Archivio notizie - 2008

24 ottobre

21 ottobre

15 ottobre

3 ottobre

25 settembre

24 settembre

  • PORTE KILLER:
    IL CONVOGLIO E' UN EUROSTAR CITY, APPENA RESTAURATO, APPENA RIVERNICIATO, MA....CONTROLLO PORTE RISPARMIATO.

    ------------------------------------------------------------
    SCENDE DAL TRENO E VIENE TRAVOLTA, DONNA MUORE NEL BRINDISINO
    (ANSA) - FASANO (BRINDISI), 24 SET - Una donna di 77 anni, Giuseppina Tagliente, è morta alla stazione ferroviaria di Fasano investita dall'Eurocity Bolzano-Lecce dal quale stava scendendo. La vittima, nativa di Martina Franca (Taranto) e residente a Mathi (Torino), è morta sotto gli occhi del marito, con il quale si era messa in viaggio per recarsi da alcuni parenti nel Tarantino. Secondo i primi accertamenti compiuti dai carabinieri, il treno si è fermato regolarmente in stazione per far scendere i passeggeri. La coppia di anziani era nell'ultima carrozza: l'uomo è sceso per primo, la moglie qualche attimo dopo proprio mentre il macchinista rimetteva in marcia il treno, senza accorgersi di nulla. La donna è rimasta schiacciata tra la carrozza e il marciapiede della stazione. Sono stati alcuni passeggeri appena scesi a dare l'allarme, ma per l'anziana non c'era più nulla da fare. Il treno è stato poi fermato alla stazione di Lecce. (ANSA).

16 settembre '08

  • La reazione di sconcerto e di sdegno che il licenziamento del nostro collega RLS De Angelis ha suscitato nell'opinione pubblica, e che ha visto persino i Segretari generali di CGIL CISL e UIL stigmatizzare il comportamento dei vertici aziendali del Gruppo FS, ci impongono, come ferrovieri e come cittadini, di rispondere con forza all'atto di aggressione ai diritti democratici perpetrato dalla nostra dirigenza aziendale. Non potevamo attendere oltre: dobbiamo agire con la massima unità possibile contro questi pesanti attacchi alla democrazia e alla libertà di espressione sindacale.
    (Dal RLS Roberto De Paolis)
    ------------------------------------------------
    FS: RSU E RLS, PROCLAMATO SCIOPERO PER IL 26 SETTEMBRE
    CONTRO I LICENZIAMENTI DI FERRAGOSTO

    Roma, 15 set. - (Adnkronos) - «Oggi, ad oltre un mese dai licenziamenti degli otto ferrovieri delle Officine di Genova e del macchinista Rls di Roma S. Lorenzo, Dante De Angelis, non vi è stato alcun cenno di ripensamento da parte aziendale, nè altre azioni sindacali di contrasto a questi provvedimenti gravemente sproporzionati e del tutto ingiustificati, nonostante fossero stati ritenuti ingiusti e condannati all'unanimità dal mondo politico e sindacale, oltre che dall'opinione pubblica». È quanto si legge nella nota dell'Assemblea Nazionale dei Ferrovieri, organismo cui aderiscono lavoratori e delegati Rsu/Rls iscritti a tutte le sigle sindacali, che ha proclamato oggi un primo sciopero nazionale di tutti i ferrovieri dalle ore 9,01 alle 20,00 di venerdì 26 settembre. «In particolare, il licenziamento di un Rls - prosegue la nota - rappresenta una inaccettabile restrizione del diritto dovere dei lavoratori a partecipare attivamente e criticamente alla realizzazione delle condizioni di sicurezza per se stessi ed i viaggiatori, proprio mentre proseguono incessanti, anche nelle Fs, le morti bianche. Siamo costretti a scioperare contro questi licenziamenti anche perchè - specificano i delegati - sono stati utilizzati come arma impropria di ricatto, per condizionare la delicata trattativa sindacale in corso su manutenzione, macchinista unico e stazioni: il taglio generalizzato degli organici comporterebbe, oltre che pesanti risvolti occupazionali, che incideranno sugli standard di sicurezza, anche tagli ai servizi pendolari, merci ed ai collegamenti Nord-Sud». (Rre/Gs/Adnkronos) 15-SET-08 19:09 NNN
  • Licenziamenti in ferrovia: i delegati RLS/RSU scrivono alle oo.ss. nazionali.
    (lettera del 6 settembre 2008)
    --------------------------------------
    Cari Segretari,
    è trascorso quasi un mese dal licenziamento dei nostri compagni di lavoro, delle Officine di Genova e del macchinista, RLS di Roma S. Lorenzo, Dante De Angelis, senza che vi sia stata alcuna iniziativa sindacale, fatte salve alcune dichiarazioni di stampa.
    L’estrema gravità di questi provvedimenti disciplinari, pur avvenuti in un contesto politico sfavorevole, ha comunque suscitato la condanna unanime dell’opinione pubblica, di autorevoli commentatori, degli organi di stampa e del mondo politico in modo trasversale...leggi la lettera completa...

15 settembre '08

Da "notizieINMARCIA!"
-----------------------------

ANCORA UN ALBERO DI TRASMISSIONE DI UN 'PENDOLINO' CHE SI SPEZZA IN CORSA
ANCORA UNA VOLTA ABBIAMO CORSO IL RISCHIO DI UN GRAVE INCIDENTE
ANCORA UNA VOLTA NON INTERVIENE ALCUN ALLARME
ANCORA UNA VOLTA LA BUONA SORTE CI HA ASSISTITO
ANCORA UNA VOLTA VOLEVANO NASCONDERE A NOI ED ALL'OPINIONE PUBBLICA QUANTO ACCADUTO
---------------------------------------------------------------
FS: RSU-RLS, ANCORA GRAVE AVARIA SU EUROSTAR VENEZIA-ROMA
Roma, 15 set. (Adnkronos) - «Ieri mattina il treno Eurostar 9391, Venezia-Roma, 'pendolinò ad alta velocità Etr 485/36, ha subito, in corsa, un grave guasto agli organi di trasmissione, analogo a quelli avvenuti nei mesi scorsi».
Lo rendono noto i delegati dell'Assemblea nazionale dei ferrovieri in merito «all'avaria meccanica, avvenuta ieri mattina intorno alle nove, nei pressi di Orvieto, sulla direttissima Firenze-Roma». «Il guasto ha causato soltanto disagi, notevoli rallentamenti al traffico e la messa fuori uso del convoglio ma è un'avaria potenzialmente molto pericolosa per la circolazione - spiegano i delegati -poichè si tratta di una rottura meccanica che potrebbe, come è già avvenuto, causare ben più gravi conseguenze. A seguito degli episodi analoghi accaduti recentemente -specificano i rappresentanti per la sicurezza - su nostra segnalazione l'Autorità giudiziaria aveva aperto una specifica inchiesta sequestrando un convoglio». «Siamo doppiamente preoccupati - concludono i delegati - in primis per la sicurezza ma anche per l'atteggiamento aziendale, tenuto conto che proprio le dichiarazioni con cui sono stati resi noti all'opinione pubblica ed alla magistratura i precedenti incidenti e mancati incidenti agli Eurostar, sono state utilizzate come pretesto per licenziare il macchinista ed Rls Dante De Angelis. Chiediamo che l'azienda chiarisca al più presto quali siano le cause di questo guasto ricorrente e che adotti misure risolutive visto che quelle adottate fin'ora non hanno risolto la questione». (Adnkronos) 15-SET-08 19:46

13 settembre

I sindacati CUB Trasporti e SDL organizzano
a Genova venerdì 19 Settembre 2008

presso i locali del Circolo Giacomo Matteotti, via del Fossato 2 (vicino rimessa AMT di Staglieno), un’iniziativa pubblica con il seguente programma:
Ore 17.00: incontro/dibattito sul tema:
"Costituzione e garanzie: il diritto di espressione vale anche per i lavoratori
del servizio pubblico?"
Introduce: Fabrizio Acanfora, Capotreno, Delegato RSU SdL Personale di Bordo FS Genova Principe
Modera: Giuliano Boffardi, Segretario Provinciale Genovese del Partito Socialista
Relatori:
Enrico Vesco, Assessore ai Trasporti della Regione Liguria
Franco Astengo, dell'Università di Genova, Vice Presidente della Lega per le Autonomie
Mauro Milani, del Coordinamento nazionale CUB Trasporti
Raniero Casini, Segretario nazionale SdL - Settore Ferrovie.
Intervento di Dante De Angelis.
Aderiscono: Associazione Consumatori Utenti, Coordinamento dei Pendolari Liguri, OrSA Liguria, Confederazione Cobas, Cassa di Solidarietà dei Ferrovieri, Rete dei Ferrovieri in Lott@, Sinistra Critica - Genova, Partito Socialista - Genova.

Ore 19.00: proiezione del video “Antonio Ferroviere”. Dibattito a seguire.

Ore 20.15: cena preparata dalle donne socialiste con spettacolo di cabaret.

Ore 21.00: serata danzante con La Dolce Storia.
I LICENZIAMENTI DI TUTTI I FERROVIERI DEVONO ESSERE RITIRATI!
Il ricavato della serata sarà devoluto a favore della Cassa di Solidarietà dei Ferrovieri
All’iniziativa sono invitati i cittadini genovesi, le forze politiche e sindacali, le associazioni.
Scarica e diffondi la locandina.

5 settembre

  • Manifestazione nazionale, a Roma, per la riassunzione di Dante De Angelis e degli altri licenziati.
    Alcune foto dell'evento il documento finale.
  • Ferrovieri licenziati, via alle udienze (da www.ilsecoloxix.it)
    05 settembre 2008 - Breve udienza stamani, subito aggiornata al 18 settembre, davanti al giudice del lavoro Marco Gelonesi sul ricorso del tecnico del gruppo Ferrovie dello Stato licenziato perché sorpreso a timbrare il cartellino per conto di altri sette colleghi delle Officine di manutenzione di Genova San Fruttuoso, tutti a loro volta licenziati.

    Stamani durante prima udienza di comparizione delle parti i legali delle Ferrovie hanno presentato la loro memoria. Il ferroviere è stato il primo a presentare ricorso, anche per la sua situazione familiare: anche la moglie è stata licenziata dal suo datore di lavoro ed ora la famiglia si trova senza mezzi di sostentamento. Per martedì è prevista l’udienza per il ricorso contro il licenziamento presentato da altri due ferrovieri.

    La Filt Cgil Liguria auspica che il rinvio al 18 settembre dell’udienza per esaminare il ricorso del ferroviere licenziato con altri sette colleghi «permetta una maggiore e più serena analisi di quanto accaduto». Inoltre il sindacato si augura che «da tale valutazione nasca la volontà di trovare una soluzione positiva, non solo per il ferroviere per il quale si è proceduto oggi, ma per tutti i lavoratori coinvolti nella vertenza, rimettendo al centro del confronto fra sindacati e Fs il rilancio produttivo dell’azienda, anche attraverso una più confacente organizzazione del lavoro».

    I ferrovieri licenziati hanno già ricevuto da Trenitalia l’indennità di fine rapporto, in tempi assai più rapidi del consueto.

29 agosto

Da "il manifesto" del 29 agosto 2008
-----------------------------------------------------------

Piaggio: delegata sospesa, proteste.
In Piaggio parlano già di un “nuovo caso De Angelis”, riferendosi al ferroviere licenziato da Trenitalia per aver denunciato problemi di sicurezza. Nell’industria di Pontedera non siamo ancora al licenziamento, ma nel mirino del management guidato dal patron Roberto Colaninno è finita la rappresentante dei lavoratori alla sicurezza (RLS) Rossella Porticati. Bersagliata da diversi provvedimenti disciplinari, negli ultimi giorni è arrivato un giorno di sospensione: misura che ha fatto scattare la solidarietà delle RASU che hanno firmato un documento di solidarietà. Rossella è da anni in prima linea nella denuncia di carenze sul fronte sicurezza: diverse sono state le denunce alla Asl e alla Direzione provinciale del lavoro; la Piaggio però non l’ha sospesa per questa attività, ma ha scelto di contestarle alcune irregolarità formali.
-------------------------
A Rossella la solidarietà di tutti noi di www.macchinistisicuri.info!

