Porte e vetture dei treni: segnalazioni dei lavoratori e dei viaggiatori

In questa pagina sono raccolte le segnalazioni dei lavoratori e dei cittadini riguardanti le problematiche connesse al malfunzionamento delle porte delle vetture dei treni.
Qui archivieremo anche i documenti ASL, le relazioni scientifiche e tecniche, gli articoli di giornale e quant'altro vorrete segnalarci.

Segnalazioni e documenti
Porte killer!maggio 2008 - Iniziativa nazionale di autotutela, a cura della Assemblea Nazionale Ferrovieri
La presente iniziativa prevede che, in ottemperanza a quanto disposto dall'art. 20 DLgs 81/2008, in caso di mancanza controllo della chiusura porte (Blocco Porte, BP) in cabina di guida sui treni di cui all'art. 91 ter comma 1.a della P.G.O.S. - in qualunque circostanza tale degrado si manifesti - sul treno sul quale si trovino ad effettuare la propria prestazione lavorativa, il personale di macchina e/o viaggiante si astenga dal consentire la partenza del convoglio stesso fino al di ripristino del controllo citato.
L'iniziativa prevede che i lavoratori emettano all'occorrenza idonei M40 tesi ad informare i propri superiori gerarchici e/o funzionali delle situazioni di degrado sopra menzionate, onde manifestare la propria intenzione di attuare l'autotutela.
Scarica e diffondi:
- volantino dell'iniziativa nazionale, a cura dell'ANF;
- blocchetto M40 predisposto;
- lettera da protocollare in segreteria amministrativa. Questa lettera, opportunamente modificata, può essere utilizzata dai singoli lavoratori; inoltre può costituire una valida traccia per il RLS che intende informare il proprio datore di lavoro dell'iniziativa descritta.
24 settembre 2008 PORTE KILLER:
IL CONVOGLIO E' UN EUROSTAR CITY, APPENA RESTAURATO, APPENA RIVERNICIATO, MA....
...CONTROLLO PORTE RISPARMIATO.
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SCENDE DAL TRENO E VIENE TRAVOLTA, DONNA MUORE NEL BRINDISINO
(ANSA) - FASANO (BRINDISI), 24 SET - Una donna di 77 anni, Giuseppina Tagliente, è morta alla stazione ferroviaria di Fasano investita dall'Eurocity Bolzano-Lecce dal quale stava scendendo. La vittima, nativa di Martina Franca (Taranto) e residente a Mathi (Torino), è morta sotto gli occhi del marito, con il quale si era messa in viaggio per recarsi da alcuni parenti nel Tarantino. Secondo i primi accertamenti compiuti dai carabinieri, il treno si è fermato regolarmente in stazione per far scendere i passeggeri. La coppia di anziani era nell'ultima carrozza: l'uomo è sceso per primo, la moglie qualche attimo dopo proprio mentre il macchinista rimetteva in marcia il treno, senza accorgersi di nulla. La donna è rimasta schiacciata tra la carrozza e il marciapiede della stazione. Sono stati alcuni passeggeri appena scesi a dare l'allarme, ma per l'anziana non c'era più nulla da fare. Il treno è stato poi fermato alla stazione di Lecce. (ANSA).
7 giugno 2008 Poteva finire in tragedia venerdì sera alla stazione ferroviaria di Modena.Due signore che viaggiavano sul treno eurostar city proveniente da Bologna e diretto a Milano,quando è stato il momento di scendere alla fermata di Modena,sono rimaste incastrate a causa dell’improvvisa
chiusura delle porte del convoglio.
Leggi l'articolo da L'Informazione
26 maggio 2008 Tra Altopascio ed Empoli si sono spalancate tutte le porte di una vettura Media Distanza del treno 3064 Firenze-Viareggio. E' stato richiesto, dal capotreno, l'intevento della verifica. Una volta tornato a Firenze come treno 3071, quest'ultima è intervenuta ed ha dichiarato che, a quel punto, la vettura era a posto. Invece, il treno è ripartito da Firenze come treno 3086 e il capotreno che comunque la presenziava, ha visto nuovamente spalancarsi le porte di quella vettura nei pressi di Sesto Fiorentino!!
21 maggio 2008

Nuovi treni, vecchi problemi, porte in tilt: feriti 16 viaggiatori
(D. Gri.)
Oltre 70 minuti di ritardo all’arrivo nel capoluogo ligure. Ma questo è il meno: le nuove carrozze - le famigerate ESCity - entrate in servizio sul treno ICplus 663 Milano-Genova oltre che scomode sono pure pericolose. Lunedì sera questi vagoni sono stati sequestrati dall’autorità giudiziaria nella stazione di Pavia.
Infatti 17 delle 19 porte di uscita sul lato destro dell’ICplus 663, al momento dell’arrivo a Pavia, hanno ferito 16 viaggiatori in discesa dal treno a causa della improvvisa chiusura “a ghigliottina” delle stesse. «C’erano viaggiatori con le braccia e le gambe incastrate nelle porte che continuavano ad aprirsi e a chiudersi come impazzite», è la testimonianza di una passeggera del treno. «Una scena terribile, per qualcuno è stato anche necessario farsi visitare al pronto soccorso - dice Enrico Pallavicini, portavoce dei pendolari Genova-Milano - da tempo chiediamo la sostituzione di queste carrozze con quelle vecchie».
I viaggiatori diretti a Genova sono stati trasbordati sull’ICplus 665 composto da tradizionali carrozze ICplus, giungendo a Genova dopo le 22 con oltre 70 minuti di ritardo. Il materiale ESCity era già stato denunciato come dannoso alla salute pubblica a causa della errata progettazione delle poltroncine. E di treni si è parlato ieri anche in consiglio regionale. Riguardo all’annunciata soppressione di treni da parte di Trenitalia, sono state presentate in aula diverse interrogazioni.
(fonte: ilsecoloxix.it)

20 maggio 2008 (notizia ripresa da www.latalpadimilano.it)
Oggi, 20 maggio 2008, alla stazione di Lecco si è verificato un episodio inquietante: un passeggero è rimasto ferito nel tentativo di aprire la porta del treno. Come spesso accade, la porta, continuava a chiudersi "ghigliottinando" chi tentava di salire o scendere. Intorno alla porta erano assiepate, tra chi doveva salire o scendere, almeno 50 persone, anche perchè il treno aveva una carrozza in meno di quanto contrattualmente previsto.
La porta non riportava alcuna indicazione di malfunzionamento. Per poter consentire a chi era sopra di scendere, il passeggero, una ragazza, ha tentato di tenere aperta la porta, tenendola regolarmente per la maniglia. La maniglia però è scattata bloccando e schiacciando le dita della mano della ragazza. Queste maniglie non rispettano le condizioni minime di sicurezza perchè, a porta aperta, si chiudono verso l`interno e, se un malcapitato è costretto a tenerla, rischia, come è successo, di lasciarci le dita.
Solo grazie all`intervento di altri passeggeri è stato possibile sbloccare la situazione. Naturalmente non era presente in zona alcun personale di Trenitalia, nonostante la folla (dal treno in questione tra saliti e discesi si contano solitamente oltre mille persone) ed altri episodi di pericolo per i passeggeri verificatisi solo pochi mesi fa.
Siamo oltremodo preoccupati di questa situazione di risparmio all`osso che comincia, come l`episodio dimostra, a mettere a repentaglio la sicurezza dei viaggiatori, dimostrando per che il criterio manutentivo, studiato a tavolino dal Gestore ferroviario, che "la manutenzione si fa solo alle parti del treno che non pregiudicano la sicurezza" è una clamorosa menzogna sulla pelle dei viaggiatori. L`episodio è `ennesima dimostrazione che la sicurezza riguarda tutte le parti del treno e pertanto nulla può essere trascurato.
Infatti i guasti alle porte non sono gli unici che pregiudicano la sicurezza dei viaggiatori. Anche la riduzione della composizione provoca affollamento oltre i limiti di sicurezza e normativi. Un`altra situazione di ordinario pericolo per la salute dei viaggiatori è dovuto ai filtri dell`aria condizionata per i quali, se vengono seguiti i "normali" criteri di manutenzione di Trenitalia, saranno certamente pieni di acari, polline e chissà quali schifezze che finiscono - quando gli impianti di climatizzazione funzionano - nei nostri polmoni.
Chiediamo pertanto, anche per quanto previsto dall`art. 27 del Contratto di Servizio, che la Regione organizzi URGENTEMENTE un incontro, aperto ai pendolari, per verificare con Trenitalia lo stato di sicurezza complessivo dei viaggiatori a bordo treno, incluso, ma non solo, gli aspetti di igiene e pulizia.
Chiediamo inoltre alla Regione di mantenere e far mantenere fede, pena la corresponsabilità rispetto a tutto ciò che può succedere e che pregiudica la sicurezza dei viaggiatori e il diritto alla mobilità coi mezzi pubblici, agli impegni presi nella riunione dello scorso 5 novembre, convocando, come previsto dal vigente Contratto di Servizio, una riunione con i rappresentanti degli utenti e degli enti locali, per verificare come siano stati affrontati i problemi storici della linea, in realtà mai risolti, e provvedere alla soluzione delle problematiche di salute e sicurezza, sopra evidenziati.
Ricordiamo inoltre alla Regione che, sempre lo scorso 5 novembre, si è impegnata ad illustrare e condividere in uno specifico tavolo il progetto di potenziamento dei servizi, anche perchè siamo ormai a metà dell`anno e gli utenti chiedono di poter usufruire dei miglioramenti resi possibili dal completamento del raddoppio della Carnate-Airuno.
Per il comitato Milano-Lecco
Giorgio Dahò
[riportato da: www.merateonline.it]
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NdR: aggiungiamo solo che "naturalmente" il personale Trenitalia non può presenziare tutte le porte, e quotidianamente subisce in prima persona la situazione al pari dei viaggiatori.
26 aprile 2008 PIACENZA, 26 APR - Mentre cercava di prendere al volo il treno per Milano in partenza dalla stazione di Piacenza, una donna di 50 anni è scivolata cadendo sul binario. Le ruote del treno le hanno maciullato il piede sinistro e i medici non hanno potuto far altro che amputarle la gamba sotto il ginocchio. È successo ieri intorno alle 20. La donna è di Calendasco, nel piacentino, ma residente a Milano. Al momento dell'incidente l'altoparlante aveva già annunciato la partenza del convoglio (un treno interregionale), che era da poco in movimento. Secondo una ricostruzione dei fatti, la donna è riuscita ad aprire lo sportello ma all'ultimo momento è scivolata. Ricoverata nell'ospedale di Piacenza, per i medici la prognosi è ancora riservata ma la paziente è fuori pericolo. (ANSA).
20 aprile 2008 Il treno IC 654 ha maturato un ritardo di 54 minuti, a La Spezia, per un anomalo guasto a tutte le porte: ad ogni tentativo di apertura, appena aperte, le porte si richiudevano rapidamente ostacolando sia la salita che la discesa dal convoglio: solo per fortuna nessuno si è infortunato. I tentativi di ripristino, nonostante la collaborazione del personale di bordo con quello di verifica e di macchina, hanno causato un ritardo di circa un'ora.
20 aprile 2008

