeriali. Le Ferrovie si difendono dalle accuse: «La squadra che doveva effettuare i lavori sui binari - dichiarano era composta da 5 persone: il preposto, responsabile del cantiere, e 4 addetti. La squadra di lavoro aveva quindi una composizione a norma e coerente con l'entità e la tipologia delle attività da eseguire, ed era stata dotata di tutto l'equipaggiamento e le attrezzature necessarie». L'azienda aggiunge che «i due operai Calabrese e Virgillito, per cause in corso di accertamento, si trovavano a circa 200 metri dalla zona di lavoro dove erano i loro colleghi, quando sono stati investiti dal Regionale 3832». «Bisognerà capire quale fosse la natura dell'intervento, in che condizioni stessero lavorando - spiega Francesco Battiato, della Cgil di Catania - Adesso dobbiamo stare vicino alle famiglie dei due operai e assicurarci che abbiano il giusto sostegno». Da Roma arriva la solidarietà dei delegati alla sicurezza: «L'investimento dei due colleghi di Catania - spiega Mauro Evangelisti, Rls ferrovie di Roma - appare come la fotocopia di quello avvenuto nel novembre del 2006 nei pressi della stazione di Monterotondo a Roma, in cui perse la vita il ferroviere Massimo Romano; anch'egli fu travolto da un treno mentre era all'opera con un martello pneumatico, senza che vi fosse in atto la prevista organizzazione della protezione. A distanza di due anni su quell'incidente l'azienda non ha ancora fatto chiarezza». «Come possiamo pretendere che i lavoratori di Catania e i loro delegati obiettassero qualcosa all'azienda in merito alle loro condizioni di lavoro se chi mette in evidenza rischi per la sicurezza subisce ritorsioni che possono arrivare al licenziamento?», si chiede Dante de Angelis, il macchinista licenziato a ferragosto per essersi espresso sul problema degli Eurostar spezzati. «Con le cuffie antirumore lavorare sui binari vuol dire solo una cosa: morte certa».

Muoiono gli operai Fortunato Calabrese e Giuseppe Virgillito.

3 ottobre 2008
Stazione di Firenze Castello

(ANSA) - FIRENZE, 3 OTT - Si chiamava Alessandro Marrai l'operaio delle Ferrovie morto ieri sera nei pressi della stazione di Castello, alle porte di Firenze, travolto da un carrello per la manutenzione. Marrai, 50 anni, originario di Pistoia ma residente a Prato, stava lavorando insieme ad altri due colleghi, entrambi rimasti feriti, nell'area della costruzione del così detto 'scavalco di Sesto Fiorentinò. Anche i due feriti, tutti dipendenti di Rfi, sono residenti a Prato. Si tratta di Alfio Bardelli, 52 anni, originario di Monte San Savino (Arezzo) e di Andrea Tomberli, 32 anni. Il più grave è Bardelli che avrebbe riportato l'amputazione di un piede. Secondo una prima ricostruzione i tre operai, che facevano parte di una squadra di manutenzione ordinaria, arrivati sul posto a bordo di un carrello, poco prima delle 23, erano scesi e avevano iniziato a lavorare sulla massicciata. Improvvisamente lo stesso carrello si è mosso e li ha travolti: in quel tratto la linea ferroviaria è in leggera salita. Sul posto anche questa mattina gli uomini della Polfer e il magistrato per cercare di capire l'esatta dinamica e perchè si è mosso il carrello. (ANSA)

Muore l'operaio Alessandro Marrai

Feriti gli operai Alfio Bardelli e Andrea Tomberli

6 ottobre 2008
Mazara del Vallo (TP)

ROMA, 7 OTTOBRE (Apcom) - Scontro tra treno e una automobile in Sicilia dove ieri sera alle 21.20 il treno regionale 8680 delle 20.20 Trapani- Castelvetrano, in transito per Mazara del Vallo, all'altezza del passaggio a livello di via Madonna del Paradiso, ha investito un'Opel Corsa guidata da un pensionato 80enne del luogo, rimasta in panne mentre attraversava i binari. L'anziano, nonostante l'accensione del semaforo rosso e l'attivazione delle sbarre mobili, aveva tentato di attraversare il passaggio a livello nonostante l'arrivo del treno fosse imminente, senza però riuscirci, dato che la macchina si è spenta proprio in fase di attraversamento, rimanendo quindi intrappolata tra le sbarre. L'uomo è riuscito ad abbandonare l'abitacolo e oltrepassare le sbarre, ma il treno non è riuscito a frenare del tutto la propria corsa e ha investito l'auto, che è stata spinta verso l'esterno e ha divelto una sbarra mobile che a sua volta ha colpito il conducente alla mano sinistra. L'anziano è stato trasportato all0ospedale civile dove gli è stata riscontrata una contusione con sospetta frattura giudicata guaribile in 6 giorni di prognosi. Nessuno tra i passeggeri del convoglio rimaneva ferito.
Il treno ha riportato delle lievi striature ed introflessioni alla parte anteriore, mentre l'autovettura delle profonde ammaccature alla parte posteriore. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Mazara del Vallo. Le Ferrovie dello Stato hanno riattivato il normale traffico stradale e ferroviario dopo un'interruzione di 30 minuti circa.
07/10/2008

14 ottobre 2008
Stazione di Rovereto

Poco prima che l’Interregionale 2262 arrivasse in stazione a Rovereto qualcuno si è accorto di quell’uomo che non dava più segni di vita. Polfer e 118 sono subito intervenuti sul vagone fermo al binario, ma purtroppo in vano. Inutile anche l’atterraggio dell’elicottero nel piazzale dello scalo merci. La lunga rianimazione non ha riportato in vita il 52enne macchinista veronese che, da passeggero, stava raggiungendo Bolzano per prendere servizio.
(fonte: l'Adige)

Muore il macchinista...

13 ottobre 2008
Ponte Lambro (MI)
Ferrovie Nord
Atto vandalico in una galleria, treno deraglia a Ponte Lambro
Sbarre di ferro e grate di cemento, portate vie da un vicino cantiere e lasciate di traverso sui binari. Solo per un caso, l'atto vandalico sulla linea tra Asso e Milano non ha provocato una tragedia: un treno delle Ferrovie Nord è deragliato poco dopo le 18.30 in una galleria nel territorio di Ponte Lambro, in provincia di Como, con a bordo oltre duecento persone. Il macchinista non ha potuto evitare l'impatto con le grate lasciate sui binari.
(fonte: www.milano.repubblica.it)
31 ottobre 2008
Lodi
Linea
Milano - Roma

MILANO - Una ragazza di 17 anni è stata investita dall'Eurostar AV 9444 partito da Roma e diretto a Milano. La giovane sarebbe stata vista all'ultimo momento dai macchinisti, in mezzo ai binari, all'ingresso nella stazione di Lodi, un tratto in curva. Non è chiaro se sia trattato di un incidente o di un gesto deliberato. Il corpo della giovane è stato trascinato e straziato. Il treno era partito dalla capitale alle 15.30. L'incidente, avvenuto poco prima delle 20, ha obbligato il convoglio ad una sosta di circa due ore e un quarto. Per i rilievi del caso alle 20.40 è stata tolta tensione in entrambe le direzioni, e di conseguenza la linea tra Roma e Milano via Lodi è rimasta interrotta in entrambi i sensi di marcia. Ora la circolazione ferroviaria è stata ripristinata e l'Eurostar è giunto regolarmente a Milano.
(fonte: repubblica.it)

Muore una viaggiatrice.

27 novembre 2008
Stazione di
Napoli C.le

Un operaio di una ditta che effettua lavori per conto delle Ferrovie dello Stato è morto folgorato mentre eseguiva dei lavori nella stazione centrale di Napoli.
Ciro Cozzolino, 31 anni, stava eseguendo lavori di manutenzione nei pressi del binario 19 quando è rimasto folgorato da una scarica elettrica mentre si trovava ad un'altezza di 4-5 metri. Inutili i soccorsi da parte del personale del 118 che ha tentato di rianimarlo. Praticamente illeso un altro operaio.
Sul posto, oltre al 118 sono intervenuti i vigili del fuoco e agenti della Polfer. L' operaio lavorava per una ditta appaltatrice esterna di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS), impegnata nel rinnovamento della linea di alimentazione elettrica dei treni, non interessata dal 10 settembre dalla circolazione ferroviaria, in quanto sono in corso lavori ai marciapiedi a servizio dei binari 18 e 19. Rfi ha aperto un'inchiesta per accertare l'esatta dinamica dell'incidente.
(fonte: ANSA.it)

Muore l'operaio Ciro Cozzolino.

14 dicembre 2008
Stazione di Livorno C.le
Nella notte fra il 13 ed il 14 dicembre 2008, in stazione di Livorno C.Le è avvenuto uno scontro fra due treni in manovra. Nell'incidente – senza conseguenze per le persone coinvolte – una carrozza Media Distanza è andata semidistrutta mentre la locomotiva E464 206 ha riportato danni alla cabina di guida principale.
Guarda alcune foto dell'evento.
17 dicembre 2008
Arce (FR)
Linea
Roccasecca - Avezzano

FROSINONE - Nessuna persona è rimasta ferita nell'incidente ferroviario verificatosi stamani alle 6.30 nel Frusinate. Lo rende noto un portavoce delle Ferrovie dello Stato, aggiungendo che a bordo del convoglio si trovavano due passeggeri, entrambi rimasti illesi. In un primo momento era stato detto che nel deragliamento erano rimaste ferite cinque persone. Il treno che è deragliato nel Comune di Arce (Frosinone) è a tre vagoni e stava percorrendo la tratta Roccasecca-Avezzano. A causa di un masso sull'unico binario dove stava transitando il convoglio, c'è stato un deragliamento tra i comuni di Roccasecca e Fontana Liri Inferiore. Tanto spavento per i due occupanti del trenino, ma nulla di grave neppure per macchinista e controllore. I due, sotto choc a causa dell'inclinamento della carrozza, sono stati visitati dai sanitari del 118 e poi, non avendo riportato ferite, sono stati riaccompagnati a casa.
Nicola Grauso, macchinista di Trenitalia, rimasto lievemente ferito, racconta all'Agi quanto accaduto: "Avevo da poco lasciato la stazione di Arce, diretto verso quella di Fontana Liri Inferiore, quando, subito dopo una curva, mi sono trovato davanti lo smottamento franoso e il masso, dal diametro di circa un metro". "Fortunatamente - prosegue - andavo molto piano, visto le pessime condizioni atmosferiche, ma purtroppo non ho potuto fare niente per evitare l'impatto. Il treno ha trascinato in avanti il masso per una ventina di metri. Siamo tutti illesi e questa è l'unica cosa che importa".
L'incidente è avvenuto in località Pozzo Caronte, a poche centinaia di metri dalla stazione ferroviaria di Fontana Liri Inferiore. A prestare i primi soccorsi al macchinista e al passeggero di nazionalità marocchina rimasti coinvolti nell'incidente è stato Giovanni Bianchi, un uomo che vive a venti metri dalla tratta ferroviaria insieme alla moglie.
"Abbiamo sentito un boato e abbiamo creduto che fosse il vento forte - spiega Bianchi - ci siamo affacciati e invece abbiamo udito delle voci e come dei lamenti. Siamo usciti all'esterno di casa e abbiamo visto il treno con la seconda carrozza perpendicolare nella scarpata.
Abbiamo immediatamente allertato i soccorsi e siamo andati a dare aiuto alle persone. Un incidente che poteva trasformarsi in una tragedia ma che fortunatamente si è risolto in modo meno drammatico".
La linea ferroviaria Roccasecca-Avezzano, che nulla ha a che vedere con la tratta Roma-Napoli, collega la zona della Marsica, in Abruzzo, con l'alta Ciociaria e il Cassinate. Composta da un unico binario, viene percorsa ogni giorno da sei trenini che in entrambe le direzioni finiscono la loro corsa nelle stazioni di Roccasecca e Avezzano. Solitamente utilizzata dagli studenti e dai pendolari, è considerata una delle più antiche d'Italia. La caduta massi è uno dei problemi che da sempre vengono segnalati dalle varie categorie di sindacati. Nonostante la messa in sicurezza dei costoni di montagna, infatti, spesso accade che nel periodo invernale i binari vengano occupati da massi e piccole frane.
(fonte: www.repubblica.it)

Leggermente ferito il macchinista Nicola Grauso

17 dicembre 2008
Stazione di Napoli Centrale

(ANSA) - NAPOLI, 19 DIC - È morto all'ospedale Loreto Mare di Napoli, due giorni dopo il ricovero per le gravi ferite riportate, Umberto Gambino, un operaio di 35 anni, di Pollena Trocchia (Napoli), caduto da un'impalcatura mentre stava effettuando lavori ad un quadro elettrico all'interno della Stazione ferroviaria centrale di Napoli. Gambino aveva riportato fratture in varie parti del corpo. Le sue condizioni si sono aggravate fino alla morte. L'operaio lavorava per una ditta che opera in subappalto. «In questa vicenda - dice Vincenzo Barbato, segretario regionale della Fiom della Campania - ci sono ancora molti aspetti da chiarire. Non ci sono informazioni certe, se Gambino sia morto per la caduta dall'impalcatura o perchè, come ci riferiscono altre voci, gli sia piombato addosso un quadro elettrico molto pesante. Non si sa nemmeno con precisione il binario dove è avvenuto l'incidente».(ANSA).

Muore l'operaio Umberto Gambino

 Anno
2007 Incidenti = 17 Macchinisti
morti = 2
Macchinisti
feriti = 5
Altri ferrovieri
morti = 4
Altri ferrovieri
feriti = 19
Viaggiatori
morti = 1
Viaggiatori
feriti = 2
2 aprile 2007
Pescara

Il 2 aprile, poco prima delle 6, una squadra dei vigili del fuoco di Pescara e' intervenuta presso la stazione centrale per un incidente ferroviario: un locomotore trainante un treno merci era infatti fuoriuscito dai binari, finendo la corsa su un binario morto dopo aver urtato un palo della linea ferroviaria.
I due macchinisti, feriti in modo non grave sono stati estratti dal locomotore dalle squadre dei vigili del fuoco intervenute ed affidati alle cure dei sanitari.
Sulle cause dell'incidente sono in corso accertamenti.
Fonte: vigilfuoco.it
Per vedere alcune foto:
http://www.vigilfuoco.it/notiziario/galleria.asp?codnews=3030
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PESCARA. Un’accelerata, poi il botto. Erano in due, solo i macchinisti, su quel treno che ha rischiato di cadere giù dal parapetto e di volare su via Forca di Penne, prolungamento di via Ferrari. Il locomotore da 150 tonnellate si è schiantato contro un palo della linea elettrica che ne ha frenato la corsa. Erano le 5,32 e sotto, in strada, non passava nessuno. Solo per miracolo non si è verificata una tragedia. Un treno merci diretto a Torino di Sangro per caricare i furgoni Ducato della Sevel è deragliato subito dopo essere ripartito dalla stazione di Pescara centrale. Due i feriti.
Si tratta dei macchinisti Leonardo Arminio, di 52 anni, di Pescara, e Antonino Pensabene, di 56 anni, di Ortona, medicati in ospedale per ferite non gravi. L’incidente ha in un primo momento paralizzato e poi rallentato il traffico lungo la linea ferroviaria, che ha ripreso a funzionare a pieno regime solamente dopo mezzogiorno. Sull’episodio sono state aperte due inchieste: una della magistratura e una, interna, di Trenitalia.
LO SCHIANTO. Proveniva da Modane (Francia), era transitato per Ancona ed era diretto allo snodo di Torino di Sangro il treno merci, locomotore e una serie di carrelli pianali vuoti, che si è fermato per il cambio dei macchinisti alla stazione di Pescara centrale. L’incidente è avvenuto alle 5,32 a meno di un chilometro dalla partenza, in direzione Sud, verso la stazione di Portanuova. Il treno, partito dal quarto binario, è finito nel tronchino di sicurezza che è stato travolto e trascinato per diversi metri. La corsa è proseguita fino a un palo che sostiene la linea elettrica di quel binario e funge da ancoraggio per quella degli altri. Nell’urto i fili sono stati agganciati. Il locomotore, con dentro i due macchinisti feriti, è rimasto, poi, impantanato nel pietrisco e si è quasi spezzato in due. Per un caso fortuito non ha divelto la recinzione di metallo a metà tra il sottopassaggio di via Teramo e quello pedonale, attraversati ogni giorno da centinaia di persone in macchina e a piedi.
LE IPOTESI. La principale è quella dell’errore umano. Il treno, secondo i primi accertamenti, sarebbe scattato col segnale di un altro binario (il terzo) e, come avviene nei casi di partenza sbagliata, è entrato in funzione il sistema di sicurezza dei binari non confluenti che l’ha convogliato sul cosiddetto tronchino. Tuttavia il treno, a causa della velocità oppure di un guasto ancora da accertare, lo ha travolto e trascinato fino a impattare contro il palo della linea elettrica. È stato proprio il palo a impedirgli di cadere sulla strada sottostante.
IL RECUPERO. Oltre 50 persone tra agenti Polfer, vigili del fuoco, dipendenti e tecnici di Trenitalia e Rfi (Rete ferroviaria italiana) sono state impegnate nelle complesse operazioni di ripristino della linea elettrica, della completa funzionalità dei binari e, infine, del recupero del locomotore, avviato con la sistemazione di una gru di grosse dimensioni per agganciarlo. Sul posto, fin dai minuti immediatamente successivi allo schianto, presente anche l’ingegnere Alberto Cialone capo dell’unità territoriale della Rfi. Anche l’assessore al Traffico Armando Mancini ha seguito alcune fasi dei lavori.
I RITARDI. Nelle prime due ore dopo l’incidente il traffico ferroviario si è praticamente bloccato. Alcuni treni sono stati cancellati, altri hanno accumulato ritardi, come il Bolzano-Lecce, fermato 80 minuti in stazione. A metà mattinata è stato ripristinato il binario bloccato lato mare, alle 12,30 è stato riattivato il secondo.
IL PRECEDENTE. Alcuni anni fa, nello stesso punto, si verificò un incidente analogo con un treno passeggeri.
L’INTERROGAZIONE. Il capogruppo della Dc per le Autonomie alla commissione trasporti della Camera, Giampiero Catone preannuncia un’interrogazione.

Feriti i due macchinisti Leonardo Arminio e Antonino Pensabene

6 aprile 2007
Stazione di Terni

Schiacciato dalla ruota di una locomotiva. E' morto ieri, nella stazione ferroviaria di Terni, Franco Mariani, 57enne sposato con tre figli. Il terzo morto sul lavoro in tre settimane nella provincia di Terni. Dipendente di Trenitalia Cargo (la divisione delle ferrovie che gestisce il trasporto merci), Mariani faceva il manovratore; predisponeva cioè le locomotive per il trasporto merci. Uomo «espertissimo» lo descrivono i colleghi, impegnato nel «lavoro che faceva tutti i giorni».
Le dinamiche del tragico incidente, accaduto nella prima mattinata, sono ancora in corso di accertamento. Alle 6,45 circa, Franco Mariani stava eseguendo la manovra di aggancio di due vagoni per la composizione di un treno merci. Un lavoro manuale, che nelle (poche) locomotive ammodernate si esegue automaticamente. Dalle prime ricostruzioni sembra che Mariani sia stato investito da un vagone del convoglio che si è mosso, finendo sotto la ruota.
Un macchinista, in ferrovia, non muove la locomotiva senza avere avuto il via libera da parte di chi, a terra, predispone i vagoni. Sembra che Mariani avesse dato indicazione al macchinista di spingere i carri. Un malinteso? Che l'uomo non abbia calcolato il tempo? O che si sia trattato di una «manovra al volo?».
«Le morti sul lavoro non sono mai frutto di una fatalità - dice sgomento Cipriano Crescioni, responsabile della sicurezza per la segreteria provinciale della Cgil - Le condizioni di lavoro anche nelle Ferrovie non sono sicure». Dalla scarsità di mezzi di locomozione idonei, che costringe i lavoratori a caricare e scaricare in continuazione, in tempi rapidi e perciò più rischiosi. Alle stesse zone di lavoro lungo i binari dove, tra pietre e ciotoli, «è facile cadere». Infine, la carenza di organico: «Il volume dei traffici - spiega ancora Crescioni - è aumentato, ma i lavoratori che vanno in pensione non vengono rimpiazzati». Soltanto a Terni, per l'attività e la movimentazione di treni «servirebbe il doppio del personale».
Le stesse squadre di manovra - denunciano i lavoratori - sono spesso sottodimensionate. Oltre all'operatore di macchina, dovrebbero essercene tre a terra. Ieri a Terni, sembra che la squadra fosse al completo, ma al lavoro su più di una linea.
«Le Ferrovie non sono più un'isola felice - denuncia Dante De Angelis, dell'Assemblea nazionale dei ferrovieri e dei delegati alla sicurezza - E il governo, trattandosi di un'azienda pagata dalla collettività, dovrebbe imporre regole più severe». Il 13 aprile i lavoratori delle Ferrovie sciopereranno contro il nuovo piano Fs. A Terni manifesteranno di fronte alla stazione: «Vogliamo chiamare tutta la città ad una sensibilizzazione sul tema della sicurezza - conclude Crescioni - perchè gli incidenti hanno a che fare con la degenerazione culturale del lavoro nella nostra società».
(Sara Farolfi - il manifesto)

Muore il manovratore Franco Mariani

Terni
16 aprile 2007
Terni - Erano su due binari diversi, ma l'intercity Tacito 580 Terni-Milano e un treno merci fermo nella stazione umbra si sono urtati. Cinque dei 70 passeggeri sono stati trasportati in ospedale per ferite lievi, ma sono stati subito dimessi. Saranno gli accertamenti di polizia ferroviaria e Fs a chiarire dinamica e cause dell'impatto. L'incidente è avvenuto intorno alle 5,20 a circa 200 metri dallo scalo. In un punto dove l'intercity, appena partito, viaggiava a 25 chilometri l'ora. Fermo da venerdì scorso su un binario di servizio, accanto a quello utilizzato per il traffico passeggeri, c'era un treno merci composto da 15 vagoni con acciaio destinato all'Ast. Uno dei carri a circa metà della fila si è però spostato, finendo con due ruote sulla massicciata. Come e perché sia successo non ancora chiaro. Tra le ipotesi quella di un problema al sistema frenante.
Cinque feriti lievi Nello stesso punto ieri sera era passato senza alcun problema lo stesso intercity Tacito giunto a Terni da Milano. Stamani, invece, la motrice ha urtato il vagone merci finito fuori dalla sua normale sede. Grazie al suo peso non è deragliata. Uno spigolo del carro ha colpito anche la prima carrozza dell'Intercity, mandando in frantumi i finestrini e provocando danni alla fiancata per una cinquantina di metri. Grazie alla velocità ridotta e all'attivazione della frenata rapida da parte del conduttore, il treno si è subito fermato. I passeggeri sono scesi tutti autonomamente, seppure visibilmente spaventati, dalla carrozza interessata dall'incidente e lo stesso hanno fatto gli altri. Due donne, una di Terni, l'altra di Rieti, e tre uomini, due ternani e uno di Aosta, sono stati medicati in ospedale e subito dimessi con prognosi da tre a sette giorni. Quelli che non sono dovuti ricorrere all'assistenza medica sono invece ripartiti per Milano con altri mezzi messi a disposizione dalle ferrovie.
Ripresa la circolazione Bloccato per diverse ore il traffico ferroviario nella stazione di Terni con le Fs che hanno messo a disposizione dei passeggeri dei convogli regionali degli autobus navetta per Spoleto. Gli eurostar tra Roma e Ancona sono stati deviati per Terontola e la loro circolazione è ripresa verso le 9,30 e anche il traffico regionale è in via di normalizzazione. Nella stazione di Terni il 6 aprile scorso un manovratore di Trenitalia cargo, Franco Mariani, 57 anni, era morto travolto da un vagone di un treno merci durante una operazione di aggancio al convoglio. Sabato i sindacati avevano tenuto una manifestazione nello scalo per sensibilizzare sui temi della sicurezza.
(fonte:www.ilgiornale.it)
17 aprile 2007
Reggio Emilia
Linea
Milano - Bologna
REGGIO EMILIA - Alle 2,40 di questa notte, un deragliamento di due carri di un treno merci, avvenuto vicino alla stazione di Reggio Emilia per cause in corso di accertamento, ha bloccato la circolazione ferroviaria sul tratto di strada ferrata, tra Reggio Emilia e Modena, sulla linea Milano - Bologna. Per queste ore i treni in transito fra Bologna e Milano utilizzeranno percorsi alternativi.
Un comunicato delle Ferrovie dello Stato dichiara che non risulta alcun danno alle persone.
(fonte: globalpress.it)
6 giugno 2007
Sestri Levante
(Genova)

È stato riavviato soltanto nel tardo pomeriggio di ieri il traffico ferroviario interrotto fin dalla mattinata a Sestri Levante per uno scontro tra due carrelli adibiti alla manutenzione. Nel violento urto sono rimasti feriti in modo lieve i due operai che li stavano conducendo.
Le conseguenze si sono sentite sulla linea ferroviaria Genova-Roma che è rimasta bloccata in entrambe le direzioni, creando notevoli disagi sia alle linee locali sia a quelle nazionali e internazionali.
L’incidente è avvenuto intorno alle 10,30. Per una qualche manovra errata, sulla quale stanno indagando i tecnici delle Ferrovie, i due carrelli si sono trovati contemporaneamente sullo stesso binario e l’urto è stato inevitabile e piuttosto violento. Fortunatamente i due operai non hanno riportato grossi traumi e sono stati subito trasportati presso l’ospedale di Lavagna dove i medici hanno riscontrato ferite guaribili in pochi giorni.
Il problema maggiore a quel punto era di togliere dai binari i due grossi carrelli in quanto bloccavano la circolazione. In un primo tempo è stato richiesto l’uso di un sollevatore, ma quando il mezzo è arrivato ci si è resi conto che il lavoro da fare andava ben oltre le sue potenzialità. Infatti la gru mobile non è riuscita a portare via dai binari nemmeno uno dei due carrelli. A quel punto, dopo diversi tentativi, è stato necessario chiamare un secondo sollevatore, notevolmente più grande. Intanto un servizio di pulman collegava le stazioni di Spezia e Riva Trigoso per limitare i disagi.
Questo, però, ha comportato altri ritardi. Infatti prima si prevedeva di riaprire la Genova-Roma tra le 14,30 e le 15, ma l’intoppo tecnico ha fatto slittare la riapertura di almeno due ore. In definitiva, quindi, lo sgombero dei binari è avvenuto poco prima delle 18, con tutto quello che ne consegue. Per cui soltanto in serata il traffico è ripreso più o meno regolarmente. (Fonte: www.ilgiornale.it)

Scarica l'articolo apparso su "Il secolo XIX" del 7 giugno 2007

Rimangono feriti 3 operai.

15 giugno 2007
Macomer (NU)
Ferrovie della Sardegna

Nuoro Grave incidente tra un treno passeggeri e un merci delle Ferrovie della Sardegna.
Disastro e morte sul treno sardo.
Doveva essere una vacanza. Si è trasformata in un incubo. Mark Howard, un giovane turista canadese, ha visto morire fra le sue braccia la fidanzata Anne Elizabeth Beaver nel disastro ferroviario di ieri mattina sulla linea delle Ferrovie della Sardegna tra Nuoro e Macomer. Nello scontro tra un treno passeggeri e un treno merci hanno perso la vita tre persone e altre otto sono rimaste ferite. Sino all'ultimo momento Mark non ha voluto lasciare la mano della sua compagna, morta per un forte colpo alla testa. Solo quando i soccorritori lo hanno sedato sono riusciti a fargli allentare la stretta e a farlo salire sull'ambulanza che lo ha accompagnato all'ospedale di Oristano, dov'è in osservazione per un forte stato di shock. Oltre ad Elizabeth Beaver, i morti sono il macchinista del treno passeggeri, Cosimo Serra, e un disabile, Bachisio Arca, che andava a lavorare a Macomer, in una coop che impiega lavoratori diversamente abili.
Lo scontro è accaduto poco dopo le sette, in un punto dove solo una tragica coincidenza ha fatto convergere i convogli nello stesso momento. Solo cinquanta metri prima o cinquanta metri dopo i macchinisti si sarebbero potuti vedere e avrebbero fatto a tempo ad azionare il freno di emergenza. Invece, come hanno raccontato i superstiti, uno dei quali, Maria Antonietta Bicchiri, dipendente delle Ferrovie della Sardegna, viaggiava sul treno merci che si è scontrato col treno passeggeri diretto da Nuoro a Macomer, nessuno si è accorto di niente. «Ho sentito solo un forte, terribile botto e sono stata scaraventata a terra. Avevo dolori in ogni parte del corpo - ha detto la donna - e non riuscivo a muovermi. Solo quando sono arrivati i soccorsi, mi hanno spostata e portata in ospedale». Mentre i soccorritori prestavano le prime cure ai feriti, qualcuno tentava pietosamente di allontanare Mark Howard da Elizabeth. Inutilmente. L'uomo, sempre in inglese e con qualche parola stentata in italiano, cercava di spiegare a tutti che doveva riprendere il viaggio. Quel passaggio in treno loro due l'avevano preso solo per poter vedere uno dei tratti più caratteristici delle linee ferroviarie sarde, per poi, eventualmente, ripetere il percorso sulle strade campestri che toccano la zona archeologica di Santa Sabina e il nuraghe di Birori, alla cui altezza è avvenuto lo scontro mortale.
Molto severi i commenti dei colleghi di lavoro del macchinista morto nello scontro. Su questa linea, hanno detto i rappresentanti sindacali dei ferrovieri, non c'è sicurezza. A Birori e Bortigali hanno tolto il capo stazione e il semaforo, in caso di errore umano, non serve ad evitare gli incidenti. La linea ferroviaria Nuoro-Macomer è rimasta praticamente nelle stesse condizioni di quando fu realizzata alla fine dell'Ottocento, con binari a scartamento ridotto.
Dopo la tragedia di ieri, il problema della sicurezza delle ferrovie sarde viene rilanciato dai segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil: Giampaolo Diana, Mario Medde e Francesca Ticca. «Da tanto tempo - dice Diana - non si interviene con azioni mirate». «Potenziare il sistema dei trasporti su ferro e renderlo sicuro - aggiunge Medda - è un'esigenza prioritaria». Per Francesca Ticca «la rete ferroviaria in quella zona va totalmente rifatta, perché incidenti di questo tipo non devono piùaccadere». «Ancora un incidente ferroviario dagli esiti drammatici», nota la segreteria nazionale della Cgil. «La qualità del servizio - denuncia il sindacato - sta peggiorando esponenzialmente. Le linee nelle aree a domanda debole, date in concessione come nel caso diquelle della Sardegna, sono statee abbandonate a se stesse. Mancano le risorse finanziarie per garantire standard adeguati e le norme sulla liberalizzazione del trasporto ferroviario aggiungono ulteriore allarme».
Il ministro dei trasporti Alessandro Bianchi ha annunciato che sull'incidente indagherà una commissione di inchiesta. Il presidente della Regione Soru chiede che le ferrovia passino sotto il suo controllo: «E assolutamente necessario che il governo affidi subito le linee alla Regione e che ci venga data immediatamente la possibilità di nominare un nuovo commissario perché vengano fatti i nuovi investimenti».

Renato Soru Ridateci la linea.
«E' una delle linee ferroviarie abbandonate senza investimenti dalla gestione governativa da moltissimi anni. Un patrimonio in totale abbandono, con il servizio che non viene più svolto o è svolto malissimo. Eravamo nel giusto quando chiedevamo digestirlo noi e di riavere il patrimonio delle Ferrovie della Sardegna e delle Ferrovie meridionali sarde». Così il presidente della Sardegna Renato Soru.
(fonte: il Manifesto, 16 giugno 2007, C. Co.)

Altre foto da www.corriere.it

Muore il macchinista Cosimo Serra, i viaggiatori Elisabeth Beever e Bachisio Arca.

Feriti i macchinisti Claudio Bellucci, Michele Tronci, i ferrovieri Claudio Muroni, Davide Gimelli, la viaggiatrice Maria Grazia Carai.

12 luglio 2007
Marcallo con Casone (MI)
Cantiere TAV
sulla linea
Milano - Novara

Giuseppe Orazio Lopez aveva invece [solo] 30 anni. Originario di Paternò (Catania), è morto ieri nel cantiere Tav di Marcallo con Casone, nel Magentino, dopo essere precipitato dal traliccio dell' alta tensione su cui stava lavorando assieme ad altri tre colleghi. Inutile l' intervento dell' elisoccorso: le ferite riportate nella caduta erano troppo gravi e l' uomo è morto al Policlinico di Milano. L' incidente è avvenuto attorno alle 14.30, in un terreno adiacente al cantiere Tav. L' operaio, dipendente della «Coget» di Corteno Golgi (Brescia) stava finendo di montare un traliccio la cui costruzione era cominciata lunedì scorso. L' azienda, che si occupa di costruzione di linee elettriche, è stata infatti incaricata dal consorzio «Cav.To.Mi» di predisporre nuovi tralicci dell' alta tensione per il passaggio della linea ad alta velocità nel tratto Novara-Milano. Assieme a tre colleghi, l' uomo si trovava a un' altezza di circa quindici metri. Stava stringendo alcuni bulloni e indossava la cintura di sicurezza. Ad un certo punto, però, per ragioni ancora in via di accertamento, ha perso l' equilibrio ed è scivolato e neppure l' imbragatura che indossava è riuscita a impedirne la caduta. Immediato l' arrivo dei soccorsi. Le condizioni dell' operai sono apparse subito disperate. I medici del 118 hanno infatti constatato la presenza di numerose fratture e una forte commozione cerebrale. Sull' episodio indaga ora la polizia locale di Marcallo con Casone.
fonte: corriere.it

Muore l'operaio Giuseppe Orazio Lopez

7 agosto 2007
Stazione di
Milano Centrale
A Milano un macchinista di 48 anni ha perso il piede destro e parte di quello sinistro, in un incidente avvenuto mentre stava assistendo alla manovra per l'allineamento di alcune carrozze ad un locomotore. Improvvisamente, per cause che sono ancora al vaglio degli inquirenti, è scivolato cadendo sotto il treno in manovra. - ha commentato il segretario regionale della Fit Cisl Dario Ballotta - Tutto è invece dipeso da una scatola contro la quale il manovratore ha urtato la testa facendolo cadere tra le ruote del locomotore di manovra. La pericolosità di queste scatole per la presa elettrica non posizionate fuori sagoma a lato dei binari di ricovero - ha spiegato il sindacalista - era già stata denunciata più di due anni fa dai delegati sindacali e dai rappresentanti della sicurezza della Stazione Centrale».
28 settembre 2007
Sesto Fiorentino (FI)
Linea
Firenze - Bologna

A Sesto Fiorentino un operaio del cantiere Tav si ferisce gravemente nel crollo di una impalcatura in metallo; trasportato in ospedale a Firenze, muore la notte successiva.

Muore un operaio.

4 ottobre 2007
Poggibonsi (SI)
Linea
Empoli - Siena

Poteva provocare una strage e pagherà care le conseguenze dell'infrazione di cui si è reso protagonista. Sono le 9:10 di ieri mattina e la segnalazione luminosa e sonora del passaggio a livello di Barberino Val d'Elsa entra in azione per avvertire dell'abbassamento delle sbarre per il transito del trenoregionale 11758 Siena - Firenze. Il conducente di origine ungherese di un camion con rimorchio non rispetta il codice della strada e prova a passare mentre le sbarre si stanno abbassando. L'autoarticolato è rimasto bloccato a cavallo delle rotaie proprio mentre stava sopraggiungendo il treno. Limpatto è stato inevitabile ma non fortissimo, visto che in quel tratto il treno era in decelerazione. Prova a passare mentre le sbarre si abbassano. Un'infrazione difficile anche con una macchina, figurarsi con camion e rimorchio. Probabilmente il camionista è stato anche preso dal panico. L'autoarticolato è rimasto bloccato a cavallo delle rotaie proprio mentre stava sopraggiungendo il treno. Luomo non ha neppure provato ad abbattere le sbarre per portare il camion lontano dalle rotaie, anzi è sceso dalla cabina e si è allontanato terrorizzato.
Limpatto è stato inevitabile ma non fortissimo, visto che in quel tratto il treno era in decelerazione. Il convoglio non è uscito dai binari e nessun passeggero è rimasto ferito. Il traffico ferroviario però è rimasto bloccato a lungo, fino a quando vigili del fuoco, e Trenitalia non sono riusciti a sgombrare il passaggio a livello dal camion e poi rimorchiare il convoglio ferroviario.
Quattro treni tra Firenze e Siena sono stati cancellati, per gli altri ritardi contenuti entro i 30 minuti e attivato un servizio sostitutivo con autobus. La circolazione ferroviaria fra le stazioni di Poggibonsi e Certaldo, sulla linea Empoli - Siena è stata riattivata totalmente da mezzogiorno mentre dalle 11:25 la circolazione era ripresa su uno dei due binari. Trenitalia ha attivato un servizio sostitutivo con autobus fra Certaldo e Poggibonsi.