22 agosto (2)

"Per i licenziati, per la democrazia e la sicurezza nelle ferrovie"
è convocata una
MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA
IL 5 SETTEMBRE, ORE 10.00,
VIA MARSALA
PRESSO LA SALA PARROCCHIALE
DELLA CHIESA DEL SACRO CUORE

(vicino stazione Termini).
Sono calorosamente invitati a partecipare tutti i sindacati, le forze politiche e le personalità del mondo della cultura e della comunicazione.
Scarica e diffondi la locandina

Seguirà comunicazione dettagliata con i partecipanti, i relatori e le adesioni.

Redazione In Marcia
055 480166 dalle 9.30 alle 12.30
cellulare 3386058383
inmarcia@tiscalinet.it

22 agosto

Comunicato stampa del 19 agosto 2008 di Ezio Gallori, della rivista "ancora IN MARCIA!"
-----------------------------------------------------------------------------------------------------

LICENZIAMENTO DE ANGELIS - Non basta l’errata manovra del macchinista per spezzare un ETR 500: la fonte è anche aziendale!!!
CONOSCERE muoversi e discutere nell'ITP di Milano" (numero 7 2008) è esposto nel Deposito dei Macchinisti milanesi. Si tratta di una pubblicazione interna di Trenitalia rivolta ai macchinisti e redatta dai loro superiori gerarchici. Chi normalmente scrive gli articoli tecnici sono proprio gli istruttori. Nell’ultima pagina si parla degli spezzamenti degli ETR avvenuti il 14 e il 22 luglio  u.s.. L’articolo in questione, ovviamente scritto prima che scoppiasse il caso De Angelis, conferma che la "dimenticanza della piastra di coda da sola non giustifica lo spezzamento del complesso” “Ne siamo coscienti, ed è questo il motivo per cui abbiamo parlato, prima, di fattori imponderabili”.  Dunque, fonti aziendali riconoscono che “fattori imponderabili” e non il solo errore dei macchinisti hanno determinato gli spezzamenti degli ETR. Nel passato, i “fattori imponderabili” venivano “ponderati” attraverso accurati controlli periodici (di seguito la testimonianza di un Capo Tecnico in pensione)e i controlli altro non sono che una delle principali fasi della manutenzione. Dante De Angelis, alla notizia del primo ETR spezzato, ha ipotizzato un problema di manutenzione. E’ una falsità?
Circa il fatto che l’inconveniente rappresenti un potenziale pericolo, circostanza negata dalla società, va chiarito che le operazioni effettuate dai macchinisti per il rientro da Milano C.le al deposito sono sostanzialmente le stesse che vengono effettuate tra l’arrivo e la partenza di un ETR 500 nelle stazioni di testa (Milano, Roma, Napoli, Firenze, Venezia, ecc). E’ chiaro, pertanto, che l’evento poteva verificarsi con i viaggiatori a bordo e l’incolumità di quanti si trovassero a passare dall’intercomunicante coinvolto in un eventuale spezzamento in due tronconi è tutt’altro che garantita. A questo punto, è difficile comprendere quali siano le false affermazioni attribuite a De Angelis.
GALLORI EZIO - cell. 3386058383
Leggi la lettera del Capo Tecnico in pensione Franco Caroli inviata alla storica rivista dei Macchinisti “Ancora IN MARCIA.

21 agosto

Un articolo de "il manifesto" del 21 agosto 2008
-------------------------------------------------------
FERROVIE: I tecnici con De Angelis - Treni spezzati: le prime analisi davano già ragione al sindacalista licenziato
(Francesco Piccioni)
In montagna «andare dritti» è un buon modo per finire in un burrone. L'ostinazione con cui il vertice delle Ferrovie dello stato - il presidente Innocenzo Cipolletta e soprattutto l'amministratore delegato, Mauro Moretti - insiste nel difendere la scelta di licenziare il sindacalista Dante De Angelis («rappresentante per la sicurezza») ha buone possibilità di trasformarsi in un boomerang.
In un'intervista al Giornale, infatti, Moretti ha spiegato che «è stato licenziato perché ha detto che gli Etr 500 si spezzano causa manutenzione e usura, e non è vero. E che quelle rotture possono avere effetti catastrofici, e anche questo non è vero». La rottura di due eurostar in pochi giorni, nella zona di Milano, sarebbe invece dovuta - secondo i vertici aziendali - al solito «errore umano».
Peccato che siano gli stessi dirigenti tecnici dell'impianto milanese a spiegare che non è così. Nel numero 7 di quest'anno del giornalino interno Muoversi e discutere nell'Itp di Milano - redatto dai superiori gerarchici dei macchinisti, in pratica i loro coordinatori e istruttori, prima che De Angelis venisse licenziato - si analizzano le prime risultanze dell'inchiesta sui mezzi coinvolti negli «spezzamenti». Il ragionamento è abbastanza tecnico, ma comprensibile.
In pratica gli eurostar hanno due locomotori - in testa e in coda - rivolti in direzione opposta. Per ripartire da una «stazione di testa» (come Roma, Napoli, Milano, o anche dal deposito). Entrambe le locomotive sono dotate di una «piastra Sbb» che, in combinazione con «il sistema Cmt» provvede alla «protezione contro i movimenti indebiti del treno». Se si parte quando la piastra Sbb del locomotore di coda (che era «di testa» al momento dell'arrivo a fine corsa) è ancora inserita si mettono in azione i sistemi frenanti automatici. Insomma, illustrano i tecnici, la «testa è in trazione» mentre dietro si sta frenando.
Ma anche questo non sarebbe sufficiente a «provocare la rottura dei tenditori» e quindi a spezzare il convoglio. E' necessario che intervengano «altri fattori più imponderabili». Nei due casi di «rottura» in quel di Milano i macchinisti avevano - sì - lasciato inserita la piastra Sbb del locomotore in coda, ma questo è un avvenimento statisticamente «non del tutto eliminabile» e comunque non decisivo.
Quali sono in definitiva quei fattori pudicamente definiti «imponderabili» che si devono allineare a valle di una dimenticanza? Dante De Angelis, per aver ipotizzato problemi di insufficiente manutenzione è stato - come detto - licenziato per la seconda volta. E' proprio un ex capotecnico della manutenzione di Milano (Franco Caroli, officina S. Rocco) a raccontare come si sia ridotta la frequenza dei controlli di routine. «Si facevano sezionare tutti gli elementi che componevano il bloccato, poi si procedeva alla verifica generale in particolare del rodaggio, della traversa di testa, dei castelletti di trazione del relativo gancio, del tenditore, della maglia delle molle, ecc». Un lavoro certosino che comprendeva l'accertamento dell'integrità di una serie di componenti, sostituiti se la misura del loro consumo era superiore al 10%. Ma «questo era il modo di lavorare prima che le Fs passassero a una gestionre privata», ovvero mirante in primo luogo al profitto (peraltro non ancora raggiunto, nonostante i ferrovieri siano oggi ridotti a soli 87.000 dagli oltre 200.000 di una ventina di anni fa)).
Insomma: che i «fattori imponderabili» abbiano a che fare con la manutenzione e i controlli sembra un'ipotesi tutt'altro che campata in aria. A meno di non volersi appellare al destino cinico e baro.
Ma ci sono o no «pericoli catastrofici» in caso di spezzamento del treno? Moretti afferma di no, visto che le tecnologie e gli automatismi escogitati in oltre un secolo di ferrovie hanno affrontato da sempre questo «caso di scuola». Catastrofici forse no, ma vaglielo a dire a quello sventurato che si trovasse a passare nell'«intercomunicante» tra due vagoni (per andare in bagno o alla carrozza ristorante) nel momento in cui il treno si divide in due.
Del resto, ultimamente, sono stati numerosi i casi di «impazzimento tecnologico». Il 21 maggio di quest'anno, alla stazione di Pavia, ben 17 porte su 19 di un «eurostar city» hanno preso ad aprirsi e chiudersi in modo imprevedibile. Risultato: 16 passeggeri ricoverati in ospedale. Il sei giugno, un treno dello stesso tipo, alla stazione di Modena, mandava al pronto soccorso due donne.
Il problema è che le tecnologie aiutano, ma non risolvono tutto. Anche il nuovo sistema di sicurezza Scmt (che permette alla locomotiva di «dialogare» con i sensori collocati sui binari), secondo i ferrovieri presenta ancora parecchi problemi. Il caso potenzialmente più grave si è verificato a Spresiano di Treviso il 3 maggio scorso. Un treno interregionale carico di pendolari si è trovato con tutti i segnali di via libera, a 120-130 kmh, e con un treno merci fermo sullo stesso binario. Il sistema Scmt era inserito, ma c'è stata quella che viene definita una «anomalia di segnali». Solo la presenza del secondo macchinista sull'interregionale ha permesso di «vedere» il pericolo e innestare la frenata rapida.
Già, il secondo macchinista. Proprio quello che Moretti si è prefissato di eliminare, per risparmiare in tutta sicurezza.

20 agosto

Un articolo de "l'Unità" del 20 agosto 2008
-----------------------------------------------------------------

DANTE DE ANGELIS: HO FATTO IL MIO DOVERE
"Incredibile, si è spezzato un treno Etr 500 a Milano Centrale, per fortuna era vuoto. Soppresso l'Eurostar T-biz". Con queste poche parole di un caro collega di Milano venni a sapere del fatto da cui è nata la denuncia per cui sono stato licenziato. In un primo momento la notizia mi era sembrata inverosimile, richiamo Milano per fare alcune verifiche e prendo atto che effettivamente si era spezzato un «mietitrebbia» come alcuni di noi chiamano l'Etr 500 per il suo rumore infernale, a bordo e a terra...leggi tutto...

15 agosto

FERROVIE FEROCI: RILICENZIATO MACCHINISTA/RLS DANTE DE ANGELIS
IL MACCHINSITA E RLS DI ROMA S.LORENZO CHE AVEVA COMMENTATO LO SPEZZAMENTO DEL PRIMO EUROSTAR, ETR 500, AVVENUTO A MILANO CENTRALE IL 14 LUGLIO SCORSO, IPOTIZZANDO L’EVENTUALITÀ DI DIFETTI DI PROGETTAZIONE, CONTROLLO, MANUTENZIONE E RISCHI PER LA SICUREZZA.
Ieri 15 agosto 2008, presentatosi al lavoro, secondo il proprio turno, il capo deposito titolare di Roma S.Lorenzo gli ha annunciato verbalmente che era stato licenziato.
A seguito delle sue rimostranze e della richiesta di una comunicazione formale per iscritto, il funzionario aziendale per tutta risposta ha chiamato la Polfer per allontanarlo dall’impianto; l’azienda, che in questi giorni con un rigurgito di autoritarismo militaresco ha ingiustamente licenziato anche otto operai manutentori di Genova, tenta di neutralizzare il sindacato e di cucire nuovamente la bocca ai delegati alla sicurezza.
Vi sono gravi elementi che inducono a pensare che questo licenziamento sia frutto di un particolare accanimento e di una vera e propria persecuzione, quasi una vendetta personale, da parte dei massimi dirigenti FS sottoposti a procedimenti penali proprio a seguito delle denunce dei RLS.
Dante De Angelis, era stato già licenziato nel marzo 2006 per il rifiuto di usare il pedale dell'omo Morto e poi reintegrato dall'azienda a seguito di una grande mobilitazione sindacale, politica e di opinione pubblica.
Oggi occorre nuovamente mobilitarsi contro i licenziamenti sia di De Angelis che degli otto operai poiché vi e' il rischio concreto di una degenerazione delle nostre condizioni di lavoro si in termini di sicurezza che di libertà.
Sulle cause degli spezzamenti degli Eurostar avvenuti a Milano con i due ETR 500 indagano intanto le procure di Milano e Torino, con particolare riferimento agli organi di aggancio, mentre l’azienda aveva scaricato tutta la colpa sui macchinisti “rei” di aver lasciato inserito l’apparecchiatura SCMT
Che ci sia un problema di progettazione negli ETR 500 l’ha riconosciuto pubblicamente anche l’amministratore delegato di FS spa, Mauro Moretti, ma che ci sia un problema di manutenzione e’ evidente a tutti, poiché è inammissibile che i treni si spezzino a seguito di una frenatura d’emergenza, anche indebita, comandata dall’apparecchiatura (di sicurezza) SCMT.
Invitiamo pertanto a frequentare il nostro blog ed a commentare quest'evento, per sostenere Dante e gli altri, e per dar corpo alle inziative alle quali, insieme, sapremo dar vita.
Scarica e diffondi i documenti relativi alla vicenda di Dante (contestazione, giustificazione, lanci di agenzie e lettera di solidarieta di altri RLS) e leggi l'inchiesta de "L'Espresso" dedicata proprio allo spezzamento degli ETR.
Scarica e diffondi anche il volantino sul licenziamento di Dante.