Treno EXP 925.
Nella tratta Bolzano – Verona le 4 porte della vettura cuccetta comfort 50835978124-4 occupata da una scolaresca di 36 ragazzi diretti a Roma, registrano una avaria ad dispositivo tachimetrico di blocco porte (ruota fonica). Nelle ore successive, dopo alterne vicissitudini e nell’impossibilità di reperire una sistemazione alternativa e data l’indisponibilità di una vettura con i sistemi di sicurezza efficienti, il loro viaggio prosegue sulla medesima vettura a cui viene garantito il presenziamento di un Agente del Personale di Bordo.

17 aprile 2008

Treno IC 700.
Nella Stazione di Ferrara viene soccorsa una ragazza infortunatasi per essere rimasta con una mano imprigionata in una porta della vettura 50831898517-5, penultima di coda, chiusasi improvvisamente ed inspiegabilmente.

19 aprile 2008 Sul treno 768 una signora si è fatta veramente male per l'indebita chiusura di una porta (la D2) della vettura N.10[50831898174-5] gran confort di prima classe mentre scendeva a Viareggio.
Stessa cosa è successa a Genova sul 523, e sul 506 a due signore americane in arrivo a Genova P.P.
15 aprile 2008

Treno ICPlus 557.
Nella tratta Piacenza – Parma viene rinvenuta una porta completamente spalancata di una vettura. Il treno viene fermato nella stazione di Fiorenzuola per permettere la chiusura e viene, cautelativamente, ordinata una “marcia a vista” ad un treno a seguito, per verificare che nessun viaggiatore sia caduto, con esito negativo.

10 aprile 2008 Ancora una volta un capo treno rischia la vita per la chiusura improvvisae anomala di una porta di una vettura Gran Confort. E' successo la sera del 10 aprile sul treno IC 542 a Grosseto. Al momento della partenza un capo treno di Pisa, dopo aver ottenuto il pronti dai CST ed aver licenziato il treno, mentre si apprestava a salire si è visto chiudere di colpo la porta inprigionanogli il braccio.
Con la forza della disperazione, memore degli altri gravi infortruni occorsi in circostanze simili, è riuscito a estrare il braccio e rimanere sul marciapiede mentre il treno prendeva velocità.
ancora una volta solo il caso ha impedito delle consegiuenze ben più gravi ad un nostro collega.
10 aprile 2008

Treno ICPlus 597.
Partito da Arezzo viene rinvenuta aperta la porta D2 della vettura nr. 6 (61832190025-9). La porta viene richiusa nella successiva stazione di Terontola.

5 aprile 2008

Il giorno 5 aprile 2008 il CST G.N. dell’Impianto Scorta Passeggeri di Bologna, in servizio al treno IC 560 in arrivo nella stazione di Parma, scendeva dalla porta S2 della vettura 50831898177-8 (Gran Confort) e, pur avendo un piede sul gradino munito di pedana atta ad impedire la chiusura della porta, rimaneva imprigionato nella porta stessa per circa una decina di lunghissimi secondi, poiché la stessa si chiudeva improvvisamente ed inspiegabilmente. Notevoli le difficoltà affrontate per liberarsi in quanto quel tipo di porte esercitano una pressione notevolissima.
Quali sarebbero state le conseguenze se fosse accaduto in fase di licenziamento del treno e con il convoglio in movimento?

4 aprile 2008

Treno ICPlus 600.
Partito da Desenzano viene rinvenuta aperta la porta S2 della vettura 61831990022-0. La stessa viene chiusa con enorme difficoltà nella Stazione di Lonato, dove il treno viene fatto fermare per permettere l’operazione. L’intero convoglio registra per tutto il viaggio da Verona a Milano continue anormalità alla chiusura delle porte sia da fermo che in movimento.

2 aprile 2008 FS: PORTE SI SPALANCANO IN CORSA AD EMPOLI SUL LIVORNO-FIRENZE
(AGI) - Firenze, 2 apr. - "Poteva essere l'ennesima tragedia dovuta al cattivo funzionamento delle porte e alla 'semplificazione' dei regolamenti voluta dalle FS. Poco dopo la stazione di Empoli le porte del treno 3114 partito da Livorno si sono spalancate in corsa. Il treno nonostante il guasto al controllo delle porte gia' segnalato dalla mattina presto a Firenze avrebbe viaggiato ancora tutta la giornata in quelle condizioni". E' quanto denunciano, in una nota, i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) dell'Assemblea Nazionale dei Ferrovieri. "I viaggiatori che affollavano il treno terrorizzati, hanno avvisato immediatamente il personale di bordo che si arrestava in piena linea poco dopo la stazione di Empoli, sulla linea Pisa-Firenze. La cosa piu' grave e' la sottovalutazione del rischio porte da parte della dirigenza, anche dopo i numerosissimi incidenti che hanno causato morti e infortuni gravissimi a ferrovieri e viaggiatori: 800 infortuni solo negli ultimi due anni, alcuni dei quali gravissimi. Non e' servita neanche la condanna del Tribunale di Prato a tre dirigenti nazionali per un infortunio mortale causato proprio da un porta malfunzionante.
I ferrovieri sono costretti a partire anche quando il macchinista non puo' controllare le porte dalla cabina e per tutto il viaggio rimane al capotreno il compito "impossibile" di controllare decine di porte contemporaneamente.
Anche alla luce della scampata tragedia di oggi integreremo le nostre denuncie alla Procura Generale, a tutela della sicurezza dei viaggiatori e degli stessi ferrovieri, spesso vittime anch'essi di queste gravi lacune".(AGI)
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Leggi anche l'articolo apparso su "Il Tirreno"
30 marzo 2008 Il treno 23536, da Firenze a Lucca, composto da 6 vetture tipo “Media-Distanza” + loc. 464 (N.B.: ad agente unico!!), arriva nella stazione di Firenze come 23535 con un’ora di ritardo a causa di:
una vettura ubicata al centro del treno con le batterie scariche (problema già segnalato in precedentemente), con le vetture che si aprivano in corsa treno;
ad ogni fermata il capotreno doveva scorrere tutto il treno perché le porte dell’intero convoglio non si sbloccavano dall’interno. Il capotreno del 23535 richiedeva sostituzione delle batterie più l’intervento dela verifica per anomalia dello sblocco-porte.
A Firenze il capotreno del 23536 sollecita la Sala Operativa per ottenere l’intervento della verifica.
Dopo la sostituzione delle batterie, la verifica effettua diversi interventi coadiuvato dal macchinista. Infine comunica al Ct che tutto è a posto. Il capotreno si accerta del funzionamento provando la chiusura, il blocco e lo sblocco di ogni porta, con risultato regolare.
23 marzo 2008 Ferroviere ferito, Trenitalia a giudizio.
Il capotreno perse un piede. «Le Fs dovevano valutare il rischio»
ATrenitalia sarà sul banco degli imputati il prossimo 4 giugno al Tribunale di Piacenza. E' stato rinviato a giudizio il responsabile dell'unità produttiva e dell'assistenza passeggeri delle ex Fs Vincenzo Saccà, accusato dalla procura di Piacenza "di non aver valutato il rischio meccanico" nel gravissimo infortunio accorso al capotreno Antonio Di Luccio, 50enne bolognese che a seguito di un incidente sul lavoro avvenuto sul terzo binario della stazione ferroviaria di piazzale Marconi - nel marzo del 2006 - ha subito la semiamputazione della gamba destra e la perdita del piede sinistro...leggi tutto...
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Guarda il cortometraggio "Antonio ferroviere" che affronta la vicenda del gravissimo infortunio sul lavoro occorso nel 2006 al collega Capotreno di Bologna ANTONIO DI LUCCIO nella stazione di Piacenza, vicenda a cui è stato dato largo spazio informativo all’epoca.
E’ un documento significativo, che per il particolare impatto emotivo e messaggio, sta ottenendo importanti riconoscimenti di pubblico e critica in numerosissime rassegne cinematografiche in Italia ed in Europa.
22 marzo 2008 Schiacciati dalle porte. Allarme sui treni italiani.
Scarica l'articolo de "La Stampa" del 22 marzo 2008

Alberto Chiovelli, direttore dell'Agenzia per la Sicurezza nelle Ferrivie:
"Non sappiamo quello che succede nelle stazioni".