14 novembre 2007
Stazione FS
di Taranto

TARANTO - Resterà chiusa per tutta la giornata di oggi e probabilmente anche per la giornata di domani la stazione ferroviaria di Taranto, dove ieri sera è deragliato un treno merci proveniente da Priolo (Siracusa) e diretto Brindisi, contenente cisterne di gas propilene.
I primi dieci vagoni sono stati sganciati e fatti ripartire, mentre gli ultimi quattro sono ancora fermi all'altezza del binario 7, in attesa delle operazioni di travaso del liquido contenuto nelle cisterne, che è altamente infiammabile. A quanto si è appreso, tre vagoni sono usciti fuori dall'asse; un altro è leggermente inclinato e durante la notte si è provveduto a puntellarlo per evitare pericoli.
Per provvedere alle operazioni di bonifica e messa in sicurezza si attendono nelle prossime ore mezzi speciali in grado di compiere il travaso del gas propilene nelle autobotti. Gli operatori alle dipendenze della ditta di Bari che avrebbe dovuto compiere queste operazioni sono impegnati - a quanto si è appreso - a Marghera (Venezia) per un corso di formazione professionale. Altre attrezzature in grado di rimuovere il gas contenuto nelle cisterne si trovano a Roma, Milano e Potenza. Dopo aver svuotato le cisterne, una gru dovrà riallineare i vagoni usciti fuori asse sui binari.
Intanto, Trenitalia ha aperto un'inchiesta interna e ha messo a disposizione dei viaggiatori mezzi sostitutivi su gomma fino a Potenza e Metaponto. Le cisterne sono intatte, non ci sono perdite di gas, ma è pericoloso avvicinarsi e non possono passare treni perché anche una scintilla potrebbe provocare un incendio on una esplosione. Le forze dell'ordine hanno fatto evacuare la stazione e anche le abitazioni circostanti. Sul posto, ieri sera, sono giunti anche il prefetto Alfonso Pironi e il questore Gian Carlo Pozzo. E' stato escluso l'atto doloso.
Probabilmente a provocare il deragliamento è stato uno smottamento del terreno in corrispondenza del binario 7. Il materiale trasportato dal treno merci era diretto allo stabilimento Enichem di Brindisi.
(fonte: www.ansa.it)

14 novembre 2007
Genova Sampierdarena

Muore un macchinista, in seguito ad un malore.
Mercoledi 14 u.s. intorno alle ore 21 circa il collega macchinista Cordara Franco dell'impianto Cargo di Novi San Bovo mentre era alla guida del treno 54331/2 in stazione di Genova Sampierdarena accusava un malore. Il suo collega di turno, accortosi del malore, decideva di continuare la corsa del treno per altri 300 metri circa per fermarsi all'altezza dell'ingresso del Deposito Locomotive di Genova Rivarolo.
Qui, auto-medica e ambulanza, preventivamente allertati, potevano facilmente prestare soccorso.
Nonostante gli sforzi dei soccorritori del 118, il collega purtroppoè deceduto quasi subito.

Muore il macchinista Franco Cordara

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Di seguito riportiamo un commento dell'RLS Giovanni Papi di Trento.
Riflettiamoci sopra.
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SULLA MORTE NON SI DOVREBBE MAI POLEMIZZARE......
VOGLIO PERÒ PENSARE AD UN TRENO AD AGENTE UNICO (anzichè a doppio agente) DOVE IL CAPOTRENO NON È IN GRADO DI CONDURRE IL TRENO IN UN PUNTO FACILMENTE RAGGIUNGIBILE DAI SOCCORSI.
PURTROPPO IN QUESTA PARTICOLARE SITUAZIONE NÈ IL TEMPESTIVO INTERVENTO DEL COLLEGA NÈ L'IMMEDIATO INTERVENTO DEI SOCCORSI HANNO POTUTO SALVARE LA VITA DEL NOSTRO CARO COLLEGA FRANCO CORDARA.
É UN DOVERE COMINCIARE A PENSARE ALLE CONSEGUENZE CHE NEL TEMPO POTRÀ AVERE L'AGENTE UNICO OGGI E L'AGENTE SOLO DOMANI.
BUON LAVORO - PAPI
(RLS) Trento

15 novembre 2007
Valmadrera
Lecco

Scontro fra treni a Lecco: forse errore umano.
(AGI) - Lecco, 16 nov. - Un errore umano. Questa l'ipotesi che sembra prevalere per dare una prima spiegazione all'incidente ferroviario avvenuto nella tarda serata di ieri nei pressi della stazione di Valmadrera, vicino a Lecco, dove sono rimaste ferite sette persone, una delle quali in modo piuttosto grave tanto da essere ricoverata all'ospedale 'Manzoni' di Lecco con prognosi riservata. Questa mattina tecnici delle Ferrovie, che apriranno un'inchiesta interna, dei Vigili del fuoco e inquirenti hanno compiuto un sopralluogo per ricostruire la dinamica: l'impatto e' avvenuto fra due treni adibiti alla manutenzione dei binari. Uno era in fase di manovra nei pressi della stazione, mentre l'altro proveniva da Lecco e viaggiava a una velocita' di circa 40 chilometri orari. Nel violento impatto sono rimasti feriti cinque operai a bordo dei convogli, un macchinista e un altro dipendente delle Fs che si trovava a terra ma piuttosto vicino al punto dello schianto. Il tratto di linea ferroviaria Lecco-Molteno Monza, da diversi giorni e' interessato da lavori che vengono eseguiti in notturna per consentire libero movimento ai treni cantiere i cui macchinisti avrebbero dovuto comunicare tra loro via radio ogni spostamento.
La Procura di Lecco, che ha gia' aperto un fascicolo d'inchiesta nei prossimi giorni potrebbe anche inviare alcuni avvisi di garanzia. (AGI)
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Leggi la prima relazione sull'incidente.
Per altri articoli e foto, visita www.clubtrenibrianza.com

Feriti un macchinista e altri 6 operai.

21 novembre 2007
Taranto

Un dipendente di Ferrovie dello Stato, Luciano Cito, di 53 anni, di Putignano (Bari), è morto in un incidente sul lavoro avvenuto a Taranto. Per cause in corso d’accertamento, l’uomo è precipitato al suolo da un ponteggio mentre lavorava in un capannone dell’officina di Punta Rotondella, nei pressi della stazione ferroviaria. A prestare i primi soccorsi sono stati i compagni di lavoro; poi l’uomo è stato condotto con un’ambulanza del 118 all’ospedale Santissima Annunziata, dove è morto dopo qualche ora per i traumi riportati senza riprendere conoscenza.
(fonte: www.lagazzettadelmezzogiorno.it)

Muore il ferroviere Luciano Cito.

10 dicembre 2007
Torricola (Roma)
Linea
Napoli - Roma

Apprendista ferroviere, 25 anni, travolto sui binari
Stazione di Torricola, notte gelida e pioggia che intorpidisce i riflessi. Harold Anthony Forsythe, 25 anni, apprendista della manutenzione di Rete ferroviaria italiana (Rfi), forse sente arrivare il treno 9378 proveniente da Napoli e già in ritardo. Salta fuori dal binario su cui sta lavorando, ma rimane agganciato per la bretella del borsone degli attrezzi. Viene sbattuto via come un fuscello da decine di tonnellate di metallo lanciato a 170 all'ora. I compagni lo trovano ancora vivo e cosciente, ma muore poco dopo. I macchinisti non si sono accorti di nulla. E' stata la Polfer, in mattinata, ad avvertirli dell'accaduto. Nessuno aveva segnalato loro che in quel punto c'erano dei lavori in corso. Non una telefonata, né una segnalazione fisica; tantomeno l'«abbattimento del codice di binario», un segnale elettronico gestito dalla centrale che limita la velocità a 100 km orari. Comunque tanti, ma avrebbero dato ad Anthony qualche secondo in più. Certo sufficiente a far uscire dal tracciato anche quella maledetta borsa a tracolla. Del resto' tempi di lavorazione per entrare e uscire dai binari sono «tarati» sulla velocità media di un treno in quel certo tratto.
Nessuno dice nulla di più. Non si sa neppure da quanti operai fosse composta la squadra Ies (impianti elettrici di segnalamento) convocata con chiamata d'emergenza tra i «reperibili» (forse per riparare un semaforo). Di sicuro non doveva esser lui ad effettuare la mansione più pericolosa: un semplice apprendista da pochi mesi inserito al lavoro in uno dei settori più pericolosi. Pochi giorni fa martedì scorso un altro ferroviere era rimasto gravemente ferito sulla stessa tratta e con le stesse modalità: notte, pioggia, assenza di segnalazione ai macchinisti. Era più esperto 40 anni, circa ma lavorava insieme a un solo altro collega, in barba ai regolamenti che prescrivono una squadra minima di tre persone anche per riavvitare un bullone (uno esegue la riparazione, uno sta «a monte» e un altro «a valle», per segnalare l'eventuale pericolo). Portato all'ospedale Sant'Anna di Pomezia, gli avevano applicato 200 punti di sutura e bolaccato alcune costole.
«Ormai la normativa di sicurezza, in ferrovia, è di fatto abrogata» spiega Stefano Pennacchietti, delegato (Cgil) rsu della manutenzione infrastrutture Statisticamente siamo sempre in attesa che si ripetano altri incidenti». Le cause sono note: la «decimazione degli organici» per «risanare i conti di Fs» comporta numeri ridotti di personale per ogni funzione. Così, ogni normativa resta scritta sulla carta e i ferrovieri sono stati i precursori anche in materia di sicurezza, con procedure rigide puntigliosamente dettagliate. Nella pratica, però, «per non far vedere un semaforo giallo a un treno» (che significherebbe rallentarlo di forse 10 o 20 secondi) si preferisce far fare la manutenzione «in corsa». Qualche volta il macchinista riesce ad accorgersene, qualche altra gli operai sui binari fanno in tempo a scansarsi. Qualche volta no. I delegati rls e rsu coordinati nell'Assemblea nazionale dei ferrovieri iscritti a un po' tutti i sindacati presenti in Fs puntano contro i troppo accordi sindacali «stipulati in questi armi da cgil-cisl-uil-ugl-orsa e fast, che non tengono sufficientemente conto della sicurezza, ma sono sbilanciati a soddisfare le esigenze di produttività manifestate dall'azienda». Competitività e flessibilità esigono delle vittime, pare. Non è una metafora.
La lista degli incidenti tra i manutentori si va infoltendo a vista d'occhio. Solo nel lazio, nel novembre dello scorso anno era morto Massimo Romano (stava lavorando col martello pneumatico e con le cuffie in testa); nella primavera di quest'anno altro incidente moortale a Tarquinia. Un mese fa un treno ha travolto un cantiere sulla tratta Roma-Nettuno (fortunatamente una di quelle a più bassa velocità), con gli operai che sono riusciti a mettersi in salvo per un soffio. Mentre i vertici di Fs e dei «ministeri competenti» si riempiono la bocca di progetti ad «alta velocità» e tecnologie innovative, sui binari «si lavora a orecchio». L'unica misura di sicurezza di fatto sempre attiva.
(fonte: Francesco Piccioni - il manifesto, Roma - 11 dicembre 2007)
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Normative eluse e carenza del personale prevalgono sulla sicurezza. Edilizia e ferroviario pagano un alto prezzo
Lazio travolto dalle morti bianche - Il colpevole è sempre il profitto.
Il bilancio di questa settimana è davvero drammatico. Le cosiddette "morti bianche" rimangono tutt'ora un fenomeno onnipresente, nel quale ogni città e ogni categoria di lavoratori piange le proprie vittime. Lazar Costel, un operaio romeno di 29 anni è morto dopo essere caduto da un'impalcatura a sette metri d'altezza in un cantiere edile di Torvaianica. Lo stesso giorno, a Santa Palomba, un altro operaio è rimasto gravemente ferito dopo essere precipitato dal tetto di un capannone industriale. Ma gli infortuni sul lavoro non sono un primato esclusivo della cantieristica edile. La notte tra il 10 e l'11 dicembre Harold Anthony Forsythe, di appena 26 anni dipendente delle Ferrovie dello Stato ha perso la vita. Era stato improvvisamente chiamato con la sua squadra per riparare i segnali luminosi sulla linea ferroviaria nei pressi di Torricola, alle porte della capitale, ed è stato travolto dall'Eurostar 9378 proveniente da Napoli e diretto a Roma. Anthony era un apprendista, quindi era ancora impegnato nell'attività prevalentemente formativa. Quella notte era impiegato nel turno di reperibilità programmato, assegnato solitamente per un giorno alla settimana. In questi casi, la configurazione minima di sicurezza per la manutenzione dev'essere composta da un minimo di tre persone, l'avvistatore, la vedetta e l'avvisatore,
A seconda, infatti, delle caratteristiche orografiche della tratta bisogna essere in grado di segnalare alla squadra di manutentori l'arrivo del treno, con un sufficiente anticipo tale da poter sgombrare dalla linea.
L'azienda afferma che solo due persone stavano lavorando alla manutezione e mentre il giovane si spostava da un punto all'altro del binario è stato investito. Ma dal "tam tam della rotaia" trapela un'altra versione. I colleghi suppongono che Anthony fosse addirittura solo. La sua borsa si è agganciata al treno in corsa, facendolo cozzare violentemente sulla parete del vagone. Successivamente è stato trasportato all'ospedale in uno stato ancora cosciente, per spegnersi qualche attimo dopo.
Il giovane apparteneva al reparto IS, quello degli Impianti di Segnalamento, un settore della categoria tra le più sacrificate ed impegnate. Le chiamate di segnalazioni guasti sono praticamente ininterrotte e il sovraccarico d'interventi comporta una mole di lavoro notevole. Il sotto organico del personale è pari a 1/3 del numero totale degli addetti e questo comporta che tutte le figure disponibili siano impiegate da subito, specialmente nei turni notturni per sopperire a tale mancanza.
La Legge non stabilisce con precisione le mansioni da svolgere in queste circostanze, ma una cosa è certa. La figura di un "tutor", cioè di una persona con un'esperienza acquisita, dev'essere sempre presente. Tuttavia, la non interruzione della linea ferroviaria, prevale su tutto. Anche sulla normativa interna alle Rfi, che prevede l'abbattimento dei codici della velocità delle linee. In sostanza i treni dovrebbero rallentare automaticamente senza superare i 160 Km orari in corrispondenza delle tratte soggette alla manutenzione.
Ma questo non si verifica più. Perché ritardare le linee significa soprattutto incidere sulla puntualità. Eppure, la normativa IPC, (Istruzione Protezione Cantiere) del testo Unico sulle attività delle manutenzioni e infrastrutture parla chiaro. La sicurezza deve essere garantita.
Quella tragica notte il treno viaggiava alla velocità di rango prevista per quella tratta a 170 Kmh, tanto che il macchinista non si è accorto minimamente dell'impatto.
A distanza di un anno dall'episodio di Massimo Romano, un altro ferroviere morto nei pressi di Monterotondo durante la manutenzione, le "stragi bianche" continuano a ripetersi, nel mancato rispetto di normative a tuela della qualità del lavoro, della legalità dei diritti e dei controlli rigorosi sulle norme di sicurezza e sulla prevenzione. Nel frattempo di lavoro si continua a morire.
(Alessandro Ambrosin, Liberazione, 15 dicembre 2007)

Muore l'operaio Harold Anthony Forsythe

19 dicembre 2007
Letojanni (ME)
Linea
Messina - Siracusa

Deraglia un treno, ferito il macchinista
L'incidente avvenuto sulla Riviera Jonica. La causa: una frana e un albero caduto sui binari
MESSINA - È stata una frana a provocare il deragliamento della locomotiva del treno espresso 1930 "Freccia della Laguna", accaduto poco dopo la stazione di Taormina (Messina) all’altezza di Letojanni. Secondo quanto ricostruito dalla Polfer, il macchinista avrebbe visto in tempo il terriccio e un albero caduto sul binario e ha quindi azionato i freni. Il locomotore però, nonostante la tempestiva azione del macchinista, è uscito ugualmente dai binari, fortunatamente ad una velocità tale da impedire che l’incidente si trasformasse in tragedia.
PASSEGGERI - Nell’impatto infatti solo uno dei due macchinisti è rimasto lievemente ferito, mentre il resto del convoglio non ha subito alcun danno e i passeggeri sono usciti illesi. Il convoglio era partito dalla stazione di Catania alle 17.30 diretto a Venezia. La linea Catania-Messina è rimasta bloccata e i passeggeri sono stati trasbordati con i pullman sino a Messina, da dove poi raggiungeranno Villa San Giovanni, per continuare il viaggio con mezzi sostitutivi approntati da Trenitalia.
(fonte: www.corriere.it)

Ferito un macchinista.

 Anno
2006 Incidenti = 17 Macchinisti
morti = 2
Macchinisti
feriti = 3
Altri ferrovieri
morti = 2
Altri ferrovieri
feriti = 2
Viaggiatori
morti = 2
Viaggiatori
feriti =75
7 gennaio 2006
Loreto
Linea
Ancona - Pescara
Due carrozze dell'Intercity notte 784 da Crotone per Milano, sono sviate dalla sede ferroviaria a un chilometro a sud della stazione di Loreto (AN). Al momento non risulta ci siano feriti. Il treno e' stato agganciato per essere trasportato alla stazione di Porto Recanati (MC). Le operazioni sono tuttora in corso da parte della polizia ferroviaria di Ancona e dei vigili del fuoco di Civitanova Marche, di Macerata e di Osimo insieme alla squadra soccorso delle Rfi. La linea ferroviaria e' bloccata per almeno cinque ore e la Conerobus di Ancona, societa' che effettua il trasporto pubblico su delega regionale, sta effettuando il trasbordo dei passeggeri dei treni in arrivo da Sud e diretti a Nord. La corrente elettrica sarebbe stata staccata e dalle carrozze dell'Intercity fermo, molti passeggeri, a disagio per il freddo, hanno tempestato di chiamate i centralini della questura di Ancona e del 115.
(fonte. www.rainews24.it)
3 gennaio 2006
Deposito
Roma S. Lorenzo
Esplosione a bordo dell'ETR 480/35. La sera del 3 gennaio 2006 sull'ETR 480/35 del treno 9356, durante il rientro nel DL di Roma SL, dopo soli pochi minuti dalla fine del servizio viaggiatori, nella stazione Termini di Roma,  il macchinista sentiva un fortissima esplosione proveniente dalla cabina AT della BAC di coda. Fermato il treno e fatti i primi accertamenti ricoverava il materiale e chiedeva l'intervento del personale della manutenzione. La violenta esplosione ha scardinato la porta blindata della cabina AT e ha divelto alcuni pannelli del corridoio. Risultano evidenti i segni di una scarica elettrica di bassa intensità e di una fortissima onda d'urto, per lo  spostamento d'aria, che ha interessato il corridoio e l'intercomunicante. Le cause dell'esplosione sono ignote (assenza di scariche atmosferiche, guasti alla linea elettrica, ecc.) e le ricerche si concentrano sull'interruttore rapido (di particolare concezione per l'uso di un gas spegni arco) e su un condensatore filtro che risulta danneggiato.  Sono in corso accertamenti  aziendali. I lavoratori macchina e officina esprimono preoccupazione per le conseguenze che fatti del genere possono causare a viaggiatori e addetti sia in caso di esplosione che per l'eventuale presenza di sostanze tossico-nocive all'interno delle apparecchiature elettriche interessate.
Guarda alcune immagini degli effetti dell'incidente.
14 marzo 2006
Garbagnate (MI)
Linea
Milano - Saronno
(FNM)

MILANO - Un morto e tredici feriti, di cui uno in gravi condizioni. E' il bilancio dell'incidente ferroviario avvenuto attorno alle 21 fra Garbagnate milanese e Serenella. Poteva essere una strage: lo schianto è stato spaventoso, un frontale, difficile per ora stabilire le cause. Forse uno scambio non ha funzionato, forse un errore umano. Di sicuro, un altro incidente, in un periodo nero per le ferrovie italiane.
La vittima è il macchinista del Milano-Saronno partito dal capoluogo alle 20,32. Si tratta di Giuseppe Girola, di 41 anni, che abitava a Tradate, in provincia di Varese. All'ospedale di Rho è ricoverato il ferito più grave, che è il conducente del Malpensa Express che viaggiava invece in direzione di Milano.
In seguito all'impatto entrambi i convogli sono usciti dai binari e il Malpensa, sviando sulla destra, ha proseguito con alcune carrozze la sua corsa. Nella zona dove si è verificato l'incidente, la ferrovia passa a poca distanza dalle case in una zona dove ci sono prevalentemente villette. Per fortuna nel primo vagone del Milano-Saronno c'era solo il povero conducente, altrimenti le vittime sarebbero state molte di più.
I vigili del fuoco e i numerosi soccorritori hanno ispezionato alla luce di potenti lampade portatili i rottami per assicurarsi che nella prima carrozza dell'omnibus, quella che appare più danneggiata (il resto del convoglio, altre sette carrozze, è sostanzialmente integro) non vi fossero altri corpi. Fortunatamente a bordo i due treni non erano particolarmente affollati.
Sul posto sono stati medicati e poi accompagnati verso le loro destinazioni una quindicina di persone rimaste ferite in modo leggero, che per la maggior parte hanno riportato solo contusioni lievi.
Aperte due inchieste: una giudiziaria e una interna del Gruppo Ferrovie Nord. L'operazione di sgombero proseguirà per tutta la giornata di domani, per cui non saranno operative le linee Milano-Como, Milano-Saronno, Milano-Varese-Laveno, Milano-Novara, Milano-Malpensa.
(Fonte: larepubblica.it - 14 marzo 2006)
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Scontro fra treni, Ferrovie Nord escludono il guasto tecnico
MILANO (Reuters) - I vertici delle Ferrovie Nord Milano hanno escluso oggi che un guasto tecnico abbia provocato lo scontro di ieri sera tra due treni, che ha causato la morte di una persona, il ferimento lieve di altre 13 e il blocco del traffico sulla linea Milano-Saronno almeno per la giornata di oggi.
"Dobbiamo registrare che il treno suburbano è avanzato per cause da accertare", ha detto oggi Luigi Legnani, amministratore unico di Ferrovie Nord Milano (FNM) Trasporti, lasciando intendere che l'incidente tra il treno -- vecchio di 50 anni -- e un Malpensa Express all'altezza di Garbagnate Milanese potrebbe essere stato causato da un errore umano.
"Vogliamo essere prudenti, perché non sarebbe corretto trarre delle conclusioni prima di aver esaminato tutta la documentazione e l'analisi delle scatole nere, che ora sono a disposizione degli inquirenti", ha aggiunto Legnani.
La procura di Milano ha aperto un fascicolo contro ignoti per disastro ferroviario colposo e omicidio colposo, mentre il ministero dei Trasporti ha comunicato in una nota che istituirà, d'intesa con la Regione Lombardia, una commissione d'inchiesta sull'accaduto.
Intanto per tutta la giornata la linea Milano-Saronno è stata bloccata per lo spostamento del materiale dai binari e la circolazione potrebbe riprendere domani almeno su due dei quattro binari della tratta.
"Siamo estremamente addolorati per quanto accaduto e vogliamo esprimere la nostra solidarietà alle famiglie . Il bilancio è di un morto e 13 feriti lievi, di cui 5 leggermente più gravi", ha detto Norberto Achille, presidente del Gruppo Ferrovie Nord Milano. "Stiamo lavorando per rendere la linea disponibile nel più breve tempo possibile e chiediamo scusa ai pendolari per i disagi causati".
LA DINAMICA DELL'INCIDENTE
Il Malpensa Express stava viaggiando da Saronno a Garbagnate in direzione Milano su un binario solitamente usato per i mezzi locali e non sulla linea veloce preposta, perché occupata da un altro mezzo che aveva avuto un problema tecnico, ha spiegato ancora Legnani.
Al momento dello scontro, il Malpensa Express si stava spostando sulla linea veloce, in una manovra definita di routine da Legnani, su un itinerario che viene percorso ad un massimo di 60 km orari.
Il treno suburbano, in arrivo dalla stazione di Serenella, avrebbe dovuto avere il semaforo giallo e poi uno rosso da rispettare, a significare che "il binario su cui si viaggia è occupato a valle da un altro treno", ha detto ancora Legnani, spiegando la ricostruzione effettuata fino ad ora della dinamica dell'incidente, avvenuto su "una linea ammodernata, con un adeguato sistema di sicurezza".
I vertici delle FNM hanno sottolineato più volte che -- in attesa dei risultati delle indagini -- dalle prime disamine non risultano guasti tecnici né agli scambi, né ai semafori e che l'attenzione sulla sicurezza è sempre al massimo.
Il treno suburbano che avrebbe provocato lo scontro -- il cui macchinista è morto -- fa parte di 24 treni che risalgono agli anni 50, "che sarebbero stati già accantonati" se fosse stata rispettata la consegna di nuovi 27 treni dotati di un sistema di sicurezza SCMT, prodotti da Ansaldo Breda, in ritardo di circa un anno e mezzo.
Il treno aveva a bordo solo un sistema automatico per frenare il treno in caso di malore del macchinista, in cui si registri l'assenza fisica del conducente, mentre il Malpensa Express ha a bordo un ripetitore di segnale, che riproduce sulla locomotiva i segnali dei semafori sulla rete, e che è in grado di bloccare il treno dopo il passaggio di un semaforo rosso.
"La tratta dell'incidente è la linea più trafficata della rete, con circa 500 treni al giorno", ha spiegato Marco Piuri, direttore generale di FNM. "E' la linea che per prima è stata attrezzata e ammodernata, con un adeguamento per i sistemi di sicurezza, e fa parte di un investimento totale in questi ultimi anni di 900 milioni di euro".
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Adesso, mentre la linea a quattro binari Milano - Saronno è ancora interrotta per l'incidente di ieri sera a Garbagnate, si parla di "errore umano", dell'omnibus che avrebbe superato il segnale a via impedita scontrandosi con il Malpensa Express che era in traversata dalla "lenta" alla veloce. Il treno investitore era condotto da un macchinista unico (morto nell'incidente), sprovvisto di Ripetitore Segnali ma dotato del Vigilante, un sistema di Uomo Morto che si realizza premendo il pedale: un meccanismo ed un funzionamento che si commentano da sé. Il tutto sembra incredibile, una concomitanza di condizioni negative, quanto di peggio si possa immaginare.
La linea è attrezzata con Blocco Elettrico a Correnti Codificate, dunque la presenza di RS avrebbe evitato il disastro: ma la RS sull'omnibus non c'era, troppo oneroso forse per quel materiale vetusto (740).
Sulle Nord si viaggia ad Agente Solo con l'Uomo Morto: un doppio agente senza Uomo Morto avrebbe evitato il Morto (e i feriti).
Adesso siamo qui a piangere un altro macchinista come noi, l'ennesimo che se ne è andato, vittima di un sistema che genera disastri.
L'unico errore umano è quello di non ribellarsi.

Muore il macchinista Giuseppe Girola

Ferite altre 13 persone

Per alcune foto dell'incidente, visita www.clubtrenibrianza.com
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18 luglio 2008
    (AGI) - Milano, 18 lug. - Fu l'errore umano del macchinista a provocare lo scontro mortale tra due convogli delle Ferrovie Nord Milano a Garbagnate, avvenuto la sera de 14 marzo del 2006. Per questa ragione, il Pm, Nicola Piacente, ha chiesto l'archiviazione dell'indagine sulla vicenda, escludendo qualsiasi falla nel sistema di sicurezza. La richiesta di archiviazione e' stata, pero', impugnata dai familiari del macchinista, Giuseppe Girola, di 41 anni, che mori' nello scontro. Girola guidava un Omnibus partito dalla stazione di Milano-Cadorna con destinazione Saronno. Secondo la Procura, il macchinista non si sarebbe accorto di un semaforo rosso e si scontro' il Malpensa Express.
(fonte: agi.it)

14 marzo 2006
Garganico (BA)
Linea Adriatica

Un operaio delle Ferrovie dello Stato, Luigi Roca, di 49 anni, dell'Unità Territoriale Manutenzione di Foggia di RFI, è morto la notte tra il 13 ed il 14 marzo travolto dal treno ICN 784 nei pressi di Rignano - Garganico al Km 516 dell'Adriatica .
L'uomo era appena sceso da una macchina "rincalzatrice" sulla tratta ferrata, quando per circostanze in corso d'accertamento della polizia ferroviaria, è stato investito dall'IC Lecce-Milano.
Inutile ogni soccorso, Roca è morto sul colpo.
Da informazioni assunte tra il Personale di Condotta ed il Personale di Bordo in servizio sulla tratta interessata quella notte, Rete Ferroviaria Italiana ha con sollecitudine riattivato la circolazione treni sul binario libero con ordine di ripetuti fischi e velocità non superiore a trenta Km/h dal Km 517 al 515 per presenza di personale estraneo alla ferrovia quando al km 516 c'era un solo uomo con una lanterna bianca, l'altro era coperto con un telo sulla massicciata quasi sotto la matisa.
Dopo qualche km un paio di ferrovieri con i giubbini rifrangenti percorrevano il binario o forse un inesistente sentiero, provenienti da Rignano per raggiungere il posto della sciagura.
Non sono state viste tabelle "S" o "C" atte a sollecitare attenzione ai macchinisti dei treni in corsa per presenza di cantieri in linea.

Muore l'operaio Luigi Roca

1 maggio 2006
Stazione di
Roma Termini

Termini, treno fuori dai binari.
È tornata alla normalità ieri mattina la circolazione ferroviaria intorno alla stazione Termini che aveva subìto rallentamenti, con ritardi anche di un' ora e mezzo, dopo l' incidente avvenuto lunedì, alle 13.20, quando tre carrozze dell' Intercity 586 Napoli-Milano erano uscite dai binari poco dopo Porta Maggiore. Per alcune ore quattro binari sono stati chiusi al traffico e i convogli in partenza sono stati dirottati alla stazione Tiburtina. Nell'incidente di lunedì una passeggera è rimasta leggermente contusa.
(fonte: www.archiviostorico.corriere.it)

Ferita una viaggiatrice

3 maggio 2006
Stazione di Cosenza
Mercoledì pomeriggio un treno merci è deragliato, per cause in corso d' accertamento, nella stazione di Vaglio Lise a Cosenza. Il macchinista che ha fatto appena in tempo a gettarsi dal convoglio è rimasto illeso. Il locomotore, a cui sembra non abbiano funzionato i freni, è caduto nella scarpata oltre il binario morto su cui manovrava, sfondando il respingente di fine corsa e trascinandosi dietro un paio di vagoni. Sull' incidente indaga la Polfer. Il treno merci che e' deragliato, nel momento nell' incidente, si trovava su un binario di manovra. L' incidente, dunque, non ha provocato conseguenze per il traffico ferroviario, che si sta svolgendo regolarmente. Secondo quanto si e' appreso, l' incidente sarebbe stato provocato dalla rottura dei freni del locomotore, che, privo di controllo, e' deragliato, finendo in un scarpata insieme ad un carro, mentre il resto del convoglio e' rimasto sui binari. Il macchinista del treno, L.M., di 36 anni, ha fatto in tempo, prima che il locomotore finisse nella scarpata, ad aprire lo sportello ed a gettarsi dal convoglio. La caduta non ha provocato alcuna conseguenza per il macchinista. In serata le Ferrovie dello Stato, in un comunicato, hanno riferito che l' incidente accaduto a Cosenza e' avvenuto all' interno dello scalo merci dell' area di Vaglio Lise. Nell' incidente, sempre secondo quanto riferito dalle Ferrovie, e' rimasta coinvolta una tradotta di manovra, il mezzo che viene utilizzato per lo spostamento di vagoni e carri merci, e non un locomotore. Sull' incidente, al fine di accertarne le cause, le Ferrovie hanno avviato un' indagine tecnica.
(fonte: www.nuovacosenza.com)
11 maggio 2006
Bardonecchia (TO)
AV Val di Susa

Una corsa impazzita da Bardonecchia fino a Chiomonte. Trenta chilometri senza freni, a 120 orari in discesa, senza possibilità non solo di fermarsi, ma anche soltanto di rallentare la velocità che cresceva di secondo in secondo. Poi schianti a raffica, binari distrutti, fiamme, e una vittima: Luka Milinkovic, 35 anni, macchinista del treno senza controllo, origine croata, residente ad Ancona.
Così, ieri verso le 17, un locomotore giallo con tre vagoni di una società privata che sta eseguendo lavori nel tunnel del Fréjus ha seminato una scia di disastri lungo e fuori la linea dell’Alta Valsusa. Disastri e morte.
All’origine della tragedia, un problema all’impianto frenante che collega il locomotore, il badone, al resto del convoglio che avrebbe dovuto essere «ricoverato» in deposito a Bardonecchia. Guasto di cui Milinkovic si è reso subito conto, e subito ha cercato di frenare una corsa che diventava invece sempre più spedita. Il treno non ha risposto ai comandi, ha iniziato un viaggio non previsto, il macchinista ha lanciato l’allarme, ha provato e riprovato a frenare mentre la motrice coi tre convogli accelerava in discesa. Inutile. Disperato, Milinkovic si è sentito perso, e quando ormai la velocità del treno gli pareva incontrollabile e il destino segnato ha deciso di cercare la salvezza con un gesto disperato, l’unico possibile: oltrepassata la galleria che conduce al Ponte della Comba Scura, dopo Exilles, si è lanciato sulla massicciata. Ma il suo tentativo di salvezza si è trasformato in tragedia: l’uomo ha colpito con la testa la ringhiera del ponte ed è morto sul colpo nell’impatto.
«Poteva essere una strage», dice adesso l’assessore ai Trasporti della Comunità Montana, Giorgio Bortolucci. E non è la solita frase fatta. Poteva davvero essere una strage, oltre questa morte: il treno dei lavori in corso ha superato, durante il suo viaggio incontrollato, due passaggi a livello aperti, e prima di incendiarsi, fermandosi, ha provocato una lunga serie di danni sopra e oltre la massicciata. L’ultimo dei tre carrelli, che trasportava una cisterna con polvere di cemento, si è sganciato dal convoglio alle porte di Chiomonte ed è finito oltre le protezioni della linea ferrata, nel giardino della villetta di Clemente Molino, in via Gaiet 11. Si è ribaltato, squarciato, parte del cemento è stata proiettata nel raggio di diversi metri, fino a colpire la fiancata di un’altra casa vicina, quella dei fratelli Remofil.
Senza il terzo carrello, la velocità del treno impazzito - e anche senza più macchinista - è cresciuta ancora. Anche il secondo carrello, con a bordo un elevatore, si è sganciato, ha abbattuto un traliccio dell’alta tensione che alimenta la linea aerea dei pantografi. Poi il badone, con l’ultimo rimorchio, si è infilato come una scheggia in stazione. A questo punto, parte delle griglie elettrosaldate utilizzate per realizzare basi di cemento (a bordo di quest’ultimo carrello) si sono mosse, alcune hanno toccato terra sollevando le pietre lungo i binari. Sassi sono schizzati come proiettili in stazione e oltre, fin sulla strada: due persone sono rimaste lievemente ferite.
«E’ un miracolo che non ci siano altri morti», commenta più di un soccorritore. Dieci minuti prima non sarebbe finita così: «A Chiomonte, sul binario 4, si è fermato il regionale per Bardonecchia - riferisce un ferroviere in stazione -. Sono scese numerose persone». Bersagli viventi per quelle pietre schizzate ovunque.
La corsa impazzita e l’incubo sono finiti poche centinaia di metri dopo la stazione: la motrice, rimasta agganciata a un solo carrello, ha preso fuoco. Si è fermata.
Le ricerche del macchinista sono iniziate immediatamente: due elicotteri hanno sorvolato i 30 chilometri di tragitto, si sono abbassati e di nuovo alzati alla ricerca di un corpo che è stato trovato verso le 18 sul Ponte della Comba Scura. Il cadavere di Milinkovic.
La linea ferroviaria da e verso Modane è interrotta. Due le inchieste aperte: è possibile che, nella fretta, non sia stato collegato l’impianto frenante di tutti i carelli. Certo è che «il problema della sicurezza - dichiara Mauro Poggio, Cgil trasporti - è un nodo costante nel trasporto ferroviario, che il sindacato ha più volte sollevato. Ci sono molte aziende che lavorano in appalto, e come in tutti gli altri settori ci domandiamo se l’appalto garantisca sempre le condizioni di sicurezza necessarie».
(fonte: www.lastampa.it)