14 agosto

Riceviamo dalla CUB Trasporti
-----------------------------------

Ferrovieri
- GENOVA: GRAVE PROVOCAZIONE NEI CONFRONTI DEI FERROVIERI.
Il licenziamento di otto operai dell’Officina Manutenzione Locomotive di Genova è l’ultimo inquietante atto effettuato dalla dirigenza ferroviaria.
Circa un mese fa due ETR, i fiori all’occhiello della flotta ferroviaria, a distanza di circa una settimana incappavano in una rottura del sistema di aggancio fra vetture: la medesima dirigenza si affrettava ad affermare che le rotture sono avvenute non per problemi di manutenzione, ma per errori dei macchinisti che guidavano i due convogli. Anzi, di fronte a dei comunicati stampa degli RLS che ponevano in dubbio quanto affermato dalla dirigenza, una pesante contestazione disciplinare è sta inviata ad uno di questi, un macchinista di Roma...leggi tutto e scarica il volantino...

13 agosto

Un articolo de "il manifesto" del 13 agosto 2008
-----------------------------------------------------------------

FERROVIE - Timbra per i colleghi. Licenziati in otto. Sindacati in rivolta.
(Sara Farolfi - ROMA)
Quando si dice, più realista del re. Trenitalia ha licenziato in tronco otto dipendenti, scoperti mentre si facevano timbrare il cartellino da un collega. Il fatto è avvenuto lo scorso 14 luglio a Genova, dei licenziamenti ha dato notizia ieri il Corriere mercantile, e ora la Cgil genovese, che parla di «provvedimenti del tutto sproporzionati», annuncia di avere già impugnato i licenziamenti davanti al tribunale del lavoro.
Si tratta di otto addetti alla riparazione motori (cinque operai specializzati e tre apprendisti a tempo determinato). Secondo la ricostruzione dei colleghi e del sindacato, il 14 luglio scorso, terminato il normale turno di lavoro (dalle 8 alle 16) nel quartiere genovese di san Fruttuoso, accettano di fermarsi per un intervento di manutenzione fuori programma. «Fino alle 18, come risulta dal verbale di riconsegna del locomotore riparato», è la ricostruzione di Fabrizio Castellani della Filt Cgil di Genova. E' a quel punto che sette di loro, decidono di lasciare i tesserini al collega con l'incarico di timbrarli. Una manciata di minuti prima della fine regolare dell'orario di lavoro - dicono loro - per correre negli spogliatoi e riuscire a prendere il treno di ritorno a casa. Il tutto cade però sotto gli occhi del caporeparto che seduta stante sequestra i tesserini e avvisa la direzione Trenitalia. Ieri, la notizia degli otto licenziamenti. In tronco.
Secondo le Ferrovie, «la grave violazione accertata rappresenta una palese rottura del rapporto di fiducia che deve intercorrere tra datore di lavoro e dipendente», ragione per cui «l'azienda ha provveduto, in conformità con il contratto, ad adottare la sanzione disciplinare prevista». Ma la Filt genovese annunciaNo all'Agente Solo di avere già impugnato i licenziamenti davanti al tribunale del lavoro. «Gli otto ferrovieri hanno commesso una leggerezza, ma il provvedimento è del tutto sproporzionato», spiega Castellani: «Per una cosa di questo genere il contratto prevede una sanzione che, se applicata con durezza, può raggiungere al massimo i 5 o 6 giorni di sospensione». «I lavoratori colpiti dal provvedimento non hanno compiuto alcuna frode - aggiunge la Fit Cisl - perchè l'emolumento per la prestazione straordinaria è legato alla certificazione della consegna dei locomotori riparati e non all'orario riportato sul cartellino timbrato».
------------------------------------
Un nostro commento
---------------------------------

A Genova (e poi, dove?) licenziamenti ad orologeria.
Scriviamo mentre la stampa - con poche eccezioni - gongola ed addita - col plauso di molti lettori (basta frequentare gli appositi forum creati in internet) gli otto ferrovieri di Genova praticamente come esempi da aborrire e, quindi, da usare come monito verso tutti gli altri. Insomma, colpirne otto per licenziarne 100 e passa! A rendere la situazione ancor più surreale ci sono gli interventi degli incauti sindacalisti, spintisi a condannare - di fatto, rivelando come incontestabile l'evento che ha scatenato i licenziamenti - i lavoratori ma chiedendo per loro, nel contempo, la "clemenza del padrone".
In questo mondo capovolto, in questa Italia sommersa dalle false emergenze fattesi norma e senso comune, nessuno deve salvarsi dagli strali di chi prima determina le condizioni del lavoro non su basi di civiltà (meno rischi, meno fatica, meno dolore) ma traguardando gli interessi estremi, che disegnano un'economia tornata a connotarsi di caratteri pre-novecenteschi, nella quale riconquistano il loro spazio-speranza anche i piccoli scuscià, rigorosamente rom.
Da questo quadro non poteva che conseguire la risposta sindacale (per tornare ai nostri otto "sommersi") che in molti s'aspettavano: quasi un senso di vergogna, non la riflessione su cosa saremo (siamo) costretti a diventare se non sapremo darci completamente alle esigenze della propaganda politica che, alle pagine dei giornali ed alle tivù lascia che si plasmino modelli nei quali staremo stretti anche se timbreremo il nostro giornaliero cartellino un'ora dopo l'ora fissata dal contratto di lavoro!
Cosicchè stare dalla parte dei lavoratori diventa l'onta della collusione o, peggio, dell'istigazione a delinquere! Correremo questo rischio. E voi? Ditelo al nostro blog!

9 agosto

SICUREZZA E MANUTENZIONE
Un articolo de "il manifesto" del 9 agosto 2008
----------------------------

La denuncia di 15 delegati per la sicurezza, in una lettera al ministro dei trasporti, all'azienda e ai sindacati.
E tre. Ancora un treno (merci, questa volta) che si spezza come un grissino. Il terzo, in un mese. Non in stazione, come accaduto per due volte a Milano il 14 e il 22 luglio scorsi, ma nel mezzo di una galleria nei pressi di Salerno. Il fatto, che risale al 29 luglio scorso, è stato denunciato ieri da 15 rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (rls), in una lettera indirizzata al ministro dei trasporti, Altero Matteoli, all'amministratore delegato di Fs, Mauro Moretti e ai sindacati.
Il 14 e il 22 luglio scorso a spezzarsi, a Milano, erano stati sempre due Eurostar (vuoti), nel breve tragitto che porta dai binari della stazione centrale a una vicina officina. Le polemiche erano state accese: i ferrovieri e i sindacati di base a denunciare il cattivo funzionamento dei treni, e le Fs a puntare il dito contro «la mancata osservanza delle procedure operative da parte del personale», e a ribadire comunque che fatti del genere mai sarebbero potuti avvenire in marcia. Invece, il treno che si è spezzato il 29 luglio era in marcia eccome. Fortunatamente, grazie al cosiddetto 'freno continuo', le due parti si sono fermate automaticamente, bloccando solo la circolazione e senza conseguenze sulla sicurezza. «Negli ultimi mesi - scrivono i delegati nella lettera - abbiamo segnalato all'azienda diversi problemi riguardanti gli Etr e relativi anche a manutenzione, controlli e usura. Non abbiamo ricevuto ancora alcuna chiamata dai vertici». Dopo la denuncia dei due episodi milanesi da parte dei delegati dell'Assemblea nazionale dei ferrovieri (appartenenti diverse sigle sindacali), Trenitalia aveva minacciato querele. Qualche giorno più tardi una contestazione disciplinare è arrivata a Dante De Angelis, macchinista e rls. Un atto «che ha il sapore di un gesto intimidatorio nei confronti di chi si è fatto portavoce delle preoccupazioni di tutti noi», scrivono i delegati: «Come lavoratori e delegati abbiamo il dovere di vagliare ogni ipotesi, anche quella dell'usura o del deficit di manutenzione e progettazione. Si parla tanto di sicurezza sui treni e sul lavoro, ma abbiamo la sensazione che chi sui treni non ci lavora non abbia la percezione delle reali condizioni in cui sono».
La responsabilità - dicono - non può essere sempre addebitata all'errore umano dell'ultimo operatore. «E' della cabina di comando, dal momento che gli Etr 500 possiedono comandi completamente elettronici, ed è inaccettabile che, anche in presenza di un errore di manovra o una disattenzione, possa accadere quello che è successo». «Nè possiamo accettare - concludono - che invece di prendere in seria considerazione le segnalazioni degli rls, la risposta aziendale resti elusiva nel merito e minacciosa nel metodo». E sempre a proposito di ferrovie, ieri si è verificato un altro fatto inquietante. Un operaio di 37 anni è rimasto gravemente ferito in un'azienda siderurgica a Potenza, investito da un convoglio merci fuori controllo che ha imboccato l'ingresso dello stabilimento siderurgico, finendo su alcuni vagoni fermi nel piazzale dell'azienda.
(Sara Farolfi)