Scarica l'articolo de "La Stampa" del 22 marzo 2008
6 febbraio 2008

Treno ICN 771.
In partenza dalla Stazione di Rovigo alle ore 1.17 la CT I.S. dell’I.S.P. di Venezia SL al momento di licenziare il treno rimane imprigionata con il piede sinistro nella porta da cui stava risalendo (vettura Gran Confort 50831898139-8) chiusasi improvvisamente ed inaspettatamente.
Prontamente esponeva il segnale luminoso di arresto ed emetteva segnali d’allarme con il fischietto a trillo in dotazione per attirare l’attenzione del macchinista, in considerazione del fatto che il treno si accingeva a ripartire e si ritrovava a dover rincorrere il convoglio con la sola gamba destra rimasta libera.
Si accorgeva dell’inconveniente un collega della CT, il quale, prontamente, azionava il freno d’emergenza e bloccava il convoglio.
Per liberare il piede è stato necessario intervenire sul rubinetto di intercettazione della porta, segno che non sarebbe da sola riuscita a liberarsi e che sarebbe rimasta imprigionata. Con quali conseguenze è facile immaginare.

18 gennaio 2008 Un interessante articolo apparso sul settimanale "Left" del 18 gennaio 2008
9 gennaio 2008 Nella stazione di Firenze Rifredi, subito dopo la partenza del treno 23409, è stato azionato il freno di emergenza. Il capotreno si portava nelle vetture posteriori e apprendeva da alcuni viaggiatori molto allarmati, che le porte di salita non si erano sbloccate, per un difetto del pulsante di apertura situato sul locomotore tipo 646, che il macchinista aveva regolarmente azionato. Difficile, da parte del capotreno, rendersi immediatamente conto di tale anomalia, in quanto diversi viaggiatori in salita avevano sbloccato dall’esterno le porte (compresa quella da cui il capotreno è normalmente disceso) azionando le maniglie delle vetture “Media Distanza”, permettendo la discesa e la salita dei viaggiatori. Richiesto telefonicamente al macchinista il nuovo sblocco delle porte, il Ct si rendeva definitivamente conto che questo non aveva luogo, nonostante la conferma dell’avvenuto azionamento da parte del Pdm. I macchinisti, dopo alcuni minuti, riuscivano a sbloccarlo e ad aprire le porte ai viaggiatori, alcuni dei quali se la prendevano con il capotreno. Riarmato il freno di emergenza, il treno ripartiva e il problema, per il tragitto da Firenze a Pisa, non si ripresentava.
8 gennaio 2008 Nella stazione di Firenze Rifredi, mentre tentava di salire sul treno 3137, una viaggiatrice è rimasta intrappolata con un braccio in una porta di materiale “Media Distanza” che, dopo essersi aperta, si è richiusa improvvisamente. La viaggiatrice ha gridato per attirare l’attenzione (per fortuna la vettura era la seconda dalla testa, quindi facilmente visibile), il capotreno è subito intervenuto per liberarla.
La viaggiatrice ha denunciato la pericolosità di quanto accaduto e di quella tipologia di porte e ha richiesto di denunciare l’infortunio. Il capotreno ha compilato il modulo CH69; un’altra viaggiatrice,che stava scendendo non ha avuto conseguenze, solo le è caduta la borsa della spesa sul marciapiede che ha prontamente recuperato. Al controllo successivo della funzionalità della porta da parte della verifica, questa è risultata “regolare”.
12 dicembre 2007 Porte killer: un'interrogazione parlamentare. Logo del Senato della Repubblica Italiana
A seguito delle iniziative sulla sicurezza delle porte dei treni è stata presentata in Senato un'interrogazione parlamentare.
La vertenza continua.
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Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-03201 Atto n. 4-03201
Pubblicato il 12 dicembre 2007 - Seduta n. 265
PALERMI , TIBALDI , PELLEGATTA - Ai Ministri dei trasporti e del lavoro e della previdenza sociale.
Premesso che:
- la sicurezza sui luoghi di lavoro è da troppo tempo diventata un'emergenza nazionale e, per quanto attiene al sistema dei trasporti, essa diviene una questione di sicurezza collettiva non più eludibile;
- con due disposizioni, la n. 21 e la n. 49 del 2007, Rete ferroviaria italiana...
...Leggi tutto sul sito www.senato.it , oppure scarica il testo in pdf e poi vai a pag. 109 del documento, ovvero a pag. 130 del file.
5 dicembre 2007

FERROVIE : ESPOSTO-DENUNCIA LAVORATORI, PORTE KILLER SU TRENI
(ANSA) - ROMA, 4 DIC - Porte killer sui treni italiani.
La denuncia giunge da delegati Rsu e rappresentanti per la sicurezza dell'Assemblea Nazionale dei Ferrovieri che hanno presentato un esposto alle Procure di Roma e di altre città italiane. Secondo i lavoratori - che parlano di quattro morti solo negli ultimi mesi e circa 800 infortuni in due anni - metà dei treni in circolazione (intercity, espressi e parte dei regionali) non ha i dispositivi atti a impedire che qualcuno rimanga intrappolato tra le porte con il treno già in moto, mentre nuove disposizioni interne entrate in vigore il primo dicembre vanificano, per garantire maggiore puntualità, il sistema 'controllo porte chiuse' sui convogli dove è presente. In base alle nuove direttive adottate in particolare da Trenitalia, in linea con quelle precedentemente emanate da Rfi, anche sui treni dove esiste il sistema che accende in cabina di guida una spia luminosa solo quando tutte le porte sono chiuse, si consente infatti la partenza, evidenziano i lavoratori, anche in assenza di tale segnale, affidando il controllo visivo al capotreno. Una 'missione impossibile' per quest'ultimo, dicono, considerato che un Etr, per esempio, conta ben 46 porte. (ANSA).
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FERROVIE : ESPOSTO-DENUNCIA LAVORATORI, PORTE KILLER SU TRENI(2)
(ANSA) - ROMA, 4 DIC - Ma c'é anche il problema, osservano, di tutti quei casi in cui il capotreno affianca il macchinista in cabina e dunque non può svolgere il suo ruolo di controllo. E così anche i treni meglio attrezzati finiscono per essere privi di un dispositivo di sicurezza costituito da un semplice circuito elettrico ma che sarebbe stato addirittura disattivato per ragioni organizzative, si legge nell'esposto-denuncia, nelle cosiddette carrozze 'a media distanza'. Carrozze che sarebbero vere 'serial killer', per come sono configurate e azionate le porte (riapribili anche dall'esterno a treno già in movimento) e sulle quali sono avvenuti - denunciano ancora i lavoratori - gli ultimi quattro incidenti mortali a Roma Termini, Pietrasanta (Lucca), Torricella (Rieti) e Verona. Particolarmente insidiose sonno giudicate anche le carrozze 'gran confort' di prima classe, le cui porte si chiudono con violenza 'a ghigliottina'. "Eppure i dispositivi di sicurezza non richiederebbero grandi investimenti - ha sottolineato Dante De Angelis, il macchinista e delegato alla sicurezza licenziato e reintegrato da Trenitalia nel 2006 - considerate le spese che si fanno in riverniciature e pubblicità". E le ferrovie pubbliche hanno "un obbligo giuridico e morale di adottare tutte le misure ragionevolmente applicabili per la pubblica incolumità". Tanto che proprio nei giorni scorsi, ha ricordato ancora De Angelis, il tribunale di Prato ha condannato per omicidio colposo tre alti dirigenti di Trenitalia e Rfi per la morte di una viaggiatrice caduta da una porta apertasi in corsa nel 2002. Solo uno dei tanti infortuni e incidenti recenti ricordati dall'Assemblea nazionale ferrovieri e che, quando non sfociano nella morte di passeggeri o membri del personale, provocano gravi lesioni e amputazioni. Da qui la richiesta - negli esposti firmati da delegati di varie sigle sindacali, come Sdl e Orsa ma anche Cgil e Uil - di un intervento urgente della magistratura.
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Scarica anche un articolo apparso sul Corriere della Sera del 5 dicembre 2007.
Scarica l'esposto presentato presso la Procura della Repubblica di Roma, ed utilizzalo come base per altre iniziative.
30 novembre 2007 Porte assassine: condannati Maestrini (Trenitalia) e Elia (RFI).
"Donna cadde dal treno in corsa: colpevoli i funzionari delle Ferrovie.
PRATO. La porta dell'espresso Venezia-Palermo doveva bloccarsi col treno in movimento, ma così non fu, una donna morì cadendo dal convoglio e la colpa è di Trenitalia e Rete ferroviaria italiana, le due società che gestiscono treni e rotaie. Lo ha stabilito il giudice Anna Primavera, che ieri ha condannato tre alti dirigenti delle due società a un anno e quattro mesi di reclusione (pena indultata) per omicidio colposo e il mancato rispetto di alcune norme di sicurezza. A risponderne sono stati chiamati Emilio Maestrini, 55 anni, dirigente dell'Unità tecnologie del materiale rotabile di Trenitalia, il pisano Fazio Caroti, 61 anni, direttore della certificazione di sicurezza di Rfi, e Michele Elia, 61 anni, responsabile della direzione tecnica di Rfi..."...Leggi tutto...
( Scarica, in originale, questo articolo ed un altro apparso su "La Nazione")
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Crediamo sia necessario che tutti ci impegnino ad adottare iniziative per modificare e migliorare la sicurezza connessa all'uso delle porte dei treni.
Mettiamo in comune tutte le idee! Ciao, Dante De Angelis
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15 novembre 2007
Perugia