Muore il macchinista Luka Milinkovic

-------------------- (15 luglio 2011) Disastro ferroviario a Chiomonte cinque condannati a due anni Nell'incidente perse la vita il macchinista bosniaco Luka Milinkovic. Si era lanciato dalla cabina della locomotiva, che trainava due carrelli e che, per un errore di manovra, era finita su un binario di cantiere Cinque persone sono state condannate a due anni di carcere per omicidio e disastro colposi per l'incidente ferroviario dell'11 maggio 2006 avvenuto a Chiomonte (Torino), in cui perse la vita il macchinista bosniaco Luka Milinkovic. Si tratta di Uber Montermini, direttore e responsabile della sicurezza della societa privata Clf, Costruzioni Linee Ferroviarie; Sandro Stazi, capocantiere di Clf; Renzo Bordini, responsabile manutenzione mezzi di Clf; Michele Benedetto, responsabile dei dirigenti di movimento di Rfi, la società del gruppo Ferrovie dello Stato che si occupa delle infrastrutture; e Riccardo Rittatore, dirigente movimenti interni di Rfi. Lorenzo Bestini, caporeparto di Rfi, è stato invece assolto in quanto si è dimostrata la sua completa estraneità ai fatti. Riccardo Orano, operaio della ditta di manutenzione della ferrovia era già stato condannato in giudizio abbreviato a un anno e otto mesi di reclusione con la sospensione condizionale della pena (per non aver agganciato il freno del locomotore al freno del convoglio), mentre Bruno Nurisso, responsabile operativo del tratto ferroviario Modane-Chiomonte, era stato assolto in quanto al momento del fatto non si trovava in servizio. La vittima, che aveva 34 anni, morì lanciandosi dalla cabina di pilotaggio della locomotiva, che trainava due carrelli (uno trasportava una cisterna e l'altro un compressore) e che, per un errore di manovra, era finita da un binario di cantiere a quello percorso normalmente dai treni diretti da Bardonecchia verso Bussoleno e Torino: dopo avere attraversato alcuni passaggi a livello aperti, era sfrecciata senza più controllo a 150 chilometri l'ora nella stazione ferroviaria del paese, fortunatamente deserta, dove si schiantò senza provocare altre vittime. Milinkovic lavorava per la società Clf, che stava effettuando alcuni interventi di manutenzione nella galleria del Frejus, e non era abilitato a condurre un locomotore e, hanno accertato successive indagini, l'impianto di frenatura del treno non funzionò a dovere. Inoltre sul mezzo avrebbe dovuto esservi anche personale di Rfi con compiti di controllo.(ANSA).
(fonte: http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/07/15/news/disastro_ferroviario_a_chiomonte_cinque_condannati_a_due_anni-19169103/)

12 maggio 2006
Pavia
La mattina del 12/05/2006 un macchinista alla guida del locomotore, in testa ad un IR per Milano, poco prima di Pavia, s'è sentito male.
Ha perso i sensi accasciandosi sul banco del 656. Il secondo agente, accortosi dell'accaduto, prontamente ha sollevato dai comandi il socio adagiandolo sulla sedia e mentre prendeva la guida del treno che continuava il suo viaggio, avvertiva telefonicamente il 118.
In arrivo a PV c'era già l'ambulanza sul marciapiede in attesa. I sanitari intervenivano e rianimavano lo sfortunato collega rimasto in arresto cardiaco per diversi minuti e ricoverato in prognosi riservata ed attualmente in coma.
I complimenti al collega, secondo agente, che ha saputo gestire benissimo e con estrema professionalità, una situazione così drammatica salvando di fatto la vita del socio.........
ecco il doppio agente e il vacma a cosa servono....
come sarebbe stata gestita la situazione con lo stesso materiale rotabile ma senza il secondo agente?
In caso di malore del macchinista con materiale ordinario (come in questo caso), essendo il macchinista solo in cabina (attualmente non è ammesso) sarebbe intervenuto qualche sistema di controllo (SCMT per supero velocità massima e/o mancata captazioni del codice RSC e/o mancato input vigilante), ma non ci sarebbe stata nessuna possibilità di soccorrerlo in tempo utile...
Con materiale leggero o E.464:
- senza il CT in cabina: stesso discorso di sopra;
- con il CT in cabina quest'ultimo avrebbe al massimo frenato il treno in linea... e quindi addio soccorso in tempi rapidi...
Però in quest'ultima situazione, se il CT fosse stato capace di condurre il treno e si fosse preso la responsabilità, avrebbe potuto fare ciò che ha fatto il secondo agente prima di Pavia.
17 maggio 2006
Motta di Livenza
Linea
Treviso - Portogruaro
Verso le 1.00, deragliato vicino Motta di Livenza un vagone merci, sulla Treviso-Portogruaro.
Situazione ripristinata la mattina successiva, intorno alle 7.
16 maggio 2006
Roncafort
(TN)
Il 16 maggio 2006, ennesimo incidente a Roncafort.
Una serie di 9 carri rottami per la Valsugana, si è messa in movimento sul binario 7 lato sud dello scalo: si tratta di uno dei tre binari passanti non ancora attivati, che vengono utilizzati come tronchi per lo smistamento/sosta dei carri.
Tali carri, dapprima hanno divelto due rudimentali traversine in legno (spazzate via come niente) messe in mezzo alle rotaie, poi hanno forzato un paio di scambi in uscita, infine accelerando vistosamente (asta di manovra cortissima e soprattutto in discesa!!!) hanno divelto il paraurti finendo in aperta campagna.
La stessa cosa è successa qualche mese fa con dei carri intermodali.
Era appena entrato il treno locale 52955 (per fortuna era un treno da nord altrimenti lo centravano in pieno), quando si è visto dei carri muoversi: si è capito subito cosa stava per succedere anche perchè quel lato dello scalo è deserto e tutte le operazioni si svolgono a nord: un boato e un carro che finisce nella buca portandosene dietro un altro.
E' probabile, visto che da Verona erano appena arrivati altri rottami, che abbiano appoggiato i carri sullo stesso binario, senza accorgersi che davanti i primi stavano prendendo velocità.
Il vero colpevole è comunque chi ha progettato uno scalo con le pendenze sbagliate: a Trento non è mai successo nulla di questo genere, anche lanciando carri carichi in velocità si fermavano sempre appena trovavano la contropendenza, al massimo finivano sugli scambi.
Sarebbe anche ora di completarlo lo scalo prima che succeda un'altra volta!!
Perchè Roncafort non è stata progettata come stazione di smistamento quando di fatto assolve anche queste funzioni?
Ci sono 10 treni/giorno che vanno formati/smistati o è un'illusione?
Perchè quando hanno soppresso lo Scalo Filzi hanno parlato di trasferimento delle attività a Roncafort, visto che non è idonea a ciò?
Non è che il vero problema era quello di abbandonare in fretta e furia Trento Scalo per lasciare mano libera al Comune e alle sue speculazioni edilizie?
Perchè lo scalo non è ancorta completato, nonostante da 1 anno siano pronti i segnali per l'ingresso/uscita dai binari 6 7 8? Forse perchè si sono accorti che 9 binari tronchi sono troppo pochi per riuscire a contenere contemporaneamente:
billette Rezzato, rottami Valsugana, carri VR, carri BZ, carri Rovereto, scarico legname Trento, carri Whirlpool, vuoti pietrisco, pietrisco carico, vuoti Bondeno/Forlì, carico Bondeno/Forlì: da soli fanno più di 9 e non si conta che per molte destinazioni (Valsugana e Whirlpool in primis) vengono occupati 2/3 binari!
16 maggio 2006
Castelfranco Emilia (MO)
Linea
Bologna - Piacenza

Operaio travolto e ucciso da treno merci nel modenese. Stava svolgendo lavori modifica impianti trazione elettrica.
(ANSA)  Un operaio salernitano di 50 anni, Mario Cairone, residente a Verona, e' stato investito e ucciso da un treno merci nel modenese. A Castelfranco Emilia sulla linea Bologna-Piacenza ci sono lavori in corso e uno dei binari e' interrotto, l'operaio, secondo le Ferrovie, si sarebbe trovato dopo mezzanotte sul binario in esercizio al momento del passaggio del treno merci. La circolazione e' stata interrotta su entrambi i binari fino alle 2.30 del mattino.

Muore l'operaio Mario Cairone

19 luglio 2006
Linea
Bari - Foggia
BARI - Un incendio si è sviluppato ieri sera su un treno locale di Trenitalia, in servizio tra Foggia e Bari, il numero 12501. Secondo i vigili del fuoco, le fiamme hanno distrutto la 'pilotina', una motrice posta in coda al treno, e l'ultimo vagone. Dopo che il treno è stato fatto fermare alla fermata della zona industriale di Bari si sono sviluppate le fiamme che, secondo i vigili del fuoco, hanno provocato panico tra i viaggiatori, inducendoli a gettare bagagli dai finestrini e a tentare di calarsi fuori senza usare le uscite dei vagoni.
Per Trenitalia, la situazione era sotto controllo e non si sono avute scene di panico. Ad ogni modo, al 118 - servizio di emergenza sanitario - non sono giunte, a quanto si è saputo dagli operatori del servizio, richieste di soccorso.
Il treno regionale era partito da Foggia alle 21.38. A qualche distanza dalla stazione di arrivo - quella di Bari centrale - era stato notato fumo che usciva dall'ultimo vagone.
A quel punto, secondo Trenitalia, la decisione di far fermare il convoglio in una stazione periferica per evitare rischi per le persone. Dei sette viaggiatori che erano sul treno due sono state accompagnate a casa da parenti, altre cinque da tassisti chiamati dalle Ferrovie dello Stato.
(fonte: www.repubblica.it)
8 settembre 2006
Mellitto (BA)
Linea
Bari - Matera

BARI. La terribile coincidenza. Alle 9,20, un chilometro da Mellitto, una stazioncina ferroviaria. Un Tir carico di legname ha cominciato a ondeggiare, ha urtato il guard rail finché l’autista ha perso il controllo precipitando giù dal cavalcavia. Un volo di venti metri. Il Tir si è schiantato sui binari pochi minuti prima che arrivasse il treno regionale Bari-Matera. A un chilometro da Mellito, la terribile coincidenza. Lo schianto: il treno contro il Tir.
E’ morto l’autista del Tir, Aziz Mautazzaki, marocchino, 38 anni. Sessantuno i feriti. Dopo l’urto, il treno ha trascinato per qualche decina di metri il camion, si è piegato sul lato sinistro infilandosi in una nuvola di polvere e di trucioli. Il Tir, carico di legname e scarti di lavorazione di un salottificio, era partito da Matera. Anche il treno. Partiti in Basilicata, si sono incrociati in Puglia, a Mellito, una ventina di chilometri da Bari, nonostante qualcuno abbia tentato disperatamente di evitare l’incidente.
Una persona si è accorta del Tir, e lungo i binari ha cercato di segnalare al macchinista del treno in arrivo la presenza del mezzo sui binari. Il macchinista del treno regionale delle Ferrovie Appulo Lucane, Vincenzo Gimigliano, ha tirato il freno di emergenza, ma non ha potuto evitare l’impatto. Nulla da fare per l’autista del camion. Sessantuno i feriti, ma non in modo grave sul treno partito con novanta persone a bordo: contusi o colpiti dalla schegge di vetro dei finestrini in frantumi. Sono stati ricoverati negli ospedali di Altamura, Grumo Appula, Bitonto e Bari. In serata meno di dieci erano ancora i ricoverati.
Tra i viaggiatori sul treno dei pendolari e degli studenti, un trenino di due vetture appena, c’era anche una donna incinta. E’ avvenuto tutto in un attimo. Il macchinista, quando si è accorto che i binari erano ostruiti e ha visto la sagoma di una persona che muoveva le braccia per segnalare un pericolo, ha tirato il freno di emergenza uscendo immediatamente dalla cabina dando uno spintone al capotreno affinché si allontanasse dal punto in cui più forte si sarebbe avvertito l’urto.
Il colpo è stato violento e, mentre il convoglio trascinava per decine di metri il Tir, una nuvola di trucioli, polvere, terra e vetri inondava il treno. «Abbiamo urlato, chiesto aiuto, non sapevamo che fare» racconta una donna che indossa il collare ortopedico, e Ronsagela, una ragazza di ventisei anni aggiunge: «Ero in piedi, sono finita con violenza contro un sedile. Mi sento fortunata, è finita bene».
Quando il portellone si è aperto, i feriti hanno trovato le ambulanze, i vigili del fuoco, la protezione civile. Sull’incidente la magistratura ha aperto un’inchiesta, coordinata al sostituto procuratore Isabella Ginefra. Resta da chiarire perché il Tir sia precipitato sui binari. Si ipotizza un guasto meccanico, un cedimento del mezzo, ma non può escludere un malore del conducente o che il carico eccessivo possa avere provocato lo sbandamento. Dopo avere caricato a Matera il legname sul camion dell’azienda per la quale lavorava, l’autista Aziz Mautazzaki aveva imboccato la statale 96 che incrocia la linea ferrata delle Ferrovie Appuro Lucane e a un tratto, in Puglia, la scavalca con il sovrappasso.
In questo punto il Tir, dopo una sbandata, ha divelto il guard rail finendo di sotto. Il treno è arrivato poco dopo. Dopo le stazioni di Altamura e Pescariello, ha infilato la curva a sinistra che attraversa il sottopasso. Qualche attimo di terrore e poi lo schianto. La statale è rimasta chiusa per alcune ore, fino al pomeriggio, mentre per la rimozione del convoglio e il ripristino della linea ferroviaria saranno necessari un paio di giorni. Il traffico dovrebbe riprendere normalmente lunedì. La polizia sta tentando di ricostruire la vicenda anche grazie al racconto dei testimoni. Clicca qui  leggere la notizia dalla fonte ( www.lastampa.it) + le foto dell'incidente.

Muore il camionista Aziz Mautazzaki

19 settembre 2006
Castelguelfo (PR)
Linea
Bologna - Milano

L'intercity 506 proveniente da Bari, che viaggiava sulla Milano-Bologna, ha travolto un camion rimasto intrappolato in un passaggio a livello a Castelguelfo, tra Parma e Fidenza. Il camionista alla guida del tir non è riuscito a far passare interamente il camion prima che le sbarre del passaggio a livello si abbassassero. L'uomo è riuscito a fuggire e mettersi in salvo prima dell'arrivo del treno. Purtroppo però è morto un suo collega, Luca Fazzoli, 30 anni (di Calvisano, Brescia), sceso dal suo camion per aiutarlo.
Infatti, mentre il primo correva in mezzo ai binari nel tentativo di dare una mano all'altro conducente, il treno si è schiantato contro il rimorchio del camion. Questo ha schiacciato, uccidendolo, il camionista che stava cercando di portare aiuto. L'incidente è accaduto intorno alle 16.15 e la linea ferroviaria Milano-Bologna è stata bloccata provvisoriamente. Sul binario opposto è arrivato poco dopo un Eurostar che è finito sui rottami. L'impatto non ha avuto conseguenze serie, ma il treno si è dovuto fermare a sua volta.
Dopo le 18 è stato riaperto al traffico il binario diretto verso sud. I tecnici delle Ferrovie hanno lavorato a tempo di record e la circolazione è ripresa. I convogli hanno potuto cominciare a viaggiare nei due sensi perché la linea è attrezzata per questo scambio, anche se la circolazione alternata ha allungato i tempi di percorrenza del tratto di circa venti minuti.
Leggi la notizia anche su reggio2000.it

Muore un camionista

3 novembre 2006
Linea
Gagliano - Lecce
Ferrovie Sud Est
NEVIANO (LECCE) - Un operaio è stato investito e ucciso nel pomeriggio sulla tratta delle Ferrovie del Sud est mentre era intento a lavori di manutenzione sulla tratta Gagliano del Capo - Lecce. Si chiamava Victor Rotaro e aveva 48 anni, aveva due documenti, uno moldavo e l'altro spagnolo, viveva a Torino e lavorava per conto di un'impresa di Vercelli. L'uomo era impegnato nei lavori di manutenzione dei cavi elettrici del tratto ferroviario. L'incidente è avvenuto intorno alle 14.30, mentre l'uomo stava lavorando a ridosso del casello alla periferia di Neviano. È stato investito dalla littorina delle Sud Est, che lo ha risucchiato stritolandolo.
(fonte: www.corriere.it)
13 novembre 2006
Linea
Barletta Spinazzola

Un operaio e' morto e due sono rimasti feriti stamane, intorno alle 11.10, sulla linea ferroviaria Barletta-Spinazzola, durante lavori programmati di manutenzione.
Per cause ancora in corso d'accertamento, un carrello di servizio delle squadre tecniche e' uscito dai binari durante il rientro dal turno di lavoro. Al momento dell'incidente il traffico ferroviario era sospeso in quanto la linea era stata precentemente chiusa per eseguire i lavori di manutenzione. Il Gruppo Ferrovie dello Stato ha aperto un'inchiesta per stabilire le cause dell'accaduto.
Ha subito l'amputazione della gamba uno dei due operai feriti questa mattina sulla linea ferroviaria tra Barletta e Spinazzola, in provincia di Bari, mentre effettuavano dei lavori nel tratto tra Spinazzola e Poggiorsini. Il secondo operaio ferito ha subito una frattura a uno degli arti inferiori. La vittima, Salvatore Loglisci, 45 anni di Gravina, invece e' morta dopo aver battuto la testa per terra a causa del deragliamento. Sull'episodio indaga la Polizia Ferroviaria che conferma come a bordo del carrello c'erano solo tre persone.
Gli altri due feriti sono Renato Laronca, che ha subito l'amputazione e si trova ricoverato all'Ospedale di Andria, e Rocco De Cesare, che ha subito un trauma cranico e una frattura e si trova all'Ospedale di Canosa.
(fonte: www.notizie-online.it 
Articolo scritto da Pasquale Dibenedetto)

Muore l'operaio Salvatore Loglisci.

Feriti gli operai Renato Laronca e Rocco De Cesare.

15 novembre 2006
Monterotondo (Roma)

La mattina del 15 novembre 2006 il ferroviere MASSIMO ROMANO, muore investito da un treno, mentre lavora su un binario della linea Roma-Orte, nei pressi di Monterotondo (RM). Massimo era di Summonte, un piccolo paese in provincia di Avellino, aveva 44 anni. Lascia la moglie e due figli di 11 e 14 anni. Era dipendente di RFI da soli due anni, da quando la ditta per cui lavorava (gestione passaggi a livello) venne assorbita dalla società del gruppo FS. SpA.

Muore l'operaio Massimo Romano.

Per sapernedi più duarda la pagina web dedicata.
13 dicembre 2006
Borghetto di Avio
Linea del Brennero
TRENTO - Tamponamento tra due treni merci, alle 5:35, a Borghetto di Avio, lungo la linea del Brennero, praticamente a cavallo tra Trentino e Veneto: due macchinisti sono morti.

"E' troppo presto per dire se si tratta di un errore umano o di un guasto tecnico", ha detto il pm di Rovereto Marco Gallina. Le vittime sono i due macchinisti del treno che ha tamponato. Si tratta di Walter Mazzi, di 51 anni, di Lugagnano di Sona (Verona), e Giancarlo Maschi, di Verona. I cadaveri sono stati trasferiti all' Istituto di medicina legale dell' ospedale di Rovereto, a disposizione del magistrato.

Secondo una prima ricostruzione, un treno merci diretto verso sud era fermo ad un semaforo rosso, quando è sopraggiunto un altro treno merci nella stessa direzione, che non si è fermato. Ai soccorritori l'allarme è stato dato dai custodi di una vicina fabbrica, ai quali si è presentato uno spettacolo drammatico, con vagoni accartocciati e parte del carico volata nella vicina campagna.

Subito - fortunatamente con esito negativo - i vigili del fuoco hanno verificato che a bordo dei treni non ci fosse materiale inquinante o pericoloso. Il traffico sulla ferrovia è stato bloccato con deviazioni verso Tarvisio o trasbordo su pullman. Bloccata per i soccorsi, con deviazioni su strade locali, anche la parallela statale del Brennero.

BIANCHI NOMINA COMMISSIONE INCHIESTA
Il Ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, ha disposto la nomina di una commissione di inchiesta per accertare le cause dell'incidente ferroviario. La commissione - fa sapere il Ministero - e' composta dal professore dell' Universita' La Sapienza di Roma, Gabriele Malavasi, in qualita' di presidente, e dagli ingegneri Gennaro Scagliarini e Pasquale Saienni, e dovra' far conoscere, entro 60 giorni, le cause dell' incidente. ''Alle famiglie dei macchinisti che hanno perso la vita, Walter Mazzi e Giancarlo Maschi - ha detto il Ministro Bianchi - desidero manifestare il cordoglio dell'intero governo e mio personale''.
(Fonte: www.ansa,it - Per le immagini, vai sul sito della Protezione Civile di Trento)
 Anno
2005 Incidenti = 29 Macchinisti
morti = 4
Macchinisti
feriti = 6
Altri ferrovieri
morti = 6
Altri ferrovieri
feriti = 6
Viaggiatori
morti = 17
Viaggiatori
feriti = 110
7 gennaio 2005
Crevalcore (BO)
Linea
Bologna - Verona

Scontro fra un treno interregionale ed un treno merc. La nebbia che gravava sulla zona può aver inciso sul disastro: al momento dell'incidente la visibilità era inferiore a 50 metri e può aver impedito di vedere segnalazioni sulla linea. Il merci 59308 (partito da Roma e diretto a San Zeno Falzano) e il convoglio passeggeri interregionale 2225 (partito da Verona alle 11,39 e diretto a Bologna) viaggiavano su un tratto a binario unico. In una situazione del genere basta una segnalazione ignorata o non funzionate per creare situazioni di rischio con convogli che procedono uno contro l'altro. L'impatto è stato tremendo, probabilmente avvenuto ad alta velocità. L'ipotesi prevalente è che a ignorare un semaforo rosso sia stato il treno passeggeri. La motrice del convoglio dopo lo scontro è deragliata mentre la prima carrozza è stata completamente sventrata dal merci, che trasportava putrelle di ferro. Il bilancio, provvisorio, è tragico: 17 morti e una sessantina di feriti. Tra le vittime già accertate vi sono i quattro macchinisti dei due convogli. Pare che in cabina di guida fosse regolarmente attivo il dispositivo vigilante VACMA.

Muoiono i macchinisti Ciro Cucciniello, Equizio Abate, Vincenzo De Biase, il capotreno Paolo Cinti, i viaggiatori Francesco Scaramuzzino (Manovratore FS), Donatello Zoboli, Diana Baraldini, Claudia Baraldini, Daniel Buriali, Andrea Sancini, Alberto Mich, Bruno Nadali, Banka Bairam, Mario Santi, Anna Martini, Matteo Sette, Maurizio Bussolari.

Per altri articoli e foto, visita www.clubtrenibrianza.com

10 gennaio 2005
Pianello Vallesina (AN)

Il macchinista Alberto Guerro soffriva da qualche tempo di crisi depressive a seguito di un incidente ferroviario nel quale era rimasto coinvolto. E' molto probabile che il drammatico incidente di Crevalcore (7 gennaio 2005) lo abbia scosso al punto ad indurlo a togliersi la vita. E' stato infatti trovato impiccato nella sua casa.

Si toglie la vita il macchinista Alberto Guerro

22 gennaio 2005
Linea
Trento - Verona
Sfiorato il disastro. L’interregionale Trento - Verona 10939, quello che parte dalla stazione del capoluogo alle 17:30 e arriva a Verona alle 19:42, che ieri sera sarebbe dovuto arrivare alla stazione di Porta Nuova si è adagiato con la motrice e il primo vagone paurosamente piegati sul fianco sinistro. Altri due metri e sarebbe stata una tragedia; il treno avrebbe potuto rotolare giù, fino in fondo. Il macchinista Franco Gasperi di Trento è riuscito a fermare la corsa del suo treno appena in tempo; anche il capotreno Filadelfio Brancato ha fatto tutto quello che uno può fare per segnalare a Gasperi che c’era qualcosa che non andava, che tirasse il freno, subito. E per fortuna, pur nel dramma, è andata per il verso giusto. Solo un paio di poliziotti attorno al treno, pochissimi ferrovieri. Non un lampeggiante, non un mezzo dei vigili del fuoco o un’ambulanza. Pare che il treno sia uscito dal binario, perché si trovava su quello sbagliato ma i colleghi del macchinista e del capotreno, invece, hanno spiegato che, con tutta probabilità, le cose sono andate in maniera diversa. L’interregionale s’è fermato in stazione a Peri, è regolarmente ripartito, è arrivato fino in fondo al binario di raccordo con la linea. E qui è successo il guaio. Lo scambio non ha funzionato; il treno non è stato immesso sulla linea del Brennero. Ha semplicemente tirato dritto ad una velocità per fortuna ridotta, circa trenta chilometri all’ora. La motrice ha sfondato il tronchino ed è finita sulla massicciata a pochi metri dalla scarpata.
3 marzo 2005
Stazione di Roma Tiburtina
Nella notte fra il 3 ed il 4 marzo, il treno IR 2347 (Pisa - Roma. Materiale "navetta MD" con locomotiva in coda) stava effettuando un movimento di manovra nella stazione di Roma Tiburtina per essere "spostato" in un binario diverso da quello d'arrivo. Dopo la manovra di retrocessione (avvenuta con la regolare presenza in coda dei manovratori), il macchinista posiziona il treno all'altezza del segnale basso che comanda l'ingresso al binario ove ricoverare il treno. La "marmotta" è chiusa. Si apre la marmotta. Il macchinista traziona e supera la marmotta, ma dopo qualche metro il macchinista sente uno scossone. Si ferma e, affacciandosi dal finestrino, s'accorge che la locomotiva (in coda) e l'ultima vettura sono sviate. Non si conoscono ancora i motivi dell'incidente. I macchinisti (DTR Firenze) sono stati trattenuti dalla Polfer fino alle 6:00 del mattino. Solo danni all'infrastruttura.
8 marzo 2005
Linea
Lamezia TC - Reggio C. 

Urto fra due carrelli, uno lavori ed uno TE con braccio mobile. Da una prima ricostruzione, alle ore 13:30 circa, fra le stazioni di Mileto e Rosarno al Km 315 del binario dispari della linea Lamezia TC - Reggio Calabria, su un tratto di linea in discesa con visuale libera ed in aperta campagna, il carrello lavori ha urtato il carrello TE, fermo in linea per una manutenzione programmata dalle ore 12:00 alle ore 15:00. Sul carrello TE l'operaio FOTIA di Melito PS (RC) di anni 32, che si trovava sulla torretta vicino alla linea aerea, è stato sbalzato in un fossato morendo nell'impatto. L'urto fra i due mezzi a causato inoltre, il ferimento del collega Papa di Villa S.G. che ha subito l'amputazione di entrambi gli arti inferiori ed attualmente ricoverato all'ospedale di CZ, e il ferimento di altri tre operai ricoverati nell'ospedale di Gioia Tauro. Per l'impatto il giovane Fotia è stato sbalzato fuori dal carrello TE perdendo la vita nell'urto sulla massicciata, sposato di Melito Porto Salvo (RC) di anni 32, era in attesa di un figlio. Le ultime notizie sugli altri operai sono più confortanti: al collega Papa ricoverato all'ospedale di Catanzaro è stata riconosciuta una prognosi di 20 giorni, per fratture varie; ai due colleghi ricoverati all'ospedale di Gioia Tauro, i sanitari hanno diagnosticato traumi in varie parti del corpo guaribili in 30 gg. Da una seconda e più completa ricostruzione è emerso che i carrelli erano tutti e due in movimento. Sembra che la velocità e l'incomprensione di una comunicazione fra i due veicoli sia stata la causa dello scontro.

Muore l'operaio Fotia.

Feriti tre operai ed uno, Papa , in modo grave.

31 marzo 2005
Linea
Salerno - Reggio C.
Favazzina (RC)

Tre feriti e una decina di contusi: è il bilancio dell'incidente ferroviario accaduto all'l'intercity Reggio Calabria-Milano nei pressi della stazione di Favazzina, nel Reggino. Il convoglio, a bordo del quale viaggiavano oltre 200 persone, è andato a finire contro una piccola frana staccatasi dalla montagna che sovrasta la linea. Sulla zona imperversava, infatti, un forte temporale. L'incidente non ha provocato conseguenze gravi solo perché il treno non viaggiava a velocità sostenuta. I tre feriti sono due donne e uno dei due macchinisti, che sono stati portati in ospedale. Una delle donne ha riportato una frattura a una gamba, mentre l'altra e il macchinista hanno riportato contusioni in varie parti del corpo. Secondo quanto si è appreso, la massa di detriti staccatasi dalla montagna ha invaso la linea ferrata pochi minuti prima del passaggio del treno diretto a Milano. La frana ha ostruito completamente il binario nord e invaso parzialmente anche quello sud. L'impatto contro la massa di detriti è stato inevitabile. Il traffico lungo la linea tirrenica è interrotto e non si sa, quando potrà riprendere. Le Ferrovie dello Stato, per venire incontro alle esigenze dei viaggiatori e limitare il più possibile i disagi, stanno garantendo servizi sostitutivi con pullman. Il dato significativo è che il 12 maggio del 2001 nello stesso punto in cui si è verificato il deragliamento si era verificato un incidente analogo provocato anche in quel caso da un movimento franoso. In quel caso nell'incidente rimase coinvolto un treno espresso partito da Roma Termini e diretto a Reggio Calabria. L'incidente ripropone, quindi, in termini ancora più urgenti, comunque, il problema della sicurezza della linea ferroviaria nella zona tirrenica reggina a causa degli smottamenti che si verificano a ridosso dei binari, che scorrono tra la montagna da un lato e il mare dall'altro. Un problema che si pone anche per le mareggiate che di frequente provocano danni ai binari.

Feriti tre viaggiatori.

2 maggio 2005
Linea
Empoli - Siena
Poggibonsi (SI)

Molto spavento e, per fortuna, nessuna grave conseguenza per i pendolari del treno 11779 EMPOLI—SIENA, protagonista ieri pomeriggio, di un incidente tra le stazioni di Barberino e Poggibonsi. Alle 16,30 il treno diretto a Siena urta, in località Le Grillaie, un mezzo meccanico che sporge sui binari. Lo scontro è violento ma per fortuna il treno non deraglia e si ferma qualche centinaio di metri dopo. Una brusca frenata che ha colto di sorpresa i viaggiatori uno dei quali, un ferroviere di 45 anni, non in servizio, è stato ricoverato in osservazione al pronto soccorso di Campostaggia (Poggibonsi) per trauma cranico. Leggermente ferita ad una spalla anche una ragazza che tuttavia ha rinunciato alle cure dei medici. La ruspa era utilizzata dalla ditta che ha in carico i lavori per la realizzazione del raddoppio della tratta Certaldo—Poggibonsi—Siena. Il treno era partito da Empoli alle ore 15,52 e sarebbe arrivato a Siena alle 17,04. la linea ferroviaria, in quel tratto a binario unico, è rimasta bloccata per oltre un’ora per consentire ai carabinieri di Tavernelle e alla Polfer di Empoli di effettuare i rilievi. I treni hanno subito ritardi di più di un’ora.

Feriti 2 viaggiatori.

2 maggio 2005
Linea
Firenze - Borgo S.L.
Dicomano (FI)
Nella tratta fra Pontassieve—Borgo San Lorenzo della linea Firenze—Borgo San Lorenzo, una fiat 600 è finita sui binari ed è stata travolta dal treno 11990 che arrivava a velocità ridotta da Borgo S.L. La ragazza al volante (19 anni) è riuscita a scendere prima dell’arrivo del treno. Nessun ferito tra i passeggeri. 
6 maggio 2005
Pollina (PA)
Linea
Palermo - Messina

I macchinisti del treno 1924 Palermo - Roma (trainato da locomotore 656 - 028 con, in composizione, altro locomotore 656 - 043) all'uscita della galleria di Pollina, alle ore 20.30 circa, apprestandosi a transitare dalla stessa località nella tratta ferroviaria Palermo - Messina, appena finita la curva d'uscita e andati sul dritto della linea ferroviaria, effettuavano una frenatura rapida d'emergenza rilevando sulla sede ferroviaria una frana determinabile, in ipotesi, dallo smottamento del territorio adiacente alla massicciata ferroviaria non protetta (quel giorno era piovuto molto). L'inevitabile impatto con la frana, forse per la presenza del locomotore in composizione o per la friabilità della stessa, non provocava il deragliamento del treno ma vistosi e gravi danni ai locomotori e alle vetture obbligando alla soppressione del treno nella stazione di Pollina. Dai primi accertamenti effettuati dai macchinisti stessi non si rilevavano feriti tra i viaggiatori, solo un grosso spavento, anche il personale di bordo nell'immediato non accusata danni evidenti. Solo i due macchinisti accusavano forti dolori alla schiena e al bacino. Da accertamenti effettuati il 07.05.05, per persistenti ed acuti dolori al bacino, alla parte lombare della colonna vertebrale, al ginocchio sinistro e al collo, come si evince da rapporto della struttura di pronto soccorso dell'Ospedale Civico di Palermo, ad uno dei due macchinisti veniva riscontrata la frattura e la riduzione della 4 vertebra lombare che imponeva il ricovero ospedaliero per essere sottoposto ad intervento chirurgico, nel reparto di neurochirurgia, per la stabilizzazione della stessa.

Feriti i due macchinisti.

5 maggio 2005
Linea
Salerno - R. Calabria
Omignano (SA)
L'Intercity 761, diretto in Calabria, ha leggermente urtato alle prime luci del mattino in una galleria, nei pressi della stazione di Omignano in provincia di Salerno, un treno merci che marciava in senso inverso ed il cui ultimo vagone era uscito poco prima dai binari. Il macchinista del convoglio passeggeri, che non procedeva a forte velocità, è riuscito ad azionare in tempo la frenata rapida, per cui il treno si è soltanto appoggiato sulla carrozza del merci, provocando un lieve contraccolpo che non ha causato danni ai viaggiatori. Un locomotore è stato agganciato alla coda del treno passeggeri fermo in galleria per trainarlo indietro, fino alla stazione di Agropoli.
La prontezza del macchinista del convoglio passeggeri è stata provvidenziale, anche in considerazione del carico altamente pericoloso trasportato dal merci. L'essersi accorto subito, nonostante il buio della galleria, che il merci era fermo e che l'ultima carrozza aveva parzialmente impegnato i binari del lato opposto, ha forse evitato che le conseguenze dell'incidente potessero essere ben più gravi. Infatti il treno passeggeri, grazie alla notevole decelerazione, ha solo strisciato - dal locomotore fino alla quarta carrozza - l'ultimo vagone del merci. Lo sfregamento tra i due treni, essendo avvenuto a bassissima velocità, non ha provocato neppure scintille. Il traffico ferroviario è rimasto bloccato su entrambe le direttrici anche perché il treno merci trasportava prodotti chimici liquidi altamente infiammabili. I passeggeri del convoglio - alcune centinaia - hanno proseguito il viaggio a bordo di sei autobus. Il treno merci, partito dalla Sicilia, era diretto a Milano. L'Intercity proveniva da Torino ed avrebbe concluso il suo viaggio a Reggio Calabria.Il personale di Trenitalia a bordo dell'Intercity ha provvedendo a far spostare tutti i passeggeri verso la coda del treno. Sul posto sono intervenuti oltre ai tecnici dell'azienda ferroviaria, anche i Vigili del Fuoco e la polizia ferroviaria di Vallo della Lucania. I viaggiatori hanno mantenuto la calma, anche perchè si è provveduto a spiegare loro che cosa fosse accaduto e quali interventi Trenitalia abbia messo in atto per far riprendere al più presto il viaggio verso le rispettive destinazioni.
(fonte: www.salernonotizie.it) 
7 maggio 2005
Campobasso

ROMA (Reuters) - Un treno partito da Campobasso e diretto a Roma si è scontrato oggi pomeriggio con una piccola scavatrice di un privato ferma sui binari e nell'impatto è parzialmente deragliato, col ferimento lieve di un macchinista. Lo ha riferito a Reuters un portavoce di Trenitalia, la società del gruppo Fs. Il treno, ha detto il portavoce, era partito alle 16.30 dalla stazione di Campobasso, diretto nella capitale. Dopo circa un chilometro, poco prima di una galleria, il convoglio, composto da tre vagoni e su cui viaggiavano circa 40 persone, "ha impattato contro un Cat fermo sui binari" per ragioni ignote. Il mezzo era di proprietà di un privato e non aveva nulla a che fare con Trenitalia. Le prime due assi del locomotore sono uscite dai binari. I viaggiatori sono stati soccorsi e trasferiti su un pullman per proseguire il viaggio verso Roma. Nello scontro è rimasto contuso un macchinista, che è stato medicato senza bisogno del ricovero in ospedale. La linea resterà interrotta almeno fino a domani mattina, ha detto il portavoce di Trenitalia.

Ferito un macchinista.

17 maggio 2005
Quercianella (LI)
Linea
Pisa - Roma

LIVORNO. Nessun ferito ma forti disagi per il deraglia­mento, di un treno merci alla stazione ferroviaria di Quercianella. Alcuni vagoni (vuoti) sono usciti dai binari poco prima delle dieci durante una manovra mentre il treno procedeva in direzione nord-sud. Il macchinista stava conducendo il convoglio spostandosi dal primo al secondo binario (quello centrale) per dare una precedenza. La motrice è passata, il primo vagone pure. Ma il secondo, il terzo e il quarto sono andati fuori dalle rotaie.
(fonte: il Tirreno)

27 maggio 2005
Linea Novate (FNM)
Novate FNM: un operaio che lavora sulla banchina muore investito dal Malpensa Express.

Muore un operaio.

27 maggio 2005
Linea
Parabiago
Parabiago: un treno regionale investe, ferendola, una persona in stazione.

Ferita una persona.