8 agosto

SICUREZZA E MANUTENZIONE. 15 RLS SCRIVONO AL MINISTRO, A MORETTI E AI SINDACATI:
-----------------------------------------------------------
Al Ministro dei Trasporti, Altero Matteoli (fax 06.44124346)
All’AD delle FS, Mauro Moretti (fax 06.44104658)
P.zza della Croce Rossa, 1
00161 Roma E, p.c. Alle Segreterie nazionali
Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Fast, Orsa CUb, SdL
Onorevole Ministro, egregio amministratore delegato,
siamo un gruppo di lavoratori di Trenitalia, Rappresentanti per la Sicurezza, (RLS) giunti alla determinazione di scriverVi a seguito dei numerosi e gravi inconvenienti avvenuti negli ultimi mesi che hanno evidenziato seri problemi di sicurezza nel trasporto ferroviario.
Una delle questioni più spinose resta quella delle “porte killer” dei treni che continuano a causare incidenti, spesso con danni alle persone, qualche volta, purtroppo, addirittura con esiti tragici per i viaggiatori e ferrovieri.
Altro tema rilevante è la situazione degli ETR, interessati recentemente da inconvenienti potenzialmente molto gravi, come la perdita del tetto di una locomotiva in velocità al treno 9437 sulla direttissima Roma Firenze il 5 aprile scorso, la vicenda dell'Eurostar 9427 Milano-Roma spezzatosi in due tronconi la mattina del 14 luglio pochi minuti prima di entrare in servizio e quella, del tutto analoga, dell’Eurostar 9452 la sera del 22, subito dopo la fine del servizio. Fatti che solo per circostanze fortuite non hanno causato conseguenze ben più gravi.
La mattina del 29 luglio, in galleria nei pressi di Salerno si è spezzato ancora un treno, fortunatamente merci. Seppur le due parti grazie al “freno continuo” si sono fermate autonomamente bloccando “solo” la circolazione, senza compromettere la sicurezza, si è dimostrato che - contrariamente a quanto dichiarato nei giorni scorsi dall’azienda a seguito degli episodi di Milano - i treni possono purtroppo spezzarsi anche in marcia in presenza di sollecitazioni improprie e problemi agli organi di aggancio e/o del freno.
Negli ultimi mesi, abbiamo messo in evidenza e segnalato all'azienda, a tutti i livelli, dall'amministratore delegato ai dirigenti territoriali, questi problemi riguardanti gli Etr e relativi anche a manutenzione, controlli sulla manutenzione e usura. Purtroppo non abbiamo ancora ricevuto alcuna chiamata dai vertici aziendali, ma confidiamo che nei prossimi giorni ci spieghino cosa sta succedendo a questi treni che, utilizzati al massimo del servizio, sono oltremodo sfruttati e necessiterebbero quindi di un supplemento di attenzione.
L'ultima volta che siamo riusciti a strappare con i denti una riunione su questi temi con i dirigenti, infatti, è stato per una serie di incidenti ai motori ed agli organi meccanici dei pendolini 480; ma solo a seguito dell’iniziativa di autotutela di riduzione di velocità e dell’intervento dell’Autorità Giudiziaria.
Con riferimento agli ETR spezzati nella stazione di Milano non possiamo accettare che la responsabilità sia scaricata, come al solito, su un errore umano dell'ultimo operatore, cioè il macchinista. Essa è della cabina di comando e di responsabilità poiché gli Etr 500 possiedono comandi completamente elettronici ed è inaccettabile che, anche in presenza di un errore di manovra o una disattenzione, possa accadere quello che è successo: lo affermiamo sulla base della nostra conoscenza diretta del lavoro sui treni. Noi abbiamo il dovere di vagliare ogni ipotesi anche quella dell’usura o del deficit di manutenzione o di progettazione. Se come dichiarato dall’azienda, l’unica causa sarebbe stata la frenatura d’urgenza comandata dall’apparecchiatura di sicurezza SCMT della locomotiva di coda si porrebbero inquietanti interrogativi sulla funzione stessa di queste nuove apparecchiature inserite su treni già in esercizio senza verificarne preventivamente la compatibilità.
C'è amarezza nella categoria perché si parla tanto di sicurezza sui treni e sul lavoro, ma abbiamo la sensazione che chi sui treni non ci lavora, non abbia la percezione della reali condizioni in cui sono. Noi cerchiamo sempre prima un approccio collaborativo con l'azienda, ma quando i dirigenti non rispondono alle nostre richieste, siamo costretti a fare segnalazioni agli Organismi di vigilanza, alle procure e all'opinione pubblica, come è avvenuto per le 'porte killer'.
In ogni caso non possiamo tollerare che, invece di prendere in seria considerazione le segnalazioni dei RLS ed affrontare i problemi, la risposta aziendale sia elusiva nel merito e minacciosa nel metodo. Anche tenuto conto dell’incomprensibile rinvio a data da destinarsi dell’incontro sindacale programmato proprio sul tema dei treni spezzati.
La contestazione disciplinare emessa per le dichiarazioni del RLS riguardo agli spezzamenti degli ETR a Milano, ha tutto il sapore di un atto intimidatorio nei confronti di chi si è solo fatto portavoce del pensiero e delle convinzioni di tutti noi, così pure come quelle emesse a carico dei ferrovieri che hanno richiesto la riparazione del “controllo porte chiuse” prima della partenza.
Facciamo appello a Voi affinché possa aprirsi con i RLS, anche in Trenitalia, un dialogo costruttivo, nel rispetto dei ruoli e nell’interesse della sicurezza dei lavoratori e degli utenti di un servizio pubblico di interesse generale quale è il nostro.
Roma, 8 agosto 2008
Distinti saluti
Per i Rappresentanti per la Sicurezza dei Lavoratori:
Maurizio Barsella, Filippo Cufari, Fabio Della Lunga, Roberto De Paolis, Roberto Favretto, Maurizio Giuntini, Domenico Lo Parco, Roberto Manetti, Marco Mennitti, Agostino Nicoletta, Riccardo Panieri, Giovanni Papi, Alessandro Pellegatta, Giuseppe Pinto, Roberto Santi.

...e questa è la risposta di FS spa...
FERROVIE: FS, EPISODIO TRENO MERCI NON ASSOCIABILE A INCIDENTI EUROSTAR
Roma, 8 ago. - (Adnkronos) - «Il caso citato dagli Rls non ha alcun riferimento tecnico con gli episodi che hanno interessato 2 Etr 500 nelle settimane scorse. Anche questo caso, tuttavia, ha messo in evidenza l'efficacia del sistema del freno continuo che blocca entrambe le sezioni del treno in piena sicurezza». Lo precisano le Fs in una nota in cui aggiungono che «non essendo i due episodi associabili fra loro in alcun modo diffidano chiunque volesse utilizzare il caso per eventuali strumentalizzazioni». Adnkronos) 08-AGO-08 18:22

8 agosto (2)

Repubblica Ceca, sette morti in un incidente ferroviario
PRAGA - Grave incidente ferroviario nella Repubblica Ceca: il deragliamento di un treno su un ponte crollato ha causato la morte di almeno sette passeggeri e il ferimento di un centinaio. La sciagura è avvenuta a Studenka, a 350 chilometri da Praga, vicino al confine con la Polonia. L'EuroCity era partito da Cracovia ed era diretto nella capitale ceca.
Il treno internazionale ha investito le macerie del ponte crollato sui binari ad una velocità di 140 chilometri orari, ha riferito un portavoce delle ferrovie ceche. La polizia locale ha parlato "di un disastro": per il violento impatto sono deragliati la locomotiva e tre carrozze. Il bilancio della sciagura è ancora provvisorio: "Ci sono molti feriti" ha detto David Pridal, dei vigili del fuoco "e anche dei morti ma non abbiamo ancora una stima precisa: i nostri uomini stanno concentrando tutti gli sforzi per liberare i feriti".
(fonte: repubblica.it)
Guarda le foto dell'incidente)

8 agosto (3)

INCIDENTE FERROVIARIO IN FABBRICA, UN FERITO GRAVE.
Potenza, 8 ago. - (Adnkronos) - Un serio incidente ferroviario si è verificato stamane alla Ferriera di Potenza, grande stabilimento metalmeccanico. Secondo le prime informazioni, un treno in transito interno ha superato la zona di fermata ed è finito contro altri vagoni in sosta. Una persona è rimasta ferita ed è in gravi condizioni. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del comando provinciale. (Adnkronos) 08-AGO-08 12:04

4 agosto

ETR SPEZZATI: CONTESTAZIONE DISCIPLINARE AL RLS CHE HA SEGNALATO IL PRIMO
Roma, 4 agosto 2008 – Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Cosi le Ferrovie invece di preoccuparsi del perché accadano gli incidenti e fare di tutto per prevenirli, preferiscono intimidire e punire i lavoratori che sollevano le questioni e, in particolare, i RLS che, preoccupati per la sicurezza di viaggiatori e dei ferrovieri, informano su simili fatti. Trenitalia ha inviato una contestazione disciplinare a Dante De Angelis, macchinista e RLS, in cui lo si accusa di aver detto cose “contrarie a verità” di aver“procurato allarme”, gettato “grave discredito sulla Società e la sua dirigenza” e procurato “gravi danni per cui la società si riserva di agire”, per aver segnalato il primo episodio di spezzamento dell’ETR 500 n° 1 al treno 9427, avvenuto a Milano il 14 luglio scorso mentre usciva dal deposito.
Nonostante dopo pochi giorni un episodio analogo si sia ripetuto sempre con un ETR 500, stavolta del treno 9452 mentre rientrava in Officina, e L’ad del gruppo, Mauro Moretti avesse pubblicamente riconosciuto l’esistenza di un “difetto di progettazione”, Trenitalia prosegue imperterrita nella sua politica repressiva.
Una contestazione del tutto destituita di fondamento, finalizzata a tacitare ogni voce che chiede conto di come e cosa si fa per mantenere la sicurezza dei treni.
Trenitalia si trincera dietro “l’errore umano commesso dai macchinisti”, e grida addirittura all’azione dolosa come se una banale dimenticanza dell’apparecchiatura SCMT, che ha fatto frenare il treno perché lasciata accesa e inserita, potesse essere la causa dell’incidente.
Lo spezzamento di un convoglio avviene a seguito di sollecitazioni improprie derivanti dalla combinazione di condizioni di frenatura, modalità degli agganci - che sugli ETR dovrebbero avere tutti ben serrati - stato degli organi meccanici (respingenti, tenditori, organi elastici di repulsione, ecc) che dovrebbero essere tutti sotto stretto controllo, poiché ad alta velocità e subiscono sollecitazioni più intense.
Nel frattempo il 29 luglio scorso un altro treno, il merci 58322 alle sei del mattino si è spezzato sotto la galleria S. Lucia presso Salerno per una normale frenatura.

22 luglio (3)

Si spezza un altro Eurostar. Secondo incidente in pochi giorni.
Milano, 22 luglio 2008 - Questa notte ancora un Eurostar, il treno 9452, si è spezzato. E' successo sempre a Milano nel tragitto dalla stazione alle officine. La dinamica sembra la stessa dell`incidente di pochi giorni fa (quello dello scorso 14 luglio). Il gancio di un Palermo-Milano arrivato a mezzanotte e 5 minuti, ormai senza passeggeri a bordo e diretto dalla stazione Centrale al deposito Martesana, si è spezzato tra il vagone 9 e il 10 dopo che, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe scattato il freno di emergenza nella locomotiva di coda per cause ancora da accertare. A riferirlo è Ezio Gallori della rivista dei macchinisti 'Ancora in Marcia' e leader storico dei macchinisti.
"Non è possibile che in così breve tempo si siano verificati due incidenti potenzialmente così gravi; le preoccupazioni espresse pochi giorni fa dai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza erano evidentemente fondate e le Ferrovie dovrebbero prenderle seriamente in considerazione, anziché minacciare quei lavoratori che, preoccupati per la sicurezza di viaggiatori e ferrovieri, informano su simili fatti".
In questo momento precisa Gallori "mi risulta che è in corso una riunione tra il dirigente del Trasporto passeggeri e le organizzazioni sindacali della Lombardia. Mi auguro che i sindacati sappiano prendere tutte le misure del caso e non tentino di far passare in sordina quanto sta accadendo".
Ma le Ferrovie dello Stato forniscono la loro versione: ''Il fatto, del tutto analogo a quello dello scorso 14 luglio, è avvenuto anche questa volta per una mancata osservanza delle procedure operative da parte del personale che, in partenza verso il deposito, ha attivato il dispositivo di sicurezza sulla locomotiva di coda mentre quella in testa iniziava a tirare''.
L'azienda, pertanto, fa sapere che ''questo non avrebbe mai potuto accadere in marcia e niente ha a che vedere con l'usura dei materiali''. In ogni caso, ''Trenitalia ha avviato, assieme alle normali inchieste tecniche, una indagine conoscitiva per verificare eventuali comportamenti dolosi''. ''Le Ferrovie - conclude la nota - diffidano chiunque dal fornire interpretazioni false e tendenziose rispetto all'episodio accaduto stanotte a Milano Centrale''.
(fonte: ilgiorno.ilsole24ore.com)

22 luglio (2)

Cominicato stampa dall'OrSA Toscana
----------------------------------------------

Assolti con formula piena dal Tribunale di Lucca i ferrovieri toscani
accusati di interruzione di Pubblico Servizio.

Dopo quattro anni e mezzo e dopo 5 udienze si è concluso il processo dei Ferrovieri accusati di interruzione di pubblico servizio. Difesi dagli avvocati Emanuela Manini e Luca Righi, sono stati assolti  perché “Il fatto non sussiste”

La vicenda inizia nel 2003, quando il procuratore di Lucca, Dott. Quattrocchi, commissiona alla Polizia ferroviaria un’indagine sui ritardi dei treni nella linea Firenze - Lucca - Viareggio. Dopo un enorme lavoro della polizia, che mette insieme un fascicolo di circa 1500 pagine, emerge che, da settembre 2003 a gennaio 2004, i treni con ritardo pari o maggiore a 15 minuti sono 960. Trenitalia fornisce alla Polfer i nominativi di sei lavoratori (iscritti all’OrSA) i quali, seguendo iniziative comportamentali indicate dal sindacato e legate anche alla sicurezza sui treni, erano indirettamente coinvolti nei ritardi di 5 (cinque) dei quasi mille treni “ritardatari”.
I giornali danno ampio spazio alla notizia e i sei ferrovieri, senza nemmeno essere sentiti, ricevono dal Tribunale di Lucca dei “Decreti di condanna Penale” per “interruzione di pubblico servizio“, con pene variabili da due a quattro mesi di reclusione. I lavoratori impugnano la condanna e ricorrono assistiti dai legali messi a disposizione dal sindacato OrSA   
Nell’ambito del successivo processo ordinario, prima viene integralmente riformulato il capo d’imputazione, perché troppo generico, poi escono dal processo tre dei sei ferrovieri, poiché il Tribunale di Lucca è chiaramente incompetente per territorio in quanto i fatti da cui discendeva l’accusa si erano svolti a Firenze.
Il processo va avanti per gli altri tre ferrovieri.
Il 21 luglio, finalmente, dopo quasi 5 anni e 5 udienze, è arrivata l’assoluzione con formula piena: “perché il fatto non sussiste”. Ciò che colpisce è che la richiesta di assoluzione, seppur con formula meno ampia, arriva anche dal P.M., cioè dallo stesso “ufficio” che li aveva frettolosamente inquisiti e condannati. “Questa sentenza- commenta il portavoce del sindacato OrSA Ferrovie- non fa che confermare quanto la nostra organizzazione asserisce da tempo e cioè che le  forme comportamentali a supporto della  sicurezza del Trasporto Ferroviario, non possono essere oggetto di condanna proprio perché attuate  in virtù di un pubblico interesse. Macchinisti e Capitreno sono ingiustamente i più esposti alle contestazioni Aziendali per via del loro contatto diretto con la clientela anche se, è bene ricordarlo, le iniziative intraprese sono sempre state attuate per il mantenimento degli standard di sicurezza a garanzia dell’incolumità dei lavoratori e dei viaggiatori”.
Quello che è certo è che nessuna spiegazione, né  responsabilità è stata ricercata sui restanti 955 treni in ritardo, pur a fronte di un significativo impiego di risorse pubbliche, sia per le indagini, che per oltre 4 anni di processo. Un processo che, secondo gli esperti, non aveva i presupposti nemmenoper iniziare. 