Perugia, 15 nov. - (Adnkronos/Ign) - E' un ragazzo romeno di 20 anni la vittima dell'incidente ferroviario' avvenuto questa mattina, poco prima delle 7, lungo la linea Perugia-Terontola, all'altezza della stazione di Torricella, nella zona del lago Trasimeno. Secondo quanto si è appreso il giovane, che frequentava l'Istituto alberghiero di Assisi, avrebbe cercato di salire su una delle carrozze mentre il mezzo era già in movimento.
A dare l'allarme sarebbe stato un signore che vive in un'abitazione accanto alla stazione ferroviaria e che avrebbe sentito un forte rumore alla partenza del treno. Avvicinatosi avrebbe visto il giovane a terra con una gamba amputata ma ancora in vita. Il ragazzo è morto prima dell'arrivo dei soccorsi. Dell'incidente sembra invece che non si siano accorti i macchinisti del treno.
Il traffico sulla linea Perugia-Terontola è rimasto bloccato per circa due ore, interessando 4 treni regionali e il treno tacito per Milano. Per consentire ai passeggeri di spostarsi Trenitalia, inoltre, ha messo a disposizione 8 autobus che hanno provveduto ad effettuare i vari collegamenti.
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STUDENTE 20/ENNE MUORE TRAVOLTO DA TRENO DOVE VOLEVA SALIRE
RIEPILOGO (ANSA) - PERUGIA, 15 NOV - Ha cercato di salire sul treno che stava gia' ripartendo per non arrivare tardi a scuola ma e' scivolato sulla brina della banchina ed e' stato travolto dall' ultimo vagone che gli ha amputato la gamba destra. Cosi' e' morto stamani all' alba, nella piccola stazione di Torricella, uno studente romeno di 20 anni, tra atroci dolori. Ai primi soccorritori ha detto 'aiutatemi perche' non voglio morire'.
La vittima e' Andrei Mihail Velescu, 20 anni compiuti la settimana scorsa, studente dell' istituto alberghiero di Assisi.
Nato a Bucarest da circa quattro anni viveva con la mamma ed il compagno italiano di lei a Torricella, sulle sponde del lago Trasimeno. In Romania sono rimasti il padre e la sorella.
Anche stamani, come ogni mattina, voleva prendere il treno delle 6,48 per andare a scuola. La piccola stazione (tecnicamente e' solo una 'fermata') della linea Terontola-Foligno e' vicino a casa. Di corsa, con lo zainetto in spalla - stando ad una prima ricostruzione dell' accaduto - sarebbe arrivato che il treno stava gia' muovendosi dopo la sosta. Probabilmente si e' accostato al convoglio per cercare di aprire uno sportello (al momento non sono stati trovati testimoni oculari). Indossava scarpette da ginnastica e l' ipotesi e' che sia scivolato sulla banchina cosparsa di brina.

5 novembre 2007

Doveva prendere il regionale delle 20:00 diretto al Brennero, Mary, nata in Bangladesh 32 anni fa ma residente a Milano. Era arrivata al binario di corsa, con l marito, la figlioletta di sette nesi e tante valige. Era arrivata n ritardo Mary, mentre quel Treno stava per partire. E su quello che è successo dopo, in un pugno di minuti, stanno indlagando ora gli inquirenti. Perchè Mary la porta del vagone, l'ultimo, è riuscita ad aprirlo. Sono saliti il marito con la bimba mentre lei, dal binario, passava i bagagli.Il rumore del motore si è fatto all'improvviso più forte, il treno ha iniziato a muoversi e Mary, forse presa dal panico, si è attaccata al manigliane esterno. E si è attaccata male.
E' scivolata, mentre il treno si nuoveva. Ha perso l'equilibrio ed è caduta sotto i binari, mentre il motore del treno accelerava. Ed è stata trascinata, schiacciata tra le lamiere di ferro, la ghiaia e il muretto di cemento per diversi metri. Mentre il marito con la bimba in braccio, sopra il vagone, guardava la sua
donna che veniva stritolata e poi urlava perché il treno si fermasse. E il violento stridore dei freni si è sentito solo dopo pochi secondi. Ma era troppo tardi.
(fonte: il Verona, 5 novembre 2007). Scarica l'articolo completo e l'aggiornamento del 6 novembre 2007.

25 ottobre 2007 Il treno regionale 3048 (Firenze-Lucca, composto da vetture tipo “Media-Distanza), mentre giungeva nella stazione di Altopascio, si è automaticamente fermato, prima di raggiungere il fabbricato viaggiatori per l’intervento del sistema SCMT (Sistema di controllo marcia treno) e alcune vetture sono rimaste fuori dal marciapiede.
Mentre i macchinisti aspettavano il ripristino del sistema per riprendere la marcia ed effettuare la fermata regolare per il servizio viaggiatori, Il Capotreno e il Cst si sono accorti che alcune porte, nonostante non fossero state sbloccate dai macchinisti, si erano aperte e subito richiuse, permettendo la discesa di alcuni viaggiatori.
Dopo aver effettuato la fermata regolare in stazione, il treno è ripartito, ma prima dell’arrivo nella stazione di Tassignano, una signora con un bambino dichiarava, al Ct e Cst, che, mentre stava scendendo con il marito e la figlia nella stazione di Altopascio, mentre il marito riusciva a scendere, la porta si richiudeva addosso alla bambina di tre anni. Grazie all’intervento del padre, la piccola è riuscita a discendere, mentre la signora, col bimbo più piccolo in braccio, non ce la faceva e rimaneva sul treno. Il Ct e Cst provvedevano a compilare i moduli necessari e ad informare le strutture competenti.
L’ “anomalia”, quella per cui é stato possibile aprire le porte senza che il Pdm le avesse sbloccate, si era già verificata in altre occasioni.
10 ottobre 2007

Ha tentato di risalire sul treno in corsa ma non ce l’ha fatta. Una caduta fatale per Roberto Moroni, saronnese, capotreno di 37 anni delle Ferrovie Nord che ha perso la vita alle 7 di oggi, 10 ottobre, mentre era intento a risalire sul treno che portava i pendolari a Saronno. La Polfer, (Polizia ferroviaria) del capoluogo lombardo è riuscita a risalire alla dinamica del decesso - già dalla mattinata era stata esclusa la matrice dolosa del fatto – anche grazie alle telecamere presenti nella stazione. Non si è quindi trattato di un investimento, come si credeva nell’immediatezza del fatto, quanto di una caduta sulla sede ferroviaria. Secondo quanto ricostruito dalla Polfer di Milano il capotreno, dopo la chiusura delle porte del convoglio e la partenza del treno da Novate Milanese, è rimasto a terra. A quel punto, il trentasettenne si è aggrappato ad un maniglione nell’intento di aprire le porte con una “chiave quadro”. E’ in questo frangente che, nel tentativo di risalire sulla vettura in corsa, il ferroviere avrebbe perso l’equilibrio, cadendo sulla massicciata e battendo la testa contro una "traversa di limite" in legno.
Il treno aveva già percorso circa 700 metri in direzione nord quando l’uomo è caduto. Dopo pochi minuti il convoglio è entrato in stazione, a Bollate Centro. E’ stato in questo momento, sempre secondo quanto hanno ricostruito gli investigatori della Polfer, che il macchinista del treno si è accorto che il collega non rispondeva al cellulare. Nel frattempo, un treno che viaggiava in senso inverso, aveva notato il corpo inanimato del ferroviere sui binari. Sul posto sono subito intervenuti i soccorsi. Ma all’arrivo dei sanitari del 118 i medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.
La circolazione sulla linea è rimasta a lungo congestionata con la soppressione di treni. Sempre dalla polfer comunicano che il binario dove è avvenuta la sciagura e quello attiguo sono stati resi transitabili attorno alle 12.30.
Fonte: andrea.camurani@varesenews.it
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Scarica l'articolo apparso su METRO Milano.