27 maggio 2005
Linea
Bergamo - Ponte SP

Tragedia sfiorata e momenti di paura, sulla linea ferroviaria Bergamo-Ponte San Pietro, e traffico nel caos con code fino a Ponte, per un incidente avvenuto al passaggio a livello nel tratto che dalla Briantea porta al centro commerciale di Curno, nei pressi del Centro «Zebra». Verso le 9.30, un treno, partito dalla stazione di Bergamo e diretto a a Milano-Porta Garibaldi sulla linea Bergamo-Monza, ha speronato un furgone frigorifero, devastando la parte posteriore. Il conducente che è uscito illeso dallo schianto, si era azzardato ad oltrepassare il passaggio a livello, facendo la gimcana tra le due semibarriere. Proprio nel momento dell'attraversamento è sopraggiunto il regionale 5042. L'elettromotrice ha centrato in pieno la parte posteriore del furgone, un automezzo con cella frigorifera di una ditta di Lallio, attrezzato per il trasporto di pesce, che è stato scaraventato oltre i binari. Fortunatamente, per il conducente del furgone, non è stata danneggiata la cabina di guida. Meno fortunato, invece, uno dei macchinisti: nell'impatto, è andato in frantumi il cristallo della elettromotrice, e le schegge gli hanno procurato diverse ferite, sia pure lievi.
Ha subito danni anche l'elettromotrice: il treno si è fermato qualche centinaio di metri più avanti. I passeggeri sono stati fatti scendere e portati a destinazione con un pullman messo a disposizione dalle Fs. Danneggiato anche il meccanismo che aziona le sbarre al passaggio a livello. I macchinisti del treno R 5042 - spiegano in un comunicato le FS - non appena si sono accorti dell' ostacolo sui binari hanno azionato la frenatura d'emergenza «ma ciò non ha impedito l'urto con l'autocarro fermo sulla sede ferroviaria».
Sul luogo dell'incidente sono intervenuti i carabinieri, agenti della Polizia locale e della Polfer.

Ferito un macchinista.

8 giugno 2005
Linea
Roma - Pantano
(Met.Roma)

Scontro tra due treni a Porta Maggiore, nove feriti.
La collisione tra i due mezzi della linea Roma - Pantano si è verificata intorno alle 14. I veicoli viaggiavano su un binario unico. Contusi, in maniera non grave, otto passeggeri e un macchinista. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di piazza Dante e i
vigili urbani. I due mezzi circolavano sul binario unico. Al momento il servizio è stato sospeso. Lo scontro tra i due mezzi è avvenuto a metà tratto fra Porta Maggiore e la circonvallazione Casilina, l' unico della linea dove c'e' un unico binario. Ancora non è chiara la dinamica dell' incidente: sono in corso accertamenti dei vigili urbani, dei carabinieri e della polizia.
Al momento dell'incidente a bordo dei due convogli c'erano poco più di un centinaio di passeggeri. Il presidente di Met.Roma Stefano Bianchi è andato a far visita nell'ospedale ai feriti. ''Il mio semaforo era verde e sono passato, quando dopo una cinquantina di metri mi sono visto l'altro trenino contro. Ho azionato il fischio, ho frenato ma non c'era più il tempo necessario''. A riferirlo è uno dei due macchinisti, di 53 anni, che era alla guida del trenino partito da Grotte Celoni ed era diretto all'altro capolinea, quello Laziali, vicino alla stazione Termini. ''Fortunatamente andavamo entrambi ad una velocità di circa 10 chilometri orari - ha aggiunto il macchinista - Ho visto l'altro mezzo che veniva in senso contrario e mi sono riparato mettendomi in un angolino della cabina''. ''Ho sentito un gran boato - ha raccontato una studentessa romana che era a bordo di uno dei due treni. "Non mi sono resa conto di quanto era accaduto - ha aggiunto - fino a quando non ho visto tanta polvere davanti ai miei occhi. Poi ci hanno fatto scendere. Fortunatamente entrambi i trenini non erano stracolmi di gente così come sono di solito negli orari di punta''.

Ferito un macchinista e otto passeggeri.

8 giugno 2005
Voltri (GE)
Linea
Milano - Ventimiglia

Un immigrato nordafricano e' morto stamani travolto da un treno a Genova mentre cercava di sfuggire ad un controllo della polizia. E' accaduto poco dopo le 9 nel tratto di ferrovia tra le stazioni di Voltri e Prà, nel ponente cittadino. Subito dopo l'incidente, sono accorsi i medici del 118 e gli uomini della Polizia Ferroviaria, che hanno svolto i primi accertamenti. La questura ha diffuso una prima ricostruzione di quanto accaduto. In base a quanto emerso, la vittima era in compagnia di un altro uomo. I due sono stati fermati per un controllo dei documenti dagli agenti di una volante di Sestri Ponente. Ad un tratto i due hanno tentato la fuga. E' nata una colluttazione, ha riferito la polizia, e uno dei due uomini e' riuscito a dileguarsi per strada. L'altro uomo ha invece scavalcato una recinzione che separa la strada dai binari della linea Genova -Ventimiglia ed e' stato travolto da un treno. In base a una ricostruzione fornita dalle Ferrovie, il nordafricano è stato investito dal locomotore dell'Intercity Milano - Ventimiglia che alle 9.10 transitava nella stazione di Voltri. L'uomo e' stato sbalzato ad alcuni metri di distanza, fuori dalla sede dei binari, e non e' stato schiacciato dal convoglio. La linea, composta da due binari, e' stata subito bloccata. A quanto sembra, all'incidente hanno assistito diversi pendolari in attesa dei treni locali, molti dei quali hanno Voltri come stazione capolinea. Il
traffico ha subito ritardi tra i 40 e i 50 minuti. Intorno alle 10 i treni hanno potuto riprendere il transito su un binario solo, essendo l'altro chiuso per gli accertamenti degli investigatori.

Muore un cittadino nordafricano.

18 giugno 2005
Chiasso

Il 18 mattina alle 10.15 un formatore treni italiano è morto travolto da un locomotore di manovra svizzero in stazione di Chiasso.

Muore un ferroviere.

20 giugno 2005
Chiasso

Verso le 12:30 un locomotore da manovra che stava operando alla stazione internazionale di Chiasso per cause che l'inchiesta dovrà stabilire si immetteva in un binario in cui era stazionato un convoglio.
Malgrado la pronta reazione il macchinista non ha potuto evitare la collisione. Tutto si è risolto con soli danni materiali con leggero ferimento del macchinista e di un altro addetto ai lavori.

Leggermente ferito il macchinista ed un altro ferroviere.

5 agosto 2005
Chiasso
Nel primo pomeriggio di oggi un treno di cisterne vuote in partenza da Chiasso e diretto a Venezia è deragliato a causa della presenza delle staffe sulla rotaia; fortunatamente, nessuno è rimasto ferito; interrotta la circolazione in parte dello scalo. La trazione del treno è affidata all'impresa Del Fungo, l'ennesima che si aggiunge alle altre che già operano sui binari della linea Mi-Ch, che utilizza anche 636 noleggiati da Trenitalia. Dallo stesso scalo qualche mese fa un treno FNC era partito col segnale a via impedita percorrendo la galleria di Monte Olimpino 2 sul binario di destra.
E c'è ancora qualcuno in circolazione, tra manager e sindacalisti, che continua a sostenere che la liberalizzazione produce... affidabilità !
Fonte: www.latalpadimilano.it
5 agosto 2005
Roma
Linea
Roma - Firenze AV

Un operaio di 46 anni, originario dell'Aquila, è stato investito ieri da un Eurostar. L'uomo, a quanto si è appreso, lavorava in una ditta di armamenti ferroviari per conto della Rfi (Rete ferroviaria italiana, di Fs), ed è rimasto ferito al km 2.300 della linea ferroviaria Roma-Firenze alta velocità. Trasportato al Policlinico Umberto I. L'uomo ha riportato una ferita alla schiena e rischia, secondo quanto si è appreso, l'amputazione di una mano. Stava lavorando al rifacimento di un parapetto lungo la linea ferroviaria all'altezza del deposito locomotive di San Lorenzo quando, secondo una prima ricostruzione dell'incidente, è stato colpito dall'ultima vettura del convoglio Eurostar. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polfer e i vigili del fuoco. Erano ancora in corso ieri sera i rilievi della scientifica per verificare la dinamica dell'incidente. Rfi ha comunicato che, dai rilievi effettuati, tutte le procedure interne di sicurezza erano state attivate prima dell'incidente, sia con segnali sonori che visivi.
Fonte: il manifesto (6 agosto 2005)

Ferito gravemente un operaio.

8 agosto 2005
Rho
Linea
Milano - Novara

Tre vetture del regionale Milano-Novara sono uscite dai binari senza però ribaltarsi. Bloccata la linea ferroviaria Milano-Torino. Quattro feriti lievi, tra cui il macchinista, il bilancio di un deragliamento avvenuto poco prima delle 17 a Rho, nel milanese. Il treno regionale Milano-Novara aveva lasciato da pochi minuti la stazione di Rho quando le prime tre vetture del convoglio sono uscite dai binari senza però ribaltarsi. I feriti sono un uomo di 48 anni e una ragazza di 23, portati all'ospedale Sacco, mentre all'ospedale di Rho sono stati accompagnati un uomo di 37 anni e una donna di 48. Il macchinista ha dichiarato di aver avuto un malore, ma non vengono scartate altre possibili cause dell'incidente.
Fonte: www.ilgiorno.it
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LA CONDOTTA DEL TRENO 10688 DELL’INCIDENTE DI RHO ERA PREVISTA A DOPPIO MACCHINISTA

Lo stabilisce il turno di lavoro in cui è graficato il treno: il TV2 (turno MACCH TE TAL TMR Milano) prevede infatti che siano due macchinisti alla guida, il 1° agente della 44^ giornata del turno, il 2° agente dell’8 ^ giornata dello stesso turno.
Il giorno 8 agosto invece, con la scusa della presenza del loc 464, è stato tolto un macchinista ed il treno affidato ad un solo agente di condotta affiancato da un capotreno.
SE E’ VERO CHE IL LOC 464 PREVEDE LA CONDOTTA AD AGENTE UNICO, E’ ALTRETTANTO VERO CHE UN SERVIZIO PREVISTO A DOPPIO AGENTE E’ STATO TRASFORMATO AD AGENTE UNICO. Tutto ciò mentre l’accordo del 20 ottobre 2003, firmato da FILT, FIT, SMA, UGL e poi dall’ORSA, stabilisce (punto 3) che “L’Azienda e le OOSS verificheranno, rispetto a specifiche condizioni, la opportunità funzionale di effettuare a doppio agente alcuni servizi su tale locomotiva”. In questo caso è avvenuto esattamente il contrario, e con “specifiche condizioni” che vedevano, tra l'altro, la presenza di un capotreno con poco tempo di esperienza lavorativa alle spalle.
Emblematico il silenzio delle OOSS firmatarie, dopo i rituali comunicatini a ridosso dell'incidente, che non chiedono neppure il rispetto delle cose che sottoscrivono.
CON DUE MACCHINISTI - COME PREVEDE IL TURNO - L’INCIDENTE DI RHO NON SAREBBE SUCCESSO.
fonte: www.latalpadimilano.it

Feriti due viaggiatori.

2 ottobre 2005
Musile sul Piave
Linea
Trieste - Venezia
"Si è messo di traverso con l'auto sui binari. Poi le sbarre del PL hanno cominciato a chiudersi. Solo l'intervento deciso di altri automobilisti lo ha salvato. E successo ieri sera a Musile di Piave in località Croce, poco dopo le 19 lungo la linea ferroviaria Trieste - Venezia. Il rapido per il capoluogo lagunare, però, non è riuscito ad evitare l'auto, rimasta praticamente distrutta. Disagi per ore su tutta la linea. Non è ancora chiaro come mai l'uomo sia rimasto bloccato sui binari, ma pare, dai primi accertamenti, che non fosse proprio lucido al momento dell'incidente".
(fonte: Leggo)
23 ottobre 2005
Acquaviva
Linea
Taranto - Milano

Un Eurostar Taranto - Milano, partito dal capoluogo ionico alle 5.35, è deragliato tra le stazioni di Acquaviva delle Fonti e Sannicandro di Bari. Nell'incidente sono rimaste ferite 22 persone, i più gravi sarebbero cinque, con fratture, e un macchinista che ha riportato la compressione del torace. Alle 6.40 di questa mattina sei carrozze dell'Eurostar 9410, partito da Taranto con circa 60 viaggiatori a bordo, sono uscite dai binari tra le stazioni di Acquaviva e Sannicandro. L'incidente è stato provocato da uno smottamento di terreno sulla collina, ora completamente allagata, con la linea ferroviaria interrotta. L'immagine del treno fermo sulla linea è da brivido: i binari, sospesi su una voragine prodotta dal cedimento del terreno, creano un «ponte» su un buco lungo una ventina di metri e profondo una dozzina. Tutte le carrozze sono uscite dai binari ma sono rimaste in piedi, l'ultimo terzo dell'ultima vettura è pencolante, in bilico. In tutta l'area scorre acqua a fiumi, scende a valle dai rilievi collinosi della Murgia. Per una questione assolutamente fortuita, lo smottamento è avvenuto quando il treno aveva quasi del tutto attraversato l'area dove il terreno ha ceduto. Perciò è rimasta in bilico solo l'ultima carrozza del convoglio. Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Pietro Lunardi ha disposto la nomina di una Commissione d'inchiesta per far luce sulle cause dell'incidente, che è stata subito istituita e si è già recata sul luogo dell'incidente.
Fonte: Corriere della Sera –24/10/2005

Ferito un macchinista ed altre 22 persone.

10 novembre 2005
Trieste Campo Marzio (Smistamento)
A Trieste  Campo Marzio (Smistamento) c'è stato uno svio per una errata manovra dello scambio durante la composizione dei carri "roro" adibiti al trasporto dei  Tir dal porto di Trieste all'Austria. Notevoli i danni: un Tir rovesciato, un palo T.E. divelto. Complesse le operazioni  di recupero del Tir che ha richiesto l'impiego di costose gru a noleggio e la paralisi di mezza stazione per due giornate. Fortunatamente nessun ferito.
8 dicembre 2005
Stazione di
Genova Brignole

Locomotore di manovra deraglia a Genova Brignole. L'incidente è accaduto alle 17:25. Nessun ferito. Per i particolari dell'incidente scarica il testo dell'articolo apparso sul "Il Secolo XIX" di Genova del 9 dicembre 2005.

3 dicembre 2005
Salerno

Un treno merci ha investito un gruppo di passanti questa mattina a Salerno, in Piazza della Concordia. Il convoglio, che proveniva dal porto commerciale di Salerno, era diretto allo scalo merci della città. Una signora di 70 anni, Maria Teresa Paparella, è morta investita dal convoglio. Ancora da accertare la dinamica esatta dell'incidente, ma secondo i vigili del fuoco sembra che il treno abbia avuto un guasto all'impianto frenante e che si sia ribaltato all'altezza del lungomare Trieste, investendo alcune macchine parcheggiate lungo la strada, danneggiandone altre che passavano e investendo, appunto, l'anziana signora che non si è accorta dell'arrivo del convoglio Al momento non risultano feriti né altre vittime. Il treno coinvolto nell'incidente collega la stazione centrale al porto di Salerno e per un tratto attraversa la citta', scorrendo a passo d'uomo lungo una corsia preferenziale, scortato dai vigili urbani.
(fonte: repubblica.it )

Muore la passante Maria Teresa Paparella

20 dicembre 2005
Roccasecca
Linea
Roma - Cassino

Grave incidente ferroviario nei pressi della stazione di Roccasecca in provincia di Frosinone, sulla linea Roma-Cassino. Secondo quanto comunica il Gruppo Ferrovie dello Stato, alle 15.20 circa, il treno regionale 2361 Roma-Campobasso ha urtato, facendo ingresso nella stazione, il treno regionale 3361 Roma-Cassino, fermo al binario 2.
Due persone mancherebbero all'appello e ci sono decine di feriti. Si teme che i due non ancora individuati siano all'interno della carrozza del treno diretto a Caserta, schiacciata dalla motrice dell'altro convoglio. ''Sarebbero non più di dieci i codici rossi trasportati in ospedale dal 118 di Frosinone'', precisa il dottor Antonio De Santis, responsabile provinciale del 118 di Frosinone, che è giunto sul luogo dell'incidente ferroviario. ''Sarebbero circa 25 in tutto i feriti - ha proseguito - di cui appunto 10 in condizioni più gravi. Tra questi una bambina di tredici anni che è stata trasportata in elicottero da Aquino al Bambin Gesù di Roma''. La piccola era volata via dal finestrino del treno al momento dell'impatto.
Una donna, trasportata al Pronto Soccorso dell'Ospedale Gemma De Bosis, di Cassino, è gravissima. ''E' stata la prima ad arrivare in ospedale. Le sue condizioni sono gravissime. Rfi e Trenitalia hanno aperto immediatamente delle inchieste. Anche il ministro dei Trasporti Pietro Lunardi
annuncia: ''Scatta automaticamente una commissione d'inchiesta, voglio capire la causa dell'incidente e le relative responsabilità''. La commissione è composta, riferisce una nota ministeriale, da Giuseppe Sciallis (presidente) e da Pietro Vallone, dirigenti del ministero delle Infrastrutture e Trasporti, e da Massimiliano Bruner, ricercatore dell'Università 'La Sapienza' di Roma.
Piero Marrazzo, presidente della Regione Lazio, fa sapere: ''Ho dato mandato all'assessore ai Trasporti, Fabio Ciani, di aprire in tempi rapidissimi un'inchiesta sull'accaduto''.
(Fonte: ADNKronos)

Muoiono in seguito, per le ferite riportate, i viaggiatori Antonio Valillo e Francesco Martino.

72 feriti.

28 dicembre 2005
Stazione di Lucca

Muore schiacciato da un locomotore di un treno merci.
La vittima e' un ferroviere, investito e ucciso da un treno in manovra nella stazione di Lucca.
L'uomo e' un 50enne dirigente del settore movimento delle ferrovie, Ciro Citarella di Sant'Anna (Lucca). L' incidente' e' avvenuto nel primo pomeriggio.
Citarella, conosciutissimo a Lucca per il suo impegno nel sociale con gli sbandieratori del gruppo Fratres di Sant'Anna, sarebbe rimasto incastrato con il giaccone a un gradino, mentre scendeva dal locomotore di un treno merci. Il mezzo subito dopo si e' messo lentamente in movimento e lo ha schiacciato. Aperta una inchiesta condotta dagli agenti della polfer.
(fonte: www.lanazione.it)

Muore il capostazione Ciro Citarella

29 dicembre 2005
Borgo Poncarale
Linea
Brescia-Cremona
Tragedia sfiorata per un soffio. Alle 8.20 di ieri mattina una giovane automobilista ha rischiato di essere travolta da un treno al passaggio a livello di Borgo Poncarale sulla linea ferroviaria Brescia-Cremona. Rimasta bloccata con l'auto in mezzo ai binari, a causa della presenza di una lastra di ghiaccio, nell'accorgersi che erano entrati in funzione i dispositivi luminosi e acustici di preavviso dell'abbassamento delle semibarriere, è scesa dalla vettura e, con l'aiuto di altri automobilisti, ha tentato di spostare la vettura. Nel vedere sopraggiungere il treno, tutti si sono messi in zona di sicurezza, all'esterno del passaggio a livello. Così il treno Eurostar «Pendolino» diretto a Roma, formato da una decina di carrozze, partito dalla stazione di Brescia con circa un'ora di ritardo a causa della nevicata, ha travolto, all'altezza della fiancata destra, la Golf che era ferma in mezzo al passaggio a livello, scaraventandola nella scarpata laterale, dopo averla trascinata per quasi un centinaio di metri. Nessuna conseguenza per i macchinisti ed i passeggeri del treno. Alla guida della Golf c'era una trentenne abitante nella zona. Proveniente dalla nuova grande rotatoria della statale 45bis Brescia-Cremona, aveva imboccato la strada comunale via Marconi in direzione di Borgo Poncarale. Percorsi circa 50 metri, l'automobilista, procedendo prudentemente a velocità molto ridotta, ha iniziato l'attraversamento del passaggio a livello, che ha la forma di dorso di mulo ed era coperto da uno spesso strato di neve ghiacciata. Proprio quando è giunta in mezzo ai binari, la Golf si è fermata. Nonostante i tentativi della donna, l'auto non andava più né avanti né indietro, a causa dello slittamento delle ruote sulla superficie ghiacciata. Nemmeno l'intervento di alcuni automobilisti, che hanno cercato di spingere a forza l'auto, è servito a spostare il mezzo dai binari. Così l'investimento è stato inevitabile. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia ferroviaria della stazione di Brescia, il personale delle Ferrovie dello Stato, i Vigili del fuoco, i carabinieri di Bagnolo Mella e la Polizia locale. La linea ferroviaria Brescia-Cremona-Parma è rimasta bloccata in entrambi i sensi di marcia. Terminati i rilievi della Polfer, alle 10.04 il traffico ferroviario è ripreso regolarmente in entrambi i sensi di marcia e il Pendolino, rimasto leggermente danneggiato nella parte anteriore, ha ripreso la sua marcia.
(fonte: www.latalpadimilano.it)
 Anno
2004 Incidenti = 14 Macchinisti
morti = 0
Macchinisti
feriti = 1

Altri ferrovieri
morti = 4

Altri ferrovieri
feriti = 0
Viggiatori
morti = 4
Viaggiatori
feriti = 93
7 febbraio 2004
Thurio (Catanzaro)
Durante l'effettuazione del treno regionale 3798/99, a bordo di due Aln 668 da Catanzaro Lido a Taranto, in prossimità della stazione di Thurio, località precedente Sibari, la segnaletica avviso-protezione era disposta per il libero transito (verde-verde), il macchinista Luigi Cacìa non si avvede - a causa della curva che gli impediva la perfetta visuale della linea - che fermo su un PL c'era un autotreno. Il suo collega, da una migliore posizione, gli gridava di frenare, ed il Cacìa provvedeva immediatamente, ma non riusciva a lasciare il posto di guida per evitare l'impatto. Così, il 2° macchinista, molto concitato, tirava via con la forza il Cacìa, salvandolo da conseguenze immaginabili. La presenza del 2° macchinista è stata determinante per il Cacìa.
20 marzo 2004
Linea
Milano - Domodossola
Stresa (Verbania)
Si sono scontrati due treni internazionali, intorno alle ore 4:00, due Euronight Roma - Milano - Parigi e Parigi - Milano - Roma: muore una donna francese di 78 anni durante il trasporto in ospedale. I feriti accertati sarebbero 37. L’incidente ferroviario verificatosi sulla linea Domodossola - Milano, poteva avere conseguenze ben più gravi se non fosse intervenuta l’apparecchiatura di Ripetizioni dei Segnali che ha provocato la frenatura immediata del treno 227. Vista la dinamica dell’incidente, le cause sono da ricercare in un guasto al carrello della carrozza o all’infrastruttura, si può tranquillamente escludere l’errore umano. 

Muore una donna francese di 78 anni.

Ferite 37 persone.

27 aprile 2004 
Linea
Lavino
aprile 2004
Como
16 maggio 2004
Linea
Livorno - Torino
Serravalle Scrivia (AL)

Il treno interregionale 2050, proveniente da Livorno e diretto a Torino, è deragliato nei pressi di Serravalle Scrivia, invadendo un binario su cui nel frattempo sopraggiungeva un treno merci. Nell'incidente è morta un donna di 67 anni, Edda Di Maio, deceduta dopo il ricovero in ospedale.
Secondo quanto riferito dai pompieri, lo scontro è avvenuto alle 16.30 nella zona tra Libarna e Serravalle (provincia di Alessandria) sulla linea ferroviaria Genova - Torino e l'impatto ha provocato una trentina di feriti.
Otto vetture del treno interregionale 2050 Livorno - Torino, uscito dai binari tra Arquata e Serravalle, sul quale viaggiavano circa 60 passeggeri, si sono inclinate e l'ultima di queste è stata urtata da due locomotori che circolavano in direzione opposta, agganciati insieme, senza trainare ne' vetture, ne' carri merci. Secondo la Procura di Alessandria che ha aperto un'inchiesta, i macchinisti del treno passeggeri proveniente da Livorno hanno notato un'anomalia sulla linea, pare una rotaia deformata, ed hanno azionato il freno d'emergenza. Con questa operazione, però, il locomotore si è improvvisamente staccato e, deragliando, è andato a colpire una casa, disabitata, sulla sua destra, sfondandola per metà. Le carrozze con i passeggeri sono invece deragliate sulla sinistra, dove, pochi minuti dopo, è arrivato un doppio locomotore con solo i macchinisti che, dal vicino stabilimento dell'Ilva, era diretto a Genova.
Lo scontro è stato inevitabile. Resta da accertare come mai la linea, al momento dell' incidente del treno passeggeri, non sia stata immediatamente bloccata nel senso opposto di marcia.
Guarda alcune foto della sciagura.

Muore la signora Edda Di Maio.

38 feriti.

ALESSANDRIA, 19 giugno 2008 - Si è concluso con cinque condanne e tre assoluzioni il processo, in tribunale ad Alessandria, per il deragliamento dell'Intercity 2050 Livorno-Torino del 16 maggio 2004 in località Libarna di Serravalle Scrivia, in cui perse la vita una passeggera e altre 39 persone rimasero ferite. I giudici hanno ritenuto manager e tecnici di Rfi e il titolare dell'impresa che stava eseguendo lavori di rinnovamento e risanamento della tratta ferroviaria Alessandria, responsabili di una serie di omissioni. I difensori, che avevano chiesto l'assoluzione, ricorreranno in appello. Per concorso in disastro ferroviario e omicidio colposo sono stati inflitti 2 anni e 6 mesi a Mario Salvatore Nicolini e Andrea Barsotti (rispettivamente capo unità territoriale e divisione infrastrutture Genova Nodo); due anni a Carlo Alberto Tobaldi (della direzione compartimentale infrastrutture di Genova) e Giampiero Parodi (capo reparto infrastrutture). Infine un anno e otto mesi a Enrico Valditerra, amministratore delegato dell'omonima ditta e direttore tecnico dei lavori. Sospensione condizionale della pena per Tobaldi, Parodi e Valditerra; per gli altri la pena è stata condonata. (ANSA)

18 agosto 2004
Bologna

Un operaio di una ditta d’appalto è morto mentre lavorava nei cantieri dell’Alta velocità, nell’Appennino Tosco Emiliano. L'incidente è avvenuto di pomeriggio nel cantiere Tav di via Agucchi. Nell'area era in corso la costruzione di una tratta destinata a diventare la nuova Porrettana, ma anche a sostituire la linea Bologna-Milano, quando questa è interessata dai lavori di trasformazione in alta velocità. L'operaio Enzo Celleghin era incaricato di alcuni lavori alla linea aerea, si trovava su un carrello elevatore, e si è avvicinato ad alcuni cavi di alimentazione, senza toccarli. Stava avvitando le mensole che sostengono i fili dell'alta tensione quando si è prodotto un arco voltaico e una scossa violentissima lo ha investito, uccidendolo sul colpo. Visti i lavori in corso non ci doveva essere la tensione su quei cavi. Celleghin, che abitava vicino a Venezia con la famiglia, era sposato, con due figlie.

Muore l'operaio Enzo Celleghin

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21 luglio 2008 (fonte: anmil.it)
Otto persone rinviate a giudizio per la morte di Enzo Celleghin, l’operaio rimasto folgorato da una scossa elettrica in un cantiere della Tav a Bologna il 18 agosto 2004.
Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bologna Gabriella Castore ha rinviato a giudizio il direttore dei lavori dell'Italferr (la società del gruppo Ferrovie dello Stato che gestiva il cantiere), il direttore dei lavori della Bologna Ovest (che si era aggiudicata i lavori in appalto) e sei persone con vari ruoli nella Bonciani Spa, la ditta subappaltatrice per la quale lavorava Celleghin.
L’operaio, di 48 anni, residente a Venezia, stava montando le mensole che sostenevano i fili dell’alta tensione, quando si è prodotto un “arco voltaico” e si è sprigionata una violentissima scarica elettrica. Su quei cavi non avrebbe dovuto passare l’elettricità, essendo in corso i lavori. La prima udienza del processo si svolgerà il 5 novembre prossimo.
27 agosto 2004
Linea
Grosseto - Roma
Il giorno 27/08/2004 il D.to della Protezione Civile ha evvertito la Regione Toscana che tra Capalbio e Orbetello lungo la linea ferroviaria Grosseto - Roma si stava sviluppando un incendio.
E' stata sospesa l'energia elettrica per circa mezz'ora e il personale delle Ferrovie dello Stato hanno prestato il loro servizio per assistere i viaggiatori.
L'incendio sembra che sia stato causato da un treno merci che avendo i freni tirati, abbia causato un enorme scintilla provocando così le fiamme.
(fonte: www.provincia.grosseto.it)
6 settembre 2004
S. Benedetto
Un treno merci viene erroneamente su un binario morto dove sono in corso lavori di manutenzione. La gru del carrello utilizzato dagli operai dell'impresa di manutenzione si è infilzata nella cabina di guida del locomotore del treno merci. I due macchinisti, accortisi in tempo del pericolo, hanno fatto in tempo ad attivare la frenatura rapida ed a mettersi in salvo. Da qualche mese, per via dei lavori di messa a norma della stazione di S. Benedetto, tutti i movimenti erano svolti in automatico, senza capostazione. Pare che il rischio di collisione si sia corso altre volte in precedenza. Linea ferroviaria bloccata per ore.
13 settembre 2004
Madonna dell'Olmo (CN)
Linea
Torino - Cuneo

Grave incidente ferroviario in Piemonte. Un treno della linea Torino - Cuneo è deragliato intorno alle 7:20 in località Madonna dell'Olmo, poco prima della stazione del capoluogo d'arrivo. Due per ora le vittime: la capotreno, Annamaria Matarese, 46 anni, in servizio presso il deposito locomotive di Cuneo e una viaggiatrice, Duilia Logli, 50 anni, dipendente del Ministero dell'Interno. A bordo del veicolo, un TAF, vale a dire un Treno ad alta frequentazione, c'erano una quarantina di persone, alcune delle quali sarebbero ferite in modo grave. Il convoglio è finito in un fosso. Il primo dei quattro elementi che formano il convoglio si è infatti inclinato appoggiandosi alla parete destra della trincea in cui corre la linea. Nell'incidente sono state 29, tra cui il macchinista, le persone rimaste ferite o contuse. Esclusa in ogni caso l'ipotesi attentato.

Muoiono la capotreno Annamaria Matarese e la viaggiatrice Duilia Logli.

Feriti un macchinista ed altre 28 persone.

21 settembre 2004
Civitavecchia (Roma)
L'operaio Flaviano Satto muore folgorato a Civitavecchia mentre lavorava alla linea elettrica.
Il pezzo che segue è tratto dal sito www.lastampa.it, e riprende un'intervista alla madre dell'operaio, risalente al 9 aprile 2007.
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...«Quando sento gli appelli di Napolitano e penso alla mia vicenda, mi sale la rabbia», racconta Gabriella Leoni, residente a Tolfa, piccolo comune nei pressi di Roma. L'anziana donna vive nella più completa solitudine. Il 21 settembre del 2004, alla stazione di Civitavecchia, il figlio Flaviano Satta, che all'epoca aveva 27 anni, è morto folgorato mentre stava riparando un palo elettrico delle Fs. All'origine della tragedia? Non era stata staccata la corrente. Un colpo durissimo per Gabriella che andava ad aggiungersi alla scomparsa del marito (infarto) di pochi mesi prima. Eppure, «ancora oggi non si sa bene che cosa sia accaduto quella maledetta mattina», spiega alternando calma e vampate di emozione. «Mio figlio non ho potuto nemmeno vederlo. Di lui era rimasto solo un cumulo di carbone». Rassegnata? Macché. Con voce sobria e determinata, leggera cadenza sarda a tradire le proprie origini, Gabriella non demorde: «Percepisco una rendita di 360 euro al mese, cioè il 20 per cento dello stipendio di mio figlio. Questo è il prezzo di una vita umana. Ho 65 anni, non lavoro. Sono in lotta per la pensione. Dal 1995 non mi hanno ancora corrisposto nulla, nonostante i 36 anni di contributi versati».
E gli appelli dei politici? «Non sono serviti a nulla», si inalbera la donna, che singhiozzando conclude: «So solo che in casa, a tavola, il posto di mio figlio è sempre vuoto. A Natale ci ho messo sopra la divisa con cui andava al lavoro. Per me e i suoi fratelli, del resto, le feste non esistono più».

L'operaio Flaviano Satto muore folgorato a Civitavecchia mentre lavorava alla linea elettrica.

22 settembre 2004
Lagopesole di Avigliano (PZ)

Due operai pugliesi di una ditta di Lecce sono morti a Lagopesole (Potenza) in un incidente ferroviario. Il mezzo di servizio sul quale lavoravano per riparare la linea è stato tamponato da un convoglio carico di traversine. Ruggero Ricco, 30 anni, di Barletta (Bari) è rimasto stritolato fra le lamiere. Mario di Pietroantonio, 48 anni, di Foggia, è stato colpito alla testa.
Altre cinque persone che viaggiavano sul convoglio che ha tamponato sono rimaste ferite in modo non grave. Uno solo, Canio Claps di Possidente (Potenza), è stato trattenuto in ospedale per accertamenti, per un trauma cranico. La prognosi è riservata, ma non è in pericolo di vita. La linea è rimasta interrotta e non si sa quando sarà riaperta.
Lo scontro è avvenuto alle 10.50, sulla linea Potenza - Foggia, alla stazione di Lagopesole, 35 chilometri dal capoluogo lucano. Sulla linea sono in corso lavori di ripristino per danni causati dal maltempo. Il cantiere era affidato alla ditta "Ventura srl" di Lecce. I due mezzi che si sono scontrati appartenevano a questa, e i due morti erano suoi dipendenti.
Stamani, i due operai pugliesi stavano posando traversine e saldando binari poco prima della stazione di Lagopesole, in direzione di Foggia. Ricco era alla guida di un "convoglio rinnovatore": un treno di servizio formato da una gru che posa le traversine e un grande saldatore che fissa i binari. A manovrare la gru c’ era Di Pietroantonio.
Alle 10.50, i due operai hanno visto arrivare il convoglio della loro ditta che portava le traversine, il cosiddetto "convoglio materiale". Veniva dalla vicina stazione di Possidente (Potenza), dove la Ventura ha il cantiere principale, e procedeva in direzione Foggia, sullo stesso binario del convoglio riparatore. La motrice diesel trainava quattro vagoni con cinquemila traversine di cemento, ognuna di 250 chili, e un pesante macchinario in coda.
La linea ferroviaria è rimasta bloccata, ostruita dai vagoni deragliati e dalle traversine. Non si sa quando potrà essere riaperta. Quello che è successo è ancora oggetto di indagine da parte della Polfer di Potenza. Dai primi accertamenti, pare che il convoglio materiale poco prima della stazione di Lagopesole dovesse transitare sull’ altro binario e passare oltre il convoglio rinnovatore.
Quello che è certo è che invece ha proseguito sullo stesso binario, andando addosso all’ altro. Forse lo scambio non ha funzionato, forse non hanno funzionato i freni. Il macchinista sul convoglio materiale ha provato a frenare, ma le ruote hanno cominciato a pattinare sulle rotaie. Allora si è sporto fuori ed ha gridato disperatamente ai colleghi: «Scansatevi, scansatevi».
Ma era troppo tardi. Il pesante convoglio ha tamponato il vagone con la gru e l’ ha scaraventato giù dal terrapieno prima della ferrovia. Mario Di Pietroantonio è stato colpito alla testa e gettato sulla massicciata dall’ altra parte, morto. Il convoglio materiale ha continuato ad avanzare, mentre i vagoni carichi di traversine deragliavano.
La motrice diesel, spazzata via la gru, ha spinto in avanti il carro saldatore. Questo è uscito dai binari e si è impuntato a terra. Un braccio meccanico sulla parte anteriore ha ruotato all’ indietro e ha schiacciato la cabina di guida. Ruggero Ricco è morto all’ istante.
Uno dei macchinisti del convoglio materiale è riuscito a gettarsi a terra prima dell’ impatto. Altri cinque operai che si trovavano a bordo hanno riportato contusioni. Un respingente è volato a diversi metri di distanza ed è finito su di una casa, sfondando la veranda del primo piano e la porta a vetri dell’ ingresso.

Muiono gli operai Ruggero Ricco e Mario Di Pietroantonio.

15 ottobre 2004
S. Zeno
Linea
Brescia - Parma

Potrebbe essere un marocchino di 35 anni, l'uomo che al volante di una vecchia Alfa 155 ha improvvisamente attraversato il binario mentre passava il treno regionale proveniente da Parma. L'uomo, che secondo alcune testimonianze, era in coda dietro ad altre automobili ferme davanti alla sbarra abbassata, avrebbe ad un certo punto condotto la 155 fuori dalla fila attraversando contromano e finendo in pieno sotto il convoglio ferroviario. Un documento intestato ad un immigrato extracomunitario è stato infatti ritrovato tra i rottami dell'automobile. Gli agenti della Polfer stanno anche indagando per dare un'identità certa ai tre bambini che erano a bordo della macchina insieme al conducente. I due che sono rimasti uccisi nell'incidente hanno 8 e 9 anni, mentre il più grande dei tre, 12 anni di età, è stato estratto dalle lamiere dell'Alfa Romeo dai vigili del fuoco ed è stato trasportato all'ospedale di Brescia. Le sue condizioni sarebbero gravi, ma i medici sperano di salvarlo. (fonte: corrieredellasera.it)

Muoino un cittadino marocchino e due bambini.

Ferito gravemente un terzo bambino.