La Segreteria Regionale - OrSA  Toscana

22 luglio

ETR SPEZZATO CONTESTATE DICHIARAZIONI DI NASSO (CGIL)
"Alla Segreteria Filt-Cgil
Sono indignato come cittadino, ferroviere ed iscritto, per quanto dichiarato dal Segretario Nasso.
In base a quali conoscenze ed a quali dati fa certe affermazioni? Se l'incidente fosse avvenuto con i passeggeri a bordo (cosa possibilissima) e magari qualcuno si trovava a passare nell'intercomunicante, cosa sarebbe successo?
O forse il Segretario Nasso non ritiene importanti le possibili e gravi conseguenze che ci sarebbero potute essere?
Cosa intende lui per sicurezza? Forse ora si capisce perchè la CGIL, come del resto, purtroppo, gli altri sindacati, non contrasta con tutte le sue forze l'agente solo! Per lei la sicurezza è un'altra cosa rispetto a come la intende chi sui treni ci lavora!
Roberto Grosso, Macchinista FS
"
--------------------------
"L'ultimo caso, quello dell'Etr spezzato in due, è un preoccupante campanello d'allarme per il senatore Pd Luigi Vimercati, segretario della commissione lavori pubblici e trasporti a Palazzo Madama: «La persistente crisi di ruolo e di prospettive delle Fs si sta manifestando pericolosamente anche con un allarmante abbassamento degli standard manutentivi». Curiosamente, minimizza il neo segretario generale della Filt-Cgil, Franco Nasso: «Si è trattato di un inconveniente che non avrebbe potuto avere conseguenze in termini di sicurezza». (il anifesto del 19/7/2008)

18 luglio

SFIORATO DISASTRO, ETR 500 9427 MILANO-ROMA SI SPEZZA IN DUE
Roma, 18 luglio 2008 – Un episodio gravissimo, che sarebbe stato un disastro se lo spezzamento del convoglio fosse avvenuto pochi minuti dopo, in linea, ad alta velocità e carico di viaggiatori. Il grave inconveniente è avvenuto a Milano la mattina del 14 luglio scorso e di cui solo oggi sono trapelate notizie più precise. Poco prima della partenza del treno Eurostar 9427, Milano Roma delle 7,00 durante lo spostamento tra l’officina della Martesana e la stazione Centrale l’ETR 500 si è spezzato in due tronconi tra le carrozze 11 e 12 di seconda classe. Con tutta probabilità la causa sarebbe da attribuire ad usura o inadeguatezza manutentiva dei materiali del gancio. Fortunatamente il fatto è avvenuto a bassa velocità, con il treno vuoto con la sola conseguenza di ritardi e soppressioni di corse per Roma; questo però non deve sminuirne la gravità, poiché dopo solo pochi minuti lo stesso treno sarebbe stato in marcia pieno di viaggiatori. Le due parti di treno, locomotiva e carrozza 11 da una parte e seconda locomotiva e le rimanenti 11 carrozze dall’altra, si sarebbero comunque fermate autonomamente ma con conseguenze potenzialmente tragiche per i viaggiatori presenti sulle due carrozze interessate. Questo nuovo episodio, in apparenza inspiegabile, ci preoccupa moltissimo perché si aggiunge ad una lunga serie di guasti altrettanto gravi che riguardano la stessa famiglia di treni e denota pesanti lacune nella manutenzione e nei controlli con evidenti responsabilità nella catena di comando delle FS. Il 5 aprile scorso nei pressi di Roma, uno di questi convogli, il 9437, Milano-Roma delle ore 12, a 250 Km/h, perse il tetto rischiando l’impatto con i treni provenienti in senso opposto ed il loro deragliamento. Il 28 maggio scorso, ancora nei pressi di Roma, si spalancò una porta in corsa al 9304, t-biz Roma Milano delle 18 e 02, mentre viaggiava a 220 Km/h, senza che le apparecchiature lo segnalassero in cabina al macchinista.
...I DELEGATI ALLA SICUREZZA: BASTA DARE COLPE A MACCHINISTI!
(ANSA) - ROMA, 18 LUG - "Non accettiamo più una visione degli incidenti per cui è sempre l'errore umano dell'ultimo
operatore a causarli": Dante De Angelis, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza dei macchinisti dell'Assemblea dei ferrovieri, replica così alle spiegazioni date dalle Ferrovie dello Stato circa l'Eurostar che si è "spezzato" in due tronconi mentre, vuoto, era diretto alla stazione di Milano Centrale. "Non possiamo tollerare che si accusi il macchinista, poiché il treno - dice - è ad azionamento elettronico e non possono esserci errori di manovra. Con ogni probabilità si è trattato di un difetto strutturale o di invecchiamento o indebolimento del gancio: l'automazione elettronica di cui sono dotati gli Etr non consente al macchinista di sbagliare. E se e errore umano c'é stato, è di chi ha sbagliato a progettare o a programmare e controllare la manutenzione. A questo punto chiederemo all'autorità giudiziaria di accertare quale sia la verità. Siamo costretti a denunciare questi episodi dal silenzio dei funzionari aziendali con i quali abbiamo tentato un approccio costruttivo per difendere la nostra sicurezza e quella dei viaggiatori". De Angelis ha anche detto che l'Etr 500 che ha "perso" alcuni vagoni è "il numero uno, cioé il primo costruito, che è stato restaurato negli arredi, verniciatura e software, ma ristrutturato soprattutto nell'aspetto estetico e modificato per l'alta velocità".(ANSA).

17 luglio

Modifiche al D.Lgs. 8 aprile 2003, n. 66 "Attuazione delle direttive 93/104/CE e 2000/34/CE concernenti taluni aspetti della organizzazione dell'orario di lavoro"
Decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 - "Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria" (G.U. n. 147 del 25 giugno 2008 - Suppl. Ordinario n.152/L)

Sull'argomento, proponiamo una sintesi a cura della Provincia di Milano ed il testo del DL con evidenziate in rosso le modifiche, a cura della FILCAMS-CGIL.

Per i ferrovieri, un invito alla lettura della circolare del 10 luglio 2008, avente per oggetto:
"Prestazioni svolte in coincidenza di intervalli abbinati al riposo settimanale programmato - Computo delle giornate di ferie abbinate al riposo settimanale".

14 luglio

Ferrovieri: sfiorato scontro alla stazione di Pomezia
ROMA - “Ancora una volta solo l’attenzione e la prontezza di riflessi dei due macchinisti alla guida hanno evitato la collisione dell’espresso 806, Napoli-Torino, e il cantiere di lavoro presente nella stazione di Pomezia Santa Palomba, sulla linea Roma Napoli, alle porte di Roma”. E’ quanto annuncia un una nota la redazione della storica rivista autogestita dai macchinisti 'Ancora In Marcia!' riguardo il mancato incidente avvenuto nella notte tra il 4 e 5 luglio scorso. “Solo ora- proseguono i macchinisti- siamo venuti a conoscenza dei dettagli di questo ennesimo incidente rimasto fortunatamente senza conseguenze".
"La sera del 4 luglio- ricostruiscono i ferrovieri- l’espresso 806, partito da Napoli alle 21,06 e diretto a Torino, in arrivo a Pomezia, veniva ricevuto su un binario interrotto. Nonostante la presenza su quel tratto di linea di sistemi e apparecchiature di 'sicurezza' di ultima generazione (SCMT associato alla Ripetizione segnali) il treno si fermava a soli 20 metri dal cantiere. La presenza a bordo di due macchinisti ha sopperito al 'buco' tecnologico delle apparecchiature che in questo caso non hanno funzionato. Il treno è poi ripartito con circa due ore di ritardo con lievi danni alla locomotiva".
"Richiamiamo l’importanza– sottolineano i ferrovieri- dell’equipaggio a doppio macchinista che in Italia ha sempre garantito standard di sicurezza ferroviaria elevatissimi rispetto agli altri paesi Europei dove i treni sono guidati da un solo macchinista. Alla neonata Agenzia per la Sicurezza delle ferrovie (ANSF) e all’ingegnere Alberto Chiovelli– conclude la nota- facciamo appello affinché impedisca che attraverso la riduzione del costo del lavoro nelle ferrovie si abbia una drastica riduzione degli standard di sicurezza, conseguenti alla modifica degli equipaggi, alla reintroduzione del pedale dell’Uomo Morto ma anche al proliferare di cantieri in appalto e subappalto su tutta la rete Fs”.
(fonte: dire.it)

7 luglio (2)

Dopo la sentenza della Cassazione, la disponibilità è da considerarsi illegale.
O no?

 Come ricorderete, la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, il 21 maggio u.s., ha emesso una sentenza n. 12962 con la quale, in buona sostanza, è stato riconosciuto ai lavoratori (in questo caso trattavasi di conduttori della s.p.a. Sepsa, esercente pubblici servizi di trasporto) il diritto a conoscere con largo anticipo il turno di servizio in modo da potere godere appieno del proprio tempo libero (non lavoro).
La sentenza, in alcuni passaggi, viene argomentata con riferimenti che molti lavoratori, purtroppo, spesso evitano di citare per non apparire "demodè", tipo "...il tempo libero ha una specifica importanza stante il rilievo sociale che assume lo svolgimento di attività sportive, ricreative, culturali, sociali, politiche, scolastiche ecc., o anche di un secondo lavoro, nel caso in cui non sia prevista una clausola di esclusiva...".
Pertanto, da un'attenta lettura della sentenza, si deduce chiaramente che la disponibilità che non consente di conoscere il proprio turno di lavoro con largo anticipo, è illegale se è vero (com'è vero) che una sua inadeguata applicazione lede l'art. 32 della Costituzione Italiana ("...La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti...).
Allora, se la disponibilità è (o parrebbe?) illegale, cosa si aspetta a pretenderne l'abolizione agendo, se necessario,
anche in sede legale?