3 ottobre 2007 In arrivo nella stazione di Lucca, il pdm del treno 3063 8con controllo centralizzato della chisura delle porte in cabina di guida) si apprestava ad aprire le porte di salita per il servizio viaggiatori e si accorgeva che queste non si aprivano. Controllavano la regolare posizione di tutti gli stolts relativi alle porte e provavano ad effettuare un reset senza risultato. Quindi il personale, capotreno coadiuvato dal macchinista, effettuava lo sblocco manuale di ciascuna porta per consentire la discesa e la salita dei viaggiatori. Solo dopo aver agito sulla manopola di “configurazione loc. in coda”, alle spalle del guidatore, le porte tornavano a funzionare, maturando ritardo.
26 settembre 2007

È ancora in pericolo di vita la giovane turista francese finita sotto il treno ieri sera (26 settembre 2007, ndr) nella stazione di Torino-Porta Susa. Ricoverata al Cto, la ragazza è stata operata nella notte per l’amputazione di entrambe le gambe. La giovane, che nell’incidente ha riportato anche un trauma cranico e toracico, è in coma farmacologico. La prognosi resta riservata.
Secondo la prima ricostruzione dei soccorritori, la giovane ha cercato di salire sull’ultima carrozza del Venezia-Torino delle 20,30, in partenza per la stazione principale di Porta Susa.
Il convoglio, tuttavia, si era già messo in moto e la ragazza è finita sui binari, sotto le ruote del vagone.
Una gamba è rimasta staccata di netto, l’altra è stata maciullata. Gli agenti della Polfer hanno sentito il macchinista, il personale di Trenitalia in servizio ai binari, nonchè passeggeri del Venezia-Torino e altri viaggiatori che hanno assistito all’incidente.
Il traffico ferroviario è stato bloccato sul binario dove è fermo il Torino-Venezia.
La giovane, dall’età apparente di 25-30 anni, non aveva con sè documenti e probabilmente era sola alla stazione. Sarebbe francese, stando alla testimonianza fornita da una persona alla stazione alla quale la donna aveva chiesto un’informazione.
(fonte: www.lastampa.it del 27 settembre 2007)

25 settembre 2007 Orvieto: incastrati nelle porte del treno.
Scarica l'articolo del Corriere dell'Umbria del 25 settembre 2007.
20 settembre 2007

Cesate - Sembra che si fosse aggrappato per gioco al torneo in partenza in Saronno, cadendo poi sulla banchina. Nessuna conseguenza per il traffico sulla linea Milano-Saronno
Ragazzo cade dal treno in partenza e si ferisce.
Un gioco pericoloso, una caduta, un giovane all'ospedale. Verso le 14 di oggi, nella stazione di Cesate, sulla linea ferroviaria Milano-Saronno, un ragazzo si è aggrappato al treno 841 in partenza verso saronno mentre giocava con degli amici, per poi scivolare a terra sulla banchina, riportando lesioni.
Non si hanno al momento particolari sulle condizioni della vittima dell'incidente. Sulle modalità dell'accaduto indagano le forze dell'ordine e, con indagine interna, LeNord. Non vi sono state conseguenze per il traffico ferroviario.
(fonte: redazione@varesenews.it)

23 settembre 2007 Un Cst di Frenze, di scorta al treno 578 , giunta nella stazione di Reggio Emilia, mentre scendeva per svolgere il servizio viaggiatori, veniva investita dalla porta S2 della vettura n.10 in composizione, che si chiudeva improvvisamente, colpendo il Cst al fianco destro e alla testa.
Proseguiva il servizio fino al termine, ma poi si recava al Pronto Soccorso per un forte mal di testa.
La porta è stata chiusa e posta fuori servizio, perché continuava ad aprirsi e chiudersi da sola, ma senza poterla fermare con la staffa poiché le staffe disponibili erano di misura non compatibile con l’apposito dispositivo posto in corrispondenza della porta. Altre 4 porte avevano creato lo stesso problema.
6 settembre 2007 Il 6 settembre 2007, una donna di 48 anni, Antonella Tanzi di Fidenza, nel tentativo di salire, nella stazione di Pietrasanta, sul treno 11866 (Pisa La-Spezia, in partenza dalla stazione di Pietrasanta alle ore 12.24), finisce risucchiata sotto le ruote, perdendo le gambe e un avambraccio. Anche il figlio, Marco Copelli, rimane ferito con un trauma facciale e un braccio fratturato: nel tentativo di sostenere la madre, finisce sul marciapiede del binario 2. Il figlio è salito per primo dalla porta di coda dell’ultima vettura, poi ha tentato la madre, ma è scivolata, finendo sotto le ruote.
Il treno 11866 è composto da vetture “Media-Distanza”. Aveva la vettura pilota in testa e il locomotore tipo 464 in coda. E’ scortato da un solo macchinista (agente unico) e dal capotreno (di la Spezia) che coadiuva il macchinista alla guida del treno.
Le vetture Media-Distanza si possono riaprire anche dopo la chiusura delle porte da parte del capotreno, non si riaprono solo quando il treno raggiunge i 5 Km all’ora e su questi treni, come in tanti altri, non esiste il controllo della chiusura delle porte da parte del macchinista.
Leggi alcuni articoli di stampa (1), (2), (3), (4).
13 agosto 2007 Il giorno 13 agosto 2007, la Capotreno C. N. (che già aveva subito un infortunio il 9 aprile 2004 a causa dell’improvvisa e anomala chiusura di una porta di una vettura “Gran Confort”) dell’IdR di Firenze Pax, di scorta al treno ICN 751 da Milano C. Firenze CM in qualità di capotreno, veniva avvisata, subito dopo la partenza, avvenuta in modo regolare, da alcuni viaggiatori che tutte e quattro le porte di una delle due vetture di prima classe, tipo “Gran Confort” in composizione al treno, si erano improvvisamente spalancate in corsa. Tempestivamente la Ctr provvedeva ad avvisare il macchinista che provvedeva a fermarsi in linea. Una volta fermo,la Ctr provava invano, con l’aiuto della Cst D.P., a chiudere le porte sia con il pulsante di chiusura che con il rubinetto di isolamento.
Solo successivamente, intercettando il rubinetto esterno, scesa sulla massicciata e con l’aiuto di alcuni viaggiatori, riusciva a chiudere le 4 porte. Sul libro di bordo era già stato ripetutamente segnalato il guasto delle porte.
Assicurate le porte in chiusura con la chiave di servizio, il treno è potuto ripartire con tutte e 4 le porte bloccate e la vettura presenziata.
L’altra vettura “Gran Confort”, adiacente a quella sopraccitata, presentava la climatizzazione guasta (vett. N. 50831898022.6). nonostante i numerosi tentativi prima della partenza, l’esito permaneva negativo. Alla richiesta di intervento della verifica indirizzato alla Sop, questa rispondeva negativamente perché troppo vicino l’orario di partenza. Durante il viaggio, la situazione diveniva insostenibile, con i viaggiatori che aggredivano pesantemente Ctr e Cst. (si ricorda che in quelle vetture non ci sono finestrini apribili) per il caldo insopportabile.
La Ctr richiedeva l’intervento della verifica alla Sop di Bologna e, su richiesta e pressione dei viaggiatori, del Pronto Soccorso. Fortuitamente ciò non si è più reso necessario per l’intervento di un macchinista fuori servizio che riusciva, presentandosi, a ripristinare l’impianto di climatizzazione (ciò che probabilmente avrebbe fatto l’intervento della verifica a Milano!).
Il guasto del condizionamento era già stato segnalato 6 (!!) volte.
luglio 2007 Lettera del RLS per richiedere un incontro a Trenitalia relativo ai risultati della commissione d'inchiesta istituita a seguito del grave incidente occorso al capotreno Di Luccio, ed altri gravi eventi.
5 luglio 2007 Tenta di salire sul treno in corsa e muore schiacciato sui binari. Scarica l'articolo
27 giugno 2007 Sul treno 515 Ventimiglia-Roma, effettuato con lo stesso materiale del 538 del giorno precedente, nella stazione di Chiavari, una porta di una vettura di 2° classe (61832290038-1) si richiudeva improvvisamente addosso a una viaggiatrice durante la discesa, imprigionandole e schiacciandole il braccio destro. Difficoltose le manovre per liberarla.
26 giugno 2007 Sul treno 538 Roma-Ventimiglia, nella stazione di Finale Ligure un viaggiatore stava aiutando un signore a scendere dal treno. Improvvisamente, mentre lui stava già risalendo, la porta della vettura n. 2 (50831898609-0), una “Gran Confort” di 1°classe, si chiudeva improvvisamente e con forza sulla caviglia sinistra del viaggiatore.
Da sottolineare che il treno, 538, è lo stesso su cui è avvenuto l’infortunio alla collega Nanni M., il tipo di vettura, e quindi la porta, sono dello stesso tipo, “Gran Confort”, con cui sono avvenuti sia il suo infortunio che, soprattutto, quello di Antonio di Luccio e tanti altri colleghi e viaggiatori. Alla verifica, la porta, provata chiudendola e riaprendola localmente, è risultata “regolare”…
20 giugno 2007 Nella stazione di Orbetello, un viaggiatore si è infortunato tentando di salire sul treno 2338, effettuato con vetture tipo “Media-Distanza”, rimanendo con un braccio incastrato nella porta che si è chiusa mentre saliva con la valigia, nonostante il capotreno, I. M. di Grosseto, non avesse azionato il commutatore per la chiusura delle porte e nonostante altri viaggiatori stessero normalmente salendo o scendendo.
Il viaggiatore è stato soccorso, è stato interpellato circa l’intervento di un’ambulanza, ma lo ha rifiutato. Intervenuta la Polfer e i tecnici della verifica nella stazione di Livorno, prima stazione dove è presente la Verifica (anche a Grosseto era assente…).
14 giugno 2007 Fuorigrotta, Napoli - S'incastra nella porta trascinato dal treno.
Scarica l'articolo.
1 giugno 2007
Stazione di
Roma Termini
Questa sera, alla stazione ferroviaria di Roma Termini, in fase di partenza dal binario 2, una persona e` finita sotto al treno, il REG 12134, Gentile da Fabriano (da Roma Termini per Ancona). Un giovane, cui pare siano rimaste staccate entrambe le gambe. Sull`accaduto ci sono versioni contrastanti. C`e` chi dice che la causa sia da ricondurre al tentativo all’ultimo istante di salire a bordo del treno gia` in movimento ma con la porta ancora aperta. Il giovane, cadendo dall’ultima porta della vettura di coda del treno, sarebbe stato travolto dalla motrice posizionata in coda. Immediato l’intervento sanitario e delle autorità di polizia. Diversi viaggiatori si sono offerti per fornire la loro testimonianza, tra cui due ragazze in lacrime, sensibilmente provate dalla vista diretta dell`accaduto da bordo treno. La partenza del treno e` stata ritardata di oltre tre ore per le formalita` di rito da parte dell`Autorità Giudiziaria.
(fonte: pendolare.blogs.it)
26 aprile 2007 La sera del 26 aprile alle ore 21:12 la nostra cara amica Maria Nanni, dipendente della società Trenitalia impianto personale di bordo di Pisa, Capo Servizio Treno in servizio di scorta sul Tr. 538 Roma T.ni -Ventimiglia, al momento della partenza dal binario 11 della stazione di Genova Piazza Principe subiva un grave infortumio. Subito dopo aver controllato la regolare disposizione in chiusura delle porte, dato il “pronti” al capo treno, la Nanni si accingeva a risalire nella vettura n° 508318985241 dalla porta S2 (penultima vettura) , quando , nonostante il treno fosse ancora fermo , la porta di salita improvvisamente e assai violentemente si chiudeva intrappolandole il braccio all’interno . A quel punto le risultava impossibile non solo riaprirla ma anche estrarre il braccio; il treno intanto era partito in quanto il capo treno , dalla prima vettura, aveva ordinato la partenza al macchinista. Per sua fortuna la CST Nanni riusciva a mantenere i piedi sul predellino evitando così di essere risucchiata sotto le ruote, dopo poco un viaggiatore azionava il freno di emergenza fermando così il convoglio. La collega veniva soccorsa e trasportata all’ospedale Galliera , la vettura veniva chiusa ed il treno ripartiva con ca. trenta minuti di ritardo verso Ventimiglia ove la polizia Ferroviaria ed i tecnici della verifica provvedevano al controllo del materiale.
In seguito a questo evento, il RLS ha inviato una prima segnalazione alla ASL di Genova.
Questo incidente ricorda molto da vicino quello occorso al capotreno Antonio Di Luccio il quale, il 9 marzo 2006, nell'incidente occorsogli nella stazione di Piacenza, perse entrambe le gambe.
Di Antonio ci piace segnalare una lettera da lui inviata al RLS, di incitamento a continuare la battaglia contro questa grave carenza di sicurezza rappresentata dal difettoso funzionamento delle porte di molte vetture ferroviarie e dalla mancato impegno datoriale a porvi rimedio.
Maria ha voluto ringraziare tutti, per la solidarietà mostrata nei suoi confronti, attraverso una lettera.
6 aprile 2006