19 ottobre 2004
Palermo Orleans

Almeno una ventina di persone sono rimaste leggermente ferite, tra cui i due macchinisti, a seguito di un incidente sul convoglio metropolitano Palermo centrale a Punta Raisi. Dopo la fermata nella stazione Palermo-Orleans il treno ha urtato contro i respingenti di un binario di servizio. Alcuni passeggeri e il macchinista sono rimasti contusi. L'incidente sarebbe stato provocato da una disattenzione: il treno sarebbe finito nel binario morto, sbattendo contro il paracarro, per una partenza anticipata rispetto al segnale verde del semaforo. Si è successivamente messo in movimento senza che lo scambio per portarlo nel binario regolare fosse stato attivato.

Ferite 20 persone.

2 dicembre 2004
Palagianello (TA)
Linea Bari - Taranto

Poteva andare peggio. È di sei feriti ricoverati in ospedale e di una ventina di persone medicate, il bilancio di uno scontro tra due treni avvenuto nella notte in provincia di Taranto, a un chilometro e mezzo circa dalla stazione ferroviaria di Palagianello. Delle persone ricoverate un paio sono in gravi condizioni: uno di questi ultimi è un giovane calabrese al quale sono state amputate entrambe le braccia.
LO SCONTRO - L'incidente ha coinvolto il treno passeggeri espresso 910 proveniente da Reggio Calabria e diretto a Torino. Un treno merci, proveniente da Bari, è finito contro le ultime tre carrozze del 910, che sono deragliate e sono finite per una decina di metri nella scarpata adiacente al binario. Nelle prime concitate fasi dei soccorsi il bilancio dell'incidente era sembrato più grave, anche perché la scena dello scontro si è presentata assai dura ai soccorritori e alle forze di polizia: la zona dell'incidente, in aperta campagna, era avvolta dal buio, decine di viaggiatori si aggiravano nelle campagne tra il fango chiedendo aiuto. Per giungere in prossimità delle carrozze ferroviarie, il personale del 118, le forze di polizia, i vigili del fuoco hanno dovuto lasciare i propri mezzi ad alcune centinaia di metri, sulla strada sterrata, e attraversare i campi a piedi. Anche le barelle sono state portate da uomini a piedi. Tra coloro che sono subito accorsi sul luogo dell'incidente, il prefetto di Taranto, Giancarlo Ingrao, e il presidente della Provincia, Gianni Florido. Quando è avvenuto lo scontro, il treno viaggiatori era partito da una ventina di minuti da Taranto in direzione di Bari: a bordo c'erano, secondo informazioni di Trenitalia, in tutto 150 persone. A un chilometro e mezzo circa dalla stazione di Palagianello - secondo una prima sommaria ricostruzione della Polfer - un treno merci che proveniva dalla direzione opposta non avrebbe osservato uno scambio, per motivi sui quali sono in corso indagini, ed è finito contro le ultime tre vetture del 910 che sopraggiungeva.
I FERITI - Un giovane calabrese che era a bordo dell'ultima carrozza ha raccontato ai giornalisti che ad un tratto ha sentito di volare: e infatti le tre carrozze sono volate giù per una decina di metri nella scarpata. Altri testimoni hanno riferito che prima dell'impatto si sono sentiti i vagoni dell'uno e del'altro treno raschiare l'uno contro l'altro fino all'impatto che ha spinto le ultime tre vetture del treno passeggeri fuori dai binari. Il treno merci si è fermato una trentina di metri dopo il luogo dell'impatto; di questo convoglio è rimasto danneggiato praticamente solo il locomotore: la cabina di guida è infatti completamente rientrata. Sul treno passeggeri molti hanno riportato solo contusioni e non hanno neanche fatto ricorso alle cure mediche. Le persone ricoverate sono state condotte in tre ospedali della zona: quelli di Taranto, Castellaneta e Massafra. Tutti i passeggeri del 910 che non hanno fatto ricorso a cure mediche sono stati fatti proseguire alla volta della stazione di Palagianello per poi essere condotti con pullman alle loro destinazioni: Bologna, Piacenza e Torino. Parecchi che erano saliti sul treno a Taranto hanno scelto di tornarsene a casa. Finite le operazioni di soccorso, durate circa quattro ore, sul luogo dell'incidente sono rimasti i vigili del fuoco, forze di polizia e personale delle Ferrovie per gli accertamenti sulle cause dell'incidente e per tirare su dalla scarpata le carrozze incidentate con l'ausilio di mezzi ponte di Trenitalia.
(fonte: www.corriere.it)
Leggi anche un'interessante ricostruzione dell'incidente prodotta dal sindacato OrSA (Puglia).

Ferite 6 persone

 Anno
2003 Incidenti
= 16
Macchinisti
morti = 2
Macchinisti
feriti = 3
Altri ferrovieri
morti = 6
Altri ferrovieri
feriti = 10
Viaggiatori
morti = 2
Viaggiatori
feriti = 225
10 gennaio 2003

Giuseppe Guida, operaio della CEMES (appalto FS di Catania), muore mentre lavorava, schiacciato fra i respingenti di due vagoni.

Muore l'operaio Giuseppe Guida.

12 gennaio 2003
Ancona

Muore il capotreno Daniele Montenovo

27 gennaio 2003
Limone (CN)
Linea
Torino - Limone

Il giorno 2710112003, nel tratto francese della linea ferroviaria Torino-Cuneo-Limone-Breil¬Ventimiglia, tra le località di Saint Dalmas de Tende e Fontan Saorge, è avvenuta la collisione dentro la galleria Bieugne tra un treno viaggiatori francese e l'IR 22957 proveniente da Torino.
Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

Muoiono il macchinista Giuseppe Bessone ed il capotreno Attilio Bandiera

14 maggio 2003
Stazione di
Roma Tiburtina
Incidente ferroviario(vedi foto) nei pressi di Roma Tiburtina quando l'Intercity 287 Monaco-Napoli e l'IC 384 Siracusa - Milano si sono urtati in prossimità di un deviatoio. La causa potrebbe essere derivata dal mancato rispetto di un segnale a via impedita.
(fonte: www.clubtrenibrianza.com)
12 giugno 2003
Bitetto (BA)
Linea
Bari - Taranto

Ore 17:00. Un treno regionale procede da Taranto verso Bari. In prossimità della punta scambi della stazione di Bitetto a causa di massi caduti o posti sul binario, si determina lo svio della semipilota che continua a essere spinta dal locomotore posto in coda. L'intera composizione si arresta dopo quasi 800 m dal punto iniziale dello svio della semipilota finendo rovinosamente in una scarpata laterale.

Rimangono feriti i macchinisti Donato Palmisano, Osvaldo Di Ponzio, il capotreno Giuseppe Petruzzelli, i conduttori Tommaso Caldarola, Antonio Ranieri, Nicola De Cesare, gli operai Gaetano Loiacono, Roberto Bello, Salvatore Allori, Michele Locane, Giuseppe Troccoli, i viaggiatori Alessandro Cialpi, Mario Mendozzi, Cataldo Resta, Vincenzo Grieco, Nicola Albano, Alessandro De Marco.

3 luglio 2003
Granarolo (BO)
Linea
Ravenna - Faena

Urto di treni contro veicoli stradali a PL chiuso. Fonte: RFI.

Un morto

2 agosto 2003
Pordenone

Un operaio rimane folgorato da una scarica di 3000 volt mentre stava lavorando sul carrello per la manutenzione della linea elettrica della ferrovia. È successo lungo il secondo binario della stazione ferroviaria di Pordenone in direzione Cusano. Protagonista è stato l'operaio Edoardo Sgrazzutti , 54 anni, di Sacile, fulminato da un cavo dell'alta tensione. L'uomo è scampato alla morte grazie al tempestivo intervento dei suoi quattro colleghi, tutti dipendenti della RFI (Rete ferroviaria italiana). Secondo una prima ricostruzione, l'uomo è rimasto folgorato dall'alta tensione per avere urtato accidentalmente il cavo della linea ferroviaria, che in quel momento non era interrotta. Forse ha sfiorato l'elettrodotto con una mano, facendo da ponte per l'elettricità ad altissima tensione, oppure potrebbe essersi trovato nel campo elettromagnetico, a una distanza troppo limitata per non rimanere ferito.

Ferito l'operaio Edoardo Sgrazzutti

8 agosto 2003
Scalo merci di Pisa S. Rossore (Pisa)

Paolo Vierucci di 42 anni, veicolista, trovato morto sui binari del Parco Merci di Pisa San Rossore, schiacciato fra i respingenti di 2 carri merci.
Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

Muore il veicolista Paolo Vierucci

28 agosto 2003
Castelguelfo (BO)
Linea
Milano - Bologna

Incidente ferroviario questa mattina sulla linea Parma-Fidenza. Intorno alle 8 il treno Espresso 27724 proveniente da Reggio Calabria e diretto a Milano, entrando su un binario di sosta presso la stazione di Castelguelfo (tra Parma e Fidenza), ha urtato i respingenti. A causa dell'urto, il locomotore e un carrello della prima vettura sono usciti dai binari.
A bordo del treno c'erano circa 200 viaggiatori, venti dei quali sono rimasti contusi. Dieci passeggeri sono stati accompagnati in ospedale per accertamenti. Gli altri passeggeri sono stati assistiti da personale di Trenitalia e verrano trasferiti a Milano con pullman.
E stato riaperto il binario in direzione sud della linea Bologna-Milano, dove i treni viaggiano ora a senso unico alternato. Operai delle ferrovie e vigili del fuoco sono all'opera per ripristinare anche il secondo binario, in direzione nord. In seguito all'incidente sarebbe stata tranciata parte dell'alimentazione, che dovrà essere sostituita.
Non si esclude un errore umano, o un eccesso di velocità al momento dell'instradamento nel binario di sosta, con conseguente forte impatto nei respingenti e la fuoriuscita dei carrelli. Forti ritardi (oltre 1 ora) si sono avuti dalle 8 sugli orari di tutti i convogli da e verso il nord. Il treno a lunga percorrenza Reggio-Milano, dovrebbe ripartire quanto prima dopo la sostituzione del locomotore e di una carrozza.
La Polizia ferroviaria ha avviato una indagine tecnica, e così i responsabili del traffico di Trenitalia.
(fonte: rainews24.rai.it)

20 feriti

30 settembre 2003
Casalecchio Garibaldi (BO)
Linea

Il treno 11432 si schianta contro il tronchino in cemento armato della stazione Casalecchio Garibaldi, rimangono ferite 160 persone e una di loro, il pensionato Alberto Gilli, muore successivamente. L’origine dell'incidente sembra essere stato il mancato rispetto, da parte del macchinista Gabriele Martini, di un segnale, quindi un errore umano, in assenza di sicurezze necessarie a prevenirlo o, quantomeno, ad attenuarne gli effetti. Il segnale di protezione "saltato" , dopo la stazione di Casalecchio centro, annunciava che sul binario della stazione successiva, Casalecchio Garibaldi, si trovava un convoglio diretto a Vignola. La linea era, nel gergo ferroviario, “impedita”. Dopo aver visto in ritardo il successivo semaforo rosso, Martini azionava la frenata rapida, il convoglio viene automaticamente deviato su un binario morto e si schianta contro i respingenti di un tronchino di cemento armato. Diversa la versione di Martini, che spiegò di aver visto prima un segnale giallo disporsi al verde, segnale di via libera, e successivamente, quando il convoglio viaggiava a 93 km/h ed era quindi molto difficile fermarlo, il segnale rosso.
Leggi la notizia anche su repubblica.it .
Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

Muore il viaggiatore Alberto Gilli a seguito del trauma riportato nell'incidente.

160 feriti.

26 ottobre 2010 - Non fu colpa dei due dipendenti di Trenitalia se il 30 settembre 2003 il treno locale da Porretta a Bologna passo’ con il rosso nella stazione di Casalecchio Garibaldi finendo poi contro un pilone. Cosi’ ha deciso il Tribunale di Bologna che ha assolto il macchinista e il capotreno perche’ il fatto non costituisce reato. Secondo la ricostruzione fatta dall’inchiesta del pm Lucia Musti, macchinista e capotreno ebbero una colpa generica, dovuta a negligenza, imprudenza e imperizia, e una colpa specifica in quanto non hanno visto e quindi rispettato un segnale giallo che indica al macchinista l’obbligo di mettersi in condizione di fermarsi al segnale successivo. Il treno, con questo segnale, dovrebbe viaggiare a 30 km/h. Il convoglio, per l’attivazione del meccanismo di sicurezza, fini’ contro il paraurti del tronchino di un binario di emergenza impedendo cosi’ uno scontro con un altro convoglio che viaggiava nella direzione opposta. Il consulente della difesa, ha invece evidenziato dei problemi del sistema su quella linea. E durante il processo altri macchinisti hanno segnalato che in precedenza c’erano stati almeno altri sette casi identici di segnale giallo saltato. (fonte: http://www.sassuolo2000.it/2010/10/26/incidente-ferroviario-del-2003-assolti-macchinista-e-capotreno/)
9 ottobre 2003
Lamezia Terme (CZ)

La mattina del 9 ottobre, il locomotore del 3690 è deragliato su uno scambio d'ingresso della stazione di Lamezia Terme. La bassa velocità ha evitato conse­guenze per i viaggiatori ed il personale. La circolazione è rima­sta chiusa per circa un'ora Una commissione d'inchiesta di RFI, intanto, cercherà di accertare le cause dell'incidente.


(fonte: "ancora IN MARCIA!"
30 ottobre 2003
Udine
Linea
Venezia - Tarvisio

Quattro carri del treno merci 47036, della linea Venezia - Tarvisio sono deragliati alle 20.07, alle porte della stazione di Udine. L'incidente è avvenuto in prossimità dello scambio all'ingresso ovest e questo ha mandato in tilt l'intero traffico ferroviario della provincia. Nessuno è rimasto coinvolto nell'incidente e gli stessi carri sviati - che facevano parte di un convoglio di venti diretto in Austria - erano vuoti.
La linea Venezia - Tarvisio è rimasta chiusa per ore.

6 dicembre 2003
Saronno (VA)
FNM

Grave incidente ferroviario sulla linea Milano-Saronno delle Ferrovie Nord. Un convoglio diretto a Saronno è deragliato vicino alla stazione di Quarto Oggiaro, alla periferia del capoluogo lombardo, a seguito di un tamponamento contro un altro treno fermo in linea. I feriti sono 21, cinque dei quali sono stati portati in ospedale: il più grave è uno dei macchinisti.
Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

Ferito un macchinista ed altre 20 persone

17 dicembre 2003
Pisa S. Rossore (PI)
Linea Genova - Roma
Il treno ES 9803 Roma Savona effettuato con materiale ETR 480 che in stazione di Pisa San Rossore urta un carro merci sviato riportando lievi danni alle scale di salita e agli ammortizzatori antiserpeggio dei carrelli.
18 dicembre 2003
Civita Castellana (VT)
Linea
Roma - Viterbo

Il treno è finito su un binario morto. Poi l'impatto, imprevisto e letale. Il braccio di un carro gru, che si trova lì per effettuare lavori sui binari, infrange il vetro della cabina e travolge il macchinista. Che muore sul colpo. Resta ferito anche il capotreno. Che viene ricoverato in gravissime condizioni. E poco dopo muore all'ospedale San Camillo di Roma.
Angelo Fantera, 36 anni e Alberto Proietti, 44 anni rispettivamente capotreno e macchinista del convoglio della linea Roma-Viterbo, non hanno potuto fare nulla per evitare lo schianto. Alle 12.41, dopo aver imboccato un binario morto, il treno si è schiantato contro un carro gru della manutenzione nella zona di Pian Paradiso, nei pressi di Civita Castellana. Il braccio meccanico ha distrutto il parabrezza e ha travolto i due, uccidendo Proietti sul colpo. Inutile per il capotreno l'arrivo di un'eliambulanza che lo ha trasportato all'ospedale dove l'uomo è morto poco dopo.
Nessun ferito tra i passeggeri. La società Met.Ro, che gestisce la linea, ha comunicato che il servizio nel tratto extraurbano della Roma-Viterbo è stato interrotto. La stessa società ha istituito una commissione d'inchiesta che lavorerà in maniera parallela a quella della Procura di Viterbo. Da chiarire chi e perché sia intervenuto sullo scambio, che in quel è punto manuale, determinando l'incidente.
L'assessore ai Trasporti e Lavori pubblici Giulio Gargano parla di errore umano e chiede risposte alla Met.Ro: "Alla luce delle ulteriori, gravissime notizie sull'incidente ferroviario di Civita Castellana, sembra ormai chiara la dinamica dell'incidente. Si tratta infatti di un errore umano che vede responsabilità tutte da appurare da parte della commissione di inchiesta chiamata a fare chiarezza sull'accaduto. A questo punto attendiamo che la Met.Ro., che gestisce la linea e quindi i servizi su quella tratta e a cui è attribuita la responsabilità dell'incidente, chiarisca come lo stesso possa essere accaduto".
Come detto, il drammatico impatto è avvenuto su un binario morto. Ed è stato il braccio meccanico di una scavatrice, montato sul carrello, a sfondare la cabina di guida del treno Roma-Viterbo. Secondo una prima ricostruzione dell'incidente, alcuni operai erano al lavoro nei pressi della stazione dismessa di Pian Paradiso. Prima dell'arrivo del treno, che era diretto a Roma, hanno spostato il carrello sul secondo binario della stazione, quello non interessato al passaggio del convoglio partito alle 12.21 dalla stazione di Civita Castellana (Viterbo).
Per cause ancora da accertare, però, il treno ha imboccato proprio il secondo binario, andandosi a scontrare con il carrello. L'urto ha provocato anche il deragliamento dell'ultimo vagone, dove non c'erano passeggeri, che ha colpito un vagone dismesso a lato del binario.
Angelo Fantera, il capotreno del convoglio morto all'ospedale San Camillo di Roma, era nato 38 anni fa a Civita Castellana. Quindici anni fa era stato assunto nella ferrovia regionale Roma-Viterbo, fino a diventare capotreno. Sposatosi sei anni fa, era andato a vivere in una villetta al Parco Falisco, un centro residenziale a cinque chilometri da Civita Castellana, e aveva una bambina di 4 anni. Fin da giovane aveva praticato attività sportiva nella squadra di rugby di Civita Castellana, in serie C, ricoprendo il ruolo di pilone.
Il macchinista Alberto Proietti, morto sul colpo, era nato a Magliano Sabina il 4 maggio del 1959. Dopo aver preso il diploma, aveva cominciato a lavorare. Trovato un impiego nella società di trasporto, si era sposato e non aveva figli. Con la moglie si era trasferito in una casa comprata nella zona di Colle Micotti, una frazione alla periferia del paese.
Nel pomeriggio, intanto, il pm Stefano D'Arma ha dato il nulla osta per la rimozione del corpo di Proietti, rimasto incastrato tra le lamiere della motrice. La salma, trasportata all'obitorio di Civita Castellana, sarà sottoposta domani ad autopsia.
(fonte: repubblica.it)

Muoiono il macchinista Alberto Proietti ed il capotreno Antonio Fantera

20 dicembre 2003
Livorno Calambrone (LI)
Linea
Genova - Roma

Durante una manovra nello scalo merci di Livorno Calambrone, il manovratore Federico Pardini (dipendente della società SERFER, di totale proprietà di CARGO-Trenitalia) rimane schiacciato fra il treno che stava manovrando e l'ultimo carro di un altro convoglio sul binari attiguo.

Muore il manovratore Federico Pardini.

 Anno
2002 Incidenti = 19 Macchinisti
morti = 4
Macchinisti
feriti = 2
Altri ferrovieri
morti = 5
Altri ferrovieri
feriti = 9
Viaggiatori
morti = 1
Viaggiatori
feriti = 2
3 febbraio 2002
Stazione di Terni
Dopo aver effettuato un rallentamento, giunto sugli scambi d'ingresso della stazione di Terni, deraglia l'ultima carrozza di un treno.
21 febbraio 2002
Chiasso (Svizzera)
Linea
Milano - Chiasso

Il merci, partito da Milano Certosa nel tardo pomeriggio con al seguito una serie di carri per il trasporto dei container, avrebbe dovuto raggiungere Chiasso per effettuare il cambio trazione.
Sulla rampa della galleria di Monte Olimpino il convoglio, forse a causa di un'avaria, ha perso il controllo finendo, una volta raggiunto il piazzale, contro una motrice E 633 e contro un fabbricato ad uso dormitorio per i ferrovieri delle FFS. Lo stesso ha causato il rovesciamento di alcuni carri e la tragica fine dei due macchinisti che erano alla guida del merci investitore.
Le sentenze di primo grado e di riesame furono appellate dal Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Milano con ricorso in Cassazione. Questa, con sentenza del 19 ottobre 2006, stabilì che “…se il sistema di RSC fosse stato installato e attivato sul locomotore E636 022 sul quale si trovavano i due macchinisti deceduti, il disastro e gli altri eventi…non si sarebbero verificati…poiché il sistema RSC ha proprio lo scopo di ovviare agli errori umani bloccando il convoglio in caso di inosservanza dei segnali visivi…”. Nel considerare giustamente la RSC alla stregua di apparecchiatura di sicurezza preposta a prevenire l’errore umano, la Cassazione osserva preliminarmente che “…il traffico (ferroviario) può essere potenziato e velocizzato (purché) ciò avvenga in condizioni di sicurezza e ove il sistema di prevenzione di infortuni e disastri lo consenta…”. Ne consegue che mancando le necessarie “sicurezze” non si possa ulteriormente caricare l’infrastruttura ferroviaria.

Nell'impatto muoiono i macchinisti Carmine Senatore e Salvatore Fortunato.

11 marzo 2002
Loreto - Osimo
Intorno alle ore 4:00, i macchinisti del treno 904 si accorgono in tempo che una rotaia, lungo la linea, è rotta. Nessun danno.
21 ottobre 2002
Stazione di Firenze SMN
TAF contro ETR 500. Nessun danno a persone.
Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"
23 ottobre 2002
Pratignone (FI)
Linea
Firenze - Prato
Cedimento strutturale delle rotaie fra Pratignone e il Neto. I macchinisti si avvedono in tempo del pericolo ed evitano il peggio.
Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"
26 marzo 2002
Vercelli
Linea
Milano - Torino
Il treno IC 621 deraglia sugli scambi di uscita della stazione di Vercelli. La bassa velocità ha evitato conseguenze più gravi. Inchiesta amministrativa in corso. Solo tanta paura per i circa 400 passeggeri.
2 giugno 2002
Fortezza
Linea Fortezza - Verona
Un carrello con addetti della manutenzione elettrica deraglia e provoca il deragliamento di un treno merci. Linea ferroviaria bloccata per più di 12 ore.
30 giugno 2002
Barbiana - Lugo
Linea
Bologna - Ravenna

Urto di treni contro veicoli stradali a PL chiuso. Fonte: RFI.

1 ferito.

16 luglio 2002
Vernio (PO)
Linea
Prato -Bologna

Dall'espresso della notte Venezia - Palermo, una viaggiatrice cade col treno in corsa, nella galleria di Vernio. Si sospetta l'apertura improvvisa di una porta della carrozza. Sei anni prima, un ferroviere aveva perso la vita nello stesso luogo e con le stesse modalità.

Muore la viaggiatrice Teresa Sortino.

Per questo incidente il tribunale di Prato ha condannato i dirigenti FS Michele Elia, Emilio Maestrini e Caroti Fazio alla pena di 1 anno e 4 mesi di reclusione, con sospensione della pena. Leggi la sentenza.
20 luglio 2002
Rometta Marea (ME)
Linea
Palermo - Messina
Sabato 20 luglio 2002. Dalla stazione di Milazzo riparte, proveniente da Palermo, una sezione della "Freccia della Laguna" che dovrà unirsi, alla stazione di Messina, all'altra proveniente da Siracusa per poi proseguire alla volta di Venezia. In prossimità del segnale di protezione della stazione di Rometta, il convoglio svia investendo un fabbricato che fortunatamente era disabitato sventrandolo. Sette persone rimangono intrappolate e perdono la vita oltre ad uno dei due macchinisti della locomotiva elettrica E 656.032 fermatasi in bilico su di un ponte. La macchina era stata revisionata da poco tempo e viaggiava a circa 105 km/h a fronte di un limite di circa 120 ammessi dalla linea in quel tratto specifico. La linea è sotto accusa: è strano che la manutenzione del binario terminata da pochi giorni non abbia evidenziato un armamento non proprio in ordine. Il collaudo del binario, avvenuto con esito favorevole, ha visto il ripristino della normale velocità. Da qualche tempo il personale di guida ha segnalato, sugli appositi moduli, che la linea non fosse proprio a posto. Si segnalavano alcuni di sbandamenti alquanto anomali rispetto ai caratteristici movimenti della macchina in corsa. La linea Messina-Palermo in alcuni tratti è in fase di raddoppio e da pochi mesi è stata aperta all'esercizio una nuova galleria a doppio binario sotto i monti Peloritani.

Muore il macchinista Saverio Nania.

12 agosto 2002
Stazione di Piombino (LI)
Linea
Campiglia - Piombino

La sera del 12 agosto 2002, il treno 6702 (materiale GAI) proveniente dal porto di Piombino è deragliato alla folle velocità di…25 km/h dopo aver superato col primo asse la punta dello scambio regolarmente disposto per l’istradamento del convoglio verso Campiglia, mentre il secondo asse lo “scavalcava” dirigendosi nella direzione sbagliata…. Colpa dello scambio usurato e, quindi, pessimamente controllato? Colpa dei bordini della ruota del rotabile, troppo sottili da “arrampicarsi” sulla rotaia? Aperta un'inchiesta della Magistratura. Piombino è una delle stazioni «guidate» a distanza.Nessun ferito. Blocco della circolazione per tutta la notte.

22 agosto 2002
Torazza Piemonte (TO)
Linea
Torino - Milano
Un treno merci deraglia in piena linea, impegnando il binario attiguo. L'ipotesi più accreditata è che il carico del treno non sia stato distribuito correttamente. Nessun ferito. Blocco della circolazione per 24 ore.
17 ottobre 2002
Brindisi
Una delle carrozze dell'espresso 901 Torino - Lecce deraglia in prossimità della stazione di Brindisi. Nessun ferito. Blocco della circolazione per circa 6 ore.
19 ottobre 2002
S. Vito Chetino (CH)
Linea

Un masso di 8 tonnellate precipita da un TIR e finisce contro la cabina di guida del locomotore del treno intercity 776 Lecce - Trieste. A causa dell'impatto il treno deraglia. Il TIR trasportava 13 tonnellate oltre il limite consentito.
Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!".

Muore il macchinista Francesco Palladino

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16 ottobre 2008
LANCIANO. Quattro condanne, tutte a un anno di reclusione: così è finito il processo per l'incidente ferroviario del 21 ottobre 2002, quando lungo la vecchia tratta ferroviaria che costeggiava l’Adriatico, nel territorio di San Vito, perse la vita il macchinista dell'intercity Lecce-Trieste, travolto dai massi precipitati dalla statale sovrastante.
La sentenza è stata emessa stamani dal tribunale di Lanciano, che ha ritenuto responsabili di omicidio colposo il conducente del tir dal quale fuoriuscirono i massi finiti sulla strada ferrata, i proprietari del mezzo, e il rappresentante della cava da dove partì il carico di pietre.
Il fatto avvenne in piena notte, e rischiò di essere una vera e propria strage. Sul treno infatti c’erano circa 700 passeggeri, e dopo l'impatto il mezzo non finì in mare perché imboccò una galleria. Oltre alla morte del macchinista, l’incidente causò il ferimento grave del secondo macchinista e quello lieve di una decina di persone.
(fonte: lanciano.it)

19 ottobre 2002
Firenze

L'Eurostar 9452 proveniente da Roma e diretto a Milano si scontra con un treno locale, all'uscita della stazione, che stava rientrando in deposito. Probabile causa: scambio difettoso.

Un viaggiatore ferito lievemente ad un piede.

29 novembre 2002
Lavagna (GE)
Linea
Genova - La Spezia

Un operaio marocchino e uno albanese muoiono mentre lavorano sulla linea Genova - La Spezia, presso Lavagna.

Muoiono due operai.

4 dicembre 2002
Noci (BA)
Linea
Bari - Taranto (FSE)

PUTIGNANO – E’ di due morti e nove feriti il bilancio di un grave incidente, avvenuto lungo i binari delle Ferrovie Sud Est, a circa 800 metri dall’ingresso della stazione di Noci. Le vittime sono Tommaso Secondo, di 50 anni, di Castellana Grotte (Bari), e Vito Gentile, di Noci. Un treno passeggeri li ha travolti mentre, a bordo di un carrello, stavano compiendo lavori di manutenzione lungo la linea ferroviaria. Uno degli operai feriti è in gravi condizioni: è stato estratto dalle lamiere dai vigili del fuoco e trasportato in elicottero nel reparto di rianimazione del policlinico di Bari. Due sono ricoverati in prognosi riservata negli ospedali 'De Bellis' di Castellana Grotte e 'Santissima Annunziata' di Taranto. Feriti anche due macchinisti del treno passeggeri, che hanno riportato alcune contusioni. Nessuna conseguenza, invece, per i passeggeri, in gran parte studenti, che viaggiavano sul convoglio partito da Putignano e diretto a Martina Franca. Sull'incidente il pm di turno del Tribunale di Bari, Antonino Lupo, ha aperto un' inchiesta ipotizzando i reati di disastro ferroviario colposo e omicidio colposo plurimo. Il magistrato ha disposto il sequestro dei due mezzi coinvolti e ha affidato ad un ingegnere dell'Ustaf (l'organismo del ministero delle infrastrutture che si occupa della motorizzazione e delle ferrovie) l'incarico di compiere i rilievi. All'attenzione degli investigatori è soprattutto la posizione di chi avrebbe dovuto avvisare i macchinisti del treno della presenza del carrello lungo la tratta ferroviaria. A quanto pare, gli operai stavano proprio andando a piazzare lungo i binari un cartello che avvisava dei lavori in corso.
fonte: sicurezzaonline.it)

Muoiono gli operai Tommaso Secondo e Vito Gentile

Feriti due macchinisti.
Feriti 9 operai.

29 dicembre 2002
Deiva Marina (SP)
Linea Genova - La Spezia

Un operaio FS, G. Picchetti, muore mentre lavora da solo nella galleria Picchi, presso Deiva Marina.

Muore l'operaio G. Picchetti

 Anno
2001 Incidenti
= 21
Macchinisti
morti = 2
Macchinisti
feriti = 3
Altri ferrovieri
morti = 3
Altri ferrovieri
feriti =
Viaggiatori
morti = 0
Viaggiatori
feriti = 32
15 marzo 2001
Bressanone (BZ)
Linea
Verona - Brennero
Due carri merci deragliano a sud della stazione di Bressanone mentre sono spinti da un locomotore di manovra. Disagi per il traffico locale.
29 marzo 2001
Bivio S. Vitale-Mirandola Ozzano
Linea
Verona - Bologna

Urto di treni contro veicoli stradali a PL chiuso. Fonte: RFI.

Un ferito

14 aprile 2001
Ponte Gardena (BZ)
Linea
Bolzano - Brennero
Un treno merci carico di tronchi si "spezza" due. 10 carri deragliano ed altri 4 carri si rovesciano nel greto del fiume Isarco.
Danni materiali.
24 aprile 2001
Latisana (UD)
Linea
Venezia - Trieste
Ruspa in mezzo ai binari, sfiorato il disastro. Solo la prontezza del macchinista ha scongiurato il peggio e cioè che il treno prendesse in pieno una ruspa che si trovava in mezzo ai binari. Il fatto è avvenuto tra le stazioni di Latisana e San Giorgio di Nogaro, appena passato Palazzolo dello Stella. Un rettilineo lungo alcuni chilometri sul quale da mesi si stanno svolgendo lavori per la sostituzione dei pali elettrici e l'interramento dei
cavi. Il macchinista del diretto Venezia - Trieste, partito dalla città lagunare alle 9.51, è stato costretto da una brusca fermata dopo che in lontananza aveva notato un certo movimento. Quattro operai stavano azionando una ruspa posizionata proprio in mezzo ai binari. Solo al fischio insistente ruspa e operai si sono allontanati. Sembra che i lavori si stavano svolgendo non in orario autorizzato. In pratica in quel momento la linea doveva essere "sgombra" di operai e pale meccaniche.
Diversa la versione della ditta esterna incaricata dell'intervento: tutto regolare, da giorni si sapeva che in quel punto si doveva operare con la ruspa.
28 aprile 2001 Stazione di Pisa C.le
Linea
Livorno - Pisa C.le
Il treno proveniente da Livorno e diretto a Torino si è trovato davanti un altro treno composto da automotrici termiche. La prontezza dei macchinisti ha evitato il peggio.
4 maggio 2001
Linea
Firenze SMN - Borgo S. Lorenzo
Un carrello di manovra tallona uno scambio del bivio a seguito di una errata sequenza dei segnali della linea. La prontezza dei macchinisti ha evitato un possibile disastro ferroviario.
9 maggio 2001
Pieris (GO)
Linea
Trieste - Venezia

Tragedia sfiorata, quando alle 15.25 il convoglio merci 40035 proveniente da Cervignano è deragliato mentre si trovava a poche decine di metri dal passaggio a livello di Begliano. Proprio in quel punto il merci si sarebbe dovuto incrociare con un treno passeggeri, il diretto Trieste - Venezia. La sospensione dell'energia elettrica dovuta all'uscita dalla sede ferroviaria di 25 dei trenta vagoni di cui era composto il merci, ha bloccato il diretto alla stazione di Ronchi Sud, evitando il peggio.
Questione di minuti, due al massimo, e il convoglio sarebbe passato. Ferito in modo leggero il pensionato Gino Gasparotto che stava lavorando nel suo orto che si affaccia sulla ferrovia. Lungo il tratto in cui si è verificato l'incidente i treni viaggiano alla velocità ridotta di 80 chilometri l'ora. Due le inchieste aperte da parte delle Ferrovie e della Polfer che ha provveduto a porre sotto sequestro la "scatola nera" del convoglio. Intanto si cerca di far luce sulle cause del deragliamento.
L'ipotesi più attendibile sarebbe quella del cedimento del carrello di uno dei vagoni che poi avrebbe trascinato gli altri fuori dalla sede ferroviaria.

Ferito il pensionato Gino Gasparotto che abitava lungo la linea.

17 luglio 2001
Rubiera (RE)
Linea
Milano - Bologna
Il treno 2065, proveniente da Torino e diretto a Bologna, mentre transitava nell'ambito della stazione di Rubiera è sviato in maniera inspiegabile e preoccupante.
La vettura pilota e le prime due vetture di testa sono rimaste sui binari, mentre il resto del treno, composto di 8 vetture, e la locomotiva collocata in coda sono sviate in prossimità degli scambi in uscita lato Modena.
Il treno si è arrestato in prossimità della testata del ponte sul fiume Secchia e non ha procurato danni alle persone, ad eccezione di qualche contuso...
...Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!".
11 giugno 2001
Antignano (LI)
Linea
Pisa - Roma

Macchina operatrice di un cantiere dove si stavano effettuando dei lavori si è trovata improvvisamente di traverso ai binari stessi mentre sopraggiungeva l'intercity 544 diretto a Ventimiglia. Nell'urto, la locomotiva del treno IC544 è deragliata.
...Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!".

10 maggio 2001
Udine
Linea
Udine - Tarvisio
Due auto si scontrano sui binari bloccando per ore la linea ferroviaria Udine - Tarvisio.
15 maggio 2001
Cervignano (UD)
Linea
Trieste - Venezia

Violento schianto nei pressi della stazione del capoluogo della Bassa friulana, avvenuto tra due treni merci poco dopo le 4 nei pressi della stazione di Cervignano. Due dei quattro macchinisti coinvolti sono rimasti contusi, ma le loro condizioni non destano preoccupazioni.
Lanciandosi dal treno in corsa hanno riportato qualche escoriazione. Trasportati all'ospedale, sono stati medicati e sottoposti a esami radiologici prima di venire dimessi.
L'impatto tra i due convogli è avvenuto a circa 200 metri dalla stazione, in direzione di Trieste, proprio sotto un viadotto. Un treno stava entrando in stazione, mentre l'altro viaggiava nella direzione opposta. Per fortuna entrambi procedevano a non elevata velocità, proprio perché si trovavano in prossimità della scalo. A ogni modo l'impatto è stato violento e le due motrici hanno riportato ingenti danni. Un paio di vagoni del convoglio che si accingeva a entrare (aveva da poco lasciato Ronchi ed era diretto all'interporto Alpe Adria) sono usciti dai binari. I vagoni di coda, in seguito al blocco improvviso della corsa, hanno spinto con forza contro quelli centrali facendone deragliare un paio. I vagoni sviati si sono così posti di traverso sui due binari della Trieste - Venezia bloccando la linea. Il frastuono ha squarciato il silenzio della notte ed è stato udito a diverse centinaia di metri di distanza.
Pare ormai appurato che l'impatto sia da imputare a un errore umano. Cioè a un
errato istradamento di uno dei due treni. L'incidente ha avuto pesanti ripercussioni sul traffico ferroviario.

Feriti due macchinisti.