7 luglio

Mamma, mi sono ripreso l'Uomo Morto!
Con la direttiva del 30 giugno 2008 il direttore dell'Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie (ANSF) ha praticamente reintrodotto l'utilizzo dell'Uomo Morto sui treni, dal 1 luglio 2009.
Nella direttiva si chiarisce (sic!) che, in verità, questa reintroduzione sarebbe dovuta avvenire già dal 1 luglio 2008, come da direttiva ministeriale n° DG4/Div5 0044725 del 20.10.2006 ma lo slittamento s'è reso necessario per consentire alle imprese ferroviarie il pieno rispetto delle indicazioni/prescrizioni ASL.
Oggi è chiaro, quindi, che  la "dissociabilità" del VACMA era parte integrante di un periodo transitorio che -  secondo quanto le oo.ss. hanno affermato nella loro comunicazione del 25 giugno 2008 seguita all'incontro con CHIOVELLI - il risultato della dura battaglia contro il VACMA è servita al raggiungimento di un "...equilibrio transitorio che tuttavia è garante di una efficace governabilità del conflitto che ha coinvolto più attori sindacali, datoriali e istituzionali...".
Secondo l'ANSF sarebbe prossima (?) la definizione di una STI (Specifiche Tecniche di Interoperabilità) che estenda anche al traffico convenzionale l'obbligo del "pedale" da pigiare almeno ogni 30'', così come stabilito dalla Fiche UIC 641-O del febbraio 2001.
Così, appena le imprese avranno risolto le criticità in materia di salute e sicurezza del lavoro  (col consenso quasi certo delle ASL - e del coordinamento tecnico delle regioni - già in parte manifestato in occasione del convegno del 18 settembre 2007 presso l'Università di Urbino), potrà essere introdotto quell'Uomo Morto che tanto abbiamo osteggiato.
Perchè allora, questo silenzio sindacale così assordante?
Poichè in questi giorni si torna a parlare di Agente Solo e del "possibilismo" sindacale, c'è da temere che l'accettazione, da parte sindacale, di tale modulo di condotta al quale sono storicamente contrari i macchinisti rappresenti quel già sentito refrain "..l'Europa ce lo impone...", che poi è un falso ma serve per giustificare un atteggiamento compiacente se non complice! E non sembri un semplice pessimismo di maniera, se è vero (come è vero) che già alcuni autorevoli rappresentanti sindacali vanno affermando che "...Le due ipotesi in campo, entrambe azzardate, anche se con diverso grado avventuristico, sono o resistere e perdere in maniera, a parere non solo mio, definitiva o dire "bene, siamo pronti a discutere ma non siamo intenzionati a regalare nulla"..." magari senza esporsi troppo ma, messa così, si può gia intuire dove il sindacato andrà a parare..!
Invitiamo tutti i macchinisti a leggere bene la direttiva del 30 giugno 2008 dell'ANSF che, per l'occasione, abbiamo pubblicato evidenziando i passaggi che abbiamo ritenuto più significativi, con i link alle norme citate.
Svegliamoci!!

5 luglio (2)

SOPPRESSIONI PER GUASTO 'BLOCCO PORTE' RSU-RLS, DENUNCIANO PRESSIONI AZIENDALI. CONTINUANO LE SOPPRESSIONI DEI TRENI. INVECE DI RIPARARRE I GUASTI EMETTONO M40 PER OBBLIGARE CAPITRENO E MACCHINISTI A PARTIRE SENZA BLOCCO PORTE.
IL 'CONTROLLO PORTE CHIUSE' E' UN PRESIDIO DI SICUREZZA: SE MANCA NON SI PARTE, PRIMA SI RIPARA.

Firenze, 5 luglio 2008 - "Sono troppi gli infortuni accaduti a viaggiatori e ferrovieri per questo non possiamo far finta di nulla né possiamo subire in silenzio le pressioni e le velate minacce dei dirigenti di Trenitalia. Di fronte alle morti ed alle mutilazioni già avvenute a causa delle "porte killer" dei treni, abbiamo il dovere di rispettare col massimo rigore tutte le norme di sicurezza". E' quanto si legge in una nota dei delegati RSU-RLS dell'Assemblea Nazionale dei Ferrovieri, organismo trasversale con iscritti a tutte le sigle, in merito alle ultime soppressioni avvenute questa mattina, per due treni regionali, il 11816 delle 6,19 tra Lucca e Viareggio e il 3045 delle 8,39 che collega Lucca a Firenze. "La causa della cancellazione di questi treni, ma anche di molti altri nei giorni scorsi - proseguono i delegati - è il guasto al dispositivo di sicurezza per il 'controllo porte chiuse' che per noi è un elemento irrinunciabile. Il controllo delle porte dei treni, sui convogli dove questo è installato - spiega Dante De Angelis, Rappresentante per la Sicurezza dei Lavoratori e macchinista - avviene mediante un semplice circuito elettrico che segnala al macchinista in cabina di guida, con una spia verde, la regolare posizione di tutte le porte durante il viaggio; nel caso venisse a mancare il macchinista è tenuto a fermare immediatamente il treno, in caso di ulteriori pressioni sui lavoratori non esiteremo a rivolgerci all'Autorità Giudiziaria. Il direttore del trasporto regionale della Toscana, Francesco Cioffi - continua la nota dell'Assemblea Nazionale - dovrebbe occuparsi maggiormente della manutenzione di tutti i treni invece di indurre con ordini minacciosi i ferrovieri a partire anche con dispositivi di sicurezza guasti, perché ciò, alla luce della tragica esperienza, rappresenta un vero e proprio attentato all'incolumità delle persone: quattro morti solo nell'anno 2007, viaggiatori e ferrovieri mutilati e feriti, decine di incidenti evitati fortuitamente. In totale più di 800 infortuni in due anni ne fanno la maggiore causa di incidentalità delle Fs". Tra l'altro, nei mesi scorsi tre dirigenti nazionali delle FS sono stati condannati dal Tribunale di Prato per un incidente mortale avvenuto ad una viaggiatrice a causa di una porta non bloccata, un altro è sotto processo a Piacenza per l'amputazione di una gamba al capotreno Antonio Di Luccio; di ieri è la notizia dell'incriminazione, sempre di dirigenti FS, da parte della Procura di Milano per l'amputazione di una gamba di una giovanissima viaggiatrice rimasta vittima di una porta. "L'azienda vorrebbe trasferirci - dice il capotreno, rappresentante dell'Orsa, Sandro Cappelli - la responsabilità del controllo contemporaneo e continuativo di tutte le porte del treno mentre è in viaggio, è ovvio che ciò è impossibile ed espone i viaggiatori ma anche noi ferrovieri ad un rischio inaccettabile". Un altro capotreno, Maurizio Giuntini, iscritto alla Filt-Cgil e delegato alla sicurezza dice: "Noi facciamo tutto il possibile, bloccando eventualmente alcune porte, ma quando il guasto è più serio necessita di personale specializzato ed attrezzature adeguate che purtroppo nelle stazioni come Lucca non ci sono. Non possiamo accettare - conclude - le pressioni della direzione per far partire i treni senza i dispositivi di sicurezza, il nostro dovere è garantire la sicurezza di tutti".

5 luglio

PER LE OO.SS L'AGENTE SOLO SI PUO' FARE SEMPRE, NESSUNA PRECLUSIONE: CON OGNI TRENO, DI GIORNO, DI NOTTE, ECC. MANCA SOLO IL COLLEGAMENTO DI SICUREZZA.
NON LO DICONO ANCORA MA ASSIEME ALL'AGENTE SOLO CI SAREBBE SEMPRE PURE IL PEDALE DELL'UOMO MORTO.
MA I LAVORATORI DEL PDM, DI QUESTO ARRETRAMENTO EPOCALE DELLE LORO CONDIZIONI DI LAVORO COSA NE PENSANO?
SONO STATI CONSULTATI O I LORO (I NOSTRI) RAPPRESENTANTI DECIDONO IN LORO NOME SENZA NEANCHE SAPERE COSA NE PENSANO QUELLI DI CUI "TUTELANO" GLI INTERESSI ?
APPARE EVIDENTE CHE MANCA QUALCHE TASSELLO IMPORTANTE DI DEMOCRAZIA SINDACALE.
BISOGNERA' RIMPBOCCARCI LE MANI E RIPRENDERSELA.
----------------------------------------------------------
(ANSA) - ROMA, 5 LUG - Prima di abolire il secondo macchinista dai treni bisogna che linee e locomotori siano tutti attrezzati dal punto di vista tecnologico, attraverso il sistema SCMT (Sistema Controllo Marcia Treno), che consente la frenatura automatica quanto il conducente non rispetta la velocità prevista. E bisogna testare i protocolli di emergenza in caso di malore dell'operatore. Solo dopo potrà partire la sperimentazione. Questa la posizione dei sindacati sul progetto di eliminare il macchinista doppio, rilanciata dall'ad di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti. Nessuna preclusione di principio, assicurano le sigle di categoria di Cgil, Cisl e Uil. «Ma per ora nessuno ci ha comunicato che siamo pronti a partire - afferma Nasso, segretario nazionale Fit-Cgil -. Quando lo saranno, ci convocheranno», aggiunge. «Nel 2006 - ricorda, però - ci avevano detto che il 2008 era l'anno di completamento delle attrezzature». «Non basta che siano attrezzate le linee. Devono esserlo anche i locomotori - afferma Dario Del Grosso, segretario nazionale Uiltrasporti responsabile per le Ferrovie - e a noi risulta che le linee siano a buon punto, mentre solo una piccola parte di locomotori sono attrezzati. Nell'ordine di alcune decine, rispetto a 6.000 treni regionali e 700 treni a lunga percorrenza». «Da due anni periodicamente sbandierano questa novità - aggiunge Giovanni Luciano, segretario nazionale Fit-Cisl Ferrovie -. Ci sono stati tavoli tecnici. Il sindacato non si è mai sottratto al confronto. Chissà come mai Moretti ne riparla proprio ora e scatta il dibattito sul doppio macchinista, mentre nessuno si chiede più perchè lunedì l'Italia si ferma», aggiunge riferendosi allo sciopero dei trasporti in programma da domani sera. Le cifre di Luciano sull'allestimento tecnologico dei locomotori sono più positive di quelle in possesso della Uil. «Non c'è nulla di ufficiale - afferma - ma da alcune informazioni ci consta che il 70% dei locomotori sia attrezzato. Il vero punto critico è un altro: avere un protocollo di emergenza nel caso in cui il macchinista si senta male. La possibilità di dare un allarme è affidata a una tecnologia che, sostanzialmente, è la stessa dei telefoni cellulari. Ma, a quanto sappiano, non tutte le gallerie sono coperte. E in generale questo sistema non ci dà grande affidabilità ».

4 luglio (2)

PORTE KILLER: INDAGATI 2 DIRIGENTI FS PER GAMBA AMPUTATA A RAGAZZA
Per mancata applicazione normativa apertura manuale porte.
Milano, 3 lug. (Apcom) - Il capo della direzione Ingegneria, sicurezza e qualità di sistema di Trenitalia e il direttore dell'ex Cesifer (oggi Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria) sono indagati dalla Procura di Milano con l'accusa di lesioni colpose gravissime in relazione all'incidente ferroviario che il 1 marzo del 2007 provocò l'amputazione di una gamba a una ragazzina di sedici anni. Alla giovane, scivolata dal predellino di un treno in partenza dalla stazione di Lambrate, fu tranciata la gamba sinistra.
Sotto accusa sono i sistemi di apertura manuale delle porte: quando il treno era fermo in stazione ma in partenza, con le porte già chiuse, i compagni di scuola della ragazza avevano aperto le porte manualmente per riuscire a salire. Proprio mentre la giovane stava per entrare sul mezzo, però, il treno è ripartito: la ragazza è così scivolata finendo sotto le ruote. Secondo l'accusa, i due indagati avrebbero violato le norme specifiche che impongono di modificare il sistema di chiusura delle porte. Nel 2003, infatti, un piano di sicurezza di Trenitalia aveva previsto l'introduzione di un sistema di porte autobloccanti ma non era stato mai applicato. Dopo l'incidente di Lambrate, Trenitalia ha appena cominciato a introdurre anche nei vecchi treni un sistema che impedisce di aprire manualmente le porte dall'esterno. Le indagini, condotte dalla Polfer, sono già chiuse.