È stata una terribile disgrazia, avvenuta ieri mattina, quando alla stazione Garibaldi delle Ferrovie dello Stato a Milano c'era poca gente in giro. Un 34enne residente a Como, anche se da qualche tempo ospite a Milano di una comunità di recupero per tossicodipendenti, è scivolato nel tentativo di salire su un treno, vuoto, diretto a Pioltello. È caduto sotto le ruote del convoglio e ha subìto gravissime lesioni alle gambe.
Entrambi gli arti sono infatti stati amputati all'arrivo all'ospedale Fatebenefratelli di Milano. Vano ogni tentativo dei medici di salvare le gambe del 34enne. Troppo gravi sono state le ferite riportate dal comasco nella rovinosa caduta.
Secondo gli accertamenti compiuti dalla polizia ferroviaria milanese, l'uomo avrebbe tentato di salire sul treno per trovare un rifugio e un luogo dove riposare per qualche ora. Non ha però fatto i conti con la manovra del convoglio. Ha perso l'equilibrio ed è finito sotto le ruote del treno. Ora è ricoverato in prognosi riservata e sotto stretta osservazione.
(fonte:Il Corriere di Como)

4 aprile 2007 I treni viaggiano con le porte esterne aperte, ma le FS pensano al nuovo logo! (4/4/2007)
E' ormai consuetudine che i treni viaggino senza alcun controllo della chiusura delle porte. Capita spesso di vedere convogli che viaggiano a tutta velocità con le porte esterne aperte con gravissimo pericolo per i passeggeri che devono transitare in quelle carrozze. Finalmente un viaggiatore ha immortalato questo evento: il giorno 27 marzo 2007, nella tratta Lodi- Piacenza il treno IR 2285 (18.20 da Milano Centrale) ha viaggiato con una coppia di porte completamente aperte (scarica filmato .avi zippato, 962Kb).
E' l'ennesima dimostrazione che le FS sono allo sbando e anche la sicurezza, che dovrebbe essere la prima condizione per un viaggio decente, viene trascurata. In questo caso non potranno dare la colpa ai soldi che mancano, semmai alla qualità del lavoro di alcuni dipendenti che nasce forse dalla demotivazione nel vedere che tutto nelle ferrovie viene fatto con i piedi o con fini diversi da quello di fornire un servizio efficiente.
Nel frattempo la dirigenza FS sta pensando a come cambiare il logo della società, a dimostrazione del fatto che gli 800 milioni di lire spesi alcuni anni fa per creare quello attuale erano soldi buttati. Con tutti i problemi che ci sono da risolvere, questi super manager strapagati pensano al logo! Sembra essere l'unica cosa che sanno fare: illudere i cittadini con un'immagine moderna ed efficiente di una società che invece è incapace di affrontare anche i più semplici problemi. Ma si sa, se cambia il logo occorre aggiornarlo su tutta "la flotta", dalle scritte sulla carrozze, alle divise del personale, al tessuto dei sedili, alle carte intestate, ai biglietti inclusi quelli da visita. Ci sarà tanto lavoro da fare e tante gare d'appalto da indire, anche in questo modo si possono giustificare i tanti soldi che le ferrovie dicono di aver urgentemente bisogno. Così mentre questi manager, magari di nomina politica, pagati anche con i nostri soldi, misurano il gradimento dei nuovi loghi, i treni viaggiano con le porte aperte.
(fonte: www.pendolari.too.it)

2 aprile 2007 L. B. dell’ Idr di Firenze Pax era di scorta al treno 771 da Firenze Campo Marte a Roma Tiburtina nella mansione di capotreno.
In partenza dalla stazione di Chiusi-Chianciano Terme, dopo aver espletato il servizio viaggiatori, aver chiuso le porte del treno (tutte tranne la sua, una porta di una vettura “Gran Confort” di 1° classe) e dopo aver licenziato il treno mostrando il segnale verde al macchinista, la porta della “Gran Confort” dalla quale sarebbe dovuto salire, si è inspiegabilmente chiusa, senza nessun cicalino di avvertimento: la porta lo ha letteralmente schiacciato al bordo di chiusura. Trovandosi incastrato nel mezzo della porta, con il corpo mezzo fuori e mezzo dentro, vista la maggiore vicinanza con l’esterno, è riuscito a scendere dal treno esercitando molta forza. Una scarpa è rimasta incastrata in mezzo alla porta. Dopodiché il cst di coda ha azionato il freno di emergenza. Da sottolineare che per riaprire la porta (per liberare anche la sua scarpa) è stato necessario l’intervento del ct stesso, del cst di coda e di un macchinista, a causa della pesantezza e della forza della porta completamente bloccata.
30 marzo 2007

Morte atroce sui binari della stazione ferroviaria di Novi Ligure. Questa notte un uomo di 41 anni di Tassarolo è deceduto per dissanguamento dopo essere stato travolto dal treno in movimento sui cui molto probabilmente stava trascorrendo la notte.
Vito Consentino, noto alle Forze dell’Ordine per un passato non troppo tranquillo, secondo la ricostruzione della Polizia Ferroviaria di Novi, verso le 3 ha provato a scendere dal treno in corsa in cui stava dormendo. Il convoglio si stava spostando sul binario, pronto per partire in direzione Genova.
Consentino, assonnato, probabilmente ha messo un piede in fallo ed è rimasto impigliato tra le ruote del treno. Trascinato per duecento metri sulle rotaie - senza che il macchinista si accorgesse di nulla - è morto per le gravi ferite alle gambe, tranciate entrambe. Lo hanno scoperto solo questa mattina un paio d’ore dopo alcuni operai addetti che si aggiravano in zona.
Lascia i genitori - che negli ultimi tempi lo avevano ospitato a casa loro a Tassarolo - e la sorella che abita a Novi Ligure.