26 maggio 2001
S. Giovanni al Natisone (UD)
Linea
Trieste - Udine
Il capotreno di un convoglio ferroviario è stato indagato in stato di libertà dalla Polizia Ferroviaria di Udine per avere causato un pericolo di disastro ferroviario. A seguito del ritardo di un treno diretto da Udine a Gorizia e Trieste, un centinaio di pendolari in partenza da Udine ha deciso di salire su un altro treno. A San Giovanni al Natisone il macchinista di questo convoglio ha suggerito ai pendolari di scendere, perchè subito dopo sarebbe passato il più veloce treno interregionale che aveva recuperato il ritardo. L'interregionale, però, non ferma a San Giovanni e, quando vi è giunto a forte velocità, ha rischiato di travolgere delle persone che si trovavano sui binari e che si sono salvate solo per la prontezza del macchinista, che ha azionato la frenata rapida.
12 giugno 2001
PL sulla spolverina in direzione di Mantova
Linea
Mantova - Modena

Un camion impegna un passaggio a livello mentre davanti a lui si era formata una colonna di auto causata da un semaforo stradale. Sentito il segnale acustico di chiusura delle sbarre il camionista ha tentato di togliersi d'impaccio ma senza successo. Sopraggiunto treno regionale, il macchinista che si è accorto del ostacolo, malgrado la frenatura non ha potuto evitare l'impatto.
Danni materiali, linea bloccata per più di 2 ore.

17 giugno 2001
Rubiera (RE)
Linea
Bologna - Milano

Incendio di materiale rimorchiato. Fonte: RFI.

10 feriti

17 luglio 2001
Rubiera (RE)
Linea
Bologna - Milano

Alle ore 19.10, il treno 2065 proveniente da Torino e diretto a Bologna, mentre transitava della stazione di Rubiera è deragliato. Ipotesi di cedimento strutturale dello scambio.

15 feriti

14 settembre 2001
Colle Isarco (BZ)
Linea
Bolzano - Brennero

Sono le 4.15 quando sui binari della linea ferroviaria del Brennero, un chilometro a nord della stazione di Colle Isarco, si scatena l'inferno.
Un treno merci proveniente dal confine tampona un altro convoglio fermo da venti minuti alla stazione di Colle Isarco per un guasto ai freni. L'impatto avviene alla velocità di 24 chilometri orari.
È quanto basta per uccidere due macchinisti: Domenico Bianco, 49 anni di Bolzano, ed Ennio Mazzocchetti, 49 anni di Pescara. Entrambi erano nati il 30 aprile del 1952. Uno strano scherzo del destino. Ma il bilancio poteva avere conseguenze più tragiche. L'Espresso 1286 Napoli-Monaco con una cinquantina di persone a bordo è deragliato tre minuti dopo il primo incidente. I macchinisti del treno passeggeri hanno trovato sul proprio binario le lamiere dei due convogli tamponati.
L'impatto è stato inevitabile.
La locomotiva del Napoli-Monaco si è ribaltata finendo su un prato che costeggia la linea ferroviaria.
Il bilancio è di sei feriti lievi, due dei quali sono stati trattenuti all'ospedale di Bressanone. Si tratta di cinque ferrovieri e di un passeggero.
La tragica notte di Colle Isarco inizia alle 3.59.
A quell'ora il macchinista di un treno merci, il 40817 proveniente dal Brennero e diretto allo scalo di Bologna-San Donato, si ferma in stazione per un guasto ai freni.
Il conducente era stato avvertito pochi minuti prima dal collega di un altro convoglio diretto verso il Brennero che aveva notato delle scintille sprigionarsi dalla parte sottostante di un vagone.
È un guasto che capita spesso in quel tratto. I freni dei treni che scendono dal Brennero vengono messi a dura prova da una lunga e tortuosa discesa.
Mentre il guasto è in riparazione, dal Brennero sta arrivando un altro treno che traina venti vagoni carichi di ogni sorta di merce tra cui anche del gas.
I macchinisti del treno in arrivo trovano il semaforo rosso ma, dopo aver atteso qualche minuto, decidono di passare ugualmente.
Una manovra consentita dalle Ferrovie con l'imperativo, però, di "marciare a vista" ossia di procedere ad una velocità che permetta di frenare quando si trova il binario occupato.
Alle 4.15, proprio quando il guasto era stato riparato ed il macchinista del convoglio fermo alla stazione era pronto per ripartire, avviene la tragedia.
Il treno merci condotto da B. e M., nonostante una disperata frenata, si scontra, un chilometro prima della stazione, con l'ultimo pianale del lungo convoglio che lo precede.
Il pianale, proprio perché privo di un container, si alza e taglia a metà la cabina del locomotore.
B. muore sul colpo mentre M. entra in coma.
Un'agonia che dura quindici lunghi minuti.
Ma non è finita.
Tre minuti più tardi, senza che ci sia il tempo per realizzare quello che è successo, sull'altro binario sfreccia l'Espresso Napoli-Monaco ad 80 chilometri orari.
I macchinisti del treno passeggeri si accorgono di quanto è accaduto troppo tardi.
Tirano il freno ma l'impatto contro i resti della locomotiva condotta da B. e M. è inevitabile.
Il Napoli-Monaco deraglia.
La locomotiva ed un vagone finiscono su un prato vicino.
Poteva essere una strage.
Per buona sorte la cinquantina di passeggeri occupano tutti le cuccette, nei vagoni in coda al treno.
Si feriscono leggermente sei persone: Matteo Laganà, 33 anni di Bolzano, Christian Scalise, 29 anni di Bolzano, Frascesca Casciolli, 28 anni di Firenze, Francesco Lupo, 49 anni di Palermo, Walther Agostini Croce, 43 anni di Bologna, Luca Gorelli, 29 anni di Castiglion Fiorentino.
Quattro di loro vengono dimessi in giornata, due invece rimangono ricoverati in osservazione all'ospedale di Bressanone.
Per tutta la giornata di ieri i tecnici delle Ferrovie hanno cercato di capire le cause dell'incidente.
I dubbi non riguardano tanto l'errore umano, un fatto quasi assodato, quanto piuttosto l'interrogativo se la tragedia poteva essere evitata.
È possibile che il carico del treno condotto da B. e M. (la locomotiva trainava circa 1400 tonnellate) sia stato determinante nel tamponamento.
I macchinisti deceduti potrebbero aver azionato i freni in tempo.
Ma nella discesa che precede la stazione di Colle Isarco il carico potrebbe aver ritardato l'effetto frenante.
Come potrebbe essere vero il contrario.
E cioè che il pericolo sia stato avvertito troppo tardi rendendo inutile la frenata.
Altre ipotesi: una guasto alla locomotiva oppure una "marcia a vista" con velocità superiore a quella prevista.
Per capire le cause del disastro ferroviario sono state aperte tre inchieste da magistratura, Ministero e Ferrovie.
Ieri tutti i treni internazionali in transito sulla linea del Brennero sono stati soppressi.
Forse nella giornata di oggi verrà ripristinata la percorribilità di un binario.
(fonte. www.capostazione.it . Guarda alcune foto dell'incidente)

Morte dei macchinisti Ennio Mazzocchetti e Domenico Bianco.

Feriti il macchinista Christian Scalise ed altre 5 persone.

14 ottobre 2001
PL di Borgochiesanuova
Linea
Mantova - Modena

Un treno travolge un camion. Il TIR era in coda al semaforo, prima del passaggio al livello quando è ripartito ed è rimasto bloccato sui binari; in quel momento si sono chiuse le semi-barriere ed è sopraggiunto il treno che ha travolto il camion. Si tratta del secondo caso nell'arco di 4 mesi.

Danni materiali, linea bloccata.

17 ottobre 2001
Linea
Trento - Bolzano

In corrispondenza di un cantiere di lavori sulla linea, il macchinista e capotreno del treno regionale partito da Trento si accorgevano che uno degli operai era troppo vicino al binario; suonano tre volte ma nel medesimo istante transita un treno merci. L'operaio non sente la sirena, continuando a lavorare. Il locomotore gli passa accanto. Il predellino lo colpisce alla testa, all'altezza della tempia.

Muore un operaio

27 novembre 2001
Linea
Verona - Brescia

Il portellone di un carro merci si apre mentre incrocia un treno viaggiatori, colpendo alcune carrozze di quest'ultimo. Analogo incidente era avvenuto, nello stesso luogo, nel mese di aprile 2001.

Alcuni viaggiatori feriti a causa dei vetri andati in frantumi.

30 novembre 2001
Lavagna (GE)
Linea
Genova - Pisa

Un treno piomba su due operai lungo la linea.

Muoiono 2 operai

13 dicembre 2001
Stazione di Aulla
Linea "Pontremolese"

Un carro merci si sgancia durante una manovra, percorrendo alcuni chilometri di piena linea, da solo, senza controllo, finendo la sua corsa nella stazione di Aulla.
Danni materiali.

 Anno
2000 Incidenti = 8 Macchinisti
morti = 6
Macchinisti
feriti = 1
Altri ferrovieri
morti = 1
Altri ferrovieri
feriti = 0
Viaggiatori
morti =1
Viaggiatori
feriti = 0
2 febbraio 2000
Rovigo

A Rovigo muore G. Zulato, manovratore, rimasto schiacciato tra i respingenti di due automotrici.

Muore il manovratore G. Zulato.

14 aprile 2000
Ponte Gardena (BZ)
Linea
Bolzano - Fortezza
Sono da poco passate le 8.30 del mattino quando il treno merci 52850 in viaggio da Bolzano a Fortezza, svia poco più di un chilometro a nord della stazione di Ponte Gardena. 
Il convoglio, composto da 20 carri di legname di provenienza austriaca, si spezza in due tronchi che escono immediatamente dalla sede ferroviaria. Quattro precipitano nel vicino fiume Isarco riversandovi il loro carico di circa 50 tonnellate, altri 10 rimangono invece pericolanti in bilico sulla massicciata. Se per fortuna l'incidente non provoca vittime, gravi sono pur nella loro modesta importanza nei confronti di ogni vita umana, i danni arrecati alle infrastrutture. Centinaia di metri di binario risultano divelti alla stregua delle decine di traversine in cemento armato spezzate come grissini. Alcuni carri, inoltre hanno perso nel deragliamento i loro assi e risultano definitivamente danneggiati. 
Gravi anche i danni arrecati alla circolazione a causa della chiusura di entrambe i binari nei due sensi di marcia, con la riapertura del binario dispari, quello con direzione sud, alcune ore dopo l'incidente e del binario pari la mattinata successiva dopo una corsa contro il tempo da parte degli operai delle FS per limitare i ritardi su una arteria fondamentale come quella del Brennero. 
Causa dell'incidente sembra doversi addebitare alla rottura di un asse di uno dei carri merci, teoria ulteriormente avvalorata dalla presenza di numerose traversine spezzate centinaia di metri prima del luogo dello svio. 
4 giugno 2000
Solignano (PR)
Linea
Parma - La Spezia

Uscita della stazione di Solignano. Il treno 76005 proveniente da Padova e diretto a La Spezia, composto di 13 portacontainers carichi per un peso di 813 t, trainato da un locomotore E633 alla cui guida si trovano i macchinisti Fabio Agostini (35 anni) e Matteo Santilli (36 anni) entrambi di La Spezia. A bordo si trovavano anche due macchinisti che rientravano a Spezia, Pietro Bertolucci (44 anni) e Luciano Traversi (43 anni). Questo treno si è scontrato frontalmente con il treno 56132 proveniente da Livorno, composto da 22 carri vuoti 538 t, e trainato da un loc. E656, alla cui guida si trovano Paolo Nigiotti (50 anni, di Livorno) e Piero Romiti (52 anni, di Pontasserchio). Pare che alcuni macchinisti, al momento dell'incidente, fossero in "straordinario".

Muoiono i macchinisti Fabio Agostini, Matteo Santilli, Piero Rimonti, Pietro Bertolucci e Paolo Nigiotti.

Ferito gravemente il macchinista Luciano Traversi.

Torino di Sangro (CH)
Linea
Pescara - Termoli
Un treno merci di containers, il 58012, è deragliato ad alta velocità su una deviata predisposta per incrociare l'espresso 923 intorno alle ore 2:00.
21 agosto 2000
Salerno
Linea
Sarno - Salerno
Deragliamento di 2 Ale, sugli scambi del Bivio S.Lucia. Condotta da agente unico con ALe privi di ripetizione segnali.
19 ottobre 2000
Stazione di Bologna C.le.
Macchinisti del treno IC 33909 partito dalla stazione di Bologna C.le alle ore 8.37 scorgevano la presenza di un camion che invadeva la sede ferroviaria del binario attiguo, all'altezza di un PL automatico. Prontezza dei macchinisti nel segnalare l'inconveniente, evitando investimento da parte del treno proveniente dalla direzione opposta.

(Data ignota)
Peschiera del Garda (VR)
Linea
Verona - Milano

Incendio carrozza 1° classe Intercity. Il surriscaldamento del impianto elettrico ha provocato un cortocircuito, e, di seguito, un incendio. I gas liberati dal poliuretano espanso bruciato salivano attraverso le grate del pavimento proprio verso il sedile dove era seduta una viaggiatrice. In pochi minuti l'incendio si è esteso a tutto il sedile. Cattivo posizionamento delle sonde di captazione preposte alla regolazione della temperatura dell'impianto. I rivestimenti dei sedili non rispondevano alle normative anti-incendio; ci sarebbero ancora circa 60 carrozze dello stesso tipo (parere del perito del Tribunale)

Muore una viaggiatrice.

29 dicembre 2000
Paola (CS)

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Muore il macchinista Filippo Nucera.

 Anno
1999 Incidenti = 3 Macchinisti
morti = 0
Macchinisti
feriti = 0

Altri ferrovieri
morti = 0

Altri ferrovieri
feriti = 0
Viaggiatori
morti = 0
Viaggiatori
feriti = 1
26 febbraio 1999
Bruzolo di Susa (TO)
Linea

Nei pressi della stazione di Bruzolo di Susa un treno Eurocity Lione - Torino effettuato dall'ETR 460 n° 28 investe in corrispondenza di un passaggio a livello un autotreno rimasto incastrato sulla sede ferroviaria.
L'incidente si conclude con il ferimento di una persona e rilevanti danni al materiale.
Fonte: http://interrail.publinet.it

Un ferito

23 giugno 1999
Piacenza
Erano le 8.11, quando il treno 2037 proveniente da Milano C.le e diretto a Livorno si scontrava con il treno 9307 proveniente da da Torino e diretto a Roma. I macchinisti del 2037, già nelle prime dichiarazioni rese al magistrato, hanno riconosciuto il loro tragico errore di interpretazione della segnaletica. In effetti la zona tachigrafica confermava che era stato effettuato il riconoscimento della degradazione del codice RS da 270 a 180, con conseguente riduzione della velocità, e da 180 a 75 che imponeva l'arresto al segnale di protezione di Piacenza, lato Milano; forse perchè si aspettavano l'ingresso in stazione, i macchinisti non hanno rispettato l'indicazione di arresto al segnale di protezione e comunque la frenatura rapida, all'ultimo momento, non avveniva in tempo per evitare l'impatto col pendolino 9307. A causa di un lieve ritardo, infatti, questo treno stava percorrendo il binario deviato per essere ricevuto sul 4° binario, realizzando una convergenza di binario col treno 2037.
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Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"
13 ottobre 1999
Berceto (PR)
Linea
La Spezia - Fornovo
Nella notte, intorno alle ore 4.35, sugli scambi d'ingresso (lato Pontremoli) della stazione di Berceto avviene uno scontro fra un treno viaggiatori composto da ALe 803 ed un treno merci di circa 1000 tonnellate. Pare che il merci non abbia rispettato il segnale di protezione a via impedita della stazione di Berceto e sarebbe entrato in stazione indebitamente, finendo la sua corsa contro il treno viaggiatori che stava entrando regolarmente in stazione per effettuare l'incrocio. Alla guida del treno merci c'erano 2 macchinisti della cosiddetta "Task force", distaccati dal deposito di Palermo. Avevano riposato di giorno nel dormitorio di Parma e avevano preso servizio in vettura alle 20.40 per effettuare un servizio da Rubiera a La Spezia, con partenza alle ore 21.40 e arrivo alle 4.30.
(fonte: ancora IN MARCIA!)
 Anno
1998 Incidenti = 11 Macchinisti
morti = 0
Macchinisti
feriti = 3
Altri ferrovieri
morti = 2
Altri ferrovieri
feriti = 0
Viaggiatori
morti = 18

Viaggiatori
feriti = 4

2 febbraio 1998
Milano Certosa
E' una mattina fredda e nebbiosa quando il regionale proveniente dalla linea di Gallarate si snoda tra i binari diretto a Milano Porta Garibaldi.
In quel tratto di linea, in cui la Milano - Torino affianca la Milano - Gallarate, è posto uno scambio di collegamento tra le due linee suddette che il convoglio affronta a velocità eccessivamente elevata. La E633.080, titolare del regionale, svia dai binari accasciandosi su un fianco e termina la sua folle corsa rotolando numerose volte nel campo coltivato presente a fianco del tracciato.
Uno dei tre carrelli della E633 si stacca addirittura di netto dalla sede, viene catapultato in avanti e successivamente coperto dalla locomotiva stessa che nel frattempo ha inoltre sparso propri pezzi (ammortizzatori, pantografi, griglie, ecc...) per tutto il campo !! Fortunatamente le vetture a due piani collegate alla motrice non deragliano ma proseguono per inerzia parte del tracciato.
Come osservabile sempre dalle foto, adiacente alla linea corre la trafficatissima autostrada Milano - Torino che proprio in quel punto sovrappassa la ferrovia. Facile immaginare la tragedia che sarebbe potuta accadere se il treno avesse centrato uno dei piloni portanti del sovrappasso.
L'incidente si conclude fortunatamente senza alcuna vittima ma con alcuni feriti tra cui i due macchinisti. La E633.080 protagonista dello sviamento è stata demolita in loco poco tempo dopo.
Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"
6 febbraio 1998
Albinia (GR)
Linea
Pisa - Roma
Il merci 51399 con titolare la E636.250 abbatte il paraurti terminale del binario di precedenza a causa della sua indebita partenza per una errata interpretazione dei segnali disposti a via libera validi per un altro treno fermo nella stazione di Albinia, sulla linea tirrenica.
Fortunatamente, a causa dell'incidente, nessuna persona rimane ferita ma la E636.250 viene demolita sul posto nell'agosto 1999.
Fonte: http://interrail.publinet.it
23 marzo 1998 Firenze Castello
Linea
Bologna - Firenze

Sono le 18,50 quando l'Eurostar Roma - Bergamo sperona un treno regionale nei pressi della stazione di Firenze Castello a pochi chilometri da Santa Maria Novella. Il frontale dell'ETR 480 n° 34, da pochi giorni in servizio, si schianta contro il locomotore in coda del regionale, l'E646.009 e si va quindi ad infilare nell'ultima carrozza travolgendo con tutta la sua massa le numerose persone a bordo.
Pesante il bilancio finale con 1 morto e 39 feriti gravi di cui 2 in coma.
La causa dell'incidente è stavolta certamente da imputarsi ad un errore umano visto che, da rilevazioni tecniche svolte, risulta che l'Eurostar non abbia rispettato un segnale a via impedita poco prima dell'incrocio in cui si è verificato l'impatto.
I due macchinisti dell'ETR 480 sono stati indagati per omicidio colposo ed hanno in seguito patteggiato la pena minima con la condizionale.
Fonte: www.interrail.publinet.it
Leggi l'articolo di "ancora In Marcia!"

Muore un viaggiatore.

32 feriti.

3 aprile 1998
Linea FSE
Novoli - Cagliano (Tratto Nardo' citta' - Copertino)
All'altezza di un PL incustodito, nei pressi della stazione di Nardo' Citta', l'automotrice Breda AD58 del treno At302 urtava contro un autocarro rimasto li' bloccato.
Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"
14 aprile 1998
S. Margherita Ligure (GE)
Linea
Pisa - Genova
Un treno intercity diretto all'estero deraglia a una velocità di 30 km/h nella stazione di S.Margherita. 
Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"
12 agosto 1998
Stazione
di Milano C.le

Un treno in manovra nella stazione di Milano C.le, durante il piazzamento, ha sfondato il paraurti in cemento, e la cassa della vettura è finita in una tabaccheria. Un incidente che ha riaperto le polemiche sull'efficienza delle radio-trasmittenti, e che deve far riflettere sull'importanza della "nota faro" durante le manovre col locomotore. Tre ferrovieri sotto inchiesta.
Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

Ferite cinque persone

20 ottobre 1998
Cascina (PI)

Due operai di Catania, dipendenti della ditta Vialli Impianti, Carmelo Guarnaccia, 32 anni, e Sebastiano Bosco, di 36, sono morti sui binari della stazione di Cascina, folgorati da una scarica di 3000 volt.

Muoiono gli operai Carmelo Guarnaccia e Sebastiano Bosco

29 luglio 1998
Roma Tiburtina
È mattina inoltrata quando un incendio si sviluppa improvvisamente nella stazione di Roma Tiburtina all'interno della carrozza semipilota 50 83 82-78 021 - 3 npBD. Il veicolo è fortunatamente vuoto in attesa di essere predisposto per un prossimo treno interregionale ma l'incendio, divampatosi velocemente, si propaga fino a raggiungere il bagagliaio del treno parcheggiato sul binario parallelo classificato 50 83 91-78 063 - 4 nDU provocando scene di ovvio panico tra i passeggeri.
La velocità dei soccorsi permette lo sganciamento del locomotore e della prima carrozza dal bagagliaio nonché della carrozza successiva dalla semipilota prima che questi siano avviluppati nelle alte fiamme mentre l'intervento dei pompieri, peraltro reso difficoltoso dalla inusitata posizione, pone fine ad un incendio che la fortuna ha voluto non causasse vittime.
Non ancora ben chiara la dinamica dell'incidente.
Fonte: http://interrail.publinet.it
28 ottobre 1998 Capena (RM)

Molta paura ma nessun morto anche se l'incidente provoca 11 feriti di cui 2 gravi. È il bilancio del deragliamento avvenuto sulla Roma - Firenze presso Capena a nord della capitale. Poco prima dell'una di notte, l'espresso 848 Conca d'Oro proveniente da Palermo e diretto a Milano, svia su uno scambio a circa 100/120 km/h. Alcune carrozze traballano sulla massicciata ma miracolosamente rimangono in piedi. Il macchinista azionata la rapida ferma il treno in tempo per evitare il ribaltamento di qualche convoglio.
La colpa dello sviamento verrà attribuita alla eccessiva velocità con cui il treno avrebbe intrapreso lo scambio.
Fonte: http://interrail.publinet.it
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Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

11 feriti

ottobre 1998
Lodi (LO)

Un merci impatta contro una piastra tenuta in sospensione da una gru.
Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

Feriti i due macchinisti.

1 novembre 1998
Milano Lambrate

Questo non è un incidente "classico". Non ci sono, infatti, rottami di treni, nè morti nè feriti ma un uomo, il macchinista Antonio Fiorillo, che ha rischiato di morire mentre si trovava alla guida del "proprio" treno, a causa di un infarto al miocardio.
Leggi l'articolo di "ancora In Marcia!".

Ferito un macchinista

 Anno
1997 Incidenti = 9 Macchinisti
morti = 4
Macchinisti
feriti= 0
Altri ferrovieri
morti = 1
Altri ferrovieri
feriti = 0
Viaggiatori
morti = 6
Viaggiatori
feriti = 4
11 gennaio 1997
S.Agata di Militello (ME)
Muore d'infarto il macchinista Filippo Cecala mentre fruiva del riposo fuori residenza.
Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"
12 gennaio 1997 
Piacenza

Sono le 13,26 quando l'Eurostar 9415 Milano - Roma deraglia alle porte della stazione di Piacenza. La prima carrozza dell'ETR 460 n.29 si schianta contro un pilastro di ferro e si spacca in due, le altre si rovesciano in rapida successione e solo le ultime due rimangono miracolosamente in piedi.
Otto le vittime di questo tremendo incidente : i due macchinisti, due agenti della Polfer, una hostess e tre passeggeri seduti sulle prime carrozze, cui vanno sommati circa 30 feriti gravi.
Le cause di questo disastro tutt'oggi non risultano molto chiare. Due le ipotesi più accreditate dopo l'esclusione di ipotesi al limite del fantascientifico narrate dai telegiornali : 1) cedimento dell'albero di trasmissione del carrello anteriore della prima carrozza con conseguente impiantamento nel binario (problema già accaduto ad un altro ETR 460 senza conseguenze); 2) eccessiva velocità nell'inserimento nella curva che immette alla stazione di Piacenza e conseguente svio esterno.
Rilevamenti tachigrafici effettuati sulle scatole verdi hanno dimostrato che poco prima del deragliamento il Pendolino viaggiava a circa 160 km/h in un tratto in cui non avrebbe dovuto andare oltre i 105 km/h, cosa che accrediterebbe la seconda ipotesi già ingigantita dalla eccessiva presenza di personale di servizio tra i deceduti. In sostanza si vorrebbe attribuire la colpa dell'accaduto alla eccessiva velocità del convoglio provocata dalla distrazione del personale riunito nella cabina di guida. Vibranti le proteste dei ferrovieri, per tale ipotesi, nei confronti dell'azienda. Fra i viaggiatori rimasti illesi c' è anche l'ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga.
(fonte: http://interrail.publinet.it)
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La storia dettagliata dell'incidente si trova anche su questo sito: www.gem.it

Leggi l'articolo di "ancora In Marcia!"

Muoiono i macchinisti Pasquale Sorbo e Livio De Sanctis.
Muoiono anche Agostino Carbonaro, Carmela Landi, Cinzia Assetta, Francesco Ardito, Gaetano Morgese, Lorella Santone.

29 feriti.

2 agosto 1997
Roma Casilina

È l'alba quando quando l'espresso 816 Reggio Calabria - Torino deraglia all'uscita della stazione di Roma Casilina.
La rottura del gancio che collega l'E656.403 titolare dell'espresso e il primo vagone costituito da una carrozza letto, avvia quest'ultima al deragliamento che si conclude con lo schianto contro un treno merci fermo su un binario parallelo. In seguito a questo deragliamento altre 3 carrozze su 20 sviano e si inclinano invadendo l'altro binario e dividendo di netto l'Italia in due.
La relativamente bassa velocità a cui viaggiava il convoglio, complice un susseguirsi di scambi, evita la catastrofe ma il bilancio finale sarà comunque di 4 feriti gravi e molti contusi.
A seguito di una indagine, il deragliamento verrà imputato alla eccessiva velocità del convoglio: 90 km/h nell'impegnare un itinerario deviato previsto a 30 km/h. I due macchinisti sono stati condannati a 1 anno e due mesi di reclusione ciascuno. Nelle fasi di recupero dei rotabili, la gru EDK1000 da 125 tonnellate del DL di Napoli, si ribalta per un errore di piazzamento o di cedimento del terreno (caso ancora non chiarito) e, invadendo i binari, interrompe per circa 2 giorni l'intera circolazione tra nord e sud ad esclusione della sola linea Adriatica.
Leggi l'articolo di "ancora In Marcia!"

Feriti 4 viaggiatori.

12 marzo 1997
San Felice sul Panaro (MO)
Linea
Bologna - Verona

Due treni si trovano "faccia a faccia"! Per fertuna, nessuna conseguenza.
Leggi l'articolo di "ancora In Marcia!".
22 settembre 1997
Brancaleone (RC)
linea
Salerno - Reggio C.
Nessuna vittima ma alcuni feriti lievi e molta paura nell'incidente verificatosi a Brancaleone in provincia di Reggio Calabria.
L'IC 792 Reggio Calabria - Taranto dopo aver superato la stazione di Brancaleone ad una velocità di circa 120 km/h, in una giornata di pioggia torrenziale, si scontra con un furgone che era finito sui binari dopo aver sfondato il guard-rail che divide la linea ferroviaria con la SS 106 jonica. L'autista del furgone riesce a saltare fuori dall'abitacolo prima dell'arrivo del treno ma il macchinista non riesce a frenare in tempo e l'impatto diventa così inevitabile. La D.445.1146, titolare dell'Intercity, esce dai binari e piomba sulla vicina strada adagiandosi su un fianco mentre 2 delle 4 carrozze serie Z escono dai binari e rimangono inclinate sulle rotaie.
24 settembre 1997
Gallarate (VA)
Linea
Luino - Gallarate

Un capotecnico è stato colpito dal treno 10.767 proveniente da Luino sui binari in ingresso a Gallarate, ed è morto poco dopo. E successo il 24 settembre.
Le circostanze hanno fatto parlare di "fatalità"; in realtà, come rilevato dal CO.M.U. di Gallarate in un comunicato che è apparso sulla stampa locale, si tratta dell'ultimo di una serie di incidenti in cui sono coinvolte persone che lavorano lungo i binari (Rubiera, Pavia, Codogno, Seregno), e che l'intensificarsi di questi episodi va inquadrto nel contesto di una ristrutturazione selvaggia dove primeggiano le esigenze di bilancio, ed è emblematico il fatto che i macchinisti sempre più spesso segnalano cantieri in linea privi delle tabelle di protezione.
(Fonte: ancora IN MARCIA!)

Muore un capotecnico

1 ottobre 1997
Quart (AO)
Linea
Chivasso - Aosta
Nella stazione di Quart due treni rischiano la collisione.
Leggi l'articolo di "ancora In Marcia!".
11 novembre 1997
La Spezia
Il treno IC 529, era partito da La Spezia e diretto verso sud, poco dopo le ore 16:00. Il segale di partenza di La Spezia fa anche da avviso al segnale di protezione della stazione di La Spezia Migliarina. Lo scalo merci di La Spezia Migliarina si trova sulla sinistra rispetto alla marcia dei treni diretti verso sud. Il treno IC 529 andava ad urtare contro il treno merci 56326 che era partito dallo scalo merci e diretto verso nord e che in quel momento impegnava gli scambi di immissione in linea. I macchinisti dell'IC sostengono di essere partiti dalla stazione di La Spezia con segnale disposto a via libera (verde). Se al tempo dell'incidente ci fosse stata la RS, non sarebbe successo niente.
Leggi l'articolo di "ancora In Marcia!".
21 novembre 1997
Rubiera (RE)
Linea
Milano - Bologna
E' notte fonda quando il treno Euronight 306, trainato dalla E444R.050 e instradato su un itinerario deviato a causa di lavori, svia presso la stazione di Rubiera abbattendo il paraurti terminale di un binario a seguito dell'inosservanza del segnale di partenza disposto a via impedita.
Il personale di macchina, successivamente indagato, dichiarerà di essere stato abbagliato dai fanali dei mezzi del treno cantiere in opera sul binario attiguo.
Fortunatamente nessuna vittima a seguito dell'incidente ma solo alcuni contusi.
?
Firenze
Muore il macchinista Fabio Ricci, stroncato da un malore mentre era di riserva in deposito.
 Anno
1996 Incidenti = 16 Macchinisti
morti = 4
Macchinisti
feriti = 3
Altri ferrovieri
morti = 6
Altri ferrovieri
feriti = 0
Viaggiatori
morti = 2
Viaggiatori
feriti = 47
?

Muore Rocco Papaleo del Personale Viaggiante di Genova travolto da un treno mentre attraversava i binari per un cambio personale volante nella stazione di Quercianella.

Muore il capotreno Rocco Papaleo.

12 marzo 1996
Sulmona
Il treno merci 77614 con titolare la E636.197, svia al termine del binario di ricevimento a causa dell'inefficienza dei freni nei pressi della stazione di Sulmona.
L'incidente costa la vita ad un macchinista deceduto in quanto, resosi conto della situazione, si è gettato dalla cabina di guida urtando contro un ostacolo adiacente. 
Fonte: http://interrail.publinet.it
(Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!")

Muore il macchinista Luigi Romeo

Ferito il macchinista Giuseppe Lostracco

7 maggio 1996
Linea
Siena - Chiusi

Un treno regionale finisce contro un TIR carico di 440 quintali di ferro che si era bloccato su un PL nei pressi di Montepulciano. A seguito dell'impatto (avvenuto a 100 km/h!), muore una viaggiatrice. La cabina di guida. Il macchinista Pasquale Feola, alla guida del treno fino a poco prima dell'impatto, dopo aver attivato la frenatura di emergenza, è rimasto inspiegabilmente fermo, e solo grazie alla tempestività del suo collega Gianfranco Berni è riuscito a mettersi in salvo. Se non ci fosse stato il secondo macchinista, Pasquale Feola sarebbe andato incontro a morte certa.

Muore una viaggiatrice

17 luglio 1996
Grignano (TS)

E' l'alba del 17 luglio. Siamo a Grignano, alle porte di Trieste. I macchinisti del 53257 (DL Udine) superano un giallo che lampeggia in modo "strano". Decidono di rallentare. Il segnale successivo è rosso e fermano il treno. Il primo agente Pessot scende per telefonare. Passa qualche minuto, poi un boato. Il loro treno fa 50 metri in avanti. Appena ripresisi dallo choc capiscono cosa è accaduto, bloccano la circolazione e danno l'allarme. In coda è un disastro. Il 73405 immesso al seguito ha violentemente tamponato i carri di coda del loro treno. La scocca del locomotore del 73405 si è staccata dai carrelli inerpicandosi nella scarpata che costeggia la ferrovia. I macchinisti sono Gioacchino Guastamacchia e Francesco Santonocito. I VV.F. impegnano più di 7 ore per estrarli dalle lamiere. Ma sono già morti. Gioacchino, in organico a Trieste da tre giorni, veniva da Milano e aveva 27 anni. Era originario di Terlizzi (BA) aveva deciso di stabilirsi lì e mettere su famiglia con una ragazza del posto.
Francesco, nato a Catania ma residente a Trieste, aveva 52 anni. Era un ex TM in corso di professionalizzazione che però aveva deciso di andare in prepensionamento; gli mancavano 13 giorni alla pensione!
Tre le inchieste aperte: Magistratura, FS e Ministero dei Trasporti. Da 10 anni è attiva una "deroga" normativa proprio a Grignano. In barba all'art. 48/5 del RS, è stato disposto di considerare permissivi i segnali di protezione e partenza. Ciò per disabilitare la stazione risparmiando sugli interventi impiantistici altrimenti necessari. Su quella linea manca la Ripetizione Segnali, la comunicazione telefoni.
(Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!")

Muoiono i macchinisti Francesco Santonocito e Gioacchino Guastamacchia

27 luglio 1996
Bolzano
Ore 6:40. Durante una manovra ad un treno internazionale quattro vetture partono senza controllo dalla stazione di Bolzano. Le vetture che erano istradate sulla piena linea vengono fatte deviare verso un binario morto della stazione successiva. Le vetture erano vuote, quindi non ci sono stati danni alle persone.
(Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!")
31 luglio 1996
Crema
Linea
Bergamo - Cremona

Un agente immobiliare viene investito da un treno di mezzi leggeri mentre attraversava un P.L. rimasto aperto per un guasto alla centralina di comando. Al vaglio delle indagini giudiziarie c'è il funzionamento del segnale che proteggeva il P.L.; intanto pero sono indagati per omicidio colposo il macchinista ed il capostazione. 
(Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!")

Ferito il conducente dell'auto.

24 luglio 1996
Rubiera (RE)
Linea
Milano - Bologna

(Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!")

Muoiono tre operai della ditta "Strukton".

4 agosto 1996
Pomezia (RM)
Linea
Roma - Napoli

(Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!")

 

agosto 1996 Francesca Brufano, 39 anni, del Personale Viaggiante di Foligno, muore cadendo da una porta di una Ale 601.
20 agosto 1996
Bologna San Ruffillo

(Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!")

29 agosto 1996
Lecco

(Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!")

Feriti i due macchinisti.

29 agosto 1996
Cattolica (RN)
Linea
Bologna - Ancona
(Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!")
4 settembre 1996
Cava Manara (PV)
Linea
Alessandria - Pavia
(Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!")
5 settembre 1996
Porto Ceresio (VA)
Linea
Varese - Porto Ceresio
(Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!")
30 dicembre 1996
Calino di Cazzago (BS)
Linea
Brescia - Edolo
(FNM)

Lo schianto tra i due convogli provocò cinque morti e 44 feriti. Morirono il macchinista Roberto Romele, 30 anni di Pisogne e il capotreno del «D255» Giuseppe Alberti, 46 anni di Sulzano, i passeggeri Maria Lorenzato, 66 anni di Brescia, Omar Maffeis, 18 anni di Cedegolo, Antonio Voltolini, 73 anni di Borgosatollo.
(Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!")

Muoiono il macchinista Roberto Romele, il capotreno Giuseppe Alberti e 3 viaggiatori.

45 feriti.

 Anno
1995 Incidenti = 11 Macchinisti
morti = 2
Macchinisti
feriti = 4
Altri ferrovieri
morti = 6
Altri ferrovieri
feriti = 1
Viaggiatori
morti = 4
Viaggiatori
feriti = 83
31 gennaio 1995
Line
Siracusa - Catania

Un treno sulla linea Siracusa - Catania roschia il deragliamento a causa di alcuni massi sui binari.

Feriti 2 macchinisti.

15 febbraio 1995
Vallo della Lucania (PZ)
Linea
Potenza - Metaponto

Durante il Durante il periodo della interruzione della circolazione, alle ore 9:30, un carrello FS (impianti elettrici) per la manutenzione della linea aerea, fermo lungo la linea viene investito da un locomotore della ditta Fersalento specializzata in posa di armamento.