4 luglio

Testo Unico - Grave decisione presa dal Ministro del Welfare Sacconi
Vogliamo segnalarvi che è quasi passata sotto silenzio generale una grave decisione presa dal Ministro del Welfare Sacconi e dall’intero Governo nelle scorse settimane in merito all’applicazione del Testo Unico su Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro. Nella conversione in legge del decreto legislativo n. 97 del 3 giugno 2008 che non tratta di materie relative alla salute dei lavoratori ma di materie fiscali nonché dell’intervento di sostegno finanziario all’Alitalia sono state inserite proroghe dei termini di applicazione di alcune norme del Testo Unico, che dalla data prevista del 29 luglio 2008 sono state spostate al 1 gennaio 2009. Sono tre le norme la cui obbligatoria applicazione è slittata e riguardano:
- l’obbligo per le aziende di identificare i pericoli derivanti dal tipo di attività e la conseguente valutazione dei rischi fatta con l’apposito documento (DVR);
- l’impossibilità per le aziende di effettuare le visite mediche in fase preassuntiva;
- la comunicazione da parte delle aziende, All’Inps e All’Ispels di tutti gli infortuni, compresi quelli di un giorno.
Lo slittamento al 2009 della effettività delle tre norme anticipa già l’atteggiamento del Governo rispetto al Testo Unico e alla volontà più volte espressa dal Ministro Sacconi in sintonia con Confindustria di rimetterlo in discussione.
Inoltre stanno subendo i colpi del governo le norme sugli appalti, in particolare l’obbligo del cartellino di certificazione e la chiusura dell’impresa, in caso di superamento del monte ore massimo consentito.
Per protestare contro questa azione del governo che sta svuotando il Testo Unico, è decisivo che da parte delle Rsu e dei Rls si manifesti la contrarietà, anche con comunicati e prese di posizione inviati alle commissioni parlamentari del Senato e nel contempo si proceda alla generalizzata richiesta alle aziende di consegna; e apertura del confronto con i Rls, del DVR.
(Maurizio Marcelli - Giorgio Cremaschi)

3 luglio

Le porte dei treni e le problematiche relative alla sicurezza del trasporto ferroviario
A cura dei delegati FILT-CGIL di Pisa
Dalla premessa:
"...Sono in aumento gli incidenti che coinvolgono i ferrovieri e i viaggiatori mentre salgono e scendono dalle vetture dei treni e fra questi sono in crescita anche quegli infortuni legati al malfunzionamento delle porte delle vetture.
Si tratta d'incidenti gravi, in alcuni casi anche letali, e probabilmente rappresentano, per caratteristica e frequenza, quelli prevalenti a bordo dei treni; è opportuno osservare che sono concentrati su alcune tipologie di treni.
La Filt-Cgil di Pisa insieme ai propri rappresentanti RSU/RLS del personale di bordo ritiene necessario riflettere, con attenzione, su questa problematica, sia perché riguarda direttamente la sicurezza dei lavoratori e dei viaggiatori, sia perché espone i capitreno a responsabilità giudiziarie.
Responsabilità, a volte di tipo penale, per la quale il lavoratore rischia di trovarsi imputato anche se ha eseguito tutte le norme regolamentari previste per la partenza del treno.
Infatti, in alcune circostanze, pur avendo eseguito le procedure previste, può mancare la certezza che le porte siano chiuse quando il treno inizia a muoversi o quando è già in movimento.
E' da evidenziare che, grazie a opportune tecnologie, alcuni tipi di materiale rotabile manifestano in modo molto minore questo rischio.
La Filt-Cgil di Pisa ritiene che la sicurezza e il buon senso devono portare alla introduzione delle migliori tecnologie oggi tecnicamente possibili a tutti i tipi di treno.
Il sindacato deve rivendicare questa condizione di sicurezza e vigilare affinché sia realizzata...."
Scarica il documento.

21 giugno

Vipiteno, deraglia treno di rifiuti, bloccata la ferrovia del Brennero
VIPITENO (BOLZANO) - Da questo pomeriggio la linea ferroviaria del Brennero è interrotta: sono finiti fuori dai binari due carri merci di un convoglio di rifiuti provenienti dalla Campania e diretti in GerVipiteno - Deraglia il treno dei rifiutimania. I due carri si sono leggermente inclinati ma sono rimasti comunque chiusi, senza fuoriuscita di materiale e senza feriti. In serata il resto del convoglio ha lasciato la stazione di Vipiteno diretto in Germania. La linea ferroviaria tornerà alla normalità solo domattina.
L'incidente è accaduto poco dopo le ore 16 alle porte di Vipiteno, cittadina a ridosso del confine con l'Austria, lungo una delle linee ferroviarie più importanti d'Europa. Secondo quanto riferito dalla Polfer, si trattava di un lungo convoglio proveniente dalla Campania, una ventina di carri in tutto. Mentre il treno viaggiava a 70 km orari, gli ultimi sei carri del convoglio si sono incredibilmente staccati, i due di coda sono anche usciti dai binari inclinandosi sulla massicciata ma restando comunque ben sigillati, senza che uscissero rifiuti. Del resto non si tratta di rifiuti tossici, come prevedono anche gli accordi con la Germania.
Tutto il traffico lungo la linea del Brennero è stato così bloccato. I treni passeggeri nelle due direzioni sono stati fermati a Brennero e a Fortezza, nelle stazioni immediatamente più vicine a Vipiteno, organizzando un servizio di trasbordo su bus: un bel fastidio anche per chi va o torna delle vacanze.
Per rimuovere i due pesanti carri e riaprire la linea ferroviaria ci vogliono però autogrù e attrezzature particolari che stanno per arrivare sul posto da Bolzano. Le Fs, in un primo tempo, prevedevano che nella notte tutto sarebbe tornato alla normalità. Poi un nuovo comunicato fa sapere che la normale circolazione verrà ripristinata domattina. Intanto, eccettuati i due vagoni deragliati ed un terzo carro, il resto del convoglio con i rifiuti provenienti dalla Campania ha lasciato la stazione di Vipiteno diretto in Germania.
L'incidente non ha danneggiato la linea elettrica. Lungo la linea ferroviaria del Brennero ormai da quasi due anni viaggiano ogni giorno uno-due treni merci carichi di rifiuti provenienti dalla Campania e diretti agli inceneritori della Germania. Sinora non vi sono mai stati problemi particolari nè incidenti. L'unico inconveniente, segnalato da cittadini, è la puzza emanata dai carri in caso di sosta e quando le temperature sono elevate. In genere i treni viaggiano di notte.
L'Alto Adige, proprio per la sua collocazione geografica lungo l'asse del Brennero, è così una terra di transito per quanto riguarda i rifiuti. Proprio recentemente l'assessore provinciale all'ambiente Michl Laimer, ha quantificato in 1.000 tonnellate al giorno i rifiuti in viaggio verso nord.
(fonte: repubblica.it)

19 giugno

Si è concluso con cinque condanne e tre assoluzioni
il processo, in tribunale ad Alessandria, per il deragliamento dell'Intercity 2050 Livorno-Torino del 16 maggio 2004 in località Libarna di Serravalle Scrivia, in cui perse la vita una passeggera e altre 39 persone rimasero ferite. I giudici hanno ritenuto manager e tecnici di Rfi e il titolare dell'impresa che stava eseguendo lavori di rinnovamento e risanamento della tratta ferroviaria Alessandria, responsabili di una serie di omissioni. I difensori, che avevano chiesto l'assoluzione, ricorreranno in appello. Per concorso in disastro ferroviario e omicidio colposo sono stati inflitti 2 anni e 6 mesi a Mario Salvatore Nicolini e Andrea Barsotti (rispettivamente capo unità territoriale e divisione infrastrutture Genova Nodo); due anni a Carlo Alberto Tobaldi (della direzione compartimentale infrastrutture di Genova) e Giampiero Parodi (capo reparto infrastrutture). Infine un anno e otto mesi a Enrico Valditerra, amministratore delegato dell'omonima ditta e direttore tecnico dei lavori. Sospensione condizionale della pena per Tobaldi, Parodi e Valditerra; per gli altri la pena è stata condonata. (ANSA)
-----------------------------------------
Vai alla pagina degli incidenti ferroviari.

15 giugno

Agente Unico:altra importante prescrizione ASL. A Caltanissetta.
Sanzionata Trenitalia per non aver predisposto un'adeguata organizzazione del soccorso in caso di malore del macchinista, per non aver formato tutti i lavoratori del treno, ecc. Complimenti all'OrSA siciliana!

9 giugno

L'Agenzia Nazionale Sicurezza Ferroviaria
convoca per il prossimo 19 giugno un incontro con le Segreterie Nazionali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Ulltrasporti, Ugl AF, Orsa, Sma avente ad oggetto le direttive ministeriali del 2006 concernenti le modalità di utilizzo del dispositivo vigilante sui mezzi ferroviari.
Facciamo arrivare ai sindacati il nostro:
- NO all'Agente Unico/Solo;
- NO al Vacma di notte, fra le 0-5.
- NO alla NEIF 4 che consente la circolazione dei treni anche col controllo chiusura porte guasto, nonostante
i gravi incidenti avvenuti!

(Vai alla pagina degli incidenti causati dal mal funzionamento delle porte)

3 giugno

Scontro fra due treni ad Ancona: 30 feriti lievi
Aperte due inchieste per verificare se si sia trattato di errore umano o di un problema tecnico
(Adnkronos) - Sono 30 le persone ferite nell'incidente ferroviario che è avvenuto questa mattina, intorno alle 7.30, all'interno della stazione di Ancona. I passeggeri sono rimasti lievemente feriti nell'impatto fra il treno regionale Pesaro-Termoli, che viaggiava sul terzo binario, e una motrice che stava facendo manovra sullo stesso binario. Nello scontro, che grazie alla bassa velocità dei mezzi non è stato forte, è rimasto ferito ad un ginocchio anche il macchinista del regionale.
I passeggeri, che hanno riportato soprattutto lieve contusioni, sono stati curati sia sul posto dal 118 sia nel pronto soccorso degli ospedali regionali di Torrette di Ancona, di Osimo (Ancona) e di Chiaravalle (An). Sull'incidente sono state aperte due inchieste, una delle Ferrovie dello Stato e una della polizia ferroviaria per verificare se sia trattato di errore umano o di un problema tecnico. I passeggeri hanno potuto riprendere il loro viaggio dopo una quarantina di minuti su un altro treno mentre la circolazione ferroviaria, che non è stata interrotta, ha subito dei rallentamenti, lungo la linea Adriatica èripresa regolarmente dopo un'ora dall'incidente.