1 marzo 2007 Di questo infortunio siamo venuti a conoscenza soltanto dopo che la Procura di Milano ha deciso di indagare i presunti colpevoli. Leggi qui sotto.
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Milano, 3 lug. (Apcom) - Il capo della direzione Ingegneria, sicurezza e qualità di sistema di Trenitalia e il direttore dell'ex Cesifer (oggi Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria) sono indagati dalla Procura di Milano con l'accusa di lesioni colpose gravissime in relazione all'incidente ferroviario che il 1 marzo del 2007 provocò l'amputazione di una gamba a una ragazzina di sedici anni. Alla giovane, scivolata dal predellino di un treno in partenza dalla stazione di Lambrate, fu tranciata la gamba sinistra.
Sotto accusa sono i sistemi di apertura manuale delle porte: quando il treno era fermo in stazione ma in partenza, con le porte già chiuse, i compagni di scuola della ragazza avevano aperto le porte manualmente per riuscire a salire. Proprio mentre la giovane stava per entrare sul mezzo, però, il treno è ripartito: la ragazza è così scivolata finendo sotto le ruote. Secondo l'accusa, i due indagati avrebbero violato le norme specifiche che impongono di modificare il sistema di chiusura delle porte. Nel 2003, infatti, un piano di sicurezza di Trenitalia aveva previsto l'introduzione di un sistema di porte autobloccanti ma non era stato mai applicato. Dopo l'incidente di Lambrate, Trenitalia ha appena cominciato a introdurre anche nei vecchi treni un sistema che impedisce di aprire manualmente le porte dall'esterno. Le indagini, condotte dalla Polfer, sono già chiuse.
12 novembre 2006 Durante la sosta nella stazione di Orvieto del treno 582, la porta S2 della vettura “Gran Confort” (di prima classe) N.1 di testa (5083.1898009.3) si chiude da sola all’improvviso, imprigionando il braccio destro della viaggiatrice che stava salendo. Aprendo il rubinetto di servizio il CT libera, con l’aiuto di 3 agenti Polfer, la signora che, benché dolorante, decide di proseguire il viaggio. Il capotreno compila la denuncia di infortunio (CH69) e la dichiarazione dell’infortunata. A Milano (fine corsa del treno) verrà effettuata la verifica del materiale.
1 settembre 2006 Correva a 200 km all’ora in una galleria, l’Eurostar Roma-Torino, una trentina di km dopo la stazione di Orvieto, quando la vettura n. 5 ha perso una porta di accesso di una carrozza. Il portellone è andato a schiantarsi contro un finestrino a pochi metri di distanza, crepandolo, ma senza frantumarlo. Nessuno si è ferito, solo per fortuna.
Gli stessi viaggiatori, terrorizzati, hanno riferito che quella porta non si apriva in partenza da Roma, tanto da dover salire dalle porte attigue.
Inoltre, pochi minuti prima dello sradicamento, la porta si era improvvisamente spalancata. Fermato il treno e riparato il guasto, il viaggio è proseguito fino alla perdita del portellone.
Il Capotreno è stato avvisato, ha provveduto ad arrestare il treno; una volta garantita la sicurezza, è ripartito, a velocità ridottissima, verso la stazione di Chiusi, dove i 300 viaggiatori sono stati trasbordati su un altro treno e portati a destinazione.
Nell’occasione Trenitalia aveva dichiarato: “Sono in corso accertamenti per verificare se il portellone, che era stato bloccato e messo in sicurezza a causa di un guasto, non sia stato oggetto di una manomissione”…
23 agosto 2006 Una viaggiatrice del treno 2201 diretto a Pisa da Bergamo, dichiara d'essere caduta dal convoglio da poco in movimento, preso la stazione di S. Stefano Magra, riportando un trauma all'anca sinistra. Successivamente la stessa denuncia il fatto alla locale stazione dei carabinieri. Al capotreno, del tutto estraneo all'accaduto, è stato inviato avviso di garanzia.
19 agosto 2006 Scende dal treno, grave. Si era accorto all'ultimo momento della fermata. Scarica l'articolo de "il Tirreno" del 19 agosto 2007.
15 marzo 2006 Durante la sosta del treno 530, durante la sosta del treno nella stazione di Roma Termini, un viaggiatore rimane intrappolato in una porta di una vettura “Gran Confort” di prima classe. Interviene il personale discorta, intanto il viaggiatore viene “liberato”. Il viaggiatore rifiuta l’ambulanza perché ha assoluta necessità di raggiungere Alessandria, riservandosi di ricorrere al medico a destino. Nella stazione di Roma viene effettuata la verifica del materiale.
Torna indietro9 marzo 2006 Il 9 marzo 2006 Antonio Di Luccio, capotreno della Passeggeri (Trenitalia) di Bologna, subiva un gravissimo infortunio che gli procurava l' amputazione di entrambi gli arti inferiori. Era nella stazione di Piacenza quando, dopo avere provveduto al licenziamento, la porta nella quale si trovava si è chiusa improvvisamente prima che riuscisse a salire sul convoglio. Antonio è rimasto incastrato con un braccio in mezzo alla porta di salita e il macchinista non ha potuto accorgersene perchè la stazione di Piacenza è situata in curva (lato nord). Il treno è quindi partito trascinandolo sul marciapiede per decine di metri prima di fermarsi. Ma ormai era troppo tardi: le gambe di Antonio erano irrimediabilmente perse.
Successivamente la AUSL di Piacenza, nell'individuare nell'accaduto gravi inadempienze datoriali, emetteva prescrizione a carico dei dirigenti dell'azienda.
1 marzo 2006

La signora Rosalba Garibaldi, a Bologna, mentre saliva sul treno per Mantova rimane con un braccio intrappolato nella porta e veniva trascinata per molti metri finendo sotto le ruote. Subisce l’amputazione di entrambe le gambe. Anche in questo caso il macchinista non poteva accorgersi dell’inconveniente per la mancanza del controllo “porte chiuse”. Il treno viene fermato dopo poche decine di metri dagli stessi viaggiatori accortisi dell’incidente"

24 novembre 2005 G. E., del P.d.B. di Genova P.P. (passeggeri), era in servizio in qualità di capotreno sul treno IC 147, proveniente da Nizza e diretto a Milano C.le. In partenza da Alassio, dopo aver licenziato il treno, la porta dalla quale stava salendo (di seconda classe), senza alcun preavviso, si è richiusa da sola, bloccando la gamba destra della capotreno fuori dalla porta.
Non potendo azionare né il freno di emergenza, né l’apertura di emergenza posizionata sopra la porta, poiché si trovava a terra sugli scalini interni del treno, ha gridato chiedendo aiuto, ma delle circa 30 persone presenti sulla vettura, neanche una ha sentito, a causa del forte rumore del convoglio che entrava ed usciva dalle gallerie con la successiva fermata nella stazione di Alberga.
Il tempo di percorrenza è di circa 10 minuti e la Ct è rimasta tutto il tempo in quella posizione, tirando calci con la gamba sinistra contro la porta per cercare di liberarsi, ma inutilmente, in quanto la porta, incontrando la resistenza dell’aria col treno in corsa, rimaneva bloccata con la sua gamba incastrata nel mezzo. Questo fino a quando la Ct è riuscita a raggiungere con la mano il telefono palmare e richiamare l’ultimo numero che, per fortuna, era della collega in servizio da Cst sullo stesso treno. Questa accorreva immediatamente e, viste le condizioni in cui si trovava, azionava il freno di emergenza fermando il convoglio a circa 200 metri dalla stazione di Alberga.
In seguito la Ct è stata portata al Pronto Soccorso in stato di incoscienza ma con attacchi di panico in cui delirava, per calmare i quali le è stato somministrato un forte tranquillante che l’ha fatta dormire per quattro giorni.
Dopodiché ha sofferto di insonnie per qualche mese, tanto da dover prendere psicofarmaci prescritti dallo psichiatra dell’Inail e da dover consultare più volte una psicologa.
In conclusione, l’infortunio è stato di 10 giorni per le contusioni riportate alla gamba, ma di un mese e mezzo per problemi psicologici legati all’incidente.
4 marzo 2005