Muoiono sul colpo due ferrovieri intenti alla manutenzione della linea aerea: il Tecnico Rago Domenico nato a Calciano il 18.4.1938 assunto in FS il 10.5.1971; il tecnico Lella Leonardo Antonio nato a Ginosa il 24.9.1947 assunto in FS 1.7.1977.

13 marzo 1995
Città della Pieve (PG)
Linea
Roma - Firenze

Nei pressi del 2° bivio Chiusi sud sulla linea LL Firenze - Roma avviene lo scontro tra il treno merci 77342 trainato dalla E.656.542 e l'espresso 822 con titolare la E.656.181 in corrispondenza del punto di interconnessione tra le linee Firenze - Roma LL e DD a causa del mancato rispetto del segnale di protezione del bivio lato linea LL disposto a via impedita da parte del treno merci.
La locomotiva e numerose vetture del treno 822 precipitano nella scarpata sottostante e alla fine delle operazioni di soccorso si registreranno 2 morti e 30 feriti. Proprio in questa scarpata verrà demolita il 17 novembre successivo la E656.181 a seguito del quasi impossibile recupero. La E656.542 invece, dopo un lungo periodo di ricovero presso la RL di Chiusi, verrà ripristinata per l'esercizio.
Da segnalare che il tratto precedente il segnale superato dal treno merci non era provvisto di codificazione di binario. Essa ha inizio dal segnale medesimo.
Leggi anche l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

2 morti

30 feriti

15 marzo 1995
Firenze

Massimo Landi, 35 anni, del Personale Viaggiante di Firenze Santa Maria Novella, muore cadendo da una porta killer di una Ale 420, vettura del 1939, mai ristrutturata, fra Pistoia e Prato.

Muore Massimo Landi, 35 anni, del Personale Viaggiante di Firenze SMN.

aprile 1995
Firenze SMN
Muore il manovratore Pietro Orlandi.
26 aprile 1995
Campagna (SA)
Linea
Napoli - Potenza

Il giorno 26 aprile 1995, il treno 12395, con il materiale navetta trainato da loc. 424 in testa, alla cui condotta erano i nostri colleghi Iallorenzi Antonio e Russo Adelio, sulla linea NA-PZ, tra le stazioni di Campagna e Contursi, alle ore 6:10 circa andava a finire contro una frana nelle vicinanze di una galleria. Il convoglio, sfondando la frana, è deragliato nella galleria. I macchinisti sono stati tirati fuori dalla galleria e soccorsi dopo circa un'ora: Russo ha riportato alcune costole lesionate mentre Iallorenzi ferite lacero-contuse alla regione temporale destra e una frattura scomposta al braccio destro con conseguente operazione chirurgica necessaria per la messa in posa di un placca.
Altri due passeggeri sono rimasti contusi.
La linea era stata riaperta da circa un anno dopo otto anni circa di lavori per l'elettrificazione.
(fonte: "ancora IN MARCIA!" - Giorgio Cichidi)

Feriti i macchinisti Iallorenzi Antonio e Russo Adelio.
Feriti due viaggiatori.

5 luglio 1995
Cuzzago (VB)
Linea
Milano - Domodossola

A causa dell'indebito inoltro in linea di un treno materiale per lavori in corrispondenza del bivio per lo scalo "Domo 2", avviene lo scontro tra questi ed il treno espresso Milano - Berna con titolare la locomotiva E656.272.
Nell'urto vengono coinvolti principalmente le due vetture immediatamente seguenti la locomotiva ed in parte anche quest'ultima.
Al termine delle operazioni di soccorso si conteranno 2 morti e 51 feriti.
Fonte: http://interrail.publinet.it
Leggi l'articolo apparso su "ancora IN MARCIA!"

Muiono 2 viaggiatori

Feriti 51 viaggiatori

9 settembre 1995
Gallarate (VA)
Urto nello scalo della stazione di Gallaret.
Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"
dicembre 1995
Piedimonte

Un giovane macchinista di 40 anni Enrico Ugolini di Roma è morto in un grave incidente avvenuto durante una manovra nella stazione di Piedimonte.
Non sappiamo esattamente come sia avvenuto questo incidente ma pensiamo che il nostro collega, per la scarsa visibilità (erano le 5,45), non abbia visto il pianale che era in precedenza alla sagoma scura di un containers. Nell'urto avvenuto a 25 Km il pianale si è alzato ed ha schiacciato la cabina nella quale oltre all'Ugolini si trovava il manovratore rimasto gravemente ferito. La stazione di Piedimonte è vecchia e scarsamente illuminata. Quella nuova è pronta da 6 anni ed è costata 30MLD ma non si capisce perché fino ad ora non è stata attivata.
(Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!".

Muore il macchinista Enrico Ugolini

Ferito un manovratore.

13 dicembre 1995
Quadrivio Zappata (Torino)

Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

Muoiono travolti da un treno gli operai Leonardo Vullo e Angelo Usai.

26 dicembre 1995
Pomezia
Linea
Roma - Napoli

Deragliano due carri al centro di un convoglio.
Leggi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

 Anno
1994 Incidenti
= 6
Macchinisti
morti = 0
Macchinisti
feriti = 3
Altri ferrovieri
morti = 0
Altri ferrovieri
feriti = 0
Viaggiatori
morti = 0
Viaggiatori
feriti = 100
31 luglio 1994
Chieti

Deragliano due vagoni del Roma - Pescara.

10 feriti.

2 ottobre 1994
Roma Aurelia

Sono le 8 e 30 del mattino quando un treno merci trainato dalla E645.050 e composto da 12 vagoni contenenti prodotti chimici deraglia nei pressi della stazione di Roma Aurelia.
L'incidente viene causato dallo smottamento del terreno dovuto alle copiose piogge del giorno precedente e provoca fortunatamente il solo ferimento di 4 persone tra le quali il Capotreno evitando danni maggiori grazie alla mancata fuoriuscita di sostanze inquinanti dai carri cisterna.
Le conseguenze dell'incidente avrebbero potuto essere però ben più gravi dal momento che sullo stesso binario, 10 minuti più tardi, era previsto il transito di un treno passeggeri diretto a Lourdes.
Alcuni sospetti, tuttavia, avvolgono ancora oggi la dinamica di questo incidente, soprattutto alimentati da pressanti voci che vorrebbero attribuire le cause dello smottamento ad alcuni lavori di sbancamento effettuati in un cantiere adiacente alla linea ferroviaria.
Fonte: http://interrail.publinet.it

Feriti i macchinisti Roberto Cati e Andrea Velluti.

4 ottobre 1994
Roma Magliana

Il treno merci Civitavecchia - Roma, fermo a un semaforo rosso nei pressi della Magliana viene tamponato dal passeggeri Fiumicino - Fara Sabina.

50 persone restano ferite.

ottobre 1994
Livorno

Grave incidente fra le stazioni di Livorno C.le e Livorno Calambrone dove due treni merci si sono tamponati con enormi danni alla linea e al materiale. I due macchinisti del treno tamponante, accortisi della coda del treno, si sono riparati nei corridoi, mentre un macchinista del treno tamponato ha riportato un trauma alla colonna vertebrale.
Le cause sono da ricercare in un errore del C.S. che ha dato il via e consegnato un modulo M7 risultato poi non veritiero per la presenza in linea di un treno.

Ferito il macchinista Antonino Malara.

ottobre 1994
Genova
Un Intercity partito da Genova P. Principe ha trovatosul proprio itinerario un carro merci deragliato da un altro treno. Gravi danni al materiale ed alla circolazione.
27 ottobre 1994
Orbassano (TO)

Due vagoni cisterna, uno contenente residui di cloro e l'altro gas butano, si scontrano e lasciano fuoriuscire una nube tossica.

40 persone vengono medicate all'ospedale.

 Anno
1993 Incidenti
= 2
Macchinisti
morti = 0
Macchinisti
feriti = 0
Altri ferrovieri
morti = 0
Altri ferrovieri
feriti = 0
Viaggiatori
morti = 0
Viaggiatori
feriti = 3
4 giugno 1993
Incoronata (FG)

Deraglia un treno NAVETTA.
Vedi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

giugno 1993
Lodi (MI)

In grave e preoccupante incidente ferroviario è avvenuto a Lodi fortunosamente conclusosi con solo alcuni feriti tra i Viaggiatori. Il treno 831 Milano-Agrigento transitando su un tratto di binari sobbalzava pericolosamente provocando alcuni feriti e l'ntervento del segnale d'allarme. Il C.S. avvisato di questo provvedeva alla istituzione di un rallentamento a 30 Kmlh nel quale poche ore dopo deragliava il treno
merci 51453. Condotto da personale di Bologna S.D. In quel momento sopraggiungeva il treno 314 che investiva i carri deragliati. Tutto sommato e andata bene...ma ci pare che questo sia il frutto delle mancate manutensioni e soprattutto, come in questo caso ci sia molta approssimazione nelle misure di sicurezza.

Feriti alcuni viaggiatori

 Anno
1992 Incidenti
= 11
Macchinisti
morti = 5
Macchinisti
feriti = 1
Altri ferrovieri morti = 9 Altri ferrovieri
feriti = 1
Viaggiatori
morti = 6
Viaggiatori
feriti = 75
27 gennaio 1992
Ciampino (Roma)

Vedi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

Muoiono i macchinisti Gabriele Giammatteo, Romano D'Antini e Tommaso Cucuzzoli.

4 febbraio 1992
Pisa S. Rossore (PI)

Leonardo Rovai, di 26 anni, utilizzato presso lo scalo merci di Pisa San Rossore, mentre sganciava il locomotore da un treno merci, veniva schiacciato tra i respingenti del locomotore e del carro.

Muore il manovratore Leonardo Rovai

4 febbraio 1992
Stazione di
Bari Centrale

Pietro Zurlo, manovratore di 44 anni, moriva mentre eseguiva le operazioni di manovra presso la stazione di Bari Centrale.

Muore il manovratore Pietro Zurlo

20 marzo 1992

Un operaio, Antonio Stefanini di 45 anni, addetto alla protezione di un cantiere di lavoro nella galleria tra San Benedetto e Vernio, è stato travolto dal treno. Poche ore dopo, Paolo Visconti di 40 anni, si è ucciso con un colpo di pistola. Stefanini era il suo migliore amico ed il giorno prima era stato lui di turno al controllo dei treni. Sempre nel compartimento di Bologna, lungo la linea per Padova, venti giorni prima era morto un altro lavoratore.

Muoiono l'operaio Antonio Stefanini ed il suo amico Paolo Visconti.
Era morto un altro lavoratore 20 giorni prima.

12 maggio 1992
Badia al Pino (AR)

Due treni si scontrano frontalmente.
Vedi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

Muoiono il macchinista Giuliano Mori ed il capotreno Massimo Severi.
Fra i viaggiatori 1 morto.

75 feriti.

22 maggio 1992 Un operaio di 22 anni, Giordano Torrigiani, addetto alla manutenzione sulla linea Firenze - Pisa, viene travolto da un treno nei pressi di Fornacette.
30 maggio 1992
Roma
Grave infortunio. Amputate le gambe al tecnico IE Antonio Bove
10 giugno 1992
Caluso (TO)
Linea
Torino - Chivasso

Tamponamento fra treni.
Vedi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

Muore il macchinista Mauro Guscelli con 5 viaggiatori.

Molti i feriti, fra cui il macchinista Roberto Mortarotti.

4 giugno 1992
Cagliari
All’officina FS della stazione centrale di Cagliari, Giovanni Melis, operaio delle ferrovie, è morto schiacciato da una lastra di metallo.
4 giugno 1992
Varazze (SV)

Due operai, di 36 e 52 anni, dipendenti della ditta Valditerra di Genova, appaltatrice della sistemazione dei binari per l’alta velocità, mentre lavoravano nella galleria Teiro a 400 metri dalla stazione di Varazze, sono stati travolti e uccisi da un treno proveniente da Ventimiglia.

Muoino 2 operai

25 novembre 1992
Grizzana (BO)
Un treno merci abbatte un paraurti (problema "vele quadre").
Vedi l'articolo di "ancora IN MARCIA!" .
 Anno
1991 Incidenti
= 13
Macchinisti
morti = 3
Macchinisti
feriti = 5
Altri ferrovieri
morti = 4
Altri ferrovieri
feriti = 0
Viaggiatori
morti = 2
Viaggiatori
feriti = 58
?

Vincenzo Babino, del Personale Viaggiante di Ancona, muore cadendo da una porta di una elettromotrice (Ale 601) in movimento.

Muore il ferroviere Vincenzo Babino

21 marzo 1991
Avigliana (TO)

Michele Bersagli di Collegno, di 51 anni, manovratore, è morto nella stazione ferroviaria di Avigliana, cadendo dal predellino e rimanendo schiacciato dal convoglio in movimento.

Muore il manovratore Michele Bersagli

18 luglio 1991
Trebisacce (CS)

Deragliamento di Trebisacce: mancata manutenzione e vigilanza.
Vedi articolo di "ancora IN MARCIA!"

Muore il macchinista Vito Chironna

27 luglio 1991
Carmagnola (TO)

A Carmagnola (TO), un manovratore, Giuseppe Guarino di 42 anni, durante la manovra, veniva schiacciato tra due vagoni. Moriva per le gravissime lesioni interne.

Muore il manovratore Giuseppe Guarino

8 agosto 1991
Reggio Emilia

Scontro fra due treni. Prognosi riservata per i due macchinisti.
Vedi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

Feriti i macchinisti Achille Marini e Giancarlo Zanti

8 agosto 1991
Villa S. Giovanni
(RC)

Due Intercity si scontrano: un morto e feriti.
Vedi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

Muore un viaggiatore.

Ferito un macchinista.

8 agosto 1991
Pisa

Un treno locale si scontra con un merci.
Vedi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

16 ottobre 1991
Mantova

La (in)sicurezza di quel PL...
Vedi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

Muore il macchinista Giovanni Mischi

Ferito il macchinista Diego Zanella ed altre 20 persone

22 ottobre 1991
Frattamaggiore (NA)

Verde - Verde e scambio a 30 km/h!!
Vedi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

Muore una viaggiatrice

Feriti fra i viaggiatori, fra cui un macchinista

22 ottobre 1991
Bagnoli (NA)

Metrò tampona un merci.
Vedi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

Muore il macchinista Antonio Loni, vittima dell'agente solo.

25 ottobre 1991
Vallo della Lucania (SA)
Linea
Salerno - Reggio Cal.

Sono circa le 10.45 quando sul piazzale della stazione di Vallo della Lucania si svolgono le manovre per portare la E626.213 al binario 4 in testa ad un carro soccorso. Tale movimento di manovra interessa il gruppo di scambi lato Napoli ed i binari III e IV della stazione attraverso la comunicazione 24 a/b che insiste sul circuito di binario 12 situato a valle del segnale di partenza e la E626 nel suo movimento lato Napoli percorre tutto il circuito di binario 12 ed anche i successivi circuiti 13 e 14, quest’ultimo coincidente con l’ultimo circuito di blocco di stazione, portandosi in una zona di piazzale non circuitata.  Il capo stazione, dopo aver preso accordi con il manovratore pilota sui movimenti da eseguire, attende la liberazione del circuito di blocco 12 da parte della locomotiva in manovra per disporre la comunicazione 24 a/b da normale a rovescia e, quindi, consentire il ricovero in IV binario della locomotiva. Dopo aver comandato tale movimento e, avuta impressione che questo fosse iniziato, il capo stazione rientra nell’ufficio movimento e avendo constatato dal quadro luminoso la libertà di tutti i circuiti di binario (12, 13 e 14) interessanti il III binario, ridispone in posizione normale la comunicazione 24 a/b e, dopo il regolare consenso di blocco, dispone il libero transito sul III binario per il treno 560 in arrivo da Reggio Calabria e diretto a Roma. Questo itinerario si forma regolarmente poiché la locomotiva in manovra si trova, al momento della formazione dell’itinerario, oltre l’ultimo circuito di binario di stazione (14), di occupazione permanente del segnale di partenza lato Napoli dal III binario. 
Il personale di macchina dell'IC 560, trainato dalla E444.004, vede i due segnali di avviso e protezione della stazione a via libera ed in prossimità del fabbricato viaggiatori, il segnale di partenza a via impedita. Immediatamente viene azionata la frenatura rapida che non riesce, comunque, ad evitare l’urto con la E626.213, in manovra. Questa, infatti, nel rientrare verso il gruppo scambi 24 a/b occupava il circuito di binario 14 e quindi disponeva a via impedita il segnale di partenza del III binario. 
Grazie alla perizia dei macchinisti, al termine di questo pauroso incidente si conteranno per fortuna solo 38 feriti con ingenti danni ai due locomotori successivamente demoliti.
Vedi anche l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

38 feriti

4 novembre 1991
Vetrego (VE)

Incidente su un PL.
Vedi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"

6 novembre 1991
Linea
Cremona - Fidenza
Autocarro in mezzo a un PL.
Vedi l'articolo di "ancora IN MARCIA!"
 Anno
1990 Incidenti
= 8
Macchinisti
morti = 2
Macchinisti
feriti = 0
Altri ferrovieri
morti = 2
Altri ferrovieri
feriti = ?
Viaggiatori
morti = 1
Viaggiatori
feriti = ?
8 febbraio 1990
Trofarello (TO)
Vedi articolo di "ancora IN MARCIA!"
23 febbraio 1990
Savignano
Linea
Rimini - Bologna

Muore l'autista del camion.

Vedi articolo di "ancora IN MARCIA!"

Marzo 1990
Samoggia
Linea
Milano - Bologna
Vedi articolo di "ancora IN MARCIA!"
14 marzo 1990
Viserba
Linea
Rimini - Ravenna
Vedi articolo di "ancora IN MARCIA!"
4 aprile 1990
Terranuova Bracciolini (AR)
Linea DD
Roma - Firenze

Santo Maresco, operaio di 44 anni, è rimasto schiacciato sotto la terra in una galleria della Direttissima Roma - Firenze nei pressi di Terranuova Bracciolini, sotto gli occhi del figlio e di due nipoti. Prima di lui, la stessa tragica fine era toccata a suo padre molti anni fa e a suo fratello otto mesi prima. E’ l’ottava vittima che muore per realizzare questa tratta della Direttissima.

Muore l'operaio Santo Maresco

27 giugno 1990
Orbetello
Un gravissimo disastro ferroviario, miracolosamente conclusosi con un modesto numero di feriti non gravi è accaduto il giorno 27 giugno alle ore 13.00 al treno 3271.
Il treno proveniva da Alessandria e diretto a Roma Termini era guidato dai colleghi MASTROGREGORIO ADELINO di anni 37 e PETITTA ENRICO di anni 39 del deposito di Roma S.Lorenzo. Il treno per ragioni ancora da accertare ha imboccato uno scambio deviato alla velocità di 90 Km anziché 30 provocando lo svio di tutto il materiale e devastando completamente parte della stazione.
Il traffico ferroviario è stato sviato sulla Firenze-Roma per molto tempo.
I nostri colleghi asseriscono che il segnale era verde-verde mentre la stazione afferma che "la segnaletica era regolare". Delle responsabilità si accerterà l'apposita commissione d'inchiesta. Ritorneremo nell'argomento sul prossimo nuemro dicendo ora solo che di fronte ai danni devastanti dell'incidente, paragonabilì solo ad un bombardamento, il fatto dei pochi feriti ci pare già un miracolo. Nel vedere e nel parlare queste cose non possiamo però nasconderci i rischi e le responsabilità che pesano su ciascuno di noi.
(fonte: ancora IN MARCIA!)
19 settembre 1990

Un operaio dipendente di una ditta di subappalto di Arezzo, Demetrio Chimenti di 53 anni, abitante a Ponte alla Chiassa, è morto schiacciato per il ribaltamento di un escavatore all’interno di un cantiere della Direttissima Roma - Firenze. E’ la nona vittima nei cantieri del Valdarno!

Muore l'operaio Demetrio Chimenti

28 dicembre 1990
Chirialza (OT)

Un treno in arrivo nella stazione di Chirialza va a sbattere contro una macchina rincalzatrice che, sfuggendo al controllo, si era immessa proprio sul binario del treno in arrivo.

Nell'impatto perdono la vita i macchinisti Giovannino Cuscusa e Gianfranco Serra.

Leggi l'articolo completo di "ancora IN MARCIA!".

 Anno
1989 Incidenti = 13 Macchinisti
morti = 6
Macchinisti
feriti = 1
Altri ferrovieri
morti = 9
Altri ferrovieri
feriti = 1
Viaggiatori
morti = 11
Viaggiatori
feriti = 2
8 febbraio 1989
Santa Maria Capua Vetere (CE)

Due operai, Alfonso Boragine, dipendente delle ferrovie, e Salvatore Squittirei, di una ditta di appalto, vengono travolti e uccisi da un treno nei pressi di Santa Maria Capua Vetere.

Muoiono gli operai Alfonso Boragine e Salvatore Squittieri.

3 aprile 1989
San Severo (FG)

Il treno locale da Bari entra in stazione a velocità eccessiva. La stazione di San Severo (Foggia) veniva semidistrutta da alcune carrozze deragliate di un treno locale. Morti due macchinisti, insieme ad altri 4 ferrovieri della stazione e due viaggiatori.
Per i particolari, scarica l'articolo di Ancora IN MARCIA!.

Muoiono i macchinisti Claudio Padalino e Domenico Iannetti con altri 4 ferrovieri ed altre 2 persone.

20 feriti.

Aprile 1989

il 13 aprile Quinto Miniati, operaio di 59 anni che lavorava sulla Direttissima Roma - Firenze, veniva travolto e ucciso da un camion all’imbocco di una galleria. E’ il sesto operaio che muore nei cantieri della direttissima nel tratto che attraversa il Valdarno. Un altro operaio, Vincenzo Zanello di 32 anni, era stato ucciso il 6 aprile dallo scoppio di un tubo. Pochi giorni prima un suo collega era rimasto gravemente ferito.

Muoiono gli operai Quinto Miniati, Vincenzo Zanello.

Un altro operaio rimane gravemente ferito.

3 luglio 1989
Lecco
Un treno investe un camion su un PL. Per i particolari, scarica l'articolo di Ancora IN MARCIA!.
9 agosto 1989
Castelbolognese
Per i particolari, scarica l'articolo di Ancora IN MARCIA!.
16 novembre 1989
Crotone

Scontro tra due treni locali per e da Catanzaro.
Per i particolari, scarica l'articolo di Ancora IN MARCIA!.

Muoiono i macchinisti Angelo Giuffrè e Salvatore Bruno, il capotreno Sorrenti e 9 viaggiatori

Tra i feriti gravi il macchinista Pasquale Fiorà.

30 novembre 1989
Campeda
Per i particolari, scarica l'articolo di Ancora IN MARCIA!.
2 dicembre 1989
Barletta (BA)

Per i particolari, scarica l'articolo di Ancora IN MARCIA!.

Muore il macchinista Antonio Lofoco

14 dicembre 1989
Firenze

L’aiuto macchinista Anzio Moretti di 38 anni, abitante ad Orvieto (“fuori sede”) ed in servizio presso il deposito locomotive di Firenze, è morto in seguito alla caduta dal treno in corsa. Doveva iniziare a lavorare alle 4.30, ma accortosi che il treno era già ripartito da Firenze alla volta di Bologna, ha cercato di scendere dal treno in velocità. Per i particolari, scarica l'articolo di Ancora IN MARCIA!.

Muore l'aiuto macchinista Anzio Moretti

 Anno
1988 Incidenti = 11 Macchinisti
morti = 2
Macchinisti
feriti = 3
Altri ferrovieri
morti = 9
Altri ferrovieri
feriti = 1
Viaggiatori
morti = 0
Viaggiatori
feriti = 0
Febbraio - Marzo 1988

Alla stazione di Milano Lambrate, Stefano Lutzoni, 40 anni, operaio della Società Costruzioni Ferroviarie di Roma, viene travolto e ucciso dal treno postale Napoli - Milano.
A Casoria, Giuseppe Buccinelli, 52 anni, operaio di una ditta di appalto, viene travolto dal treno mentre lavora sui binari.
Un operaio di una ditta di appalto muore sulla linea Messina - Palermo.
A Milano C., due pulitori, Giacomo Colasuonno e Antonio Guerra, della impresa di pulizie Gorla, sono travolti e uccisi da un treno proveniente da Mantova.
A Milano P.R., un operaio dei lavori, Pietro Marenghi, assunto da un solo mese in ferrovia, viene viene maciullato da una benna meccanica.
A Brescia, un ausiliario di stazione, Gaviano Carlo, viene travolto al bivio Mella da un treno proveniente da Verona.

Muoiono quattro operai  fra cui Stefano Lutzoni, Giuseppe Buccinelli, Pietro Marenghi, l'assistente di stazione Carlo Gaviano.
Muoiono i due pulitori Giacomo Colasuonno e Antonio Guerra.

Luglio 1988

Un operaio del consorzio Ferdir, di 58 anni muore a Chiusi della Verna, nella costruzione dei 40 km di ferrovia tra Arezzo e Figline.
Il 20 luglio ’88, un giovane operaio della ditta Siette, Simone Sampaoli, di 23 anni, è morto fulminato mentre lavorava nella stazione di Forlì.

Muoiono due operai fra cui Simone Sampaoli

21 ottobre 1988
Verona

Leggi l'articolo apparso su "ancora IN MARCIA!"

Perde la vita il macchinista Angelo Bragantini.

26 ottobre 1988
Piacenza

Tamponamento nella stazione di Piacenza.
Leggi l'articolo apparso su "ancora IN MARCIA!"

Rimangono gravemente feriti i macchinisti Roberto Vitale e Antonio Dos Santos.

15 novembre 1988
Monzuno
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27 novembre 1988
Lamezia Terme (CZ)

Violentissimo scontro tra due treni nella notte tra sabato e domenica 27 novembre 1988 nella stazione di Lamezia Terme C.le. Purtroppo si lamenta una vittima, Carmine Martello, primo macchinista di 45 anni del treno 57571, deceduto dopo essere stato ricoverato in ospedale. Il secondo macchinista, Carlo Giuffrè  di anni 31 ha riportato fratture giudicate guaribili in 30 giorni. Entrambi, macchinisti del DL Reggio Calabria. Insieme con i due macchinisti si trovava il capotreno Nicola Meligazzi che ha subito un forte shock. Fortunatamente sono usciti incolumi i macchinisti del secondo treno, il 58450, Carlo Guzzi e Salvatore Lauria anche loro del DL Reggio Calabria.
Per i particolari, leggi l'articolo di Ancora IN MARCIA!.

Muore il macchinista Carmine Martello.

Rimane ferito il macchinista Carlo Giuffrè. Il capotreno Nicola Meligazzi subisce un forte shock.

 Anno
1987 Incidenti
= 4
Macchinisti
morti = 1
Macchinisti
feriti = 0
Altri ferrovieri
morti = 7
Altri ferrovieri
feriti = 0
Viaggiatori
morti = 0
Viaggiatori
feriti = 0
febbraio 1987
Foggia
Il macchinista Giuseppe Spiritoso, di anni 44, del DL di Foggia è deceduto in un tragico incidente di lavoro, cadendo dalla porta di una elettromotrice in corsa.
(fonte: ancora IN MARCIA!)

Muore il macchinista Giuseppe Spiritoso

Giugno 1987

Un operaio della linea travolto da un treno a La Spezia. Alcuni giorni dopo, un operaio e un tecnico degli impianti elettrici muoiono nei pressi di Firenze.

Muoiono tre operai.

3 novembre 1987

Due operai FS travolti e uccisi mentre lavorano sui binari: Antonio Di Micco, 30 anni, di Afragola, e Rocco Quirino, di 37, di Minturno.

Muoiono gli operai Antonio Di Micco e Rocco Quirino

29 dicembre 1987
Stazione di
Milano C.le

Due operai addetti alla pulizia delle vetture muoiono nella stazione di Milano Centrale.

 Anno
1986 Incidenti
= 5
Macchinisti
morti = 1
Macchinisti
feriti = 2
Altri ferrovieri
morti = ?
Altri ferrovieri
feriti = ?
Viaggiatori
morti = ?

Viaggiatori
feriti = ?

28 gennaio 1986
Cassino (FR)
Linea
Roma - Caserta

Nello stesso giorno in cui avveniva la tragedia del Challenger, un'altra tragedia colpiva il nostro ambiente di lavoro. 11 macchinista Briganti Gianfranco 25 anni, si sarebbe sposato a giugno, moriva a causa di un ennesimo incidente ferroviario.
Un camion con rimorchio rimaneva tra le sbarre del passaggio a livello al Km. 197,033 della linea Caserta­Cassino-Roma, il Briganti alla guida del rapido 866 (Ale 601) insieme al collega Savelloni, non poteva evitare l'urto nonostante la rapida e mentre Savelloni riusciva a rifugiarsi nel comparto viaggiatori salvandosi miracolosamente, egli rimaneva coinvolto in pieno riportando lesioni che nel giro di poche ore stroncavano la sua giovane vita.
È con amarezza che dobbiamo rivelare come ancora una volta la mancanza di strutture di sicurezza siano state la causa di una tragedia che si poteva evitare.
La stampa, la televisione e la radio hanno parlato dei sistemi di sicurezza della NASA e dei miliardi di dollari spesi per la conquista dello spazio, ma non hanno parlato che il passaggio a livello al Km. 197,033 è comandato a distanza dal casellante del passaggio a livello al Km. 196,584, che non esiste una telecamera o una illuminazione adeguata (era di notte) che riveli l'anormalità che ha causato l'incidente.
L'opinione pubblica deve sapere che in quella linea i passaggi a livello per oltre il 50% sono senza casellante sul posto, la linea raggiunge anche i 150 Km. orarie ogni giorno si rischia la stessa cosa.
Quanti milioni ha risparmiato l'Azienda togliendo i casellanti e impiantando il comando a distanza? Quanto ne ha giovato a livello di sicurezza per noi ed i viaggiatori?
È utile anche fare una riflessione: fino a qualche tempo fa percorrendo la linea Roma-Sulmona ci veniva dato un M40 che ci comandava di percorrere a 30 Km orari il passaggio a livello al Km. 25,552 comandato dalla stazione di Guidonia a causa della telecamera guasta. Cioè il Capo Stazione (forse è un lavoratore più intelligente di un casellante?) non si prendeva la responsabilità di far passare treni a 75 Km. orari, come prevedeva la linea, in quanto non poteva garantire la sorveglianza diretta del passaggio.
Come mai l'Azienda permette il passaggio a 150 Km/h su una linea dove di passaggi a livello comandati a distanza e senza telecamere sono 43? (vedi fascicolo 125).
Dovremmo riflettere su questo come categoria, in quanto fatti del genere altre al dolore ledono la nostra dignità e quella dei viaggiatori. La velocità ed il risparmio di personale e mezzi di sicu­rezza, vale più della nostra vita.
Propongo, come già altri macchinisti hanno detto, una protesta di questo genere: la categoria dei macchinisti per sollecitare una rapida sistemazione degli apparati di sicurezza e controllo dei passaggi a livello comandati a distanza, transiteranno alla velocità di 30 Km/h in prossimità di detti passaggi sprovvisti di telecamere e corrispondente adeguata illuminazione.
È questo forse il modo migliore di ricordare Gianfranco e chi come lui si è visto stroncare la vita per aver guardato solo al risparmio di uomini e mezzi e pensato alla velocità per arrivare prima, non ricordando la saggezza antica che di proverbi in materia ne ha sfornati tanti.
Macch. Garbini Carlo Dep. Loc. Roma S.L.
(fonte: ancora IN MARCIA!)

Muore il macchinista Gianfranco Briganti.

5 gennaio 1986
Linea
Ferrara - Suzzara
FERRARA - Un'automobile letteralmente stritolata, un'automotrice termica deragliata, le comunicazioni dirette Milano - Ferrara interrotte per circa 24 ore sono il bilancio di un incidente avvenuto giorno 5 gennaio 1986 su di un tratto dl linea in concessione, la Ferrara - Suzzara. Il conducente dell'automobile ha fatto appena in tempo a balzare fuori dall'abitacolo: poteva essere una nuova tragedia.
ANAS, Ferrovie, Enti locali, a chi spetta realizzare la soppressione dei passaggi a livello? Vogliamo soluzioni definitive!
(fonte: ancora IN MARCIA!)
febbraio 1986
Stazione di
Bologna C.le

"Deraglia il 235.
In dirittura d'arrivo nella stazione di Bologna C.le, proprio all'inizio del marciapiede, la locomotiva del treno 235 e le tre carrozze ad essa più prossime deragliano creando panico tra i viaggiatori. Incredibile ma vero, la locomotiva. Appena percorso una stretta curva a "esse " e imboccato uno scambio di punta quando il carrello posteriore senso marcia usciva inspiegabilmente dai binari trascinando con sé tre vettura prima di arrestarsi.
Non conosciamo con certezza quale sia stata la causa o le cause dell'evento, si presume però che l'incidente sia stato generato dalla cattiva condizione dello scambio (forse era in frizione, o di un giunto che ha ceduto sotto la pressione del locomotore.
Se i giornali, che hanno taciuto l'argomento per opportunità politica, avessero interpellato i viaggiatori di quel treno sulla credibilità dello slogan F.S. "Signori si cambia", con ogni probabilità la risposta sarebbe stata unanime: Signori si peggiora.
Del resto, come pretendere il buon andamento del servizio quando l'Ente indirizza i maggiori interventi su di un un unico treno per costruiirsi un'immagine pubblicitaria oppure quando opera riduzioni dell'organico del personale pregiudicando addirittura la sicurezza dell'esercizio? La verità é che senza l'elimiminazione delle cause strutturali del disservizio cronico, senza un'adeguata ed oculata politica dei trasporti, continueremo ad offrire un servizio scadente e l'utenza molto difficilmente si convincerà del contrario solo per mezzo della rinnovata immagine pubblicitaria.
Anche da questi eventi si trae l'insegnamento che le tecnologie senza gli uomini servono a poco, solo la loro azione combinata può realmente mutare la sostanza delle cose."
(fonte: ancora IN MARCIA!"

9 febbraio 1986
Ciriè (TO)
Linea
Torino - Ceres
"Sono da poco passate le 14.00 di una giornata soleggiata, quando cinque vetture cariche di studenti pendolari provenienti da Torino, trainate da un locomotore diesel D341 delle FS in prestito alla "SATTI" (società privata di trasporto locale, ndr), si scontrano frontalmente con una ALn 668 ferma al segnale di protezione della stazione di Ciriè (ove doveva avvenire l'incrocio) anch'essa naturalmente carica di viaggiatori. Il D341 s'incastra tra le lamiere dell'automotrice, che viene sospinta all'indietro di un centinaio di metri. Scatta l'allarme ed immediato è l'arrivo dei soccorritori. Bilancio dell'incidente: 60 feriti, di cui ricoverati all'ospedale, ma nessuno grave (...). In pratica è successo che il treno proveniente da Torino ha "volato" la fermata e l'incrocio a Ciriè, andandosi a scontrare col "pari", fermo in protezione che aspettava il suo ricovero. A fatto avvenuto sembra che il macchinista (agente unico) ed il capotreno "investitori" siano stati colti da malore a causa delle esalazioni provenienti dall'impianto difettoso di riscaldamento del locomotore, e questa intossicazione ha fatto loro perdere il controllo del convoglio...".
(fonte: ancora IN MARCIA!)
20 marzo 1986
Chamabave (AO)Linea
Chivasso - Aosta

Chamabave 20 marzo 1986, ore 6:30, il treno 12260, partito dalla stazione di Aosta e diretto a Torino, era appena transitato dalla stazione quando nelle immediate vicinanze degli scambi di uscita, a causa di una frana finita sui binari, deralagliava inesorabilmente. II locomotore, dopo aver percorso una sessantina di metri sulla massicciata, si staccava dal resto del convoglio per rottura del gancio di trazione e finiva la sua corsa sulla strada sottostante una scarpata di 15 metri circa.
Queste circostanze, che se la sono ca nonostante tutto fortunate, hanno potuto garantire incolumità dei viaggiatori vata con un grosso spavento.
Diversa sorte è invece toccata ai due macchinisti del D.L. di Torino che hanno riportate ferite a causa della caduta del locomotore.
A ben vedere, la linea Chivasso - Aosta, soprattutto nel suo tratto più montagnoso si é già resa tristemente famosa in passato a causa di analoghi deragliamenti conseguenti a smottamenti e caduta massi. Che il dissesto idrogeologico sia una caratteristica del nostro paese, non è certo una novità, ma proprio per questo motivo non possiamo continuare ad assistere a questo stato di cose continuando a chiamare disgrazie simili eventi. Non sarebbe ora di definire mappe di rischio più realistiche, per garantire un maggior livello di sicurezza? Ai macchinisti Spinaci Amleto e Spanò Santo, feriti nell'incidente, giungano i nostri migliori auguri di pronta guarigione.
Canale Antonio - Torino
(fonte: ancora IN MARCIA!)