1 giugno

L'amianto entra nella Storia. A suon di morti.
Parlare di amianto oggi, sensibilizzare la pubblica opinione più ancora le istituzioni pubbliche, è doveroso di fronte alle cifre della strage silenziosa che si consuma giorno dopo giorno, e che riguarda tutti. Va letto in questa chiave, con il rispetto (tanto) dovuto al giovane autore, “Il male che non scompare” (ed. Il Ramo d'Oro, Trieste) di Enrico Bullian, 25enne consigliere comunale di San Canzian d'Isonzo, presentato oggi, sabato 31 maggio, a Librando, la manifestazione del Comune di Samarate dedicata alle novità editoriali. Bullian, impegnato sul fronte della lotta alle conseguenze dell'esposizione all'amianto, ha tratto dalla sua tesi di laurea in Storia contemporanea presso l'Università di Trieste un lavoro pregevole, documentato e sistematico sui vari aspetti della questione, corredato da interventi di Felice Casson e Antonio Pizzinato.
L'amianto è ovunque, nei decenni dell'apice dello sviluppo industriale, fra gli anni Cinquanta e Settanta, è stato infilato dappertutto: costruzioni, cantieristica, ferrovie. Questa fibra di silicati dagli effetti micidiali, che causa asbestosi, tumori polmonari e il micidiale mesotelioma, male fin qui senza scampo, è tutto intorno a noi: a morirne non sono stati solo gli operai direttamente esposti, ma tanti che neppure realizzavano di essere a rischio. Inutile girarsi dall'altra parte, cambiare pagina, toccare ferro: i dati parlano di un morto per amianto ogni due ore solo in Italia. Una strage che non ha pari in nessun altro ambito industriale, e che ha colpito in modo particolarmente duro le realtà in cui si lavorava l'amianto - Casale Monferrato, con le centinaia di morti della Eternit, la Monfalcone di Bullian, la piemontese Balangero della più grande cava a cielo aperto d'Europa, descritta da Primo Levi ne “Il sistema periodico”, ma anche Bari e altre località del Sud. Il tutto non risparmiando chi aveva la sola colpa di essere vissuto, magari, vicino a un tetto in Eternit. È successo, lo abbiamo raccontato sulle pagine di Varesenews. Ci ha raccontato una vicenda identica, da un centro della Brianza, anche una dei purtroppo pochi intervenuti all'incontro odierno di Librando: il tetto in Eternit sotto la finestra di casa le è costato il padre, lei si è unita all'Associazione Italiana Esposti Amianto. L'AIEA spinge per la rimozione globale dell'amianto, che tuttora determina con la sua presenza condizioni di grave rischio per la salute pubblica. Dal 1992 anche in Italia la produzione è al bando, ma le bonifiche si fanno attendere. Decine di migliaia i morti solo in Italia dopo i primi allarmi degli anni Sessanta e Settanta. Da allora per responsabilità diffuse, che si sommano a vicenda - dalle lungaggini parlamentari alle resistenze delle imprese coinvolte, dalla sordità degli enti di controllo e dell'Inail, ad ambiguità e lentezze degli stessi sindacati, come racconta Bullian nel libro - nel 2008 c'è ancora molto da fare.
L'unica vera rimozione, infatti, fino a questo momento, è stata non quella dell'amianto, ma quella del problema, espunto anche dalla storia, «un po' come le foibe» dice l'autore, nativo della Venezia Giulia. Tipico esempio del meccanismo per cui a profitti sovente privati seguono spese rigorosamente pubbliche, e per il quale si evocano demoni industriali senza realizzare, salvo dopo la conta dei morti, a decenni di distanza, come sottolinea Bullian l'amianto genera anche rifiuto e isolamento nelle stesse vittime. Che non parleranno mai di tumore, né citeranno il mesotelioma: “Ho il mal d'amianto” dicono, “ho un male che non scompare” (da qui il titolo del libro), queste alcune risposte raccolte dal servizio psicologico di assistenza messo in piedi a Monfalcone, città da un secolo dominata dai cantieri navali, dove oggi si costruiscono le più grandi navi da crociera del mondo. Vittime che faticano ad ottenere il riconoscimento di malattia professionale – chi ha contratto la malattia all'estero, come le centinaia di italiani della cava di Wittenoom, Australia occidentale, non lo vedrà mai – o che rifiutano di accettare la malattia della moglie che lavava loro le tute da operaio. Incredibile, ma è successo anche questo. Vittime che faticano a farsi valere anche nei tribunali: «A Monfalcone abbiamo circa 900 procedimenti, di questi 400 lì lì per andare in prescrizione. Fin qui una sola condanna per un caso singolo» riferisce Bullian. A Torino invece il magistrato Raffaele Guariniello indaga la multinazionale Eternit per circa tremila casi di malattia (duemila già purtroppo fatali) nei suoi cinque stabilimenti italiani di un tempo.
Fra questi “martiri involontari” dell'amianto (la definizione è dell'autore del libro) spicca anche il nome di un grande del cinema, il mitico Steve McQueen. Morì di mesotelioma anche lui, nel 1980, forse per le tute in fibra d'amianto con le quali correva in moto. Non serve nemmeno consolarsi pensando che, chiusi negli anni Ottanta cave e stabilimenti, dopo il “picco” di malattie previsto nel 2015, a circa 35 anni dalla massima esposizione, i tumori crolleranno fino a scomparire. È falso: l'amianto resta pericoloso fino alla rimozione, costosa e delicata ma necessaria. E mentre c'è chi liquida la questione come il prezzo da pagare al Moloch del progresso (un po' come per gli incidenti stradali) e chi, tuona Bullian, «facendo del negazionismo su testate prestigiose» cerca di circoscrivere il problema a particolari varietà del minerale, nel resto del mondo «ancora si producono due milioni di tonnellate d'amianto l'anno, persino in Canada, Paese altrimenti civilissimo». La Russia è ancora il primo produttore e utilizzatore, seguito dalla Cina e dal Canada. I veleni sono stati dunque globalizzati, destinati a chi ha fame di sviluppo. Fra questi l'amianto, «male del secolo – anche di questo secolo» per Bullian, «ma peggio ancora è l'indifferenza che lo circonda».
(Sabato 31 Maggio 2008 - Stefano D'Adamo - stefano.dadamo@varesenews.it)

29 maggio (4)

Agente Solo? Per moretti (e per i sindacati) si può fare.
Mauro Moretti torna a rispondere in diretta agli ascoltatori di Radio Anch’io.
Puntualità e pulizie dei treni, avvio della nuova rete ad alta velocità, rapporti fra Stato e Ferrovie e rilancio delle stazioni. Su questi e altri argomenti dell’universo ferroviario, l’ad del Gruppo FS, Mauro Moretti è tornato questa mattina a rispondere agli ascoltatori di Radio Anch’io, il programma di Giorgio Zanchini in onda su Rai Radiouno.
Cinque mesi dopo il suo primo intervento, Mauro Moretti è stato nuovamente ospite, questa mattina, della trasmissione condotta da Giorgio Zanchini. Sul tappeto, i molti aspetti che riguardano oggi il mondo delle ferrovie, un’azienda che, come ha ricordato lo stesso conduttore, interessa più o meno la vita di quasi tutti gli italiani. 

“Dal mio intervento nella trasmissione di dicembre – ha spiegato subito Moretti - sono successe tante cose, tra cui voglio evidenziare soprattutto la chiusura di un buon bilancio 2007. Gli impegni che avevo assunto davanti agli ascoltatori sono stati tutti rispettati: nelle pulizie è stata rilasciata una dichiarazione di sostanziale non conformità. Quindi stiamo preparando nuove gare che ci dovrebbero permettere di avere nuove imprese di qualità, entro la fine dell’anno. Sul fronte dell’Alta Velocità, siamo nei tempi promessi, ma qualcosa è accaduto e accadrà prima dell’apertura della Milano-Bologna, a dicembre di quest’anno. In particolare abbiamo aperto la Napoli-Salerno che permette di non passare per la litoranea e di lasciare ai cittadini di Salerno tutta la linea vecchia per i treni a lunga percorrenza. E a luglio apriremo il passante di Milano, altra grande opera importante per la mobilità dei milanesi”.

Sollecitato da Zanchini sul tema del finanziamento dei servizi da parte dello Stato, Moretti ha così risposto: “Già lo scorso ottobre, quando eravamo in una situazione prefallimentare, ho detto che se lo Stato non fosse intervenuto per sostenere i servizi non di mercato avremmo dovuto operare dei tagli. Oggi abbiamo recuperato sul piano economico-finanziario, passando da oltre 2 miliardi di perdite a 409 milioni, quindi migliorando di 1700 milioni di euro. Possiamo quindi guardare meglio al futuro ma non ancora con tranquillità. Dove non c’è concentrazione sufficiente di domanda non c’è mercato e quindi i servizi non si ripagano. Una normale impresa non li potrebbe assicurare perché cumulerebbe perdite. E’ per questo che deve intervenire lo Stato, coprendo i costi: se non lo fa, noi non siamo in grado di continuare.  In caso  non dovessimo ricevere i contributi richiesti, non si chiuderanno comunque tratte, ma treni. I treni notte, ad esempio,sono tutti in perdite. E in alcune fasce orarie, dalle 10 alle 12 ad esempio, ci sono molti treni vuoti”.

Rispondendo all’intervento di Giovanni Luciano, segretario FIT Cisl, preoccupato per la possibile emarginazione che la riduzione dei servizi creerebbe nel Paese, l’ad di FS si è dimostrato sostanzialmente d’accordo, sostenendo che “Il paese deve avere in ogni città un servizio ferroviario di qualità omogeneo. Ma dove il mercato non ce la fa bisogna che lo stato intervenga. Bisogna mettersi d’accordo su questo. Sono mancati 1600 milioni di euro nei trasferimenti del trasporto locale, un percorso negativo che non si dovrà più ripetere”.

Alla critica dei costi eccessivi per l’Alta Velocità, Moretti ha quindi risposto che “Non è vero che si concentrano i soldi sull’AV, anche perché noi stiamo costruendo un sistema che è anche ad alta capacità, un sistema moderno, che in Italia ha i costi più alti per ragioni geografiche: i 72 km di gallerie e i 20 di viadotto su cui si sviluppa la nuova Firenze-Bologna non finiscono di sorprendere i nostri colleghi europei. L’Italia, da sola, ha il 70 per cento delle gallerie esistenti in Europa”. Moretti, in risposta ad un cliente siciliano, ha quindi spiegato che “l’alta velocità si può fare anche in Sicilia. Per questo è stata fatta una proposta per la Palermo-Catania, con una percorrenza di un’ora e un quarto. Perché non si dovrebbe? Se si farà, si creeranno nuove condizioni di mercato e di sviluppo”.


Moretti ha poi risposto agli ascoltatori su questioni di servizio. “Le obiezioni sui treni vecchi sono vere. Il nostro parco treni pendolari è mediamente datato. E’ per questo che abbiamo proposto allo Stato di co-finanziare mille treni nuovi per il trasporto locale utili nelle grandi città, nelle ore di punta, perché altrimenti non riusciamo a dare risposta alla domanda crescente che c’è. Per quanto riguarda il numero dei treni, quello lo decide la regione, linea per linea ed ora per ora. E’ chiaro che nelle ore di punta, con treni vecchi e tante gente si fa ritardo, anche solo nei momenti di salita e di discesa. Poi c’è la questione dei tempi di viaggio: tutti vogliono il treno veloce da una città all’altra e tutti vogliono che fermi nel proprio paese, anche l’Eurostar. La soluzione che può accontentare tutti sta nell’individuazione di un sistema di servizi sovrapposto e integrato, con la separazione dei ruoli tra Regionali, Intercity e  Eurostar. Il viaggio Messina - Catania si può fare in 30 minuti se non ci si ferma in tutte le stazioni. Su questo aspetto, sto preparando una piccola rivoluzione a dicembre, prevedendo il taglio di fermate degli Eurostar dalla Calabria a Roma, per garantire il viaggio da Lamezia in 4 ore”.

Tariffe troppo alte, ha poi sottolineato un ascoltatore. “Non è così. Sono alte per chi fa fatica ad andare avanti ma le nostre tariffe sono le più basse in assoluto in Europa. D’altra parte, se vogliamo migliorare dobbiamo rivedere le tariffe”.

Un ascoltatore ha quindi segnalato l’abbandono di alcune stazioni dove non ci sono più i ferrovieri. “Non possiamo tenere tutte le stazioni aperte, ma siamo disponibili a darle in comodato gratuito ai comuni, in modo che le adottino per fare servizi locali. Lo abbiamo già fatto con circa 250 comuni d’Italia.

L’interesse degli ascoltatori ha toccato molti altri temi, sui quali Mauro Moretti non ha avuto esitazioni a rispondere. “A dicembre inaugureremo la nuova Milano centrale, dove abbiamo realizzato 30mila metri quadri commerciali, una nuova piazza ancora migliore di quella realizzata anni fa a Roma Termini. Immediatamente dopo, a marzo, inaugureremo Torino e Napoli. E ci stiamo trasformando anche nelle merci. In questo settore stiamo mettendo sul mercato 2milioni di metri quadri per fare terminali nella Padana e anche al Sud. Questo permetterà di disporre di un sistema di terminali e magazzini collegati con la rete e avere piattaforme che dialogano con i porti, proprio come chiede Emma Marcegaglia.

“Di ingresso in Alitalia – ha quindi tenuto a chiarire – non se ne parla. Noi pensiamo alle Ferrovie, che sono ancora da salvare. Abbiamo fatto tantissimo, e molto lo si deve ai ferrovieri, che nell’ultimo anno hanno aumentato la produttività dell’8 per cento. Per noi esiste invece il rischio Alitalia se non si creano rapporti con lo stato chiari ed esigibili, come ha detto recentemente la Corte dei Conti. Che devo ringraziare, perché ha evidenziato la nostra svolta epocale del 2007 e ha ricordato che lo Stato deve pagare i servizi pubblici, per i quali oggi mancano 250 milioni. Se non li avremo, parleremo con le regioni per capire quali servizi devono essere assicurati e quali tagliare”.

Altro importante aspetto, quello di una visione di sviluppo traguardata all’Europa. “Per sopravvivere e rilanciare il sistema, non possiamo restare solo in Italia, ma dobbiamo guardare oltre confine. Lo abbiamo già fatto per le merci e dobbiamo farlo anche nel settore passeggeri, inserendoci nella rete delle grandi città europee”.


Giorgio Santilli, giornalista del Sole 24 Ore, ha poi chiesto che cosa dirà oggi Moretti al ministro Matteoli, chiedendo anche notizie sul macchinista unico e sulla nascita di una società per l’AV. “A Matteoli ripeterò quello che ho detto al precedente ministro – è stata la risposta - e sentirò quello che il governo vuole fare. Io non fa