Un ragazzo di 15 anni è è stato spintonato per scherzo da alcuni amici. Ferite gravi, potrebbe essere necessaria l'amputazione
TORINO - Tragico epilogo di un gioco tra ragazzi. Un quindicenne è caduto venerdì pomeriggio da un treno locale in movimento vicino alla stazione di Caselle (Torino) riportando gravissime ferite alle gambe, che potrebbero essere entrambe amputate.
Secondo le prime informazioni, l'incidente sarebbe la conseguenza di un gioco tra studenti che si spintonavano per futili motivi mentre viaggiavano sul convoglio ferroviario.
Sull' episodio ci sono ancora molte incertezze. Non è chiaro se il ragazzo abbia sfondato la porta del treno o se il meccanismo di sicurezza si sia sbloccato per qualche problema tecnico, facendo cadere così il giovane che è rimasto con entrambi gli arti inferiori schiacciati sotto il convoglio. Il treno stava entrando lentamente in stazione ed era a circa 30 metri dalla banchina. L' incidente è accaduto poco prima delle 16 sulla linea ferroviaria Torino-Ceres. Sul posto è intervenuta la centrale operativa del 118 che ha subito soccorso il ragazzo, i carabinieri della Compagnia di Venaria e i vigili del fuoco.
(fonte: www.corrieredella sera.it)

14 settembre 2004 Il 14 settembre 2004, la collega Ct di Bologna, L. B., era in servizio, da Bologna a Milano, sull’Ic 564. Nella stazione di Piacenza, al momento di ripartire dal binario 3, dopo aver chiesto e ricevuto il consenso dai cst di centro e di coda, chiude le porte agendo sul commutatore della porta della vettura “Gran Confort” di prima classe, dopodiché ha controllato che tutte le porte fossero chiuse.
Va precisato che a Piacenza, per il capotreno, si vanno a sommare due problemi, oltre a quelli che ordinariamente si hanno nelle altre fermate: trovandosi il convoglio in una posizione di semicurva e non rettilinea, ci sono difficoltà sia a vedere il segnale di partenza posto a centro rotaie, su un portale; sia a controllare la chiusura delle porte, che comporta di allontanarsi lateralmente dal convoglio stesso. A questi due è ovviamente legato anche quello di farsi vedere dal macchinista al momento in cui si licenzia il treno. Soluzione obbligata a questi problemi è allontanarsi dalla porta che viene raggiunta gioco-forza all’atto dell’avvio del convoglio.
La collega, quindi, dopo aver comandato la partenza, ha raggiunto la porta con il treno che iniziava a muoversi, ha messo il piede sul predellino afferrando il corrimano. La porta, contrariamente a quanto doveva avvenire, si è chiusa di scatto senza alcun preavviso ( è infatti previsto che debba entrare in funzione un segnale acustico, c.d. “cicalino”, e il braccio destro è rimasto intrappolato tra la porta e il montante. Inoltre, la porta, pur non chiudendosi completamente, ha innescato il congegno di ribaltamento del predellino, costringendo L. a correre dietro al treno per non finirci sotto ed essere maciullata. La collega, per lo spirito di sopravvivenza che, per fortuna, ha prevalso sul panico, ha urlato per attirare l’attenzione di chiunque potesse aiutarla.
L’ha sentita un ferroviere sul primo binario che, attraversando i binari, è riuscito ad attirare l’attenzione dei viaggiatori. Fortunatamente alcuni colleghi fuori servizio hanno tirato il freno di emergenza. Il treno si è fermato dopo circa 70 metri dal punto di partenza.
La collega è stata liberata e, col braccio gonfio e dolorante, è stata portata al pronto soccorso e rimasta in infortunio per due settimane.
Nella stazione di Piacenza è intervenuta la Polfer e sono state fatte alcune prove di apertura e chiusura a treno fermo senza usare il nottolino di comando telechiusura, ma agendo sulla maniglia di apertura e su pulsante di chiusura. Nell’occasione risultò tutto regolarmente funzionante.
27 agosto 2004 Empoli: cadono dal treno e fanno esposto. Due bambini e una donna non ce l'hanno fatta a scendere in tempo dal treno e sono caduti procurandosi vari traumi contusivi...(articolo tratto da "Il Tirreno" del 27 agosto 2004)
3 luglio 2004 Dieci pendolar imprigionati nel treno. Porte bloccate e il convoglio non ferma. Il gruppo costretto a scendere a Massa. (Leggi l'articolo apparso su "Il Tirreno" del 3 luglio 2004)
4 giugno 2004 Sequestrati sul treno. Non si aprono le porte alla stazione di Pontedera e i pendolari vengono portati fino a Pisa. (Leggi l'articolo apparso su "Il Tirreno" del 5 giugno 2004)
3 maggio 2004 Massa Carrara - Muore cadendo sotto un treno - Aveva cercato di salire quando il convoglio stava partendo.
Leggi gli articoli di stampa (1), (2), (3).
2 maggio 2004 "Scende dal treno in corsa: e grave. Giovane di 21 anni trovato all'alba sui binari di stazione".
Scarica l'articolo de "Il Tirreno"
9 aprile 2004 Il giorno 09 aprile 2004, la Capotreno C. N, dell’IdR di Firenze Pax,. era di scorta al treno ICN 771 in qualità di Cst da Firenze CM a Roma Tiburtina. Al momento di dare il pronti, nella stazione di Firenze C. M., prima dello stesso, si trovava con un piede sul gradino di una vettura di prima classe “Gran Confort”. Improvvisamente la porta si chiudeva senza alcun suono di avvertimento e senza che nessun agente di scorta avesse azionato il commutatore per la telechiusura come successivamente riferivano i due colleghi.
La porta si abbatteva alle sue spalle intrappolandola.
Solo successivamente, con fatica e dolore e con l’aiuto del capotreno riusciva a d aprire la porta 8fortunatamente il Ctr era relativamente vicino a lei e ha potuto aiutarla, vedendo la scena, senza licenziare il treno).
Dall’infortunio è scaturita un’inidoneità temporanea a viaggiare per circa sei mesi. Ancora oggi, in certe posture o con sforzi anche lievi, la schiena le provoca dolore.
Il bordo sensibile non è scattato, a protezione della sua incolumità, , perché in quelle vetture è collocato sul cuscino del gradino superiore dove non sostava in quel momento (non essendovi ancora giunta) pur trovandosi nella traiettoria della porta.
15 marzo 2004 Cade giù dal treno, multato. Era montato dalla portiera aperta di una carrozza guasta.
(Leggi l'articolo apparso su "il Tirreno" del 15 marzo 2004.)
19 agosto 2002 Il Cst di testa, in servizio da Roma a Firenze, del treno IC 590, dopo la partenza da Roma Termini, mentre percorreva, con grande difficoltà, il treno superaffollato, veniva raggiunto da una viaggiatrice che lo informava circa una porta aperta col treno in corsa, nella vettura 9, lato interbinario e chiedeva un intervento immediato.
Facendosi largo tra i numerosissimi viaggiatori, raggiungeva la vettura, un Eurofima, trovava la porta n.4 aperta completamente, all’improvviso e in velocità, subito dopo il PC Settebagni, sulla direttissima. Per prontezza e di riflessi e per fortuna, nessuna delle 5 persone presenti sulla piattaforma, di cui una seduta proprio sui gradini prospicienti la porta, era caduta, spostandosi dalla parte opposta o nel corridoio.
Il Cst ha subito sgombrato la piattaforma e chiuso l’intrcomunicante di accesso alla piattaforma dalla vettura adiacente ed ha presenziato la piattaforma aspettando l’arrivo ad Orte, tentando inutilmente, per la presenza di gallerie, di comunicare col suo telefonino (il Cst non era allora dotato di telefono di servizio!) e con l’uso del passante con la Sala Operativa e con Il DCO. Ha ritenuto di evitare, in quella concreta situazione, di azionare il freno di emergenza. Prima dell’arrivo ad Orte, per la riduzione di velocità, la porta si è improvvisamente chiusa e il Cst l’ha bloccata con la chiave quadra. Tramite SOP il Ct ha poi chiesto l’intervento della verifica a Orte, ma solo a Chiusi è stato possibile ottenerlo, e fino a quel momento la porta è stata presenziata. A Chiusi la verifica ha assicurato la porta con il filo di ferro, poiché non c’era possibilità di assicurare quel tipo di porte con l’apposito morsetto.
30 novembre 2001

Nella stazione di La Spezia, una viaggiatrice si aggrappa ad un treno in partenza. La viaggiatrice rimane ferita.

24 marzo 1998

Stazione di Milano Rogoredo. Il treno diretto 2036 proveniente da Livorno con destinazione Milano Centrale effettuava la fermata prescritta; sul convoglio prestavano servizio, oltre ai due macchinisti, il capotreno P.A.R. e l'assistente di coda R.R. Viaggiavano a bordo del convoglio, tra i vari viaggiatori, due sorelle, R.O.R.M e R.O.M.E. Nel momento in cui il treno ripartiva dalla stazione di Milano Rogoredo, R.O.R.M. stava per scendere dal convoglio per raggiungere la sorella che era già scesa, ma perdeva l'equilibrio e cadeva sotto le ruote della vettura ferroviaria, che la travolgevano trascinandola per qualche metro, cagionandole lesoni gravissime, consistite nella perdita di entrambi gli arti.
In quel tipo di vetture, una volta chiuse le porte col telecomando, queste si potevano riaprire anche dall'interno.
La sentenza di appello confermava le responsabilità del capotreno e scagionava il collega di coda.

agosto 1996 Francesca Brufano, 39 anni, del Personale Viaggiante di Foligno, muore cadendo da una porta di una Ale 601.

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