Rimangono feriti i macchinisti Amleto Spinaci e Santo Spanò

 Anno
1985 Incidenti
= 4
Macchinisti
morti = 4
Macchinisti
feriti = 0
Altri ferrovieri
morti = 2
Altri ferrovieri
feriti = 0
Viaggiatori
morti = 9
Viaggiatori
feriti = 35
3 maggio 1985
Grizzana (BO)
Linea
Firenze - Bologna

"L'incidente, fortunatamente senza vittime, ma con miliardi di danni, non si è trasformato in una strage per la tempestività del Dirigente Centrale di Bologna che, pur avendo registrato dai quadri di controllo la via libera, ha sospettato che qualcosa non andava ed ha avvisato telefonicamente il macchinista del rapido 908 di andare a "marcia a vista". Infatti, con lo svio del treno merci 57106, un carro ostruiva il transito del treno rapido e l'urto fra i due treni sarebbe stato inevitabile, ripetendo la dinamica del disastro del disastro della vicina Murazze di 7 anni fa. La dinamica dell'incidente è anche la stessa occorsa nella stazione di Vaiano al treno 234. Il treno merci 57106 era stato preso in 4° binario per dare la precedenza al rapido 908. Appena liberato con la coda il circuito, il macchinista del merci ha visto il segnale posto alla propria sinistra divenire rosso-verde. Era buio, lo schermo quadrato era invisibile. Il segnale era stato aperto per la precedenza al rapido che rientrava sul binario legale. Il nostro collega, credendo invece che il segnale fosse per lui, ha ripreso la corsa, abbattuto il tronchino ed è finito in fondo ad una scarpata ripida e profonda...".
Fonte: ancora IN MARCIA! Scarica anche l'articolo del "il Resto del Carlino" apparso sulla rivista.

24 maggio 1985
Cuneo
Linea
Cuneo - Ventimiglia

"Sono quattro le vittime del grave incidente ferroviario accaduto il giorno 24 maggio 1985 sulla linea ferroviaria Cuneo - Ventimiglia. Sono morti: il macchinista Mario Nebiolo del DL di Cuneo, alla guida della loc. del treno 12206 partito da Ventimiglia e diretto a Cuneo, percorrendo la linea a semplice binario con regime di blocco telefonico con controllo degli incroci, riaperta al traffico nel 1979 attraverso il valico del col di Tenda; il macchinista Biagio Ferrari del DL di Torino, secondo macchinista dell'automotrice in prova diretta a Limone; l'ing. Alessandro Vacchetti, dirigente Ufficio Studi FIAT Ferroviaria, e Vittorio Ugo Basurini, tecnico della Parizzi di Bresso Milanese. Questi ultimi, componenti dell'equipe di collaudo dell'automotrice in prova, dovevano effettuare alcune prove di accelerazione per la sperimentazione di un nuovo cambio automatico installato a bordo nelle officine FIAT di Savigliano. Da questa località, che si trova appunto sulla linea Torino - Cuneo - Ventimiglia, era partita l'automotrice per un viaggio di prova secondo l'orario previsto per il treno straordinario 17191. Giunta nella stazione di Robilante, dove sarebbe dovuto avvenire l'incrocio con il treno 12206, è successo l'irrimediabile. Al treno in prova, giunto sul 1° binario, veniva comandato un movimento di manovra per portarsi in 3° binario, essendo il 2° occupato da un treno merci incrociante, ed il 1° occupato a disposizione per l'arrivo del 12206, anch'esso incrociante. Interpretando forse erroneamente i segnali di manovra impartiti loro, l'automotrice, che per portarsi sul 3° binario doveva avanzare oltre lo scambio estremo della stazione, da questo non retrocedeva ma proseguiva la corsa per circa 2 chilometri, scontrandosi violentemente contro il 12206 sopraggiungente...".
(Fonte: ancora IN MARCIA!)

Muoiono i due macchinisti Mario Nebiolo e Biagio Ferrari, l'ing. Alessandro Vacchetti, Vittorio Ugo Basurini.

24 feriti.

22 dicembre 1985 Coronella (FE)
Linea
Bologna - Venezia

"Avvolto dall'oscurità e dalla fitta nebbia, il treno 82426 fermo da circa 15' al segnale di blocco n° 16, situato in prossimità della fermata di Coronella, al disporsi del segnale a via libera, aveva appena iniziato a muoversi per riprendere la corsa quando, improvvisamente, veniva tamponato dalla fragile elettromotrice del treno 4940 che inspiegabilmente era stata licenziata dalla stazione di Poggio Renatico per mezzo di un "anomalo" consenso di via libera. Erano le 23.31 di domenica 22 dicembre quando avveniva l'impatto tra i due convogli; lo schianto violentissimo staccava letteralmente la cabina di guida stampandola sulla coda del merci, mentre il resto del convoglio (macchina e rimorchio) s'incuneava sotto la cassa dei carri-frigo...".
(Scarica la pagina di "ancora IN MARCIA! del gennaio 1986).

Muoiono il macchinista Giacomino Degli Angeli ed altre 9 persone.

11 feriti.

28 dicembre 1985
Taranto

La sera del 29 dicembre il Macchinista Zizzi Antonio di 37 anni, perdeva tragicamente la vita nell'espletamento del proprio servizio. Infatti, sceso dal locomotore non si accorgeva del sopraggiungere di un treno viaggiatori nel binario attiguo e veniva da questo investito.
La morte di "Tonino" come noi macchinisti di Taranto chiamavamo affettuosamente l'amico e collega scomparso, lascia un profondo senso di amarezza e sconforto tra di noi.
Soprattutto tra chi avendolo conosciuto da vicino apprezzava le sue molteplici qualità, il suo sorriso sempre pronto e cordiale, il suo modo scherzoso di fare dell'ironia anche sui propri problemi quotidiani, la sua assoluta disponiblità ai rapporti umani ed al venire incontro al collega in difficoltà.
Il dolore per questo tragico evento reso ancor più triste dal suo accadere in un periodo di festose attese, stringe commossi e solidali noi tutti macchini­sti intorno al lutto dei suoi cari.
Addio Tonino, nel nostro quotidiano lavoro serberemo sempre il caro ricordo della tua presenza e del tuo esempio.
Dal D.L. di Taranto Orfino Giovanni
(fonte: ancora IN MARCIA!)

Muore il macchinista Antonio Zizzi.

 Anno
1983 Incidenti = 1 Macchinisti
morti = 0
Macchinisti
feriti = 1
Altri ferrovieri
morti = 0
Altri ferrovieri
feriti = 0
Viaggiatori
morti = 0
Viaggiatori
feriti = 0
31 luglio 1983
Stazione di Piombino M.ma (Li)
La sera di domenica 31 luglio 1983 il convoglio "Freccia dell'Elba" fuori servizio, composto di elettromotrici e relative rimorchiate, presa velocità nella discesa verso il porto, non riuscì a fermarsi e abbatté il paraurti posto al termine del molo Elba, proseguendo la sua corsa; la prima vettura precipitò in mare e si immerse in un fondale di 7 m, la seconda vettura restò semisommersa e le altre vetture si urtarono tra di loro e andarono contro le prime due. Nell'incidente non si verificarono feriti, ma il materiale rotabile subì danni rilevanti.
(fonte: Il Tirreno)

 Anno
1980 Incidenti
= 2
Macchinisti
morti = 0
Macchinisti
feriti = 0
Altri ferrovieri
morti = 0
Altri ferrovieri
feriti = 0
Viaggiatori
morti = 100
Viaggiatori
feriti = 344
2 agosto 1980
Stazione di Bologna

Un sabato di sole, code in autostrada e alla stazione di Bologna molta gente sui binari ad attendere il treno per andare in vacanza. Alle 10,25 la sala d' aspetto di seconda classe e' squarciata da un'esplosione. Due valige cariche d' esplosivo lasciate nell' angolo tra la sala d' aspetto di seconda classe e i locali annessi della tavola calda della stazione vengono fatte scoppiare per mezzo di un timer. La deflagrazione distrugge tutta l'ala sinistra dell' edificio e investe il treno Adria Express fermo sul primo binario a nove metri di distanza dal luogo dello scoppio. Il bilancio finale della tragedia e' impressionante: 76 morti e oltre 200 feriti, 79 dei quali gravissimi (nove infatti moriranno nei vari ospedali dove erano stati ricoverati, portando cosi' il bilancio complessivo a 85 morti). L' intera citta' rimane per pochi minuti paralizzata; poi con uno slancio totale di solidarieta', migliaia di soccorritori si precipitano sul luogo della tragedia. Gli autobus urbani scaricano i passeggeri e convergono sul piazzale della stazione per essere trasformati sul posto in altrettante ambulanze per il trasporto delle vittime. Il luogo dell' esplosione viene immediatamente circondato da un cordone di agenti mentre si organizzano i primi soccorsi. Sui marciapiedi interni e' un caos indescrivibile di valige,documenti, carrelli rovesciati, tra vaste chiazze di sangue e vetri in frantumi.
Fonte: http://studenti.scuole.bo.it/5b5/progetto2004/index.html

85 morti.

200 feriti.

21 novembre 1980 Eccellente (CZ)

Fra le stazioni di Curinga ed Eccellente (CZ), il treno 587 proveniente da Roma urta (a 96 km/h) contro la seconda parte del treno merci 40679 staccatasi accidentalmente e rimasta bloccata in linea. Il locomotore del 587 sviò, mentre 4 vetture si rovesciarono nella scarpata. Poco dopo sopraggiungeva il treno espresso 588 che investiva il locomotore sviato, alla velocità di circa 60 km/h, con conseguente svio del locomotore e delle 4 vetture attigue. All'atto del transito del 40679 dalle stazioni di Eccellente e Vibo Pizzo nessuno s'era accorto che questo era privo della segnalazione di coda.

15 morti.

144 feriti

 
1979 Incidenti = 2 Macchinisti
morti = 0
Macchinisti
feriti = 0
Altri ferrovieri
morti = 0
Altri ferrovieri
feriti = 0
Viaggiatori
morti = 0
Viaggiatori
feriti = 70
10 luglio 1979
Cercola (NA)

Scontro frontale fra due treni della «Circumvesuviana».

14 morti

70 feriti

7 agosto 1979
Ponte Gardena

Al km. 177.600 della tratta Ponte Gardena - Chiusa, la locomotiva titolare E.636.197 ed alcuni carri del treno merci 44844 (Verona Quadrante Europa - Austria) sviano a causa di una frana. Il recupero viene effettuato nei giorni 16, 17, 20, 21 e 22 agosto 1979 a cura delle maestranze del DL di Bolzano e con il locale carro soccorso. 
Fonte: http://interrail.publinet.it

 Anno
1975 Incidenti = 1 Macchinisti
morti = 1
Macchinisti
feriti = 0
Altri ferrovieri
morti = 0
Altri ferrovieri
feriti = 0
Viaggiatori
morti = 41
Viaggiatori
feriti = 120
15 aprile 1978
Murazze di Vado (BO)

E' da poco passato mezzogiorno quando il treno 572 bis, deviato dalla linea adriatica per interruzione e trainato dalla E.645 016 con in composizione la E.636 282, svia a causa di una frana presso Murazze di Vado, sulla linea Firenze - Bologna. L'incidente a prima vista sembra meno grave del previsto ma alcuni secondi dopo sopraggiunge sul binario opposto il rapido 813 "Freccia della Laguna" composto da elettromotrici ALe 601 e rimorchi. L'urto diviene inevitabile e provoca lo sviamento del rapido che precipita quasi totalmente nella scarpata adiacente.
Alla fine della tragedia si conteranno 42 morti e oltre 120 feriti tra i quali i fortunati componenti della squadra di calcio del Verona che, pur avendo i posti nella prima carrozza del rapido, si trovavano al momento dell'incidente nella carrozza ristorante per il pranzo.
La E645 016 verrà demolita poco dopo mentre la E636 282 verrà ripristinata e rimessa in ordine di marcia. 
Fonte: http://interrail.publinet.it

Muore il macchinista Romano Monechi con altre 41 persone.

120 i feriti.

 Anno
1974 Incidenti = 1 Macchinisti
morti = 0
Macchinisti
feriti = 0
Altri ferrovieri
morti = 0
Altri ferrovieri
feriti = 0
Viaggiatori
morti = 12
Viaggiatori
feriti = 48
4 agosto 1974
San Benedetto Val di Sambro (BO)

1974 - Il treno Italicus
Un'altra strage "nera", 12 morti e 48 feriti sull'Espresso Italicus. Un altro crimine impunito.
La notte del 4 agosto, il treno espresso Italicus Roma-Monaco, stracolmo di passeggeri, entra nella più lunga galleria appenninica nei pressi di San Benedetto Val di Sambro. Il treno è in ritardo e quindi accelera. Il frastuono è enorme. E' quasi all'uscita della galleria all'orché un incredibile boato supera il frastuono del treno in galleria: le fiancate del quinto vagone si gonfiano, il tetto esplode vomitando insieme ai bagagli brandelli di esseri umani. Il treno non deraglia e, allo stridio della frenata, che porta l'Espresso proprio alla stazione di San Benedetto, si mescolano grida e gemiti di dolore, le lacrime dei sopravvissuti: una nuova strage con 12 morti e 48 feriti, si è compiuta. Fortuna che il treno fosse in ritardo.
La bomba ad orologeria era stata programmata per esplodere in piena galleria. Si voleva, insomma, un disastro senza precedenti. Ventiquattro ore dopo, la delirante rivendicazione di Ordine nero: Con la bomba al tritolo sull'Italicus, abbiamo voluto dimostrare alla Nazione che siamo in grado di mettere ordigni dove vogliamo,in qualsiasi luogo, dove e quando ci pare - e termina - Giancarlo Esposti è stato vendicato.
Quest'altra orribile strage - scrive il Direttore - è soprattutto un delitto compiuto contro l'Italia poiché oltre a stroncare la vita e a versare sangue di innocenti, turba ulteriormente e più gravemente il Paese in una fase fra le più difficili e preoccupanti della sua storia; ne degrada l'immagine nel mondo; compromette i sacrifici che compiamo e quelli che dobbiamo ancora affrontare per uscire dall'incubo di una situazione sociale ed economica compromessa... occorre un nuovo, più deciso moto collettivo delle coscienze, una nuova più efficace testimonianza della vera volontà degli italiani... per respingere la provocazione di questo nuovo delitto e per creare veramente condizioni generali idonee affinché tutti i piccoli, ignobili mostri che ordiscono, attaccano e uccidono nell'ombra, siano scoperti e fermati senza scampo.
Non verrà scoperto alcun 'mostro' e anche questa strage rimarrà impunita. Il 24 marzo del 1992, la Corte di Cassazione, scagionerà definitivamente i due maggiori imputati, Mario Tuti e Luciano Franci, già assolti, dopo un'ennesima, lunga vicenda processuale, dalla Corte d'Appello. Mario Tuti, comunque, è ancora in carcere: sta scontando l'ergastolo per aver ucciso, a sangue freddo, due Carabinieri.
(fonte: www.lagazzettadelmezzogiorno.it)

12 morti

48 feriti

 Anno
1970 Incidenti = 1 Macchinisti
morti = 0
Macchinisti
feriti = 0
Altri ferrovieri
morti = 0
Altri ferrovieri
feriti = 0
Viaggiatori
morti = 9
Viaggiatori
feriti = 70
22 luglio 1970
Gioia Tauro
Linea
Reggio Cal. - Roma

Il treno espresso 3706 sviò in piena corsa (90 km/h) subito prima di impegnare gli scambi d'ingresso, lato sud, della stazione di Gioia Tauro. Il locomotore sviato restò in assetto ma le successive 16 vetture si rovesciarono strisciando per 200 metri sulla massicciata dei binari della stazione. La Commissione d'inchiesta FS giunse alla conclusione che il fatto si era determinato per intervento doloso di terzi che avevano sabotato, con una quantità limitata di esplosivo, il binario in un punto ben individuato. Tale tesi fu respinta dalla Magistratura che, invece, affermò che la cause dell'incidente erano dovute alla negligenza del tecnico della linea (il Sorvegliante) del Servizio Lavori e del Dirigente Movimento della stazione di Gioia Tauro che, entrambi a conoscenza dell'imperfetto stato dei binari, non avevano provveduto a far prescrivere ai treni un opportuno rallentamento.
(Leggi anche un resoconto su www.osservatoriodemocratico.org)

9 morti.

70 feriti.

 Anno
1962 Incidenti = 2 Macchinisti
morti = ?
Macchinisti
feriti = ?
Altri ferrovieri
morti = ?
Altri ferrovieri
feriti = ?
Viaggiatori
feriti = 143
Viaggiatori
morti = 53
8 marzo 1962
Castelbolognese (RA)

A Castelbolognese (RA), il direttissimo Bari-Milano deraglia entrando in stazione.

13 morti.

80 feriti.

31 maggio 1962
Voghera (PV)

A Voghera (PV) scontro tra un convoglio merci e un treno viaggiatori.

63 morti.

40 feriti.

 Anno
1961 Incidenti
= 2
Macchinisti
morti = ?
Macchinisti
feriti = ?
Altri ferrovieri
morti = 0
Altri ferrovieri
feriti = ?
Viaggiatori
morti = 100
Viaggiatori
feriti = 103
marzo 1961
Castelfranco Veneto

Mentre un treno espresso composto di bagagliaio e 14 vetture transitava a circa 100 km/h nella stazione di Castelfranco Veneto sull'itinerario di corretto tracciato, si verificò lo svio della 6^ vettura dalla testa e, di conseguenza, di tutti i successivi veicoli verso la coda.
La Commissione Ministeriale di inchiesta appositamente costituita, accertò che l'incidente era stato provocato dall'imperfetto funzionamento di uno scambio, incontrato di calcio dal treno in transito: si trattava di uno dei primi scambi elastici messi in opera dalle FS (che provvedevano, allora, alla diretta costruzione di essi nelle proprie officine su progettazione dei propri tecnici).

Morti 29 viaggiatori.

76 feriti. 

23 dicembre 1961
Linea
Cosenza - Catanzaro

Il 23 dicembre 1961 un rimorchio precipita da un viadotto nel sottostante torrente Fiumarella, presso Catanzaro: 71 morti, quasi tutti studenti, il giorno prima delle vacanze natalizie. «Dopo di allora, non abbiamo più cantato».
Il rischio dell’oblio - Ricordi lontanissimi. In bianco e nero. Eppure vividi. Un dramma vissuto come in un sogno. Una famigliola negli anni Sessanta. Un papà, una mamma, due bambini. Su un treno che sta attraversando un ponte. Procede lento, lento, lento. Quasi a passo d’uomo. Perché? Sotto il ponte, su uno spiazzo che appare loro lontano lontano, i bambini scorgono un vagone adagiato. Sembra un vagone di un trenino giocattolo, uscito chissà quando dai binari, dal ponte, e finito giù. Pare tutto irreale, come un gioco.
Uno di due bambini ero io, l’altro mio fratello. Il vagone precipitato era ancora rimasto lì, dopo una tragedia di immani proporzioni.
In attesa del Natale – 23 dicembre 1961. Gli studenti calabresi del Catanzarese, come ogni mattina, si alzano prestissimo per prendere il treno che dai loro paesini dell’interno – partenza alle 6,43 da Soveria Mannelli (Sila piccola), poi Decollatura, Serrastretta, San Pietro Apostolo, Cicala e Gimigliano, con termine al capolinea Catanzaro Centro – li farà arrivare, procedendo verso sud-est, alle scuole del capoluogo di provincia. Quel mattino stanno già pregustando le prossime vacanze natalizie. È l’ultimo giorno di scuola, poi il via a presepi, preghiere a Gesù bambino, regali, giochi, dolci, scorpacciate, tutte a base delle tradizionali pietanze calabresi.
Il convoglio della morte – Il treno è composto dall’automotrice Breda M2 123 e dal rimorchio Breda RA 1006. Al suo interno viaggiano 99 passeggeri (molti dei quali, appunto, studenti). Un’ora dopo la partenza dalla stazione di Soveria Mannelli, il convoglio transita sopra il viadotto del torrente Fiumarella, in curva. Sono le 7,45, proprio lassù il rimorchio esce dal binario e, dopo aver rotto l’asta di trazione (un gancio di tipo tranviario), precipita nel torrente, 40 metri più giù. Il disastro è terribile. Segue il caos delle sirene, i corpi straziati, il sopraggiungere dei parenti…
La tragedia – Settantuno viaggiatori muoiono subito, gli altri rimangono gravemente feriti. Trentuno risiedevano a Decollatura, la comunità più colpita. I sogni di un futuro migliore grazie allo studio scolastico, di una vita ancora tutta da scoprire, svaniscono per tanti, insieme alle speranze delle loro famiglie. Si tratta del più grave incidente ferroviario per numero di vittime avvenuto in Italia. In effetti, un altro massacro era avvenuto qualche decennio prima, un po’ più a nord, ma sempre nel profondo Sud.
Morte per monossido nella galleria – Infatti a Balvano (Potenza), il 3 marzo 1944, si era verificata la sciagura del treno 8017, con un numero maggiore di morti, mai realmente calcolato (600?). Ma quella tragedia non fu dovuta a incidenti o deragliamenti meccanici, come quella del torrente Fiumarella, bensì all’avvelenamento da monossido di carbonio dei passeggeri entro la galleria delle Armi, a causa dello slittamento delle ruote delle locomotive a vapore, con conseguente arresto del convoglio e letali fumi che avvolsero i passeggeri.
Le cause – Tornando al viadotto della Fiumarella, la causa meccanica diretta fu, come detto, la rottura del gancio di trazione di tipo tranviario. In realtà, le condizioni della rete ferroviaria in questione erano molto precarie. Si trattava di una linea che era stata studiata per carichi di 8-9 tonnellate delle locomotive, ma, con l’avvento di nuovi mezzi più pesanti e veloci, tutta la rete si era via via degradata, risultando pericolosa in più punti.
Il processo – Sebbene, dunque, la linea ferroviaria non versasse in ottime condizioni, nel processo per stabilire le responsabilità della tragedia fu imputato sostanzialmente il conducente del treno, Ciro Miceli, che, disperato, ammise onestamente le proprie colpe. Il convoglio viaggiava a 60-65 km orari, invece che ai previsti 30 con cui andava affrontata la curva. Inoltre, pare che nella cabina di comando vi fossero più persone del dovuto e che la frenata improvvisa, provocata dall’allarme di uno dei presenti, peggiorasse le cose, agevolando la rottura del gancio e la conseguente caduta del rimorchio nel precipizio. Il macchinista fu quindi condannato a una decina di anni di carcere per omicidio colposo. Le vittime furono interamente risarcite in fase istruttoria, per cui non si costituirono nel processo penale.
Le reazioni politiche – Dopo varie polemiche e un acceso dibattito parlamentare, il Governo si avvalse della facoltà riconosciutagli dalla Concessione per il riscatto delle ferrovie concesse. Così, con la legge n. 1855 del 23 dicembre 1963, venne approvato il riscatto, si revocò la concessione alla Mediterranea Calabro Lucane e si posero le nuove Ferrovie Calabro Lucane sotto la gestione commissariale governativa. Il traffico ferroviario rimase interrotto per alcuni anni e sostituito tra Soveria Mannelli e Catanzaro da autoservizio. Quindi, con decreto ministeriale n. 1044 del 20 maggio 1969, redatto secondo gli indirizzi della legge n. 369 del 18 marzo 1969, furono stanziati 16 miliardi di lire al fine di porre la rete delle nuove ferrovie nelle condizioni di soddisfare in modo sicuro e conveniente le esigenze del traffico locale.
La memoria, oggi – Vari monumenti in ricordo delle vittime del disastro ferroviario sono stati innalzati nel territorio dei comuni più colpiti. Altri si progettano. Eppure, come ci ha detto un residente in quei luoghi, pure lui bambino all’epoca dei fatti: «Moltissimi familiari ancora oggi si rifiutano di parlare di quella strage, quasi come se non fosse passato, ormai, mezzo secolo. Superstiti e testimoni “non se la sentono” di fornire la propria disponibilità a parlare, neanche per realizzare filmati o iniziative di commemorazione».
«Dopo di allora non abbiamo più cantato» – È bene precisare che non si tratta di omertà (perché mai, poi?), ma di pudore. E, soprattutto, dolore: «Più di trenta morti, quasi tutti giovani o giovanissimi – continua il nostro testimone – è un peso troppo grande per una piccola comunità. Lo è ancora oggi. Ancora oggi, a 50 anni di distanza, il dolore di questa piccola comunità è molto forte, fino al punto che è difficile ottenere delle testimonianze che consentirebbero di ricostruire quella vicenda, farla conoscere e far conoscere il vissuto del paese anche per capire come quella strage lo ha colpito, lo ha cambiato… A questo proposito mi ha scosso molto una frase di un mio amico, che mi raccontava di come da ragazzo andava con suo padre a lavorare nei campi e di come questo lavoro fosse ritmato dai canti: “Ma dopo di allora, non abbiamo più cantato!”».
Considerazioni finali – In effetti, forse calabresi (e italiani, in genere) sono un popolo troppo buono. Sopportano prepotenti – politici corrotti e cialtroni, mafiosi – da secoli. Malviventi che succhiano la loro linfa vitale, le loro speranze. Nessun altro popolo ce l’avrebbe fatta. Tuttavia, la memoria va salvaguardata. Proprio perché dolorosa. E si tratta di strazi provocati da malgoverno, insipienze, incapacità di amministrare la cosa pubblica. Ma occorre ricordare. Affinché il dolore non si perpetui senza trovare voce, sbocco, dignità. Altrimenti dovremmo pensare ai cinici “criteri di notiziabilità”, per cui centomila morti in Bangladesh fanno meno notizia di dieci vittime a New York. Se si parla di maremoto, tutti gli italiani ricordano lo tsunami del 26 dicembre 2004 nel Sud-Est asiatico, ma non l’altrettanto grave maremoto – 120.000 morti in un’area ben più ristretta – del 28 dicembre 1908 di Reggio e Messina (ma quante disgrazie avvenute attorno a Natale!). Quanto sono “notiziabili” 71 calabresi morti cinquant’anni fa?
Si ringraziano per le notizie e i commenti forniti Mario De Grazia, Claudio Marasco, Fulvio Mazza e Mario Scarcello.
(fonte: http://www.lucidamente.com/11634-cinquant%E2%80%99anni-fa-il-piu-tragico-disastro-ferroviario-italiano/)

71 morti

27 feriti.

 Anno
1960 Incidenti
= 1
Macchinisti
morti = 1
Macchinisti
feriti = 1
Altri ferrovieri
morti = ?
Altri ferrovieri
feriti = ?
Viaggiatori
morti = 16
Viaggiatori
feriti = 138

Monza
Linea
Milano - Sondrio

Il D 341 proveniente da Sondrio diretto a Milano, composto da dieci vetture e da un bagagliaio postale intercalato, è quel giorno trainato dalla E626.215
Da circa tre mesi, all'ingresso della stazione di Monza, sono in corso dei lavori per la costruzione di un cavalcavia sulla strada provinciale per Concorezzo e la linea è deviata su un raccordo provvisorio con tre curve del raggio di 150 m. 
La deviazione interessa sia i due binari della linea per Lecco, sia l'unico binario della parallela linea per Molteno - Oggiono ed è regolarmente protetta da un rallentamento a 10 km/h segnalato da vela rombica a 1300 m e da vela rettangolare a 300 m di distanza. 
Sulla zona grava una fitta nebbia ed il casellante, per segnalare l'approssimarsi del rallentamento, pone sui binari tre petardi a 25 m di distanza l'uno dall'altro. 
Dopo aver effettuato la fermata di Carnate - Usmate il treno, che ha alcuni minuti di ritardo, supera la stazione di Arcore a circa 90 km/h, affrontando la deviazione senza rallentare. 
Il deragliamento, avvenuto alle 8.04, è immediato: il lato destro della locomotiva va a cozzare contro il muro di cinta del lanificio B.B.B., proseguendo poi la corsa lungo la massicciata, quattro vetture escono dai binari rovesciandosi, il bagagliaio ed un'altra vettura volano dal cavalcavia sul sottostante viale. 
Le conseguenze per i passeggeri sono tragiche: 17 morti e 139 feriti si conteranno alla fine delle operazioni di soccorso. 
Particolarmente agghiacciante la fine del prevosto di Dervio, località del Lecchese, trafitto da una rotaia penetrata come una lama dal pavimento del vagone ed uscita dal tetto. 
Il macchinista, che si trovava nella parte destra della cabina, muore sul colpo, mentre l'assistente, che fu trovato accanto ai comandi, rimane leggermente ferito.
(Fonte: http://interrail.publinet.it)

Muoiono il macchinista ed altre 16 persone.

Rimangono feriti l'aiuto macchinista ed altre 138 persone.

 Anno
1957 Incidenti = 1 Macchinisti
morti = 0
Macchinisti
feriti = 0
Altri ferrovieri
morti = 0
Altri ferrovieri
feriti = ?
Viaggiatori
morti = 0
Viaggiatori
feriti = 40
9 giugno 1957
Roma Tiburtina

Il Regionale 475 Ancona - Roma, composto da Le + ALe 840, giunto in stazione di Roma Tiburtina intorno alle 24 con oltre un'ora di ritardo, deraglia andando a collidere contro la 743.400 e la E626.338 ferme in stazione. 
L'incidente, molto spettacolare, ha per fortuna conseguenze limitate per le persone: solo una quarantina di contusi. 
Al termine dello scontro, infatti, le automotrici elettriche si sono adagiate su un fianco.
(Fonte: http://interrail.publinet.it)

40 feriti

 Anno
1956 Incidenti
= 1
Macchinisti
morti = ?
Macchinisti
feriti = ?
Altri ferrovieri
morti = 0
Altri ferrovieri
feriti = 1
Viaggiatori
morti = 0
Viaggiatori
feriti = 10
4 gennaio 1956
Scilla (RC)
Linea
Salerno - Reggio Cal.

Il DD 89, proveniente da Roma Termini e diretto a Reggio Calabria, deraglia nella stazione di Scilla a causa della rottura del gancio del bagagliaio, andando a collidere con un treno merci trainato dalla E626.109. 
Le carrozze sono affollate, soprattutto da marinai e militari di truppa che rientrano in Sicilia dopo le festività natalizie. 

11 sono le persone ferite, la più grave delle quali il conduttore che si trovava sul bagagliaio. 

 Anno
1944 Incidenti
= 4
Macchinisti
morti = 8
Macchinisti
feriti = ?
Altri ferrovieri
morti = 2
Altri ferrovieri
feriti = 1
Viaggiatori
morti = 750
Viaggiatori
feriti = ?
3 marzo 1944
Balvano (Potenza)

Il treno merci 8017 trainato da due locomotive a vapore composto da carri occupati da persone che lo avevano utilizzato come mezzo di fortuna (a quel tempo tollerato in quanto in pieno periodo bellico) si ferma nella Galleria delle Armi a causa di un improvviso calo dello sforzo di trazione da parte delle due  locomotive dovuto alla forte pendenza della linea (35‰). Nonostante gli sforzi dei macchinisti per coordinare la ripresa della corsa, il treno non riuscì a muoversi, mentre nella galleria si diffondevano i fumi della combustione ed anidride carbonica e monossido di carbonio. "Ancora più incredibile è la maniera nella quale questa tragedia cha ha avuto molti responsabili è stata ignorata dalla memoria collettiva. Indagini sbrigative, censura militare e ragion di Stato congiurarono per una quasi completa rimozione dell'accaduto. Ad alcune tra le famiglie delle vittime, dopo lunghe vicende giudiziali, fu riconosciuta una modesta indennità, ma il loro desiderio è sempre stato quello di un'adeguata conoscenza e di un doveroso ricordo del dramma vissuto. E invece quella di Balvano fu, è stata e continua a essere una strage con molti responsabili e nessun colpevole, come molte altre nel dopoguerra italiano, con l'aggravante di essere totalmente ignota ai più" (tratto dal libro  di Gianluca Barneschi "Balvano 1944. I segreti di un disastro ferroviario ignorato".
Sulla storia di questo incidente sono stati scritti anche "Un treno, un'epoca: storia dell'8017" di Mario Restaino, ed il romanzo "Treno 8017" di Alessandro Perissinotto.

 

 

Più di 600 persone morirono per avvelenamento ed asfissia, fra cui i macchinisti Espedito Senatore, Matteo Gigliano, Rosario Barbaro, il capotreno Luigi Ventre, il conduttore capo Domenico Sessa, il conduttore Vincenzo Cuoco, il frenatore Gaetano Sgroia, i ferrovieri non in servizio Paolo Delli Carri, Antonio D'Ambrosio.

L'elenco delle vittime e le altre notizie relative al tragico evento sono disponibili su www.trenidicarta.it

6 marzo 1944
Campomaggiore (PZ)

Il treno 8140 proveniente da Taranto, trainato dalla locomotiva a vapore 745.009, con in coda la spinta della 480.012  aveva un carico di ben 629 tonnellate distribuito in 27 carri e almeno dodici passeggeri. Fra le stazioni di Campomaggiore e Trevigno, il treno si fermò nel pieno della galleria Cella (pendenza 14 per 1000). Il convoglio riuscì a retrocedere rapidamente fuori dal tunnel, sino alla stazione di Campomaggiore, grazie alla pronta ottemperanza dei frenatori all'ordine del macchinista e della locomotiva titolare di sfrenare. A causa delle esalazioni di monossido di carbonio, morì il fuochista Gennaro Tramutola.
(Tratto dal libro  di Gianluca Barneschi "Balvano 1944. I segreti di un disastro ferroviario ignorato".
Come nel precedente incidente di Balvano, le probabili cause dell'accaduto dipesero anche dalla scarsa qualità del carbone usato per la trazione.

Morì il fuochista Gennaro Tramutola.

15 marzo 1944
Linea Viareggio - Lucca

"Un treno merci, a causa della deficienza in macchina del vapore e dell'eccessivo peso del convoglio, doveva fermarsi a metà di una galleria sulla linea Viareggio-Lucca. Il traforo, a binario unico, si è impregnato di esalazioni carboniche che cagionarono la morte del macchinista, del fuochista, del capotreno e di un operaio. Durante l'opera di soccorso trovarono la morte il giovane fascista Giulio Benedetti, di 19 anni, studente, e VV.F. Cibario Casali e Ugo Anselmi".
(Tratto dal libro  di Gianluca Barneschi "Balvano 1944. I segreti di un disastro ferroviario ignorato". )
Come nel precedente incidente di Balvano, le probabili cause dell'accaduto dipesero anche dalla scarsa qualità del carbone usato per la trazione.
Per saperne di più: wikipedia

Morirono il macchinista, il fuochista, il capotreno ed altre 3 persone durante l'opera dei soccorsi.

8 aprile 1944
Linea Salerno - Reggio Cal.
Pontecagnano (SA)

Un treno merci traboccante di gente si apprestava a entrare nella stazione di Pontecagnano. Come al solito a bordo di questo treno merci c'erano i passeggeri (che non avrebbero dovuto esserci), che si trovavano anche dove non avrebbero dovuto. Entrando in stazione ci fu urto violento con un treno in manovra. Ci furono fra i 100 e 130 morti, secondo alcuni testimoni.

Morirono i macchinisti ed altre 100-130 persone.

 Anno
1965 Incidenti = 3 Macchinisti
morti = 0
Macchinisti
feriti = 0
Altri ferrovieri
morti = 3
Altri ferrovieri
feriti = 0
Viaggiatori
morti = 78
Viaggiatori
feriti = 168
8 marzo 1965
Castelbolognese (RA)

Fra le stazioni di Castelbolognese e Faenza erano in corso lavori importanti di ristrutturazione straordinaria della via e delle opere. Il direttissimo 718 Bari - Milano deraglia entrando in stazione a 90 km/h anziché a 30 km/h come prescritto. Si verificò lo svio del locomotore e di 9 vetture. Macchinista ed aiuto macchinista furono arrestati, imputati di disastro ferroviario, riconosciuti colpevoli e condannati a pena detentiva abbastanza dura. L'apposita Commissione d'inchiesta accertò che il pdm aveva regolarmente incontrato la via libera incondizionata (verde-verde) senza però adeguare la velocità alle prescrizioni ricevute, scagionando FS che non aveva ritenuto modificare il segnalamento poiché non previsto dai regolamenti!

Muoiono 25 viaggiatori.

56 feriti.

31 luglio 1962
Voghera (PV)

Alle ore 2:30, il treno viaggiatori 1391 Milano - Genova P.P., giunto nella stazione di Voghera, viene tamponato dal treno merci 8151 composto da 30 carri vuoti. Conseguenza del tamponamento fu la distruzione dell'ultima vettura a cassa di legno del treno viaggiatori, ed il progressivo danneggiamento di quelle successive. Dei 30 carri del treno investitore, 10 sviarono. L'elevato numero di vittime era stato favorito dalla utilizzazione di materiale ormai obsoleto quale le vetture a cassa di legno. I macchinisti del treno investitore hanno sempre tenacemente sostenuto che i segnali da loro incontrati erano per l'ingresso in stazione in "deviata", mentre invece la Commissione di inchiesta affermò l'esatto contrario.

64 morti.

50 feriti.

16 maggio 1965
Bonassola (SP)
Linea
Genova - La Spezia

Sotto il materiale del treno locale 1702, nella stazione di Bonassola, si verificava una violenta esplosione che interesso anche il treno merci 6178 lì fermo. La Commissione di inchiesta affermò che il 6178 trasportava, fra le altre, anche esplosivo ad alto potenziale destinato alle società che stavano eseguendo, fra Framura e Bonassola, lavori per il raddoppio della linea.

Muoiono 3 ferrovieri e 3 viaggiatori.

48 feriti.